Saccomanno (Lega): Creare task force per impedire alla ‘ndrangheta di mettere mani su fondi Pnrr

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha evidenziato come l’unico modo per impedire che la ‘ndrangheta metta le mani sulle risorse del Pnrr destinate alla Calabria è quello di creare una «task force composta dai rappresentanti delle istituzioni tutte, che controlli i percorsi, i soggetti e le modalità di utilizzo delle somme».

«Da più parti e, comunque – ha spiegato – anche dal Procuratore Nicola Gratteri è stato lanciato l’allarme sulla possibilità che la criminalità organizzata, unitamente ad affaristi senza scrupoli, possano mettere le mani sulle ingenti risorse del Pnrr».

Quella della task force per il commissario sarebbe «un modo, appunto, per eseguire verifiche precauzionali che eviterebbero, poi, conseguenze irreparabili per la realizzazione degli interventi necessari. La Calabria è piena di esempi che comprovano l’esecuzione di opere con evidenti irregolarità e infiltrazioni e che, a seguito delle indagini e degli accertamenti di polizia giudiziaria, rimangono sequestrate per decenni e senza possibilità, poi, di poter essere regolarmente collaudate ed utilizzate dalla comunità di riferimento».

«Ed allora prevenire con uno sforzo comune – ha concluso – che consentirebbe, appunto, un lavoro tranquillo nel momento in cui vengono approvate le iniziative e aperti i cantieri». (rcz)

PARITÀ DI GENERE, MOTORE DI SVILUPPO
SE SUSSISTONO LE MEDESIME OPPORTUNITÀ

di DALILA NESCI – La parità di genere è uno straordinario motore di crescita e uno dei capisaldi più rilevanti e urgenti dell’agenda di sviluppo e progresso dei Paesi. L’Italia risulta oggi al 14° posto in Europa per parità di genere, con un punteggio del Gender Equality inferiore alla media europea.

Per la prima volta il nostro Paese si è impegnato nella definizione di una Strategia Nazionale per promuovere le Pari Opportunità e la Parità di Genere, individuando cinque priorità strategiche: lavoro, reddito, competenza, tempo e potere.
A tal fine è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, la Cabina di regia interistituzionale, che ha funzione di raccordo tra i vari livelli istituzionali coinvolti, al fine di garantire il coordinamento fra le azioni a livello centrale e territoriale e di individuare e promuovere le buone pratiche condivise.
Stamani, in occasione della seduta di insediamento e in rappresentanza del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, ho sottolineato la necessità di colmare i divari territoriali sulla condizione femminile e dei minori, attraverso l’individuazione di target specifici per il Mezzogiorno.
Declinare la Strategia a livello territoriale costituisce una delle principali condizioni per l’effettivo perseguimento delle priorità strategiche. L’azione del Governo, infatti, sarà orientata a modulare l’entità delle misure proposte in funzione dei divari esistenti sul territorio, in modo da garantire il progresso nelle aree caratterizzate da maggiori ritardi.
È impegno costante del Governo sostenere le Amministrazioni Pubbliche e le imprese nel saper cogliere le opportunità offerte dal PNRR, che, da una parte, favoriscono l’accesso a nuovi posti di lavoro, dall’altra pongono la riduzione del divario occupazionale di genere come una delle maggiori sfide per il Mezzogiorno.
L’obiettivo è ambizioso e mira a rendere l’Italia un Paese dove persone con condizioni personali o sociali differenti abbiano le medesime opportunità di sviluppo e di crescita, di accesso al mondo dell’istruzione e del lavoro, senza disparità di trattamento economico o dignità, e possano realizzare il proprio potenziale con consapevolezza di una uguaglianza garantita e senza compromessi.
Nel Mezzogiorno bisogna identificare target specifici per attuare le politiche di parità di genere. È necessario garantire ad ogni persona le medesime opportunità di sviluppo e di crescita, personali e professionali, di accesso al mondo dell’istruzione e del lavoro, senza disparità di trattamento economico o dignità. La Strategia Nazionale per la parità di genere va valorizzata anche alla luce del PNRR. La Strategia è infatti in linea con il PNRR e ne rappresenta un importante riferimento, sia per le ricadute sistemiche, che in termini di verifica e monitoraggio attraverso i vari livelli amministrativi. Nel PNRR la promozione dell’empowerment femminile e il contrasto alla discriminazione di genere sono obiettivi trasversali di tutte le Missioni.
Le misure previste dalla Strategia Nazionale per la Parità di Genere saranno attuate dalle Amministrazioni centrali, dalle Regioni e dagli Enti locali, sulla base delle competenze e professionalità presenti nel contesto istituzionale. Per questo sarà importante facilitare l’assistenza e l’accesso al PNRR agli enti locali tramite l’utilizzo dell’assistenza tecnica della PA Centrale. (dn)

Pnrr, Bruni: Ci sono bandi da 700 mln, i Comuni si diano da fare

La consigliera regionale e leader dell’opposizione, Amalia Bruni, ha reso noto che sono stati pubblicati «i bandi per gli avvisi relativi ai fondi Pnrr, per un totale di 700 milioni» e ha auspicato che «tutti i comuni si diano rapidamente da fare. Speriamo che i cittadini ancora una volta non debbano pagare per errori, ritardi o peggio, indifferenza, dei loro amministratori».

«538 milioni – ha spiegato – sono destinati alla rigenerazione o alla realizzazione di nuovi impianti sportive per i comuni con oltre 50mila abitanti mentre gli altri 162 per strutture che interessano almeno una federazione sportiva senza limite di abitanti».

«Tra qualche settimana – ha spiegato ancora – sarà pubblicato il nuovo bando Sport e periferie con una capienza iniziale di 40 milioni che poi arriverà a circa 120-130 milioni di euro e questi fondi saranno destinati esclusivamente ai comuni con meno di 50 mila abitanti proprio per compensare la loro esclusione dai fondi del Pnrr. Si tratta di un’occasione unica per ottenere finanziamenti in grado di intervenire sulle strutture sportive e per riqualificare le nostre periferie. C’è grande fermento, come è giusto, in questo senso da parte di molte amministrazioni». (rrc)

Pnrr “Attrattività dei borghi”, il Comune di Maida candida il suo borgo cittadino

Il Comune di Maida, guidata dal sindaco Salvatore Paone, ha presentato per l’avviso del Pnrr sui borghi storici, il progetto Maida: Borgo Vit@le, richiedendo un contributo di oltre un milione e mezzo di euro.

In merito, è stata approvata la Delibera n. 40/2022 del 7 marzo che ha dato il via libera allo studio di fattibilità tecnica ed economica trasmesso al Ministero della cultura (Mic), in attuazione della linea di azione B “Progetti locali per la rigenerazione culturale e sociale” finalizzata alla realizzazione di progetti di riqualificazione in almeno 229 borghi storici italiani.

Si tratta di un progetto complesso e ben strutturato, quello voluto dall’amministrazione maidese, articolato in n. 12 interventi integrati che puntano a rivitalizzare l’intero borgo storico ripristinando aree ed immobili pubblici, al momento poco sfruttati, che saranno resi fruibili alla comunità locale, ai turisti ed a tutti gli amanti del territorio.

«La strategia di rigenerazione culturale e sociale del progetto “Maida: Borgo Vit@le” è coerente con gli obiettivi prefissati dall’amministrazione in relazione alle caratteristiche del contesto e ai fabbisogni rilevati grazie al coinvolgimento delle comunità locali e all’analisi del mercato di riferimento in termini di domanda/offerta del turismo sostenibile, dell’albergo diffuso e della valorizzazione del territorio per renderlo un brand chiaramente identificabile in ambito internazionale anche per contrastare l’inesorabile esodo di giovani che abbandonano il paese a vantaggio delle città del Nord – ha dichiarato il sindaco di Maida Salvatore Paone –. La nostra priorità è quella di creare nuova occupazione di qualità e di dotare tutta la comunità di strumenti innovativi capaci di intercettare le richieste sempre più esigenti dei turisti con lo scopo di rivitalizzare il borgo maidese per tutto l’anno».

«Infatti – ha proseguito il sindaco Paone – abbiamo voluto valorizzare gli ambiti imprenditoriali di riferimento del nostro territorio, quali le aziende agricole, i frantoi, gli agriturismi e il centro commerciale Due Mari, uno dei più grandi del Mezzogiorno, che dista solo 5 km dal borgo ed attira centinaia di persone/dì, per generare inclusione e innovazione sociale con particolare riferimento alla dimensione digitale (totem, proiezioni multimediali, QR code sui siti e monumenti di maggiore interesse, piattaforma digitale, infopoint digitale,…) con lo scopo anche di intercettare il flusso generato dallo shopping center maidese e trasformarlo in indotto del borgo a vantaggio delle attività economiche locali. “Maida BorgoVit@le” ripercorre e racchiude in un unico progetto tutta la strategia della nostra linea di mandato e rappresenta la nostra idea di borgo vivo, al passo col resto del mondo, capace di attrarre turisti internazionali».

«Grazie alla professionalità ed alla competenza dei funzionari comunali – ha detto ancora – abbiamo programmato interventi di rigenerazione e innovazione attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici, il restauro del patrimonio storico-architettonico, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, insieme all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali che creino nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità».

«Abbiamo, inoltre – ha concluso il primo cittadino – previsto azioni indirizzate a creare percorsi di sviluppo economico e di miglioramento della qualità della vita di sviluppo di un turismo culturale, delle radici, enogastronomico, esperienziale e green, di potenziamento di un’ospitalità diffusa, di sviluppo e supporto del comparto agricolo, di potenziamento della residenzialità,di riqualificazione urbana, di sostegno alla creazione di nuova occupazione di qualità, di promozione di moderne forme di digitalizzazione al servizio di tutta la comunità. Ora, non ci resta che attendere». (rcz)

Unindustria Calabria incontra il viceministro allo Sviluppo Economico, Ferrara: La Calabria pretende provvedimenti

Importante incontro si è svolto tra Unindustria CalabriaAnce Calabria e il viceministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin, dove si è discusso dalla sfida del Pnrr  alle conseguenze che il conflitto bellico sta apportando al comparto produttivo.

L’incontro, promosso dalla senatrice di Forza ItaliaSilvia Vono, è stato moderato dal direttore di Unindustria Calabria, Dario Lamanna, ha visto la partecipazione del vicepresidente nazionale di ConfindustriaNatale Mazzuca, del presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, del presidente Ance Calabria, Giovan Battista Percacciante.

«Un appuntamento importante – ha affermato la senatrice Vono – per accogliere le istanze delle aziende calabresi e dare voce al tessuto imprenditoriale. Ringrazio Unindustria e Ance Calabria per aver accolto questa iniziativa. Dopo anni di politiche restrittive, soprattutto nel settore dell’edilizia, si è cominciato a registrare una lieve crescita, grazie ai decreti sui quali abbiamo lavorato a livello nazionale. Il PNRR può essere strategico per il territorio, ma dobbiamo mettere a sistema questa possibilità per evitare, ad esempio, le lentezze della burocrazia. Stiamo operando in Parlamento per un intervento urgente sul miglioramento della normativa degli appalti pubblici. Mi auguro per la Calabria che questa possa essere veramente la svolta».

«Siamo nel pieno di una tempesta – ha sottolineato il vicepresidente nazionale di Confindustria Mazzuca – come Confindustria ci aspettiamo delle azioni incisive per bloccare l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime. In un clima di guerra abbiamo bisogno di azioni straordinarie. Oggi le imprese meridionali stanno dimostrando resilienza. La Calabria, in questa fase, potrebbe essere un motore di rilancio per il Paese, in diversi settori come quello agroalimentare e turistico. Questa regione può dare una risposta importante ma c’è bisogno di una visione strategica».

«Ringrazio – ha dichiarato il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara – il viceministro per questo attestato di vicinanza e la senatrice Vono, sempre sensibile alle nostre sollecitazioni. È importante attivare misure non convenzionali in questo momento particolare. I provvedimenti sinora attuati sono stati insufficienti e deludenti. Abbiamo bisogno di maggiore incisività perché dal mondo delle imprese si eleva un grido di dolore».

«Quella che abbiamo presentato al vice ministro – ha spiegato – è una regione che non si lamenta e non chiede a testa bassa, bensì pretende provvedimenti che possano guardare allo sviluppo perché è consapevole delle sue risorse e della carta vincente che può rappresentare per il Bel Paese. Questa è la Calabria che nei momenti più bui reagisce e agisce, con imprenditori capaci che hanno una visione di insieme, e che vuole e può essere il motore dell’Europa».

Per il Presidente regionale Ance, Giovan Battista Percacciante, «il settore che rappresento, quello delle costruzioni, nel 2021, sembrava trainante per la Calabria, grazie alla misura del superbonus 110%. Oggi stiamo subendo forti ritardi, a causa delle difficoltà di approvvigionamento e dell’elevato costo delle materie prime. Il ferro, ad esempio nel primo bimestre 2022 è aumentato del 40%. Tutto ciò rischia di far fallire l’efficacia del PNRR. L’intervento del vice ministro è un bel segnale per la Calabria, ma oltre le parole abbiamo bisogno dei fatti».

Non sono mancate le pronte risposte del Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin: «Vi è il forte rischio di assistere ad un blocco del sistema produttivo italiano. Un quadro difficile e non abbiamo contezza di quanto durerà e di come sarà il dopo. È chiaro che debbano esserci delle risposte immediate. Lo sforzo che occorre fare è trovare il punto di equilibrio e mediazione».

«La partita la vinciamo – ha concluso – se utilizziamo i fondi del PNRR in modo efficiente ed efficace. È necessario che realtà come Confindustria e Ance, che rappresentano interessi diffusi, trasmettino segnali chiari che possano far capire al Governo come meglio agire e, se si sta sbagliando, si possa correggere il tiro. Cosa si può fare per la Calabria e in generale per il Paese? Imparare dagli errori del passato, creando un’Italia un po’ meno divisa, per garantire un futuro più luminoso alle nuove generazioni». (rcz)

Il PD: Si sfruttino le risorse del Pnrr e del Pon Salute per rivoluzionare la sanità calabrese

Si sfruttino le risorse del Pnrr e del Pon Salute per rivoluzionare la sanità calabrese. È quanto è emerso dal dibattito, svoltosi online, dal titolo Pnrr e Pon salute, un’opportunità di vera riforma sanitaria per la Calabria, organizzato dal Responsabile Sanità per il Mezzogiorno del partito, Carlo Guccione, di concerto con la federazione regionale ed il segretario Nicola Irto

Le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali sono cospicue e la sfida, adesso, è quella di mettere a sistema una programmazione integrata che coinvolga l’intero Mezzogiorno ed offra servizi di qualità, personale specializzato e numericamente adeguato, e strutture moderne ed attrezzate.

Oltre a Carlo Guccione e Nicola Irto, hanno partecipato al dibattito anche la consigliera regionale e medico, Amalia Bruni, il segretario regionale della funzione pubblica Cgil medici, Francesco Masotti, il portavoce di Comunità competente e medico, Rubens Curia, il presidente dell’Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato e il medico pediatra Franco Mammì

Il segretario Nicola Irto, introducendo i lavori, ha evidenziato «la necessità di riportare la discussione sulla sanità in Consiglio regionale che, fin qui, è stato esautorato e privato delle sue funzioni. Adesso serve un cambio di marcia considerando che la situazione è molto diversa rispetto a quella delineata dai decreti Calabria, che esiste un presidente di Regione anche Commissario ad acta  e che possiamo finalmente iniziare a dibattere di una riforma complessiva e strutturale della sanità. Non ci si può più limitare a  denunciare le cose che non vanno, ma va  messa in campo una proposta concreta. Il Pnrr e il Pon sono due strumenti di fondamentale importanza. Il Pd darà il suo contributo e da oggi proseguirà il dibattito anche utilizzando le  agorà democratiche».

L’ex candidata alla presidenza Amalia Bruni si è espressa cosi: «il contesto in cui ci troviamo a vivere è difficilissimo e non è soltanto calabrese. La pandemia lo ha aggravato ancora di più e ha fatto vedere quanto fosse sbagliato affrontare il tema soltanto dal punto di vista economico. Si è capito in maniera chiara l’importanza della medicina di prossimità, dell’importanza di lavorare in rete e della telemedicina».

«Adesso – ha evidenziato – è fondamentale programmare il lavoro da fare in Consiglio regionale, con tutte le forze politiche, perché è il tempo di un cambiamento che deve coinvolgere anche la collettività per avviare una vera e propria ribellione davanti a uno stato di fatto che non ci può stare più bene».

A concludere i lavori, dopo un ampio dibattito, è stato il Responsabile Sanità per il Mezzogiorno del Pd Carlo Guccione: «Siamo davanti alla madre di tutte le battaglie e il Pd si è messo in cammino. La riunione di oggi non è estemporanea, ma si inserisce in un’iniziativa concreta che sarà quotidiana. Pnrr e Pon salute aprono la fase di una riforma della sanità in Calabria. E’ un’opportunità che offre l’Europa e che può capovolgere il sistema sanitario calabrese e italiano, considerando che, per la prima volta, si utilizzano i fondi comunitari per la sanità».

«I 625 milioni erogati all’Italia del Sud – ha proseguito – sono un segno forte per il cambiamento che è necessario. Per una riforma concreta ed efficace serve avviare un tavolo permanente con i rappresentanti del Consiglio regionale, dei sindacati, delle professioni del mondo sanitario, per evitare di assistere ad un nuovo fallimento».

«E poi – ha concluso – si deve avviare una discussione sul deficit. L’enorme debito sanitario ancora esistente, la Calabria è l’unica in piano di rientro, preoccupa e va valutato se la situazione è affrontabile con un commissariamento, seppure rafforzato. Dovremmo porre una questione nazionale per capire se la sanità regionale può ritornare, finalmente, in mano ai calabresi». (rrm)

 

Il consigliere Montuoro: Programmazione europea e Pnrr strumenti per vincere sfida di una Calabria che funziona meglio

Il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaAntonio Montuoro, ha ribadito che per vincere la battaglia di «una Calabria che funziona meglio», si deve mettere «a frutto tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per recuperare il gap con le altre regioni, a partire da un nuovo modello di programmazione europea e da concreto utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Pnrr».

«La burocrazia regionale – ha spiegato – è chiamata a implementare nuovi meccanismi di programmazione delle risorse e di attuazione degli interventi. Un buon governo regionale richiede capacità amministrativa, non può esistere, infatti, efficacia della programmazione e della pianificazione senza l’efficienza nel trasformare le idee in progetti, risultati concreti per i cittadini e i territori».

Montuoro, infatti, è intervenuto in sessione plenaria per la presentazione della bozza del Programma Regionale FESR/FSE+ 2021-2027 per la Regione Calabria.

«Le migliori esperienze della passata programmazione – ha proseguito – sono state il punto di partenza per definire nuovo modello interpretativo della funzione amministrativa e dello sviluppo locale. Questo ha significato superare l’attuale sistema autoreferenziale, incentrato sull’Amministrazione regionale, e facilitare la transizione ad un nuovo sistema a rete di attori pubblici e privati che interagiscono tra loro, mettendo al centro l’obiettivo di qualità e rapidità nell’utilizzo delle risorse e nel conseguimento di risultati. E’ necessario mettere in campo capacità di attuazione e qualità dei progetti, valutandone l’impatto sul territorio e sui cittadini: non basta e non serve fornire valutazioni solo sulla quantità di spesa dei fondi».

«Con determinazione e lungimiranza – ha detto – il nostro presidente della Regione, Roberto Occhiuto, assieme alla Giunta e al Consiglio regionale, sta mettendo in atto una radicale riorganizzazione della struttura del Programma, dove per ciascuna azione di policy dell’Amministrazione regionale sono previste le giuste risorse per accompagnare il processo di attuazione sul territorio e assicurare il rafforzamento, la sensibilizzazione e l’ingaggio di tutti gli attori coinvolti».

«Un plauso particolare  – ha concluso – per il prezioso lavoro al Dirigente generale, dottor Maurizio Nicolai, ed a tutto il dipartimento di Programmazione Unitaria. Grazie alla sinergia che si è venuta a creare, stiamo strutturando nuove metodologie di azione e di informazione, che ci vedranno, molto presto, insieme anche in seduta di Commissione consiliare per una informativa dettagliata sulla Programmazione Regionale dei Fondi Europei e sul PNRR». (rrm)

Rigenerazione Borghi, per la Calabria scelta Gerace

È Gerace la città scelta, per la Calabria, come progetto pilota per realizzare la misura contenuta nel Pnrr che prevede la rigenerazione dei borghi a rischio abbandono.

Li ha presentati questa mattina in conferenza stampa il ministro della Cultura, Dario Franceschini, spiegando che per ciascuno di loro ci saranno 20 milioni di euro per la realizzazione del progetto presentato.

Insieme a Gerace, sono stati scelti Abruzzo, Rocca Calascio (AQ); Basilicata, Monticchio Bagni (PZ);  Campania, Sanza (SA); Emilia Romagna, Campolo (BO; Friuli Venezia Giulia, Borgo Castello (GO); Lazio, Trevinano (VT); Liguria, Borgo Castello (SV); Lombardia, Livemmo (BS); Marche, Montalto delle Marche (AP); Molise, Pietrabbondante (IS); Piemonte, Elva (CN); Puglia, Accadia (FG); Sardegna, Ulassai (NU); Sicilia, Borgo a Cunziria (CT); Toscana, Borgo di Castelnuovo in Avane (AR); Umbria, Cesi (TR); Valle D’Aosta, Fontainemore (AO); Veneto, Recoaro Terme (VI); Provincia autonoma di Trento, Palu’ del Fersina (TN); Provincia autonoma di Bolzano, Stelvio (BZ).

Uilp Calabria al presidente Occhiuto: Serve un programma chiaro e mirato su fondi del Pnrr

Francesco De Biase, segretario generale della Uilp Calabria, ha chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, «di incidere con rapidità nelle scelte, per scongiurare una condizione di acuta sofferenza sociale che mette a rischio la coesione e la ripresa. Riteniamo che concentrarsi su pochi obiettivi ma di grande respiro, sia opportuno. Chiediamo concretezza, non teorie politicamente corrette. Chiediamo un programma chiaro e mirato».

«Noi – ha evidenziato – rivendichiamo con forza che, da queste misure straordinarie, si creino nuovamente le condizioni per rispondere ai bisogni dei lavoratori, delle famiglie e, quindi, anche dei futuri pensionati, in modo da ricostituire diritti, ristabilire giustizia sociale, occupazione ed efficienza nei servizi».

Il segretario, infatti, ha ribadito che «non possiamo permetterci di fallire l’appuntamento con la programmazione del Pnrr. Mentre in altre regioni tutti gli sforzi vanno nella direzione di programmare e spendere le risorse destinate dall’Europa alla ripartenza della nostra nazione, in Calabria continuiamo a scontrarci con una disarmante incapacità programmatica e gestionale».

«Non lo possiamo accettare per i nostri giovani ma, soprattutto – ha proseguito – non possiamo consentire che questo rischio possa appesantire il fardello economico e sociale che le nostre anziane ed i nostri anziani, le nostre pensionate ed i nostri pensionati sono chiamati a sopportare da troppo tempo. Secondo i dati del monitoraggio della spesa effettiva al 31 dicembre del 2021 dei fondi strutturali 2014-2020, certifica una spesa di poco superiore al 50% per un ciclo di finanziamenti che avrebbe dovuto trovare conclusione già lo scorso anno».

«In questo senso – ha detto ancora – sono disarmanti le stesse affermazioni del governatore Occhiuto di qualche giorno fa, quando confermando anche i nostri studi, dichiarava che la Calabria non ha speso circa 1,1 miliardi di euro delle risorse assegnatele, certificando che nella nostra terra troppo spesso non si è avuta la volontà e la capacità di spendere. Quanto detto dal governatore Occhiuto ci preoccupa perché ci fa capire che nulla ancora è cambiato, che l’insipienza della politica e la burocrazia farraginosa ancora oggi impediscono a questa terra di cambiare la propria narrazione, di voltare pagina rispetto ad un passato fatto di errori marchiani e incapacità strutturate».

«È evidente – ha detto – che un sistema inefficiente ha caratterizzato la gestione dei fondi strutturali, con colpevole complicità della politica regionale, di qualsiasi colore politico. Come se, nella nostra terra, l’urgenza di uno sviluppo programmato, per far fronte ai tanti bisogni, non fosse necessario».

«Gli strumenti finanziari, infatti – ha concluso De Base – devono obbligatoriamente rappresentare uno scudo all’inflazione che sta decimando il potere d’acquisto di pensionati e lavoratori. È una questione evidente di giustizia sociale, di efficienza del sistema di coesione. Le asimmetrie e le disuguaglianze potranno essere risolte solo se si investiranno bene le risorse oggi disponibili. Nella convinzione che la logica dello spendere tanto per spendere non porterà ad alcun miglioramento strutturale». (rcz)

Il Consorzio Produttori di Patate Associati: Si indirizzi a aziende agricole e agroalimentari una parte delle risorse del Pnrr

«È necessaria una visione complessiva, da parte di Regione, Governo e Unione Europea, sia di breve periodo, con strumenti atti ad indirizzare alle aziende agricole e agroalimentari una parte delle risorse del PNRR per attraversare questa fase che rischia di determinare il fallimento di tante imprese, sia di medio lungo periodo, facendo delle scelte che premino chi fa vera produzione agricola di qualità». È quanto ha chiesto il Consorzio Produttori Patate Associati.

«Occorre– si legge in una nota – che ognuno faccia la sua parte per intervenire tempestivamente sulle speculazioni e sui rincari eccessivi, per attivare misure immediate utili a iniettare liquidità nel sistema produttivo e più di prospettiva per mirare all’autonomia alimentare. Occorre sostenere la produzione agricola calabrese e italiana per consentire alle imprese di resistere alla tempesta perfetta e orientare le risorse a disposizione delle Regioni e del Governo alla produzione primaria. Occorre scongiurare, in un momento in cui si rischia che il cibo scarseggi sugli scaffali dei negozi, con i fattori della produzione molto costosi e poco disponibili, che l’agricoltura si fermi perché le imprese non possono produrre sapendo di perdere».

Il Consorzio Produttori Patate Associati, raccogliendo il sentimento di disagio e le preoccupazioni manifestate nelle ultime settimane dagli agricoltori silani, si è fatto promotore di un incontro con le organizzazioni professionali agricole, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, con la presenza dei sindaci di Spezzano della Sila e Celico, al fine di capire quali strumenti, azioni e proposte bisogna portare sui tavoli istituzionali per affrontare la grave emergenza economica e finanziaria.

A Camigliatello Silano, in una sala gremita da oltre 100 agricoltori, dalla platea degli imprenditori sono emersi stati d’animo di apprensione e nervosismo.

I rappresentanti delle organizzazioni di categoria hanno illustrato quali sono state le azioni già avviate e che sono sul tavolo delle trattative con Governo e Regione Calabria, come ad esempio la possibilità di ristrutturazione dei debiti pregressi con periodo di preammortamento, ben spiegata dal presidente di Coldiretti, Franco Aceto, che rappresenta una prima azione concreta per diminuire in questa fase la pressione finanziaria delle imprese.

A seguire i contributi di Paola Granata per Confagricoltura e Mario Grillo per CIA, i quali hanno manifestato la propria volontà di accelerare la ricerca di soluzioni che favoriscano la tenuta del comparto agricolo.

Ma la paura di iniziare a produrre, sapendo già di perdere, è tanta. I produttori chiedono altre iniziative più incisive che risolvano un’emergenza di liquidità immediata, oltre che di garanzia della redditività aziendale, con strumenti di sostegno e sgravi sui costi che possano consentire di affrontare la prossima campagna di produzione.

Negli ultimi venti anni il settore agricolo calabrese, e in particolare quello silano, si è molto evoluto e oggi si è al passo con le migliori realtà aziendali nazionali ed europee. La Patata della Sila IGP e il Consorzio PPAS ne sono un esempio: la valorizzazione del prodotto che oggi trova collocazione in tutta la GDO italiana è stata possibile, però, solo grazie al continuo e impegnativo investimento in qualità, innovazione, organizzazione, logistica e promozione.

Le aziende agricole silane e le loro forme cooperative hanno sempre cercato di reinvestire i propri utili nelle loro imprese per incrementarle, migliorarle e renderle tali da avere un sistema organizzato che rappresenta un fiore all’occhiello dell’agricoltura italiana. Tuttavia, oggi la partita si gioca su altri piani. Si sono attraversati due anni di pandemia in cui le aziende hanno dovuto subire lockdown continui, cambiamenti dei processi aziendali e dei canali di vendita.

E nel momento in cui si accendeva qualche speranza di ripartenza, da una parte la Cina che ha comprato il 60% delle materie prime mondiali facendo schizzare i prezzi verso l’alto, dall’altra un conflitto alle porte dell’Unione Europea, ci si è invece resi conto che la ripresa economica è drammaticamente più lontana.

Gli eventi stanno determinando una situazione non affrontabile con la sola capacità imprenditoriale. Per salvaguardare l’economia agricola e agroalimentare nazionale occorre che ci sia una tutela da parte dello Stato e dell’Europa.

«La verità – continua la nota – è che con gli attuali scenari di guerra, che nessuno sa come potrebbero evolvere, essere il più possibile autonomi nella produzione di cibo è di strategica importanza per una nazione. L’auspicio è che questa consapevolezza pervada tutti i livelli istituzionali italiani, provvedendo ad adottare le misure necessarie a sostenere, nell’immediato e concretamente, il settore agricolo e agroalimentare italiano». (rcs)