L’Autorità di Sistema Portuale fa il punto sullo sviluppo del Porto di Gioia Tauro

Il Porto di Gioia Tauro sta crescendo nella movimentazione dei container e delle autovetture. Lo dimostrano i numeri presentati in conferenza stampa dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli: nei primi sette mesi del 2022, lo scalo calabrese ha registrato 2.003.388 teus, con una crescita del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando i teus sono stati 1.736.615.

Dal versante autovetture, tra gennaio e luglio di questo anno, sono state movimentate 108.705 vetture mentre lo scorso anno sono state 43.885, con un balzo del 147,7%.

Grazie all’approvazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dell’Adeguamento tecnico funzionale al piano regolatore portuale di Gioia Tauro, molti progetti hanno trovato fattiva collocazione all’interno della programmazione infrastrutturale dell’Ente.

Tra gli interventi a sostegno dell’ulteriore sviluppo di Gioia Tauro, il presidente Agostinelli ha illustrato i progetti di cold ironing, relativi alla sostenibilità ambientale, che puntano all’elettrificazione della banchina Ro-Ro. Finanziato con un importo di due milioni di euro, il relativo progetto definitivo è stato consegnato a luglio scorso. Si tratta di un intervento pilota che potrebbe essere replicato all’intera area portuale. Punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, la riduzione dell’inquinamento acustico e delle emissioni di CO2.

Con lo sguardo ai risultati ottenuti dal gateway ferroviario, attualmente, a Gioia Tauro arrivano nove coppie (A/R) di treni al giorno, che collegano il porto calabrese con gli hub intermodali di Bari, Nola, Padova e Bologna. Sono numeri importanti, che hanno registrato, tra gennaio/luglio, il transito in porto di 423 treni, con una previsione di 900 convogli in un anno, che richiedono per legge l’individuazione del gestore unico di manovra, tramite bando pubblico,

Tra i progetti già in corso, a supporto della diversificazione dei servizi portuali dello scalo calabrese, la resecazione della banchina di ponente per una lunghezza di 1 chilometri con fondali profondi 17 metri. Avrà un finanziamento di 70 milioni di euro di cui 20 mln di euro impegnati dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio mentre 50 mln di euro sono stati richiesti al Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili. Si ottiene, così, un triplice obiettivo: banchinamento del porto completato, infrastruttura per il posizionamento del bacino di carenaggio (polo di manutenzione navale) e quindi diversificazione delle attività portuali.

Efficientamento energetico, riduzione dei consumi elettrici e promozione di energie rinnovabili sono gli elementi posti al centro della realizzazione dei nuovi alloggi della capitaneria di porto. Del valore 3,5 milioni di euro, in un’area di 6 mila metri quadrati, la struttura è organizzata in due corpi di fabbrica e un blocco centrale multifunzionale, per complessive 10 unità abitative. Il relativo bando di affidamento dei lavori è scaduto il 1° agosto, al quale hanno partecipato due imprese (Edil Zito srl – Roma/Crotone – Samoa Restauri srl – Salerno).

Entro fine agosto, sarà presentato il progetto definitivo dei lavori di realizzazione della cittadella delle ispezioni. Si tratta di una struttura polifunzionale di ispezione transfrontaliera – doganale e fitosanitaria, finanziata con 3,5 mln di euro attraverso il Bilancio dell’AdSp. Sarà realizzata in una superficie di cinque ettari, coperti con il riciclo di materiale di scarto.

Nello stesso periodo, entro fine agosto, sarà presentato il progetto definitivo dei lavori di accessibilità e urbanizzazione dell’area portuale. Finanziato con dieci milioni di euro dal Pnrr, punta a realizzare una nuova viabilità interna dell’area industriale, attraverso la sistemazione del sedime, un impianto di drenaggio e smaltimento delle acque meteoriche, l’impianto elettrico di distribuzione MT/BT, l’impianto di illuminazione, la bonifica dell’area e il parco fotovoltaico.

Finanziato con 12 milioni di euro, nell’area retroportuale (zona Corap), è stato consegnato il progetto definitivo dei lavori di riqualificazione, puntano alla realizzazione di una nuova viabilità con messa in sicurezza, aree dedicate al verde e attrezzate all’intrattenimento.

Nel contempo, è in corso il bando pubblico per l’affidamento dei lavori di approfondimento e consolidamento del canale portuale lungo la banchina di ponente nei tratti A-B-C grazie ad un finanziamento di 50 milioni di euro.

In linea con i principi dell’Agenda 2030 dell’Onu, con gli indirizzi dell’Unione europea declinati nell’European Green Deal e con gli obiettivi fissati dal Governo e del Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, l’Ente guidato da Andrea Agostinelli ha adottato il suo primo Bilancio di Sostenibilità con lo scopo di rafforzare la propria attività rispetto ai temi dell’ambiente, della vivibilità e dello sviluppo economico.

Con lo sguardo agli altri quattro porti, interni alla propria circoscrizione portuale, Agostinelli ha evidenziato i progetti relativi allo sviluppo del porto di Crotone, finalizzati alla riqualificazione dell’area ex Sensi e allo sviluppo della crocieristica.

A Vibo Valentia sono stati finanziati i lavori di riqualificazione delle banchine Pola, Buccarelli, Tripoli e Papandrea, mentre è in dirittura di arrivo l’approvazione dell’Adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore portuale di Corigliano Calabro, grazie al quale si potrà avviare una nuova fase di sviluppo per lo scalo della Sibaritide.

Non ultimo, per il porto di Taureana di Palmi è stato programmato un finanziamento di 4,5 milioni di euro per il completamento della banchina di riva e la riqualificazione dell’area portuale.

A giorni si conosceranno i nomi dei partecipanti alla procedura aperta telematica per l’affidamento del servizio di ingegneria e architettura del documento di pianificazione strategica di sistema portuale (DPSS) e del documento energetico ambientale di sistema portuale (Deasp).

Il primo dovrà definire le linee guida per il futuro dei cinque porti interni alla circoscrizione dell’Ente in un’ottica integrata di sistema, necessaria a rispondere alle opportunità di crescita in modo coordinato con il territorio e per assicurare, in ambito portuale, uno sviluppo sostenibile, economico, sociale e ambientale.

Mentre il Documento di pianificazione energetico ambientale definisce il quadro di riferimento al traffico marittimo e ai consumi energetici dell’Autorità di Sistema portuale attuali e futuri, sulla base anche dell’incremento di nuove tecnologie e servizi. (rrc)

Auddino (M5S): Con acquisizione di Rfi di asset si possono fare interventi per alta velocità

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha dichiarato che «arrivano altre buone notizie dal Porto di Gioia Tauro,  per potenziare l’alta capacità di trasporto su ferro (l’alta velocità non serve alle merci!): la società del Gruppo FS Italiane acquisisce dalla Regione gli asset del porto di Gioia Tauro e subentra nella gestione dell’infrastruttura ferroviaria».

«RFI – ha spiegato – potrà procedere a realizzare il piano di interventi previsto per le stazioni di San Ferdinando e Rosarno e per la tratta ferroviaria di collegamento con il porto di Gioia Tauro, per la quale è previsto un investimento di 60 milioni di euro con fondi Pnrr. Un nuovo Hub ferroviario per il quale sono in programma interventi per il raddoppio della bretella di collegamento San Ferdinando-Rosarno, il potenziamento degli impianti delle stazioni di San Ferdinando e Rosarno, con realizzazione di binari a modulo 750 metri, e interventi di upgrade tecnologico dei sistemi di segnalamento».

«Da quando sono stato eletto – ha ricordato – ho riconosciuto come strategiche le potenzialità del porto di Gioia Tauro e ho iniziato ad occuparmi subito dello scalo, sottolineando fin dal Governo Conte 1 quanto grandi fossero stati i benefici di un trasferimento del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando, e del relativo impianto, al gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale RFI. Ora siamo in dirittura d’arrivo!».

«Si conclude così – ha aggiunto il senatore – l’iter caratterizzato da complessi passaggi amministrativi: con il Decreto del Commissario liquidatore ‘Corap’ emesso lo scorso maggio sono stati individuati tutti gli asset che rientrano nell’operazione di trasferimento, previsto dall’art 208 del Decreto Rilancio di luglio 2020 e realizzato attraverso una delibera della Giunta regionale». 

«In questi anni – ha proseguito – ho segnalato più volte ai Governi e Regione come uno dei principali ostacoli alla piena concretizzazione delle enormi potenzialità dello scalo fosse la ripartizione della competenza sull’area portuale tra vari enti e istituzioni ed ho continuato a monitorare e a seguire l’iter del trasferimento affinché tutto procedesse nei tempi senza intoppi. Ora ci siamo, l’ultimo step dell’iter è stato compiuto ed è realtà. Indubbiamente, il passaggio dal Corap allo Stato consentirà la manutenzione da sempre mancante, l’ammodernamento delle strutture ferroviarie gioiesi ed il loro inserimento all’interno della rete nazionale». 

«Dopo il grande risultato ottenuto sul progetto del retroporto – ha detto ancora – grazie al mio emendamento da 6 mln di euro, presentato ieri in conferenza stampa, adesso con questo altro grande traguardo raggiunto lo scalo di Gioia Tauro sarà collegato alla rete nazionale, ciò consentirà alle merci che arrivano al porto di poter transitare fino al cuore dell’Europa! Lo sostengo da sempre, il porto di Gioia Tauro è una occasione di sviluppo per l’intero Mediterraneo che non possiamo fallire e per cui la Calabria non potrà farsi trovare impreparata». (rp)

Il Gruppo FS acquisisce dalla Regione l’asset ferroviario del Porto di Gioia Tauro

La società del Gruppo FS Italiane ha acquisito dalla Regione gli asset del porto di Gioia Tauro, subentrando nella gestione dell’infrastruttura ferroviaria.

È quanto è stato stabilito dall’accordo tra Regione e RFI, dove quest’ultima potrà procedere a realizzare il piano di interventi previsto per le stazioni di San Ferdinando e Rosarno e per la tratta ferroviaria di collegamento con il porto di Gioia Tauro, per la quale è previsto un investimento di 60 milioni di euro con fondi Pnrr.

Un nuovo hub ferroviario per il quale sono in programma interventi per il raddoppio della bretella di collegamento San Ferdinando-Rosarno, il potenziamento degli impianti delle stazioni di San Ferdinando e Rosarno – con realizzazione di binari a modulo 750 metri – e interventi di upgrade tecnologico dei sistemi di segnalamento.

Si conclude, così, l’iter caratterizzato da complessi passaggi amministrativi che hanno visto impegnata la Regione Calabria, a seguito del Decreto del Commissario Liquidatore “Corap” (Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive) emesso lo scorso maggio e che costituiva l’atto per individuare tutti gli asset che rientrano nell’operazione di trasferimento, realizzato attraverso una delibera della Giunta Regionale della Calabria, su iniziativa dell’assessore alle Infrastrutture e ai lavori pubblici, Mauro Dolce.

Il porto di Gioia Tauro è il più grande terminal per il transhipment italiano e del Mediterraneo, dispone di circa 5 mila metri di banchine, con fondali sino a 18 metri, una superficie di circa 440 ettari. È collegato alla rete ferroviaria nazionale nella stazione di Rosarno e servito da un sistema stradale che comprende la Statale 18 e l’Autostrada A3.

Il porto di Gioia Tauro, inserito nell’ambito del corridoio TEN-T Helsinki-Valletta, rappresenta anch’esso, insieme ai porti di Napoli e Taranto, un hub strategico nei collegamenti del mediterraneo con il Far East e si posiziona ai primi posti per tonnellate di merce complessivamente movimentata e per traffico containers.

Inoltre, il completamento della tratta ferroviaria Cosenza-Paola/San Lucido con la galleria Santomarco, parte integrante della nuova linea AV Salerno-Reggio Calabria, permetterà di rendere più competitivo il porto di Gioia Tauro, potenziando il traffico merci verso l’Adriatico e l’Europa.

Inoltre, è stato rinnovato l’accordo tra la Protezione Civile regionale con il Gruppo FS per le attività di protezione civile Insieme per una efficace gestione delle situazioni di emergenza e delle calamità che potranno verificarsi sul territorio calabrese.

Con questo obiettivo, Domenico Costarella, dirigente regionale della Protezione Civile e Franco Fiumara, Chief Security & Risk Officer del Gruppo FS Italiane, hanno siglato il rinnovo della Convenzione che regola i rapporti tra i due enti in materia di protezione civile. L’intesa definisce le procedure per lo scambio di informazioni tra le rispettive Sale Operative relativamente all’assistenza alla popolazione colpita da calamità naturali e per gli interventi in caso di emergenze ricadenti in area ferroviaria, nonché le attività di esercitazione congiunta per la stesura e la verifica della pianificazione di emergenza, con particolare attenzione alle disposizioni impartite dal decreto ministeriale del 28 ottobre 2005 sulla sicurezza nelle gallerie ferroviarie, la collaborazione reciproca nella comunicazione ai viaggiatori e alla popolazione in casi di criticità e la diffusione della cultura di prevenzione del rischio.

La Protezione Civile regionale collaborerà con le Società del Gruppo FS in caso di episodi critici con disagio ai viaggiatori dovuti a eventi naturali particolarmente intensi, eventi a rilevante impatto locale ed emergenze dovute ad anormalità di circolazione rilevanti e in caso di eventi emergenziali il Gruppo FS collaborerà con la Protezione Civile regionale individuando eventuali aree o locali per allestire sedi logistiche provvisorie.

Inoltre, offrirà supporto per attività di prevenzione come esercitazioni o campagne di pubblica utilità. Le sinergie tra Protezione civile della Regione Calabria e Gruppo FS Italiane si sono sempre più rafforzate negli ultimi anni e hanno creato un’efficace collaborazione nella gestione delle criticità che ha portato a conseguire risultati positivi in situazioni di emergenza.

Il rinnovo della Convenzione è il segno della volontà di continuare a lavorare, sempre congiuntamente, per migliorare ancora di più la risposta emergenziale a supporto delle popolazioni che si troveranno in difficoltà, attraverso l’elaborazione di procedure operative sempre più efficaci. Tutto questo anche in previsione della prossima Esercitazione nazionale di Protezione civile che vedrà coinvolte le Regioni Calabria e Sicilia e avrà come scenario l’area dello Stretto di Messina. (rcz)

 

Bruno Bossio (PD): Porto di Gioia Tauro si avvia a essere il più competitivo nel Mediterraneo

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha reso noto che «a Gioia Tauro finalmente non si realizzerà solo trashipment, ma diventerà il porto più competitivo dell’area mediterranea per il trasporto intermodale internazionale delle merci».

«Ciò è possibile perché dopo anni di attesa – ha spiegato – finalmente si chiude l’accordo tra Regione e Rete Ferroviaria Italiana che consentirà il completamento del raccordo ferroviario a servizio della area portuale. Il porto, così, potrà essere collegato all’Europa via ferrovia. Dopo tante lungaggini burocratiche e ritardi registratesi per l’inerzia della Regione, è arrivato a compimento il procedimento di trasferimento ad RFI della competenza della gestione dell’asset ferroviario della area portuale».

«Un risultato di grande valore – ha proseguito – per il quale, con il supporto del gruppo PD e dell’allora ministra, Paola De Micheli, mi sono spesa in Parlamento. La mia più grande soddisfazione è che questo sia avvenuto prima della conclusione della legislatura parlamentare in corso, a coronamento di una costante e forte battaglia che ho condotto affinché la Commissione trasporti della Camera, il Parlamento e il Governo nazionale assumessero questo obiettivo come strategico per il potenziamento del porto ma anche e soprattutto per poter contare su una maggiore e competitiva domanda per il trasporto delle merci su una linea ferroviaria di Alta Velocità/Alta Capacità».

«Comincia così, fra l’altro, a prendere corpo e manifestarsi il vero valore della prima tranche di circa 11 miliardi di euro – ha detto ancora la deputata – che abbiamo chiesto con forza, nelle risoluzioni della Commissione trasporti e nella stessa aula della Camera. Il più grande investimento per il Sud degli ultimi trent’anni. Aver finanziato, sin da subito, ben 9 miliardi con il bilancio dello Stato è stato giusto ed opportuno, perché ciò rende irreversibile la scelta di realizzare la nuova ferrovia ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Al contrario, se questa scelta fosse stata fatta nella prima programmazione dei fondi PNRR il risultato non sarebbe stato raggiunto perché non si poteva cantierare e rendicontare nei termini previsti e, dunque, sarebbe stata messa in discussione e rinviata la fattibilità dell’opera».

«Procedendo così, di fatto – ha concluso – è stato staccato il biglietto di prenotazione per il finanziamento successivo dopo il 2030, finalizzato al completamento effettivo dell’opera. Oggi i fatti aiutano a fare chiarezza per smentire polemiche strumentali o posizioni agitate artatamente per innalzare polveroni e fare confusione. Non è fuori luogo,a questo proposito, sottolineare come ancor di più emerga, ad esempio, la strategicità del raddoppio della galleria Santomarco, ma anche di come la nuova Alta Velocità possa essere non solo una linea più veloce di collegamento ma l’asse strategico dello sviluppo della intera Calabria». (rp)

Il presidente Bonomi ha fatto visita al Porto di Gioia Tauro

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha fatto visita al Porto di Gioia Tauro, accompagnato dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dal presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara.

Accolto dal presidente dell’Autorità  di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, il comandante del porto, Vincenzo Zagarola, il dirigente Ufficio regionale Affari Generali – Ufficio Dogane e Monopoli, Rocco Carbone, e il responsabile dell’Ufficio Dogane di Gioia Tauro, Giorgio Pugliese, Bonomi ha visitato l’interno dello scalo portuale.  Nuovo

Nel corso della visita, Agostinelli ha illustrato il porto, soffermandosi sull’imponenza dell’infrastrutturazione portuale, ponendo l’attenzione sulla capacità di Gioia Tauro, unico porto in Italia, di ricevere le navi più grandi al mondo, dotate di oltre 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza e una capacità di trasporto superiore ai 22mila teus. 

Collegato con circa 140 porti al mondo, lo scalo, ormai da diversi anni, registra il miglior livello di connettività in Italia. Nella classifica internazionale (Liner Shipping Connectivity Index), elaborata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo globale, lo scalo calabrese si pone al vertice del mercato italiano di settore. 

Tra i punti visitati all’interno dello scalo portuale, anche, la tappa di fronte il gateway ferroviario, da cui partono coppie di treni settimanali, incrementati di mese in mese, da e verso gli interporti di Bari, Nola, Bologna e Padova. 

A tale proposito il presidente dell’Autorità di Sistema portuale ha tracciato il percorso finora compiuto nell’indirizzare il rilancio dello scalo calabrese, di recente aperto all’intermodalità grazie all’avvio del gateway ferroviario. «In soli tre anni abbiamo costruito una strategica realtà ferroviaria, da cui partono i treni, – ha dichiarato – ora stiamo procedendo ad incrementare i suoi traffici, affinché si possa assicurare un ottimale trasporto dei container dal mare verso il mercato interno».

La visita in porto è proseguita lungo la banchina portuale per giungere all’interno del piazzale di Automar spa, l’altro terminal dello scalo calabrese che gestisce il trasporto delle autovetture e che sta registrando un incremento dei traffici. 

La visita interna allo scalo si è conclusa di fronte il cantiere aperto dei lavori di realizzazione della banchina di ponente, finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ospiterà il futuro bacino di carenaggio. (rrc)

 

CALABRIA, DELUSIONE INFRASTRUTTURE
CAMBIARE STRATEGIA PER LO SVILUPPO

di NINO FOTI – Se esiste una reale e concreta possibilità per il Mezzogiorno, probabilmente l’ultima, di riallinearsi al resto del Paese e diventare allo stesso tempo elemento trainante della nostra economia, è ormai chiaro che la si deve trovare nella capacità di sfruttare tutte le opportunità di sviluppo che questo momento storico ci offre, sia da un punto di vista politico che di risorse.

Negli assetti geopolitici mondiali, come ha di recente dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, “l’Europa ha davanti un profondo riorientamento destinato a spostare sempre di più il suo asse strategico verso il Mediterraneo, ed in questo contesto il nostro Sud può giocare un ruolo fondamentale per il futuro dell’Europa”.

Il cambio di paradigma che sembra essersi messo in moto rispetto al Sud, che da problema del nostro Paese sembra poter rappresentare una possibile soluzione, ci incoraggia a sperare che siamo finalmente di fronte ad una svolta.

La disponibilità di risorse finanziarie che si concentrano in questa fase storica sembra volerci spingere nella medesima direzione. Siamo infatti nella fase di passaggio tra due cicli di programmazione della politica di coesione dove per il completamento del ciclo 2014/2020 dovranno essere spesi entro il 2023, oltre 30 miliardi ai quali si aggiungono i fondi della programmazione 2021/2027 che assegnano al Mezzogiorno 55 miliardi di euro, da utilizzare entro il 2030.

Ulteriori risorse saranno poi disponibili, provenienti come sappiamo dal PNRR, da spendere entro il 2026 -circa 86 miliardi-, pari al 40,8% dei 211,1 miliardi complessivi del PNRR stesso. Quello che bisogna assolutamente fare tuttavia è focalizzare gli obiettivi, affidarsi alla competenza ed evitare di ripetere gli errori del passato.

Se concretamente vogliamo parlare di sviluppo del mezzogiorno, ad esempio, non possiamo pensare di farlo senza mettere al centro lo sviluppo infrastrutturale e la realizzazione di alcune opere fondamentali, come ad esempio l’Alta velocità ferroviaria. Se pensiamo che, dagli studi sugli impatti dell’Alta velocità, è emerso come nei territori con l’AV, il PIL è cresciuto in 10 anni di 7 punti rispetto ai territori che ne sono privi risulta evidente che solo da questa strategia può passare la crescita del territorio.

Bisogna tuttavia valutare con attenzione le soluzioni migliori. Proprio nel caso dell’Alta Velocità, un’opera sostanziale che consentirebbe di ridurre, dopo quasi 35 anni, una parte di quel gap infrastrutturale che inspiegabilmente esiste fra le due parti del nostro Paese, al momento ad esempio esiste una proposta del Ministero dei Trasporti che presenta diversi aspetti poco chiari. Innanzitutto è prevista la costruzione di un nuovo tracciato – 445 chilometri – più lungo di 50 chilometri sia rispetto a quello studiato nel 2005 da RFI che a quello dell’attuale linea lunga 393 chilometri.

Questa nuova linea inoltre andrebbe ad attraversare, senza un apparente valido motivo, le zone più impervie della Calabria tagliando i Parchi Nazionali del Pollino e della Sila. Un progetto che nonostante costi 24 miliardi di euro, collegherebbe Roma e Reggio Calabria in 3 ore e 40 minuti facendo mancare quindi l’obiettivo dichiarato di collegare Roma a Reggio Calabria in 3 ore. Sarebbe oltretutto la prima volta in cui un nuovo tracciato che unisce le medesime destinazioni risulti più lungo di un tracciato precedente. Senza contare che il progetto presentato farà si che la nuova linea ad Alta Velocità non venga realizzata in continuità con quello esistente. La linea che senza interruzioni va da Milano a Salerno infatti, si interrompe per poi ricominciare da Battipaglia.

Non si capisce quindi perché si continui ad insistere sulla realizzazione di questo progetto che, proprio per via della maggiore lunghezza del tracciato, costerebbe oltre 2,5 miliardi in più rispetto ad esempio, ad un altro progetto esistente, già proposto in un documento condiviso da Professori ordinari di Strade, Ferrovie, Aeroporti e Trasporti di tutte le università Calabresi e Siciliane che, consentirebbe invece di collegare Roma e Reggio Calabria in 3 ore.

Come se non bastasse si naviga a vista anche sui tempi. Nell’ultimo aggiornamento del quadro economico di RFI per le principali opere in gara nel 2022, resosi necessario per monitorare l’andamento dei costi complessivi previsti in modo da non mettere a rischio gli equilibri previsti dal PNRR, non c’è traccia del progetto dell’Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria che dovrebbe rappresentare, per il mezzogiorno, l’opera più importante prevista dal PNRR stesso. Ciò vuol dire, ad esempio, che l’avvio dei lavori dei primi due lotti calabresi di Alta Velocità, quelli relativi alla tratta Romagnano – Praia e il raddoppio della galleria che collega Paola e Cosenza, slitterà al 2023, con tempi di consegna che sforeranno il 2026, data prevista per la conclusione dei lavori.

Ma se pensiamo a un Sud che, finalmente, con un sistema di alta velocità ferroviaria si connette all’Europa in modo tale che l’Italia possa diventare la porta dell’Europa nel Mediterraneo come si può escludere da questo ragionamento la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina?

Non si può non prescindere da quest’opera, così come Genova è ripartita con il nuovo ponte Morandi, il Sud dovrà ripartire con il Ponte di Messina, che va rimesso al centro dell’agenda politica facendo tesoro degli errori del passato.

Basti pensare, ad esempio, agli effetti della scellerata scelta del Governo Monti che nel 2012 decise di interrompere bruscamente lo stato di avanzamento dell’opera facendo si che il definitivo abbandono del progetto finisse per pesare sulle tasche degli italiani più della sua stessa realizzazione.

Il costo complessivo dell’opera, infatti, al tempo era stato stimato in 8,5 miliardi di euro, dei quali erano a carico dello Stato solo 1,3 miliardi. La chiusura della società concessionaria Stretto di Messina Spa, che aveva già stipulato contratti e bandito gare ha obbligato lo Stato italiano al pagamento di penali per oltre 700 milioni di euro – per le quali ad oggi sono ancora aperti dei contenziosi – ai quali vanno aggiunti i soldi spesi per le opere propedeutiche, circa 300 milioni e i costi per la smobilitazione dei cantieri e il ripristino dei terreni già predisposti per l’opera. In sintesi, invece di spendere 1 miliardo 300 milioni per realizzare il ponte sono stati spesi circa 1 miliardo e 150 milioni per non farlo.

Tutto con un progetto esecutivo già stato approvato che consentirebbe, con un dovuto aggiornamento tecnologico e finanziario, anche oggi di iniziare subito a costruire.

L’ultimo esempio indicativo dello stato dell’arte, qualora fosse necessario, è evidenziato dall’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza. Su 280 miliardi destinati alla mobilità sostenibile, quelli cioè legati principalmente alla realizzazione di interventi sulle reti stradali, ferroviarie, portuali e viarie, quelli toccati alla Calabria sono solo 4, o forse no. Il finanziamento dei lavori di completamento della banchina di ponente lato nord del Porto di Gioia Tauro ad esempio, prevede un intervento da 16,5 milioni che, stando al documento, proverrebbero dal Pnrr.

Peccato che quei lavori fossero già contemplati nell’Accordo di programma quadro siglato nel 2018 tra Regione, Autorità portuale, Corap, lo stesso Mit e finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Uguale copione per gli interventi di adeguamento e risanamento della banchina “Margottini” di Reggio. Anche qui nell’allegato si fa riferimento a 6,5 milioni provenienti dal Pnrr, ma in realtà quelle somme erano già previste nell’Apq del 2018 con risorse Fsc 2014-2020. Così anche per la banchina del porto di Villa San Giovanni: 4 milioni contemplati come risorse Pnrr, ma già finanziati con risorse Fsc 2014-2020.

Insomma, come appare evidente, la strada da percorrere in direzione di un cambio di passo resta ancora molto lunga e non corrisponde alla realtà narrata dai buoni propositi. (nf)

[Nino Foti è responsabile Mezzogiorno di Noi con l’Italia e presidente della Fondazione Magna Grecia]

 

Commissione Trasporti a Gioia Tauro, il Sul Calabria ha chiesto impegni sul Porto

Il Sul Calabria – Sindacato Unitario Lavoratori, rappresentato da Aldo Libri, ha partecipato all’incontro, svoltosi all’Autorità Portuale di Gioia Tauro, della Commissione Parlamentare Trasporti, chiedendo l’impegno su alcune questioni riguardante il Porto, considerato che «il Porto di Gioia Tauro rappresenta il 50% del PIL calabrese prodotto da aziende private».

Il sindacato, infatti, ha ricordato come il Porto rappresenti un «un esempio di produttività ed efficienza, nonostante le difficoltà che ha dovuto incontrare nella mancata attivazione di provvedimenti a tutela ed espansione di questa infrastruttura importantissima per la Calabria ma anche per l’Italia e l’Europa».

Nello specifico, è stato chiesto «il superamento di ogni difficoltà che abbia impedito alla ZES (zona economica speciale) di far valere i benefici previsti per l’allocazione di nuove aziende nell’area industriale; Un coordinamento istituzionale per le decisioni da assumere sull’area e che comportano presenze e pareri di più organismi istituzionali (gestione delle aree industriali, rigassificatore, termovalorizzatore e quant’altro)».

E, ancora, «il mantenimento e la trasformazione dell’attuale Agenzia per il Lavoro perché risulti funzionale a nuovi insediamenti nel Porto o a far fronte a picchi di lavoro imprevisti ed imprevedibili e lavvio di una discussione per il riconoscimento della fattispecie di lavoro usurante per il lavoro portuale di transhipment. Su questo argomento il SUL ha annunciato che invierà un breve dossier alla Commissione Trasporti a sostegno della richiesta del riconoscimento di lavoro usurante». (rrc)

 

A Gioia Tauro i lavori della IX Commissione Trasporti

A Gioia Tauro si è riunita la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, guidata dalla presidente Raffaella Paita, nel quadro delle missioni di studio che lo stesso organismo parlamentare sta svolgendo sul territorio calabrese con riferimento, in modo particolare, ai porti e alle esigenze infrastrutturali di Gioia Tauro e Crotone.

Il tavolo, che ha visto la partecipazione della commissione composta da Paita, Bruno Bossio, Furgiuele, Barbuto, Sessa, Marino e Tasso, e del sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, « ha ribadito e rafforzato l’impegno congiunto delle istituzioni del territorio, con in testa la Città metropolitana, per il rilancio del porto di Gioia Tauro, di tutta l’area industriale che insite in questa zona e più in generale di tutti gli asset infrastrutturali strategici», ha spiegato il sindaco f.f.

«E trova conferma – ha aggiunto Versace – anche il proficuo dialogo avviato con la IX Commissione Trasporti, in particolare con l’on. Paita che ringrazio per l’attenzione con cui sta seguendo i dossier che le abbiamo sottoposto, nel solco del percorso tracciato in questi mesi con i centri decisionali centrali».

«Andiamo avanti lungo questo sentiero, nella consapevolezza che questo metodo di lavoro, basato su concertazione e condivisione delle scelte, sia l’unica via per vincere le sfide, complesse e ambiziose, della crescita e dello sviluppo», ha concluso.

Il deputato Furgiuele, ha parlato di bilancio positivo: «abbiamo riscontrato lo stato di avanzamento rispetto alla progettualità. Il lavoro di Agostinelli si vede ed è concreto, in primis, con l’apertura del canale del gateway. Ovviamente, è stata un’occasione per aprire una lente di ingrandimento sullo sviluppo del territorio e per ascoltare anche le sigle sindacali che hanno potuto esprimere quelle che sono le esigenze reali».

«È nostro dovere ascoltare, raccogliere le istanze e tramutarle in azioni politiche, legislative e amministrative per tradurle in buone intenzioni in atti concreti», ha concluso.

La deputata Enza Bruno Bossio, che ha elogiato il lavoro di Agostinelli, ha ricordato come la Commissione ha lavorato insieme «sia sulla questione del Gateway ferroviario e del collegamento dell’Alta Velocità che partirà da Rosarno verso l’Adriatica» e che «puntiamo, inoltre, a fare in modo che ci sia la trasformazione in impresa della Port Agency così da garantire una stabile presenza di questi lavoratori, perché il futuro del porto richiederà grandi impegni anche dal punto di vista occupazionale».

Per quanto riguarda le Zes, la deputata ha evidenziato come il problema sia quello di «capire come attrarre le imprese. Dobbiamo diventare appetibili a livello internazionale, questo è il tema».

La deputata Barbuto, ha ricordato come Gioia Tauro sia «una realtà importante che, negli ultimi anni, è cresciuta davvero tanto. Era il 2019, infatti, quando Danilo Toninelli, allora Ministro dei Trasporti, unitamente all’Ammiraglio Agostinelli rilanciò il porto che da allora macina numeri sempre più importanti».

«Molto significativi e costruttivi tutti gli incontri odierni – ha concluso –. In particolare quello con le organizzazioni sindacali. Convergenza e sinergia su temi importanti in particolare sull’Agenzia del Lavoro del Porto, sulle Zes, sulla sicurezza dei lavoratori, sul collegamento dell’ultimo miglio». (rrc)

Il Presidente Mancuso: «Il Porto di Gioia priorità assoluta»

«Lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro è un tema di priorità assoluta per la Calabria e per l’agenda regionale, tanto da essere inserito dal presidente Occhiuto tra i 5 punti della ‘Vertenza Calabria’, documento st: lo afferma Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, al termine dell’incontro che si è tenuto al Porto di Gioia Tauro, alla presenza dell’on. Raffaella Paita, presidente della IX Commissione della Camera dei deputati (Trasporti, poste e telecomunicazioni) e del presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli. 

«Il Porto di Gioia Tauro è un hub in costante crescita negli ultimi anni, ma dalle potenzialità inespresse ancora enormi. Non dimentichiamo che grazie alla Zes è possibile attrarre ingenti risorse economiche, oltre al tema di attualità in queste settimane relativo al rigassificatore che ci permetterebbe di produrre 1/3 del gas che attualmente importiamo dalla Federazione Russa.

Da parte del Consiglio regionale non può che esserci il massimo supporto e la condivisione di progetti mirati a creare sviluppo per un’infrastruttura vitale per la Calabria e di importanza cruciale per  il Sud Italia. Quando si vuole sottolineare la centralità del Porto di Gioia Tauro, i numeri sono inequivocabili: Il 90% del commercio estero dell’Unione Europea e il 40% di quello interno alla stessa UE segue le vie del mare. Tra i porti del Mediterraneo, quello di Gioia Tauro è il più importante per collocazione geografica, infrastrutture e efficienza. Da solo, rappresenta più del 50% del Pil calabrese. 

Il Porto di Gioia Tauro – conclude Mancuso – costituisce già oggi il più grande terminal per il transhipment italiano e del Mediterraneo ma ci sono tutte le possibilità per assicurare a questa infrastruttura ulteriori margini di crescita in termini di livelli occupazionali ed economici» (rrc)

Il Corap trasferisce alla Regione la proprietà del raccordo ferroviario al Porto di Gioia Tauro

Il Corap ha deciso di trasferire alla Regione Calabria la proprietà del raccordo ferroviario che collega la stazione di Rosarno a quella di San Ferdinando e quindi del fascio di binari che congiunge il gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro alla rete nazionale.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, in quanto si tratta di un atto amministrativo molto atteso, di cui tanto si è discusso in passato, perché necessario affinché la Regione Calabria potesse, a sua volta, trasferirne la proprietà a RFI, ente gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale.

A passaggio completato, attraverso una convenzione firmata da Regione Calabria e Autorità di Sistema portuale che avverrà a giorni, Rete Ferroviaria Italiana potrà, così, pianificare e avviare le opere di manutenzione del tratto ferroviario portuale, che sono state finanziate con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza al fine di garantire il suo pieno sviluppo, inserito in una complessiva visione di crescita intermodale del porto di Gioia Tauro. 

Si tratta di un risultato importante frutto di un’azione sinergica avviata dall’on. Enza Bruno Bossio, intervenuta a livello parlamentare, e perpetrata tra i principali obiettivi dalla Giunta Santelli, oggi positivamente conclusa grazie all’impegno del governatore Roberto Occhiuto

Giunge in un momento propizio per il gateway ferroviario, che vede il suo gestore aumentare le corse dei treni, in arrivo e in partenza da Gioia Tauro e diretti agli hub intermodali di Padova, Nola, Bari e Bologna, attraverso una pianificazione di circa 30 corse settimanali. 

Nel contempo, anche il terminalista Automar ha deciso di programmare la ristrutturazione dell’asta ferroviaria che attraversa la banchina portuale in sua concessione, funzionale ad un maggiore incremento dei traffici delle autovetture da e verso Gioia Tauro. (rrc)