Una legge che tutela le piante officinali

«Un passo avanti essenziale, in direzione della tutela del nostro ecosistema e delle sue risorse, con positive ricadute economiche per un settore in espansione e meritevole di sostegno e regolamentazione».

Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, commenta l’approvazione, con voto unanime, da parte del Consiglio regionale della proposta di legge tesa a disciplinare le attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, presentata nei mesi scorsi dallo stesso Gallo e dai consiglieri Katia Gentile, Francesco Afflitto, Pietro Molinaro.

«Un risultato importante – aggiunge l’assessore all’Agricoltura – frutto del buon lavoro svolto in particolare in sesta Commissione, sotto la guida della presidente Gentile, e foriero di grandi opportunità per una terra come la nostra, per la quale le piante officinali rappresentano una risorsa preziosa».

In Calabria, in particolare, la produzione è caratterizzata anzitutto dalla presenza di tre piante storiche: bergamotto (con 1.800 ettari di superficie coltivata, concentrati nella provincia di Reggio Calabria), liquirizia (1.0000 ettari, per lo più tra Cosenza e Crotone) e cedro (100 ettari, nella fascia costiera dell’alto Tirreno cosentino). Il resto delle produzioni officinali calabresi vede protagonisti l’origano (35 ettari), il goji (38 ettari), la lavanda (5 ettari) e poi ancora lo zafferano (3), la salvia (3,5) e – su superfici alquanto circoscritte – alloro, rosmarino e gelsomino. Accanto alla coltivazione, poi, è molto diffusa la raccolta delle piante che crescono spontaneamente, quali finocchio selvatico, ginestra, mirto, anice, elicriso e carciofo.
“La raccolta selvatica – spiega Gallo – non era controllata nè disciplinata in alcun modo. Adesso arrivano precetti chiari, con specifiche sanzioni, con un unico scopo: conservare la biodiversità introducendo principi per un uso corretto del territorio, favorendo così lo sviluppo economico e produttivo”.

Obiettivi da centrare, tra l’altro, attraverso un’adeguata formazione degli operatori del settore, l’introduzione di un contrassegno di origine e qualità, la creazione di un elenco dei raccoglitori autorizzati di piante officinali spontanee. Di rilievo pure il ruolo dell’Arsac, che già da anni svolge una significativa attività in materia di studio e sperimentazione delle piante officinali e che per questo è stata coinvolta come supporto operativo dell’Osservatorio regionale istituito per promuovere la tutela del patrimonio delle officinali e garantirne l’utilizzazione collettiva, in collaborazione con università, ordini professionali, organizzazioni rappresentative della categoria.

“Si tratta di un traguardo – conclude l’assessore Gallo – raggiunto nella costante concertazione con i produttori, gli esperti ed il mondo accademico: quest’ultimo in particolare, attraverso il professor Giancarlo Statti, ha dato un contributo notevole. Siamo ora pronti per andare oltre e legare questo passo a quelli che, su impulso di esperti botanici come Carmine Lupia, si stanno compiendo in fatto di turismo lento ed esperienziale, per la promozione delle risorse ambientali e paesaggistiche”. (rcz)

La Regione ha approvato il prezziario dei lavori pubblici e interventi per ss 106

La Giunta regionale, presieduta dal presidente Roberto Occhiuto, ha approvato il “Prezzario dei lavori pubblici della Calabria” per l’anno 2023, con il coinvolgimento dell’Osservatorio regionale e nel rispetto delle Linee guida ministeriali.

Si è poi proceduto, sempre su input del governatore Occhiuto, all’autorizzazione della deroga alla procedura di dibattito pubblico per consentire al commissario straordinario di proseguire direttamente agli studi di pre-fattibilità tecnico-economica e alle successive fasi progettuali per gli interventi infrastrutturali sulla Strada Statale 106 Jonica.

Su proposta della vicepresidente con delega all’Economia e alle Finanze, Giusi Princi, è stata deliberata una variazione compensativa al bilancio gestionale 2023-2025 di 204.391 euro, da trasferire a Fincalabra, per garantire un maggiore supporto alla realizzazione degli uffici di prossimità giudiziaria. Complessivamente sono 25 quelli istituiti nello scorso mese di febbraio, in seguito ad un accordo tra Regione e Comuni, con l’obiettivo di costruire una rete di uffici sul territorio che fornisca un rapido servizio-giustizia vicino ai cittadini, in particolare alle fasce più fragili della popolazione.

In tema di sviluppo economico sarà ripristinata a breve l’operatività della “Sezione speciale Calabria Por Fesr 2014-2020” del fondo centrale di Garanzia, grazie all’approvazione in Giunta, su proposta dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Rosario Varì, della delibera che ha stanziato ulteriori 7 milioni di euro per la concessione di garanzie in favore delle piccole e medie imprese calabresi che vogliono effettuare operazioni finanziarie, avendo cosi maggiore facilità di accesso al credito.

Sempre su indicazione dell’assessore Rosario Varì, la Giunta, nella stessa seduta, ha stabilito la durata dei saldi estivi in un periodo di 60 giorni, con inizio dal prossimo 6 luglio e fino al 4 settembre 2023.

Su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Emma Staine, è stata deliberata l’adozione della programmazione regionale relativa al fondo per il sostegno del ruolo di cura ed assistenza del caregiver familiare, annualità 2022, di cui al Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 17 ottobre 2022. Con lo stesso atto si stabilisce che il cofinanziamento a carico della Regione Calabria, nella misura massima del 20%, sarà garantito attraverso la valorizzazione di risorse umane e di beni e servizi messi a disposizione dalle stesse Regioni per la realizzazione degli interventi.

Con un’altra delibera dell’assessore Staine è stata inoltre approvata la programmazione regionale degli interventi dedicati alle persone con disturbo dello spettro autistico, di cui al fondo per l’inclusione delle persone con disabilità che, come da decreto del Ministero per le disabilità e di concerto con gli altri Ministeri competenti, assegna alla regione Calabria, per l’annualità 2022, la somma di euro 3.130.000,00.

Infine, con l’obiettivo di assicurare la completa copertura di tutte le domande pervenute e ritenute ammissibili, su proposta dell’assessore alla programmazione unitaria, Marcello Minenna, la Giunta ha deliberato l’incremento della dotazione finanziaria del fondo regionale di sostegno ai servizi essenziali (Fosieg) con ulteriori 2.500.000,00 euro. (rcz)

Il progetto Diaita per salvaguardare la dieta mediterranea

La Regione Calabria vuole puntare sempre più sulla ricerca scientifica come volano di sviluppo del territorio e di miglioramento della qualità della vita.

«Sono, infatti, oltre 10 milioni di euro i finanziamenti concessi nell’ambito dell’Avviso Living Lab del Por Calabria 2014/2020 promosso dal Dipartimento Istruzione, Alta Formazione e Ricerca, guidato dal Dg Maria Francesca Gatto e seguito dal Dirigente di settore Anna Perani», ha dichiarato il vicepresidente con delega al ramo Giusi Princi, che evidenzia i 24 Progetti ammessi, e gli oltre 50 beneficiari, tra Aziende, Università, Enti di ricerca, Associazioni, Enti locali.

Proprio in tale ottica rientra l’importante progetto Diaita – Modelli innovativi e piattaforme prototipali avanzate per il recupero identitario della Dieta Mediterranea, finanziato con circa 400mila euro.

«Proposto dal Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, da un partenariato formato da Aziende dei settori dell’Agroindustria e dai Comuni di Tropea, Parghelia, Soriano Calabro e Gerocarne – ha spiegato Giusi Princi – mira a preservare la qualità, la sicurezza e l’autenticità dei prodotti alimentari della Dieta Mediterranea della Calabria attraverso apposita banca dati, denominata Me.di.ca, piattaforma che, mediante un sistema di alta tecnologia, consentirà di certificate la genuinità del sistema Diaita Mediterranea attraverso la codifica dell’autenticità, della sicurezza alimentare, della qualità nutrizionale e funzionale, ma anche della sostenibilità delle pratiche adottate, della interazione tra cibo, tradizioni e contesto».

«La Dieta Mediterranea è molto più di un elenco di alimenti o di una mera tabella nutrizionale –  ha aggiunto Princi – è uno stile di vita che comprende una serie di competenze, conoscenze, tradizioni e rituali concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione del cibo. Autenticità da salvaguardare, in linea con il riconoscimento nel 2010 della Dieta Mediterranea quale Patrimonio culturale immateriale, riconoscendo con questa definizione le pratiche tradizionali, le conoscenze e le abilità che si sono tramandate di generazione in generazione nel nostro Paese».

«Settore agroalimentare – ha specificato il vicepresidente Giusi Princi – che nella nostra Regione è in forte espansione grazie al prezioso lavoro che sta ponendo in essere l’Assessore al ramo Gianluca Gallo. In conclusione, sono molto soddisfatta della qualità del Progetto, che recupera le nostre matrici identitarie tramite le nuove tecnologie, rappresentando un modello di prodotti e servizi innovativi, che collegano impresa, università e territorio Esperienze che costituiscono le fondamenta per proseguire, con il nuovo Por Calabria 2021/2017, il percorso avviato con il ‘Living Lab’, per rafforzare il nostro sistema regionale dell’innovazione e della ricerca, su cui stiamo fortemente puntando con il Presidente Roberto Occhiuto». (rcz)

Tavernise (M5S): Non esiste un piano regionale di Sviluppo Turistico Regionale

Il consigliere regionale e capogruppo M5S, Davide Tavernise, ha denunciato come «non esiste un piano regionale di Sviluppo Turistico Regionale».

«La Calabria straordinaria – ha spiegato – brand tanto decantato nel primo anno di governo regionale, sta sfumando e gradualmente ci sta restituendo una Calabria ordinaria, senza visione e progettualità di lungo termine, su uno dei settori trainanti l’economia regionale: il turismo. Con l’acquisizione ad interim della delega al Turismo da parte del presidente Occhiuto di fatto si è segnato in maniera inaccettabile l’arresto di ogni politica pubblica di proposta per rilanciare all’esterno l’immagine della nostra regione. Sono gli atti a parlare».

«L’ultimo bando regionale – ha evidenziato – risale al 31 dicembre scorso ed è relativo alla concessione di contributi per manifestazioni sportive valore 600mila euro. Da allora il nulla. Sembrano lontani i tempi della scorsa primavera quando la Calabria si confrontava agli stati generali per una nuova narrazione regionale fondata sui suoi tratti identitari. Oggi nessuna progettualità e nessuna visione a lungo termine su cui confrontarsi. Con la stagione estiva alle porte l’assenza di iniziative della maggioranza è imbarazzante e non può lasciare indifferenti.

«A questo – ha proseguito – si aggiunga anche il ritardo politico che si avverte su pratiche di primaria importanza: il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile non è stato ancora aggiornato. L’ultimo risale al triennio 2019/2021, prorogato poi per un anno causa covid. L’anno è trascorso, il covid è passato, ma il piano regionale resta una chimera. In Sesta Commissione stiamo ancora aspettando di esaminare il “Piano Esecutivo Annuale d’Immagine e Promozione Turistica 2023″, mentre quello precedente è stato approvato a marzo dello scorso anno».

«Il problema sarà forse  – ha concluso – un presidente di regione ingolfato dalle troppe deleghe che tiene strette nelle sue mani? Presidente di Regione, commissario alla Sanità e delega al Turismo. O dipenderà anche da una maggioranza che non riesce ad individuare gli obiettivi, quelli che servirebbero per dare una sterzata per far approdare la Calabria, finalmente, sulla buona strada». (rrc)

Istruzione, al via formazione sui rischi per cause naturali e antropiche del territorio

Domani, al Liceo Scientifico “Alessandra Volta” di Reggio Calabria, prendono il via i corsi di formazione sui rischi per cause naturali e antropiche del territorio calabrese per i referenti di educazione civica delle scuole.

Questi corsi sono promossi dall’Assessorato all’Istruzione, dai Dipartimenti Istruzione e Protezione Civile della Regione Calabria, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale.

«Siamo tutti consapevoli quanto la nostra Terra sia caratterizzata da un alto rischio sismico ed idrogeologico. Pertanto – ha spiegato Giusi Princi, vicepresidente con delega al ramo – la formazione è volta proprio ad accompagnare gli studenti, attraverso i docenti, nel conoscere ed approfondire le attività del Servizio Nazionale della Protezione Civile, i rischi presenti sul territorio italiano ed in particolare i rischi naturali ed antropici che incombono sulla Regione Calabria».

«La conoscenza dei rischi del proprio territorio – ha continuato – consente di ridurre la vulnerabilità e di conseguenza l’impatto sulla nostra vita. Con l’intento di fornire ai docenti gli strumenti per formare adeguatamente i propri studenti con la Protezione Civile regionale sono stati organizzati dei corsi di formazione per i docenti referenti, tenuti dal prof. Agostino Miozzo, già Direttore generale del Dipartimento di Protezione civile nazionale nonché membro del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza covid2019, e da Domenico Costarella, attuale Direttore generale del Dipartimento regionale».

«Ad ogni corso, organizzato per ambito provinciale – ha detto ancora – potranno partecipare massimo 40 persone. Il percorso formativo, della durata di 4 ore, sarà pratico laboratoriale e contestualizzato nei territori di riferimento in base alle relative emergenze. A tutti i partecipanti sarà rilasciato l’attestato di partecipazione e sarà distribuito materiale informativo da condividere con i propri collegi dei docenti che nell’occasione ringrazia per la preziosa disponibilità Antonella Iunti, Direttore dell’Usr, Antonino Domenico Cama, vicario Usr e Coordinatore dell’Ambito provinciale di Reggio, e tutti i Dirigenti scolastici regionali titolari delle sedi in cui si svolgeranno i corsi». (rcz)

Protocollo tra Regione e Umg per le scuole di specializzazione di area sanitaria

Protocollo d’intesa tra la Regione Calabria e l’Università Magna Graecia di Catanzaro, per le Scuole di specializzazione di area sanitaria.

A firmare l’accordo, dalla durata decennale e rinnovabile, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e il Rettore dell’Umg, Giovambattista De Sarro.

Con questo protocollo, viene stipulata la Rete Formativa, che comprende tutte le strutture accreditate in cui si svolge la formazione specialistica. «Per strutture di rete – si legge – si intendono le strutture fisiche, universitarie, ospedaliere e territoriali, nelle loro diverse articolazioni, inserite nella rete formativa ove si effettuano le attività e le prestazioni necessarie per assicurare la formazione specialistica. Le reti formative vengono strutturate in modo che sia garantita la completezza del percorso formativo all’interno di una rete di più strutture in collaborazione tra loro».

Le strutture di rete si distinguono – si legge – in strutture di sede, a direzione universitaria, «idonee e attrezzate per l’organizzazione e la realizzazione di attività di formazione professionale specialistica nell’area medica di pertinenza della Scuola, nonché per la gestione organizzativa, amministrativa, didattica e tecnica sanitaria delle relative attività e per il coordinamento e/o la direzione delle stesse»; strutture collegate, «di supporto alla/e struttura/e di sede della Scuola che concorrono al completamento della rete formativa e sono della stessa specialità della struttura di sede. Tali strutture sono convenzionate con la Scuola di specializzazione al fine di raggiungere i volumi operativi e completare la tipologia delle attività assistenziali richieste per la formazione dei medici specializzandi. Le strutture collegate possono essere sia a direzione universitaria sia ospedaliere». Questi due tipi di struttura devono essere accreditata, su proposta dell’Osservatorio nazionale per la formazione medico specialistica, con Decreto del Ministero della Salute di concerto con il Mur.

E, ancora, strutture complementari, che sono «strutture di supporto pubbliche o private, di specialità diversa da quella della struttura di sede, con le quali devono essere stipulate specifiche convenzioni nell’ipotesi in cui la Scuola di specializzazione debba 4 utilizzare servizi, attività, laboratori o altro che possano non essere presenti nella struttura di sede o nelle strutture collegate».

«Ogni struttura appartenente alla rete formativa ha l’obbligo di mettere a disposizione delle attività specificamente svolte dagli specializzandi il 100% dell’attività annualmente svolta», si legge nel protocollo, in cui viene spiegato che la formazione si può svolgere anche in strutture extra rete formativa, «sia italiane che estere, per un periodo di frequenza complessivo non superiore a 18 mesi».

Inoltre, «ai sensi del Decreto Interministeriale n. 402 del 13 giugno 2017 le scuole di specializzazione possono ampliare la rete formativa mediante la stipula di convenzioni con aziende/enti esterni alle proprie strutture di sede, sia a direzione universitaria che ospedaliera, al fine di raggiungere o completare l’attività richiesta per la formazione degli specializzandi. Le strutture sanitarie devono essere obbligatoriamente accreditate e contrattualizzate con il Servizio Sanitario Nazionale. La richiesta di costituzione e ampliamento della rete formativa può essere proposta dal consiglio di Scuola di specializzazione, dalla Scuola di Medicina e Chirurgia e dal Senato Accademico».

La Regione Calabria collabora ai fini della formazione medico specialistica sia attraverso le Aziende Ospedaliere Universitarie, sia attraverso le strutture che possiedano gli standard richiesti delle ASP, delle Aziende Ospedaliere e degli IRCCS.

L’individuazione delle strutture del Servizio sanitario regionale deriva dalla rete formativa; le modalità di utilizzazione di tali strutture che entrano a far parte della rete formativa di ciascuna Scuola sono definite attraverso convenzioni tra l’Università e le singole Aziende. Sempre la Regione può, inoltre, «finanziare con contratti aggiuntivi a quelli statali per le specializzazioni mediche, in relazione al fabbisogno formativo definito dalla Regione d’intesa con l’Università. Tale fabbisogno è stabilito, con cadenza triennale, per ciascuno anno accademico, e per singola Scuola di Specializzazione, tenuto conto delle esigenze di programmazione regionale con riferimento alle attività del Servizio Sanitario Regionale».

Viene evidenziato, poi, come «i Consigli delle Scuole di Specializzazione definiscono per ogni medico in formazione i tempi e le modalità di svolgimento delle attività teoriche e pratiche, ivi compresa la rotazione tra le strutture inserite nella rete formativa, nonché il numero minimo e la tipologia degli interventi pratici che devono aver personalmente eseguito per essere ammessi a sostenere la prova finale annuale. La formazione specialistica è disciplinata dagli ordinamenti didattici ed è impartita sulla base dello specifico progetto formativo 7 elaborato dal Consiglio della Scuola di Specializzazione. Almeno l’80% delle attività formative dello specializzando è riservato allo svolgimento di attività professionalizzanti pratiche e di tirocinio».

La formazione degli specializzandi implica la partecipazione guidata alla totalità delle attività mediche della Struttura in cui è assegnato dal Consiglio della Scuola di Specializzazione. Inoltre, i medici in formazione saranno guidati da tutor nel rapporto massimo di 3 a 1 tra discenti e tutor, designati annualmente dal Consiglio della Scuola di Specializzazione sulla base di requisiti di elevata qualificazione scientifica, di adeguato curriculum professionale e di documentata capacità didattico-formativa. I tutor, inoltre, possono essere universitari (interni) ed esterni. L’attività didattica nelle Scuole di Specializzazione è svolta da professori e ricercatori universitari, professori a contratto nonché da personale dipendente del SSN o da altri enti convenzionati appartenenti alla rete formativa della Scuola.

Gli specializzandi, poi, per accertare l’idoneità a svolgere l’attività clinica, dovrà svolgere gli stessi esami previsti dalle norme di legge per il personale dipendente del S.S.N. «Agli specializzandi – è evidenziato – è garantita da parte dell’Università la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi connessa con l’attività formativa e didattica specifica».

Il protocollo, poi, prevede la nomina di un Osservatorio Regionale, da parte della Regione, presieduto dal Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e composto dai tre direttori delle Scuole di Specializzazione, individuati dal Senato Accademico, dai tre direttori di UOC a direzione ospedaliera che fanno parte di reti formative delle Scuole di Specializzazione individuati dalla Regione Calabria e di tre rappresentanti degli iscritti alle Scuole di Specializzazione, individuati dai medici specializzandi.

Il suo compito, oltre a fornire elementi di valutazione all’Osservatorio nazionale, ha il compito di definire i criteri di rotazione degli specializzandi tra le strutture inserite nella rete formativa e verificare lo standard di attività assistenziale dei medici in formazione nel rispetto dell’ordinamento didattico della scuola di specializzazione, del piano formativo individuale dello specializzando e dell’organizzazione delle aziende in strutture sanitarie nel rispetto di quanto previsto dall’art. 5 del presente protocollo.

L’osservatorio verifica, inoltre, che i Consigli di Scuola di Specializzazione si siano dotati di un proprio regolamento. (rcz)

Regione, stanziati 14 mln per le strade provinciali Gallico-Gambarie e Mirto

Sono 14 milioni di euro la somma che la Regione Calabria ha stanziato per garantire la regolare conclusione dei progetti delle strade provinciali Gallico-Gambarie, III lotto, e Mirto Crosia-Longobucco.

Ciò grazie alla rimodulazione – approvata nella riunione di Giunta – del Piano finanziario relativo all’asse 7: sviluppo delle reti di mobilità sostenibile.

Come richiesto dal Dipartimento regionale Istruzione, sono state deliberate, su indicazione della vicepresidente Giusi Princi, le variazioni compensative inerenti la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale per un totale di 4.600.000,00 euro. L’obiettivo è quello di consentire lo scorrimento delle graduatorie relativo agli avvisi pubblici “Attività culturali 2022”, per l’importo di 1.300.000 euro, e “Eventi di promozione culturale 2022” per 3.300.000 euro.

Inoltre, su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, è stato istituito il Comitato di monitoraggio del complemento di programmazione per lo sviluppo rurale del Programma strategico della PAC 2023-2027 della Regione Calabria.

Presentato dall’assessore alla Programmazione unitaria, Ambiente e Tutela del territorio, Marcello Minenna, la Giunta ha anche approvato il documento finale “Strategia regionale per l’innovazione e la specializzazione intelligente 2021-2027” e la relazione di autovalutazione dell’assolvimento della condizione abilitante “Buona governance della S3”, quale condizione abilitante al Programma regionale dei fondi strutturali 2021-2027. (rcz)

La Calabria del vino di qualità protagonista al Vinitaly 2023

Dalla tradizione al futuro, passando per il Vinitaly. La Calabria si presenta con numeri di tutto rispetto a quello che è uno dei più grandi appuntamenti del settore vitivinicolo a livello internazionale: 120 aziende, uno spazio espositivo di circa 1400 metri quadri, notevolmente più ampio rispetto al passato; un nuovo allestimento e, soprattutto, prodotti di grande pregio.
Il tutto racchiuso nel padiglione 12 ed in gran parte del padiglione 10, con la regia dell’assessorato regionale alle Politiche agricole e dell’Arsac, in collaborazione con la Città metropolitana di Reggio Calabria, i Consorzi di tutela dei vini ed il Consorzio olio di Calabria igp.
«Quella veronese – commenta il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto – sarà una vetrina eccezionale per una terra impegnata in un nuovo racconto di sé, fondato sulla consapevolezza del valore della propria gente, del suo ingegno, delle sue produzioni». Tra queste ultime, il vino.
«Siamo cresciuti, e tanto», osserva Occhiuto, richiamando i dati che testimoniano il boom del settore: «Ad oggi si contano circa 170 cantine produttrici, in notevole aumento rispetto agli anni passati, nonostante la crisi imposta dalla pandemia».
E poi la consapevolezza, quella pure rinnovata, delle qualità enologiche calabresi: «Prima molta parte del prodotto veniva venduta a terzi. Adesso cresce il numero delle bottiglie a marchio Calabria: si è passati da poco più di 14 milioni agli oltre 16 milioni attuali. Occorre spingere ancor più in questa direzione ed anche a questo è finalizzato il lavoro che si sta svolgendo, con ottimi risultati, nell’ambito delle politiche agricole messe in campo dalla Giunta».
Infine, certo non ultimo, l’apporto dato dai giovani produttori. «È in particolare a loro – riconosce il presidente Occhiuto – che si deve la svolta sul terreno del connubio tra vino e territorio: sono una cinquantina le cantine che oggi si aprono ai visitatori per far conoscere le tecniche di produzione, i vigneti ed il territorio che li ospita, con la sua storia e le sue tradizioni: l’enoturismo prende piede anche da noi».
Cifre e prospettive confermate anche dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Gianluca Gallo, che aggiunge: «Sono state queste le ragioni che ci hanno spinto ad investire molto sull’edizione 2023: riteniamo che la Calabria valga tanto e che farne conoscerne il volto autentico e la sua vera anima possa contribuire a innescare processi virtuosi di sviluppo». Dal generale al particolare: agli eventi in programma fino al 2 aprile nell’ambito di Vinitaly and the city, tutti incastonati nella cornice del centro storico scaligero, seguiranno quelli nella scaletta del Vinitaly e di Sol&agrifood.
Inaugurazione fissata per la mattinata di domenica 2 aprile. Quindi, a seguire, fino a martedì 4 aprile compreso, spazio a degustazioni, cooking show, convegni, approfondimenti tematici, momenti di intrattenimento e tanto altro ancora, nel segno di una Calabria straordinaria
La Cittadella dello sport di Vibo Marina potrà presto divenire realtà. La giunta comunale guidata dal sindaco Maria Limardo ha infatti approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo, il progetto definitivo-esecutivo per la realizzazione di tutti gli interventi di ristrutturazione, riqualificazione, messa a norma che interesseranno il palazzetto dello sport; col medesimo progetto è stata inoltre deliberata la costruzione di un campo da padel adiacente alla struttura già presente.
«Si tratta di un’opera resa possibile – affermano il sindaco Limardo e l’assessore Russo – in virtù del finanziamento ottenuto dall’onorevole Giuseppe Mangialavori nel corso della passata legislatura. Fondi grazie ai quali questa amministrazione ha potuto programmare interventi su uno dei settori che ritiene di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo sociale della nostra comunità, come è appunto lo sport».
La struttura esistente è stata realizzata nei primi anni 2000 dall’amministrazione comunale, ma ormai da diversi anni si trovava in stato di abbandono. Grazie al progetto appena approvato, fortemente sostenuto anche dal consigliere delegato Antonio Schiavello e dagli altri consiglieri comunali di maggioranza di Vibo Marina, sarà possibile quindi operare una riqualificazione totale. Gli interventi interesseranno gli aspetti maggiormente critici: sia quello logistico-ambientale-architettonico che quello impiantistico-funzionale.
Si partirà quindi dalla sistemazione dell’area esterna alla ristrutturazione della copertura e delle parti esterne della struttura, non più a norma rispetto al dettato normativo vigente. Analoghi interventi interesseranno poi il campo polifunzionale da gioco, la messa a norma della tribuna, gli spogliatoi, l’impianto idrico, quello elettrico, e quello antincendio. Nella parte esterna verrà riqualificata tutta l’area dei parcheggi e l’uscita per i mezzi di soccorso.
«Con la ristrutturazione del palazzetto e la costruzione del campo di padel, che andranno ad affiancare la piscina comunale già pienamente operativa – conclude l’assessore Russo – si completerà la Cittadella dello sport di Vibo Marina».
A breve la pubblicazione del bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori. (rrm)

Garanzia occupabilità, pubblicati sul sito della Regione due decreti

Sono stati pubblicati, sul sito della Regione, due decreti del Dipartimento Lavoro relativi al programma Garanzia occupabilità lavoratori (Gol).

Nello specifico, il decreto numero 3960 dello scorso 20 marzo si riferisce al primo elenco provvisorio delle candidature, ammesse e non ammesse, per le proposte formative riguardanti la costituzione del catalogo dell’offerta formativa regionale per l’attuazione del programma Gol, da finanziare nell’ambito del Pnrr. Con il decreto numero 4352 del 27 marzo si pare una seconda finestra per la presentazione, tramite avviso pubblico, di ulteriori candidature.

L’avviso è rivolto agli Enti di formazione e prevede l’avvio di oltre 650 percorsi formativi a valere sul fondo per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione per lavoratori dal contenuto professionalizzante e/o con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti; si tratta di formazione professionalizzante più approfondita, generalmente caratterizzata da un innalzamento del livello di qualificazione rispetto al livello d’istruzione.

«Con queste misure – ha dichiarato l’assessore regionale al lavoro, Giovanni Calabrese – vogliamo mettere in campo un’azione strategica e unitaria con l’obiettivo primario di garantire un sostegno, tempestivo, personalizzato, attivo ed efficace, alle persone in cerca di lavoro».

«È, perciò, fondamentale – ha concluso – offrire servizi rivolti alla ricerca di un impiego attraverso potenziati o rinnovati strumenti di presa in carico di politica attiva». (rcz)

Pnrr, il presidente Occhiuto chiede flessibilità all’Ue: Facciamo meno opere, ma finanziamole

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha chiesto più flessibilità all’Ue per i fondi del Pnrr.

«Cosa non dobbiamo fare – ha chiesto, nel corso del suo intervento ad Agorà su Rai 3 – per non fallire sul Pnrr? Intanto che cosa non abbiamo fatto. Ricordo il dibattito sul Recovery, che poi diede luogo al Pnrr: si diceva che l’Europa chiedeva riforme e ci dava risorse. In sostanza, però, il Pnrr ha riempito di risorse solo un piatto della bilancia, mentre sull’altro resta la necessità di riformare uno Stato che difficilmente riesce a conseguire i target di spesa dei Fondi comunitari».

«Non abbiamo fatto le riforme – ha evidenziato – che necessitavano per spendere le risorse del Pnrr. È come se l’Europa avesse riempito di risorse dei vagoni di un treno, senza che noi avessimo realizzato prima la strada ferrata sulla quale il treno deve correre.
Ora bisogna chiedere all’Europa un po’ di flessibilità. Negli ultimi mesi è intervenuto un consistente aumento dei prezzi per la realizzazione, ad esempio, delle opere pubbliche, e ora molti cantieri sono bloccati anche per questo».

«Allora – ha detto – sarebbe una cosa di buon senso rimodulare queste risorse, magari facendo meno cose, destinandole prima di tutto per terminare le opere che si possono da subito completare».

Per il Governatore «bisogna andare avanti sulle procedure di semplificazione per le autorizzazioni che rendono davvero difficile concludere le opere del Pnrr».

«Nella mia Regione – ha continuato – io ho le Zone economiche speciali che sono anche zone logistiche speciali, nelle quali praticamente il commissario Zes si sostituisce ad una serie di autorità e concede autorizzazioni con procedure semplificate: stiamo dando autorizzazioni alle imprese per insediarsi in cinque giorni. Ecco, forse pensare ad una forma simile di commissariamento per semplificare le procedure per le autorizzazioni velocizzerebbe la spesa».

«Poi – ha proseguito – c’è certo da investire sulla capacità amministrativa. Ci sono moltissimi Comuni, soprattutto al Sud, nei quali per ragioni di dissesto o di predissesto non c’è neanche il segretario comunale o l’ingegnere capo: allora diventa davvero difficile progettare e realizzare le opere nei tempi stabiliti».

«La consistenza delle risorse che abbiamo ottenuto con il Pnrr – ha spiegato – deriva dal fatto che l’Europa ha assegnato più fondi all’Italia proprio per colmare i divari territoriali tra Nord e Sud. Alcuni territori del Mezzogiorno sono in difficoltà? Vero. Ma affrontare un problema significa trovare una soluzione, non acuirne un altro».

«Se non c’è sufficiente capacità amministrativa nelle strutture tecniche dei Comuni del Sud – ha concluso – bisogna intervenire in quella direzione, aiutandoli. Se ci sono tempi più lunghi per le autorizzazioni, bisogna semplificare maggiormente al Sud.
Ma non è una soluzione dire ‘diamo i soldi non spesi al Nord’, così si crea un altro problema, e si acuisce il divario già esistente tra Nord e Sud». (rrm)