Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha reso noto che la scorsa domenica al Porto di Gioia Tauro «sono state registrate ben 15 navi attraccate in contemporanea lungo le banchine».
«Un guinness da primato – ha spiegato Auddino – per il porto gioiese che continua a registrare successi tanto da essere ormai in vetta alle classifiche internazionali dei traffici marittimi. Grande è la mia soddisfazione se penso che solo qualche anno fa il porto sembrava destinato a un rapido ed inesorabile declino, tra diminuzioni di traffico del transhipment, cassa integrazione e licenziamenti; ma ho sempre creduto nelle sue potenzialità anche nei momenti più bui e fin dall’inizio del mio mandato da parlamentare ho scommesso sul successo di questa infrastruttura e sui benefici che essa avrebbe potuto dare a tutto il territorio. Ed ho avuto ragione».
«Si tratta di traguardi raggiunti attraverso un costante lavoro di squadra – ha proseguito Auddino – con i Governi Conte 1 e Conte 2 ed il Presidente Agostinelli, che ha saputo dare corpo al progetto di rilancio del porto con risultati tangibili. Il segnale più grande dell’inversione di rotta è arrivato a maggio 2020, quando al porto è approdata la Msc Sixin, una delle più grandi navi portacontainer al mondo con i suoi 400 metri di lunghezza e i 62 metri di larghezza».
«Un’imbarcazione da 23.600 Teus – ha proseguito – numeri mai visti prima da queste parti. Oggi le grandi navi continuano a giungere al Porto di Gioia Tauro: dopo aver attraversato il canale di Suez entrano nel mercato italiano solo attraverso lo scalo calabrese, per poi proseguire il viaggio verso i mercati europei. La posizione baricentrica nel bacino del Mediterraneo e la profondità dei fondali pari a 18 metri grazie alle operazioni di dragaggio operate dall’Autorità Portuale, fanno del Porto uno dei principali punti di riferimento del transhipment mondiale, fiore all’occhiello della Calabria». (rp)
La Corte dei Conti ha approvato la gestione 2020 dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidato da Andrea Agostinelli.
«Dal resoconto – si sottolinea – è emersa una complessiva gestione positiva dell’Autorità portuale che gestisce uno snodo strategico nel traffico di merce a mezzo container nel Mediterraneo, e comprensivo dei porti di Gioia Tauro, Taureana di Palmi, Crotone, Corigliano Calabro e dello scalo di Vibo Marina».
«Con una movimentazione di 3.193.364 TEU (2.522.876 nel 2019), pari al 78% (70% nel 2019) del totale nazionale – si legge in una nota – il porto di Gioia Tauro si conferma leader nel segmento del transhipment, con un andamento 2020 che conferma il rilancio dell’infrastruttura, nonostante il calo mondiale di circolazione merci dovuto alla pandemia»
Sono, infatti, risultati «tutti positivi i saldi principali 2020 e tutti in miglioramento sul 2019 malgrado la crisi pandemica. L’avanzo finanziario nella competenza dell’esercizio è di 10,5 milioni di euro, con un risultato parte corrente di 11,9 milioni. L’avanzo di amministrazione è di 131,7 milioni di euro, con una quota vincolata di 91,17 milioni, di cui 1,3 milioni destinati al fondo trattamento di fine rapporto, 10,80 milioni al fondo per rischi, oneri e contenzioso e 79,06 milioni alla realizzazione di opere e lavori secondo previsioni del POT. Rientra nella disponibilità gestionale dell’Ente la parte residua di 40,49 euro milioni. L’avanzo economico è positivo per 12,2 milioni euro. Il patrimonio netto, a fine esercizio 2020, raggiunge 128,4 milioni e la consistenza di cassa è di oltre 151 milioni di euro».
Scorrendo i dati più significativi, viene evidenziato, anche il miglioramento della capacità di riscossione dell’Ente, che passa dal 72% del 2019 al 92% del 2020. Tra i limiti evidenziati l’assenza dei piani regolatori portuali (PRP) di Gioia Tauro, Crotone e Corigliano Calabro, non ancora approvati per mancanza dei prescritti, rispettivi pareri, hanno indotto la Corte a ribadire, in linea con le precedenti relazioni, che «l’adozione del PRP, strumento fondamentale per la corretta pianificazione dello sviluppo strutturale dell’ambito portuale, è da considerarsi non più rinviabile».
«Dalle analisi di contesto, la sezione – conclude la nota – valutando l’aumento dei residui attivi e passivi riferiti agli anni precedenti, rimarca quanto già espresso nei referti precedenti, affinché si definisca l’effettivo incasso dei finanziamenti in conto capitale, per avviare/completare le opere programmate, auspicando un’azione di pungolo ed indirizzo in tal senso anche da parte del Ministero vigilante. I magistrati contabili ritengono, infine, “necessaria, per il futuro, l’adozione, di uno strumento di pianificazione che includa in un cronoprogramma raccordato con le risorse di bilancio, le opere già programmate e quelle future». (gsp)
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha reso noto che il gateway ferroviario del Porto di Gioia Tauro è operativo e che «il trasporto merci su binari verso il resto del Paese e verso l’Europa è realtà».
«Questo è il risultato del costante lavoro iniziato nel 2018 – ha spiegato il parlamentare – anche grazie al prezioso operato del neo Presidente Agostinelli, allora Commissario, che ha saputo dare continuità al progetto di rilancio del porto che abbiamo messo a punto con il Governo Conte 1. Uno dei tanti obiettivi che mi ero posto, consapevole delle enormi potenzialità del Porto di Gioia Tauro, era l’ampliamento della attività di transhipment dello scalo con il trasferimento delle merci anche su ferro, attraverso il potenziamento della linea ferroviaria affinché il porto diventasse intermodale. Adesso un altro obiettivo è stato raggiunto!».
«Il Porto di Gioia Tauro, oggi, è d’impulso all’economia della Calabria, anzi, dell’intero Paese: ciò sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa» ha detto ancora Auddino, sottolineando che «quando le idee ci sono e si lavora instancabilmente e con convinzione per realizzarle, i risultati non tardano ad arrivare».
«Altre sfide ci aspettano per lo scalo gioiese – ha concluso – soprattutto per la riqualificazione dell’area retroportuale di cui mi sto occupando e che, a breve, avrà il suo progetto esecutivo». (rp)
«Il Porto di Gioia Tauro, al centro del corridoio (da Suez a Gibilterra) tra i più trafficati al mondo, è decisivo per il futuro della Calabria nella prospettiva mediterranea ed europea. Il Consiglio regionale garantisce il sostegno incondizionato per una sempre più intensa valorizzazione del Porto di Gioia Tauro». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, all’incontro con il presidente dell’ “Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio”, Andrea Agostinelli.
Mancuso, inoltre, si è complimentato con Agostinelli «perché questo vistoso cambio di marcia a Gioia Tauro è dovuto ad una governance di comprovata esperienza che fa ben sperare anche per l’accrescimento della competitività dei porti di Crotone, Corigliano, Palmi e Vibo Valentia».
Il presidente Agostinelli ha puntualizzato: «L’imponente rete di connessione, con 120 porti di tutto il mondo settimanalmente collegati con i servizi di transhipment che transitano da Gioia Tauro e che la Calabria mette a disposizione dell’Italia e dell’Europa, ci dice che il Paese per ripartire deve puntare su eccellenze come questa che in piena pandemia, mentre gli altri porti hanno subito una forte flessione, ha registrato un +26% dei traffici».
Si è detto «soddisfatto per l’attenzione che la Regione dimostra verso una realtà in cui ormeggiano le più grandi navi del mondo e che impegna 1500 portuali e, con l’indotto, dà occasioni di lavoro a 3000 persone».
Ha illustrato la gamma degli interventi «pianificati per assicurare l’ulteriore crescita del Porto che mantiene il primato nazionale nel settore del transhipment, grazie anche alla presenza di un armatore come Aponte che gestisce oltre 400 portacontainer ed è la prima compagnia merci al mondo».
Ha sottolineato «il risultato storico della stazione ferroviaria dedicata al Porto che aiuterà lo sviluppo dell’intermodalità, perché i porti sono sì efficienti terminal per il carico e scarico delle merci, ma anche un potenziale di collegamenti con ogni angolo del pianeta e centri logistici specializzati per la spedizione di ogni tipo di carico soprattutto via terra».
Entrambi, tuttavia, non hanno sottovalutato le “persistenti criticità del territorio”: carenza di infrastrutture, un retroporto (tra i più imponenti d’Italia) da sviluppare e da interfacciare con gli snodi del Paese, la messa in moto della Zes per attrarre investimenti e la presenza invasiva della criminalità.
«Tutto ciò deve indurre – ha affermato Mancuso – a un sussulto di responsabilità e a una sinergica collaborazione fra istituzioni ad ogni livello, perché non è accettabile che si abbia uno scalo d’importanza mondiale e accanto un’area depressa che stenta a cogliere le opportunità per promuovere ricchezza e nuova occupazione».
Agostinelli e Mancuso hanno convenuto che l’obiettivo «è fare del sistema portuale anche un luogo di trasformazione dei flussi di merci, affinché il Porto sia concepito non soltanto come un’infrastruttura materiale, ma come un propulsore di sviluppo e di valore aggiunto con impatti sull’economia del territorio in cui il Porto insiste».
Il presidente Mancuso ha invitato l’ammiraglio Agostinelli in Consiglio e ha commentato: «La nuova narrazione della Calabria per contrastare preconcetti e pregiudizi, deve contare su eccellenze come il Porto di Gioia Tauro che, attraverso i successi di cui dà prova, dimostra che la Calabria ha tutto ciò che serve per agganciarsi alla ripresa globale e contribuire alla ricostruzione dell’economia nazionale». (rrc)
La Regione pronta a sostenere, attraverso tutti gli Assessorati, lo sviluppo dello scalo portuale di Gioia Tauro in base ai diversi settori di competenza. È il fulcro dell’incontro svoltosi tra l’assessore allo Sviluppo Economico, Rosario Varì, e il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, nei locali dell’Ente a Gioia Tauro.
Nel corso dell’incontro, il presidente Agostinelli ha illustrato gli interventi, in itinere e in programmazione, pianificati dall’Ente per garantire l’ulteriore crescita del porto che mantiene il primato nazionale nel settore del transhipment.
Nel sottolineare l’importanza della sinergia con la Regione Calabria, che ha anche finanziato alcuni interventi di sviluppo portuale, Agostinelli ha illustrato, in particolare, i lavori di resecazione della banchina nord.
Del valore di circa 12,6 milioni di euro, il progetto punta a completare il banchinamento del porto di Gioia Tauro che, in questo tratto, avrà una profondità di fondali pari a 17 metri. Si tratta di una porzione di banchina di circa 400 metri di lunghezza che assume rilevanza strategica per la politica di sviluppo dello scalo e, soprattutto, per la diversificazione delle relative attività portuali attraverso la creazione dell’accosto dove posizionare il bacino di carenaggio.
Agostinelli si è, anche, soffermato sui lavori, appena iniziati, di realizzazione di una struttura polifunzionale di controllo frontaliero PCF – Punto PED/PDI, all’interno dell’area portuale. Con l’obiettivo di dotare lo scalo di un’importante attività e per favorire l’organizzazione delle relative ispezioni di laboratorio, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha finanziato la costruzione (1,5 milioni di euro) di appositi locali in ambito portuale, all’interno dei quali saranno analizzate le merci per prevenire eventuali contaminazioni o l’immissione al consumo di prodotti non igienicamente a norma.
Nel corso dell’incontro, l’attenzione è stata, altresì, posta sullo sviluppo di tutti gli scali interni alla circoscrizione dell’Ente (Crotone – Corigliano Calabro – Vibo Valentia – Taureana di Palmi) per i quali è costante l’interlocuzione con le rispettive Amministrazioni comunali, le locali Camere di Commercio e gli stakeholders.
Sono state, altresì, affrontate la questione dei rapporti con il Corap, in merito alla cessione della gestione del tratto ferroviario che collega il gate way ferroviario portuale alla stazione di Rosarno, e la formazione professionale, finanziata dalla Regione Calabria, che vedrà coinvolti i dipendenti iscritti nell’elenco della Gioia Tauro Port Agency.
Dal canto suo, l’amministratore delegato di MCT, Antonio Testi, ha illustrato le linee di sviluppo di Msc per la linea ferroviaria, sottolineando che lo scalo calabrese, nel 2021, ha movimento il 33% di tutti i contenitori trasportati nel mercato italiano.
A conclusione dell’incontro, l’assessore Rosario Varì, nell’evidenziare l’importanza strategica del porto, considerato la prima azienda regionale per lo sviluppo dell’economia calabrese, ha assicurato il costante interesse di tutte le direzioni generali e degli assessorati, che, in base alle diverse tematiche, manifesteranno il proprio sinergico intervento con l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio. (rrc)
Il Porto di Gioia Tauro conferma il primato nazionale nel settore del trasbordo merci da un mezzo all’altro, con una movimentazione di teus pari a 3.146.533. È quanto ha reso noto il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, nel corso di un incontro con le aziende portuali nei locali dell’Ente a Gioia Tauro.
«Al centro dell’incontro – è detto nel comunicato – è stata posta la soluzione trovata in merito alla sistemazione degli spogliatoi per gli operai delle ditte esterne, sia per Med Center Terminal Container che per Automar spa, nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza. Saranno realizzati dai due Terminalisti, in un’area indicata dall’Ente che, a proprio carico, procederà all’attivazione delle utenze. Nel contempo, il presidente Agostinelli ha rappresentato l’esigenza primaria di predisporre gli strumenti legali affinché si possa assicurare il completo funzionamento dello scalo. A tale proposito, l’accento è stato posto sulla necessità di rispondere alle esigenze di produttività dello scalo attraverso una maggiore flessibilità organizzativa del lavoro portuale, che potrebbe anche essere estesa ai lavoratori iscritti nell’elenco della Gioia Tauro Port Agency, con successivi accordi integrativi».
«Nel corso della riunione, Agostinelli – riporta ancora il comunicato – si è detto disposto ad avviare un percorso che possa portare ad una trattativa che preveda, da una parte, la flessibilità lavorativa e, dall’altra, il riconoscimento delle premialità ai lavoratori. L’incontro si è svolto in un’atmosfera di reciproca collaborazione e ha visto i rappresentanti delle ditte esterne manifestare la propria disponibilità ad aprire il confronto, al fine di offrire un proprio contributo alla maggiore crescita del porto di Gioia Tauro».
«Nel contempo – continua la nota – il presidente Agostinelli, dopo aver registrato l’apertura delle imprese, ha deciso di convocare una riunione con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti in porto, da fissare prima della fine del mese. L’obiettivo è quello di avviare un percorso, aperto a tutte le parti, affinché si possano trovare risposte esaustive sia all’esigenza di flessibilità organizzativa che al sistema di premialità da garantire ai lavoratori». (ed)
Sono appena iniziati i lavori per la realizzazione di una struttura polifunzionale di controllo frontaliera PCF – Punto PED/PDI, all’interno dell’area portuale di Gioia Tauro, per un valore complessi di 1,5 milioni di euro, che la ditta Fmb Tubes srl dovrà completare entro 180 giorni lavorativi.
L’Ente, guidato dal presidente Andrea Agostinelli ha pianificato, nella propria politica di sviluppo dello scalo, la costruzione di un’area specifica strutturata, affinché sia garantito in modo strutturale un servizio necessario alla sicurezza pubblica.
In base a quanto disposto dalla normativa vigente in materia, l’attività di controllo sanitario sugli animali e sulle merci alimentari, in ingresso nel territorio dell’Unione Europea, viene affidata al servizio sanitario nell’ambito delle strutture periferiche del Ministero della Salute.
Considerata la centralità dello scalo nel circuito dei traffici internazionali e la natura delle merci in transito nel porto di Gioia Tauro, il presidio della salute pubblica sulle merci destinate all’alimentazione e di origine animale competono al servizio veterinario presente nell’infrastruttura portuale calabrese.
Al fine, quindi, di dotare lo scalo di un’attività essenziale e per favorire l’organizzazione delle relative ispezioni di laboratorio, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha puntato alla realizzazione di appositi locali in ambito portuale, all’interno dei quali saranno analizzate le merci per prevenire eventuali contaminazioni o l’immissione al consumo di prodotti non igienicamente a norma. (rrc)
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha reso noto che «la progettazione di fattibilità tecnico – economica per la riqualificazione e l’ammodernamento del retroporto, dopo tante sollecitazioni, è stata inviata al vaglio del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che dovrà provvedere allo sblocco e stanziamento dei 6 milioni previsti dal mio emendamento alla legge di bilancio 2020».
«Il progetto inviato – ha spiegato – è corredato dal cronoprogramma dei lavori che prevede l’avvio dei cantieri nel primo trimestre dal 2023 e la fine dei lavori nel terzo trimestre del 2024, con la fase del collaudo alla fine del 2024».
«Adesso il Ministero si adoperi a vagliare presto il progetto presentato – ha proseguito – affinché le risorse possano essere sbloccate e utilizzate per le finalità previste dal mio emendamento, ossia per realizzare opere di riqualificazione in particolare nell’ambito della viabilità, dei trasporti, della logistica e del decoro urbano delle aree industriali ricadenti nei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando».
«Non possiamo più attendere – ha concluso – l’area industriale retroportuale necessita degli interventi urgenti programmati al fine di attrarre investimenti degli imprenditori e tutti dobbiamo fare il massimo per rispettare le tempistiche previste dal cronoprogramma inviato al Ministero». (rp)
La politica deve spiegare se ha intenzione o meno di “sposare” il sogno di Gioia Tauro: serve al più presto il retroporto per completare lo sviluppo. Non le manda a dire l’ammiraglio Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio al convegno “Il Porto incontra” nel sottolineare i punti di forza di Gioia Tauro. «Siamo un porto giovanissimo – ha detto –, senza storia, senza cultura marinara, senza la coscienza diffusa di essere un grande porto mediterraneo. Ne parliamo ogni giorno con le organizzazioni sindacali, con le università, con la società civile, con la politica. Qualcosa sta cambiando. Cinque anni fa i giornali titolavano che il porto di Gioia Tauro era il porto della cocaina. Oggi, proprio oggi, questo è il titolo di rilievo che ci riconosce Affari e Finanza “Gioia tauro, un porto da record per rilanciare la Calabria e il Sud”.
Un intervento preciso e lineare quello dell’ammiraglio Agostinelli, ormai “calabrese d’adozione”: «Qui c’è un pezzo dello Stato che ancora riesce a progettare, a realizzare e a sognare, in una cornice di legalità. Ora l’alternativa è della politica, quella regionale e soprattutto quella nazionale, se condividere il nostro sogno, con uno sforzo chirurgico e definitivo, per completare lo sviluppo a terra del nostro porto, oppure lasciare Gioia Tauro così com’è, con i suoi 3 milioni di contenitori annui, primato nazionale, occupazione bene o male salvaguardata, ma nessuno sviluppo del retroporto, nessun beneficio per la Calabria e per il Sud».
Agostinelli ha ripercorso i passi che, negli ultimi anni, hanno riportato lo scalo ai vertici internazionali del transhipment: «Questo è un porto nuovo dai fondali abissali – ha aggiunto – che curiamo in modo maniacale. Non a caso, le navi porta containers più grandi del mondo ormeggiano qui e in nessun altro porto in Italia. Qui abbiamo le infrastrutture più moderne, un armatore, che è anche terminalista, che sta investendo 210 milioni di euro, anche con il contributo di questa Autorità di Sistema Portuale, e che tutti gli altri porti ci invidiano e corteggiano.
«Abbiamo realizzato in questi anni infrastrutture modernissime, il viadotto De Maria e il gateway ferroviario che il porto aspettava da 30 anni, una delle pochissime opere strategiche nazionali del Sud arrivata dalla progettazione alla bollinatura della Corte dei Conti. E poi un bacino di carenaggio per il quale sono pronte le risorse e che fino a 4 anni fa appariva un miraggio visionario e che oggi sta diventando realtà.
«Ne siamo orgogliosi. In questo contesto, che è quello della Calabria più profonda e nel pieno dell’emergenza pandemica, maestranze portuali e terminalista hanno realizzato nel 2020 uno stupefacente + 26% dei traffici, che si contrappone alla flessione a doppia cifra di tutti gli altri porti del pianeta. Noi siamo orgogliosi anche delle nostre maestranze e del nostro terminal».
E poi – ha continuato Agostinelli – «c’è il resto del mondo, c’è la “questione meridionale” che vede questa meraviglia portuale godere del più ampio retroporto nazionale ampio 370 ettari, gode di strade, autostrade, ferrovia, per non dire di un aeroporto internazionale a 60 km di distanza. Abbiamo il sogno visionario di farlo diventare il volano economico di una intera regione, se non dell’intero Meridione, abbiamo il sogno visionario di un collegamento via ferro con gli interporti campani e pugliesi, magari via Corigliano, nonostante una Zona Economica Speciale che non decolla, una “alta capacità ferroviaria” ad oggi inesistente, e questo è l’obiettivo che il PNRR deve raggiungere, non dimenticando che il problema della Regione si chiama alta velocità».
Il Presidente dell’Autorità Portuale non trascura gli altri “problemi” della zona: «Infine c’è la Ndrangheta, il convitato di pietra di ogni discussione sui problemi calabresi. Abbiamo qui le Istituzioni, le migliori Forze dell’ordine e di Polizia, la migliore magistratura per combattere questa piaga mentre noi facciamo ogni sforzo per tenerla fuori dal porto, con indagini capillari su ogni appalto e sub appalto». (rrc)
di FRANCESCO RAO – L’evento programmato da Fise Uniport, “Il Porto Incontra a Gioia Tauro” ha rappresentato un momento di sintesi programmatica per il futuro di un territorio che dispone numerose opportunità e oggi, grazie al PNRR, potranno essere strutturate mediante una serie di iniziative strategiche volte a imprimere all’Italia quella forza trainante di un Meridione che ha dimostrato di fare bene la propria parte proprio nel momento più delicato vissuto non soltanto in Italia ma in tutto il mondo a causa della pandemia.
I contributi istituzionali, forniti in apertura, hanno visto avvicendarsi Antonio Davide Testi, Amministratore Delegato Medcenter Container Terminal e Presidente Vicario Fise Uniport; Pasquale Legora de Feo, Amministratore Delegato CO.NA.TE.CO. e Vice Presidente FISE Uniport; Massimo Mariani, Prefetto di Reggio Calabria; Andrea Agostinelli, Presidente Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e Michele Volpicella, responsabile Sviluppo Commercializzazione Territoriale Sud Ovest di RFI. Prima di affidare le conclusioni a Teresa Bellanova, Vice Ministra delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, il giornalista Michele Albanese, moderatore dell’evento, ha chiesto l’intervento del pubblico per eventuali contributi volti ad arricchire il confronto, avviato nel primo pomeriggio in un luogo allestito sulla banchina del Porto nel quale è stato possibile assistere anche ai i movimenti praticati dalle gigantesche gru e dai carrelli porta container.
Durante i brevissimi interventi, hanno preso la parola i rappresentanti delle principali sigle sindacali presenti all’iniziativa e il Sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio. Nell’intervento della ministra, oltre all’ottimismo è prevalsa una forte dose di incoraggiamento, finalizzata a superare gli steccati divisori ed agire con determinazione per utilizzare bene i fondi messi a disposizione della Calabria. «Ringrazio Uniport per l’invito e per aver organizzato questo momento. Grazie al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale per il lavoro importante che sta facendo e anche per l’ospitalità e grazie a tutti voi per essere presenti. Vedo che questo è un momento importante di confronto sia gli stakeholder sia per tutto il territorio. Parto col dire che ritengo positivo questo momento. Il nostro Paese ha 8000 km di costa, ma è carente di una cultura del mare. Perciò, dobbiamo essere molto obiettivi nelle nostre valutazioni. Per inclinazione personale non voglio unirmi al coro del lamento. Non mi appartiene. Per formazione, per cultura, per mia modalità di approcciare le questioni non possiamo neanche ignorare questa realtà. Tra le mie deleghe vi sono la portualità, le Z.E.S. e i commissariamenti delle ferrovie. Un punto forte sul quale dobbiamo continuare a lavorare riguarda i momenti di confronto con il territorio. “Il Porto incontra”, significa sviluppare una cultura e una sensibilità che sta dentro l’idea di sviluppo che deve avere il nostro Paese. Per fare ciò bisogna avere un’idea di sistema paese e, dentro l’idea di sistema paese, si dovrà sapere quali sono i punti di forza che ci metteranno nella condizione di fortificare le azioni indispensabili per creare lavoro sia per quanti lo hanno perso sia per quanti un lavoro non l’hanno mai avuto. In questa direzione potremo incontrare i giovani che stiamo formando nelle nostre scuole, nelle nostre università e che ci chiedono di avere un futuro in questa terra e non altrove. Io credo che la cultura del mare sia qualcosa di molto complesso. La cultura di un Paese che ha 8000 km di costa merita di essere impregnata anche attraverso un costante confronto volto a comprendere meglio che cos’è la portualità, quale e quanta ricchezza possa rappresentare questo comparto per il Paese e su come si possa contribuire a determinare un paese più sostenibile da tutti i punti di vista. Ognuno di noi avrà ben compreso che ci troviamo in un luogo che rappresenta il punto di forza di questo territorio. Lasciamo perdere tutto quello che c’è in termini di ritardi accumulati nel corso dei decenni. Gioia Tauro sarà stata una realtà trattata con meno interesse rispetto ad altre?
Teresa Bellanova e Francesco Rao
«Oggi – ha detto la ministra – parliamo della realtà che è in controtendenza rispetto a tutti gli altri Porti italiani. Qui, nella fase più complicata del nostro Paese e dell’umanità intera, si è registrato un incremento del traffico commerciale che i dati certificano nella misura del 26%. Quando le altre realtà portuali vanno giù, se a Gioia Tauro c’è un incremento del traffico commerciale, quel traffico commerciale è un incremento nazionale e allora non stiamo parlando di una struttura marginale, stiamo parlando di una infrastruttura strategica per il Paese e noi dobbiamo avere consapevolezza di questo.
«Voi dovete avere consapevolezza di questo perché da questo dato bisogna partire per rafforzare le politiche pubbliche e il rapporto pubblico-privato. Se deprimiamo tale realtà, non riusciremo a mettere a valore neanche questo aspetto che è un aspetto di grande rilevanza. L’invito che intanto voglio fare e che dentro questa cornice, noi dobbiamo guardare la realtà senza pensare che non sono sufficienti i finanziamenti per le attività da compiere. Quando si hanno risorse e non si sanno finalizzare il risultato sarà pessimo. Dobbiamo avere le risorse e dobbiamo pensare a fare squadra. Il Covid ci ha insegnato a tutti quanto è importante il funzionamento della filiera. Provate ad immaginate se Porti, sistema agricolo, sistema agroalimentare, autotrasportatori e catena commerciale non fossero stati in grado di funzionare all’unisono nella fase del lockdown, cosa avrebbe comportato tale disfunzione per il nostro paese? Seppur chiusi dentro alle nostre case abbiamo potuto vivere, anche se ci è costato chiudere i nostri genitori nelle case e non poterli andare a trovare; a non mandare i nostri figli a scuola. Chiudere le aziende. Nulla è stato normale nella nostra vita. L’unico momento di normalità è stato quello di non aver dovuto cambiare le nostre abitudini alimentari. Tutto ciò è stato possibile perché la filiera ha funzionato, facendo mantenere all’Italia momenti di normalità che sono stati importanti, non solo dal punto di vista economico ma principalmente dal punto di vista della tenuta psicologica del Paese. Cosa avrebbe rappresentato per tutti noi andare in un supermercato, in un negozio e trovare gli scaffali vuoti? Questo non è accaduto. La filiera deve continuare a funzionare.
«Quando vi faranno la domanda: ma le risorse saranno sufficienti? Io rispondo con un’altra domanda: siamo sicuri che ci stiamo mettendo in condizione di spendere e spendere bene e nei tempi dati quelle risorse assegnate? Adesso non abbiamo un problema delle risorse. Non dobbiamo confrontarci solo con il Piano Nazionale di Ripresa e resilienza, la Regione Calabria, dal PNRR, prende due miliardi 350 milioni. Insieme a quelle risorse ci sono quelli del Fondo Sociale, ci sono i Fondi Comunitari, ci sono i Fondi Strutturali, ci sono i Fondi Nazionali, c’è la Legge di Bilancio. Questa volta le risorse ci sono, perciò noi dobbiamo metterci nella condizione di spendere quelle risorse e di spenderle nei tempi che ci sono dati. Quindi non ci sono più scusanti per nessuno. Stiamo lavorando sulla semplificazione e sulla riforma della Pubblica Amministrazione perché non possiamo da una parte quantificare le risorse e dall’altra perderle per la burocrazia che ne rallenta i processi. Per intenderci: quando si dice è un problema della burocrazia, la burocrazia funziona esattamente come la politica. Se quest’ultima decide che deve funzionare non è che la burocrazia va per conto suo autonomamente. Quando la politica ha il coraggio di intervenire, modifica le norme e la burocrazia deve applicare quelle norme il cambiamento rispetto al passato sarà evidente. La sfida che abbiamo dinnanzi è spendere le risorse mediante la realizzazione di progetti realizzati nei tempi dovuti.
«Per quanto riguarda la delega relativa al commissariamento delle Ferrovie, la costante collaborazione con la dottoressa Fiorani, che è l’Amministratrice delegata, ci sta consentendo di svolgere un grande lavoro. Stiamo andando nei territori a parlare direttamente con i commissari, con gli amministratori locali, con il mondo imprenditoriale, con i rappresentanti dei lavoratori, perché è evidente che se siamo arrivati al commissariamento l’Italia ha bisogno di infrastrutture. Noi avevamo 120 miliardi di risorse su progetti immediatamente cantierabili e quelle risorse non venivano spese.
«L’attuale Governo, con due Decreti, ha avviato 102 opere mettendo a disposizione 98 miliardi di risorse su progetti che stanno partendo. Stiamo applicando lo stesso metodo per l’ANAS, anche se per le strade non sarà possibile utilizzare i finanziamenti del PNRR. Io credo che quando parliamo di infrastrutturare il paese parliamo sia di opere grandi sia di opere piccole che divengono di vitale importanza per il rilancio del paese. Vi faccio un esempio: quando mi è stato detto che 5 km di infrastruttura, tra averli o non averli significa essere competitivi o meno è semplice che non ti puoi concentrare solo sulle grandi opere ma diviene indispensabile concentrarsi anche sulle piccole opere e bisogna darsi dei tempi per rispondere con puntualità a quell’emergenza per far ripartire il paese e creare opportunità di lavoro. La sostenibilità ambientale ci chiede di avere la ferma convinzione nel realizzare anche sostenibilità sociale. Qualcuno forse non ha ancora compreso che la sostenibilità ambientale, senza sostenibilità sociale, significa macelleria sociale. Il passaggio cruciale sarà comprendere come ripensare un modello di sviluppo da affiancare ad un sistema produttivo che ha bisogno di numerose innovazioni. Tale passaggio, potrebbe anche non essere gestibile con equilibrio e con giuste politiche pubbliche e private.
«Una infrastrutturazione deve anche essere l’occasione per rendere più competitivo e più attrattivo di investimenti quel territorio. Questa è la sfida che noi abbiamo. Quando parliamo di intermodalità è chiaro che rispondiamo ad una richiesta forte che è quella della sostenibilità ambientale. Un po’ di merci dalle strade le dobbiamo togliere e per togliere merci dalle strade dobbiamo avere un buon funzionamento del mare. Dobbiamo avere una grande capacità di spostare quelle merci sul ferro. Il PNRR prevede risorse destinate proprio alle ferrovie, non solo alle tratte lunghe ma anche alle ferrovie regionali. Stiamo ragioniamo sulla tratta Napoli-Bari e sulla Salerno-Reggio Calabria in termini di alta velocità, ma anche di alta capacità. Se noi pensiamo soltanto alla mobilità delle persone non raggiungiamo l’obiettivo che ci viene richiesto.
«Personalmente sono tra quelle persone che vedono la mobilità delle persone come un diritto di cittadinanza ma altrettanto penso che la mobilità delle merci, in tempi rapidi, sia un altro diritto di cittadinanza del sistema paese e del sistema produttivo. Noi siamo in una regione che ha tanti problemi, tante difficoltà ma anche tante eccellenze. Per tali motivi, se noi davvero crediamo alla intermodalità e crediamo di poter contribuire alla sostenibilità ambientale, dobbiamo porci il problema della sostenibilità economica. Un solo un riferimento, per un settore che come saprete mi sta molto a cuore, come i prodotti agroalimentari di questa terra arrivano in modo sostenibile nel centro del nostro paese ma anche nel cuore dell’Europa, noi potremo farli arrivare su quei mercati che sono sempre più lontani e che si possono permettere il costo del made in Italy potremo rilanciare l’Italia. per rilanciare il Mezzogiorno, non è sufficiente il mercato interno. Per far ripartire il mercato interno dovremo raggiungere con i nostri prodotti i mercati che sono sempre più lontani, anche quelli da noi considerati come paesi poveri nei quali ci sono popolazioni che si possono permettere il costo del made in Italy. Produrre in Italia, produrre con gli standard qualitativi italiani e anche con i costi sociali e del lavoro italiani, significa dover vendere a prezzi più alti questo è il pubblico una cosa semplice ma è la sfida che noi abbiamo dinnanzi.
«Con l’allora ministro Claudio De Vincenti abbiamo lavorato intensamente per lanciare le Z.E.S. Allora, fare un provvedimento che parlava di Mezzogiorno, non era proprio semplice. Lo abbiamo fatto e però per le Z.E.S. nel 2016. Adesso siamo al 2021 e ancora non sono partite. In questa fase non possiamo più perdere tempo, abbiamo lavorato in questi mesi con il ministero per la coesione e il decreto finalmente è pronto e presto i responsabili dei due Ministeri lo firmeranno. Da parte mia sto spingendo affinché il 18 novembre, il Decreto sulle Z.E.S. vada nella conferenza unificata Stato Regioni e quello sarà il punto definitivo in cui finalmente si ripartiranno le risorse. Questa Z.E.S., dopo la Campania, è la Z.E.S. che avrà la maggiore quantità risorsa quantificata in 111.700.000 € di cui 43 milioni di euro per la l’Autorità di Sistema portuale di Gioia Tauro. Quelle sono risorse che noi dobbiamo investire rapidamente perché le Z.E.S. hanno una funzione se sono attrattori d’investimenti, perciò, mi sta molto a cuore l’infrastrutturazione primaria e secondaria del territorio.
«Per quanto riguarda la criminalità, penso che in questo territorio il crimine vada contrastato costantemente con il costante e prezioso lavoro compiuto da sempre dalle Forze dell’Ordine. Questa mattina ho incontrato un gruppo di persone che vivono il dramma annesso alle difficoltà riscontrate dalle agenzie del lavoro portuale. Sia per Taranto sia per Gioia Tauro bisognerà individuare i fondi e rifinanziate tali realtà, perché quelle persone sono ancora persone utili al sistema portuale. Con altrettanta chiarezza vorrei sottolineare che quei bacini vanno svuotati. Non si può da una parte lasciare le persone in cassa integrazione e dall’altra parte si chiamano altre persone. I bacini vanno svuotati e siccome siamo persone serie e rigorose, dobbiamo lavorare per contribuire a risolvere queste questioni perché così facendo daremo un’ulteriore iniezione di fiducia ai nostri territori. Oggi di questo abbiamo bisogno per recuperare un po’ di fiducia. Il Covid purtroppo ha segnato tutti noi, anche da questo punto di vista. Allora, ringraziandovi per questa straordinaria occasione di confronto, senza entusiasmi di maniera, dico che oggi abbiamo la condizione per dire: stringiamo i pugni e insieme possiamo farcela. Abbiamo le competenze, le professionalità e anche le persone giuste nei posti giusti per fare ulteriori passi avanti». (fr)
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