Cgil Area Vasta e Filt Cgil: Sostituire il management della Sacal

Il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, e Nino Costantino, segretario Filt-Cgil Calabria, hanno ribadito la necessità di «rimettere profondamente mano all’intero management per ridare prospettiva e slancio ad una nuova fase della Sacal. È con questo intento che chiediamo al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore Fausto Orsomarso di convocare tutte le Organizzazioni sindacali per avviare una discussione di merito».

«Dopo tanto silenzio – hanno detto – registrato anche nella recente campagna elettorale, il fatto che stia avvenendo una discussione sulla Sacal è positivo. Come lo è la netta presa di posizione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Ora, però, non si tratta più di disquisire sul tempo passato ma di come si intendono affrontare poche ma fondamentali questioni».

«La prima – hanno spiegato – è relativa ai lavoratori stagionali della Sacal SpA e della Sacal GH che quest’anno hanno saltato senza alcuna giustificazione aziendale la stagione invernale il che comporta la mancata corresponsione dello stipendio, dei contributi, una minore se non nulla indennità di disoccupazione e una più buia previsione di stabilizzazione futura. E sapere cosa ne pensa la Regione (maggioranza e opposizione) su questo sarebbe già un fatto importante».

«La seconda – hanno aggiunto – riguarda la nuova composizione societaria a maggioranza pubblica che rappresenta una solida base di partenza per una società che avvalendosi anche di privati del settore possa davvero costruire un sistema aeroportuale all’altezza delle aspettative della Calabria. Che adesso però si cominci a discutere se Fincalabra possa o meno rappresentare lo strumento giusto ci sembra quanto meno paradossale nella situazione in cui la Sacal si era trovata qualche settimana addietro».

«La terza e fondamentale questione – hanno concluso – riguarda il ruolo dell’attuale management. Certo, c’è una pesante responsabilità dell’attuale Presidente della Sacal che non ha rappresentato gli interessi dell’Ente Regione di cui per altro era espressione e neanche quelli della Calabria, dei suoi cittadini e dei lavoratori. Ma è l’intero gruppo dirigente che ha sbagliato: nella gestione generale del sistema aeroportuale e nei singoli scali; nei rapporti sindacali volutamente discriminatori soprattutto nei confronti di alcune sigle che hanno con schiettezza sempre espresso il proprio pensiero. In tutto ciò fanno da contorno le prese di posizione assunte dagli enti controllori (come Enac ed Anac) e quelli ispettivi (Ispettorato del lavoro)». (rcz)

REGALO DI NATALE: SACAL TORNA PUBBLICA
ORA SERVE FARE RETE CON GLI AEROPORTI

di SANTO STRATI – Regalo di Natale ai calabresi: la Sacal, società che ha in gestione i tre aeroporti regionali, torna pubblica, dopo il blitz che l’aveva fatta diventare un’azienda privata. Una buona notizia per i viaggiatori degli aeroporti calabresi, ma soprattutto un anelito di speranza per gli scali di Reggio e Crotone, fino a oggi trascuranti, dimenticati, destinati quasi inevitabilmente alla chiusura. 

Il Consiglio regionale, nell’ultima seduta dell’anno (la quarta, per l’esattezza dalle elezioni di settembre)  ha approvato la delibera che autorizza la Fincalabra, società in house della Regione, ad acquisire le quote che con estrema disinvoltura (da parte dei privati) e molta leggerezza e disattenzione (da parte pubblica) avevano trasformato la Sacal in una società a capitale privato. 

Un’operazione che lo stesso Presidente Occhiuto aveva “scoperto” allarmando l’Enac (l’ente erogatore delle concessioni degli aeroporti) portando la stessa a ventilare la pressoché certa revoca della licenza alla società lametina. 

Il ritorno al pubblico può significare molto, ma anche risolversi in una gattopardesca ammuina: cambiare tutto perché nulla cambi. Il problema principale da affrontare per Roberto Occhiuto riguarda, difatti, la necessità di avviare una vera e propria rivoluzione nella policy aziendale della Sacal con una governance che abbia un unico, irrinunciabile obiettivo: fare rete fra i tre aeroporti calabresi. Valorizzando ogni scalo, con una mutualità di intenti, per favorire crescita e sviluppo della mobilità aerea, a tutto favore dei cittadini calabresi che, con esclusione dello scalo lametino, hanno dovuto, in gran parte rinunciare a servirsi degli aeroporti di S. Anna (a Crotone) e dello Stretto (a Reggio).

Quest’ultimo è quello messo peggio e la cosa più incredibile e che, a distanza di tre anni dallo stanziamento “inaspettato” di 25 milioni dalla finanziaria 2019 (grazie a un accorto e abilissimo colpo di mano dell’on. reggino Francesco Cannizzaro), e l’aggiunta di altri tre milioni di fondi dalla coesione territoriale, ancora non sia stato piantato un chiodo per la ristrutturazione dello scalo. 

Ristrutturazione, peraltro, contestatissima – nonostante i grandi annunci e le slide illustrative presentate con grande enfasi nell’agosto 2019 – e criticata anche dal viceministro alla Mobilità e alle Infrastrutture Alessandro Morelli, oltre che dal Comitato per l’Aeroporto e privati imprenditori. Si tratta, a parere di chi se ne intende, di interventi inutili e di scarso rilievo, visto l’entità del finanziamento. Con la stessa somma – secondo un progetto presentato da una società privata che fa riferimento all’imprenditore reggino Pino Falduto (già assessore della primavera reggina con Italo Falcomatà) si può realizzare un aeroporto completamente nuovo, innovativo e funzionale, che faccia uso dello scalo ferroviario mai utilizzato e metta l’aerostazione al centro degli interessi del quadrante sud della città dello Stretto. E, non dimentichiamolo, riapra la funzionale attività con soluzioni di mobilità che vadano incontro alle esigenze di volo dei dirimpettai messinesi, ai quali farebbe comodo rinunciare a partire da Catania Fontanarossa e utilizzare lo scalo reggino.

È di qualche giorno fa l’imbarazzante episodio di un cane a zonzo lungo la pista dello scalo di Reggio che ha impedito il regolare atterraggio del volo da Milano. Se non fosse drammatica la situazione, si potrebbe anche indulgere al sorriso, ma la verità è che non con una rete da pollaio che si risolvono i problemi dell’Aeroporto dello Stretto, occorre finalizzare gli interventi perché lo scalo riprenda la sua piena operatività, con orari ragionevoli e prezzi ugualmente non criminali (perché il volo da Lamezia costa un terzo di quello da Reggio?) e, soprattutto mettere mano alla cosiddetta continuità territoriale che permetterebbe ai reggini (e probabilmente anche ai messinesi) di godere di tariffe agevolate, visto il disagio della regione rispetto al resto d’Italia. La continuità territoriale è applicata, con buon successo, in Sardegna e in Sicilia, con tariffazione per i residenti che agevola la mobilità e attenua le difficoltà di spostamento, ma – incredibilmente – nessuno provvede a mettere mano a un provvedimento che possa attuare questa facilitazione anche per la Calabria. 

Senza dimenticare che tuttora permangono limitazioni di volo sullo scalo reggino che non sarebbe difficile superare. Ne riparleremo.

Il Consiglio regionale ha votato l’acquisizione delle quote Sacal, ma non sono mancate aspre critiche da parte dei consiglieri della Lista De Magistris. Lo Schiavo è stato perentorio nel motivare il suo no: «Oggi, votando sull’autorizzazione a Fincalabra per l’acquisto delle quote private di Sacal, occorre porsi alcune domande preliminari: perché Sacal si trova in questa situazione? Qual è la via d’uscita considerato lo stato fortemente debitorio della società?»

Secondo Lo Schiavo «Fincalabra, da statuto, ha finalità diverse rispetto alla gestione di interessi strategici per la Regione ed ha, su di sé, la spada di Damocle del divieto di aiuti di Stato a soggetti di diritto privato. Si tratta, a mio avviso, di perplessità che non possono essere colmate dalla richiesta che oggi mira all’acquisizione delle quote private. Ma anche le quote pubbliche andrebbero razionalizzate meglio. La riorganizzazione del capitale deve viaggiare su un duplice orientamento, acquisto delle quote dei privati e regolamentazione della parte pubblica. I vari soci pubblici, presenti all’assemblea che ha sancito l’acquisizione della maggioranza del capitale sociale da parte del privato, non potevano non sapere che si stava aumentando a dismisura, addirittura dal 29 al 51 per cento, la quota del socio privato. Gli enti pubblici erano dunque presenti e consapevoli di quello a cui andavano incontro. Non basta quindi oggi dire “rimediamo agli errori riacquistando le quote private”, bisogna capire se Fincalabra è lo strumento giusto per farlo, sapere come si affronta il problema di un enorme debito accumulato, prevedere come si risolve il problema della governance, come si gestiscono i rapporti con tutti gli altri soci pubblici. Il mio voto è contrario – ha concluso Lo Schiavo – non tanto per l’intenzione di correggere una scelta politica sbagliata, quanto per i dubbi su come questo si realizzerà concretamente e su come si renderà la società sostenibile sul mercato».

Un interrogativo legittimo, ma il passo del ritorno al pubblico merita attenzione e non scoraggia l’ottimismo. Staremo a vedere le prossime mosse della “nuova” Sacal. (s)

Saccomanno (Lega): La Sacal deve essere pubblica e rappresentare tutti i calabresi

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha ribadito che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, fa bene «a pretendere che la società sia tutta pubblica, che si mettano le basi per tale scopo imprescindibile e che, comunque, la Sacal sia gestita in modo irreprensibile e nel solo interesse dei calabresi, del bene pubblico e della crescita della nostra regione».

«Quando, un socio agisce per come accaduto nella Sacal – ha spiegato – non vi può più essere alcuna ulteriore fiducia. Indipendentemente dalla volontarietà delle condotte assunte, certamente molto inquietanti e per le quali si chiede un celere intervento della Magistratura, rimane sempre l’oggettivo comportamento che dimostra, in ogni caso, il palese tentativo di espellere dalla gestione della società aeroportuale la parte pubblica».

«Una serie di azioni e atti – ha detto ancora – che sono molto preoccupanti e che dimostrano di come si sia tentato, illegittimamente, di impadronirsi di una società che, invece, doveva e deve essere oggi tutta pubblica».

«La gestione degli aeroporti – ha concluso – è una cosa molto seria e non può, sicuramente, essere lasciata nelle mani di chi ha dimostrato interessi diversi rispetto a quelli generali della crescita della Calabria». (rrm)

L’OPINIONE/ Pasquale Amato: Liberare Reggio dalla gestione “distratta” della Sacal

di PASQUALE AMATO – Corre voce che il Presidente Roberto Occhiuto si stia adoperando per l’acquisto da parte di Fincalabra, finanziaria della Regione, delle quote del privato. Ciò significherebbe che la Sacal tornerebbe a maggioranza pubblica, interrompendo la procedura di revoca della concessione avviata dall’Enac.

Ma permarrebbe il nodo fondamentale della politica svolta sinora dalla Sacal nei confronti degli altri due Aeroporti. Nonostante fosse a maggioranza pubblica, la Sacal ha continuato ad agire come se fosse ancora il gestore di Lamezia, destinando tutte le attenzioni e risorse a quel solo Aeroporto e sotterrando giorno dopo giorno Reggio e Crotone.
È arrivata, addirittura, a togliere a Reggio voli che da anni erano punti fermi come i voli quotidiani mattina-sera con Roma e Milano; non ha fatto arrivare altre compagnie e rotte; ha esternalizzato servizi licenziando chi lavorava nello scalo reggino; ha svuotato e reso un deserto l’Aerostazione; ha favorito e finanziato tariffe agevolate su Lamezia e ha consentito su Reggio tariffe da voli internazionali per voli nazionali; ha agevolato orari assurdi per dare il colpo di grazia all’Aeroporto reggino.
Ha, insomma, portato avanti una strategia demolitrice col chiaro risultato di spingere l’utenza messinese ad andare verso Catania e una parte dell’utenza di Reggio Metropolitana a orientarsi verso Lamezia.
Il Presidente Occhiuto dovrà, quindi, affrontare e sciogliere questo nodo realizzando ciò che egli stesso ha dichiarato: l’accordo con la Regione Sicilia con il coinvolgimento delle due Città Metropolitane e le energie private dello Stretto per liberare Reggio dalla morsa mortifera della Sacal.
È il cammino che dal 2016 il Movimento per l’Aeroporto dello Stretto, Strategico e Internazionale, ha indicato accompagnandolo con un progetto dettagliato e di ampio respiro (redatto da un gruppo di esperti coordinato dal prof. Domenico Gattuso) offerto gratuitamente (con i tempi che corrono vero punto debole che abbiamo noi stessi riconosciuto): una nuova società pubblica a partecipazione privata che gestisca l’Aeroporto dello Stretto e gli faccia recuperare il suo ruolo fondamentale di nodo aeroportuale della vasta area interregionale tra Scilla e Cariddi.
Se, viceversa, l’intervento sarà solo quello di ripristinare il controllo pubblico azionario della società, si sarà risolto il problema tutto interno del rapporto tra le due parti, ma resterà aperto il groviglio di una gestione Sacal che continuerà l’opera di killeraggio contro gli altri scali. E Reggio e Crotone continueranno a sprofondare sino alla chiusura.
Il Presidente Occhiuto pare intenzionato a cambiare strada. L’augurio sincero è di proseguire nella direzione di una visione che tenga conto della pluralità di un territorio complesso, rispettandone le peculiarità. E l’area dello Stretto è una peculiarità che è figlia della geografia e di una storia plurimillenaria che non si può cancellare. La Sardegna ha meno abitanti della Calabria. Eppure ha tre Aeroporti con voli nazionali e internazionali, trattati alla pari. (rrc)
In copertina, Amato e Gattuso

Aeroporti, Occhiuto: Si valuta di acquistare quote Sacal tramite Fincalabra

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha reso noto che si sta valutando di acquistare le quote del socio privato di Sacal, Lamezia Sviluppo, tramite Fincalabra, «in modo da interrompere le procedure sanzionatorie avviate dall’Enac».

Il presidente Occhiuto, dopo un lavoro certosino, ha avuto la conferma, da parte di Lamezia Sviluppo, la disponibilità a cedere «alla mano pubblica – si legge in una lettera dell’amministratore unico – la totalità dei diritti di sottoscrizione dell’aumento di capitale, deliberato dall’Assemblea del 2 luglio 2021», il cui totale ammonta a 12 milioni di euro.

«Così, si potrà presto aprire una nuova stagione di rilancio per il trasporto aereo calabrese dopo il periodo buio del Covid, creando un volano di sviluppo per l’intera Regione» ha spiegato Occhiuto, ricordando che, tra i «primi dossier di cui mi sono occupato c’è stato quello della Sacal, perché gli aeroporti rappresentano un asset strategico per il turismo e per le attività produttive in generale, e la Regione deve garantirne la funzionalità e lo sviluppo».

«L’emergenza da affrontare – ha spiegato – è stata la procedura avviata dall’Enac, l’Ente che regola il trasporto aereo, dopo il passaggio della maggioranza delle quote della Sacal in mano ai privati. Una procedura che se non venisse fermata porterebbe al ritiro delle concessioni per la gestione degli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, con conseguenze non prevedibili sulla funzionalità degli aeroporti e sui livelli occupazionali». (rcz)

 

 

d’Ippolito (M5S): Occhiuto e la politica calabrese agiscano perché De Metrio lasci Sacal

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, ha sottolineato che «Giulio De Metrio non può rimanere alla presidenza di Sacal, alla luce del passaggio ai privati delle quote di maggioranza, che ha determinato una situazione molto grave e la recente conferma, da parte di Enac, dell’avvio del procedimento di revoca della concessione allo stesso gestore aeroportuale».

«Visto che De Metrio non avrebbe, a quanto pare – ha aggiunto – alcuna intenzione di dimettersi, è opportuno che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, assuma al più presto ogni iniziativa utile affinché il manager lasci alla svelta il suo incarico in Sacal. Al riguardo, vi è intanto una precisa ragione politica. Infatti, non si può dimenticare o nascondere che è il centrodestra regionale ad aver nominato De Metrio quale proprio rappresentante nell’organo di governo della Sacal».

«Questo è un punto ineludibile quanto chiaro – ha aggiunto –. De Metrio fu indicato dalla stessa maggioranza di centrodestra che oggi sostiene il presidente Occhiuto, il quale sedeva in Parlamento all’epoca dell’investitura del manager».

«Tutta la politica calabrese, a partire dal centrodestra che governa la Regione, riconosca – ha concluso D’Ippolito – questa verità e intervenga perché De Metrio molli entro la settimana in corso la presidenza della Sacal». (rp)

Torromino (FI): Sacal deve ritornare a gestione pubblica

Il deputato di Forza ItaliaSergio Torromino, ha ribadito che «la gestione del sistema aeroportuale calabrese non può non essere pubblica».

«Non è certamente compito nostro e non è questa la sede – ha aggiunto – per trovare il o i colpevoli di quanto accaduto, ma una cosa è certa: non possiamo restare a guardare mentre la Sacal diventa privata e la gestione degli scali è altamente deludente. Più volte è stato sottolineato come lo scalo di Crotone – S. Anna sia risultato sotto la gestione Sacal operativo ad intermittenza».

«Non è stato fatto – ha proseguito – nessun intervento di ammodernamento, nessun investimento per attrarre nuove compagnie o aumentare le tratte aeree, nonostante il S. Anna abbia dimostrato con i numeri di possedere un bacino d’utenza meritevole di tali interventi. Sacal entro Natale deve ritornare pubblica, così ha affermato l’Enac per evitare il commissariamento del sistema aeroportuale calabrese».

«Auspico – ha concluso – che sia previsto nel più breve tempo possibile un aumento di capitale e un bando per l’acquisto delle quote al quale il comune di Crotone, la Provincia e i comuni crotonesi intendano partecipare, allo scopo di difendere lo scalo Pitagorico e favorirne il suo sviluppo e con esso quello dell’intera fascia Jonica». (rp)

Pasquale Amato: l’Aeroporto di Reggio deve sganciarsi dalla gestione della Sacal

Lo storico reggino Pasquale Amato, autorevole voce del Movimento per l’Aeroporto dello Stretto Strategico e Internazionale, alla luce degli ultimi eventi che riguardano la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, insiste sulla necessità di staccare Reggio dalla Sacal.

Pasquale Amato
Il prof. Pasquale Amato

«È ormai palese – ha dichiarato il prof. Amato – la strada involutiva imboccata dal “caso Sacal”. Anche le recenti interrogazioni parlamentari al Governo per chiedere un intervento normalizzatore hanno come capifila gli stessi deputati che hanno sempre sostenuto il primato di Lamezia Airport sugli Aeroporti dello Stretto e di Crotone, considerati alla stregua di colonie. A costoro non interessa affatto l’insieme degli altri Aeroporti (come viceversa avviene in Sardegna, Sicilia e Puglia). A costoro interessa la competizione su chi deve “contare” e “decidere” nella Sacal a favore del solo Aeroporto di Lamezia. È in corso quindi una lotta di potere tra il privato lametino e i suoi partners pubblici di sempre. Una lotta tutta interna e non finalizzata al bene comune dell’intero sistema aeroportuale.

«E i deputati reggini? Ignorati ed emarginati, come l’Aeroporto dello Stretto che dovrebbero difendere a spada tratta, per tutelare gli interessi dei Cittadini elettori cui hanno chiesto il voto.

«E il Comune di Reggio e la Città Metropolitana? Muti e assenti o diciamo meglio distratti. Dopo la sentenza sul caso Miramare sono in corso trattative frenetiche tra i Partiti su Assessori Comunali e Delegati Metropolitani.

«Ma Brunetti e Versace sono comunque in carica entrambi. E tocca a loro  puntare i piedi e sostenere con risolutezza la richiesta che viene dai cittadini elettori: rilancino la “task force Aeroporto”, che non deve essere solo comunale ma metropolitana (era partita bene ma poi è stata fulmineamente zittita) e chiedano con vigore al Governo, al Presidente Occhiuto e all’Enac la liberazione dell’Aeroporto dello Stretto dalla gestione disastrosa della Sacal.

«Una richiesta che deve essere perentoria – ha concluso il prof. Amato –, senza piegarsi a compromessi al ribasso. È fondata su dati che nessuno può contestare sino a rendere superflua l’insistenza sulla richiesta della pubblicazione del Piano Industriale. Quel fantomatico piano non è stato mai reso pubblico perché era ed è campanilisticamente distruttivo, avulso da qualsiasi visione ampia e paritaria della mobilità e finalizzato ad una visione miope: potenziare sempre più Lamezia e nel contempo depredare e svuotare gli altri due scali sino alla loro chiusura.  Atteggiamento in evidente contraddizione con quello di Sardegna, Sicilia e Puglia, che hanno una visione d’insieme equilibrata e non in senso unilaterale del sistema aeroportuale regionale. Una visione in cui prevale il rispetto delle vocazioni dei differenti territori rappresentati dagli scali e la pari dignità tra essi». (rrc)

Furgiuele (Lega): interrogazione al ministro Giovannini su privatizzazione Sacal

Il deputato della LegaDomenico Furgiuele, ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, «sulla privatizzazione in corso della società di gestione degli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone».

«Il 22 novembre scorso, infatti, l’Enac – ha spiegato – ha comunicato alla società che ritiene di confermare l’avvio al procedimento di revoca della concessione di Lamezia Terme, invitando la Sacal a fornire proprie controdeduzioni entro il termine di trenta giorni. Ho invitato il Ministro delle Infrastrutture a rivolgere la nostra attenzione alle conseguenze per i lavoratori della Sacal e della sua controllata Sacal GH».

«Mi è stato garantito – ha concluso – che sono in corso le interlocuzioni con la regione Calabria e gli altri soci pubblici, che vengono attentamente monitorate dal Ministero. Come Lega continueremo a vigilare affinché sia garantita la tutela per i lavoratori, oltre 300, che non possono vedere compromesso il proprio lavoro». (rp)

Sacal, Occhiuto: Si valuta acquisto da parte della Regione delle quote private

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, alla luce di quanto sta accadendo con il caso Sacal, ha dichiarato al Corriere della Calabria che «se il socio privato fosse disposto non escludo di valutare l’acquisto da parte della Regione di tutto il pacchetto».

Il presidente, infatti, ha «intenzione di andare in fondo», e ha riferito che «ho già incontrato il sottosegretario alle Infrastrutture Alessandro Morelli e nei prossimi giorni vedrò il ministro Giovannini. Ma, per essere chiari, considero irricevibile la proposta fatta da Sacal di retrocedere il privato al 49% delle quote. Non possiamo comportarci come se non fosse successo nulla di grave».

A sostenere la scelta del Governatore, il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, il segretario generale della Filt Cgil, Nino Costantino, e il segretario generale della Cgil Area Vasta Enzo Scalese, sottolineando che «oggi è necessario ricostruire un percorso di trasparenza e il rafforzamento democratico di una società che deve svolgere un importante servizio pubblico»-

«Ribadiamo, dunque – si legge nella nota congiunta – la nostra proposta di revoca della concessione con contestuale nomina di un commissario per il tempo sufficiente per un nuovo bando di gara garantendo, come garantito dallo stesso ministro Enrico Giovannini, l’occupazione di tutti i lavoratori».

«Anche il giudizio del presidente Occhiuto – prosegue la nota – sulla mancanza di fiducia nel management aziendale a cominciare dal presidente del CdA  Giulio De Metrio è perfettamente coincidente con le nostre denunce dei mesi e delle settimane passate. È necessario, quindi, che il presidente Giulio De Metrio rassegni prima possibile le dimissioni per consentire una più agevole e pubblica ricostruzione democratica della società».

«Gli aeroporti calabresi – hanno aggiunto i dirigenti della Cgil Calabria – sono infrastrutture fondamentali per la mobilità, per lo sviluppo economico e turistico della Calabria e non possono essere gestiti con sufficienza, con piglio padronale e in disprezzo dei diritti delle persone che lavorano, degli stagionali e dei cittadini. La Filt-Cgil è stata costretta a rivolgersi al giudice del lavoro già in passato per ottenere il Piano industriale che non può essere nascosto e negato a chi ne ha diritto e che, come noi, svolge la delicata funzione di rappresentanza del lavoro».

«Anche per questo – conclude la nota – diffidiamo la società a non compiere nelle prossime ore atti discriminatori e sbagliati come possono essere nuove esternalizzazioni di servizi aeroportuali alla stregua di quanto avvenuto fra luglio e agosto. Qualsiasi attività lavorativa deve essere garantita dai lavoratori della Sacal spa e Sacal gh, oltre che dagli stagionali che dovranno essere rioccupati per la stagione invernale». (rcz)