CAMPO CALABRO (RC) – Pnrr, il comune è capofila dei progetti di rigenerazione urbana della vallata

Campo Calabro è il Comune capofila dei progetti di rigenerazione urbana della Valla. Infatti, si è riunito il Consiglio comunale che ha approvato la Convenzione per la presentazione di progetti di rigenerazione urbana con interventi di cui alla legge 30 dicembre 2021 n. 234 art. 1 comma 534-542 Comuni di Campo Calabro – Fiumara – San Roberto – Sant’Alessio in Aspromonte – Scilla- Villa San Giovanni.

Voto unanime e favorevole del Consiglio – anche se non erano presenti Miriam Idone (Prima di Tutto Campo Calabro) e Giuseppe Buda (Campo Calabro Unita) – anche  alle numerose esenzioni e riduzioni tariffarie : integrazione Regolamento Tari con esenzione dal pagamento per  le nuove attività commerciali, i nuovi residenti e le nuove coppie ed alla riduzione aliquote IMU per le categorie catastali C1 (negozi e botteghe) anno 2022  e esenzione pagamento dell’occupazione del suolo pubblico – per l’anno 2022. A margine del punto il Sindaco ha preannunciato che a partire dal prossimo anno scolastico il trasporto scolastico sarà gratuito per tutte le famiglie.

Con solo voto contrario dei consiglieri Calandruccio e Scopelliti viene riconosciuto un debito fuori bilancio derivante da sentenza del Tribunale di Reggio Calabria per un contezioso risalente al 2015. Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità l’adesione del Comune all’Azienda speciale Consortile “Acque pubbliche della Calabria”. Nel corso della trattazione del punto riguardante i bandi di rigenerazione urbana la consigliera Calandruccio in corso di dichiarazione di voto ha rilevato lo scarso coinvolgimento del Consiglio nelle scelte del PNRR, mentre il consigliere Domenico Idone ha sottolineato l’ampiezza ed il peso della sfida che attende l’amministrazione nei prossimi cinque anni sollecitando la costituzione di un gruppo di lavoro che accompagni l’amministrazione nelle scelte future. Il Sindaco Repaci ha ricordato che il 24 febbraio scorso il Consiglio Comunale è stato convocato proprio per l’esame dello stato dell’arte dei bandi PNRR e che la proficua discussione che ne è scaturita ha registrato il solo contributo del consigliere Domenico Idone, assente il resto delle minoranze.

«Cogliamo – ha dichiarato il sindaco Sandro Repaci – i frutti dell’intenso lavoro di questi anni . Oltre al rispetto delle scadenze dei bandi PNRR sinora individuati come obiettivo già dal DUP e dei quali diffusamente abbiamo ragionato nella passata riunione del Consiglio, non senza fatica e sacrifici approviamo una serie di misure che non vanno più nella direzione di un assistenzialismo miope e necessariamente limitato, ma raccogliamo la sfida dello sviluppo: trasporto scolastico gratuito per tutti, niente Tari per tre anni per i nuovi residenti, i nuovi nuclei familiari, nuove attività commerciali».

«Canone occupazione suolo pubblico abolito per il 2022 – ha spiegato ancora – e Imu ridotta per i proprietari di locali commerciali, sono il frutto di una politica di attenzione ai problemi della gente. Una semina per un futuro di sviluppo e coesione sociale che è stato negli anni il punto di fuoco della visione cui la nostra amministrazione ha lavorato. Aderiamo come atto quasi obbligatorio all’azienda Calabria Acque, nella consapevolezza del rischio della creazione di un ennesimo carrozzone, stante la nebulosità della governance per come indicata nello statuto ed i dubbi sulla capacità di vigilanza di Regione Calabria. C’è insomma ancora molto da fare, e lo faremo come sempre assieme alle migliori energie e risorse della nostra comunità ,nella consapevolezza di essere diventati il punto di riferimento di esperienze politiche e di buone pratiche tecniche ed amministrative nell’intero comprensorio». (rrc)

NICOTERA (VV) – Partecipato il dibattito su Porti turistici e fondi Pnrr

Grande successo di partecipazione per il convegno-dibattito su porti turistici e fondi del Pnrr organizzato dal Rotary Club Nicotera Medma, con il suo presidente Mario Romano, di Gioia Tauro, con il suo presidente Totò Castellano, e di Polistena, con il suo presidente Gaetano Vaccari. Dopo i loro saluti, è intervenuto il Vice Sindaco della città di Nicotera, Marco Vecchio, il quale ha evidenziato l’importanza della iniziativa e l’attenzione viva dell’ente per cercare di giungere ad un risultato che cambierebbe completamente il territorio.

Dopo una breve introduzione del moderatore, Giacomo Saccomanno, che ha evidenziato l’interesse del Rotary Club di Nicotera Medma ai problemi della comunità ed all’interessamento per la realizzazione del porto da oltre un ventennio, è intervenuto Massimiliano Donato che ha presentato l’idea progettuale redatta dai rotariani Franco Busceti e Mimmo Nucera, che prevede il risanamento e/o bonifica del fiume Mesima, la realizzazione di una darsena per circa 800 posti barca, attrezzature cantieristiche, strutture alberghiere, sportive ed un campo da golf a 18 buche, oltre ad interventi qualificanti l’intero territorio che interesserebbero direttamente i comuni di Nicotera, San Ferdinando, Gioia Tauro, Rosarno e Candidoni ed indirettamente tutti gli altri comuni della Piana.

Un’opera che trasformerebbe l’intera zona e che potrebbe dare, veramente, un futuro di sviluppo, crescita ed occupazione. A seguire l’intervento di Stanislao Colacino, esperto della materia, che ha descritto le ragioni del PNRR, la missione dello stesso, le possibilità di utilizzo e, comunque, le modalità per poter accedere, complimentandosi per l’idea progettuale che potrebbe essere sostenuta dalla misura straordinaria, purché si acceleri l’attività e si inizi a pensare come portarla avanti nel rispetto della stessa.

Dopo un breve dibattito, nel quale si è registrata ampia convergenza, le conclusioni al Governatore emerito Luciano Lucania, il quale, nel plaudire all’iniziativa, ha evidenziato di come il Rotary possa essere soggetto attivo nel proporre idee, progetti e iniziative, stimolando e sostenendo coloro i quali possono e devono intervenire per la crescita e programmazione del territorio. Saccomanno, nel ringraziare tutti per la partecipazione ed in particolare l’amministrazione comunale e la dirigente del Liceo Classico, ha dato ampia disponibilità a realizzare ogni passaggio necessario per concretizzare l’iniziativa, pregando tutti ad agire in sintonia e come una grande squadra e ad eliminare quell’io che ha sempre contraddistinto i calabresi ed ha impedito, spesso, di poter utilizzare ampie risorse che sono state restituite alle altre regioni. (rvv)

PA, Biondo (Uil Calabria): Avviare al più presto stagione di concorsi pubblici aperta a talenti calabresi

Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha ribadito la necessità di «avviare, nel più breve tempo possibile, una stagione di concorsi pubblici aperta ai talenti calabresi, e su questo aspetto il governo deve allargare le maglie assunzionali» per quanto riguarda la pubblica amministrazione.

Per Biondo, infatti, «occorre un intervento del governo, diretto a mettere nella disponibilità dei Comuni calabresi, una squadra di tecnici per aiutare gli enti locali a mettere a terra le ingenti risorse economiche destinate alla nostra regione rivenienti dal Pnrr, ma non solo dal Pnrr».

«Nei prossimi mesi – ha spiegato – il problema più grave da affrontare in Calabria, dopo quello legato alla criminalità organizzata, è legato alla incapacità amministrativa della nostra pubblica amministrazione. Anni di blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, ritardi dei rinnovi contrattuali e scarsa formazione del personale, hanno destrutturato la macchina pubblica del Paese e in modo specifico della nostra regione. In Calabria in dieci anni il personale negli enti locali, si è ridotto di circa 8500 unità».

«Nella nostra regione – ha proseguito – su oltre 17000 lavoratori alle dipendenze dei Comuni, solo il 15% è in possesso di una laurea contro il 31% della media nazionale e il 40% ha un titolo di studio inferiore al diploma contro una media nazionale del 20%. E mentre nel resto del Paese in questi anni è cresciuta negli enti locali la percentuale di  diplomati e laureati, in Calabria la percentuale riferita a queste categorie di personale, è decresciuta».

«Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ha evidenziato – per la Calabria deve rappresentare anche l’opportunità per rinnovare, innovare e irrobustire la nostra pubblica amministrazione, mettendola al passo con gli standard europei, in Calabria sono tantissimi i giovani dotati di straordinaria capacità, competenza e abnegazione, apriamogli le porte e le finestre per farli entrare a trasformare la macchina pubblica calabrese».

«In caso contrario – ha concluso – per la Calabria questa stagione di finanziamenti europei, rappresenterà il punto di non ritorno.  Nella nostra Regione si potrebbe verificare il paradosso che nel 2026, anno di completamento del Piano Nazionale, lo stesso piuttosto che aver ridotto, avrà divaricato le distanze tra la Calabria e il resto del Paese e del Sud. La politica calabrese tutta e a tutti i livelli, è ora che si renda conto della crisi amministrativa della nostra regione e agisca di conseguenza. Noi con sano realismo e senza politically correct, lo denunciamo da anni!». (rrm)

FONDI RETE IDRICHE, CALABRIA ESCLUSA
COSÍ SI PERDONO I PRIMI 105 MLN DAL PNRR

La Calabria ha perso i primi 105 milioni previsti dal Pnrr per le condotte idriche. Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, infatti, ha ritenuto non ammissibile il progetto presentato dall’Autorità Idrica Calabrese, per il bando  da 313 milioni di euro – divenuti 482 – del Mims volto a ridurre le dispersioni di acqua e migliorare la qualità del  servizio erogato ai cittadini.

Una notizia che crea sconcerto, considerata la gravissima situazione in cui si trova il sistema idrico calabrese, dove si è perso, ormai, il conto di quante volte, nel corso delle settimane e dei mesi, viene sospesa l’erogazione dell’acqua in diversi Comuni. Ancora più grave, forse, è che tale esclusione è dovuta «a causa di un mero errore materiale», come si legge nella notta dell’Aic, dove riferisce di assumersi le proprie responsabilità e di aver presentato il ricorso al Tar.

Nella nota, l’Aic ha spiegato che «la decisione del Ministero di escludere la Calabria dalla linea di finanziamento è basata esclusivamente su un aspetto burocratico, ossia la mancanza di un allegato di complemento, relazionato alla capacità dell’investimento di generare entrate, dunque una questione puramente amministrativa e non tecnica. Tuttavia, è necessario precisare la genesi dell’errore materiale che ha portato a questo inaccettabile risultato per il quale è stato già dato mandato ad un legale specializzato di produrre formale ricorso alla graduatoria emanata dal Ministero».

In pratica, l’esclusione del finanziamento del ministero è stata determinata dal fatto che, per accedere al bando – la cui scadenza era per il 23 dicembre 2021 – era necessaria la presenza di un operatore “industriale, in grado di realizzare gli investimenti programmati. Figura di cui la Calabria non era dotata, «ad esclusione della Sorical Spa – spiega la nota di Aic – che, tuttavia, non avrebbe potuto partecipare poiché in stato di liquidazione e non operante sulle reti di distribuzione urbana ma solo sulla grande adduzione».

Tale situazione, dunque, ha portato l’Assemblea dei sindaci dell’Autorità a cercare una soluzione, «riqualificando la Società Cosenza Acque S.p.A. alla quale, nel 2010 era stato affidato il servizio per la provincia di Cosenza ma che, tuttavia, era rimasta cristallizzata, in termini operativi, a quell’anno. In meno di un mese e grazie al senso di responsabilità dei Sindaci Soci di Cosenza Acque, la società è stata trasformata in Azienda Speciale Consortile, la quale ha preso il nome di Acque Pubbliche della Calabria. La costituzione della stessa Azienda è arrivata in data 22 dicembre 2021, ossia un giorno prima della scadenza del Bando».

«La costituzione dell’Azienda – viene spiegato – ha generato la possibilità dell’accesso ai fondi ma i tempi contingentati e le dinamiche burocratiche di base ha prodotto una enorme mole di attività documentali, tra le quali il rogito notarile, l’iscrizione della stessa alla Camera di Commercio, le cui dinamiche hanno generato una corsa all’ultimo respiro. Realizzata la trasformazione e affidato per Decreto Dirigenziale dell’Autorità Idrica, il servizio alla nuova Azienda, si è stati in grado di avanzare la proposta di finanziamento al Ministero».

Ma qualcosa è andato storto: «Nell’invio della documentazione tecnica richiesta dal Bando in data 23 dicembre – viene spiegato ancora dall’«Aic – ultimo giorno utile, si è mancato di accludere l’allegato 4, ossia un allegato di complemento il cui contenuto, tra l’altro, è del tutto inapplicabile al contesto gestionale Calabrese».

«Lo stesso allegato è comunque stato trasmesso – viene assicurato – di propria iniziativa, dall’Autorità nei giorni successivi e dunque in tempi ampiamente compatibili con la conclusione dell’istruttoria dello stesso bando, ma il Ministero ha comunque deciso sia di escludere la proposta tecnica sia di negare all’Autorità l’istituto del Soccorso Istruttorio, sebbene lo stesso sia normato dalla legge».

«Benché all’orizzonte più prossimo – si legge – vi siano ulteriori e sostanziali possibilità di accesso alle dotazioni finanziarie per il settore legate alle iniziative del P.N.R.R. è necessario perseguire tutte le iniziative utili alla ricalibrazione, da parte del Ministero, della graduatoria emanata. Infatti l’Avviso del PNRR “reti idriche”, pubblicato ieri dallo stesso Ministero, analogo, se non addirittura identico, per impostazione, finalità, interventi ammissibili e modalità di partecipazione a quello del ReAct-EU, non ricomprende, tra la documentazione da allegare alla proposta, nessun allegato relazionato alla capacità dell’iniziativa di generare entrate (cfr. Allegato 4 ReAct – EU), quasi a confermare la ridondanza dell’Allegato 4 al bando ReAct».

«Il dato vero, comunque, che ci preme sottolineare – viene evidenziato – non è l’esclusione da questo Bando della proposta dell’Autorità , ma la mancata coesione politico-istituzionale del territorio in grado di generare la fiducia istituzionale degli Enti sovraordinati (Ministero, ARERA) nel percorso intrapreso dalla Calabria per maturare le caratteristiche necessarie a realizzare gli investimenti. Rimane, infine, censurabile l’appiglio alla burocrazia scelto dal Ministero per escludere la Calabria, che ha fatto, dunque, prevalere al reale scopo dell’iniziativa, ossia il miglioramento dell’obsoleto stato di consistenza del sistema infrastrutturale di distribuzione idrica, aspetti puramente formali».

«Il nostro lavoro procede comunque – viene assicurato – per questo, già nei prossimi giorni è in programma una seduta Assembleare: la riorganizzazione del servizio idrico regionale, l’adesione da parte delle amministrazioni comunali, peraltro obbligatoria, al gestore Acque Pubbliche della Calabria, il quale, ad oggi, rappresenta il solo strumento per la partecipazione alle prossime iniziative economiche di settore, è l’obiettivo che ci siamo prefissati e che, grazie alla coesione e all’impegno dei sindaci calabresi, presto raggiungeremo».

Nonostante sia lodevole l’impresa titanica da parte dell’Aic di cercare una soluzione per poter accedere all’importante bando, lascia comunque basiti la superficialità con cui è stata affrontata la situazione. Che Sorical non fosse il soggetto ideale per realizzare gli investimenti, a causa del suo stato di liquidazione, di sicuro non era una notizia dell’ultima ora, perciò, viene da chiedersi come mai l’Assemblea abbia atteso così tanto prima di costituire l’operatore industriale adatto a gestire i finanziamenti del Pnrr, tema che da più di un anno occupa la mente di Governo, amministrazioni ed Enti locali.

Quella del bando del Mims, dunque, è un’occasione persa, sprecata, e la preoccupazione di correre il rischio di perdere questa prima somma di finanziamento era già stata espressa dalla Uiltec Calabria, tanto da sollecitare la Regione Calabria e l’Autorità Idrica Calabrese ad assumere  atti concreti e risolutivi, come ha ricordato il segretario generale, Vincenzo Celi.

«La determinazione assunta dal Ministero – ha evidenziato – palesa inequivocabilmente come non sia bastevole il  coraggio nell’ individuare, in piena zona Cesarini, un soggetto gestore del SII se non si ha la  capacità amministrativa per fare in modo che quei fondi possano essere intercettati. I ritardi ed il gap infrastrutturale che registrano le infrastrutture idriche in Calabria non  ammettono ulteriori passi falsi. Non possiamo accettare, come rappresentanti dei lavoratori e  dei cittadini Calabresi, che il gap qualitativo tra il servizio idrico del Mezzogiorno rispetto al  resto del Paese ed all’interno di questo tra quello Calabrese ed il Mezzogiorno, possa  accrescere il suo valore». 

«Lo sforzo che la Regione Calabria sta producendo – ha proseguito – per risolvere la questione che attiene al  futuro di Sorical, non distragga dal concreto rischio che la rete idrica Calabrese sta correndo  nel perdere gli ultimi carichi per poter ripartire. Occorre produrre il massimo sforzo, con una visione condivisa, sinergica e strategica, che  superi la logica del protagonismo, per mettere in campo azioni che definire coraggiose  potrebbe non essere più rappresentativo del compito che aspetta alla Regione Calabria e  all’ente di Governo d’ambito». 

«L’ulteriore bando da 900 milioni di euro, pubblicato dal MIMS nelle scorse ore, dei quali il 40%,  pari a 360 milioni di euro è destinato alle Regioni del Mezzogiorno, è un’occasione irripetibile  ed imperdibile» ha ricoredato Celi, aggiungendo che «non vorremmo continuare a dover denunciare il mancato accesso a doti finanziarie  fondamentali per lo sviluppo della nostra regione. Non ci sfugge come il piano di coesione  europeo rischia di configurarsi, per incapacità amministrativa di questa regione, come un  ulteriore occasione persa». 

«È necessario un colpo di reni – ha rilanciato –. La breve scadenza della prima finestra temporale prevista dal  bando appena pubblicato, che prevede per i progetti presentati entro Aprile la destinazione del  70% delle risorse totali, impone solerzia e pragmaticità.  Al Presidente Occhiuto, al quale riconosciamo una certa sensibilità ai temi legati allo sviluppo  ambientale e sociale della nostra Regione, chiediamo che si faccia garante, anche attraverso la disponibilità delle strutture Regionali, se necessario, affinché non si corra il rischio di  disperdere l’ulteriore importante dote di risorse». 

«Siamo ancora convinti, oggi più di ieri – ha detto ancora – che è necessario che si apra, con urgenza, un tavolo  che coinvolga tutti i soggetti interessati, con il coinvolgimento delle parti sociali, sul futuro del  Servizio Idrico regionale. Un confronto ad ampio spettro, che si faccia carico dei problemi della rete idrica Calabrese, e che si assuma la responsabilità di ricercare quelle risposte che il servizio idrico integrato  calabrese non può più attendere. Noi siamo, come sempre, pronti a fare la nostra parte». 

Una reazione meno moderata arriva dal Movimento 5 Stelle, dove il deputato Giuseppe d’Ippolito ha chiesto le dimissioni del presidente dell’Aic, Marcello Manna, «dopo l’imperdonabile errore della stessa Autorità, che per la mancanza di una semplice firma digitale si è fatta respingere dal ministero delle Infrastrutture un progetto da quasi 105 milioni di euro, nell’ambito del Pon, volto a ridurre le perdite d’acqua nella rete idrica regionale».

«L’episodio – ha incalzato il parlamentare – è di una gravità inaudita. Significa che l’Autorità idrica calabrese ha trasmesso il progetto in questione in fretta e in furia, senza averne contezza e mandando in aria la possibilità, per i calabresi, di avere un servizio idrico di qualità. Da anni i cittadini pagano a peso d’oro un servizio indecente e sopportano pesantissime carenze d’acqua, ingiustificabili e indicative di un sistema pubblico impreparato e inadeguato, direi bollito».

«Quando sul finire del 2021 uscì il bando ministeriale, segnalai – ha ricordato l’esponente del Movimento 5 Stelle – il rischio, per l’Autorità idrica calabrese, di perdere i cospicui finanziamenti disponibili, visti i ritardi organizzativi e gli ostacoli tecnici persistenti rispetto all’accesso alla montagna di soldi stanziati al fine di ammodernare il servizio idrico. Purtroppo, quella mia facile profezia, allora inascoltata, è divenuta amara realtà. Adesso vedremo se qualcuno pagherà per questo torto ai due milioni di residenti in Calabria».

«Al ministero – ha concluso D’Ippolito – chiederò subito, ma senza illusioni, se sia in qualche modo possibile che la Calabria rientri in ballo per ottenere quei circa 105 milioni, indispensabili come il pane». (rrm)

Cosenza è tra i pochi Comuni nel Mezzogiorno ad aver rispetto i termini per presentare progetti del Pnrr

Il Comune di Cosenza è tra i pochi Comuni, nel Mezzogiorno, ad aver presentato, nel rispetto dei termini previsti, i progetti del Pnrr. Si tratta, nello specifico, di 12 progetti di ammodernamento e ristrutturazione delle scuole cittadine.

«Un’attività non facile – è stato sottolineato – per la complessità delle “schede” ed in particolar modo per i tempi molto ristretti. Infatti -è notizia di queste ore- che tante altre amministrazioni, non riuscendo a presentare alcun intervento, hanno chiesto la riapertura dei termini”.

Si sono riunite, infatti,  le Commissioni consiliari Pubblica Istruzione e Lavori Pubblici, presiedute da Chiara Penna e Concetta De Paola.  Alla riunione ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici, Damiano Covelli, esprimendo grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e sottolineando come tale risultato sia frutto di collegialità, sinergia e partecipazione tra i consiglieri comunali, i dirigenti scolastici e l’assessorato».

«Le scuole cittadine – ha dichiarato l’assessore – rappresentano una delle priorità del sindaco Franz Caruso. Abbiamo, quindi, inteso puntare ad una programmazione organica per rendere più sicuro, funzionale, accogliente e green il nostro sistema scolastico. I dodici interventi previsti in altrettante scuole, già annunciati nei giorni scorsi, prevedono non solo la messa in sicurezza degli immobili, ma la realizzazione di nuove mense, nuove palestre, nuovi asili nido all’altezza dei bisogni formativi e di crescita sana dei nostri bambini».

Alla discussione hanno partecipato i consiglieri Bianca Rende, Francesco Alimena, Francesco Caruso e Francesco Turco, i quali hanno espresso parole di soddisfazione per quanto è stato fatto, per nulla scontato, e, proprio per questo, molto apprezzato. La riunione si è conclusa con l’auspicio, espresso da parte di tutti, che i progetti presentati, per circa 12 milioni di euro, possano trovare accoglienza, al fine di fare delle scuole cittadine un fiore all’occhiello e motivo di orgoglio per l’intera comunità. (rcs)

 

FenealUil Calabria: La Regione si doti di una task force di giovani tecnici per vincere la sfida del Pnrr

La segretaria generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, ha chiesto che la Regione, per vincere la sfida del Pnrr, si doti di una task force di giovani tecnici.

«Nel comparto edile – ha spiegato Senese – la crescita degli investimenti nella Regione Calabria nel 2021, è stata molto significativa, ed è stata determinata non solo dai bonus edilizi, ma anche da una prima accelerazione dovuta al Pnrr; però, purtroppo, su questa grande e probabilmente irripetibile opportunità, incombono due importanti criticità che, allo stato, rendono il perfezionamento degli  investimenti difficilmente attuabile e mettono a rischio l’esecuzione delle opere già avviate nonché l’avvio delle nuove, in quanto, economicamente insostenibili e sconvenienti».

«La prima criticità – ha spiegato – è rappresentata dal  blocco del turnover nella pubblica amministrazione che, pertanto, non dispone delle risorse necessarie per scaricare a terra tutti gli investimenti previsti dal Pnrr. La Regione Calabria ha bisogno urgente di una task force di tecnici che sia in grado di progettare e rendicontare i finanziamenti previsti. La nostra regione, se vuole vincere la sfida, utilizzando pienamente e correttamente i  fondi europei, ha bisogno di una immediata iniezione di professionalità nei settori determinanti per cambiare la sua narrazione storica e darsi un futuro migliore. Se non si riuscirà, per tempo, a colmare questo gap professionale la Calabria rischia di perdere quella che si presenta come l’ultima occasione per il rilancio economico e sociale».

«Le tante opere pubbliche – ha proseguito – che dovranno essere realizzate sul territorio regionale, una volta avviate, darebbero una forte scossa all’economia del settore edile che, da sempre, è uno dei settori produttivi più importanti. I tempi per la presentazione dei progetti, però, sono strettissimi, il rischio concreto è quello di rispedire all’Unione europea i finanziamenti messi a disposizione».

«La seconda  criticità – ha detto ancora – è rappresentata dall’aumento incontrollato del costo dell’energia e delle materie prime che ha comportato una evidente e seria difficoltà a tutta la filiera edile e, le misure messe in campo dal Governo, per far fronte ai rincari, non sono per niente sufficienti. Invero urge normare la revisione dei prezzari ovvero regolamentare un meccanismo che preveda una compensazione forfettaria dei prezzi  per categoria di opere e che consenta alle stazioni appaltanti di definire con automatismo l’importo revisionale; ciò farà si che le imprese non blocchino i lavori, non falliscano, mantengano inalterati o migliorino i livelli occupazionali, completino i lavori e  avviino i nuovi, il tutto con l’unico obiettivo di perseguire il superiore interesse pubblico, restituendo le opere alla collettività».

«È ora – ha concluso – di agire fattivamente con determinazione, unitarietà e collaborazione,  solo così potrà realizzarsi quel cambiamento regionale sperato e atteso da tempo». (rcz)

Sanità e Pnrr, Fismu: Con proposte dalla Regione rischio di sprecare le risorse

Francesco Esposito, segretario nazionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti – Fismu, ha espresso preoccupazione in merito alle proposte della Regione Calabria in materia di sanità e investimenti del Pnrr, in quanto «rischiamo uno sterile ritorno al passato».

Per Esposito, infatti, «i segnali che arrivano dalla Regione sono fonte di grande preoccupazione», in quanto «nei piani regionali leggiamo del recupero di ex strutture (art.20) già fallite 20 anni fa e che rischiano di fare la stessa fine oggi, in assenza di una seria riorganizzazione dei servizi già esistenti e di un progetto complessivo che parta intanto dalla realtà e dall’ascolto dei protagonisti della sanità del territorio. Si paventa la riapertura dei piccoli ospedali, ancora una volta con una impostazione populista, invece di dire, con onestà, che queste strutture vanno riconvertite, altrimenti rappresentano un pericolo per i pazienti stessi. Manca una visione complessiva, si prosegue con la logica dell’improvvisazione. Siamo alle solite».

«Serve un cambio di rotta – ha evidenziato Esposito – e va fatto un piano concreto per intercettare, intanto, l’emigrazione sanitaria solo così usciremo dal perenne commissariamento della nostra regione. Si programmi, per tappe, con dialogo e con serietà, la riforma sia del territorio che della rete ospedaliera. Non ci sono più scuse ora che il presidente Occhiuto è stato nominato Commissario: urge uno sforzo vero per affrontare i problemi della sanità calabrese, bisogna armarsi di competenza, e con cognizione di causa, facendo sponda con i medici e le eccellenze (che esistono), utilizzare i fondi del Pnrr, scongiurando la possibilità che vadano sprecati o spesi male».

«Per esempio – ha concluso – la rete dell’emergenza-urgenza (118) in Calabria è allo sfascio e ancora non ci sono proposte sul tavolo. Siamo sinceramente preoccupati per i cittadini e i medici calabresi che rischiano di vedere l’ennesima occasione sprecata». (rcz)

Agroalimentare, dal Pnrr altri 3 mln per sviluppo e ammodernamento delle aziende calabresi

Sono altri 3 milioni di euro la somma proveniente dal Pnrr a sostegno dello sviluppo e dell’ammodernamento delle aziende agroalimentari calabresi. Lo ha reso noto il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, ufficializzando la pubblicazione del decreto con il quale si dispone lo scorrimento della graduatoria definitiva della misura 4.2.1 del Psr Calabria 2014/2020 (relativa alla meccanizzazione) per l’annualità 2020.

Il provvedimento, disponibile sul portale istituzionale www.calabriapsr.it, formalizza anche l’incremento della dotazione finanziaria, inizialmente fissata a 2 milioni di euro ed ora salita a 5.027.873,93 euro, grazie ai fondi derivanti dal Piano per la ripresa dell’Europa.

Nello specifico, attraverso l’implementazione delle risorse, sarà possibile garantire adeguata copertura ad altri 14 progetti, che andranno ad aggiungersi ai 21 già finanziati.

«L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – è consentire l’ammodernamento tecnologico delle aziende agroalimentari calabresi. Per imprimere un’accelerazione a questo processo che riteniamo essere indispensabile e necessario, abbiamo avviato interlocuzioni con i servizi della Commissione Europea per negoziare una nuova modifica del piano finanziario del Psr Calabria 2014/2020, così da poter impiegare risorse del Next Generation Eu non utilizzate e da consentire ai nostri agricoltori l’acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e impianti idonei a permettere il conseguimento di miglioramenti in termini di redditività, competitività e sostenibilità ambientale».

L’intervento è destinato a imprese, in forma singola o societaria, operanti nella trasformazione e nella commercializzazione di prodotti agroalimentari, comprese quelle che utilizzano materia prima da trasformare/commercializzare di provenienza extra-aziendale, ma in misura non inferiore ai 2/3 di quella complessivamente trasformata/commercializzata. (rcz)

Alta velocità e Ferrovie, la ministra Carfagna: La Sa-RC sarà completata entro il 2030

La Salerno-Reggio Calabria sarà completata entro il 2030. È quanto ha reso noto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel corso del suo intervento nel programma Zapping di Rai Radio Uno, spiegando che ciò sarà possibile grazie agli «investimenti sia nel Pnrr sia nel Fondo
complementare».

La ministra, poi, ha spiegato che «abbiamo stanziato oltre 30 miliardi di euro per rendere il sud più vicino con il resto d’Italia e d’Europa», e che ci sono «700 milioni per il potenziamento e l’ammodernamento delle principali stazioni del mezzogiorno e dei collegamenti trasversali, tra la costa tirrenica e la costa adriatica» e la «massa di investimenti sulle ferrovie regionali».

«Abbiamo stanziato – ha spiegato – 6,3 miliardi non solo per le strade ma anche per le ferrovie e le reti idriche» e che «lo abbiamo fatto con
l’anticipazione del Fondo nazionale di sviluppo e coesione. Buona parte questi soldi serviranno per modernizzare alcune strade del nostro paese, opere che i territori aspettavano da tempo».

Carfagna, poi, ha spiegato il motivo per cui si utilizzeranno altri fondi per le strade e non quelli previsti dal Pnrr, in quanto l’Europa considera il trasporto su gomma inquinante.

«Cosa sarebbe l’Italia se la Calabria, la Campania e la Sicilia avessero lo stesso Pil, gli stessi tassi di crescita della Lombardia e del Veneto? Sarebbe un paese imbattibile sui mercati internazionali e il vantaggio sarebbe di tutti – ha proseguito –. Forse la conflittualità tra Nord e Sud, che tutti dobbiamo impegnarci a spegnere, è molto enfatizzata a livello mediatico».

«Sempre di più – ha aggiunto –  vedo rafforzarsi la consapevolezza che un sud in grado di correre e competere con il resto del paese è un vantaggio per tutto paese. Vedo questa consapevolezza rafforzarsi sempre di più».

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, la ministra ha garantito che «entro primavera saremo in grado di coprire le posizioni mancanti nelle Pubbliche amministrazioni del Sud e che «dove dovessero presentarsi, ancora, delle carenze dei bisogni, delle necessità, siamo pronti a intervenire con qualunque strumento, perché non un euro vada sprecato».

«È la mia preoccupazione, infatti – ha spiegato – prima di consegnare il Pnrr a Bruxelles, con il ministro Renato Brunetta abbiamo pubblicato il primo bando per 2.800 tecnici, da inserire nelle amministrazioni del Mezzogiorno, per rafforzare la loro capacità di progettazione e attuazione degli
investimenti. Il bando ci ha consentito di selezionare quasi 800 profili».

Inoltre, oggi in Gazzetta Ufficiale dovrebbe essere pubblicato il decreto che «ripartisce il fondo – ha concluso la ministra – per la progettazione territoriale: 160 milioni per ingaggiare professionisti esteri e dotarsi di un parco progetti. Questi fondi serviranno per sostenere quasi 5.000 comuni». (rrm)

Il webinar dell’Anci e Conai sulle “opportunità del Pnrr per i Comuni per lo sviluppo della raccolta differenziata”

Domani mattina, alle 12, è in programma il webinar promosso da Anci Calabria e Conai dal titolo Le opportunità del Pnrr per i Comuni per lo sviluppo della raccolta differenziata.

Dopo i saluti istituzionali del presidente Marcello Manna, di Enzo Bianco, presidente del Consiglio Nazionale Anci e di Luca Ruini, presidente Conai, introdurranno i lavori Laura D’Aprile, capo dipartimento Mite e Stefania Dota, vice segretario generale Anci.
Focus sui bandi del Pnrr per la raccolta dei rifiuti urbani: supporto operativo a favore dei destinatari al centro degli interventi di Gianfranco Comito, dirigente generale reggente del dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria, Antonello Antonicelli, coordinatore della struttura tecnica Anci-Conai e Fabio Costarella, responsabile sviluppo RD Centro-Sud Conai.
I lavori, coordinati dal Segretario di Anci Calabria Francesco Candia, si svolgeranno esclusivamente in videoconferenza.
Nei giorni a seguire i comuni che lo ritengono potranno, altresì, avere consulenza e/o sostegno tecnico-amministrativo da un team Conai per la predisposizione delle procedure di domanda di finanziamento e relativi interventi. (rrc)