Il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, ha lanciato un appello al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, affinché «valuti che il tavolo di lavoro, tenutosi finora presso il suo dicastero con le città metropolitane di Reggio Calabria e Messina, è da considerarsi assolutamente nullo, e che, tra l’altro, non ha portato alcun risultato a favore dei territori interessati, così come accaduto negli anni precedenti».
«L’ultimo intervento – ha aggiunto – a favore delle infrastrutture in Calabria risale alla Legge Obiettivo 2001 del Governo Berlusconi che ha finanziato la SA/RC, oggi completata, ed ha dato il via alla realizzazione del Ponte sullo Stretto poi bloccato dalla sinistra che oggi sembra ricredersi».
«Per discutere seriamente – ha sottolineato Siclari – dell’unione tra la penisola e l’isola, problematica risalente a più di un secolo fa, al tavolo ministeriale devono essere coinvolti tutti gli attori istituzionali e tutte le istituzioni competenti per affrontare tecnicamente il problema del se e del come realizzarlo. Al tavolo Ministeriale è necessario che vengano coinvolte le due regioni, Calabria e Sicilia, nonché tutti i parlamentari rappresentativi del territorio».
«Ho appena sentito Maria Grazia Grazia Richichi, sindaco f.f. della Città di Villa San Giovanni – ha detto ancora Siclari – la quale mi ha espressa tutta la sua amarezza per la non inclusione nel tavolo e con la quale abbiamo convenuto che ovviamente è fondamentale anche il coinvolgimento della Città di Villa San Giovanni che, assieme alla Città di Messina (presente vista la coincidenza fra rappresentante del Comune e dell’ente metropolitano), subirà l’impatto derivante dalla realizzazione dell’opera e dai tempi necessari per edificarla. Qualunque altra scelta o opzione è e sarebbe assurda, giuridicamente inutile e politicamente debole ed inefficace anche perché non dimentichiamo che Villa in passato, fece ricorso alla giustizia amministrativa per non “subire” la scelta della grande opera, ritardando gli effetti della Legge Obiettivo 2001».
«Si tratta – ha evidenziato il senatore azzurro – di una grande opera che si attende da secoli e che coinvolge il Parlamento e quindi deve coinvolgere necessariamente i suoi rappresentanti territoriali parlamentari e non può essere decisa soltanto da tre persone con il massimo rispetto per i loro ruoli».
«Si rischia – ha concluso – di perdere altro tempo utile al Sud, così come già accaduto dopo il blocco della grande opera ed il “tavolo ministeriale con i sindaci coinvolti” non ha potuto finora fatto registrare alcun passo avanti negli ultimi 18 anni a Villa, Reggio e Messina e alla grande opera». (rp)
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha partecipato questa mattina al gruppo di lavoro del ministero delle Infrastrutture che dovrà valutare le proposte progettuali per la realizzazione di un attraversamento stabile dello Stretto di Messina e ha ribadito che «un progetto dell’attraversamento sullo Stretto già esiste ed è un progetto cantierato, non cantierabile».
La riunione, svoltasi in videoconferenza e coordinata da Giuseppe Catalano, presidente della struttura tecnica di di missione del Mit, è servita per ascoltare le proposte e le osservazioni delle Regioni Sicilia e Calabria e dei Comuni di Messina e Reggio Calabria sugli aspetti tecnici e, in particolare, sulle esigenze di connessione alle reti di trasporto locali della nuova infrastruttura.
«Si è trattato – ha spiegato l’assessore Catalfamo – di un aggiornamento tecnico rispetto a un’audizione del gruppo di lavoro che si è tenuta nei giorni scorsi. Dall’interlocuzione odierna, la Regione Calabria ha sicuramente tenuto un’impostazione molto simile a quella della Regione Sicilia. È stato, infatti, evidenziato, in modo deciso, che la metodologia fin qui seguita dal Mit ci può riportare indietro rispetto a percorsi che, invece, davamo per conclusi. Abbiamo ribadito che un progetto dell’attraversamento sullo Stretto già esiste ed è un progetto cantierato, non cantierabile.».
«Questo – ha aggiunto – l’abbiamo messo più volte in evidenza. L’attuale impostazione del Mit parla ancora di analisi benefici-costi o costi-utilità, riprendendo e riapprofondendo alcuni aspetti inerenti alla mobilità e agli aspetti urbanistici. Pensiamo di avere fornito ogni elemento, in totale sintonia con la Regione Sicilia, per chiarire quella che è la nostra posizione».
«Allo stesso tempo – ha proseguito l’assessore – abbiamo ritenuto di non sottrarci a una prosecuzione di questo tipo di interlocuzione, inviando al Mit una scheda di sintesi, convinti che le nostre posizioni potranno essere ulteriormente più incisive rispetto al percorso già intrapreso dal Governo».
«Tra le varie tematiche – ha concluso Catalfamo – abbiamo ribadito, in maniera determinata, che tutto il ragionamento sul progetto del collegamento sullo Stretto non può fare a meno dello studio di fattibilità sull’alta velocità e alta capacità, rispetto ai quali il ministro, qualche mese fa, aveva garantito che sarebbero stati presentati entro i primi mesi dell’anno. Studio di fattibilità che non può prescindere dall’attraversamento dello Stretto, che è parte integrante del corridoio 5 europeo». (rrm)
Sviluppo & Crescita & Occupazione: una formula vincente sviluppata nel bel convegno dei Rotary Club di Gioia Tauro, Nicotera Medma, Locri e Tropea, unitamente al Rotaract ed Interact di Nicotera Medma e Rotaract di Tropea, che si è svolto a Gioia Tauro alla Sala Fallara. Il tema, fin troppo ampio, ha comunque spaziato dal futuro dell’area portuale alla Zes (Zona Economico Speciale) fino al Ponte sullo Stretto, facendo emergere dal dibattito numerose indicazioni che i nostri governanti dovrebbero tenere in buona considerazione.
Ha introdotto la manifestazione Mario Romano, imprenditore grafico e presidente del Rotary Club Nicotera Medma, facendo rilevare l’importanza dell’innovazione e di una strategia comune. A seguire gli interventi di Tonino Russo, Segretario Generale CISL Calabria, che ha ribadito la mancanza di una volontà concreta da parte dei Governi di sostenere gli interventi necessari per la Calabria. Interventi ribaditi anche dal calabrese Pierpaolo Bombardieri, Segretario Generale Nazionale dell’UIL. Dal dibattito è emerso come manchi una strategia comune e di come la Calabria non riesca a ottenere dei risultati importanti per i propri territori, evidenziando la necessità che si eviti, ancora una volta, che il Nord possa acquisire le maggiori risorse per come finora accaduto ed indicando, oltre che la metodologia, anche le opere infrastrutturali necessarie per avvicinare la regione all’Europa.
L’intervento della sen. Silvia Vono, Vicepresidente della Commissione Trasporti, ha evidenziato di come sia necessario che le progettualità nascano dal territorio e, quindi, dalle amministrazioni locali, provinciali e regionali, e che sia venuto il momento che i cittadini, le associazioni, la politica locale rivendicano il proprio ruolo di soggetti attivi e partecipati. Secondo la senatrice è indispensabile che i rappresentanti politici vengano accompagnati nel percorso di individuazione dei progetti e della strategia da applicare. E in tale ottica ha ribadito la indispensabile necessità che al momento del voto si sappia scegliere una capace classe dirigente.
La manifestazione, introdotta dai saluti dei presidenti dei Rotary Club organizzatori Antonio Catellano, Giuseppe Romano e Vincenzo Schirripa, e del Sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio è stata moderata da Giacomo Francesco Saccomanno, past Presidente del Rotary Club Nicotera Medma, che è riuscito a tenere i tempi prefissati e che ha potuto condensare le ragioni e le risultanze condivise del convegno nella necessità di creare un gruppo di lavoro di esperti. Un impegno comune con la partecipazione di tutte le parti sociali, al fine di poter presentare una pianificazione del Sud e della Calabria a breve e lunga scadenza, individuando le opere strategiche indispensabili come il potenziamento manageriale del Porto di Gioia Tauro, il concretizzarsi della Zes, l’approvazione del progetto sul Ponte dello Stretto. Quest’ultimo sarà, certamente, il volano del Sud anche in relazione alle opere infrastrutturale conseguenti come quelle autostradali, alta velocità, strada ionica, collegamenti aeroportuali, con una visione regionale integrata a quella nazionale. Il tutto – suggerisce il convegno – con una cabina di regia centralizzata che possa avere, appunto, una visione complessiva degli interventi indispensabili per colmare l’evidente divario tra Sud e Nord.
Vi sono stati poi dei brevi interventi di Gina Scordo, assistente distrettuale, di Giuseppe Zampogna, past president Rotary Club Palmi, e della passionaria prof. Milena Marvasi, presidente dell’associazione culturale Kairos. Le conclusioni al Past Governor del Distretto 2100, Luciano Lucania, che ha manifestato grande apprezzamento per l’iniziativa e per la funzione del Rotary, elogiando gli interventi ed il tema trattato e puntualizzando che dal primo luglio 2021 il Distretto sarà interamente formato dalla sola Calabria e, quindi, bisogna rafforzare le iniziative affinché queste possano essere sempre maggiormente incisive. (rrc)
Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio, Salvatore Vermiglio, in un’intervista al portale Mediterranei invisibili rilasciata a Roberta de Ciechi e Alfonso Femia parla dell’effervescenza del Sud e della Calabria e mette in evidenza l’invisibilità della regione senza il Ponte sullo Stretto.
«L’emergente, seppure lento, processo di re-insediamento dell’architettura nel ruolo di leva urbana e sociale, di qualificazione delle comunità e di motore per la collettività – si legge su Mediterranei invisibili – è una straordinaria opportunità per il Paese tutto, per il nostro Sud e per sostenere, orientare, coadiuvare la politica nazionale e locale.
Le domande e le riflessioni risvegliate dalla pandemia hanno acceso, come prima reazione, i riflettori sui luoghi belli e invisibili dell’Italia e, particolarmente, del nostro Sud.
Per portare i nostri luoghi della bellezza alla godibilità, architettura e politica devono lavorare insieme e in fretta: se non ci sono le strade – le infrastrutture! – non si raggiungono i luoghi invisibili.
«Costruire il ponte sullo stretto o il tunnel sotto lo stretto, (permutabili nel significato di connessione, non certo per architettura, ingegneria e impatto) è una scelta importante per aprire al mondo e all’Italia un territorio chiuso che sicuramente si trasformerebbe profondamente, muterebbe equilibri geografici, ambientali, socio-economico.
Qualcosa si perderebbe (molto?), ma molto si guadagnerebbe.
Il nostro Sud diventerebbe un Sud forte e con voce in capitolo sul piano economico e politico, nuovo baricentro tra Africa e Oriente ed Europa.
Un’innervazione infrastrutturale a servizio dell’ipotetico ponte attribuirebbe valore economico e svilupperebbe il potenziale culturale e turistico dei nostri luoghi.
L’architettura, fondamentale in questo processo, avrebbe il compito di governare una conurbazione protetta da contaminazioni fisiche (edilizie, urbanistiche e infrastrutturali) avvilenti.
Sintetizzando e semplificando, il punto è che se non si costruisce il ponte, non si fanno le infrastrutture, quelle fondamentali, intra regionali e di connessione a Roma e alle altre regioni.
L’urgenza del ponte e di un progetto coordinato e parallelo tra ponte e infrastrutture significa trasformare Sicilia e Calabria in Europa.
Arretrare dall’impegno di costruire il ponte, di contro, vuol dire restare fermi, ancorati a quella visione prefabbricata del Sud, negandone le potenzialità europee e mondiali
Negare il ponte vuol dire restare invisibili. L’invisibilità del territorio non è protezione della sua bellezza, ma detrimento della sua valorizzazione e della sua diffusione.
Un parallelo efficace, nella sua durezza e scomodità, è la contrapposizione tra espansione e contrazione. Il rischio di contrazione e altissimo e, in un contesto globale che tende all’espansione e all’integrazione, aumenta il rischio di un’esclusione permanente dai processi di sviluppo.
Per agire vs contrazione è fondamentale orientare gli investimenti sulla scuola e sulle infrastrutture fisiche e digitali.
Lo spopolamento culturale e fisico è una forma grave di contrazione e la scuola, l’alfabetizzazione sui valori del territorio, l’unica possibilità di invertire la rotta dell’abbandono
– Come si concilia la visione pragmatica e operativa con le posizioni di “indugio intellettuale e protettivo”, valorizzazione discreta, tempo lento?
«La nostra, particolarmente quella della Calabria, è una invisibilità immeritata. – risponde l’arch. Vermiglio – Penso che portare ulteriore interesse sul territorio, anche con richiami forti, sia un punto nodale per ricondurre l’equilibrio tra quello che si vede, quello che è invisibile e ha senso rivelare, quello che può rimanere invisibile (parti di territorio delicate e uniche) e persino quello che non abbiamo voglia di guardare. Il progetto di Zaha Hadid per il Museo del Mare di Reggio Calabria potrebbe essere un richiamo forte, al netto delle polemiche di ordine architettonico e culturale. A questo proposito, come Ordine ci siamo impegnati per portare un contributo nel dibattito pubblico e abbiamo creato una sinergia con l’amministrazione reggina per la realizzazione del Museo del Mare.
«Far emergere la ricchezza di Reggio Calabria, potenziare il sistema universitario che funga da polo attrattore per il Sud, ma anche per tutta l’Europa, vista l’indiscutibile unicità del nostro patrimonio, può funzionare, come è accaduto per altri centri, Ferrara, per esempio, anche come volano di rilancio urbano in chiave di città universitaria, contribuendo a invertire il processo di abbandono e di spopolamento.
In questa visione, i borghi, non più entità isolate nella loro unicità e bellezza, potrebbero usufruire di una rete a supporto delle loro immense potenzialità.
Un borgo non è un oggetto di consumo, non ha senso parlare di borghi, in modo indifferenziato, permutando la Toscana con la Liguria e la Liguria con la Calabria, ….
In molti dei nostri borghi non ci sono neppure le guardie mediche, ammesso che si riesca a raggiungerli. E neppure arriva la fibra, ammesso che si possa fare una spesa alimentare senza partire per spedizioni che impegnino un’intera giornata.
– Qual è la traccia operativa da seguire? «Il primo passaggio è quello di abbandonare i campanilismi tra Sicilia e Calabria e lavorare insieme per portare sul tavolo del legislatore le priorità e i percorsi di intervento.
Rialziamo la testa, oggi dopo la Covid che ha avuto il merito, nella crudezza dei lutti, nella gravità della malattia e nel dramma economico che ha generato, di renderci consapevoli di quanto il Sud sia forte.
Per fare questo partiamo dall’architettura, assumiamola in un ruolo strategico di coordinamento. Non ci accontentiamo più.
Azzardiamo scelte difficili, mettiamo insieme architettura e infrastrutture, uniamo la costa ionica con quella tirrenica.
Pensiamo e agiamo senza pregiudizi, in modo libero.
Acceleriamo». (rrm)
[courtesy Mediterranei invisibili] La foto dell’arch. Vermiglio è di Luigi Palamara.
Sul Ponte Calabria.Live ha dedicato un supplemento digitale speciale che si può richiedere gratuitamente a: calabria.live.news@gmail.com
Il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, è soddisfatto delle parole del viceministro Giancarlo Cancellieri, che ha «dichiarato come lo Stretto di Messina sia un’assoluta priorità nel piano delle infrastrutture che si sta predisponendo da parte del Governo».
«Ho presentato – ha ricordato Siclari – un emendamento al Dl Agosto proprio per inserire il Ponte sullo Stretto, unico progetto ad oggi esistente per lo Stretto di Messina, fra le opere strategiche da realizzare. Invito, quindi, il Governo e la maggioranza che lo sostiene ad esprimersi chiaramente e fattivamente a favore del Ponte che, come sappiamo tutti, ha già un progetto esecutivo che rende l’opera cantierabile da subito».
«L’unica opera che può consentire – ha concluso il senatore forzista – alla Sicilia di uscire dalla isolamento ed a tutto il Sud di ottenere l’alta velocità e l’alta capacità ferroviaria per il trasporto merci facendo decollare anche i porti commerciali oltre che il turismo». (rp)
L’eurodeputato della Lega,Vincenzo Sofo, ha presentato un emendamento per chiedere di includere il Ponte sullo Stretto nell’ambito della discussione al Parlamento Europeo sullo sviluppo della rete europea dei trasporti Ten-T.
«Visto che il Governo italiano – ha dichiarato l’eurodeputato – usa il Ponte sullo Stretto come mero strumento di propaganda per abbindolare i cittadini del Sud tenendoli fuori dai progetti da presentare in Europa per il Recovery Fund, ho presentato insieme ad altri colleghi leghisti un emendamento per chiedere alla Commissione europea di inserire quest’opera all’interno del progetto di rete europea di trasporti Ten-T che l’Ue intende realizzare, co-finanziandola, entro il 2030».
«Mi rivolgo, ora – ha aggiunto – ai governatori Nello Musumeci e Jole Santelli affinché facciano sentire la voce dei siciliani e dei calabresi in modo da obbligare il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, a rivedere la lista dei progetti».
«Perché – ha concluso Sofo – se vogliamo rilanciare l’Italia, il Sud va sviluppato sul serio, non a chiacchiere». (rrm)
Il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, ha annunciato che, tra gli emendamenti che ha presentato al Decreto Agosto, c’è quello per «l’inserimento del Ponte sullo Stretto di Messina come opera strategica da realizzare».
«Il 7 settembre scorso, intervenendo telefonicamente ad un evento svoltosi a Reggio Calabria – ha aggiunto il senatore forzista – Matteo Renzi, leader di Italia Viva, leader di Italia Viva, ha dichiaro che il Ponte sullo Stretto “è grande investimento per il futuro, ci costerebbe di più non farlo anziché realizzarlo” ed ha proseguito sostenendo che si tratta di “un’infrastruttura di cui si discute da tanto tempo. Ora è arrivato il momento di decidere. La politica non può più tentennare. Abbiamo un progetto già definito che ha avuto le autorizzazioni. È impensabile prendere in considerazione idee strambe come quelle del parlare di tunnel e usare questa proposta per prendere tempo. È un’opera prioritaria per l’Italia anche a livello internazionale”».
«Appare evidente, quindi – ha proseguito il senatore Siclari– che il Governo e la maggioranza non abbiamo più scuse per esprimersi definitivamente, una volta per tutte, a favore dell’opera che riveste un carattere strategico non solo a livello nazionale, ma europeo. Entro il 15 ottobre il nostro Paese dovrà indicare all’Unione Europea l’elenco delle opere che intende realizzare con il Recovery Fund: mi aspetto, pertanto, che il Ponte sia inserito in quest’elenco per dimostrare finalmente che il Governo non usa il Sud solo per prendere voti e fare annunci, ma che ha a cuore le sorti delle regioni meridionali. Ma soprattutto Italia Viva che, al Senato, regge le sorti della maggioranza con i suoi voti, come potrà non far proprio l’emendamento, dopo le dichiarazioni del suo leader?».
«Attenderò fiducioso – ha concluso il Siclari – il comportamento della maggioranza e soprattutto di Italia Viva, sia in commissione che in aula, sperando che un’opera così importante che attende da decenni possa essere finalmente realizzata per il rilancio del Sud e di tutto il Paese». (rp)
Conclusa a Santa Trada, nello splendido Borgo al Pilone, con un affaccio sullo Stretto davvero straordinario, la due giorni dedicata al Ponte sullo Stretto. Un’iniziativa dei senatori Silvia Vono e Davide Faraone che ha chiamato esperti, progettisti e docenti che hanno esposto la necessità della realizzazione del Ponte, soprattutto alla luce dell’opportunità di finanziamento offerta dal Recovery Fund.
Oggi il progetto c’è, è già pronto – ha sintetizzato Faraone –, i lavori possono partire domani. Parlare di tunnel significa solo voler solo far perdere tempo. Zingaretti è in errore: il Ponte è strategico per il rilancio del Sud e gli ambientalisti – secondo il senatore palermitano, capogruppo Italia Viva-Psi – dovrebbero essere favorevoli alla realizzazione perché significherebbe eliminare camion e smog dalle autostrade, convogliando sull’alta velocità ferroviaria i trasporti da e per la Sicilia. E l’Alta Velocità si può realizzare solo se c’è il Ponte. Dobbiamo rilanciare il Mezzogiorno puntando proprio sul Ponte. Tutte le altre infrastrutture – facendo il Ponte – si dovranno adeguare, quindi è un volano di sviluppo.
Il prof. Alberto Prestininzi – docente di rischi geologici, Honorary Chairman NAAZCa dell’Università La Sapienza – ha sottolineato che ci sono 40 anni di studi autorevolissimi dei maggiori specialisti del mondo e stiamo ancora a discutere sul nulla. Il Ponte nasce proprio per contrastare queste ipotesi di non fattibilità e infatti in tutto il mondo stanno costruendo ponti detti Messina Type perché riescono a superare i problemi sismici e di vento facendo proprio riferimento agli studi sul Ponte sullo Stretto. Il problema – avverte Prestininzi – è ovviamente soltanto politico, ma il popolo meridionale è stanco di essere preso in giro. Serve una risposta precisa e immediata, senza ulteriori pretesti di nuovi studi di fattibilità che non servono a nulla se non a far perdere tempo e rinviare all’infinito la realizzazione del Ponte.
Alla seconda giornata del convegno hanno preso parte il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti Salvatore Margiotta, Enzo Siviero, rettore di e-Campus, il presidente di Confassociazioni Angelo Deiana ed è intervenuto telefonicamente Matteo Renzi leader di Italia Viva: «Costa più non farlo che farlo ha detto –: noi abbiamo un problema, che è assurdo, l’ideologia deve essere bloccata. Questa cosa libera dall’isolamento la Calabria e mette al centro un grande investimento sul futuro». Prima di lui, la sen. Vono aveva stigmatizzato l’urgenza della scelta: «È arrivato il momento di decidere. La politica non può più tentennare. Abbiamo un progetto già definito che ha avuto le autorizzazioni. È impensabile prendere in considerazione idee strambe come quelle del parlare di tunnel e usare questa proposta per prendere tempo. È un’opera prioritaria per l’Italia anche a livello internazionale. Entro il 15 ottobre noi dobbiamo presentare necessariamente le richieste del Recovery Fund con progetti validi e quale miglior progetto di quello del ponte?»
Anche il sottosegretario Margiotta «da sempre affascinato da quest’opera» ha espresso un’opinione favorevole alla sua realizzazione: «Il Ponte sullo Stretto serve all’Italia, al Mezzogiorno e serve ad una generazione politica che vuole avere l’ambizione di lasciare un segno di sé per dimostrare che, in quanto a tecnologia e tecnica possiamo essere i primi del mondo perché questo sarebbe anche il valore simbolico di questo ponte. C’è la solita polemica un po’ stantia sul fatto che non bisogna fare il ponte se prima non si fanno le altre cose ed è parzialmente vero, bisogna fare tutto e tutto insieme. C’è una discussione su un tunnel o sul ponte e qui esprimo un parere del tutto personale perché il ministero si esprimerà attraverso la commissione che ha insediato. Io sono convintissimo che si arriverà nuovamente, come già successe 30-40 anni fa, a dire che la soluzione giusta è quella del ponte. Le pendenze richieste dai treni richiederebbero tratti di galleria in Calabria per entrare e in Sicilia per uscire di decine di chilometri sottoterra, il che porterebbe a spese forti e porterebbe anche a tagliare fuori le città principali dalla possibilità di accedere alle stazioni. L’importante è non perdere quest’occasione che le forze riformiste di governo devono saper sfruttare fino in fondo». (ed)
Seconda giornata di lavori del convegno dedicato al Ponte sullo Stretto “verso un rilancio per l’economia italiana”. Oggi l’appuntamento è al Borgo Santa Trada, una straordinaria terrazza sullo Stretto, accanto al Pilone, dove alle 10 dibatteranno Salvatore Margiotta, sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e trasporti, il capogruppo a Palazzo Madama di Italia VivaDavide Faraone, Gianluca Ievolella provveditore alle opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, Domenico Passarelli Presidente INU Calabria, Enzo Enzo Siviero, docente straordinario ed esperto internazionale di ponti nonché Rettore della eCampus University, e l’economista Angelo Deiana.
«Ci incontriamo a Reggio Calabria e Santa Trada – dice la sen. Silvia Vono, vicepresidente della VIII Commissione Trasporti e Infrastrutture e organizzatrice dell’evento – senza velleità di alcun genere, per condividere proposte concrete con il mondo imprenditoriale, accademico e le associazioni professionali e ordinistiche da presentare proprio al MIT in vista del giusto utilizzo anche delle risorse del Recovery Fund». (rrc)
Il video dell’incontro di ieri: https://www.facebook.com/gsilviavono/videos/388559242125758
Prima giornata di lavori del convegno: Ponte sullo Stretto, verso un rilancio per l’economia italiana
Domani e lunedì 7 settembre, a Reggio Calabria, è in programma una due giorni dal titolo Ponte sullo Stretto: verso un rilancio per l’economia italiana.
L’evento è stato organizzato su iniziativa dei senatori di Italia VivaSilvia Vono, vicepresidente VIII Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, e di Davide Faraone, capogruppo per Italia Viva al Senato.
Domenica 6 settembre, al Museo Nazionale del Bergamotto, alle 17.00, il primo incontro: modera Gianfranco Saccomanno, giornalista e coordinatore di Calabria che risorge. Intervengono Ania Lopez, componente Consiglio nazionale degli Ingegneri e del Wfeo, Sabrina Zuccalà, imprenditrice, Marco Peroni, esperto in tensostrutture. Relazionano il prof. Alberto Prestininzi, già direttore Ceri, docente di Rischi geologici e membro del Cts per il Ponte sullo Stretto di Messina 2001-2012, la prof.ssa Francesca Moraci, ordinario di Urbanistica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la prof.ssa Francesca Pellegrino, ordinario di Diritto della Navigazione all’Università di Messina, e l’ing. arch. prof. Enzo Siviero, docente ed esperto internazionale di Ponti e Rettore della e-Campus University. Conclude la senatrice Silvia Vono.
Lunedì 7 settembre, l’iniziativa si sposta a Villa San Giovanni, in località Santa Trada, al Borgo Santa Trada al Pilone, alle 10.00.
Partecipano Salvatore Margiotta, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture. e dei Trasporti, Silvia Vono, senatrice di Italia Viva e Davide Faraone, senatore e capogruppo di Italia Viva al Senato.
Intervengono l’ing. Gianluca Ievolella, provveditore interregionale alle Opere Pubbliche per la Sicilia e la Calabria, prof. ing. Domenico Passarelli, presidente Inu Calabria, e l’ing. arch. prof. Enzo Siviero, docente ed esperto internazionale di Ponti e Rettore della e-Campus University. (rrc)
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