Occhiuto incontra i segretari generali di Cisl, Cgil e Uil a Roma: Focus su infrastrutture, Statale 106 e Porto di Gioia Tauro

È un incontro importante, se non fondamentale, quello che si sta svolgendo a Roma, nella sede della Regione Calabria, tra il presidente Roberto Occhiuto, e i segretari nazionali di CgilCislUil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra, e Pierpaolo Bombardieri e i segretari generali regionali dei tre sindacati, Angelo Sposato, Tonino Russo, e Santo Biondo.

Si tratta, infatti, della prima volta in cui è stato avviato un confronto tra la Regione e le confederazioni nazionali, che si sta concentrando su infrastrutture, rifacimento della Strada Statale 106 e Porto di Gioia Tauro.

«Sin dall’inizio del mio mandato – ha ricordato Occhiuto – ma anche durante la campagna elettorale, ho fatto del dialogo e del confronto costante con le associazioni di categoria, con i corpi intermedi e con i sindacati, un metodo di lavoro che mi ha accompagnato in questi primi quasi sei mesi di governo».

«Sono molto soddisfatto del rapporto che si è venuto a creare con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil – ha proseguito – che ho incontrato già in diverse occasioni e con i quali ho condiviso provvedimenti e iniziative. Ovviamente non la vediamo sempre allo stesso modo – io ho il colpito di governare una Regione, loro quello di rappresentare le istanze dei propri iscritti -, ma la nostra collaborazione ha certamente prodotto frutti positivi per la Calabria. Per questa ragione ho deciso di allargare il raggio d’azione del confronto, volendo coinvolgere i segretari generali nazionali di Cgil, Cisl e Uil su alcune tematiche chiave che oltre ad essere fondamentali per il nostro territorio, rappresentano vere e proprie emergenze nazionali. Con Landini, Sbarra e Bombardieri vorrò parlare principalmente di due argomenti».

«Il primo – ha spiegato – riguarda gli investimenti in infrastrutture che lo Stato deve fare sulla Calabria, in modo particolare sulla Strada Statale Jonica: sul rifacimento e sull’ampliamento della Ss106 c’è già stato un voto unitario da parte di tutte le forze politiche in Consiglio regionale, ma è utile che su questa battaglia ci sia anche la convergenza delle forze sociali, e dunque del sindacato».

«Il secondo punto decisivo, invece – ha concluso – riguarda le azioni da mettere in atto per lo sviluppo del porto di Gioia Tauro, con annessa Zona economica speciale: una opportunità per il nostro territorio e per l’intero Paese. Mi auguro, su questi temi, di avere al mio fianco il sindacato, regionale e nazionale. La Calabria è pronta a rinascere, vuole ripartire sfruttando gli investimenti e le opportunità che arriveranno dal Pnrr, ma per farlo davvero ha bisogno della compartecipazione di tutte le energie positive del Paese». (rrm)

Il Comitato di Presidenza di Unindustria Calabria incontra Agostinelli per le infrastrutture portuali

Il Comitato di Presidenza di Unindustria Calabria, presieduto da Aldo Ferrara, hanno fatto visita al presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, nei locali dell’Ente a Gioia Tauro.

Insieme al presidente Ferrara, il vicepresidente nazionale di Confindustria, Natale Mazzuca, Fortunato Amarelli, Presidente Confindustria Cosenza, Mario Spanò, Presidente Confindustria Crotone, Domenico Vecchio, Presidente Confindustria Reggio Calabria, Rocco Colacchio, Presidente Confindustria Vibo Valentia, Giovan Battista Perciaccante, Presidente Ance Calabria, Daniele Diano, Presidente Comitato Piccola Industria Unindustria Calabria, Umberto Barreca, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria Calabria, accompagnati dai Direttori Dario Lamanna, Direttore Unindustria Calabria e Confindustria Catanzaro, Rosario Branda, Direttore Confindustria Cosenza, Daniela Ruperti, Direttore Confindustria Crotone, Francesca Cozzupoli, Direttore Confindustria Reggio Calabria, Anselmo Pungitore, Direttore Confindustria Vibo Valentia, Luigi Leone, Direttore Ance Calabria.
In un’atmosfera di reciproca apertura e dialogo, il presidente Agostinelli ha guidato la delegazione degli industriali calabresi all’interno dello scalo portuale, al fine di far toccare con mano la moderna infrastrutturazione del porto, primo scalo italiano nel settore del transhipment, collegato con 120 porti nel mondo e 60 nel circuito del Mediterraneo.

Nel corso della visita, Agostinelli ha illustrato l’imponenza del porto di Gioia Tauro, che continua a registrare ottime performances. Nei primi tre mesi del 2022 si è determinato un aumento dei traffici del 28,1% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Agostinelli ha, quindi, posto l’attenzione sulla peculiarità di Gioia Tauro, che grazie ai suoi fondali profondi 18 metri è l’unico in Italia a ricevere le navi più grandi al mondo, dotate di oltre 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza e una capacità di trasporto superiore ai 23mila teus.

Tra i punti visitati nel corso del tour interno allo scalo, la delegazione si è fermata di fronte il gateway ferroviario da cui partono tre coppie settimanali di treni da e verso gli interporti di Bari e di Nola. Si è poi indirizzata verso il terminal Automar Spa, che gestisce il trasporto delle autovetture, ed ha poi proseguito in direzione del cantiere dei lavori di resecazione della banchina di ponente, finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ospiterà il futuro bacino di carenaggio.

L’incontro è continuato, all’interno dei locali dell’Ente, con l’apertura di un tavolo tecnico al quale parteciperanno gli industriali calabresi. L’obiettivo è quello di tracciare un percorso comune che dovrà portare a definire, ognuno nelle proprie competenze, l’indirizzo e la destinazione strategica futura da dare ai cinque porti interni alla circoscrizione dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio.

Molto soddisfatto dell’incontro si è manifestato il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio che ha dichiarato: «Ho apprezzato l’interesse che la classe imprenditoriale calabrese ha rivolto alle nostre infrastrutture portuali. – ha detto Agostinelli –. Abbiamo iniziato un cammino di sinergia e di strutturata collaborazione, convinti, ognuno nel proprio ruolo, che lo sviluppo della Calabria debba passare attraverso lo sviluppo dei trasporti e delle relative strutture logistiche. Il mio auspicio è quello di poter dare così spazio a numerosi progetti di crescita, capaci di offrire al territorio concrete ricadute economiche».

«Se vogliamo creare le condizioni perché questa regione possa competere in Italia e in Europa – ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Confindustria, Mazzuca – è necessario puntare sui fattori utili a sostenere e sviluppare la manifattura. Il Mezzogiorno ed il Mediterraneo sono tornati ad essere baricentrici rispetto allo scenario geoeconomico internazionale; un posizionamento strategico anche grazie al raddoppio del Canale di Suez che può rappresentare l’occasione per dare vita ad una grande piattaforma logistica che, grazie ai suoi porti ed alle sue autostrade del mare, può candidarsi al ruolo di player primario nel trasporto europeo ed internazionale di merci e di persone».

«Una prospettiva di sviluppo con vista finalmente da Sud – ha proseguito – che potrebbe avere tra gli attori fondamentali Gioia Tauro, vera e propria porta del Mediterraneo, in uno con tutta la rete dei porti esistenti. Pandemia, guerra e crisi energetica in atto, stanno imponendo l’accorciamento delle filiere. Saper attrarre investimenti dovrà essere uno dei principali obiettivi della Calabria che guarda allo sviluppo ed alla crescita economica e sociale. Non possiamo deludere i giovani che ci guardano con fiducia e speranza».

«Il porto di Gioia Tauro – ha detto – non può continuare ad essere un enunciato ricorrente per convegni ed incontri, serve saper concentrare impegno ed attenzioni per creare le condizioni ideali. Per tutte: Zes pienamente operativa, collegamenti ferroviari efficienti, aree di retro porto pronte ed attrezzate ad accogliere imprese ed investimenti in grado di imprimere una spinta significativa alla crescita dell’intero Paese».

«Attribuisco particolare valore strategico all’incontro svoltosi con l’autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio – ha dichiarato il presidente Ferrara – in quanto si apre una nuova pagina e si avvia un tavolo di lavoro e di cooperazione con gli attori protagonisti di questo fondamentale asset logistico. Definire un comune percorso di crescita che leghi il rafforzamento delle infrastrutture portuali con lo sviluppo del sistema produttivo calabrese si configura, altresì, come un valore rilevante e fondamentale per la crescita dell’intera regione».

«Solo attraverso il dialogo – ha proseguito – la condivisione e le sinergie, infatti, è possibile abbracciare un reale e concreto progetto di sviluppo economico, solido e di lungo periodo. Del resto Gioia Tauro, il più grande porto di transhipment del Mediterraneo, e le aree industriali della Calabria si configurano strategici nodi logistici industriali e commerciali, unitamente agli investimenti infrastrutturali, in corso, che consentiranno, alla nostra regione di assicurare una mobilità efficace ed efficiente con collegamenti autostradali all’altezza, con un sistema aeroportuale efficiente e con un funzionale percorso di Alta Velocità. Particolare attenzione, ovviamente, dovrà essere riposta, altresì, sulla funzionalità della zona retroportuale e sulla immediate operatività della ZES».

«Serve infatti – ha proseguito il presidente degli industriali calabresi – uno sforzo comune per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, incentivarle alla ricerca di nuovi mercati, facilitare gli scambi commerciali, attrarre e sviluppare le filiere industriali del futuro, rendere i retroporti calabresi importanti snodi produttivi e commerciali dotati di sistemi e servizi logistici avanzati».

«Per supportare la valenza strategica di tale processo di cooperazione – ha concluso – sono certo che interverrà in maniera efficace anche l’ente regionale al fine di sostenere le condizioni di contesto più idonee tese a consentire il raggiungimento degli obiettivi prefissati». (rrc)

CON I GASSIFICATORI AL LARGO DI GIOIA T.
UNA RISPOSTA ALLA CARENZA D’ENERGIA

di FRANCESCO RAO –  Quanti oggi sono impegnati a sostenere il superamento della crisi energetica, individuando il Porto di Gioia Tauro come luogo ideale per impiantare un rigassificatore, ieri si stracciavano le vesti per impedirne la realizzazione. Non è stata miopia.

È stata la solita inettitudine di quanti si confrontano guardando al passato senza considerare gli scenari del futuro.
L’opzione relativa all’installazione off shore di rigassificatori ancorati a largo, in modo tale da garantire anche una maggior sicurezza, potrebbe essere l’occasione giusta per avviare nell’arco di un tempo ragionevolmente contenuto molteplici opportunità, non solo ponendoci al riparo di una crescente crisi energetica ma guardando anche all’azione occupazionale, fenomeno sociale che non può e non deve essere più sottovalutato o sedato ricorrendo ai contributi assistenziali, erogati per lunghi periodi. 

Vista la crescente produzione agricola calabrese, nella quale oltre alla quantità sta emergendo la qualità, la piattaforma del freddo, collegata al processo di rigassificazione, potrebbe divenire l’ulteriore processo di sviluppo per il segmento agricolo, contribuendo a renderne strategicamente funzionale la rapida commercializzazione dei prodotti che proprio dalla scalo portuale di Gioia Tauro potrebbero raggiungere qualsiasi destinazione, godendo della naturale capacità di penetrare i mercati internazionali grazie alla prestigiosa riconducibilità  della produzione “made in Italy” e particolarmente ricercata dai sei milioni di Calabresi che vivono lontani dalla Calabria.

Per troppo tempo abbiamo evitato di sognare lo sviluppo del Meridione ponendo tra i pilastri destinati a sorreggere l’economia, l’occupazione e lo sviluppo l’agricoltura. 

Il Meridione, contrariamente a quanto scritto e reiteratamente fatto passare come oro colato, ha le carte in regola per contribuire con proprie risorse al superamento della crisi energetica del Paese, incidendo notevolmente per contribuire a superare di fatto una dipendenza “patologica”, emersa in questi ultimi mesi perché l’attuale Guerra tra Russia e Ucraina ha generato la fibrillazione del sistema, facendo schizzare in altro i prezzi ma presente nei fatti sin dalla crisi petrolifera del 1973. 

Per far riflettere i gentilissimi lettori vorrei richiamare alcune realtà regionali non valorizzate: quanto gas viene prodotto a Crotone? Quanta energia potrebbe essere prodotta ricorrendo alle centrali idroelettriche?
Quanti pannelli solari potrebbero essere posizionati sui tetti delle abitazioni e degli uffici pubblici Calabresi? Quanto biogas potrebbe essere prodotto, convogliando la capacità produttiva degli allevatori Calabresi? 

La constatazione dei fatti è scontata: potremo continuare a rimanere allacciati alle tradizionali reti del gas ed elettriche ma dovremmo farlo non solo per consumare e pagare ma per vendere risorse energetiche ed essere pagati. 

Da questa visione, richiestaci dalle pressanti esigenze contingenti, dovremmo riuscire ad attivare un processo di confronto a sommatoria positiva con l’intento di generare uno sviluppo strutturale capace di invertire l’attuale trend afferente all’economia Calabrese, ponendo le basi necessarie a mettere in atto una controtendenza nella quale non dovrà essere esclusa l’ipotesi di un ripopolamento demografico nel quale le nuove opportunità, scaturite dal nascente sviluppo improntato su una logica che guarda allo sviluppo sostenibile ed all’utilizzo delle energie rinnovabili, divenga l’occasione giusta per  incidere e rilanciare la crescita socio-economica, mantenendo alta l’attenzione sulla tenuta del sistema sociale, sempre più esposto alle criticità di un reddito pro capite che potremmo dire vicino alla soglia della povertà.  (fr)

[Francesco Rao è Presidente Dipartimento Calabria ANS Sociologi]

Ridotte le tasse d’ancoraggio per sostenere la crescita del Porto di Gioia Tauro

L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata da Andrea Agostinelli, ha ridotto le tasse d’ancoraggio per l’anno 2021per sostenere la crescita del Porto di Gioia Tauro e degli altri porti di competenza.

Nello specifico i benefici sono applicati a tutte le navi commerciali, ma non alle navi passeggeri, e si articolano in base alle diverse tipologie. 

Nel porto di Gioia Tauro, le portacontainer, e tutte le altre tipologie di navi, di stazza superiore alle 80 mila tonnellate avranno una riduzione del 100% sulle tasse previste dalle misure indicate all’art. 1 del D.P.R.107/2009. Mentre, per quelle di stazza fino a 80 mila tonnellate la riduzione sarà del 65%. Adeguato beneficio è stato pianificato anche per le navi car carriers. Nello specifico le navi di stazza superiore alle 30.000 tonnellate avranno una riduzione del 90%, mentre quelle di stazza fino a 30.000 tonnellate godranno di una riduzione pari al 65%.  

Il provvedimento sarà adottato fino alla concorrenza della somma pari a 1,5 milioni di euro, derivante dalla riduzione delle spese correnti dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, relative all’esercizio finanziario 2021.  

La somma disponibile sarà assegnata alle navi in relazione alla tipologia di traffico. In particolare, una quota parte della somma disponibile, pari al 3,5% del totale, è destinata al rimborso delle tasse d’ancoraggio corrisposte dalle car carriers. Mentre la somma residua sarà destinata al rimborso delle tasse d’ancoraggio corrisposte dalle navi porta contenitori e dalle altre tipologie di navi. 

Si tratta, comunque, di un plafond che potrà essere integrato dall’eventuale contributo dei Ministeri competenti e da contributi regionali o di altri soggetti.  (rrc)

Biondo (Uil Calabria): Si lanci a Gioia Tauro un polo di attrazione imprenditoriale

Il segretario generale di Uil CalabriaSanto Biondo, ha chiesto che «si lanci subito, in via sperimentale, a Gioia Tauro un polo di attrazione imprenditoriale che sappia valorizzare il trinomio per noi vincente: Zes, Mediterraneo e Gioia Tauro».

«Solo così – ha aggiunto – potremo essere consequenziali alle parole di elogio espresse dal ministro Giovannini rispetto all’hub portuale gioiese, di cui è stata esaltata l’unicità grazie alle possibilità di sviluppo del suo retroporto e della Zona economica speciale, ed a tutto il bacino del Mediterraneo».

«Dalle parole bisogna passare subito ai fatti – ha evidenziato – e fare di Gioia Tauro una delle più importanti aree industriali del Sud e così facendo tornare a dare una missione produttiva al Mezzogiorno. Noi lo diciamo da tempo che il trinomio Zes, Mediterraneo e Gioia Tauro potrebbe essere la carta vincente per il rilancio economico e sociale non solo della Calabria ma di tutta l’area meridionale dell’Italia e, sino ad oggi, ci ha sempre sorpreso che questa idea non sia stata focalizzata e pienamente sviluppata, dando alla stessa una valenza strategica per l’intera economia italiana, dal Governo e della politica nazionale».

«In questi ultimi anni – ha proseguito – la pandemia prima e la guerra in Ucraina dopo, hanno provocato stravolgimenti importanti sullo scacchiere geopolitico internazionale ed hanno obbligato le aziende, soprattutto quelle manifatturiere, a rivedere le loro filiere, a ridurre le proprie catene del valore, e le costringeranno a ricercare la massima autonomia per sganciare la propria crescita da qualsiasi avvenimento di natura geopolitica che si dovesse registrare nel mondo».

«Ora che anche il progetto della “Via della seta” – ha detto ancora – sta subendo un brusco stop dovuto al conflitto inspiegabile voluto dall’autocrazia russa nella vicina Ucraina, poi, appare come non più rinviabile un grande investimento su Gioia Tauro per riportare in Italia, attraverso il sostegno concreto alla politica di reshoring, quelle aziende che hanno deciso di investire all’estero e puntare forte su Gioia Tauro con un progetto che sia attrattivo ed appetibile per queste aziende».

«Magari, come abbiamo avuto modo di dire in tempi non sospetti – ha concluso – coinvolgendo l’Autorità portuale e cedendo in affitto, simbolicamente ad un euro, i capannoni industriali dismessi presenti nell’area retroportuale e dando vita a Gioia Tauro ad un polo industriale e manifatturiero all’avanguardia». (rcz)

La bella giornata calabrese di Dubai: protagonisti il Porto di Gioia, le Zes, il Mediterraneo

Obiettivo Calabria. Una nuova porta per l’Europa. Ma lo sarà davvero? Sicuramente, se ci sarà l’impegno effettivo del Governo e la volontà di rilanciare la nostra regione che, come più volte detto, è fondamentale per la ripartenza. Se rinasce il Sud rinasce l’Italia, avevano detto non troppi mesi addietro. Un claim che ormai sembra un disco rotto, ma che dovrebbe essere, invece, il manifesto del Governo per una nuova primavera del Sud e, soprattutto, della Calabria.

Non a caso, è all’Expo di Dubai che si è deciso di parlare di Calabria, con una giornata dedicata interamente alla nostra regione, con ospiti illustri come i ministri Mara Carfagna ed Enrico Giovannini, figure chiave per il rilancio e la rinascita della nostra regione.

Ma andiamo in ordine. Il dibattito, aperto dal giornalista del Corriere della SeraFrancesco Verderami, si è aperto con il Porto di Gioia Tauro. Ai presenti è stato illustrato, tramite un video suggestivo, l’importante infrastruttura e le sue navi. Presente, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli.

La ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel suo intervento ha presentato le Zes, sottolineando che «le nuove Zone Economiche Speciali saranno gli snodi di un sistema altamente efficiente di collegamenti ferroviari, portuali e stradali. Grazie alle risorse nazionali ed europee, nei prossimi anni puntiamo a costruire nei prossimi cinque anni veri hub intermodali, affinché le rotte commerciali che provengono dall’Estremo Oriente e dall’Atlantico possano trovare una porta d’ingresso verso l’Europa e un link privilegiato con le aree a più alto tasso di sviluppo del Nord Africa».

«Siamo convinti – ha spiegato il ministro Carfagna – che il prossimo decennio vedrà una crescente centralità del Mediterraneo, nella sua dimensione allargata alla Penisola Arabica, negli scenari economici, energetici, culturali e politici. L’ampliamento del Canale di Suez, la crescita degli scambi commerciali tra le due sponde del Mare Nostrum, l’emergere dell’Africa come grande e crescente mercato di produttori e consumatori, la costruzione di nuove infrastrutture energetiche tra Medio Oriente e Europa e tra Africa e Europa: è indubitabile che dal Mediterraneo allargato passerà una parte rilevante della riconfigurazione degli equilibri geopolitici del pianeta».

«L’Italia si candida, con il suo Sud, a diventare un vero e proprio hub logistico, energetico e produttivo dell’intera regione mediterranea. È una scelta strategica e lungimirante, fortemente voluta dal governo Draghi con il PNRR» ha annunciato la ministra.

È un progetto che vede le ZES tra le principali protagoniste: «Sono aree portuali, retroportuali e industriali dove puntiamo ad attrarre imprese e nuovi investimenti grazie a un nuovo modello a burocrazia zero e tassazione ridotta, oltre a ingenti investimenti infrastrutturali nei porti, nelle reti ad alta velocità e nel sistema stradale».

«La Calabria – ha detto la ministra – è una regione troppo a lungo giudicata marginale in Italia: oggi all’Expo di Dubai abbiamo avuto l’occasione di raccontarla come merita, a cominciare dal valore della sua portualità e delle prospettive che si aprono nel futuro. Gioia Tauro è già oggi il primo porto italiano, il sesto del Mediterraneo allargato e l’ottavo in Europa».

«Sono certa che con l’imponente piano di infrastrutturazione previsto dal Pnrr e il nuovo impulso per la Zes calabrese questa performance potrà essere ulteriormente migliorata» ha detto ancora, spiegando che «la Zes Calabria potrà contare su 111,7 milioni di euro, che andranno a modernizzare e rafforzare il porto e l’area industriale di Gioia Tauro (43,5 milioni di euro per il potenziamento del raccordo stradale con i corridoi europei, il primo lotto di collegamento con la SS18 e il completamento della banchina di ponente) e altre importanti aree industriali, come quelle di Rosarno e Sibari. I porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni avranno a disposizione rispettivamente 6,5 e 4 milioni per opere infrastrutturali».

«Tra il PNRR e il Fondo Complementare – ha spiegato – ci sono 11,2 miliardi di euro per completare la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, con l’abbattimento dei tempi di percorrenza di 80 minuti e un consistente aumento del numero dei treni. Insomma, i cittadini calabresi, le aziende che già ci sono, e gli investitori che vorranno scommettere su questa terra, saranno nell’arco di cinque anni protagonisti dello sviluppo di una grande piattaforma logistica e produttiva al centro del Mediterraneo e collegata al resto d’Europa».

Importante, l’intervento, in videoconferenza, del Procuratore Nicola Gratteri, che ha ribadito come «il porto di Gioia Tauro è una grande opportunità non solo per la Calabria ma per l’Italia ma secondo me è sfruttato al 20% del suo potenziale. Non vogliamo un porto di Gioia Tauro che serva solo perché le grandi navi scarichino i container e dopo tre giorni gli stessi container in una nave più piccola vengono portati al porto di Genova».

«Non è questo che vogliamo per la Calabria o l’Italia – ha ribadito –. Dietro il porto di Gioia Tauro ci sono ettari ed ettari di terreno mai utilizzato messo a disposizione delle aziende, perché in queste vicende non c’è stata programmazione, perché c’è stato un totale abbandono soprattutto da parte della politica calabrese e della politica meridionale, perché noi non possiamo pensare che i problemi del Sud li possano risolvere i parlamentari del Nord».

«Io come ogni calabrese – ha proseguito – spesso parlo male della mia terra perché la amo e proprio perché la amo ne posso parlare male. Ma io sogno per la Calabria le stesse infrastrutture che ci sono in Veneto e in Emilia Romagna, di questo abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, siamo stanchi di questo assistenzialismo, siamo stanchi di queste mance che ciclicamente i vari governi ci propinano. Non abbiamo bisogno di questo. L’assistenzialismo porta solo al vagabondaggio e al lavoro nero, non alla produzione».

«Voglio un porto di Gioia Tauro – ha detto – dove ci sia una ferrovia in modo che il container possa arrivare velocemente al Nord e in Europa, di una ferrovia che porti le merci sotto la pancia dell’aereo all’aeroporto di Lamezia, ho bisogno dell’Alta Velocità. Ho avuto il piacere di incontrare il professore Giovannini, il ministro delle Infrastrutture, e abbiamo parlato proprio di questo. Ho detto al ministro “voi pensate alle opere pubbliche, alla ‘ndrangheta ci pensiamo noi”. Ho esagerato nel senso che ho usato un parolone, ma non volevo che fosse un’occasione persa per la Calabria».

«Noi – ha rilevato Gratteri – abbiamo bisogno dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, poi ho visto scientificamente, dopo 20 giorni, uno studio privato che diceva che non era conveniente l’alta velocità. Ma ancora stiamo a parlare se infrastrutture così sono convenienti? Ogni mattina partono dalla Calabria 20 autobus per il Nord: se ci fosse l’alta velocità certamente la gente non andrebbe a mettersi come sardine e stare dicdici ore per arrivare a Milano o Torino. Abbiamo bisogno come il pane dell’infrastruttura dalla Salerno-Reggio Calabria, della Reggio Calabria-Taranto, finalmente una strada a due corsie tutta intera e non a spezzatino. Io ancora non ho visto soldi stanziati per l’intera rete».

Mi auguro – ha concluso Gratteri – che i ministri che oggi avete invitato vi stiano vicini e abbiano a cuore del infrastrutture di cui il Sud ha bisogno più del pane».

Nel suo intervento, sempre in video conferenza, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha ringraziato «i ministri Carfagna, che è sempre disponibile con la Calabria, e Giovannini, col quale ci stiamo sentendo spesso nelle ultime settimane per discutere dell’Alta velocità, sulla quale non indietreggiamo di un millimetro, e anche per le altre infrastrutture strategiche per la Regione, come la Statale 106».

«Con il ministro Carfagna – ha spiegato – abbiamo condiviso l’idea di presentare il porto di Gioia Tauro e la Zona economica speciale del porto nella stessa giornata in cui il governo presentava il sistema delle Zes in Italia. La mia idea è che la Zes di Gioia Tauro sia la più importante per il Paese, proprio perché è a ridosso di un porto che è il più strategico d’Italia come hanno detto gli ospiti presenti oggi a Dubai».

«Ho voluto dedicare questa giornata al porto di Gioia Tauro – ha proseguito – perché l’Italia si è dimentica del Mediterraneo nel corso degli anni e soprattutto si è dimenticata di avere nel cuore del Mediterraneo un porto straordinario, quello di Gioia Tauro, che si è sviluppato più per inerzia che per volontà politica, ma che è diventato una delle principali infrastrutture del sistema europeo e mondiale».

«Parliamo di un porto – ha spiegato – nel quale i terminalisti stanno investendo centinaia di milioni di euro negli ultimi anni, con guadagni molto rilevanti nel transhipment. È un peccato che tutto ciò non riverberi sviluppo in Calabria, nel Mezzogiorno e nel Paese, attraverso la crescita di attività industriali in quell’area. Sono molto felice dell’intervento del procuratore Gratteri, perché un altro luogo comune che dobbiamo sfatare è quello per il quale in Calabria non si possa investire perché c’è la ‘ndrangheta. Non deve essere così. La ‘ndrangheta fa schifo, ma non deve diventare un alibi per non fare gli investimenti».

«Ho voluto presentare il porto di Gioia Tauro – ha detto ancora – a Dubai perché credo che una Regione si sviluppa solo creando opportunità, affinché gli imprenditori locali possano avere occasioni e lavorare meglio».

Inoltre, il Governatore ha ribadito che «il porto di Gioia Tauro si sviluppa se riesce ad attrarre investimenti. Sorgenia, ad esempio, ha in pancia un investimento per la costruzione di un rigassificatore a Gioia Tauro, con tutte le autorizzazioni già pronte, anche se da aggiornare. Su questo progetto chiederemo al governo di accelerare l’iter, perché Gioia Tauro si doti di questa importante opera nel settore energetico».

«Tra l’altro – ha detto – anche il presidente Draghi ha rimarcato recentemente l’intenzione di voler investire sui rigassificatori nel nostro Paese. Noi vorremmo collegare al rigassificatore anche la piastra del freddo. Gioia Tauro in questo modo potrebbe produrre surgelati per metà Europa, una possibilità incredibile per tutto il territorio. Ad esempio Msc, il principale terminalista del porto, è anche il maggior distributore di generi alimentari via nave. Appena faremo questo investimento, la Zes di Gioia Tauro potrebbe diventare un grande distretto dell’agroalimentare che valorizza anche l’agricoltura calabrese».

«Credo che la Calabria – ha concluso – possa essere una terra di grandi opportunità. Il presidente della Regione deve occuparsi di emergenze, ma deve avere anche la capacità di pensare al futuro».

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha evidenziato come «la Calabria, con le sue risorse naturali e produttive e le sue opportunità di sviluppo e di competitività, è protagonista a Expo Dubai».

«La giornata dedicata alla nostra regione – ha aggiunto – è una vetrina importante per mostrare a livello internazionale quanto abbiamo da offrire a livello ambientale, economico e turistico. Grazie anche alla straordinaria attenzione riservata dal Governo, la Calabria è pronta a svelare la sua bellezza al mondo».

«Al nostro territorio – ha illustrato – sono destinati ben 7 miliardi di euro per le infrastrutture nel periodo 2022-2026: risorse che saranno destinate all’Alta velocità e al rafforzamento delle ferrovie regionali, all’edilizia residenziale e alla rigenerazione urbana, oltre che al potenziamento della Zona Economica Speciale e dei porti, a iniziare da quello di Gioia Tauro che deve diventare l’hub logistico, produttivo e commerciale del Mediterraneo».

«Nello specifico – ha spiegato ancora – sono stati stanziati 111 per la Zes Calabria che consentiranno di realizzare collegamenti più efficaci tra le zone industriali e la rete infrastrutturale. Abbiamo stanziato anche 1,4 miliardi di euro per la transizione ecologica del territorio, con l’obiettivo di promuovere la crescita compatibile con l’ambiente nella nostra regione. Accanto alle misure di politica industriale, infatti, abbiamo messo in campo interventi a favore delle aree interne, dei Comuni e delle realtà locali. Con il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Calabria, ‘Svelare Bellezza’, abbiamo adottato un piano straordinario per la crescita e la valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche e culturali del territorio».

«Stiamo investendo risorse senza precedenti – ha concluso – per favorire il rilancio della nostra regione, che si candida a diventare il motore dello sviluppo del Mezzogiorno e il centro e di attrazione di nuovi investimenti». (rrm)

Il Pd in Consiglio regionale: Regione chiarisca su connessione intermodale nel Porto di Gioia Tauro

I i consiglieri regionali del Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti hanno chiesto alla Giunta «quali azioni intende intraprendere e quali interventi intende attuare affinché si completi il trasferimento della proprietà del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando dal CORAP alla Regione e alla società RFI e si permetta di portare a termine i lavori secondo programmazione e nei tempi previsti».

Nell’interrogazione, a risposta scritta, i consiglieri regionali hanno ricordato come «il Porto di Gioia Tauro è il più grande presente in Italia e grazie alla sua posizione geografica riveste un ruolo di infrastruttura di importanza strategica per l’intero Mediterraneo e rappresenta uno snodo nevralgico per la logistica nazionale e internazionale la funzione di Gateway del porto di Gioia Tauro non è pienamente operativa mancando di una rete ferroviaria moderna che assicuri una connessione intermodale efficiente con l’entroterra, in grado di garantire un trasferimento veloce delle merci dallo scalo portuale verso il resto del Paese, dell’Europa e viceversa».

«L’offerta di trasporti intermodali – si legge ancora nell’interrogazione dem – da e per Gioia Tauro risulterebbe potenziata attraverso un’opera di adeguamento della struttura di collegamento ferroviario tra il terminal portuale e la rete ferroviaria di RFI. Con un ritardo di quasi un anno, nel mese di maggio 2021, con delibera n. 221, la Giunta regionale esprimeva formale intesa su quanto indicato all’articolo 208 del decreto-legge 34/2020, grazie al quale si perfezionava il trasferimento a titolo gratuito del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando e il relativo impianto a RFI».

«Pertanto a RFI – proseguono i consiglieri del Pd – quale gestore dell’infrastruttura nazionale,  spetta il processo di ammodernamento e di adeguamento di questa linea ferroviaria agli standard della rete nazionale ed europea. Ancora oggi non è stato completato il trasferimento del raccordo ferroviario Rosarno-San Ferdinando e del relativo impianto a RFI e che in fase di ricognizione dei beni oggetto del trasferimento è risultato che le particelle catastali interessate dal tratto ferroviario in questione sono di proprietà del Corap e addirittura alcune di esse di proprietà di privati e che il mancato perfezionamento del trasferimento ha determinando la sospensione delle operazioni di intervento di ammodernamento del raccordo da parte di Rfi. Inoltre, il Pnrr ha previsto risorse pari a 60 milioni di euro per la realizzazione di interventi di potenziamento del collegamento ferroviario del porto di Gioia Tauro che non possono essere dispersi».

I consiglieri, poi, hanno ricordato che «le attività di ricognizione dei beni oggetto di trasferimento definitivo a RFI sono state avviate nel mese di novembre 2020 e, ad oggi, gran parte delle aree interessate risultano correttamente intestate  all’Asireg/Asi, odierno Corap, mentre una limitata parte presenta alcuni disallineamenti di natura catastale, in corso di risoluzione, dal momento che dette aree sono parzialmente occupate dalla rete ferroviaria e non correttamente volturate all’epoca della realizzazione dell’infrastruttura».

«Questo processo – concludono i consiglieri dem – dovrà essere concluso nel mese di dicembre 2022 per consentire il completamente dei lavori entro il 2026 ed è chiaro, dunque, che non si può più perdere tempo se non si vogliono perdere risorse e si vuole davvero investire sullo sviluppo del porto».  (rrc)

IL GATEWAY FS DEL PORTO DI GIOIA TAURO
È BLOCCATO DA UN CAVILLO BUROCRATICO

Il primo passo “storico” per il Porto di Gioia Tauro è stato fatto con il Gateway ferroviario, che permette il passaggio diretto dei container nel mercato nazionale ed internazionale, tramite ferrovia, ma si potrebbe fare di più, se «non ci fosse un cavillo burocratico che blocca il collegamento del porto e la rete dell’alta velocità», come ha denunciato la deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio.

La parlamentare, infatti, ha chiesto che la «Regione e il Corap si attivino al più presto per trasferire ad Rfi le aree necessarie per realizzare il collegamento ferroviario fra il porto di Gioia Tauro e la rete ad Alta velocità».

Questo perché «un cavillo burocratico non può e non deve bloccare il pieno sviluppo di una delle più importanti infrastrutture del Mediterraneo».

Infatti, nei piani che il Governo ha per la Calabria, dei 61, 4 miliardi stanziati, 54.819 sono la rete ferroviaria, e 8.690 per il trasporto rapido di massa. Insomma, non si tratta di spicci, ma di somme importanti che potrebbero essere il primo passo per un punto di svolta per la nostra regione.

La parlamentare, infatti,  ha presentato in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, una interrogazione sul collegamento ferroviario fra il porto di Gioia Tauro e la rete dell’Alta velocità: «Con questa iniziativa parlamentare – ha spiegato la deputata dem – si è inteso sollecitare la soluzione dei problemi legati alla titolarità di alcune particelle catastali che di fatto impediscono la realizzazione dell’opera».

Nella risposta, infatti, è stato ricordato che «il Pnrr ha previsto risorse pari a 60 milioni di euro per la realizzazione di interventi di potenziamento del collegamento ferroviario del porto di Gioia Tauro» e che gli interventi consistono «nel raddoppio della bretella di collegamento tra San Ferdinando e Rosarno; nella sistemazione dell’impianto di Rosarno per la realizzazione di almeno un binario con modulo pari a 750 metri; nella revisione della stazione di San Ferdinando per la realizzazione di binari con modulo pari a 750 m e nell’ammodernamento dei sistemi di sicurezza e segnalamento».

Insomma, l’oggetto della discussione è stato messo in secondo piano, mentre è stato dato ampio spazio alla stazione di Rosarno e al collegamento con San Ferdinando, che sono comunque importanti importanti come infrastrutture, ma il porto?

Quali sono, davvero, le intenzioni su una infrastruttura che è rinata ed è diventata un’eccellenza grazie alla guida sapiente del presidente Andrea Agostinelli e che, nel mese di febbraio, ha registrato l’attracco di 15 navi in contemporanea?

«Il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) – ha spiegato la Bruno Bossio – pur confermando in pieno l’esecuzione, entro il 2026, del collegamento fra aerea portuale e linea ferroviaria, non fa piena luce sulla questione che ho sollevato e che purtroppo è dirimente. Non sfugge che su questa opera da anni pesano insidie e rallentamenti legati proprio al trasferimento di alcuni terreni oggetto dell’intervento».

«Già nel 2020, a mia firma – ha ricordato – è stata approvata in commissione bilancio una norma che perfezionava il passaggio del tratto ferroviario dal Corap, alla Regione e poi ad Rfi. Ebbene, sono trascorsi quasi due anni e ci ritroviamo in una condizione di totale incertezza, che limita fortemente le potenzialità del più grande terminal di transhipment presente in Italia, uno dei più importanti hub del traffico containers nel bacino del Mediterraneo».

«Accolgo – ha concluso – con favore le precise indicazioni che oggi sono arrivate dal ministero sulla determinazione di portare a compimento l’opera – nei tempi e nella copertura finanziaria – ma credo che sia urgente e necessario un definitivo intervento affinché la Regione trovi uno sbocco positivo e metta fine a questa storia infinita. Un problema di ordine burocratico non si riveli un reale impedimento per il pieno sviluppo del porto di Gioia Tauro».

Un intervento, quello della Regione, che si rende necessario, soprattutto se, c’è l’accordo procedimentale per la riqualificazione e ammodernamento del retroporto, per cui sono stati stanziati 6 milioni di euro.

Quella dell’alta velocità, dunque, è una possibilità da non sottovalutare, considerando che Gioia Tauro e il suo porto sono fondamentali e lo stesso ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha riconosciuto nella nostra infrastruttura «un’eccellenza nazionale che si inquadra nella strategia complessiva di integrare la logistica nazionale con quella europea».

Nella sua visita al Porto – avvenuta di recente – Giovannini ha ricordato come «Gioia Tauro è una realtà straordinaria, unica, che può diventare motore di cambiamento non solo per il trasporto marittimo, ma anche per tutte le attività economiche collegate. Abbiamo bisogno di investire in questa direzione». (rrm)

 

Il ministro Giovannini: Il Mims investirà nei prossimi 10 anni 7 miliardi in Calabria

Con il Pnrr e gli altri fondi nazionali il Mims investirà in Calabria, nei prossimi 10 anni, circa 7 miliardi di euro. È quanto è emerso dalla visita al Porto di Gioia Tauro del ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che ha ribadito come «il porto di Gioia Tauro è un’eccellenza che si inquadra nella strategia complessiva di integrare la logistica nazionale con quella europea».

Il Ministro, accompagnato dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dal sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio, dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, e dai rappresentanti delle autorità locali, ha visitato i terminal operativi, il gateway ferroviario e il cantiere Fincosit finanziato con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

«Gioia Tauro è una realtà straordinaria, unica – ha aggiunto il Ministro – che può diventare motore di cambiamento non solo per il trasporto marittimo, ma anche per tutte le attività economiche collegate. Abbiamo bisogno di investire in questa direzione».

«Oltre all’alta velocità ferroviaria, le risorse saranno destinate al potenziamento dei porti, alla Statale Jonica e ad altri interventi – ha concluso il Ministro Giovannini – che consentiranno alla regione di fare un salto di qualità».

Per quanto riguarda il potenziamento della strada statale SS106 Ionica il Ministro ha ricordato l’investimento di 200 milioni di euro previsto grazie all’anticipazione del Fondo Sviluppo e Coesione, risorse che serviranno a avviare i lavori fino a Crotone. Con Anas si stanno valutando i passi successivi.

«Confido nell’apertura di credito verso la Calabria», ha dichiarato il Governatore Occhiuto, assicurando che «la Regione farà la sua parte per superare tutto quanto è in suo potere per rimuovere gli ostacoli che ne frenano lo sviluppo».

«In questo senso, oggi – ha proseguito – sono molto contento della presenza a Gioia Tauro del ministro Giovannini, con il quale ho discusso a lungo per risolvere velocemente tutto ciò che è di nostra competenza – con il nuovo ruolo del Corap e la tranquillità dei suoi dipendenti – per definire ogni questione che porti ad una rapida soluzione che sblocchi le iniziative e i collegamenti intermodali al servizio del porto».

«Inoltre – ha continuato il presidente della Regione – ho dato mandato ai capi dipartimento della Regione affinché, entro mercoledì, riferiscano la quantità della spesa che può essere realizzata con i fondi europei giacenti, altrimenti siamo dell’idea di sottoscrivere un accordo con il Governo affinché le risorse che potremmo perdere entro il 31 dicembre, siano riallocate per la realizzazione di infrastrutture strategiche».

«Voglio ricordare – ha concluso – che per completare la statale 106 ionica fino a Catanzaro mancano cinque miliardi di euro, a fronte di una dotazione attuale pari a settecento milioni di euro, mentre non vi è alcuna progettazione per quel che riguarda la parte di tragitto per Reggio Calabria. Questo porto – ha detto Occhiuto – è cresciuto e si è sviluppato talvolta nell’indifferenza nazionale e della comunità calabrese. Oggi, un ministro e il Presidente della Regione stanno lavorando insieme per dimostrare all’Italia che la Calabria, con le sue infrastrutture d’eccellenza, contribuisce in maniera determinante allo sviluppo della comunità nazionale». (rrc)

 

Occhiuto: Un tavolo operativo per rilanciare attività Zes a Gioia Tauro

«A breve, presso la Cittadella regionale, istituiremo un tavolo operativo con gli assessori e i direttori generali competenti per materia, e con la partecipazione del commissario alla Zes, Federico D’Andrea e dell’ammiraglio Andrea Agostinelli». È quanto ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a seguito della visita al porto di Gioia Tauro.

Il Governatore, accompagnato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Agostinelli, ha visitato il porto di Gioia Tauro, «uno degli hub commerciali più importanti del Mediterraneo – ha spiegato il Governatore – una realtà che negli ultimi decenni ha registrato, nonostante l’inerzia della politica, una crescita straordinaria e di vitale importanza per la nostra Regione».

«È mia ferma intenzione – ha ribadito Occhiuto – quella di dare ulteriore impulso soprattutto allo sviluppo all’attività retroportuale – ancora non adeguatamente sviluppata -, anche in connessione con la Zona economica speciale, che ci dà grandi opportunità ma che deve essere sfruttata meglio e con una strategia mirata per attrarre gli investimenti».

«Il mio governo regionale – ha aggiunto – crede nelle potenzialità del porto di Gioia Tauro, ed anche per questo a fine mese saremo a Dubai, all’Expo, per raccontare al mondo – nel corso del Calabria day – le potenzialità del nostro porto e della nostra Zes: un unicum per il Sud Italia, un vero e proprio corridoio commerciale che ha solo bisogno di essere implementato».

«È giunta l’ora di accelerare e di lavorare con maggior convinzione per sfruttare al massimo le potenzionalità del porto di Gioia Tauro», ha concluso Occhiuto. (rrc)