La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha incontrato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per «ribadire che da parte nostra ci sarà leale cooperazione e che confidiamo su un cambio di passo nelle politiche territoriali: solo così la Regione potra voltare pagina e avviare un percorso di rilancio economico e sociale».
«Le sfide che la Calabria ha di fronte – ha aggiunto – sono estremamente importanti e richiedono il massimo impegno a ogni livello. Il PNRR rappresenta un’occasione di crescita economica senza precedenti per la nostra regione. Anche il Cis consentirà di realizzare investimenti importanti di sviluppo sul piano ambientale, turistico e culturale».
«È il momento di rimboccarsi le maniche – ha proseguito – per concretizzare queste opportunità. La stessa scelta di nominare Occhiuto commissario per la sanità ha l’obiettivo di rafforzare la responsabilità politica della Regione sul tema».
«Serve uno sforzo trasversale per far ripartire la Calabria, per questo – ha concluso Nesci – auguro buon lavoro ai consiglieri di maggioranza e di minoranza, auspicando un sano e costruttivo confronto nell’interesse dei cittadini». (rcz)
Il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, nel corso della 38esima Assemblea annuale Anci, ha ribadito che «è necessario e urgente» un incontro con il ministro per il Sud, Mara Carfagna, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, «affinché le risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che saranno gestite dai Comuni italiani, si traducano in vantaggi concreti per i territori e per lo sviluppo della Calabria».
Una tre giorni, quella svoltasi a Parla, che ha visto al centro del discorso futuro degli enti locali tra innovazione, inclusione, sostenibilità, e dove «la presenza delle più alte cariche istituzionali è il chiaro segno di quanto la ripartenza passi dall’assemblea dei sindaci».
«I grandi temi che il post pandemia ci pone dinanzi: “Rinasce l’Italia. I Comuni al centro della nuova stagione” non è solo uno slogan, ma rispecchia appieno il ruolo che noi amministratori locali dobbiamo avere nella partita di sviluppo e innovazione rappresentata dal Pnrr» ha aggiunto Manna, che ha sottolineato che «non possiamo celare le forti preoccupazioni su tempistica e scadenze rispetto alla progettazione».
In occasione dell’incontro degli amministratori calabresi presenti a Parma è stata, inoltre, ribadita la necessità di affrontare contestualmente le ulteriori problematicità che assillano gli enti locali calabri con particolare riguardo all’attuale status dei lavoratori stabilizzati dal bacino Lsu e Lpu, oltre alle stringenti problematiche relative al settore idrico e dei rifiuti: «andranno inoltre ribaditi gli aspetti economico-finanziari in occasione dell’approvazione della legge nazionale di bilancio. È emersa, infine, la necessità di sbloccare i finanziamenti sulle Periferie (sottoscrizione della relativa convenzione attuativa) e rimarcare l’importanza del fondo rotativo per la progettualità tecnica».
Il presidente Anci Calabria pensa ad un incontro con il ministro Mara Carfagna, il sottosegretario Dalida Nesci e il presidente Roberto Occhiuto: «un primo riscontro positivo da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che ha accolto l’istanza partita da noi sindaci rispetto al prorogare al 15 dicembre i termini per presentare le proposte progettuali alla regione per i contratti di Sviluppo Calabria, non completa comunque la complessità delle tematiche poste anche dalla Città Metropolitana».
«Ribadiamo, inoltre – ha evidenziato – che le opportunità offerte dal Pnrr debbono essere sfruttate. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rende enti locali e regioni soggetti attuatori di una rinascita che ha visto i sindaci battersi sempre in prima linea per il bene delle proprie comunità arginando una crisi post covid paragonabile al dopoguerra».
«La Calabria non può e non deve perdere questa occasione di rilancio – ha proseguito –. Non possiamo perdere le ingenti risorse rese disponibili attraverso il Pnrr. Occorre un’efficace programmazione e attuazione, anche in sinergia con altre risorse di cui disporrà il nostro Paese nei prossimi anni, in particolare le risorse del ciclo 2021-2027 della politica di coesione».
«L’obiettivo è, quindi – ha concluso – quello di riuscire a lavorare insieme, individuando progetti che possano rappresentare l’identità dei nostri territori dando risposte immediate ai bisogni condivisi tenendo conto dei pilastri su cui si basa il progetto di creazione di una comunità digitale e resiliente, con un’attenzione particolare per la mobilità sostenibile, le politiche per le nuove generazioni, la salute, l’inclusione, l’istruzione e la ricerca». (rrm)
di RODOLFO BAVA – Molte volte, sia gli impegni che i buoni propositi governativi, nei confronti del Meridione d’Italia, sono finiti nel nulla. Però, oggi giorno, la Ministra per il Sud, Mara Carfagna, sostiene che «ci sono tutte le condizioni per sfruttare al meglio le risorse disponibili del Pnrr».Le riforme e gli investimenti del Pnrr sono cruciali per potere colmare il divario tra Nord e Sud.
A tale proposito la Ministra ricorda quanto segue: «Abbiamo pubblicato con il ministro Renato Brunetta un avviso pubblico per la ricerca di ben 2800 tecnici ed esperti proprio per irrobustire le pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno d’Italia».
Pertanto, tali esperti andranno ad insediarsi nei Comuni, nelle Province e nelle Città Metropolitane, al fine di redigere i progetti per potere accedere ai fondi del Pnrr. È necessario spendere bene i fondi, provvedendo con celerità. Infatti, il Ministro alla Cultura Dario Franceschini ha affermato: «È una sfida del Paese, ma anche il Mezzogiorno è chiamato a fare la sua parte».
Ecco perché gli Amministratori dei vari Comuni del Sud hanno l’obbligo morale di richiedere e di potere disporre di un tecnico esperto per il percorso del Pnrr. Vastissimo è il campo degli interventi: dal recupero del patrimonio storico alla riqualificazione degli spazi pubblici (ad esempio: migliorando l’arredo urbano); dalla creazione e promozione di nuovi itinerari (itinerari tematici e percorsi storici) alle visite guidate; dai sostegni finalizzati per le attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali alla valorizzazione di tali prodotti; dalla rigenerazione di parchi e giardini storici alla rigenerazione urbana con la formazione di personale che possa curarli e preservarli nel tempo; dalla realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti all’ammodernamento degli impianti esistenti.
È possibile, inoltre, eseguire lavori per la messa in sicurezza del territorio, attraverso l’adeguamento degli edifici, la pulizia dei corsi di acqua, l’efficienza energetica ed i sistemi di illuminazione pubblica. Ci si potrà occupare della tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra urbano.
Si potrà procedere con la manutenzione di aree pubbliche e strutture edilizie esistenti a fine di pubblico interesse, compresa la demolizione di opere abusive. Da non trascurare il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche attraverso la ristrutturazione edilizia di edifici pubblici, al fine di potere sviluppare i servizi sociali, culturali, educativi e didattici.
È possibile, pertanto, cambiare in meglio il volto delle nostre città attingendo alla “manna”, piovutaci dal cielo. Ossia: il Pnrr. Il campo d’intervento è vastissimo ed è possibile creare nuovi posti di lavoro. Spetta, ora, ai Sindaci assicurarsi un esperto, al quale suggerire gli interventi da effettuare. Crotone ed i Comuni della nostra Calabria attendono vari “miracoli”. (rb)
La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha sottolineato come il Pnrr «rappresenta un programma di investimenti senza precedenti per la crescita economica e la coesione territoriale. Stiamo affrontando la crisi pandemica costruendo un nuovo modello di sviluppo, che consentirà di aprire una fase espansiva per l’Italia ma in particolar modo per il Sud».
Con questo prezioso strumento, per la sottosegretaria, «possiamo realizzare misure in grado di favorire la ripresa del Paese e, al contempo, di disegnare una nuova politica industriale che punti a ridurre il gap tra il Nord e il Sud del Paese. La Commissione europea ha appena rivisto al rialzo la crescita italiana, stimando un aumento del 6,2% del Pil: un dato incoraggiante che dimostra l’efficacia dei provvedimenti adottati anche rispetto all’equità territoriale».
«Misure come la Decontribuzione al Sud – ha spiegato –hanno portato a un incremento del livello occupazione pari a 592mila contratti, un esempio che dimostra quanto le politiche per il Mezzogiorno possano contribuire a rafforzare lo sviluppo del Paese».
«Proseguiremo lungo questa strada – ha concluso Nesci – consapevoli del fatto che se cresce il Sud cresce anche l’Italia». (rrm)
Individuare personale per scrivere bandi e l’acquisizione di professionalità tecniche come ingegneri, architetti, geometri, agronomi per non rischiare di perdere i fondi del Pnrr. Sono le richieste avanzate dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà al Governo, e che ha spiegato nel corso del convegno Recovery Fund e Pnrr – Territorio, Economia reale, Benefici sociali del risparmio produttivo organizzato dal Lions distretto 108 Ya Reggio Calabria Città del Mediterraneo.
Un incontro che il sindaco ha definito «importante», considerata la necessità di «portare la discussione fuori da un dibattito fra addetti ai lavori perché è fondamentale coinvolgere i club service, le associazioni, i sindacati, le università e tutti coloro che possono dare un contributo in termini di idee e proposte rispetto alle risorse in arrivo».
«Noi – ha detto Falcomatà – con la Città Metropolitana abbiamo partecipato manifestando non solo il percorso di coinvolgimento che stiamo portando avanti interessando, dentro la cabina regia, tutte le realtà produttive e associative del nostro territorio, ma anche illustrando quelli che sono gli interrogativi che, come Anci, abbiamo posto al Governo».
Secondo il sindaco Falcomatà, infatti, ciò che deve attirare l’attenzione, in questa fase, «non è più soltanto il tema relativo a quante risorse, tantissime, che arriveranno, ma quante ne riusciremo a spendere».
«Purtroppo – ha spiegato il primo cittadino – soprattutto al Sud, richiamo di pagare uno scotto più pesante, rispetto ai Comuni del Centro Nord, considerata la ristrettezza in termini di dotazione delle piante organiche. Per questo motivo abbiamo avanzato due proposte al Governo. La prima riguarda l’individuazione di personale per scrivere i bandi considerato che, la gran parte delle risorse del Pnrr, saranno erogate tramite partecipazione a gare di evidenza pubblica. Servono, quindi, persone qualificate, formate, professionalizzate per realizzare questi bandi e proporli all’attenzione di Palazzo Chigi».
La seconda proposta è relativa alle risorse e alle professionalità tecniche come «ingegneri, architetti, geometri, agronomi che, naturalmente, si dovranno occupare dei dettagli, ma che mancano all’interno delle Pubbliche amministrazioni». «In questo caso – ha concluso il sindaco Falcomatà – bisogna superare l’idea che è stata del Decreto Brunetta valutato il fatto che, tanti professionisti, funzionari e dipendenti hanno rinunciato. E’ indispensabile, quindi, individuare, fra le maglie dei fondi del Pnrr, una quota del 5% da destinare all’acquisizione delle professionalità necessarie per non perdere questi finanziamenti». (rrc)
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in apertura dell’ottava seduta del Comitato di Sorveglianza del Por Calabria, ha ribadito come «questo Tavolo possa rappresentare l’inizio di una nuova Calabria» e che «il partenariato economico e sociale ha un ruolo chiave».
«Oggi – ha aggiunto – siamo tutti insieme con la stessa dignità e la stessa responsabilità, consapevoli del compito che ognuno di noi deve svolgere per rendere produttivo l’impiego delle risorse che l’Europa ci mette a disposizione».
Quella svoltasi in Cittadella regionale è stato un importante momento di verifica e confronto sullo stato di esecuzione degli interventi comunitari previsti dall’attuale ciclo di programmazione e di quella futura, sotto la direzione dei lavori dell’Autorità di Gestione, Maurizio Nicolai.
A confrontarsi sul percorso attuativo del Programma, sono stati i rappresentanti della Commissione Europea, Willbrord Sluijters e Nicola Loi della Dg Regio, Michele Sartorello della Dg Empl, dell’Agenzia per la Coesione territoriale Carla Cosentino, del dipartimento per le Politiche di coesione della Presidenza Consiglio dei Ministri Roberta Ceccaroni, di Anpal Alessandro Lepidini, nonché i dirigenti dell’amministrazione regionale e gli esponenti del Partenariato istituzionale ed economico e sociale.
«L’Ue – ha aggiunto Occhiuto – pone cinque obiettivi politici alle Regioni: la ricerca e l’innovazione, il clima e l’energia, la mobilità e la connettività, i diritti sociali, e le politiche territoriali. In queste sfide c’è il nostro futuro, il nostro impegno per le nuove generazioni».
«Sono obiettivi – ha evidenziato – che dovremmo approcciare in una logica complessiva e di complementarietà. La Calabria nelle prossime settimane sarà impegnata nella definizione della propria strategia di specializzazione intelligente per il periodo di programmazione 2021-2027».
«Sarà importante – ha dichiarato ancora il presidente – evitare la frammentazione degli interventi non solo sulla spesa delle risorse che l’Europa ci mette a disposizione, ma anche su quelle del bilancio della Regione. Il mio governo concentrerà l’attività su obiettivi strategici, senza parcellizzare il riparto di queste risorse come troppo spesso è stato fatto al Sud e anche in Calabria. E sarà importante mettere a sistema le politiche di ricerca e di innovazione, favorendo un utilizzo più efficiente dei fondi, tenendo conto del posizionamento strategico territoriale e delle prospettive di sviluppo».
«In altri termini – ha detto ancora Occhiuto – occorrerà costruire un vantaggio competitivo che sia durevole e strutturale. Per fare questo bisogna essere capaci di costruire un’offerta pubblica che sia in grado di seguire, e in alcuni casi di anticipare in maniera adeguata, i bisogni delle imprese e degli altri beneficiari coprotagonisti della spesa dei fondi comunitari».
«Due – ha evidenziato – sono le grandi questioni su cui dovremmo fare una programmazione attenta e in complementarietà con il Pnrr: l’ambiente e le politiche sociali. Considero patologico che su 913 agglomerati di procedimenti di infrazione per il trattamento delle acque reflue urbane in Italia, 174 si trovino in Calabria. Su questo dovremo lavorare con grande impegno e determinazione».
«Bisogna ripartire da queste debolezze – ha proseguito – e mettere mano alle procedure di infrazione in materia ambientale. Il mio governo regionale vuole essere un governo che si segnala per un cambio di passo rispetto al passato».
«Sul profilo sociale – ha concluso Occhiuto – la Calabria si colloca in fondo tra le 281 Regioni europee negli indicatori aggregati del disagio. È una cosa che il governo regionale che rappresenta i calabresi non può più tollerare».
Nello specifico, i lavori del Comitato hanno interessato, tra l’altro, lo stato di attuazione del Por incentrato sul raggiungimento del target di spesa comunitario al 31 dicembre 2021.
Sono seguiti quindi i focus specifici sulle iniziative intraprese dal Programma nel contrasto all’emergenza epidemiologica, sul livello di avanzamento delle strategie territoriali, sulle attività per assicurare la regolare chiusura del programma al 31 dicembre 2023.
Particolare attenzione è stata riservata al percorso di definizione della prossima programmazione 2021/2027.
Infine, ampio spazio è stato dedicato al confronto con il partenariato che ha fornito contributi e suggerimenti sulle varie tematiche trattate. Al riguardo, l’Autorità di Gestione ha sottolineato l’importanza del ruolo degli stakeholders e di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nell’attuazione del Programma.
Nella giornata di ieri, la seduta del Comitato di Sorveglianza è stata preceduta dal consueto incontro tecnico dei componenti e dalle visite all’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal). L’obiettivo era di far conoscere il funzionamento del progetto Centro funzionale multirischi 2.0, presentato dal direttore Domenico Pappaterra e dai dirigenti e funzionari responsabili dell’intervento, al cantiere del Grande progetto metropolitana di Catanzaro, per visionare lo stato di avanzamento dei lavori illustrato dal responsabile Salvatore Siviglia.
Uno spazio è stato dedicato anche al progetto della Ciclovia dei Parchi presentato da Annamaria Corea. Il progetto, coordinato dal settore ambiente, vede il coinvolgimento diretto in qualità di soggetti attuatori dei tre Parchi nazionali e di quello Regionale della Calabria.
«Abbiamo illustrato – ha spiegato il direttore Pappaterra – al Rapporter Fesr della DG Regio della Commissione Eiropea, Nicola Loi, in Calabria per il Comitato di Sorveglianza, accompagnato dall’AdG del POR, Maurizio Nicolai, lo stato di avanzamento dei lavori del progetto multirischi 2.0, nel quale Arpacal, ma soprattutto la Regione Calabria, ha scommesso molto per garantire l’interoperabilità dei sistemi di comunicazione finalizzati a garantire l’informazione e i dati puntuali in caso di allerta meteo idrogeologica».
«La visita – ha aggiunto – è stata il momento di presentazione di quanto è stato sinora acquistato e collaudato e reso operativo e quanto sarà nelle prossime settimane completato; ciò al fine di garantire non soltanto l’adempimento del progetto rientrante nei fondi comunitari, ma rendere pienamente operativa l’agenzia Italia Meteo che, come noto, con decreto del presidente della Repubblica Mattarella, ha individuato nel centro funzionale multirischi dell’Arpacal l’unico punto in Calabria per l’acquisizione delle informazioni meteo della agenzia da poco costituita». (rcz)
Il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, ha ribadito la condivisione della battaglia dei sindaci del Sud «e le parole del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, sulla necessità di ottenere subito i fondi del Pnrr».
«Da a mesi, ormai, diciamo che si tratta di un’occasione unica per un pezzo d’Italia che ha diritto a riscattarsi. Il governo ora deve dimostrare, davvero, di tenere a questo rilancio» ha concluso il senatore. (rp)
Giovedì 4 novembre, su Zoom, alle 18.30, è in programma la tavola rotonda I fondi europei – Guida alla Next Generation e al Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, organizzata dalla sezione Calabria dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, dalla Fondazione “Antonio Emaunele Augurusa”, Acli Terra Calabria e dallo Europe Direct CalabriaEuropa.
Il titolo dell’incontro, tra l’altro, è un tema incluso nel libro del docente di Politiche dell’Unione Europea alla Luiss di Roma, Luciano Monti, in cui si parla di come programmare e spendere il pacchetto di circa 300 miliardi destinati all’Italia con le misure principali messe in atto dall’UE per fronteggiare la crisi economica legata al Covid.
A coordinare i lavori dell’atteso evento sarà Valerio Caparelli, giornalista esperto in politiche territoriali, che sul tema della nuova sfida economica, per cui la vera partita per i fondi europei inizia ora, intervisterà l’autore del libro e Pino Campisi, Segretario Regionale UCID Calabria e Presidente Regionale di ACLI Terra Calabria; Alessandra Tuzza, Direttore responsabile dell’Europe Direct CalabriaEuropa e Presidente dell’Associazione Eurokom; Cosimo Cuomo, esperto in politiche del lavoro e dello sviluppo locale; Francesco Augurusa, Presidente di UCID Calabria e della Fondazione “A. Emanuele Augurusa” in Roma; Domenico Marino, Docente di Politica Economica dell’Università di Reggio Calabria.
L’autore del libro, ospite speciale dell’evento su web, concluderà il dibattito con un intervento che metterà in luce come nel periodo 2021-2027 l’Italia disporrà di risorse europee senza precedenti e che il nostro Paese non dovrà gestire solo i tradizionali fondi di investimento europei (Fondi SIE) per la politica di coesione, quella agricola comune e per la ricerca e sviluppo, ma anche le risorse messe a disposizione dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza.
Monti sottolineerà anche quanto scritto nel suo volume, ovvero che «non c’è tempo per formare rapidamente un nuovo esercito di funzionari e non sarebbe nemmeno opportuno affidare interamente la gestione a strutture esterne alla Pubblica Amministrazione. La chiave di volta potrebbe essere, invece, quella di ribaltare l’ottica della spesa: oltre ai grandi progetti messi in cantiere si potrebbe infatti puntare anche a voucher per la formazione e l’auto-imprenditorialità». (rrm)
Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, ha criticato duramente il provvedimento occupazionale del Governo, in cui sono previste, in Calabria, 40 assunzioni contro le 131 della Lombardia, sottolineando come non «centra l’obiettivo».
Tale provvedimento, infatti, prevede mille giovani tecnici assunti, a tempo indeterminato, per supportare le Regioni e i Comuni «nella messa a terra dei progetti finanziati dal Pnrr», ma per Biondo, «se il provvedimento occupazionale del Governo era indirizzato a dare una mano ai quei territori, i cui conclamati ritardi strutturali sono in grossa parte dovuti alla carenza di donne, uomini e competenze delle rispettive amministrazioni locali e regionali, allora possiamo dire subito che non centra l’obiettivo».
«La ripartizione dei 1000 tecnici fatta dal Governo Draghi, infatti, appare non soltanto incomprensibile ma anche contraddittoria» ha spiegato Biondo, esortando, poi, «la Regione e le amministrazioni locali calabresi alzino il livello di attenzione sulle misure di supporto al Piano europeo, che verranno messe in campo da Roma nei prossimi mesi».
«Bisogna evitare – ha concluso – che la quota del 40%, dei circa 290 miliardi del Piano destinati dal Governo al mezzogiorno che di per se stessa è incongrua come percentuale dati i divari esistenti al sud rispetto al resto del Paese, rimanga solo sulla carta». (rrm)
Il presidente di Ance Calabria e Cosenza, Giovan Battista Perciaccante, ha evidenziato come «le aspettative per la ripartenza del Paese e del territorio calabrese sono alte, occorre fare in fretta tanto a livello politico che tecnico, innalzando il livello delle competenze e di efficienza degli uffici preposti a tradurre il tutto in azioni concrete e bandi di gara».
Perciaccante, che ha partecipato all?Assemblea pubblica dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili tornata a riunirsi in presenza a Roma, ha evidenziato come «dati, analisi e previsioni possono concordare in senso positivo, a patto di saper sfruttare al meglio le occasioni e le opportunità offerte dalle tante misure e provvidenze messe in campo tanto dall’Europa che dal governo nazionale».
Al completo la rappresentanza calabrese all’importante appuntamento nazionale con i presidenti Luigi Alfieri di Catanzaro e Michele Laganà di Reggio Calabria, il vice presidente di Ance Calabria Giuseppe Chisari, i consiglieri Roberto Rugna e Maurizio Scutieri ed il direttore Luigi Leone.
Molto positivi i commenti sulla relazione svolta dal presidente di Ance, Gabriele Buia che ha snocciolato i temi che maggiormente stanno a cuore alle imprese edili senza tralasciare gli aspetti di interesse più generale per l’intero Paese soprattutto per quanto attiene alle possibili ricadute economiche e sociali.
Le emergenze a cui far fronte sono tante secondo gli imprenditori edili e rischiano di rallentare il Pnrr, a cominciare dall’aumento eccessivo delle materie prime con la connessa difficoltà a reperirle: l’acciaio è aumentato del 243%, l’energia del 225%, le plastiche del 10%.
Il presidente di Ance Gabriele Buia ha auspicato che in relazione all’aumento dei prezzi si preveda a livello strutturale «da subito nel nuovo Codice una norma per l’adeguamento automatico dei prezzi, come avviene in Europa».
«Nella Legge di Bilancio che il Governo si appresta a varare in queste ore ci auguriamo – ha detto il presidente Buia – che venga prevista un’estensione della misura per i lavori pubblici e spazio per il mercato privato consentendo, comunque e in ogni caso, alle imprese di poter rinegoziare tempi e condizioni per le esecuzioni dei lavori». (rrm)
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