PONTE, 8 ANNI DI DISAGI NELLO STRETTO MA I VANTAGGI SONO PER TUTTO IL PAESE

di PIETRO MASSIMO BUSETTA – “Ponte e libertà”  é il motto adottato da alcuni gruppi che sono favorevoli alla costruzione del Ponte sullo  Stretto.

Libertà perché l’infrastruttura dovrebbe consentire finalmente quella mobilità che finora le regioni meridionali da Napoli in giù non hanno avuto, possibilità di riuscire a rimanere nella propria terra e non essere obbligati ad emigrare, opportunità per coloro che vivono nella area metropolitana di Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Messina.

Non vi è dubbio però che nella fase della costruzione della infrastruttura coloro che soffriranno di più sono proprio queste aree, pagheranno il prezzo che pagano i cittadini di Roma quando si costruisce la metropolitana, o quelli di Venezia quando si è costruito il Mose, o i residenti nella Val di Susa per la Tav.

Ma mentre gli svantaggi dei romani o dei veneziani vengono sopportati per una infrastruttura che interessa loro, quelli a carico degli abitanti dei villaggi valdostani o degli abitanti dell’area metropolitana dello stretto sono a vantaggio di tutto il Paese.

Perché deve essere chiaro che la costruzione del ponte non è che porti un vantaggio prevalentemente alle regioni che collega, anche se non bisogna dimenticare che il costo dell’insularità è stato calcolato per la Sicilia, da parte di Prometeia e dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana, in 6 miliardi  e mezzo l’anno.

Cifra enorme e improbabile, malgrado l’autorevolezza degli studiosi, perché se fosse vera porterebbe ad un ammortamento dell’opera in soli due anni e renderebbe l’operazione di cancellazione operata da Mario Monti un disastro epocale.

Ma tornando al tema in realtà il vero vantaggio è per il Paese e per l’Europa che finalmente si proietterebbero verso l’Africa, verso Suez e praticamente verso Singapore e Hong Kong. Collegando la Mittel Europa al Medio e all’Estremo Oriente. Non a caso la costruzione dell’infrastruttura è stata inserita nelle  reti trans-europee di trasporto (Ten-T).E-

A vantaggio dell’umanità perché eviterà che le grandi navi porta containers debbano attraversare tutto il Mediterraneo e l’Atlantico fino a Rotterdam, Aversa o Amburgo, con emissioni di CO2 che, in un momento di riscaldamento globale e di passaggio obbligato verso il green, diventa devastante.  Contribuirà peraltro allo sviluppo del Mezzogiorno, indispensabile perché i rapporti con il Nord Africa si trasformino da estrattivi in collaborativi.

Ma non vi è dubbio che il prezzo più alto,  al di là di quello economico, lo pagheranno i cittadini di Messina e di Villa San Giovanni che dovranno sostenere i disagi di otto anni di costruzione, di un numero enorme di passaggi di camion per il movimento terra, di espropri per cui una serie di persone dovranno abbandonare le loro case, le loro abitudini, il loro territorio.

In tale logica diventa fondamentale che la Società ponte sullo stretto di Messina si adoperi per fare prima comprendere e poi toccare con mano tutti i vantaggi che quest’opera, anche nella fase della costruzione, può portare a quell’area.

Pertanto è necessario intensificare la collaborazione con le comunità locali.

Che possano capire i grandi vantaggi di ospitare un cantiere così grande. Che dovrebbe contribuire  fin da subito ad evitare che i propri figli debbano continuare ad espatriare come é avvenuto fino ad adesso.

Per questo  il villaggio delle migliaia di persone che dovranno lavorare alla struttura non dovrà essere totalmente estraneo alla realtà circostante, indipendente dall’economia del luogo. Anche se questo dovesse essere il sistema più oneroso per la  WeBuild Group la logica vuole che invece le interazioni siano il numero massimo possibile. Perché tutti si rendano conto del grande vantaggio di avere tale opera nel proprio territorio sia nella fase successiva all’apertura al traffico del ponte ma anche nella fase di costruzione.

Finora i rumors che arrivano dal territorio non sono tali da tranquillizzare, mentre l’operazione in questa prima fase sembrerebbe totalmente romana.

Mentre si avvicina sempre più il momento in cui i cantieri del ponte dovrebbero essere aperti la necessità che il territorio, ma anche tutto il Paese, prenda consapevolezza del grande interesse che ha per tutti una simile opera, diventa sempre più forte.

E così come per il Paese una comunicazione positiva per controbattere quella estremamente martellante contro, anche se portata avanti da piccole minoranze, si palesa la necessità che il consenso del territorio sia sempre più ampio e possa confrontarsi con i pochi che, avendone uno svantaggio personale dovuto agli espropri per il bene pubblico delle proprie case, come accade in questi casi, continuano a fare molto rumore dando la sensazione che ci sia un mondo contro.

Spiegare ai messinesi e ai calabresi come si eviterà di impattare sul loro quotidiano evitando che il peso e il fastidio dei lavori possa ricadere su di loro è un compito altrettanto importante di quello di spiegare che il ponte si regge, che il problema della sua chiusura per il vento non esiste, che le preoccupazioni relative alle falde che si allontanano sono assolutamente irrealistiche e che il pericolo di un eventuale terremoto che possa farlo cadere è inesistente.cosa non facile da attuare ma che diventa una priorità perché in 8 anni una città può anche entrare in un cono d’ombra pericoloso, acuendo le problematiche di spopolamento che i territori interessati vivono da anni. Un elemento da non trascurare é quello di valorizzare il grande interesse turistico che il ponte in fase di costruzione può costituire, organizzando visite guidate che illustrino la grande opera dal progetto alle varie fasi costruttive.

Insomma invece di continuare a dibattere su un dilemma ormai superato, cioè Ponte si o Ponte no, sarebbe opportuno che si operasse in modo costruttivo per contribuire a far comprendere con fatti e non più con parole che ciò che è stato affermato e viene propagandato come un grande vantaggio per i territori non debba aspettare il completamento dell’opera ma si cominci a  vedere da subito.

Ordini professionali, università, scuole fin dalle elementari, la carta stampata e l’informazione web,  devono essere coinvolte perché la costruzione diventi patrimonio di tutti. (pmb)

[Courtesy Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia]

Il Ponte riduce le emissioni nocive: I dati del suo impatto ambientale

Il Ponte sullo Stretto è in dirittura d’arrivo, pur se alcuni dubitano che arrivi al traguardo. Intanto, si moltiplicano le notizie relative agli aspetti tecnici dell’opera. Una delle più importanti è certamente la sua compatibilità ambientale ed è proprio su questo controverso tema che riteniamo utile ricostruire il ruolo avuto dalla nostra tanto bistrattata città. Nell’aprile 2021 – quando Draghi era appena diventato Presidente del Consiglio –, il Distretto Rotary Sicilia e Malta, pubblicò un volumetto dal titolo Stretto di Messina e rispetto della transizione ecologica, scritto da Giovanni Mollica e Antonino Musca, due ingegneri iscritti a Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno che da un decennio si batteva a favore del Ponte sullo Stretto.

Il lavoro mostrava, con grande dovizia di dati, che il Ponte avrebbe ridotto le emissioni di CO2 per almeno 144 mila tonnellate. Contemporaneamente, sarebbero sensibilmente diminuiti inquinanti ben più pericolosi come gli Ossidi di Carbonio, Azoto e Zolfo, nonché le polveri sottili, fortemente cancerogene.

Il 22 agosto, la Gazzetta del Sud titolò: Inquinamento dello Stretto, dati choc. Il 29 agosto 2022, durante la campagna elettorale, Salvini venne a Messina e gli fu donata una copia del libro. Il 22 ottobre dello stesso anno nacque il Governo Meloni e Salvini, da Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, iniziò a definire il Ponte come “opera green” in quanto avrebbe abbattuto le emissioni di CO2 di… 144 mila ton, senza però citare mai la fonte del dato. I media, soprattutto quelli contrari all’opera, effettuarono puntigliose ricerche. Il primo a scoprirne l’origine fu Carlo Canepa, giornalista di Pagella politica, sito di “fact checking” delle dichiarazioni dei politici.

Il 17 Maggio 2023, Canepa pubblicò il suo articolo, nel quale asseriva, con grande onestà intellettuale: «Come spieghiamo più nel dettaglio su Green&Blue, la stima delle 150 mila tonnellate di CO2 è plausibile. Per verificarla abbiamo controllato i numeri di un database che mette a disposizione i dati sulle emissioni di alcuni traghetti che transitano nello Stretto e parlato con un esperto di emissioni navali».

Aggiungendo, però, che la stima era “parziale” in quanto non teneva in considerazione l’inquinamento prodotto durante i lavori e che il traghettamento non sarebbe cessato il giorno dell’apertura al traffico del Ponte. Obiezioni certamente dotate di una certa validità ma che non inficiano minimamente la tesi secondo la quale il Ponte riduce le emissioni.

Non è questa la sede per entrare in dettaglio. Dopo qualche tempo, anche la trasmissione di Rai3, Report, scoprì il libro di Mollica e Musca e mandò un suo giornalista a intervistare uno degli autori. Le circa due ore di intervista generarono un servizio che mirava essenzialmente a contestare il dato in base alla poca competenza degli autori – in quanto nessuno dei due era un cattedratico – e il sospetto che l’ing. Mollica avesse un interesse personale in quanto, molti anni prima, era stato consulente di Eurolink.

In sintesi, al di là delle opinioni – spesso dettate da ragioni politiche –, nessuno si è mai avventurato in una critica documentata alle “famose” 144 mila ton di Salvini. Arriviamo così ai nostri giorni, quando è la Stretto di Messina a diffondere il calcolo della riduzione delle emissioni derivanti dal Ponte: 200 mila tonnellate. Valutazione fatta, certamente, da autorevoli cattedratici. In conclusione, se Salvini sbagliava nel comunicare quanto il Ponte sia “green”, sbagliava per difetto.

[Courtesy Siciliainprogress]

Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci: Avvio Conferenza servizi ulteriore passo concreto per iter approvativo

L’avvio della Conferenza di servizi per il prossimo 16 aprile, come comunicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rappresenta un ulteriore concreto passo avanti nell’ambito dell’iter approvativo volto alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina». È quanto ha dichiarato Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, sottolineando come sia stata «altrettanto importante la comunicazione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica che, nei giorni scorsi, ha dichiarato la “procedibilità” per l’avvio della valutazione degli elaborati ambientali».

«Come programmato e comunicato la convocazione della Conferenza – ha spiegato ancora – è un atto conseguente all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina dell’aggiornamento del progetto definitivo dell’opera e alla contestuale consegna degli elaborati progettuali ai ministeri e alle Autorità competenti».

Nei prossimi giorni, inoltre, sarà pubblicato sui quotidiani nazionali e territoriali di Sicilia e Calabria l’Avviso di avvio del procedimento volto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, propedeutico alla dichiarazione di Pubblica Utilità che sarà sancita con l’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto da parte del Cipess.

«Questa fase intermedia, legata alla pubblicazione dell’Avviso – ha proseguito Ciucci – consentirà a tutti gli interessati di prendere visione della documentazione progettuale relativa al piano degli espropri e formulare eventuali osservazioni. In tale contesto la società Stretto di Messina aprirà “Sportelli informativi” sia a Messina che a Villa San Giovanni, in spazi dedicati messi a disposizione dai rispettivi comuni, per fornire il supporto necessario per l’analisi della documentazione». (rrm)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Il Ponte un baluardo per la sostenibilità ambientale

di GIACOMO SACCOMANNO – L’iter procedurale del  Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera ingegneristica di grande rilievo, si avvicina al completamento. Nonostante le perplessità di alcuni, gli aspetti tecnici dell’opera emergono con forza ed, in particolare, la sua compatibilità ambientale. È su questo tema che si vuole focalizzare l’attenzione.

Nell’aprile 2021, il Distretto Rotary Sicilia e Malta ha pubblicato un’analisi intitolata “Stretto di Messina e rispetto della transizione ecologica”, redatta dagli ingegneri Giovanni Mollica e Antonino Musca. Il documento sosteneva che il Ponte avrebbe potuto ridurre le emissioni di CO2 di almeno 144.000 tonnellate, oltre a diminuire, significativamente, la presenza di inquinanti pericolosi, come gli ossidi di carbonio, azoto e zolfo, e le polveri sottili. La questione delle emissioni è stata oggetto di dibattito pubblico, con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha definito il Ponte un’opera “green”, citando la riduzione delle emissioni di CO2 di 144.000 tonnellate, senza, però, menzionare la fonte dei dati. Questa affermazione ha suscitato indagini da parte dei media, con Carlo Canepa di Pagella Politica che ha identificato la fonte molto originale. Canepa, nel suo articolo del 17 maggio 2023, ha confermato la plausibilità della stima, pur sottolineando che non considerava l’inquinamento generato durante la costruzione del Ponte né il fatto che il servizio di traghetti non sarebbe terminato immediatamente con l’apertura del Ponte.

Tuttavia, queste obiezioni non hanno invalidato l’argomento principale: il Ponte contribuirà alla riduzione delle emissioni.La trasmissione RAI3 Report ha ulteriormente esplorato il tema, intervistando uno degli autori del libro. Nonostante le critiche sulla competenza degli autori e i possibili interessi personali, nessuno ha fornito una critica documentata contro la stima delle emissioni fornita dal ministro Salvini. Oggi, la Stretto di Messina S.p.A. ha aggiornato la stima della riduzione delle emissioni a 200.000 tonnellate, un dato confermato da autorevoli accademici.

In conclusione, se vi sono stati errori nella comunicazione dell’impatto ambientale del Ponte, questi sono stati per difetto, non per eccesso. Il Ponte sullo Stretto si profila quindi come un’opera che, oltre a collegare fisicamente due estremità del nostro paese, potrebbe rappresentare un significativo passo avanti per la sostenibilità ambientale. Pertanto, le critiche avanzate nei confronti del ministro sono da ritenersi totalmente infondate e, comunque, dimostrano di come l’informazione in Italia è poco attendibile e viene gestita da soggetti che mancano di assoluta obiettività. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

I consiglieri di Campo Calabro Messineo e Richichi chiedono chiarezza su sviluppo del progetto del Ponte

I consiglieri comunali di Campo Calabro, Rocco MessineoGiovanni Rechichi,  hanno sollevato un sollecito urgente sulla mancanza di comunicazioni e interlocuzioni, da parte dell’amministrazione locale, sulla questione del Ponte sullo Stretto, chiedendo all’Amministrazione Comunale di informarli, tempestivamente, circa le intenzioni e gli sviluppi relativi alla tematica del Ponte sullo Stretto.

In una nota inviata al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale del Comune, i consiglieri hanno ribadito come, con dati in mano, «risulta che, finora, nessuna comunicazione o documento sia stato trasmesso ai Consiglieri in merito alle decisioni od agli sviluppi emersi dopo la discussione tenuta nel Consiglio Comunale aperto del 26 gennaio 2024».

In un momento in cui la responsabilità dei rappresentanti locali è cruciale per la promozione di una visione comune e la sinergia totale nell’affrontare tematiche di primaria importanza per il futuro della città, i consiglieri Messineo e Richichi ribadiscono l’importanza «di essere adeguatamente informati per poter partecipare in modo costruttivo alle decisioni».

In particolare, hanno sottolineato la necessità di creare un «Comitato Tecnico-Scientifico per trattare il progetto del Ponte sullo Stretto, come espresso in sede di consiglio comunale e poi nella loro formale richiesta protocollata con il numero 1704 del 6 febbraio 2024».

«Questo richiamo alla partecipazione riflette una consapevolezza – si legge in una nota – del ruolo fondamentale che il coinvolgimento dei cittadini e dei loro rappresentanti ha nella governance di questioni così cruciali per il destino di Campo Calabro».

«Si auspica, dunque, che questa richiesta venga accolta con la dovuta attenzione – conclude la nota – e che si instauri un dialogo aperto e costruttivo tra l’amministrazione locale e i Consiglieri Comunali, nell’interesse del progresso e della prosperità della comunità di Campo Calabro». (rrc)

 

L’OPINIONE / Giusy Caminiti: Pronti ad ascoltare posizioni dei cittadini, associazioni per il Ponte

di GIUSY CAMINITI – È stata una settimana impegnativa sul tema ponte: domenica scorsa ci siamo confrontati con la comunità in assemblea e martedì mattina con la Stretto di Messina prima nella riunione tecnica e dopo nel momento dedicato ai sindaci dei comuni interessati.

Momento clou di questa tre giorni, è stata la prima riunione della commissione territorio allargata ai componenti tecnici esterni avvenuta lunedì pomeriggio nella sala consiliare di palazzo San Giovanni: l’insediamento della commissione ha rappresentato un momento di approfondimento sul metodo con il quale la commissione (supportata dal lavoro tecnico scientifico dei suoi componenti esterni) valuterà l’enorme mole di allegati progettuali.
La riunione di lunedì è stata anche l’occasione per valutare il lavoro rispetto ai tempi dati: come detto anche all’amministratore delegato Pietro Ciucci, i 60 giorni entro i quali il Comune di villa San Giovanni dovrà esprimere il proprio parere, dall’apertura della conferenza dei servizi da parte del Mit, sono davvero un lasso di tempo Impossibile per ottemperare con assoluta cognizione a quanto viene richiesto. Nonostante l’apporto notevole che i professionisti esterni potranno dare nella valutazione delle carte progettuali, infatti, l’opera ponte necessiterebbe di maggior tempo e di strutture tecniche potenziate negli organici!
Un tema questo affrontato anche con la vice presidente della giunta regionale Giusy Princi e con il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, i quali hanno messo a disposizione i dipartimenti regionali e metropolitani per qualunque necessità possa rappresentare il nostro Comune. Già nel corso della riunione della commissione territorio è emersa ampia preoccupazione per la “qualità” del progetto definitivo aggiornato dalla Stretto di Messina: la stessa preoccupazione è stata rappresentata dalla parte tecnica e dalla parte politica alla stazione appaltante, ma anche da Città Metropolitana.
L’amministrazione comunale ha avuto modo di evidenziare come la mancanza di tutti gli studi propedeutici alla progettazione non danno alcuna certezza sulla realizzabilità strutturale dell’opera, sulla sua compatibilità ambientale, sul fatto che, qualora si avviasse la realizzazione, il ponte non rimarrà un’incompiuta.
Abbiamo chiesto che ci sia un maggiore approfondimento e non un rinvio degli studi alla fase della progettazione esecutiva così come prospettato dalla Stretto di Messina.
La tutela e la difesa del territorio restano le linee guida dell’azione amministrativa: un sindaco e una maggioranza consiliare devono, necessariamente, ascoltare ed accogliere ciascuna delle voci che partono dal territorio ma poi, nel farne sintesi, dovranno sempre essere orientati alla difesa della città e dei diritti dei singoli  e della comunità. Per esemplificare questo concetto abbiamo detto ai cittadini riuniti in assemblea che qualora le obiezioni e le prescrizioni fin qui evidenziate troveranno conferma, non potrà che essere dato un parere negativo in conferenza dei servizi: scevri da ogni polemica, vorremmo che il messaggio passasse per ciò che è, non un’anticipazione di un lavoro che ancora deve essere tutto svolto nel merito; quanto piuttosto  l’assunzione di una responsabilità nel caso di mancanze progettuali che non potranno e non verranno sottovalutate.
Ciascuno dovrà fare la sua parte ed è per questo che in settimana pubblicheremo un avviso (metodo già utilizzato rispetto alla questionerei portuale nel rapporto con l’autorità di sistema portuale dello stretto), per chiedere ai singoli cittadini, alle associazioni, ai movimenti, a tutti i portatori di interesse di presentare osservazioni, proposte, obiezioni, approfondimenti che confluiranno agli atti della commissione territorio per essere dalla stessa esaminati e, poi, portati ai lavori del consiglio comunale che si occuperà della questione ponte prima che l’ufficio tecnico licenzi il parere da rendere in conferenza di servizi. Non ci sottraiamo alla scelta politica, tanto da ritenere doveroso adottare un atto di indirizzo politico in consiglio comunale che dia mandato al responsabile dell’ufficio tecnico il quale per legge è tenuto a sottoscrivere il parere da depositare in conferenza di servizi.
Stiamo aspettando la convocazione della conferenza per capire esattamente le modalità di espletamento della conferenza stessa, l’avvio di una nuova conferenza o piuttosto la ripresa di quella del 2013 che, per noi, rappresenterebbe un ulteriore vulnus nella procedura di eventuale licenziamento del progetto ponte. Le valutazioni tecniche, urbanistiche, ambientali e, non da ultimo, giuridiche le faremo supportati da professionisti di alto spessore perché tutto  sia adeguatamente vagliato. Ascolteremo con grande apertura, ancor di più che negli ultimi mesi, le diverse posizioni partitiche, associative, cittadine tutte, nella convinzione che solo il vero confronto tra posizioni differenti ci permetterà di esprimere al meglio la volontà della città.
Tutti dovremo lavorare nei prossimi mesi sulle carte e questo, certamente, ci permetterà di superare posizioni pregiudiziali per giungere ad una sintesi equilibrata, nell’unico interesse della nostra comunità. (gc)
[Giusy Caminiti è sindaca di Villa San Giovanni]

Il ministro Salvini: Ponte sullo Stretto non porterà devastazione

«Le zone in cui dovranno sorgere le opere del ponte, sulle due sponde dello Stretto non subiranno alcuna devastazione». È quanto ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine della presentazione del treno ibrido intercity di Trenitalia a Reggio Calabria.

«Le opere, anzi – ha aggiunto Salvini – arricchiranno i territori, sia sulla sponda calabrese che su quella siciliana. Ci sarà un aumento di lavoro, di turismo, di valore degli immobili, sia pubblici che privati. Penso che sia un’operazione vincente da tutti i punti di vista. Poi, fortunatamente, il ponte lo fanno gli ingegneri. Non lo fanno i ministri. E lo fanno perché resista al vento, ad eventuali, Dio non voglia, terremoti, alle maree. É un’infrastruttura che porterà soprattutto migliaia di posti di lavoro in due terre come Calabria e Sicilia che hanno diritto ad avere collegamenti moderni e speranza per i loro giovani».

«Il progetto del ponte sullo Stretto non è assolutamente quello del 2011. Il nuovo progetto – ha aggiunto – è stato approvato all’unanimità da un Comitato tecnico-scientifico che rappresenta le migliori Università italiane, composto da docenti di primario livello: ingegneri, geologi, strutturisti, architetti. Ne fanno parte specialisti italiani, spagnoli, danesi, giapponesi e americani che rappresentano una garanzia».

«Chi attacca il ponte – ha detto ancora il ministro – non attacca Salvini o la Lega. Attacca la Calabria, la Sicilia ed i migliori professionisti al mondo. Se il ponte ha avuto l’ok del Comitato tecnico-scientifico, io mi fido dei professori e degli ingegneri. Per la realizzazione del ponte sullo Stretto ci saranno protocolli di legalità ai massimi livelli. Escludo, dunque, qualsiasi rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori per la realizzazione dell’infrastruttura».

«E, poi – ha aggiunto Salvini – penso che sia irrispettoso nei confronti dei calabresi e dei siciliani dire che non si possono fare opere, ponti, gallerie, strade ed autostrade, perché altrimenti arrivano la mafia e la camorra e la ‘ndrangheta. Io penso che la Calabria e la Sicilia siano tanto altro e abbiano imprenditori, giovani, professionisti ed operai che non c’entrano nulla con la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta».

«Io, piuttosto – ha concluso il ministro – non vedo l’ora che dopo 50 anni arrivi, entro il 2024, la posa della prima pietra di un manufatto che unisce l’Italia, l’Europa, la Sicilia, la Calabria. E per me è gratificante sapere che non dico siamo vicini, ma ci stiamo arrivando». (rrc)

L’OPINIONE / Saccomanno: Da Elly Schlein dichiarazioni senza alcun senso

di GIACOMO SACCOMANNO – Afferma la segretaria del PD, Elly Schlein, sul ponte: «Un progetto dannoso, sbagliato, anacronistico, che non risponde alle vere esigenze di chi vive in questo bellissimo territorio. Un progetto voluto egoisticamente solo dal ministro Salvini»… «Questo territorio ha già pagato un prezzo altissimo per le tante scelte sbagliate, e io sono venuta qui per confermare come tutto il Partito Democratico sia schierato senza se e senza ma contro questa idea di ponte, che presenta costi esosi e che drena risorse già stanziate per opere molto più urgenti, sia sul versante calabrese che su quello siciliano dello Stretto. Calabresi e siciliani non sono cittadini di serie b, a questo territorio servono strade, ospedali e lavoro, non un inutile ponte».

Dichiarazioni senza senso! Basta chiedere alla Schlein di indicare cosa ha fatto la sinistra in oltre 10 anni di governo per il Sud? Nulla! Solo chiacchiere. Oggi mancano, secondo Lei, strade, ospedali, lavoro… e, questa è, sicuramente, una eredità lasciata dal PD. Invece di, solamente e malamente, criticare chi sta cercando di dare, seriamente, al Sud opere e risorse dovrebbe guardarsi indietro e fare il mea culpa! Se mancano strade, ospedali e lavoro questo è, indubbiamente, un pesante demerito della sinistra.

Il Sud e la Calabria, grazie a Matteo Salvini e Roberto Occhiuto, sta, sensatamente, voltando pagina e, finalmente, ha la possibilità di riprendersi quello che la sinistra ha tolto in moltissimi anni di cattiva gestione sia dell’Italia che della nostra regione. Un PD che vorrebbe, scientemente, lasciare il Sud nella povertà sociale e culturale per meglio imbonire la gente di slogan vuoti e senza senso. Una opposizione seria e responsabile dovrebbe offrire ai cittadini una alternativa credibile e con proposte concrete e non, invece, criticare e ribadire dei no senza alcun senso.

Come possono i cittadini credere alla segretaria del PD che non ha apportato nulla di concreto e nemmeno qualche idea per far crescere il Sud, limitandosi a delle critiche – immotivate e sterili – e senza alcun senso. Specialmente dopo aver lasciato la Calabria in una situazione di estremo disagio e degrado! Una questione meridionale che non è stata mai risolta e che, questo governo, sta cercando di affrontare con serietà ed impegno. Non sto qui ad elencare le tantissime opere in corso e quelle che a breve partiranno, grazie e ripeto a Matteo Salvini. Dovremmo vergognarci di una politica così bassa e senza alcuna programmazione!

Agli spot vuoti ed inconcludenti della sinistra la Lega risponde con atti concreti e con studi certi che comprovano che con il ponte vi sarà uno sviluppo incredibile, con aumento di Pil e straordinaria occupazione. Non solo questo! Basti pensare a quello che sarà questa eccezionale opera: un’attrazione di turisti, un faro di luce per l’intero mediterraneo. Che la Schlein si dia un momento di pace ed offra ai calabresi ed al mezzogiorno idee concrete e non vuoti slogan. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario della Lega]

PD Calabria: Occhiuto invece di ribellarsi insegue lo spot della Lega

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale ha evidenziato come il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, «invece di ribellarsi  e difendere gli interessi della Comunità che lo ha eletto, Occhiuto continua ad inseguire lo spot della Lega e di Matteo Salvini che viene agitato solo per coprire il reale e totale disinteresse del governo verso il Sud».

Il Governatore, infatti, è “reo” di aver criticato, su X, la segretaria del Pd, Elly Schlein, scrivendo come la «leader dei ‘no’ vuole un Sud fermo e rassegnato», mentre, per Occhiuto, «l’interesse generale della collettività calabrese è quello di avere un presidente che con ogni mezzo provi ad attrarre investimenti, lavoro, sviluppo, opportunità».

Un tweet che ha fatto sorridere i dem che «Occhiuto, insieme a Renato Schifani, critichi la segretaria dall’alto di chi, attraverso il governo nazionale, sta avallando l’autonomia differenziata che affosserà definitivamente il Mezzogiorno, con ricadute gravissime nella sanità come evidenziato da ultimo dalla Fondazione Gimbe, e ha supinamente accettato i tagli dei finanziamenti per le infrastrutture e del Pnrr».

«E comunque sia, il Ponte, infrastruttura verso la quale non c’è un no preconcetto né ideologico da parte del Pd e della segretaria Schlein – hanno proseguito i dem – non può essere considerato la panacea di tutti i mali della Regione che non deve continuare ad essere soltanto una terra da essere attraversata per arrivare in Sicilia. Il Pd vuole una Calabria all’avanguardia per trasporti, infrastrutture, sanità e tutela ambientale e finalmente in grado di essere attrattiva per i turisti e per gli investitori. Senza Comuni isolati e spopolati e in un completo degrado sociale».

«Soltanto a questo punto realizzare il Ponte sarebbe un valore aggiunto – hanno concluso – come da sempre sostiene il Pd che fa solo questioni di priorità: prima le infrastrutture e poi la grande opera che altrimenti non avrebbe senso in un territorio desertificato. Ma pare evidente che questo centrodestra, convintamente antimeridionalista, abbia soltanto voglia di agitare slogan vuoti. Chi vuole il Sud fermo e rassegnato è da sempre la Lega che adesso conta sulla sponda degli alleati». (rcz)

Il movimento No Ponte calabrese rilancia su una manifestazione e una class action

Il movimento No Ponte calabrese rilancia sulla costruzione di una manifestazione e di una class action. «Gli ultimi giorni hanno visto la forte e determinata protesta nella città di Messina contro la presenza dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina. Nello stesso tempo, la importante riuscita delle assemblee del 1 marzo a Reggio Calabria e del 17 a Villa San Giovanni ha mostrato una nutrita e consapevole opposizione alla devastazione del territorio minacciata dal progetto di costruzione del ponte sullo Stretto – scrive il movimento in una nota – Come No Ponte Calabria riteniamo ormai indifferibile che anche sulla sponda calabrese questa opposizione si esprima con una forte iniziativa di piazza, come quelle che la hanno vista coinvolta negli anni scorsi: dobbiamo dimostrare il nostro netto “no” a quest’opera, impedirne l’inizio dei lavori, difendere lo Stretto e tutto il nostro territorio!»

Continua la nota dei No Ponte: «Per far questo è necessario che tutte le realtà e i cittadini che si dichiarano contrari al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto superino particolarismi e soggettivismi e diano il via a un percorso comune per costruire una grande manifestazione popolare a ridosso delle elezioni europee.
Vi è, poi, la questione del piano degli espropri che sta alimentando forti preoccupazioni. Per questa ragione, la rete No Ponte Calabria ha costituito un pool di legali che possa affiancare i cittadini senza alcun tipo di speculazione. Tuttavia, questa azione da sola non è sufficiente: serve costruire un’azione legale più ampia e collettiva che tuteli gli interessi di tutti i cittadini e dell’intero territorio».

«È con questo spirito e queste indicazioni che abbiamo partecipato ai momenti assembleari citati, ed è questo quello che ribadiremo nei prossimi appuntamenti di sabato 23 presso lo studio professionale “Fedele” e di domenica 24, durante l’assemblea conclusiva della due giorni di iniziative organizzata insieme alle realtà No Ponte messinesi – conclude il comunicato del movimento No Ponte – Nel rinnovare l’appello a tutte e a tutti per lavorare insieme a queste due azioni, invitiamo a partecipare all’iniziativa pubblica che stiamo organizzando per venerdì 5 aprile a Villa San Giovanni, e che vedrà la partecipazione di tecnici e legali che stanno lavorando alle osservazioni sulla revisione, se così si può chiamare, del progetto del Ponte». (rrc)