A Gioia Tauro record nazionale: Movimentati oltre 17mila teus per singola nave

È un nuovo record quello registrato dal porto di Gioia Tauro. Con la MSC Nicola Mastro, di recente costruzione, ha visto imbarcare 9500 containers per una complessiva movimentazione di 17.008 teus. Si tratta di una lavorazione per singola nave che supera tutti i record finora segnati sia a Gioia Tauro che, di riflesso, nel mercato italiano. 

Con una lunghezza di 400 metri e una larghezza di oltre 61metri, la Msc Nicola Mastro, intitolata ad uno storico manager della Mediterranean Shipping Company, rientra negli standard delle ultra-large portacontainer che quotidianamente solcano le acque portuali calabresi ma che, in questa occasione, vede segnare il record nella singola movimentazione navale. 

In crescita costante da anni, il terminalista MedCenter Terminal Container, nei primi sette mesi dell’anno, ha registrato un ulteriore incremento del 2,5 percento rispetto allo stesso periodo del 2022, riconfermando così il primato nazionale del porto di Gioia Tauro nel settore del transhipment. (rrc)

 

UN’UNICA ZES PER TUTTO IL MEZZOGIORNO
POTREBBE ESSERE UNA BUONA IDEA, MA…

di SANTO STRATI – Un’unica Zona Economica Speciale (ZES) per tutto il Mezzogiorno. Potrebbe essere una buona idea, ma le perplessità non mancano, soprattutto alla luce di cosa hanno realizzato le singole Zes di Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tranne qualche timida eccezione, i risultati non sono minimamente vicini alle aspettative che era logico attendersi. Soprattutto in Calabria (dove peraltro abbiamo un commissario a mezzo servizio, condiviso con la Campania) il bilancio della Zes è praticamente negativo al 100%. Le ragioni hanno molte risposte, ma su tutte prevale la considerazione che dalla data di costituzione della Zes Calabria non risultano concrete ed efficaci realizzazione: se la zes doveva fare da attrattore per gli investimenti sul territorio, visti i risultati a oggi, si può, a malincuore, dire che si è rivelata un fallimento.

L’obiettivo delle zone economiche speciali era quello di snellire le procedure di autorizzazione, limitando i guasti e i ritardi della burocrazia imperante nell’ambito della costituzione di nuove imprese, e favorendo fiscalmente gl investitori. In buona sostanza, quello che alla fine degli anni 80 fece l’Irlanda che fece convogliare nell’area di Cork giganti della tecnologia come Apple e IBM (per fare solo qualche nome) offrendo loro detassazione quasi totale e incentivazioni speciali per gli insediamenti industriali che dovevano essere realizzati. Lì, ci sono riusciti, fatta salva la realtà dei disinvestimenti una volta finiti gli incentivi (quella grande realtà industriale soffre e patisce ora come il nostro Mezzogiorno. Da noi, in Calabria, non ci hanno neanche provato. Già, perché la legge istitutiva sembrava fatta apposta per le multinazionali e le megaimprese (chi ha utili milionari è attratto dagli abbattimenti fiscali), ignorando quasi totalmente le piccole e medie e, soprattutto,, le microimprese che sono il tessuto connettivo dello sviluppo del Mezzogiorno. Anziché promuovere la nascita di piccole aziende (che comunque generano occupazione e indotto) si è pensato ai redditi milionari delle grandi imprese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e viene da piangere soltanto guardando i capannoni abbandonati e circondati da erbacce nell’area del Porto di Gioia Tauro, dove potevano (possono) nascere piccole realtà manifatturiere e di servizi, in grado di sollevare le disgrazie occupazionali del territorio.

Fatta questa premessa, la proposta di estendere a tutto il Mezzogiorno gli incentivi previsti dalle Zes, ovvero costituire un’unica, gigantesca, Zes per attrare imprese e investitori nel Sud “depresso” e mmai sufficientemente industrializzato, ha anche degli aspetti positivi. Intanto piace alla commissaria europea della Concorrenza, Margrethe Vestager, e questo la dice lunga sull’esperienza europea maturata dal ministro Raffaele Fitto, poi le linee indicative del progetto esprimono qualche sprizzo di innovazione (legislativa e non solo) che potrebbe risvegliare appetiti sopiti di imprenditori svogliati, ma rimasti scottati dalla finanza creativa. Fintanto che lavorare son i soldi e non con la produzione portava milioni e miliardi, quale incentivo poteva avere un imprenditore (non illuminato e ce ne sono anche troppi) a mettersi a litigare con operai, tecnici, sindacati e, soprattutto, burocrazia che avviluppa (ancora oggi) qualsiasi idea di impresa? Finita la pacchia e perso un bel po’ di capitale, molti investitori stanno riscoprendo la voglia di fare impresa e quale migliore opportunità del Sud per nuovi insediamenti produttivi? Con il criterio (intelligente) di sovvertire le regole del secolo scorso, quando la manodopera s’importava dal Mezzogiorno per riempire le fabbriche e aumentare il pil delle aree industrializzate: oggi non ci vuole grande intelligenza per comprendere che può diventare conveniente impiantare nuove fabbriche dove c’è disponibilità di lavoratori poco inclini a lasciare il territorio e quindi maggiormente motivati ad accettare condizioni di lavoro (giuste) senza riserve di rivendicazioni salariali future.

Allora, l’idea del Governo, ovvero del ministro Fitto, di superare le attuali otto Zes presenti in Italia e farne una soltanto «per rafforzare il sistema e sostenere la crescita e la competitività del Mezzogiorno» può diventare persino eccellente, sempre che si attivino in maniera intelligente modalità esecutive per le misure di semplificazione e accelerazione delle procedure di approvazione e autorizzazione. È bene ricordare che, in Calabria, ci sono imprenditori che hanno atteso anni per un semplice parere che precedeva la domanda autorizzativa, figuriamoci poi per l’approvazione del progetto…

A questo proposito è utile citare (a futura memoria) la dichiarazione d’intenti del Ministero sugli strumenti di incentivazione che «saranno improntati a principi di certezza e stabilità del quadro normativo e di semplificazione procedurale, coprendo un orizzonte temporale più esteso rispetto agli attuali strumenti, in coerenza con i diversi strumenti di programmazione pluriennale europei e nazionali: Pnrr e relativo capitolo REPowerEU, la politica di coesione e il fondo di sviluppo e coesione». Nelle intenzioni di fitto, dovranno essere estesa a tutto il Mezzogiorno l’autorizzazione unica per l’avvio delle attività produttive e la riduzione di un terzo dei termini di conclusione dei procedimenti. Uno sportello unico digitale – secondo il ministro – garantirà  trasparenza ed efficienza dell’intero processo: «La Zes unica è un vero e proprio volano decisivo per l’economia nazionale e non solo meridionale», dice Fitto, il quale sottolinea che la Commissione europea ha anche accolto favorevolmente la misura di decontribuzione per il Sud (che scade a dicembre 2023) che dovrà essere rinnovata al fine di «promuovere un quadro normativo stabile pluriennale di riferimento per le imprese e per i lavoratori, al fine di sostenere l’occupazione nel Mezzogiorno, in particolare per le donne e i giovani»

Il Governo, a quanto pare, crede nel progetto di Fitto. Per la premier Giorgia Meloni «Chi investe nel Sud viene incentivato, viene agevolato, paga meno tasse: è una grandissima opportunità per il Mezzogiorno di colmare il suo gap rispetto alle regioni del Nord». Un provvedimento – ha sottolineato sui social – solo apparentemente tecnico, ma con risvolti  concreti.

«Mi auguro – ha detto al Corriere del Mezzogiorno Stefano Firpo, direttore generale di Assonime, che sull’argomento organizza una tavola rotonda per il prossimo 14 settembre – che quella della Zes unica sia più uno slogan che una vera rivoluzione dell’attuale schema. Sarebbe un peccato mettere tutto in discussione, il modello, i progetti, la governance, gli investimenti, tutte cose che hanno stimolato l’attenzione di importanti operatori economici del Paese». Secondp Firpo «le Zes sono state pensate bene a suo tempo e oggi hanno tutti gli ingredienti per poter funzionare, compreso il fatto di essere state legate ai sistemi aeroportuali e alle loro relative dogane». Tendenzialmente avrebbe ragione, ma l’inoperatività della Zes calabrese sconfessa in buona parte questo apprezzabile ottimismo.

Il Presidente Roberto Occhiuto, per parte sua, ha giudicato positivamente la proposta del ministro Fitto: «Il via libera della vicepresidente esecutiva della Commissione europea e commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager, alla proposta avanzata dal ministro agli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, per istituire un’unica Zona economica speciale per l’intero Sud Italia è un’ottima notizia per tutte le Regioni del Mezzogiorno».Secondo Occhiuto «Le Zes sono strumenti fondamentali per sburocratizzare le procedure, per avere agevolazioni fiscali e contributive, per semplificare le autorizzazioni, e di conseguenza per attrarre nei nostri territori imprese e investimenti. Con una Zona economica speciale unica per tutto il Sud – che andrebbe a superare le attuali otto realtà, coinvolgendo Calabria, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia e Sardegna – avremo più forza, maggior peso, un reale coordinamento e migliori opportunità per competere e sviluppare le nostre Regioni. Altrettanto importante – sostiene Occhiuto – è la volontà espressa dalla Commissione Ue di rendere strutturale e permanente la misura ‘Decontribuzione Sud’, decisiva per sostenere concretamente l’occupazione nel Mezzogiorno». (s)

Intesa tra Agostinelli (Autorità di Sistema Portuale) e la Garante regionale della Salute Stanganelli

Sviluppare iniziative in materia di salute, sicurezza e prevenzione sul lavoro, anche con l’istituzione di un tavolo tecnico per il coordinamento e lo sviluppo di iniziative condivise. È su questi obiettivi che si basa il protocollo d’intesa siglato tra il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, e la Garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli.

L’obiettivo è quello di sviluppare la cultura della sicurezza sul lavoro e la realizzazione di attività congiunte per la prevenzione di eventi infortunistici e malattie professionali connesse alle operazioni e ai servizi portuali.

Al fine di rendere più efficace l’azione di prevenzione e il raggiungimento degli obiettivi, il presidente Agostinelli e il Garante Stanganelli hanno deciso estendere il Protocollo anche alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e alle associazioni di categoria delle imprese portuali in un’ottica di partecipazione e condivisione.

A tale proposito, l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio si impegna a implementare gli strumenti e le metodologie semplificati per una rilevazione degli incidenti sul lavoro, per ridurre il rischio che si verifichino, garantendo così una maggiore sicurezza sui luoghi di svolgimento delle operazioni e dei servizi portuali. 

Tra le iniziative che verranno poste in essere sarà dato risalto alla formazione, l’informazione e la sensibilizzazione sugli interventi di prevenzione nelle imprese. Saranno, altresì, sostenute iniziative congiunte di comunicazione e promozione della cultura della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e promosse campagne di prevenzione, su diverse patologie oncologiche, per i lavoratori e i loro familiari nonché attività di ricerca, studio e approfondimento sulle tematiche oggetto dell’intesa, nel rispetto delle eventuali indicazioni e raccomandazioni degli Organismi sovranazionali, in raccordo con le Autorità nazionali, regionali e comunali. 

Il Protocollo avrà una durata di tre anni, nel corso dei quali si potranno apportare modifiche, in base alle esigenze in corso, e sarà automaticamente rinnovabile. 

Con l’obiettivo di garantire una costante attenzione e un’opportuna operatività della collaborazione tra i due Enti, almeno una volta all’anno, si riunirà un “tavolo di lavoro” che avrà il compito di programmare e definire attività, interventi, convegni e incontri formativi, coinvolgendo, laddove necessario, le Organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori del settore e le Associazioni di categoria delle imprese portuali stipulanti il Ccnl “Lavoratori dei Port” e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Sarà inoltre istituzionalizzata la presenza del Garante della Salute della Regione Calabria ai Comitati di Igiene e Sicurezza nell’ambito portuale. (rrc)

Il presidente Agostinelli (Porto di Gioia) al convegno sullo sviluppo Euro-Mediterraneo di Alis

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha partecipato al convegno L’Italia protagonista dello sviluppo euro-mediterraneo, promosso dall’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile e svoltosi a Taranto.

Nel corso dell’evento

è stato fatto il punto sulla crescita del settore della logistica, sulle politiche del Sud, sulle nuove sfide ed opportunità per le imprese e per lo sviluppo del Paese, alla presenza del viceministri delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del Comandante Generale delle Capitanerie di Porto Ammiraglio Nicola Carlone, del presidente di Alis Guido Grimaldi e del Presidente dell’International Chamber of Shipping Emanuele Grimaldi.

In particolare, il presidente Agostinelli è intervenuto nel panel dedicato alla Crescita economica del Sistema Italia tra portualità e traffici marittimi. 

Agostinelli si è soffermato sul ruolo centrale che il porto di Gioia Tauro ricopre all’interno del bacino internazionale del Mediterraneo. Primo porto di transhipment d’Italia e in continua crescita, lo scalo è collegato con 120 porto nel mondo e 60 nell’area del Mediterraneo dove, grazie alla sua posizione baricentrica tra il canale di Suez e il Golfo di Gibilterra, riveste una posizione da protagonista al centro delle rotte che collegano il Far East con il mercato globale. (rrm)

La senatrice Minasi a confronto con Agostinelli su infrastrutturazione del Porto di Gioia Tauro

È stato un lungo confronto sull’infrastrutturazione del Porto di Gioia Tauro, quello avvenuto tra la senatrice della Lega, Tilde Minasi, e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli.

Nel corso della riunione, il presidente Agostinelli ha illustrato la programmazione di sviluppo in corso, messa in atto dall’Ente a sostegno dell’ulteriore crescita del porto di Gioia Tauro.

In particolare, il presidente Andrea Agostinelli ha approfondito la questione relativa al livello di infrastrutturazione del porto di Gioia Tauro e dei collegati finanziamenti. Nello specifico il presidente dell’Autorità di Sistema portuale ha posto l’attenzione sul progetto per la elettrificazione delle banchine che necessita di un investimento di oltre 80 milioni di euro e dovrà essere completato entro il 2030, in base a quanto disposto dall’Unione europea a tutela della sostenibilità ambientale di tutti porti dell’Ue.

Nel contempo Agostinelli si è soffermato sulla tematica relativa alla coesistenza della gestione delle aree portuali in capo all’Autorità di Sistema portuale e al Consorzio regionale per le attività produttive, anche alla luce della recente sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha attribuito al Corap la titolarità di vaste aree portuali.

A tale proposito è stata, altresì, auspicata una soluzione transattiva che veda come protagonisti la Regione Calabria, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per restituire il porto di Gioia Tauro ad una gestione unica ed efficace.  (rrc)

I segretari Piscioneri, Sbarra e Bova (Cisl Reggio Calabria) in visita al porto di Gioia Tauro

Il segretario generale provinciale della Cisl, Romolo Piscioneri, e il segretario confederale provinciale Cisl, Nausica Sbarra, accompagnati da Amalia Bova della Cisl di Gioia Tauro, hanno fatto visita al porto di Gioia Tauro. Ad accoglierli il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli.

Quest’ultimo ha illustrato le caratteristiche infrastrutturali dello scalo portuale, primo porto di transhipment d’Italia e tra i più importanti del Mediterraneo. 

Nel corso della visita, Agostinelli ha sottolineato l’imponenza dell’infrastrutturazione portuale, ponendo l’attenzione sulla capacità di Gioia Tauro, unico porto in Italia, di ricevere le navi più grandi al mondo, dotate di oltre 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza e una capacità di trasporto superiore ai 22mila teus. 

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale si è successivamente soffermato sullo sviluppo dell’intermodalità, grazie all’avvio del gateway ferroviario, da cui partono tre coppie settimanali di treni da e verso gli interporti di Bari, Nola, Bologna e Padova. 

Agostinelli ha altresì illustrato i lavori, quasi conclusi, della nuova banchina di ponente che ospiterà il bacino di carenaggio, grazie al quale, oltre a diversificare l’offerta dei servizi portuali, permetterà l’assunzione di oltre cento nuovi lavoratori.

Il presidente Agostinelli si è infine soffermato sui progetti di elettrificazione delle banchine portuali, di cui tutti i porti, entro il 2030, dovranno dotarsi. Ma per poter eseguire i lavori necessita un finanziamento di oltre 80 milioni di euro per i quali Agostinelli ha interessato il Ministero vigilante, con l’obiettivo di riuscire a farli inserire tra quelli da finanziare attraverso i fondi del Repower Ue.

L’incontro si è concluso con la visita all’interno dell’area portuale dove i dirigenti sindacali della Cisl hanno potuto toccare con mano la maestosità dello scalo portuale, visitando il terminal contenitori gestito dalla società MedCenter Container Terminal e il terminal di movimentazione delle autovetture gestito dalla società Automar Spa. (rrc)

Agostinelli (Autorità Sistema Portuale): Serve sviluppare intermodalità ferroviarie e stradali

C’è la necessità di sviluppare l’intermodalità delle connessioni stradali e ferroviarie, interconnesse ai trasporti portuali, al fine di garantire un sempre maggiore sviluppo dello scalo portuale calabrese e così dell’intero territorio regionale. È quanto ha ribadito Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio al meeting Il Ponte sullo Stretto di Messina – Un’opportunità per i territori dello Stretto e per l’area dell’Euro- Mediterraneo, organizzato dal Forum Permanente del Mediterraneo e dal Club Lions International.

Agostinelli ha ribadito l’importanza dell’infrastruttura portuale di Gioia Tauro, primo porto di transhipment d’Italia e tra i principali del Mediterraneo, assicurando che «manterremo il primato per altri dieci anni – ha detto il presidente Andrea Agostinelli – ma per poter continuare ad essere i primi in Italia e per poter mantenere il passo con gli altri porti europei saranno necessari ulteriori investimenti infrastrutturali. Si tratta di un piano di interventi che dovranno essere esaminati e individuati da una cabina di regia istituzionale che, ormai da tempo, è un mio punto fermo». 

«Di recente – ha aggiunto – a tale proposito ho scritto al presidente della Regione Calabria, on. Roberto Occhiuto, che devo ringraziare per l’attenzione che la Giunta regionale rivolge al suo sistema portuale regionale, che comprende anche i porti di Corigliano Rossano – Crotone – Vibo Valentia Marina e Taureana di Palmi». 

«In vista delle future sfide – ha continuato Agostinelli – credo sia fondamentale istituire un tavolo tecnico dove si possano, in sinergia, affrontare le tematiche dello sviluppo dei nostri porti. Penso, naturalmente, alla Regione Calabria e, quindi, all’Autorità di Sistema portuale e al commissario di Governo della Zes Calabria, Giosi Romano, e così anche all’Associazione degli Industriali calabresi e alla Camera di Commercio, in modo tale che si possano trovare gli strumenti fondamentali a garantire il sostegno economico necessario».  

Dello sviluppo del sistema portuale calabrese il presidente Andrea Agostinelli ha altresì parlato in occasione del convegno su “Infrastrutture e sviluppo” organizzato a Vibo Valentia dall’Associazione difesa dei diritti e del territorio, dove hanno partecipato anche Raffaella Paita, già presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, e Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria. Nell’illustrare l’attuale infrastrutturazione del porto di Gioia Tauro, il presidente Andrea Agostinelli si è soffermato sulla necessità di creare una cabina di regia istituzionale per garantire l’ulteriore sviluppo dei porti calabresi. (rrc)

Il presidente Mancuso: Ponte sullo Stretto e Porto di Gioia due grandi sfide da vincere

Per il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il Ponte sullo Stretto e il Porto di Gioia Tauro sono due grandi sfide da vincere. Questo perché sono due infrastrutture fondamentali per lo sviluppo della Calabria e del Sud e del Paese.

Concetto che ha ribadito nel corso del convegno “Infrastrutture e sviluppo”, organizzato a Vibo Valentia dall’Associazione dei Diritti e dei Territori.

«Credo che, ormai – ha detto Mancuso – due concetti siano unanimemente condivisi: se non cresce il Sud e le sue regioni più svantaggiate come la Calabria, non cresce il Paese e se non si dota la Calabria delle infrastrutture basilari, non le si consente di promuovere  sviluppo e nuovo occupazione».

«Oggi, con un Governo di legislatura e dall’ampio mandato popolare – ha aggiunto – le iniziative della Calabria per lo sviluppo possono avere più speranze di realizzarsi in tempi relativamente brevi. La Regione non sta tralasciando nulla».

«Il ministro Salvini è determinato – ha ricordato –. L’idea del Ponte sullo Stretto, su cui il Governo punta molto, ritengo possa essere una delle grandi opportunità che dobbiamo e possiamo cogliere: sia per togliere dall’isolamento la Calabria e la Sicilia, che per avvicinare l’Europa al Mediterraneo, che va visto non soltanto come un mare di problemi, ma come una grande opportunità per il dialogo e le prospettive di cooperazione e sviluppo con i Paesi del sud del mondo».

«Il Ponte sullo Stretto di per sé – ha proseguito – per gli investimenti che comporta e l’occupazione che consentirà, è una grande occasione, ma lo è anche perché consentirà la realizzazione di tutte le altre infrastrutture collaterali: Alta velocità ferroviaria per il Sud; modernizzazione della 106 e dell’Autostrada Sa/Rc; rilancio degli scali aeroportuali e il pieno sviluppo del porto di Gioia Tauro con l’accrescimento della competitività dei porti di Crotone, Corigliano, Palmi e Vibo Valentia».

Ad avviso del Presidente del Consiglio regionale, «il Porto di Gioia Tauro è un’altra delle grandi sfide da continuare a vincere, visto che è l’hub di transhipment tra i maggiori in Europa con il primato nazionale dei 3.146.533 teus movimentati, sapendo, però, che resistono criticità ormai insostenibili. Mi riferisco all’urgenza di sviluppare il retroporto (tra i più imponenti d’Italia), che deve interfacciarsi con gli snodi del Paese per attrarre investimenti».

«Qui, come a Lamezia, nel Crotonese e in altre aree della Calabria – ha detto ancora – un ruolo decisivo spetta alla Zes. Noi dobbiamo, come ha sostenuto più volte il commissario Giosi Romano che sta facendo un ottimo lavoro, alimentare il circuito della fiducia, in particolare da parte del sistema imprenditoriale locale e nazionale».

«L’azione della Zes è decisiva – ha continuato –per attrarre investimenti, ma per rendere possibile questo cambio di scenario e di marcia, c’è bisogno di un sussulto di responsabilità e una sinergia collaborazione fra istituzioni e soggetti dello sviluppo».

«Ciò su cui dobbiamo insistere – ha concluso – è la sinergia tra istituzioni di ogni livello e tra pubblico e privato, sia per premiare merito e competenza che per impedire l’inquinamento mafioso e la corruzione, che sono due ipoteche enormi sul futuro della Calabria di cui dobbiamo liberarci per difendere la democrazia e lo sviluppo nella legalità». (rvv)

L’Ordinario Militare per l’Italia in visita alla Capitaneria di porto di Gioia Tauro

L’ordinario militare per l’Italia, Santo Marcianò, è stato in visita alla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro.

Dopo la resa degli onori del picchetto armato e un apprezzato briefing sulle peculiarità del porto gioiese, Mons. Santo Marcianò ha incontrato tutto il personale – militare e civile – riunito in assemblea, con il quale si è soffermato sul senso del servizio e sulla missione che quotidianamente i militari della Guardia Costiera sono chiamati a svolgere per il bene della collettività. Valori di servizio e di missione che, nell’odierna ricorrenza della Giornata mondiale Onu del Rifugiato, hanno offerto all’Ordinario Militare l’opportunità di rimarcare il lavoro svolto dalla Guardia Costiera nelle quotidiane operazioni di soccorso condotte nelle acque del Mediterraneo, così come in vista dell’imminente stagione estiva, a tutela della sicurezza della balneazione e della difesa ambientale del nostro mare.

Sua Eccellenza ha quindi posto la rituale dedica sul “libro d’onore”, esprimendo parole di ringraziamento e apprezzamento per il lavoro e per il servizio svolto dai militari della Capitaneria di porto, cui ha fatto seguito a bordo della motovedetta CP 827 un doveroso momento di omaggio e di preghiera in memoria dei caduti in mare, culminato con il lancio di una corona di fiori nelle acque antistanti il porto.

Al termine della visita, non hanno voluto far mancare il proprio personale saluto all’Ordinario Militare anche Mons. Francesco Milito, vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, così come il Direttore marittimo della Calabria e della Basilicata tirrenica, Capitano di Vascello Giuseppe Sciarrone(rrc)

Successo per il meeting operativo sul Porto di Gioia Tauro di Unioncamere Calabria

Nei giorni scorsi, nella sede di Lamezia di Union Camere, si è svolto il meeting operativo sul sul tema delle priorità infrastrutturali regionali, promosso da Unioncamere Calabria, in rappresentanza del sistema camerale regionale.

L’evento è stato organizzato nell’ambito del Programma Infrastrutture Fondo Perequativo 2021-2022, che ha coinvolto i vari stakeholder del territorio interessati alla gestione, alla programmazione, all’utilizzo e allo sviluppo del nodo strategico di Gioia Tauro.  

All’incontro hanno preso parte tra gli altri, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio Ammiraglio Andrea Agostinelli, il Commissario straordinario del Governo della Zes Calabria, Giuseppe Romano, Michele Volpicella, responsabile Sviluppo e Commercializzazione territoriale sud ovest Rfi – Rete Ferroviaria Italiana s.p.a, il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio e l’imprenditore Antonino De Masi, tra i primi ad insediarsi nell’area portuale.

Nel corso dell’incontro odierno, le relazioni introduttive sono state esposte da Uniontrasporti, società in house del sistema camerale che supporta Unioncamere Calabria sui temi delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica. 

Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, ha contestualizzato gli studi e gli approfondimenti realizzati da Unioncamere Calabria finanziati grazie al fondo di perequazione di Unioncamere italiana. A seguire Rosanna Guzzo, Responsabile Area Trasporti, ha riportato una sintesi aggiornata del focus effettuato nella prima annualità di progetto, in collaborazione con Srm, relativa all’impatto che la realizzazione completa della Zes Calabria potrà avere sull’economia del territorio. Si è stimato in maniera parametrica che una crescita sinergica del porto e del retroporto di Gioia Tauro potrebbe portare nei prossimi vent’anni a triplicare il numero dei container movimentati attualmente, ad una crescita del pil medio annuo regionale che passerebbe da 1,04% a 1,96% ed un aumento del numero di occupati aggiuntivi nel periodo 2022-2041 di circa 100 mila unità.

La concertazione e la sinergia tra i vari stakeholders regionali sono i temi maggiormente evidenziati dai diversi interventi, a partire da quello del sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio. Il Presidente Agostinelli ha poi ricordato che se entro il 2030 tutte le banchine del porto non saranno elettrificate, secondo le nuove regole dell’Unione Europea, non sarà possibile svolgere attività portuale. Per questo motivo diventa prioritario reperire le risorse finanziarie necessarie per il cold ironing dei 4 km di banchine.

Giuseppe Romano ha ricordato che il compito del Commissario straordinario di governo, sancito dalla legge, è attuare il Piano strategico di sviluppo regionale, che risale al 2018, ad un contesto cioè diverso da quello attuale. Fondamentale è lo strumento dello Sportello Unico Digitale che permette di semplificare il rilascio delle autorizzazioni uniche e che operativamente in Calabria si è reso possibile grazie alla collaborazione con Unioncamere. Dal tavolo di confronto è emerso il bisogno di istituire una cabina di regia, in cui far sedere la Regione Calabria, la Città metropolitana di Reggio Calabria, la Zes, gli enti locali, l’Autorità di Sistema Portuale, il sistema camerale regionale, in rappresentanza del mondo economico calabrese nel suo complesso, Rfi e Anas come attuatori di alcuni lavori di potenziamento dell’accessibilità terrestre del porto.

«Ritengo fermamente che incontri tecnico-istituzionali concertati e condivisi come quello odierno siano alla base di ogni efficace riuscita progettuale – ha commentato Antonino Tramontana, presidente di Unioncamere Calabriapoiché si fondano su una logica di rete nella quale le risorse e le competenze vengono valorizzate a pieno vantaggio delle imprese e del territorio».

«L’iniziativa odierna – ha proseguito – trova compimento e valorizza, tra l’altro, le attività condivise nell’ambito della convenzione stipulata tra Unioncamere Calabria e Regione Calabria – Dipartimento Sviluppo economico e Attrattori culturali sulla tematica delle priorità infrastrutturali regionali. Nello specifico del territorio calabrese, il progetto ha come obiettivo la definizione delle priorità infrastrutturali di mobilità e connettività secondo la business community, a partire dalle opere e dagli interventi programmati per il territorio regionale».

«Tengo a precisare, al riguardo – ha aggiunto – che già la prima annualità di progetto ha visto la realizzazione di diverse attività, tra cui la redazione del Libro bianco delle priorità infrastrutturali del sistema imprenditoriale della Calabria, uno strumento di confronto con gli Enti Locali preposti alla programmazione del sistema dei trasporti e della logistica della regione; la realizzazione di 6 tavoli con oltre 100 partecipanti, 3 seminari Bul che hanno coinvolto 240 imprese e un evento finale regionale con quasi 200 partecipanti».

«Il sistema camerale regionale conferma, anche attraverso la nuova annualità di progetto – a concluso – il proprio impegno per accrescere la competitività e supportare lo sviluppo del sistema imprenditoriale regionale».

A livello locale, Unioncamere Calabria sarà seguita nelle attività progettuali del Fondo di Perequazione Programma Infrastrutture da Uniontrasporti scarl, società in house del sistema camerale.

“L’azione del sistema camerale calabrese – ha spiegato Antonello Fontanili, direttore Uniontrasporti Scrl – si colloca nella più ampia progettualità promossa da Unioncamere nazionale per consentire ai vari territori di diventare sempre più competitivi attraverso lo sviluppo infrastrutturale favorendo il confronto con i principali stakeholders ed i Governi regionali».

«La seconda annualità, che è in fase di avvio e vedrà impegnata l’Unione Regionale e le Camere di commercio calabresi fino a marzo 2024 – ha continuato –, prevede il monitoraggio delle priorità infrastrutturali già indicate da imprese e associazioni, procedendo ad un aggiornamento del Libro Bianco regionale, ma anche l’attivazione di tavoli permanenti territoriali su tematiche infrastrutturali, dei trasporti e della logistica di particolare interesse per il sistema produttivo locale, in cui coinvolgere in primis la Regione Calabria».

«Si tratta di un’attività strategica che risponde perfettamente alle sollecitazioni emerse durante l’incontro odierno, con la richiesta unanime di una cabina di regia regionale in grado di facilitare lo sviluppo infrastrutturale del porto di Gioia Tauro e dell’intera Calabria. Per restituire la dimensione del lavoro che stiamo realizzando in questa annualità – ha concluso – occorre precisare che la nuova indagine nazionale ha coinvolto oltre 12.000 imprese, allargando i settori all’agricoltura, al commercio, alle costruzioni e al turismo, con l’obiettivo di cogliere le esigenze logistiche ed infrastrutturali dell’intero mondo economico». (rcz)