Da Lamezia un modello di rilancio del Mezzogiorno nel segno dell’economia circolare

Pnrr e sostenibilità sono le due parole chiave che hanno caratterizzato la seconda edizione del convegno Economia circolare per il rilancio del Mezzogiorno de La Vita Agile, svoltosi a Lamezia Terme.

In questa importante occasione, politici, parti sociali e rappresentanti delle istituzioni pubbliche si sono confrontati per definire un modello di rilancio del Mezzogiorno.

Sul tema degli investimenti del Pnrr come volano per il rilancio del Mezzogiorno, è intervenuto il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che ha evidenziato come sia «necessario mettere al centro il piano di fattibilità tecnico-economico».

«Seguiamo – ha spiegato – sia le regole del Next Generation sia le regole del G20 che hanno definito anni fa cosa vuol dire costruire una infrastruttura sostenibile. Uno dei principi fondamentali del Next Generation è quello di non poter danneggiare l’ambiente. C’è una valutazione molto stringente, è un obbligo ed è l’occasione per cambiare il paradigma di come si cambiano le infrastrutture in Italia, superando il concetto che infrastrutture e ambiente non possano convivere. La legge prevede procedure semplificate e nuovi bandi con un piano di fattibilità tecnica economica per i progetti esecutivi che devono preparare le stazioni appaltanti».

«Si tratta di regole previste del Next Generation Eu – ha detto ancora – per costruire infrastrutture sostenibili, così come prevedono le leggi europee. In nove mesi abbiamo fatto quello che nel passato avrebbe richiesto 4 anni e mezzo, con un rigore tecnico che è indispensabile. È quello che sta succedendo nella tratta ferroviaria Salerno-Reggio Calabria».

«La tutela dell’ambiente – ha concluso – è oggi un principio della Costituzione. Nella scelta delle opere e delle procedure si riesce a trovare un equilibrio diverso dal passato. I cittadini inoltre hanno ben compreso la necessità di appoggiare questo cambiamento e farlo attivamente».

Presente anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha ricordato che molti comuni sono in predissesto o in dissesto, e che sarebbe auspicabile che «più che dare ai Comuni la possibilità di assumere tecnici è più utile affidare a Cassa depositi e prestiti una funzione di assistenza concreta alle amministrazioni locali. Questo lo stiamo applicando alle rinnovabili».

«A me pare che in Italia questa scommessa del Pnrr l’abbiamo colta un po’ in ritardo», ha poi concluso il Governatore.

Come evidenziato da Felice Saladini, founder e ceo di MeglioQuesto, «nel Mezzogiorno abbiamo faticato a tenerci le risorse professionali e intellettuali perché le infrastrutture sono scadenti. Ora che ci sono i piani per colmare questa distanza con il resto del Paese possiamo crescere in un modo straordinario. Se continuiamo sulla strada imboccata e non creiamo ostacoli artificiosi avremo finalmente una nuova base infrastrutturale di tecnologia, di reti, di trasporti, che non obbligherà più le imprese e i giovani a lasciare questi territori».

«Alla politica chiedo di semplificare le cose – ha concluso –. Servono regole chiare e risposte semplici, ma soprattutto veloci. La locomotiva del Paese adesso è sui binari del Sud». (rrm)

SAN ROBERTO (RC) – Si presenta il progetto “Le torri della biodiversità”

Domani pomeriggio, a San Roberto, alle 17.30, nella Sala Convegni “D. Calarco” della Chiesa di San Giorgio Martire, sarà presentato il progetto Pnrr Le torri della biodiversità e il Centro di educazione ambientale e di aggregazione, finanziato dal Pnrr nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana integrato L’Aspromonte in Città della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con Save Your Globe.

 Dopo i saluti del sindaco Antonino Micari e dei sindaci del comprensorio sono previsti gli interventi del prof. Giuseppe Modica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria – Dipartimento di Agraria su “Rigenerazione urbana e ruralità“, della d.ssa Maria Prigoliti della Regione Calabria su “Lo stato della biodiversità in Calabria “ e dell’agronomo Rosario Previtera, manager della transizione ecologica e coordinatore per i bandi PNRR su “Le torri della biodiversità: riqualificazione sostenibile. Conclude Carmelo Versace, sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

I lavori moderati dal giornalista Francesco Ventura vedranno le conclusioni di Carmelo Versace, sindaco metropolitano di Reggio Calabria.

«È un percorso innovativo – ha detto Previtera – quello intrapreso dal sindaco Micari con programmi concreti e “green” attivati già da un biennio. Il progetto prevede la trasformazione di un ecomostro costituito da due grandi e vecchi pilastri abbandonati che diventeranno due innovativi boschi verticali con le specie del Mediterraneo e con i supporti alla nidificazione per gli uccelli migratori. Contestualmente un antico mulino ad acqua in località Funicà, limitrofo alle future torri della biodiversità,  verrà trasformato in un Centro di educazione ambientale e di aggregazione con tecniche di bioarchitettura. Il progetto rientra in un programma comunale di iniziative a tema e diventerà un fattore di attrazione per il  turismo verde e didattico oltre che un volano di sviluppo integrato che guarda anche alla bioedilizia e alla riqualificazione del borgo».

Grande soddisfazione per il sindaco Micari per il quale «il Pnrr offre grandi possibilità da non perdere e per questo sin da subito ci siamo adoperati. Sabato presentiamo un progetto di grande importanza ecologica e turistica oltre che di valenza nazionale che vede la partnership di numerose associazioni  così come per  il Bando Borghi e per il Bando CIS dei quali attendiamo gli esiti così come per molti altri progetti di riqualificazione urbana presentati. Il progetto finanziato in questione rientra nel programma integrato “Tra cielo e mare”  preoposwto alla Città Metropolitana con i comuni di Cardeto, Fiumara, Laganadi, Calanna, Sant’Alessio in Aspromonte. Ai fini della valorizzazione del territorio comunale abbiamo deciso di intraprendere già prima del PNRR il percorso della transizione ecologica e della green economy  e siamo proiettati a raggiungere in poco tempo l’obiettivo “San Roberto, borgo della Domenica green” e l’obiettivo dell’autonomia energetica».

Durante l’evento verrà inaugurata la mostra fotografica nazionale Ambiente, Clima, Futuro a cura del Cine Foto  Club Andreoni di Reggio Calabria e della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. (rrc)

Prende forma l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata

di FRANCO BARTUCCI – Costituito in tempi record l’hub che gestirà il progetto PNRR dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata presso l’Unical. Come noto il progetto ha ottenuto   119 milioni sul massimo di 120 di finanziamento pubblico e rappresenta il primo passo verso la nascita di Tech4You, l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata, nato dalla collaborazione tra gli atenei statali delle due regioni e le sedi Cnr. 

L’atto costitutivo dell’hub, che avrà sede presso l’Unical, è stato firmato  dalle parti ed in particolare dal Rettore, Nicola Leone, e dal prof. Roberto Musmanno, che presiede il Consiglio d’Amministrazione dell’hub, ordinario di Logistica dell’Unical, che ha ricoperto in passato il ruolo di delegato al Trasferimento tecnologico dell’ateneo, nonché di assessore regionale, con presidente Mario Oliverio. Nel Consiglio siederanno altri quattro componenti, in rappresentanza degli atenei coinvolti.

Il progetto Tech4You si era aggiudicato alcune settimane fa il bando del Ministero dell’Università e della Ricerca con un punteggio altissimo: il secondo migliore d’Italia. Nei giorni scorsi la procedura è stata completata con la negoziazione del finanziamento accordato, che ha confermato la validità della proposta e l’ampio consenso già riscosso: a Tech4You il ministero ha assegnato 119 milioni sui 120 massimi concedibili.

L’hub avrà il compito di coordinare gli spoke (6 in tutto quelli previsti), che si occuperanno delle attività di ricerca del progetto. Sarà inoltre l’interfaccia dell’ecosistema con il ministero, per la fase di rendicontazione. A questo scopo nei prossimi mesi assumerà nuovo personale, con funzione di gestione e amministrazione.

Per il Rettore Leone il progetto costituisce un’occasione unica per innovare le due regioni. «È un risultato straordinario quello che abbiamo raggiunto e per nulla scontato, del quale dobbiamo essere tutti orgogliosi. Quando riesce a fare squadra, il Sud compete alla pari a livello nazionale – ha detto il rettore Nicola Leone – Ora dobbiamo sentirci addosso tutta la responsabilità che questo progetto porta con sé: è l’occasione che il Pnrr ci offre per dare un contributo concreto all’innovazione delle due regioni. È in questo senso che dobbiamo interpretare il lavoro che ci si presenta davanti. Lo dobbiamo al nostro territorio, lo dobbiamo alla Calabria».

Tech4You – L’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata – dal titolo Tech4You, Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement – si propone di coniugare le vocazioni del territorio con la sfida della transizione digitale e ambientale. L’obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo di due regioni storicamente in ritardo, intervenendo sulle emergenze, oggi aggravate dal cambiamento climatico, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, innovare il tessuto socioeconomico, creare occasioni di nuova occupazione, rafforzare la resilienza di un territorio fragile perché esposto a rischi naturali e antropici.

Tra gli ambiti di ricerca di Tech4You compaiono le energie pulite, l’agricoltura smart, la protezione del patrimonio culturale e dell’ambiente, la tutela della salute. L’obiettivo è quello di costruire un modello di crescita economica sostenibile, che valorizzi le specificità di Calabria e Basilicata e le renda un punto di riferimento per il rilancio del Sud Italia, puntando molto su prevenzione, monitoraggio dei rischi, rivoluzione digitale.

L’Ecosistema dell’Innovazione gode dell’endorsement dei presidenti delle Regioni interessate e coinvolge un’ampia rete di soggetti pubblici e privati. (fb)

Bianchi (Svimez): Quota del 40% del Pnrr al Mezzogiorno non ci tranquillizza

«Non ci ha particolarmente tranquillizzato l’indicazione del 40% del Pnrr per il Sud». È quanto ha dichiarato il direttore della SvimezLuca Bianchi, nel corso del convegno Il Mezzogiorno e il Pnrr. Opportunità e scenari al Castello Ducale di Corigliano Rossano.

Il direttore della Svimez, nel suo intervento, ha spiegato che « Se quelle quote non corrispondono ad un disegno strategico, non sono garantite. Noi non avevamo chiesto il 40%, introdotto poi dal governo Draghi, per far fronte alla mancanza reale di una riflessione strategica su quali fossero gli obiettivi da perseguire ed il concreto ruolo del Mezzogiorno in un Paese che doveva cambiare».

«E poi, è stata introdotta questa quota del 40%. Il problema è che la quota non è un obiettivo, tantomeno un obiettivo raggiunto» ha spiegato Bianchi, aggiungendo che «si dice 80 miliardi ma, in realtà, non c’è nessun vincolo reale all’interno del Piano che garantisca il raggiungimento di questa quota. Cosa intendo: il 40% è una torta di valore medio che si dovrebbe raggiungere. Peraltro, arrivando a spendere 82 miliardi non la si raggiungerebbe perché non si tratta del 40% dell’intero fondo, ma si riferisce alla spesa cosiddetta territorializzabile. Aggiungerei che nel Pnrr sono previsti i 12 miliardi di anticipazione per il Fondo di sviluppo e coesione, a loro volta restituiti in media dopo sette, otto anni. C’è, quindi, tutto un gioco contabile che si potrebbe aggirare per raggiungere il 40%».

«Aver definito quegli 82 miliardi come quota destinata al Mezzogiorno – ha proseguito Bianchi – sembra quasi suggerire che se il Sud non riuscirà a spendere quelle risorse, sarà colpa sua. La reale localizzazione degli interventi dipenderà dalla modalità con cui sono distribuiti sul territorio. Noi abbiamo un pacchetto di interventi che riguardano prevalentemente le infrastrutture ferroviarie, in cui la quota di destinazione territoriale è abbastanza semplice da definire: l’opera è già predeterminata e quelle sono le risorse stanziate. Quei soldi serviranno per la Napoli-Bari e per un pezzetto di Salerno-Reggio».

«Per il resto delle risorse, possiamo usare due grandi ambiti di intervento: da una parte, interventi che rientrano nella categoria delle infrastrutture sociali e gli investimenti sociali. L’altro tassello è quello delle politiche industriali» ha detto ancora Bianchi, sottolineando che «le risorse dovrebbero essere localizzate dove c’è più bisogno» che, per il direttore della Svimez, è «uno dei temi fondamentali di debolezza del Pnrr; in primo luogo sul tema dei diritti di cittadinanza perché si è deciso per un meccanismo di distribuzione delle risorse basate su bandi competitivi».

Per il direttore Bianchi, infatti, «questo meccanismo basato sui bandi competitivi è in profonda contraddizione con l’obiettivo della riduzione dei divari territoriali, perché in assenza di una analisi reale dei fabbisogni». Questi bandi per Bianchi, «rischiano di restituirci una fotografia della distribuzione delle risorse più in base sulle capacità amministrative degli enti locali piuttosto che rispetto al vero fabbisogno di quel determinato intervento e con modalità di intervento diverse».

Bianchi, poi, ha proseguito dicendo che nel «Mezzogiorno si fanno progetti dove sono i soldi e non dove servono  fare le cose. Quindi ci sono fattori cominciano a fare progetti senza un criterio di priorità e di capacità amministrativa. questo è un elemento che condiziona da un lato l’obiettivo reale perché deve avere dall’altro rischio di essere in profonda contraddizione anche con la quota del 40% perché poi alla fine questo dipende dalla tipi di progetti, dalla capacità progettuale e diciamo dà anche un alibi che può dire – cito il sindaco Sala di Milano – che diceva che “a Sud non sono bravi a fare progetti, perciò li facciamo noi”». (rrm)

IN CALABRIA DOVE NON C’È MAI IL LAVORO
MANCA PERSONALE PER LE RISORSE PNRR

di SANTO BIONDO La Calabria dei paradossi si riscopre debole davanti alla sfida che potrebbe cambiare il suo futuro. Nella regione che spicca a livello nazionale per il più alto indice di disoccupazione, soprattutto fra i giovani e le donne, l’incapacità amministrativa degli enti territoriali, conseguenza di anni di tagli al comparto pubblico da parte di una politica incapace di costruire corrette pratiche di promozione occupazionale, rischia di mettere a repentaglio la progettazione e la finalizzazione dell’imponente dote di finanziamenti che l’Europa, in uno slancio solidaristico, accantonati gli anni di ristrettezze legate ai vincoli del patto di stabilità, ha messo a disposizione del nostro paese. 

La carenza di personale e di competenze, purtroppo, si evidenzia in tutto il comparto della pubblica amministrazione. Tutti gli enti locali, Regione e Comuni, che saranno chiamati a gestire la fase progettuale dei bandi del Pnrr e a seguirne la messa a terra concreta, sono in enormi difficoltà di pianta organica e di qualificazione professionale. 

Nasce così il paradosso di una regione senza lavoro nella quale la mancanza di lavoratrici e lavoratori, che riguarda tutte le amministrazioni, nei cui bilanci la spesa per il personale è al di sotto dei tetti massimi, contribuisce non solo a mantenere alti i tassi di disoccupazione regionale soprattutto giovanile, ma impedisce, in questa fase di grandi opportunità, di creare nuova occupazione nel settore privato nella nostra regione, dato che una pubblica amministrazione inefficiente, non permetterà alla Calabria di mettere in moto la propria economia attraverso la messa a terra delle risorse europee. 

Questa cronica mancanza di personale, rimanendo così le cose, impedirà la realizzazione dei programmi europei, non permetterà l’apertura dei cantieri, non permetterà di migliorare i servizi di cittadinanza e di crearne di nuovi; non permetterà di modernizzazione e innovare il tessuto produttivo e non consentirà di attrarre in regione nuovi e importanti investimenti privati. 

Occorre lanciare l’allarme a Roma. Perché occorre fermare il cane che si sta mordendo la coda. 

Questa rivendicazione ai piani alti la deve porre la politica calabrese, la quale deve chiedere al governo nazionale di consentire alla Calabria l’apertura, in via straordinaria, di una stagione di concorsi pubblici e meritocratici all’interno di tutte le articolazioni pubbliche regionali. 

Se questo non sarà fatto, nel mentre il cane fuori controllo insisterà ad inseguire la propria coda, i giovani continueranno ad andare via dalla Calabria, la nostra regione si impoverirà ulteriormente e le prospettive di rinascita e di ripartenza del territorio sbiadiranno. 

Il Pnrr per la Calabria deve rappresentare anche l’occasione per modernizzare e innovare la propria macchina pubblica. Un’amministrazione pubblica efficiente è un argine contro la criminalità organizzata e contro il rischio dell’applicazione di pratiche clientelari e collusive.

Inoltre se la politica calabrese non mette sotto la propria lente di ingrandimento la voce personale pubblico, potrebbe verificarsi, anche che grazie ai fondi del Pnrr vengano costruite delle infrastrutture che, per la grave mancanza di personale, potrebbero rischiare di diventare delle nuove cattedrali nel deserto.

Cose se ne possono fare i calabresi, infatti, di nuovi ospedali se poi non ci sono gli operatori sanitari necessari per farli diventare i luoghi della salute? Cosa se ne possono fare i calabresi di scuole e asili nido nuovi di zecca se poi non ci sono le insegnanti e gli insegnanti per far crescere i nostri ragazzi?

Il rischio concreto, quindi, è quello di far precipitare il territorio della Calabria nel labirinto del sottosviluppo. Una ipotesi inaccettabile che dobbiamo assolutamente scongiurare.

Un sottosviluppo che potrebbe segnare il destino della sanità calabrese, che potrebbe trovare ossigeno nell’incapacità di infrastrutturare una regione povera nei suoi asset viari, che potrebbe amplificarsi a causa dell’odiosa mancata applicazione della clausola del 34% degli investimenti in conto capitale che dovevano essere destinati alle regioni del Mezzogiorno, che potrebbe essere appesantito dai miasmi nefasti di un federalismo fiscale a trazione padana.

Infine sul Pnrr, gli enti territoriali, che devono e dovranno svolgere da qui al 2026 un ruolo da protagonisti nello sviluppo sociale, occupazionale ed economico del nostro territorio, devono mettere da parte le barriere campanilistiche e devono avanzare nella capacità di mettersi insieme, consorziarsi, fare sinergia affinché insieme possano affrontare le criticità amministrative e mettere a fattore comuni i punti di forza.  Per fare tutto questo è necessario che i Comuni calabresi si associno sostanzialmente e non formalmente in ambiti provinciali ottimali. 

In una visione solidaristica, infine, dovrebbero essere soprattutto i grandi comuni calabresi a muovere il primo passo verso i piccoli e medi comuni, che sono gli enti in cui si riscontrano le maggiori difficoltà.

DIVARIO, SCARSA COESIONE TERRITORIALE
FRUTTO DI UN SISTEMA PAESE DA CAMBIARE

di MASSIMO MASTRUZZO – Il punto centrale in realtà non è la giornalista, vittima anch’essa del virus del pregiudizio, che nelle sfumature delle sue varianti più o meno gravi può colpire ognuno di noi, quanto NON far passare il concetto espresso nella sua infelice affermazione: tanto prima o poi tutti voi meridionali dovrete emigrare…. Questo oltre ad essere in totale contrasto con quanto previsto dall’art 3 della costituzione, non è più sostenibile principalmente per due motivi: 1) la concentrazione economica e industriale in sole poche ragioni del nord Italia ha quasi raggiunto il limite massimo di espansione (ad esempio, la BreBeMi già non serviva, dove si troveranno altri spazi per sbocchi infrastrutturali senza consumare ulteriormente, e spesso inutilmente, suolo pubblico?); 2) il sud ha diverse aree a rischio desertificazione umana (la Calabria è probabilmente la prima) questo vuol dire che fisicamente ci sono sempre meno emigranti e chi è rimasto sembra non essere più disponibile a farlo.

L’Italia se non inverte la rotta secondo le indicazioni intrinseche nei criteri di ripartizione dei fondi del PNRR, avrà nei prossimi anni un aggravio del già presente blocco della crescita economico (e l’Europa lo sa).

Grazie al Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale, che ha prontamente pubblicato la lettera del papà contro il commento  della conduttrice televisiva, la vicenda ha avuto un impatto mediatico impressionante.

Radio, televisioni, giornali hanno riportato la notizia rendendola un caso nazionale.  Si potrebbe affermare che è bastato poco,  ed in effetti, delle volte, il fato è più utile dei fatti.

Fatti che sono presenti nei dati incontestabili con i quali ci battiamo per denunciare la condizione di disomogeneità territoriale del Mezzogiorno: Dalla questione Lep con Giorgetti che quando dal 2013 al 2018 fu presidente della bicamerale per il federalismo fiscale nel leggere i dati richiesti e ricevuti dal ministero dell’Economia sulla redistribuzione dei fondi, e rendendosi conto dell’assurda incostituzionalità di quanto quelle cifre stessero denunciando, dichiarò: “Visto che  i dati al 100%, come previsto dalla legge, probabilmente potrebbero essere scioccanti, magari ce le fate avere in modo riservato o facciamo una seduta segreta come avviene in commissione antimafia”. 

Agli 840 miliardi di euro che stando a quanto rivelato dai dati Eurispes, è la somma sottratta al Sud a partire dal 2000 e fino al 2017 (840miliardi più di tutto i fondi del Next Generation destinato a tutti gli stati membri in risposta  per risollevare l’economia di tutta la UE in risposta alla crisi sanitaria).

Al Rapporto Svimez 2019 che illustra come al Sud la spesa sanitaria sia inferiore del 25% rispetto al Centro-Nord: la spesa sanitaria pro capite in Italia è di circa 1.800 euro in Italia nel 2016 (2.800 nella media UE a 15) con il divario interno al nostro Paese che vede assegnare 1.600 euro nel Mezzogiorno e 2.000 euro nel Centro-Nord,  con appunto un 25% di incostituzionale discriminazione sanitaria che spiega l’elevato tasso di emigrazione ospedaliera verso le regioni del Centro-Nord.

Fino ai dati più recenti del riparto per regione degli incentivi pubblici assegnati nel 2020 al sud pubblicati dal Sole 24 Ore, i quali tra agevolazioni e sostegno agli investimenti superano i 17 miliardi di euro. 

Il Mezzogiorno ha ricevuto il 20% scarso. Meno non solo della popolazione (34%) ma persino della quota di imposte versate (23%). Dati che rispecchiano il metodo consolidato dell’incostituzionale sistema Paese, che ha portato l’Italia sul gradino più alto della mancata coesione sociale dove il trofeo è stato la fetta di torta più grande del PNRR.

Probabilmente tutti questi dati e numeri, che confermano la bontà delle nostre istanze, non sono sufficienti a scardinare il pregiudizio nazionale, e per arrivare ad attirare l’attenzione dei media nazionali c’è voluta la conferma di una conduttrice veneta, anch’essa emigrata, per ribadire con il concetto tanto prima o poi tutti voi meridionali dovrete emigrare…che in Italia qualcosa sta andando storto da almeno 160 anni. (mm)

[Massimo Mastruzzo è un esponente della M24A-ET Movimento per l’Equità Territoriale]

Unical aiuterà il Comune di Cosenza a utilizzare i fondi PNRR

di FRANCO BARTUCCI – Il Sindaco di Cosenza Franz Caruso e il Rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone hanno sottoscritto stamani a Palazzo dei Bruzi un importante accordo di collaborazione per promuovere e valorizzare, attraverso l’istituzione di tavoli tematici ed il supporto delle competenze tecnico-scientifiche dell’Unical, una serie di buone pratiche indirizzate ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse territoriali previsti dal PNRR. 

L’intesa stipulata dalle due istituzioni, nell’ambito delle rispettive finalità, si propone di perseguire la realizzazione di obiettivi di interesse pubblico riguardanti lo sviluppo futuro della città di Cosenza e del suo territorio, ai fini della sua crescita e valorizzazione. In particolare, il rapporto di collaborazione tra Comune e Unical darà vita ad un confronto aperto in grado di agevolare e supportare la partecipazione ai bandi previsti dal PNRR, al fine di promuovere e sviluppare progetti ed azioni congiunte tesi a favorire lo sviluppo di molteplici iniziative.

L’accordo prevede la possibilità di attivare azioni e progetti in diversi ambiti di interesse, quali, anzitutto, quelli della mobilità sostenibile, viabilità e trasporti, delle infrastrutture, con particolare riferimento al loro monitoraggio e digitalizzazione, quelli dell’ambiente, transizione ecologica e difesa del suolo, tutela delle acque e depurazione e agricoltura urbana. 

Il Sindaco Franz Caruso ha ringraziato il Rettore dell’Università della Calabria, prof. Nicola Leone, per l’accoglienza che ha riservato all’idea e al progetto dell’Amministrazione comunale sottolineando «la volontà di consumare finalmente un primo passo verso quella sorta di integrazione reciproca delle due istituzioni. Questa forma di sinergia e collaborazione – ha tenuto a precisare Franz Caruso –  difficilmente nel passato si è mai realizzata. È molto importante e fondamentale per la città di Cosenza – ha aggiunto il primo cittadino – avviare questa interlocuzione diretta con il mondo accademico perché è – questo – anche un modo per arricchirsi di nuove conoscenze, di nuovi sistemi, tecniche e procedure per poter realizzare servizi sempre più efficienti nella nostra città. Il  Magnifico Rettore – ha detto ancora Franz Caruso – è un’eccellenza e non è soltanto uno dei migliori studiosi dell’Intelligenza Artificiale, ma è il migliore e noi come cosentini siamo orgogliosi di essere rappresentati in questo importante settore dello sviluppo dell’Intelligenza artificiale dal prof. Leone che è un insostituibile punto di riferimento». 

L’intesa con l’Università per il Sindaco della città capoluogo «è una combinazione che non potevo lasciarmi sfuggire». E per Franz Caruso guardare alle qualità che ci sono nel nostro territorio è “un fiore all’occhiello dell’azione amministrativa. Questo deve essere – ha rimarcato il Sindaco – uno dei compiti primari di chi gestisce la cosa pubblica.  E’ un passo fondamentale di un percorso che ci vedrà da subito lavorare insieme perché ci sono – è vero – una serie di settori nei quali si può intervenire insieme, ma ce ne sono alcuni già individuati, come il Piano Urbano dei trasporti  (PUT) ed il PUMS, piano urbano della mobilità sostenibile, punti qualificanti del mio programma e dell’azione amministrativa che stiamo portando avanti. Noi tra qualche giorno formalizzeremo l’incarico all’Università della Calabria per la redazione del PUT e del PUMS, come primo segnale di una collaborazione che a mio avviso si deve sviluppare sempre di più negli altri settori contemplati nel protocollo». 

Un ultimo passaggio il Sindaco lo ha dedicato al recupero e alla rinascita del centro storico. “Siamo destinatari e responsabili di un finanziamento per 40 milioni di euro nel Cis Cosenza, ma l’Università della Calabria ha una fetta dei restanti 50 milioni. Ci sarà quindi un momento ulteriore di condivisione di un percorso per la realizzazione di qualcosa che è molto importante, perché contribuire alla rinascita del centro storico è qualcosa che qualifica tutti quanti e che mette insieme queste sinergie istituzionali che si traducono in azioni concrete, al di là della sottoscrizione dell’atto formale. È importante integrare le nostre due realtà che non sono patrimonio di un territorio, perché l’Università della Calabria non è patrimonio della città di Cosenza, come non è neanche patrimonio del territorio che la ospita. L’Università della Calabria è  patrimonio di tutti i calabresi che noi dobbiamo saper valorizzare e anche utilizzare, con le sue competenze e qualità. Avere la possibilità, infine, di portare nel centro storico una facoltà dell’Università della Calabria è un sogno nel cassetto che io spero possa, invece realizzarsi, partendo da questo primo importante protocollo d’intesa». 

«L’accordo di oggi – ha dichiarato dal canto suo il Rettore Nicola Leone – rappresenta un altro passo nelle politiche della terza missione dell’Unical, ovvero quelle di attività con le quali l’Università entra in interazione diretta con la società e gli enti pubblici, affiancando le missioni tradizionali di insegnamento (prima missione) e ricerca (seconda missione). Per molti anni questo compito è stato interpretato principalmente come attività di trasferimento tecnologico, ma oggi l’Università mette a disposizione le sue competenze a supporto della crescita del territorio. Abbiamo accolto, in questa ottica, l’invito del Comune di Cosenza a rendere disponibili gli strumenti della nostra conoscenza tecnico-scientifica, con l’obiettivo di supportare le iniziative di progettazione che intraprenderà il Comune per intercettare le opportunità offerte dal PNRR. Quest’anno – ha concluso il Rettore – l’Unical festeggerà 50 anni dal suo primo anno accademico. E non dobbiamo mai dimenticare quale fu lo spirito che ispirò la nascita di questo campus che, a differenza della maggior parte delle università italiane, fu pensato, voluto e costruito, fin dal primo rettore Beniamino Andreatta, per interagire con l’ambiente circostante e per favorirne la crescita culturale e lo sviluppo socio-economico. Un’ispirazione che continua a guidarci anche oggi».

L’Università della Calabria ha individuato quali responsabili dell’attuazione del protocollo d’intesa, il prof. Giuseppe Guido, delegato del Rettore per il mobility management e per lo sport, ed il prof. Raffaele Zinno, delegato del Rettore per l’ambiente. Per il Comune di Cosenza, invece, il Sindaco Franz Caruso ha indicato la consigliera delegata al welfare Caterina Savastano e la Presidente della commissione consiliare lavori pubblici, Concetta De Paola. Il protocollo d’intesa avrà una validità di 4 anni.

Sin qui le dichiarazioni e le buone volontà  espresse dal Sindaco Franz Caruso e dal Rettore Nicola Leone e bene ha fatto a ricordare la figura del primo Rettore dell’Università della Calabria prof. Beniamino Andreatta che nello scegliere con il Comitato Tecnico Amministrativo l’insediamento del Campus universitario a Nord di Cosenza lo hanno fatto in prospettiva auspicando la nascita di una nuova grande città su un’area urbana molto estesa non guardando alla linea divisoria del Campagnano unendo Cosenza con Castrolibero a Rende e Montalto Uffugo.

Sappiamo che l’Università della Calabria ha predisposto per se stessa dei piani di sviluppo pensando alla propria crescita e qualificazione strutturale ed ambientale guardando ad un ampliamento dei servizi e delle strutture residenziali. In questo momento l’Università della Calabria costituisce a livello mondiale un’attrazione quale centro di formazione accogliendo negli ultimi tre anni dalle cinque mila alle sei mila istanze di giovani studenti appartenenti a oltre novanta Paesi del mondo per proseguire i loro studi di specializzazione. Al momento si trovano nel campus universitario di Arcavacata circa 1.300 studenti stranieri di cui il territorio non percepisce ancora la presenza. Territorio che a questo punto deve ritrovarsi in forma unitaria e costruire sulla base di un’area urbana unica tra i comuni sopra indicati quell’unica grande città con relativi servizi auspicata dai Padri Fondatori dell’Università della Calabria. 

La carta vincente può essere il PNRR ed è opportuno mettersi subito al lavoro tutti i comuni interessati dell’area della Media Valle del Crati richiamati in questo servizio per costruire non due isole felici Cosenza e UniCal, ma un Piano ampio ed esteso legando con la metro Settimo di Montalto Uffugo/Centro Storico di Cosenza questo ampio territorio in una ambizione urbanistica nuova ed innovativa, partendo dalla realizzazione della sua spina dorsale di collegamento tra le due teste di ponte che sono Settimo di Montalto Uffugo Centro storico di Cosenza rappresentata dalla metropolitana leggera. Quel progetto non compreso e abbandonato da una classe politica priva di memoria storica e limitata nelle ambizioni politiche.

Se è vero che l’accordo sottoscritto tra il Comune di Cosenza e l’UniCal ambisce a realizzare nel centro storico di Cosenza una Facoltà universitaria la metro ne costituisce l’asse portante, che riporta a quell’antica ambizione dei padri fondatori che vedevano nella realizzazione di quest’opera un collegamento veloce tra la nuova città e le due sponde dei Mari Jonio, guardando alle potenzialità degli scavi di Sibari, e  il Tirreno sbocco naturale di collegamento verso il Nord e il Sud del Paese, oggi accresciuto con il progetto del nuovo tracciato predisposto all’interno del territorio per l’alta velocità dei treni.

«L’Università della Calabria non è patrimonio della città di Cosenza, come non è neanche patrimonio del territorio che la ospita. L’Università della Calabria è patrimonio di tutti i calabresi che noi dobbiamo saper valorizzare e anche utilizzare, con le sue competenze e qualità». Sono parole del Sindaco Franz Caruso pronunciate e riportate in questo servizio da condividere e sposare, così come fece il Sindaco Giacomo Mancini nel mese di marzo 1998 quando le due amministrazioni comunali di Cosenza e Rende trovarono l’accordo sul progetto della metropolitana leggera e portò il sindaco cosentino, in accordo e condivisione con gli onorevoli Francesco Principe e Sandro Principe, già sindaci di Rende, a dichiarare: «In questa iniziativa c’è il superamento del municipalismo più deteriore. Le nostre sono città piccole e come tali hanno sempre contato poco. Noi abbiamo l’ambizione di diventare più forti, creando un’autorevole area urbana, quella del Crati, dalla quale è passata la storia. Anche oggi come il passato Cosenza si propone punto di riferimento con un primo progetto, quello della metropolitana, che dovrà costituire un richiamo”. Ecco in questo pensiero vi è racchiusa una memoria storica rimasta tale e spetta agli uomini e donne illuminati di quest’area riprenderla e costruirla se non si vuole che la storia di domani ne faccia nuova memoria di uomini e donne senza costrutto ma buoni solo a parole non certamente nel realizzare fatti nel senso di essere costruttori di un futuro di successo e sviluppo pur avendo  di fronte le grandi difficoltà economiche e sociali derivanti dal conflitto bellico in Ucraina e dalla inarrestabile pandemia non ancora vinta. (fb)

Russo (Cisl Calabria): Spendere bene le risorse del Pnrr per crescita dei territori

Dignità del lavoro, sviluppo dei territori e il futuro dei giovani sono i tre obiettivi inscindibili della Cisl Calabria. Per questo «si devono spendere bene le risorse del PNRR puntando alle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, liberando i territori  dall’isolamento, creando nuovo lavoro», ha evidenziato Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, nel corso del Congresso nazionale a Roma.

«Frenando lo spopolamento delle aree interne – ha aggiunto – tutelando l’ambiente e il territorio attraverso la prevenzione, per sfuggire alla trappola dell’emergenza continua. Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire anche intervenire su un sistema sanitario al collasso, come abbiamo amaramente constatato e stiamo ancora constatando durante la pandemia. Vuol dire che chi governa deve saper ascoltare i cittadini, deve condividere priorità e scelte con le organizzazioni sindacali e le altre forze sociali nelle cabine di regia istituite».

«Vuol dire – ha proseguito Russo – mettere la pubblica amministrazione in grado di affrontare le sfide che attendono il Paese, colmando i vuoti negli organici, stabilizzando le migliaia di lavoratori precari qualificati che ringiovaniscono la macchina amministrativa dello Stato e degli enti locali. Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire monitorare la spesa, far sì che i cantieri si aprano e le opere da realizzare siano ultimate; vuol dire tenere alta la guardia verso le infiltrazioni della criminalità negli appalti, con protocolli di legalità e contrattazione d’anticipo».

«Tutto questo – ha detto ancora – ha una fortissima ricaduta nei territori. La Cisl, e in essa la Cisl calabrese, ha un potenziale enorme di energie, professionalità e umanità. Occorre partire da qui per riconquistare spazi di rappresentanza e di tutela».

«Per questo è importante la volontà di innovare il modello organizzativo del nostro sindacato per rafforzare il radicamento nei luoghi di lavoro e nel territorio, valorizzando le competenze e le esperienze di quel grande patrimonio costituto dalla rete delle prime linee: una scelta – ha concluso Russo – che sta dando ottimi risutati, come evidenziato anche dai risultati delle elezioni delle Rsu, che hanno visto in grande protagonismo della Cisl».

Bando Forestazione, Metrocity RC al lavoro per proposte da finanziare col Pnrr

Prosegue il lavoro della Città Metropolitana di Reggio Calabria per elaborare il progetto da sottoporre al Ministero della Transizione Ecologica in merito al bando, per 15 milioni a valere sui fondi del Pnrr, riservato alla tutela delle aree verdi.

Negli uffici di Palazzo Alvaro, i consiglieri delegati all’Ambiente ed al Pnrr, Salvatore Fuda e Domenico Mantegna, insieme al dirigente di settore, Pietro Foti, ed al capo di gabinetto Francesco Dattola, hanno fatto il punto della situazione anche in virtù dello slittamento dei tempi di presentazione della domanda dovuto ad alcuni ricorsi su alcuni punti dell’avviso pubblico nazionale.
Così, a distanza di poche settimane dalla riunione con il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, ed i Consorzi di Bonifica del Basso Jonio, dell’Alto Jonio e del Tirreno su un programma che prevede, in tre anni, la riforestazione di intere aree urbane, periurbane ed extraurbane del territorio metropolitano, amministratori e tecnici hanno iniziato ad analizzare gli sviluppi di alcuni studi scientifici realizzati sui terreni che rientreranno o potranno rientrare nel corposo investimento.
«In questa fase – hanno spiegato Fuda e Mantegna – stiamo lavorando per scandire un programma di priorità che, grazie all’ausilio dei più sofisticati metodi d’indagine, ci permetterà di riservare cospicue somme già a partire dal 2022. L’analisi dei luoghi, infatti, tiene conto dei percorsi attraversati dal fuoco rispetto ai quali serviranno le autorizzazioni del Ministero e della Regione. Il nostro impegno, dunque, è concentrato ad anticipare i tempi, sfruttando anche lo slittamento della data di scadenza del bando, così da riuscire ad elaborare la migliore proposta possibile per ridurre, fra le altre cose, l’impatto ambientale e le emissioni di anidride carbonica».
L’obiettivo è preciso: «Avvicinare la Città alle aree forestali, salvaguardando e migliorando il tessuto del territorio forestale, soprattutto sulle aree che sono state danneggiate dagli incendi rispetto alle quali, attualmente, la norma impedisce qualsiasi intervento nei dieci anni successivi ai roghi».
«Il progetto – hanno ribadito i consiglieri metropolitani delegati – vuole aumentare le superfici verdi e ridurre il consumo di suolo, l’elemento che danneggia maggiormente e rende vulnerabile ed insicuro il nostro territorio».
«I cambiamenti climatici – hanno aggiunto i consiglieri – hanno reso ancora più delicati, esponendoli a rischi sempre più prossimi, i nostri 105 metri quadrati di verde urbano per abitante che, a fronte di una media nazionale di 34, hanno classificato l’area metropolitana di Reggio Calabria fra le più verdi d’Italia, considerata anche l’unica ad avere al suo interno un parco nazionale. È indubbia, quindi, la necessità d’intervenire subito, prevenendo possibili scenari che, in tempi non troppo lontani, hanno segnato una vera e propria catastrofe per i nostri luoghi. Questo progetto, dunque, ci permetterà d’investire già a partire dall’annualità 2022, rappresentando una risposta rapida e provvidenziale per le aree particolarmente fragili. Abbiamo sviluppato ogni ipotesi di miglioramento, coinvolgendo i principali addetti ai lavori operanti sul nostro territorio in maniera tale da redigere una mappa precisa e dettagliata delle aree verdi. Solo insieme, infatti, si potranno aggredire persino le criticità più nascoste».
«Come Città Metropolitana – hanno concluso Fuda e Mantegna – riteniamo altamente strategico il settore della transizione ecologica e dello sviluppo delle aree verdi e lo abbiamo dimostrato, sin da subito, seguendo l’indirizzo individuato nelle linee di mandato condivise dal sindaco Giuseppe Falcomatà. Adesso serve fare quel passo in più decisivo per predisporre un progetto capace di generare un impatto positivo per l’intera comunità metropolitana». (rrc)

Protocollo d’intesa tra Comune di Vibo e Guardia di Finanza per tutela delle risorse del Pnrr stanziate

È stato siglato, tra il Comune di Vibo Valentia e la Guardia di Finanza un protocollo d’intesa finalizzato alla tutela delle risorse stanziate del Pnrr.

Nello specifico il protocollo, firmato dal sindaco Maria Limardo e dal comandante provinciale col. Massimo Ghibaudo, mira a migliorare lefficacia delle misure volte a prevenire, ricercare e contrastare le violazioni in danno degli interessi economicofinanziari dellUnione Europea, dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, connesse alle misure di sostegno e finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); in particolare per quanto riguarda la prevenzione e lindividuazione delle frodi, dei casi di corruzione, dei conflitti dinteresse e della duplicazione dei finanziamenti

Il documento prevede, tra laltro, che il Comune di Vibo Valentia comunichi alla Guardia di Finanza informazioni e notizie circostanziate, ritenute rilevanti per la repressione di irregolarità, frodi e abusi di natura economicofinanziaria, di cui sia venuto a conoscenza, avendo cura di segnalare, altresì, elementi su interventi, realizzatori o esecutori che presentino particolari indici di rischio, quale ausilio per le autonome attività di analisi e controllo che la Guardia di Finanza potrà effettuare nellambito delle proprie prerogative istituzionali

Il protocollo dintesa che resterà in vigore fino al completamento del Pnrr e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026, mira a garantire il corretto impiego dei fondi pubblici che aiutano la crescita produttiva e occupazionale e contribuiscono, nellattuale congiuntura, ad arginare l‘impatto negativo della crisi economica e sociale conseguente allemergenza pandemica e a sostenere il rilancio del Paese(rvv)