DIAMANTE (CS) – Il webinar “Recovery Sud – La primavera dei sindaci”

Domani pomeriggio, alle 15.30, sulla pagina FB Ernesto Magorno Senatore, è in programma il webinar Recovery Sud – La primavera dei sindaci.

Intervengono Ernesto Magorno, senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante e Ciro Bonajuto, vicepresidente nazionale Anci, promotori dell’iniziativa.

«Sarà uno spazio per parlare dell’importanza del ruolo dei primi cittadini che – ha dichiarato Magorno – da oltre un anno, lottano da soli a mani nude contro la pandemia, e che sono sempre pronti a dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini. Il ruolo dei sindaci non può non essere centrale nella costruzione del Recovery Plan, che deve avere un’attenzione particolare per il Sud».

«L’Italia ripartirà davvero – ha evidenziato Magorno – solo riportando il Mezzogiorno d’Italia a uno standard europeo in tema di sanità, infrastrutture, digitale e servizi ai cittadini. È un’occasione da non perdere e, a differenza del passato, siamo pronti a lottare affinché sia dato al Sud ciò che è del Sud». (rcs)

Il ministro Mara Carfagna incontra i sindaci della rete Recovery Sud

È stato istituito un Capitolo Sud che conta, su almeno 150 miliardi di euro di risorse, sommando i fondi Pnrr con altri finanziamenti europei». Lo ha reso noto il ministro per il Sud, Mara Carfagna, nel corso dell’incontro con una delegazione dei sindaci della rete Recovery Sud.

All’incontro hanno partecipato i sindaci di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, promotore dell’iniziativa, di Castellino nel Biferno, Enrico Fratangelo, di Diamante, il senatore Ernesto Magorno, di Marcianise, Antonello Velardi, di Naro, Maria Grazia Brandara, l’onorevole campano, Luigi Casciello, e il sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, che hanno illustrato la proposta budget di salute, elaborata con una rete di associazioni tra cui i “Piccoli Comuni del Welcome”, con il quale a fronte di una spesa sanitaria certa in favore di alcune categorie fragili, un diverso utilizzo della stessa potrebbe produrre sviluppo e lavoro proprio nelle piccole comunità.

I sindaci, poi, hanno ribadito le loro posizioni in maniera ferma: I 2800 progettisti per il Sud, annunciati nei scorsi giorni, sono un buon segnale ma sono ancora insufficienti rispetto alle esigenze di Comuni particolarmente oberati di incombenze, perché collocati in contesti fortemente caratterizzati da degrado e deficit di sviluppo: ne servirebbero almeno altri 5000, possibilmente reclutando giovani meridionali con esperienze significative maturate all’estero o in altre aree d’Italia. Fondamentale, inoltre, è determinare la quota dell’investimento che lo Stato dovrà fare per il Sud con il Pnrr, e che dovrà attestarsi tra il 68 e il 70% in coerenza con i criteri che hanno portato all’assegnazione all’Italia dei fondi del Recovery Plan.

Su questo i primi cittadini, pur apprezzando gli sforzi del ministro Carfagna, non intendono transigere, al punto che hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, affinché vigilino sul rispetto dei vincoli europei.

«Cogliamo, con grande favore – si legge in una nota – l’attività di interlocuzione avviata con il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale,  Mara Carfagna, con la quale abbiamo avuto modo di confrontarci su temi di importanza strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, auspicando si tratti dell’inizio di un percorso di ascolto dei territori e delle loro legittime istanze. In quest’ottica abbiamo detto al ministro che esiste una classe politica e dirigente nuova e con grandi competenze, che è ansiosa di mettersi al lavoro anche nella riprogrammazione di alcuni istituti con invarianza della spesa».

Il sindaco di Roseto Capo Spulico, Mazzia, ha riferito di «aver ringraziato di persona la Ministro che solo una settimana fa ci aveva scelto tra i tre piccoli/medi comuni del Sud Italia per l’audizione nella due giorni sugli “Stati generali del Sud”, insieme a Salvetelli e Sulmona. Come presidente dei Borghi Autentici d’Italia, Associazione che ha aderito convintamente alla Rete dei Sindaci del Recovery Sud, abbiamo rappresentato al ministro la necessità che questi fondi servano a colmare anche il divario tra i Borghi e le aree urbane, li dove è proprio nei Borghi che è conservata la speranza di un futuro più sostenibile, più solidale, più autentico».

«Ma, soprattutto – ha concluso – abbiamo ribadito la necessità di un sostanziale riequilibrio delle somme del Recovery Fund destinate al Mezzogiorno, per la realizzazione di un vero piano di rilancio che parta dai territori, e che ascolti davvero le esigenze delle Comunità, applicando gli stessi criteri Ue utilizzati per determinare la cifra complessiva spettante al nostro Paese, che tenga conto anche del principio di interdipendenza economica tra macro aree d’Italia, evitando che si verifichi, ancora una volta, quanto già drammaticamente accaduto con il Piano Marshall». (rrm)

RENDE (CS) – Il Comune approva protocollo d’intesa “Recovery Sud”

Il Comune di Rende, guidato dal sindaco Marcello Manna, ha approvato il protocollo d’intesa Recovery Sud, sigla che racchiude il progetto di rete tra sindaci del meridione uniti dal comune obiettivo di: «usare questa grande opportunità del Piano Nazionale di Resilienza (Pnrr) per migliorare il futuro prossimo delle nostre comunità».

Il sindaco del comune dell’oltre Campagnano è stato infatti tra i primi ad aderire al movimento che vanto oggi ben 400 sindaci nel meridione: «d’accordo con loro – ha spiegato Manna – dal municipio più piccolo sino alle metropoli quali Napoli, Palermo e Reggio Calabria, in questo documento abbiamo declinato le nostre proposte indirizzate al presidente del Consiglio Mario Draghi, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e alla presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen».

Dalla rigenerazione delle periferie alla mobilità smart pubblica, da sistemi di economia circolare al patto sostenibile, da un welfare di sostanza e qualità alla digitalizzazione, dall’assunzione di 5000 giovani programmatori alla green economy, dalle scuole alla sanità territoriale: «dentro il protocollo d’intesa sono indicati con concretezza le assi portanti dello sviluppo del Mezzogiorno – che possono essere riassunti con il termine di “ampi investimenti sociali” – così come dovrebbe essere disegnato nel Recovery plan che sarà presto rielaborato dal governo centrale» ha proseguito il sindaco di Rende.

«Vogliamo ribadire  – ha detto ancora il primo cittadino – che il nostro disegno è perfettamente consone con quello dell’Ue, ragione per cui i fondi destinati all’Italia sono aumentati di 110 miliardi di euro rispetto a quelli allocati ad altri membri: attraverso tale finanziamento potremmo così finalmente colmare il divario nord/sud, oltre a promuovere il lavoro delle donne, migliorare il sistema di trasporti pubblici, garantire l’istruzione e i servizi essenziali, avviare il processo di digitalizzazione».

«L’approvazione del protocollo – ha proseguito Manna – da parte delle amministrazioni comunali è un ulteriore passo in avanti in questa realtà inedita e storica, rappresentata dalla rete dei sindaci. É la voce di un Sud che è capace di autodeterminarsi, di tracciare la rotta di un’emancipazione sostenibile, moderna. Un nuovo meridionalismo si sta scrivendo attraverso il Recovery Sud, pronto a percorrere fino in fondo la strada di una next generation, di un futuro non più rimandabile». (rcs)

 

DIAMANTE (CS) – La Giunta approva protocollo d’intesa “Recovery Sud”

Il Comune di Diamante, guidato da Ernesto Magorno, ha approvato il protocollo d’intesa Recovery Sud,  «all’interno del quale – punto su punto – abbiamo declinato le nostre proposte indirizzate al presidente Draghi».

L’approvazione del protocollo da parte delle amministrazioni comunale è un ulteriore passo in avanti in questa realtà inedita e storica, rappresentata dalla rete dei sindaci, e vincola ciascun Comune agli obiettivi prefissati. È la voce di un Sud che è capace di autodeterminarsi, di tracciare la rotta di un’emancipazione sostenibile, moderna, in linea con gli obiettivi che ci ha dato l’Unione europea.
Un nuovo meridionalismo si sta scrivendo attraverso il Recovery Sud, pronto a percorrere fino in fondo la strada di una “next generation”.

La rete dei sindaci che ha dato vita a Recovery Sud diventa sempre di più una buona pratica istituzionale, proiettata sui territori con l’unico obiettivo di agganciare il futuro prossimo delle nostre comunità a questa grande opportunità del Piano nazionale di resilienza.

Dalla rigenerazione delle periferie alla Mobilità sostenibile pubblica, da sistemi di economia circolare al patto sostenibile: dentro al protocollo sono indicati con grande praticità e concretezza le assi portanti dello sviluppo del Mezzogiorno, così come dovrebbe essere disegnato nel Recovery plan che sarà presto rielaborato dal nuovo Governo. (rcs)

Magorno (IV) porta in Senato il progetto del Recovery Sud con la firma di 300 sindaci

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, nel suo intervento in Senato ha illustrato il progetto del Recovery Sud, sostenuto  da oltre 300 sindaci meridionali, che si sono uniti con un solo fine: lavorare insieme per il bene dei cittadini e per rilanciare il Mezzogiorno.

«La Commissione Affari Costituzionali della Camera – ha spiegato – ha già approvato un nostro documento recependone alcune indicazioni. Il Recovery Sud è un’esperienza storica, dettata dalla consapevolezza che non bisogna consentire, in alcun modo, che l’unica ed ultima possibilità di sanare definitivamente l’impietoso ed anticostituzionale divario esistente tra il Nord e il Sud, possa essere drammaticamente persa».
«Siamo  pronti a collaborare – ha detto Magorno – nella necessaria revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), affinché risponda quanto più possibile alle necessità dei nostri territori, in cui vivono milioni di storie, donne e uomini che quotidianamente si impegnano a migliorare il proprio avvenire e soprattutto giovani che oggi più di ieri chiedono che venga loro restituito il diritto a sperare».
«Stiamo raccogliendo – ha aggiunto – il grido di disperazione di genitori preoccupati per il futuro  dei loro figli, leggiamo negli occhi di commercianti, imprenditori, lavoratori precari, di disoccupati, di docenti, di studenti, lo sconforto e la voglia  di reagire. Dalla distribuzione dei ristori Covid ripartiti in base alla ricchezza fiscale dei territori, al ridotto turnover di docenti e ricercatori universitari, dalla diminuzione dei posti letto alla crescita continua del differenziale di reddito, dal sempre più risicato numero di dipendenti nei Comuni alla spesa sociale pro-capite diseguale rispetto al Nord: tutto parla di un Mezzogiorno sempre più distante dal resto d’Italia».
«Al Sud – ha sottolineato – devono essere date le stesse opportunità di crescita degli altri territori. Riteniamo che, oltre alla distribuzione settoriale, si debba tener conto di un’equa e calibrata ripartizione territoriale, applicando gli stessi criteri Ue utilizzati per determinare la cifra complessiva, spettante al nostro Paese, che tenga conto anche del principio di interdipendenza economica tra macro aree d’Italia».
«Inoltre – ha spiegato ancora – la rete dei sindaci chiede di destinare ai Comuni del Sud 5000 figure in più rispetto a quelle già previste per redigere i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e di definire a livello territoriale,  in tutte le missioni e in tutte le linee di progetto, i risultati attesi per i cittadini e le imprese, prevedendo una quota delle risorse complessive del Piano significativamente superiore al suo peso in termini di popolazione, coerentemente con l’impostazione e gli indicatori del programma comunitario e impegnandosi a realizzare un sistema di monitoraggio ad accesso aperto, sulla base del quale il Governo riferirà annualmente in Parlamento sull’avanzamento negli obiettivi di spesa e nei risultati ottenuti, nell’insieme e a livello territoriale».
«Il prossimo 29 marzo – ha reso noto – incontreremo la ministra per il Sud, Mara Carfagna, alla quale, così come abbiamo fatto in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri, rinnoveremo la richiesta di un impegno concreto da parte del Governo, affinché, finalmente,  al Mezzogiorno d’Italia sia concessa l’occasione che aspetta e che merita sin dalla nascita della Nazione e la straordinaria ed irripetibile quantità di risorse messe a disposizione dal Recovery Fund sia destinata ed utilizzata per realizzare, dopo decenni di obiettivi mancati, quella coesione sociale, economica e territoriale che renda il nostro Paese, anche in ossequio all’art. 117 della Costituzione, degno dell’Unità che la Storia ha voluto consegnarci». (rrm)

I sindaci del ‘Recovery Sud’ consegnano le proposte per il Recovery Plan

È stato consegnato, al sottosegretario al Sud, Dalila Nesci, il documento aperto dei sindaci della Rete Recovery Sud, che chiede di invertire la rotta e mettere i territori meridionali al centro del Recovery Plan.

Nell’incontro, organizzato su una piattaforma web del Comune di Mattinata, una nutrita rappresentanza degli oltre trecento primi cittadini – nelle ultime ore altre quaranta adesioni, tra cui quella di Luigi De Magistris – ha esposto al sottosegretario al Mezzogiorno il suo punto di vista e le sue progettualità.

A quanto si è appreso, il Governo sarebbe pronto a reclutare 2500 giovani progettisti da inserire nelle pubbliche amministrazioni per sostenerle nella fase della presentazione dei progetti.

«Molti di meno di quelli (5000, da selezionare dando una corsia preferenziale ai giovani emigrati, ndr) che avete chiesto voi», ha riconosciuto la stessa Nesci, che però ha promesso di far sentire la sua voce a Roma, per chiedere anche le risposte che i sindaci si aspettano.

«Il documento deve essere consegnato il 30 aprile, però ancora non c’è un dettaglio delle risorse che vanno al Sud – ha spiegato la parlamentare calabrese – a stretto giro potrò darvi risposte più puntuali».

All’incontro hanno partecipato anche la sociologa napoletana Enrica Morlacchi, una dei firmatari del manifesto Ricostruiamo l’Italia, con il Sud, che ha messo l’accento sulla necessità di definire la localizzazione degli interventi del Pnrr affinché non ne vengano esclusi i territori meridionali.

«Ci dev’essere un capitolo Sud – ha sottolineato Nesci – dal quale possiamo capire l’ammontare delle risorse destinate alle nostre regioni».

Su molti temi proposti, gli amministratori hanno incrociato la sensibilità della sottosegretaria: Ad esempio, sul recupero dei beni confiscati alla criminalità, per i quali le risorse previste “sono ancora troppo poche”, ha dichiarato l’esponente del governo Draghi.

«Stiamo raccogliendo tutti i progetti d’area necessari a riempire di contenuti il piano nazionale – hanno spiegato i sindaci –. Invitateci ai tavoli del governo e ascoltateci, prima che sia troppo tardi e svanisca anche questa occasione per eliminare il divario con il Nord».

E su questo i primi cittadini, così come i professori e i rappresentanti della campagna “Vogliamo anche al Sud treni più veloci”, anch’essi presenti all’incontro, non transigono: «I 209 miliardi dell’Unione Europea per l’Italia sono stati stanziati per rafforzare la coesione. E per questo li pretendiamo, dando centralità al Mezzogiorno nella strategia mediterranea dell’Unione Europea».

«Lavorerò in sinergia col Ministro per il Sud e la Coesione, Mara Carfagna – al fine di raggiungere obiettivi strutturali in linea con i parametri comunitari. La ricostruzione dell’Italia deve ripartire dalle competenze e dalla forza creativa delle comunità del Mezzogiorno». (rrm)

Magorno (IV): Porterò in Senato l’esperienza del Recovery Sud

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha riferito che, la prossima settimana, interverrà in Senato sul Recovery Sud, la rete dei Sindaci che intende dare una «risposta istituzionale alla grave crisi di rappresentanza del Sud».

«Si tratta – ha spiegato – di un’esperienza storica; per la prima volta, infatti, i Sindaci si spogliano di ogni appartenenza politica e si uniscono con un unico fine: rilanciare il Mezzogiorno. Sono tante le idee che mettiamo in campo e che abbiamo sintetizzato in Le proposte della Rete dei Sindaci Recovery Sud, documento presentato ufficialmente al presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia».

«Continuiamo a lavorare con entusiasmo – ha concluso – un entusiasmo alimentato dalle continue adesioni quotidiane da amministratori di diverse regioni del Sud». (rp)