Autonomia differenziata, la Uil Scuola Rua soddisfatta per la raccolta firme

La raccolta di firme contro la riforma costituzionale dell’autonomia differenziata, nello specifico contro il progetto di regionalizzazione della scuola statale nazionale, promossa dalla Uil Scuola Rua, in pochi mesi, ha superato le 80 mila firme. Lo comunicano i segretari generale Uil Scuola Giuseppe D’Aprile e territoriale di Reggio Calabria Luca Scrivano esprimendo soddisfazione per aver superato gli obiettivi iniziali che il sindacato si era posto. Scrivano, in particolare, sottolinea l’impegno profuso a Reggio Calabria, di intesa con la segreteria confederale, e con il segretario Uil Scuola Rua Calabria Andrea Codispoti, con la mobilitazione del personale degli istituti scolastici territoriali. Dopo questo fiume di firme e dopo la loro consegna in Senato, si aprirà una fase tutta politica per scongiurare il progetto di regionalizzazione della scuola statale nazionale. La politica – sottolineano i segretari Uil Scuola Rua – deve decidere da che parte stare.

«In questi mesi ci siamo mobilitati per la scuola nazionale, come abbiamo fatto sempre, attraverso assemblee, incontri e convegni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e dimostra che il personale della scuola è unito e pronto a battersi in ciò in cui crede – Giuseppe D’Aprile – Ora, è necessario che il mondo politico batta un colpo, è il momento della verità. Chi non è d’accordo con il disegno di legge Calderoli deve dirlo chiaramente e mostrare una partecipazione reale e convincente. I lavoratori della scuola muovono milioni di voti. Il milione e 200mila lavoratori della scuola, che – evidenzia D’Aprile – sono anche elettori e sono coloro che la conoscono e la fanno funzionare tutti i giorni con dedizione e professionalità, hanno il diritto di conoscere quali forze politiche sosterranno il sistema di istruzione statale e nazionale. Lo Stato – prosegue – deve mantenere un ruolo centrale nell’istruzione attraverso un modello che sia garanzia di laicità, gratuità e pluralismo che contribuisca a mantenere alto il livello qualitativo dell’istruzione, che rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e sociale di qualsiasi Paese».

«Il sindacato non agisce a singhiozzo – specifica il segretario generale della Uil Scuola – ma in coerenza con i principi che lo contraddistinguono. Nel nostro caso continueremo a difendere la scuola statale e nazionale. Una scuola che unisce il paese e non lo divide, una scuola sicura che valorizzi il lavoro del personale».

Per Luca Scrivano il tema della scuola nazionale «è molto ampio e complesso e riguarda non solo il contratto ma l’organizzazione didattica, il reclutamento, gli stipendi, la programmazione dell’offerta formativa e i percorsi di alternanza scuola–lavoro. Solo alcuni esempi che motivano le nostre scelte che vanno avanti nel tempo e da tempo. Occorre comprendere quanto la scuola è collegata con il passo del Paese. Soltanto quando c’è scambio e sostegno reciproco tra scuola e società si aprono stagioni di progresso. Ecco noi vogliamo preparare questo tipo di futuro e lo vogliamo fare attraverso la scuola nazionale, la scuola del paese». (rrc)

BAGNARA CALABRA (RC) – Martedì la presentazione del libro “Pacchetto Colombo”

Sarà presentato martedì 16 maggio alle ore 18, presso l’Aula consiliare di Bagnara Calabra all’interno de “I percorsi della legalità”, il libro “Pacchetto Colombo – Gioia Tauro, Lamezia Terme, Saline Joniche: la truffa dell’industrializzazione fantasma in Calabria” (Rubettino Editore) di Alessandro De Virgilio.

All’incontro, insieme all’autore, prenderanno parte il sindaco di Bagnara Calabra Adone Pistolesi, il consigliere comunale delegato alle Politiche culturali Rocco Fedele, il sindaco di Bova Marina Saverio Zavettieri, il sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria Carmelo Versace e il giornalista Bruno Gemelli che modererà l’incontro.

Il primo cittadino di Bova Marina si soffermerà sul «fallimento del progetto industriale della Calabria» confrontandosi con l’autore De Virgilio che, nel suo saggio, parla dei «tentativi di industrializzazione del Mezzogiorno concepiti e abortiti al costo di ingenti risorse pubbliche andate sprecate».

«All’indomani dei moti del 1970 per Reggio capoluogo di regione, il Governo varò un pacchetto di iniziative per lo sviluppo della Calabria che si rivelò un fallimento, pacchetto che prese il nome dal premier che lo annunciò in Parlamento, Emilio Colombo. La rivisitazione di quella esperienza, ci porta a concludere che con l’acqua sporca, se acqua sporca c’era, è stato buttato via pure il bambino – afferma il primo cittadino Zavettieri – Il fallimento di quella proposta che prevedeva un centro siderurgico a Gioia Tauro, stabilimenti della Liquichimica a Saline Ioniche e della Sir a Lamezia Terme, ha trascinato con sé l’idea dello sviluppo industriale di cui non si parla oramai da più di 30 anni. Mi pare fin troppo evidente che una Regione dove i 3/4 del prodotto interno lordo provengono dai servizi e poco più di 1/4 dai settori produttivi messi assieme (Agricoltura e Industria) non possa reggere la situazione. In queste condizioni, la Calabria non potrà mai decollare. Interessi contrapposti, scontri tra gruppi imprenditoriali pubblici e privati, stampa padronale e non ultima, la Magistratura con le sue inchieste, non si sa bene quanto neutre e neutrali, lo andremo a vedere nel corso del confronto, hanno creato il vuoto attorno all’idea che la Calabria ha bisogno di una vera politica industriale». (rrc)

Il consiglio regionale torna a riunirsi il 15 e il 22 maggio: Odg su bilancio, ambiente, mese dei Bronzi

La Conferenza dei capigruppo, coordinata dal presidente Filippo Mancuso, ha programmato due sedute del consiglio regionale per il 15 e il 22 maggio, nella seconda è prevista la discussione sui fondi comunitari e il confronto sui provvedimenti frattanto esaminati dalle Commissioni.

Nella seduta di lunedì prossimo (inizio ore 14.00) figurano i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) Proposta di Provvedimento amministrativo n.122/12^ di iniziativa della giunta regionale recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell’Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura calabrese (Arsac)” – Relatore: A. Montuoro; 2) Proposta di Legge n.153/12^ di iniziativa della giunta regionale recante: “Modifiche alla legge regionale 3 agosto 1999, n.20 (Istituzione dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria – Arpacal)” – Relatore: P. Raso; 3) Proposta di Legge n.154/12^ di iniziativa del consigliere G. Crinò recante: “Modifiche alla legge regionale 14/1984 (Provvidenze in favore dei mutilati ed invalidi civili e del lavoro)”- Relatore: G. Crinò; 4) Proposta di Legge n.156/12^ di iniziativa del consigliere S. Cirillo recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 19 novembre 2020, n. 25 (Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili)” – Relatore: S. Cirillo; 5) Proposta di Legge n.157/12^ di iniziativa dei consiglieri G. Gallo, K. Gentile recante: “Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 2002, n. 41 ‘Norme per la salvaguardia della coltura e della qualità della produzione di Bergamotto. Disciplina del Consorzio del Bergamotto’” – Relatore: K. Gentile; 6) Proposta di Legge n.164/12^ di iniziativa dei consiglieri M. Comito, P. Straface, K. Gentile, L. De Francesco, A. Montuoro, F. Laghi, G. Graziano, S. Mannarino recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3 agosto 2018, n. 28 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi e istituzione del Registro regionale)” – Relatore: M. Comito; 7) Proposta di Legge n.167/12^ di iniziativa dei consiglieri D. Tavernise, K. Gentile recante: “Istituzione del ‘Mese dei Bronzi di Riace’” – Relatore: S. Cirillo; 8) Proposta di Legge n.117/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Montuoro, P. Caputo recante: “Norme in materia di aree protette e sistema regionale della biodiversità” – Relatore: A. Montuoro. (rrc)

Calabria al voto, sono 41 i Comuni che andranno alle urne domani e lunedì

Comunali in Calabria. Domani e lunedì si vota, infatti, si vota in 41 Comuni suddivisi per le 5 province calabresi.
Si voterà, in particolare, in 7 Comuni della provincia di Catanzaro, 15 della provincia di Cosenza, 3 in provincia di Crotone, 10 in provincia di Reggio Calabria e 6 in provincia di Vibo Valentia.

A Catanzaro sfide elettorali a Cardinale, Curinga, Gasperina, Guardavalle, San Mango d’Aquino, Santa Caterina dello Ionio e Stalettì.

In provincia di Cosenza si vota a Bonifati, Canna, Cariati, Carolei, Casali del Manco, Castrolibero, Maierà, Malito, Mandatoriccio, Marano Marchesato, Paterno Calabro, Piane Crati, San Martino di Finita, Serra d’Aiello e Terravecchia.

Cerenzia, Savelli e Scandale sono le amministrazioni comunali che si rinnovano nel crotonese.

A Reggio Calabria si vota a Bianco, Candidoni, Condofuri, Fiumara, Gioiosa Ionica, Locri, San Pietro di Caridà, Santa Cristina d’Aspromonte, Serrata e Sinopoli.

Dinami, Filandari, Gerocarne, Nardodipace, Parghelia e Sant’Onofrio sono invece i Comuni del vibonese dove si va alle urne. (fc)

PROVINCIA DI CATANZARO
Cardinale
Danilo Staglianò (Si Amo Cardinale)
Salvatore Nicola Salvi (Io Partecipo – Movimento Civico)

Stalettì
Alfonso Mercurio (Libertamente)
Mario Gentile (Stalettì Futura)

Curinga
Elia Carmelo Pallaria (Impegno Comune)
Patrizia Giovanna Maiello (Cittadini al Centro)
Roberto Sorrenti (Oltre)

Gasperina
Domenico Carlo Lomanni (Alleanza per Gasperina)
Gregorio Gallello (Insieme per Gasperina)

Santa Caterina dello Ionio
Francesco Severino (Il Faro)

Guardavalle
Antonio Purri (Patto Civico per Guardavalle)
Giuseppe Caristo (Trasparenza e Partecipazione)

San Mango D’Aquino
Gianmarco Cimino (Futuro Adesso San Mango 2030)
Francesco Trunzo (Impegno e Passione)

PROVINCIA DI COSENZA
Bonifati
Francesco Grosso (Bonifati insieme)
Olimpia De Gregorio (Mediterranea)

Canna
Manuela Radicioni (Alternativa Sociale Italiana Autonoma)(
Sante Cospito (Insieme per Cambiare Canna)
Maria Truncellito (Si Amo Canna)
Paolo Stigliano (Viva Canna)

Cariati
Saverio Greco (L’alternativa c’è)
Cataldo Minò (Insieme)
Mimmo Formaro (Lampare)

Carolei
Francesco Iannucci (Rinascita)
Francesco Rotondaro (Cambiamo insieme Carolei)

Casali del Manco
Francesca Pisani (Casali del Manco 2.0)
Ippolito Morrone (Spazio e futuro)
Stefania Rota (Progetto Casali del Manco)

Castrolibero
Antonella Garritano (Castrolibero nel cuore)
Orlandino Greco (Rinascita Civica)

Maierà
Francesco Antonio Liserre (Amerai Maierà)
Ivano Russo (Insieme si può)

Malito
Mario Francesco De Rosa (4.0)
Luisa Carpino (La torre)
Pierfrancesca Pellegrini (Alternativa sociale)

Mandatoriccio
Vincenzo Leonardo Grispino (Insieme si può)
Egidio Carlino (La fenice)

Marano Marchesato
Eduardo Vivacqua (Insieme per Marano Marchesato)
Domenico Carbone (Libera Mente)

Paterno Calabro
Lucia Papaianni (Paterno al Centro)
Luigi Gagliardi (Paterno Insieme)

Piane Crati
Stefano Borrelli (Piane Crati 2023)

San Martino di Finita
Paolo Calabrese (Uniti per un futuro)
Salvatore De Marco (Consenso comune)

Serra d’Aiello
Antonio Cuglietta (Sosteniamo Serra)
Vincenzo Paradiso (Viviamo Serra)
Vito Antonio Andrioli (Alternativa Sociale Italiana – Serra d’Aiello Autonomia)

Terravecchia
Paolo Pignataro (Progressisti)
Saverio Liguori (Amore vero)

PROVINCIA DI CROTONE
Savelli
Domenico Frontera (L’Alveare Savelli a Lavoro)
Francesco Spina (Ricominciamo)

Cerenzia
Francesco De Paola (Insieme per Cambiare)
Pasquale Arcuri (Vivi Amo Cerenzia)
Salvatore Mascaro (Per Cerenzia)

Scandale
Antonio Barberio (Adesso! Scannale)
Adelina Rizzuto (Civicamente Insieme per Scandale)

PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA
Condofuri
Bruno Maisano (Democrazia È libertà)
Filippo Paino (Si Amo Condofuri)
Tommaso Iaria (Rilanciamo Condofuri)

Fiumara
Michele Filocamo (Amiamo Fiumara)
Vincenzo Pensabene (Fiumara è Viwa)

Sinopoli
Luigi Chiappalone (Lista Arcobaleno)
Vincenzo Caruso (Uniti per Sinopoli)

Santa Caterina D’Aspromonte
Antonio Violi (Rinascita Cristinese)
Salvatore Papalia (Insieme per Santa Caterina d’Aspromonte)
Saverio Caminiti (Guardare Avanti)

Bianco
Giovanni Versace (Insieme per Bianco)
Pasquale Ceratti (Uniti per Bianco)

Locri
Giuseppe Fontana (Tutti per Locri)
Raffaele Sainato (Con Senso Civico per Locri)
Ugo Passafaro (Storia e Progresso per Locri)

Gioiosa Ionica
Domenico Depino (Costruire Insieme)
Luca “Giuseppe” Ritorto (Gioiosa Bene Comune)

San Pietro di Caridà
Caterina Gatto (Cambiare si Deve)
Mario Masso (Insieme per il Futuro di San Pietro di Caridà)
Sergio Rosano (Patto per San Pietro di Caridà)

Serrata
Angelo D’Angelis (Viviamo Serrata)
Pasquale Giordano (Risveglio Popolare)

PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
Dinami
Antonino Di Bella (Dinami nel Cuore)
Carmelo Callà (Libera Mente)
Gregorio Ciccone (Le Ali della Libertà)

Filandari
Concettina, Rita, Maria Fuduli (Ancora e Sempre – con e per la Gente)
Enzo Deodato (Uniti per Filandari)
Fortunato Rotella (Filandaresi Uniti per il Cambiamento)

Gerocarne
Luigi Crispo (Per Gerocarne)
Pasquale Vivona (Gerocarne Futura)

Nardodipace
Fabio Tassone (Alleanza democratica)
Romano Loielo (Uniti per Nardodipace)
Samuele Maiolo (Costruiamo il Futuro per Nardodipace)

Parghelia
Daniele Antonello Vasinton (Guardare al Futuro)
Antonio Landro (Parghelia Democratica)

Sant’Onofrio
Antonino Pezzo (Forza Sant’Onofrio)
Giuseppe Alibrandi (Costruiamo il Futuro)
Ottavio Gaetano Bruni (Per il Bene Comune)

A Reggio dal 25 al 29 maggio l’Assemblea dei 135 Club per l’Unesco italiani

Dal 25 al 29 maggio si svolgerà a Reggio di Calabria, per la terza volta dopo il 1995 ed il 2003, l’Assemblea nazionale dei 135 Club per l’Unesco italiani. Tema principale degli incontri: il Patrimonio mondiale Unesco in Calabria e le prospettive di nuove candidature.

Verrà inoltre approvata la proposta di istituzione del Parco nazionale dello Stretto e della Costa Viola.

Per l’occasione i delegati dei club italiani (che nelle precedenti assemblee hanno visitato: Scilla, Gerace, l’Aspromonte, Gallicianò, lo Stretto e Ganzirri) visiteranno, oltre la città di Reggio ed il suo patrimonio culturale, anche l’antico borgo di Pentedattilo, e le città di Palmi e di Messina.

L’intera complessa organizzazione degli eventi è stata curata dai soci volontari, membri dello storico Club per l’Unesco della Città metropolitana di Reggio di Calabria “Re Italo”, già rappresentato in seno al consiglio direttivo nazionale (dal suo presidente architetto Alberto Gioffrè) negli anni: 1987-1989, 1998-2000, 2002-2004, 2005-2007, 2014-2016.

I lavori inizieranno con la conferenza stampa di presentazione, martedì 23 maggio alle ore 10:30, presso la sala Gilda Trisolini del palazzo Corrado Alvaro.

BOVA (RC) – “Gente in Aspromonte” organizza una escursione sino ad Africo

L’associazione escursionistica “Gente in Aspromonte” ha previsto l’escursione “Le grandi vie dell’Aspromonte” per domenica 14 maggio. La prima tappa è il Cammino della fede da Bova a San Leo ad Africo. Tempo di percorrenza: ore 5.30. Il raduno sarà al campo sportivo di Bova alle ore 09:30 con partenza per il Villagio Carrà.

Dopo circa 15 minuti di auto si raggiungono i campi di Bova (Monte Grosso); si scende poi, sempre in auto, lungo la strada di Pedimpiso e, percorsi Km. 2,4, si giunge al bivio per Roghudi. Si prosegue sulla sterrata in leggera salita per Km. 1,8 fino a raggiungere il Bivio Carrà, da dove si continua sulla pista sulla destra proseguendo sulla sterrata per circa Km. 2.0 fino a giungere il Villagio Carrà.

Le difficoltà storiche degli spostamenti nell’area Grecanica si “leggono” tutt’ora nel suo paesaggio, un altopiano solenne e aspro, ricco di torrenti e di calanchi. Un bosco incantevole formato da secolari piante di querce e di una rigogliosa macchia mediterranea. Raggiungere, percorrere, attraversare questi luoghi è fonte di continue emozioni per gli ambienti diversificati, i segni del passato che trasudano in ogni tratto, i favolosi panorami che danno l’idea di avere improvvisamente aperto sotto gli occhi un bellissimo, illustrato, libro di geografia.

San Leo d’Africo (Leone), denominato anche San Leo di Bova, nacque a Bova tra il X e l’XI secolo da una famiglia del luogo. Di temperamento umile, fin da piccolo si sentì attratto dalla vita monacale e a 12 anni entrò nell’ordine basiliano. Dedicò la sua vita alla contemplazione e alle opere di bene per i poveri. Morì ad Africo, nel monastero da lui stesso fondato. La ricorrenza di San Leo cade il 5 maggio a Bova e l’11 maggio ad Africo.
Storico: Il nome Africo deriva dal greco apricos o dal latino apricus, che significa arioso e soleggiato, proprio per la sua incantevole posizione, ma che paradossalmente però è stato abbandonato a causa di una terribile alluvione avvenuta nel mese di ottobre del 1951 (e poi un’altra nel 1953), che misero a dura prova sia Africo che la frazione vicina, Casalnuovo, avviando un’emigrazione verso il mare così come tanti altri piccoli paesi dell’entroterra calabrese che sono stati spazzati via dagli eventi naturali: gli abitanti dei due centri semidistrutti furono evacuati e dopo alloggi di fortuna e varie vicissitudini, molti furono trasferiti in un nuovo centro creato ad hoc, Africo nuovo, sul litorale jonico.

Una escursione che si è sviluppata in un’area dell’Aspromonte tra le più belle e ricche sul piano ambientale e paesaggistico, in uno scenario selvaggio di montagne, fitta vegetazione, dirupi e torrenti.
Dal Villaggio Carrà, piccolo raggruppamento di case popolari costruito dopo l’alluvione del 1951, con Emesso l’omonimo rifugio Forestale, inizia l’escursione seguendo per circa un chilometro una sterrata fino al bivio per Africo, si prosegue a sinistra su una vecchia mulattiera con qualche tratto scavato nella roccia che costeggiando il crinale del monte Puntone della Guardia porta al cimitero abbandonato di Africo e poi al Santuario di San Leo, piccola chiesetta situata su un crinale tra il Vallone Spasola, il Torrente Aposcipo e il Vallone Casalnuovo, in un suggestivo panorama distinto da diverse importanti cime, guardando da nord, come Puntone Galera, Monte Perre, Monte Iofri, Monte Scapparone, Portella di Ficara, Monte Grosso o Lestì, ecc.

Si riprende il cammino tornando indietro fino al Cimitero, dove al bivio si imbocca la sterrata a sinistra verso il borgo di Africo; scendendo lungo la sterrata si possono notare castagni secolari e un palmento scavato nella roccia. Giunti al borgo, dove gran parte dei ruderi sono ormai divorati dalla vegetazione, si sosterà nella piazzetta antistante la Chiesa di San Salvatore. Si riprenderà il ritorno tutto in salita passando davanti l’edificio del comune, la vecchia caserma, e le scuole elementari costruite durante l’epoca del fascismo, proseguendo verso le ultime case del borgo in località Campusa, da qui una breve salita ci porta al villaggio Carrà dove avrà termine l’escursione.

REGGIO – Festa al quartiere Modena con “Noi ragazzi di oggi”

Nel giorno della Festa della mamma, i ragazzi del centro targato Cooperativa Libero Nocera presenteranno l’opera di riqualificazione dell’arena e del monumento posti all’interno del Parco che si inserisce tra via Modena traversa A e via Ciccarello diramazione Caprai.

Durante la mattina di domenica 14 maggio, quindi, i giovani del centro “Noi ragazzi di oggi” illustreranno l’opera di restyling che ha interessato la piazzetta. Non solo attraverso la pulizia del monumento, ma anche con la realizzazione di un murales che ha visto la collaborazione attiva da parte dei giovani, dalle fasi della progettazione fino al lavoro compiuto.

Le attività proseguiranno, poi nel pomeriggio con una parata che si snoderà per le vie del quartiere. La giornata terminerà con il racconto delle esperienze maturate all’interno del centro di aggregazione giovanile, un bilancio delle attività da parte dei ragazzi che lo hanno frequentato e un concerto che vedrà protagonista la band dei “Dreams” (voce Musa – chitarra Vincenzo Luisi – basso Gianpaolo Musolino – batteria Paolo Crtisano), che suonerà dal vivo tutta la migliore musica dedicata interamente agli anni 70/80/90 italiana e dance.

Il programma prevede alle ore 11.00 inaugurazione “nuova arena”; presentazione alle istituzioni ed ai cittadini dei lavori di riqualificazione dell’area ex case minime e realizzazione murales; ore 15.00 parata con i Pagliacci clandestini per il quartiere di Modena e dalle 18.00 in poi via alla musica con i “Dreams”. (rrc)

Nasce una petizione per istituire il mese dei Bronzi di Riace

«Apprendiamo dalla stampa, con curiosità, piacere e vivo interesse, l’idea lanciata dai consiglieri regionali Gentile e Tavernise l’istituzione, per legge, del “Mese dei Bronzi di Riace”, ovvero la celebrazione stabile dei due Guerrieri custoditi nel Museo Archeologico di Reggio Calabria». E’ quanto affermano il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, ed il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, nel commentare «una proposta certamente necessaria, considerata l’importanza mondiale rivestita dalle due opere d’arte riemerse dal mare della costa jonica reggina».

«L’iniziativa promossa dai due consiglieri cosentini – sostengono – tende a mantenere accesi i riflettori sui capolavori che, nell’ultimo anno, sono stati al centro di numerose iniziative di respiro nazionale ed internazionale, ben organizzate e gestite dalla Città Metropolitana, per il 50° anniversario del loro ritrovamento. Considerato, dunque, il rilievo di un disegno di legge ancora in fase di discussione, l’auspicio più sincero è che i proponenti possano interloquire con la Città Metropolitana ed i Comuni di Reggio Calabria e Riace per dare maggiore efficacia ad un progetto assolutamente positivo».

«Gli enti territoriali maggiormente interessati dalla proposta – continuano Versace e Quartuccio – non possono certo avere un ruolo subalterno rispetto ad una questione che interessa direttamente i loro territori, il loro impegno, la loro storia ed una cultura che affonda le radici nella Magna Grecia rappresentata, in tutto il suo splendore, proprio dai due Bronzi. Il fatto, dunque, che fino ad oggi non siano stati coinvolti né consultati rispetto all’iniziativa promossa dai consiglieri Gentile e Tavernise, se non è proprio uno sgarbo istituzionale rappresenta, comunque, una questione quantomeno singolare. Sarebbe opportuno, quindi, affinare il testo che verrà discusso nell’aula di “Palazzo Campanella” proponendo che le iniziative contemplate nel “Mese dei Bronzi di Riace” vengano organizzate in collaborazione con i territori, destinando, in particolare, le risorse direttamente alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, ente di area vasta che gode di uno status specifico che ben si accorda alla programmazione di simili idee culturali».

«E’ ovvio – concludono il sindaco facente funzioni ed il consigliere – che i Bronzi di Riace rientrino di diritto nel patrimonio artistico mondiale e non solo reggino o calabrese, ma non si può non tener conto della straordinaria valenza identitaria che essi rappresentano per l’area metropolitana che, attraverso la governance di Palazzo Alvaro, ha già prodotto numerosi eventi nell’anno straordinario dedicato ai Bronzi di Riace. Infine, nel ringraziare quanti si stanno finalmente interessando alla grandiosità e alla bellezza delle statue bronzee, confidiamo in un proficuo dibattito consiliare che possa trovare convergenza ed unità in una Calabria che ha bisogno di fare rete». (rrc)

L’Orchestra dell’IC Falcomatà-Archi di Reggio incanta Roma

L’Orchestra dei Flauti Dolci dell’I.C. Falcomatà-Archi incanta a Roma, con una performance mozzafiato, la nutrita platea del prestigioso Convegno Nazionale “La musica per un insegnamento inclusivo agli allievi con DSA: entriamo nel merito” tenutosi nella capitale il 5 e 6 maggio, presso l’Università degli Studi Roma Tre.

Gli allievi, diretti magistralmente dal prof. Martino Parisi, nonostante la giovanissima età, hanno costruito un’esibizione di altissimo livello emozionale, eseguendo in modo superlativo le narrazioni musicali scelte e mettendo in luce sensibilità, bellezza e grande armonia di suoni e di cuori. Il profilo di questi ragazzi ha stupito tutti i presenti, poiché, seppur giovanissimi, hanno dimostrato con maestria e strabiliante disinvoltura, come il potere inestimabile della musica, quale arma contro ogni forma di discriminazione, sia l’unico linguaggio universale capace di esprimere ogni aspetto della sfera esistenziale dell’uomo e contestualmente sia canale privilegiato di comunicazione di tutti i sentimenti dell’animo umano.

La musica eterea, impalpabile e soave dei flauti ha catturato tutti, creando un’atmosfera magica in cui il tempo, lo spazio, sono apparsi a un tratto indefiniti, trasportando gli spettatori in un contesto sinestetico dal forte impatto emotivo.

Una sospensione tra l’incanto e lo stupore, infranto solo dal fragoroso e prolungato applauso finale per l’incantevole interpretazione e la padronanza dei giovani musicisti. I brani, presentati dagli stessi alunni, erano legati dallo stesso filo conduttore in cui emergevano i valori di amicizia, solidarietà e forza dell’amore, i testi sono stati curati dalla Professoressa Francesca Zangari la quale ha saputo coniugare musica e parole in maniera eccelsa.

L’Orchestra dei Flauti Dolci Pirandello dell’I.C. Falcomatà-Archi è una realtà ormai consolidata da anni di buone prassi, espletate per mezzo di un ambiente laboratoriale ed esperienziale, atto a promuovere i valori della socialità e dell’inclusione attraverso la pratica appunto dell’orchestra, nonché la scoperta e la valorizzazione dei talenti, intesi come promozione della conoscenza di sé, delle proprie attitudini e abilità, e a stimolare nei giovani l’apprendimento di uno strumento musicale come pratica in grado di creare inclusione, appartenenza e solidarietà. L’Orchestra offre la possibilità di conoscere e impiegare al meglio le proprie capacità sensoriali, affinando le competenze affettive e relazionali, nonché la capacità di maturare sicurezza interiore, di ascoltare e interpretare le emozioni dell’altro, di accettare il diverso, di porsi in relazione con il gruppo, di interiorizzare comportamenti civilmente e socialmente responsabili fino a una totale comprensione della realtà circostante e i vissuti ivi riposti. Nata da questi presupposti e maturata grazie all’accurata ricerca e sperimentazione dei giovani allievi, guidati dal loro maestro Martino Parisi, ha saputo incarnare a pieno, attraverso una narrazione in musica, le tematiche che il pregevole Convegno e i suoi illustri relatori hanno rappresentato a Roma, contro ogni sorta di discriminazione, di diseguaglianza e di esclusione e portavoce di tutte quelle buone pratiche capaci di promuovere il successo scolastico di ciascun allievo, in grado di valorizzare le diversità, costruendo relazioni emotive, cognitive e potenziando il senso di responsabilità individuale e sociale.

Una performance in crescendo, quella degli allievi, che ha travolto in un turbinio di emozioni gli uditori, partendo da un’esecuzione biunivoca, che inizia con i toni forti e travolgenti di un “Diesis Iraes”, per magnificare la prima giovinezza di Mozart, tesa verso quel sogno dell’irraggiungibile bellezza non ancora contaminata dalle brutture dell’esistenza terrena e conclude con l’immagine cupa e lenta, che canta la “seconda e ultima giovinezza” dello stesso Mozart, il tutto avvolto dai toni dimessi, nostalgici, soavi dell’emozionante e struggente “Lacrimosa”. Due momenti di forte tensione emotiva: l’ascesa tumultuosa, inarrestabile e frenetica e poi, improvvisamente, la lenta discesa, l’arresa. Due vissuti, così diversi ma sorgente di un’unica esistenza. La prima esecuzione dei flauti dolci ha rappresentato la ricerca incessante di quei contenuti simbolici che approfondiscono l’animo umano e tutti i sentimenti che in una vita lo stesso può provare e Mozart è un compendio straordinario di tutto questo. “Toni alti e toni bassi…questa è la vita, ma sempre e comunque straordinaria la vita, e come tale va vissuta” – affermano i ragazzi dell’orchestra, prima di continuare con le note allegre della Primavera di Vivaldi, che illumina i cieli e cancella il freddo e il buio dell’inverno, come l’amore per la vita riesce a spazzar via ogni dolore o turbamento. Un inno alla gioia, al risveglio dei sentimenti più soavi e alla rinascita dei cuori.

Una straordinaria esecuzione, in cui attraverso il potere evocativo della musica, i ragazzi hanno voluto evidenziare che, come nella vita di ognuno ai momenti di gioia possono alternarsi momenti di tristezza, anche la primavera è attraversata da temporali passeggeri, ma dopo ogni temporale il sole torna a risplendere, così anche nella vita, da una lacrima possono sempre rifiorire i sorrisi più radiosi.

A conclusione, un’esecuzione coinvolgente e travolgente della Marcia di Radesky di Johann Strauss, con cui i ragazzi dell’orchestra hanno voluto salutare la platea, che li ha accompagnati a suon di battito di mani per tutta la durata del pezzo, un’esplosione di allegria, una festa e un messaggio per «chi – sottolineano i ragazzi – crede ancora, come fa la musica, che tutto è possibile».

Un momento di condivisione e di testimonianza, quello del Convegno Nazionale, dei valori di cui l’I.C. Falcomatà – Archi, la sua Orchestra e tutti gli operatori, Istituzionali e non, con cui collabora da anni, si fanno portatori. Sentimenti che intendono condurre a quel senso di appartenenza e di coesione, capace di destrutturare il concetto di inclusione, ormai plastificato, per ricondurlo a un concetto più profondo di non esclusione e la musica, come ha voluto sottolineare il prof. Parisi durante la sua prolusione: «Io parlerei, piuttosto, di “non esclusione” e qui interviene la musica, perché la musica come tutti noi sappiamo non fa differenze, la musica non esclude. Nel fare musica d’insieme, eziologicamente, stiamo insieme, ci connettiamo l’uno con l’altro, l’altro lo si ascolta, lo si sostiene, con l’altro tengo il respiro e lo stesso ritmo, nonché il battito del cuore, con l’altro viviamo questi momenti emozionanti all’unisono, insieme elaboriamo, produciamo ci emozioniamo, per fare musica d’insieme è necessario intrecciare i nostri sguardi e così magicamente intrecciamo i nostri cuori».

Con queste parole, l’acclamata Orchestra dei Flauti Dolci, ha dato avvio ai lavori del Convegno e concluso la straordinaria esperienza romana, che arricchisce il proprio bagaglio, già denso di importanti traguardi, tra cui la partecipazione, come vincitori assoluti di prestigiosi concorsi nazionali, al Festival Mondiale della creatività, solcando lo storico palco di Sanremo.

E se l’orchestra, nella letteratura di settore, rappresenta una delle realtà più affascinanti e complesse del mondo musicale, per l’I.C. Falcomatà-Archi di Reggio Calabria, diretto dalla Dott.ssa Serafina Corrado, rappresenta una vera scuola di vita per le nuove generazioni. (rrc)

REGGIO – Confindustria a convegno sulle aziende familiari

Il passaggio generazionale all’interno di un’azienda, è un tema più che mai di grande attualità. Per questo motivo, Confindustria Reggio Calabria ha deciso di intervenire sull’argomento con un convegno, in collaborazione con l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, il Consiglio Notarile e gli ordini degli Avvocati e dei Commercialisti ed Esperti Contabili, di Reggio Calabria.

«È di fondamentale importanza, – ha rimarcato il Presidente di Confindustria Reggio Calabria, Domenico Vecchio – capire che il passaggio generazionale nelle nostre aziende, deve avvenire secondo i canoni di Legge. Il mondo è cambiato, la legge è cambiata, tant’è vero che le statistiche ci dicono che soltanto l’11% delle aziende, riescono ad arrivare alla terza generazione, e questo è un dato veramente preoccupante, su cui intervenire al più presto, per invertire il trend».

Dopo il presidente Vecchio, anche il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, ha ribadito che un terzo di aziende familiari vanno male a seguito delle successioni ereditarie, e che, quindi il problema, è tutt’altro che irrilevante e va affrontato subito con i giusti professionisti.

Il notaio Daniele Muritano, ha specificato che «bisogna verificare quali siano le esigenze concrete dell’imprenditore, e analizzarle sulla base di tutti gli strumenti che offre l’ordinamento. La mancata programmazione iniziale, spesso, comporta lo scioglimento delle imprese, quindi la dispersione di valori, che, invece, i professionisti dovrebbero far sì che si eviti, attraverso l’uso di questi strumenti giuridici adeguati».

Per l’avv. Francesca Mesiti, esperta di Diritto Ereditario, «è importante ed urgente informare, formare e consapevolizzare l’imprenditore, ad iniziare a studiare il passaggio generazionale in azienda per tempo. Il processo è lungo e complesso, in quanto implica la conoscenza di tanti elementi, ed è, nella maggior parte dei casi, ostacolato da sentimenti particolari, come l’invecchiamento, ed ancor di più, la paura di destabilizzare l’affectio familiaris, con l’intercettazione di un successore, in luogo di un altro. È un lavoro molto delicato e che occorre fare in team con dei professionisti».

Domenico Nicolò, Ordinario di Economia Aziendale all’Università di Reggio Calabria, ha ribadito l’esigenza di salvare il patrimonio delle imprese familiari esistenti, che solo nel nostro paese si aggira intorno all’85% delle imprese, programmando per tempo tutti i passaggi. «Oggi ci sono degli strumenti giuridici utilissimi, ma anche molto importante intervenire sul sistema operativo per il controllo di gestione, per preparare l’impresa ad accogliere il successore nel migliore dei modi».

Demetrio Serra, Dottore Commercialista, «gli imprenditori che hanno veramente la vision imprenditoriale, sono in grado di capire per tempo alcune cose che riguardano il passaggio generazionale. Intanto, a chi affidare la loro creatura, come farla transitare alle nuove generazioni, ma cosa ancora più importante, valutarne il carico fiscale. Infatti, a seconda di come noi pensiamo di poter fare questo passaggio generazionale, riusciamo a contemperare la possibilità di creare una struttura, che permetta all’azienda di vivere, ma anche di ottimizzare in maniera perfettamente lecita quello che è il carico fiscale dell’operazione».

Il convegno è stato presieduto dal professor Giovanni D’Amico, Ordinario di Diritto Privato dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, che ha anche concluso il consesso. «Il problema, che Confindustria ha avuto l’intuizione di mettere a fuoco, è un problema centrale, soprattutto in una realtà come quella nostra, che presenta numerose debolezze e fragilità. Si tratta di vincere un ritardo culturale, che non è soltanto proprio delle realtà meridionali, e che riguarda la difficoltà di programmare per tempo alcune vicende. In genere, ci si accorge dell’importanza del problema della successione al vertice dell’azienda, quando è troppo tardi, quando si è verificato qualche evento improvviso ed inaspettato, che non lascia i margini per una pianificazione seria del passaggio generazionale». (rrc)