A Cosenza focus sulla sanità calabrese: «La situazione è fuori controllo»

«La situazione è ormai fuori controllo ed è impensabile, in questo modo, pensare di poter uscire dal Piano di rientro», ha detto Giuseppe Mazzuca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza, nel corso dell’incontro Sos Sanità in Calabria. Come uscirne? svoltosi a Palazzo dei Bruzi.

Per Mazzuca, infatti, «la realtà è ben diversa da quella raccontata dal commissario Occhiuto. Slogan, promesse, proclami, ma i dati continuano ad essere drammatici. Da novembre 2021 ad oggi la situazione della sanità calabrese non è affatto migliorata e a certificarlo è l’Agenas, il monitoraggio dei Lea, la Corte dei conti e i vari report che posizionano la Calabria sempre agli ultimi posti».

Oltre a Mazzuca, erano presenti il sindaco Franz Caruso, il consigliere provinciale e comunale Giuseppe Ciacco, le consigliere comunali Chiara Penna e Concetta De Paola, l’ex commissario dell’Asp di Reggio Calabria Santo Gioffrè e Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale Pd.

Dal problema dell’emigrazione sanitaria che «continua ad arricchire le strutture del Nord» alla totale assenza della medicina territoriale, dalla carenza di personale medico-sanitario alla chiusura di interi reparti: sono tutti concordi nell’affermare che «non è questa la strada per uscire dal Piano di rientro e da 15 anni di commissariamento. A pagarne il prezzo maggiore continuano ad essere i cittadini».

Il 14 per cento dei calabresi rinuncia alle cure, il tasso di mortalità infantile è di 1,8 decessi ogni 1000 nati vivi in Toscana, in Calabria siamo a 3,9.

«Si muore il 5 per cento in più per malattie croniche. In Calabria la sanità è un bene di consumo: chi ha i soldi, si cura. La ’ndrangheta condiziona totalmente il “sistema”, ma siamo rimasti in pochi a denunciare queste cose», ha detto Santo Gioffrè, l’ex commissario dell’Asp di Reggio Calabria che, negli anni, ha cercato di fare chiarezza denunciando ciò che accadeva all’interno dell’Azienda sanitaria dove, dal 2005 al 2013 «non vi era traccia della contabilità economico-finanziaria dell’Asp reggina. Chi aveva l’obbligo di controllare non l’ha fatto. Nel 2010 l’era Scopelliti chiuse ben 18 ospedali, quella sera si sono persi 3mila posti letto, il blocco delle assunzioni ha comportato la perdita di due generazioni di medici e ciò ha portato oggi alla perdita di interi reparti. Nell’ultimo Piano di rientro vengono chiuse 37 strutture complesse. Manca il fattore umano».

Una cosa è certa: «L’autonomia differenziata porterà degli effetti devastanti e sarà deleterio per il sistema sanità – ha detto il sindaco Franz Caruso –. L’offerta sanitaria del cosentino continua ad essere depotenziata. Non abbiamo bisogno di proclami ma di azioni concrete. Bisogna realizzare le strutture, servono macchinari, personale medico-sanitario. Le risorse che arrivano non vengono spese».

«E anche sul nuovo ospedale di Cosenza – ha aggiunto – il Consiglio ha approvato la delibera seguendo le indicazioni dello studio di fattibilità della Regione che aveva già indicato l’area di realizzazione del presidio. Occhiuto ha fatto altre scelte, va bene. Fallo dove vuoi, ma fallo. Di tutto abbiamo bisogno ma non di essere presi in giro da chi ci governa».

«È necessario prendere atto delle situazioni che si sono consolidate in Calabria in questi 15 anni – ha sostenuto Carlo Guccione –. Siamo passati da un commissariamento che doveva essere breve ed efficiente a Decreti che hanno rafforzato i poteri del commissario. E ora stiamo andando verso l’ennesimo Piano operativo della sanità: 2025-2028.  Lo “straordinario” è diventato “ordinario”. È necessario smascherare gli interessi e le logiche che si celano dietro questo sistema».

Tutti concordi nel bocciare il sistema del commissariamento e l’operato della gestione Occhiuto.

«La questione riguarda tutti i partiti e bisogna andare al di là dei colori politici. Bisogna fare fronte unico a difesa del diritto alla salute dei calabresi».

«Noi – ha sottolineato Giuseppe Mazzuca – siamo disposti a dare una mano ma non ad essere complici delle sciagure e degli errori che continua a commettere il super commissario. Ogni volta che gli tendiamo una mano, a quanto pare, ci volta le spalle». (rcs)

COSENZA – Domani l’incontro “Sos Sanità: Come uscirne?”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17.,30, nella Sala Consiliare del Comune, si terrà l’incontro Sos Sanità in Calabria. Come uscirne? organizzato dal Partito Democratico.

A introdurre i lavori Giuseppe Ciacco, Capogruppo Pd in Consiglio provinciale. Interverranno: Santo Gioffrè, già commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria; Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale del Partito democratico, Giuseppe Mazzuca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza; Chiara Penna e Concetta De Paola, consigliere comunali del Comune di Cosenza. Modererà l’incontro la giornalista Pileria Pellegrino(rcs)

L’OPINIONE / Michele Tripodi: A Polistena ha vinto la partecipazaione

di MICHELE TRIPODI – Sono state migliaia di persone quelle che hanno partecipato alla manifestazione del 4 maggio Sanità Chiama,  promossa dall’Amministrazione Comunale di Polistena.

Oltre 100 le adesioni ufficiali di organizzazioni, scuole, sindacati, partiti, associazioni, oltre 30 le adesioni dei Comuni reggini e calabresi.

È stato un momento forte, democratico, di protesta che ha assunto forme variopinte e originali come l’iniziativa del flashmob con la scritta umana +Sanità fatta dalle ragazze. Non ci sono solo le parole importanti che rimangono come macigni, dette sui palchi, che il Commissario/Presidente Occhiuto non può ignorare.
Peraltro si sono alternati 20 interventi, segno che la democrazia è un qualcosa che non si sbandiera ai quattro venti, si compie quando si vuole. A Polistena è un esercizio ricorrente che si realizza ogni giorno. Il tentativo perfido è stato quello (ed è ancora in atto) di sminuire il successo e l’importanza della manifestazione. Negazionismo sciocco ma non solo.
I soliti quattro cretini nemmeno li consideriamo più… respingiamo invece con sdegno quanti ipocritamente fanno finta di battersi per l’ospedale ma vorrebbero che non esistesse, perlomeno a Polistena.
Questa città da fastidio, non a caso c’è pure chi vorrebbe eliminarla definitivamente dalla cartina geografica. Sono costoro, quelli dell’interregno, quello delle cordate politiche trasversali, quello del qualunquismo che in questi giorni hanno ufficialmente scritto o detto una cosa ma lavorato sistematicamente (dietro le quinte) per delegittimare la portata e il significato della manifestazione del 4 maggio.
Negare quanto contenuto nel Dca/78, un documento ufficiale a firma del Commissario Roberto Occhiuto, (questo sì), significa farlo per parte politica.
Ma non solo. Significa, cosa più grave, negare lo smantellamento della sanità pubblica in atto, significa negare l’attacco contro l’ospedale di Polistena e contro la città di Polistena. Mancano 70 unità di personale in ospedale nonostante i bravissimi medici cubani, gli operatori sanitari sono precettati, nessun investimento serio per la struttura è stato programmato.
Mentre all’ospedale spoke gemello di Locri si spendono 14 milioni per lavori, mentre per il l’ospedale di Palmi si mettono altri 150 milioni di euro, all’ospedale di Polistena dove le prestazioni sono il doppio rispetto ai numeri di Locri non si fa niente.
I 35 milioni dei fondi Inail in teoria previsti per Polistena sono tra i progetti valutabili ma per ora non esistono checchè ne dica Occhiuto.
Non esistono per Polistena nemmeno altri fondi concorrenti. E allora? Come la mettiamo?
Cosa vuol dire tutto questo?
Vuol dire semplicemente ciò che sta scritto nel Dca 78. Gli indizi sono fin troppo chiari. Per tutti questi motivi, la leggerezza dei giudizi sulle questioni al centro della manifestazione equivalgono a disinteresse o peggio ancora a complicità di chi vorrebbe decretare la cancellazione dell’ospedale di Polistena.
Per tali motivi per me, per noi la lotta non è finita il 4 maggio e non finirà quand’anche Occhiuto vorrà riscrivere il Dca 78 eliminando, speriamo presto, la stessa previsione che fu costretto ad eliminare (dalla protesta di Polistena) il Commissario Massimo #Scura.
Allora però non c’erano i bavagli di oggi è governava il centrosinistra la regione.
La lotta per l’ospedale di Polistena e per la sanità pubblica va dunque oltre i colori vivaci, oltre i volti indignati, oltre la musica bellissima della grande manifestazione del 4 maggio.
La lotta deve continuare. E continuerà. (mt)
[Michele Tripodi è sindaco di Polistena]

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Consuntivo di metà mandato di Occhiuto motivo di orgoglio per la Lega

di PIETRO MOLINARO – Nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha tenuto una conferenza stampa sul bilancio di metà legislatura ed è stata l’occasione per mettere in fila il lavoro svolto finora dalla maggioranza di centro-destra.

Un lavoro intenso e proficuo che è anche motivo di orgoglio per la Lega e va ascritto all’azione determinata e coesa di tutti i partiti che compongono la maggioranza. È emerso che, pur rimanendo criticità,  il lavoro è stato rilevante, anche se, per utilizzare le parole di Roberto Occhiuto: «governare la Calabria è come stare in un videogame, sconfiggi un mostro e subito dopo ce n’è un altro».

Nella sanità l’inversione di rotta c’è stata. Purtroppo è lontana la risoluzione dei problemi della sanità calabrese ma l’azione innovativa con investimenti adeguati del Presidente/Commissario per la sanità, con numeri e fatti, è tangibile: 3.500 assunzioni tra medici e infermieri, 274 medici cubani in corsia,  60 nuove ambulanze su tutto il territorio regionale, la creazione di Azienda Zero per governare Asp e Ao, l’accertamento del debito e la chiusura dei bilanci delle Aziende, la riforma del 118 e la nuova centrale operativa regionale, il Cup unico regionale online, la ripresa dei lavori dell’ospedale della Sibaritide.
Possiamo dire che il barometro della sanità è orientato sul bel tempo, con la ristrutturazione dei servizi per renderli appropriati ed efficienti per la cura di tutti i cittadini. Il più è ancora da fare, la situazione è grave e nessuno lo vuole nascondere. Ma non riconoscere il cambiamento di rotta rispetto a commissari alla sanità come Cotticelli o Zuccatelli o Longo è davvero da ciechi.
La Lega non può che essere orgogliosa di essere protagonista della trasformazione della Calabria, e di collaborare con alleati di governo seri ed affidabili.
E non potrà essere la campagna elettorale in corso per il rinnovo del parlamento europeo ad incrinare i rapporti nella maggioranza. La Calabria ha bisogno della nostra azione innovativa e creativa che guarda sempre alle esigenze dei territori, e con il presidente Occhiuto, usando  bene le risorse,  continueremo a lavorare per il bene della Calabria. (pm)
[Pietro Molinaro è consigliere regionale della Lega]

I sindaci dell’Associazione “Città degli Ulivi” e dei Comuni della Locride a Polistena per difendere la sanità

Anche i sindaci dell’Associazione “Città degli Ulivi” e dell’Associazione dei Comuni della Locride scendono in piazza a Polistena per difendere la sanità.

Vincenzi Maesano, presidente Assemblea Associazione Comuni della Locride, Giorgio Imperitura, presidente Comitato direttivo Associazione Comuni della Locride, Michele Conia, presidente  Assemblea Associazione “Città degli Ulivi” e Marco Caruso, presidente Comitato Direttivo Associazione “Città degli Ulivi”, nel merito dell’azione politica intrapresa dalle Associazioni hanno rilevato che, da tempo, «grazie soprattutto al sapiente lavoro svolto dai delegati alla Conferenza dei Sindaci dell’Asp Aldo Alessio (sindaco di Gioia Tauro) e Mariateresa Fragomeni (sindaco di Siderno), si è sviluppato un dialogo costruttivo tra i vertici aziendali e la rappresentanza istituzionale dei due comprensori».

I sindaci hanno rimarcato, con forza, «le criticità e le carenze che affliggono i servizi territoriali, depotenziati negli anni con evidente danno a carico dei cittadini, i quali sempre più spesso sono costretti ad invocare risposte adeguate, anche in termini di tempestività e di qualità. Le Associazioni ha avuto un ruolo fondamentale nei processi organizzativi, chiedendo di partecipare alla progettazione degli interventi tendenti ad una programmazione a lungo, medio e breve termine».

«Si è obiettivamente – si legge in una nota – registrata un’inversione di tendenza rispetto al recente passato, anche per quanto concerne i rapporti dell’Asp con il territorio ed i loro rappresentanti, chiaro segnale di apertura e disponibilità Il costante impegno, rivolto sempre a garantire servizi efficienti ai cittadini dei due comprensori, ha prodotto risultati concreti con l’imminente realizzazione degli Ospedali di
Comunità, della Case della Salute e altri servizi territoriali che potranno fornire risposte immediate alle pressanti istanze che quotidianamente provengono dal territorio».

Tuttavia, i sindaci non considerano «soddisfacenti i risultati raggiunti e, per questa ragione – viene spiegato –, proseguiranno la positiva interlocuzione avviata con l’Asp per ottenere il rafforzamento e/o la riapertura dei Presidi attualmente operativi nella Piana e nella Locride, sempre nell’ottica di garantire servizi adeguati e quanto più possibile diffusi. In questa direzione le Associazioni danno atto al Direttore Generale di aver assunto, sul piano culturale, un diverso approccio alle problematiche anche attraverso un analitico lavoro di monitoraggio».

«Ma rimangono numerosi nodi da sciogliere – viene specificato – che riguardano le strutture dei due comprensori, sempre più interconnesse tra loro, in nome dell’unicità dell’Asp di Reggio Calabria, più volte evocata dal dg Lucia Di Furia. Sono in corso di definizione gli interventi previsti dal Piano operativo regionale Pnrr per realizzare 5 Case Comunità della Piana, poste a Gioia Tauro, Rosarno, Taurianova, Cinquefrondi, Palmi e due Ospedali di Comunità che verranno insediati nelle strutture, già esistenti, di Cittanova e Oppido Mamertina per un investimento complessivo di euro 23.116.586,00».

«Altrettanto importanti – viene evidenziato – sono le opere già finanziate che riguardano gli interventi strutturali all’Ospedale di Locri, la Casa di Comunità (hub di Siderno), l’Ospedale di Comunità di Gerace e le Case di comunità di Antonimina, Bovalino, Gioiosa Jonica, Caulonia Marina e Monasterace, oltre ai Presidi di continuità assistenziale del territorio e le Centrali Operative Territoriali di
Taurianova, Locri e Palizzi. Tra l’altro non verrà mai meno l’impegno dei Sindaci per valorizzare i Presidi ospedalieri esistenti, mediante il loro rafforzamento e la creazione di nuovi servizi sanitari moderni ed efficienti. Nel merito ci sono finanziamenti programmati per: grandi apparecchiature – Ecotomografi – digitalizzazione – Ospedali Sicuri per un totale di € 11.830.525,00 Polistena, Gioia Tauro,
Rosarno, Palmi e Taurianova».

«Resta fermo – viene ribadito – l’impegno dei Sindaci ad operare quotidianamente per verificare il rispetto della programmazione concordata in merito alla creazione di servizi territoriali e di una rete ospedaliera consoni alle esigenze dei cittadini di questo comprensorio. Sono queste le ragioni che inducono le Associazioni a presenziare alla manifestazione del 4 maggio in quanto ritengono la presenza nelle piazze altrettanto importante quanto l’interlocuzione istituzionale nelle sedi opportune, come impone il ruolo dei Sindaci.

«Il problema della sanità, a nostro avviso – hanno spiegato i primi cittadini –  va affrontato a 360°, per cui le richieste da indirizzare a chi di competenza devono riguardare la difesa degli Ospedali di Polistena e Locri (sui quali peraltro vi sono state precise rassicurazioni da parte del governo regionale) così come il costruendo Ospedale della Piana, l’istituzione e il potenziamento delle guardie mediche, un
servizio adeguato di prevenzione che consenta di costruire un sistema sanitario moderno e completo».

«In questo contesto si vuole, altresì – hanno proseguito i primi cittadini – evidenziare la carenza delle strutture socio – sanitarie per la
tutela della salute mentale e del necessario supporto alle famiglie che “vivono” queste patologie. Questo l’intento e lo spirito che animano la partecipazione dei Sindaci alla manifestazione, consapevoli che servono le iniziative di piazza ma anche gli interventi nei vari livelli
istituzionali (con la richiesta di assoluta celerità delle opere già finanziate) ove portare le istanze per provvedimenti seri ed urgenti che consentano di realizzare una sanità a misura di cittadino». (rrc)

Piscioneri (Cisl Metrocity RC): Sosteniamo una sanità pubblica a garanzia dei diritti costituzionali

Il segretario generale della Cisl Metrocity RCRomolo Piscioneri, la ribadito la necessità di sostenere una sanità pubblica a garanzia dei diritti costituzionali.

Il sindacato, infatti, ha aderito all’iniziativa programmata dalla comunità di Polistena a sostegno della sempre più complessa vertenza “sanità del territorio” in programma domani.

«Siamo – ha ricordato – non per una politica di soppressione di strutture e servizi, ma per una vera azione integrativa di attività mediche sanitarie di prossimità, ragionata in una visione innovativa e di radicale ripensamento di funzioni, discipline mediche e servizi ospedalieri utili ad una comunità vasta, come la piana di Gioia Tauro, alle prese con un crescente invecchiamento che necessita di particolare cure, mediante un più incisivo impiego della spesa pubblica per rispondere ai bisogni collettivi».

«Non si può non avere o non realizzare strutture ospedaliere di adeguato livello – ha proseguito – moderne, attrezzate, rispondenti alle esigenze della gente del  territorio, costretta alle conseguenze di una sanità lenta nelle decisioni e con  un’inclinazione prevalentemente dello scarto e del depotenziamento dei servizi ospedalieri e sanitari esistenti».

«Il nuovo ospedale della piana, già finanziato e speriamo di prossima costruzione – ha ribadito – deve avere simili requisiti, proprio per sopperire alle odierne carenze, senza porsi come struttura sostitutiva all’attuale realtà ospedaliera presente sul territorio. Di buon auspicio sono le recenti correzioni alla rete ospedaliera approvata lo scorso 26 marzo, con l’inserimento di note a garanzia della permanenza dei presidi esistenti di Polistena, Oppido Mamertina, Gioia Tauro, passi importanti ma non sufficienti verso la riorganizzazione».

«Da sempre, noi – ha ricordato – rivendichiamo una sanità pubblica capace di fronteggiare i numerosi bisogni di cura della gente, con più posti letto e meno attesa, oggi, il più delle volte, costretta a quella emigrazione sanitaria, tra drammi e dolori, verso altre strutture del Centro Nord».

«Di certo non ha giovato il lungo periodo di commissariamento di tutta la nostra sanità – ha concluso – svilente e mai determinato per una gestione chiara, giusta ed equilibrata, funzionale a una doverosa riorganizzazione intorno a quei punti qualificanti, indispensabili per offrire risposte di qualità agli ammalati, a partire dal soppresso 118, da riportare con estrema urgenza  nell’area di competenza della città Metropolitana di Reggio Calabria». (rrc) 

La risposta del Coordinamento delle Associazioni “Progetto Città della Piana” per la crisi della sanità

La drammatica crisi della sanità nella “Città della Piana” è al massimo livello di saturazione  e rischia di provocare pericolose proteste popolari, poiché la stessa Comunità da troppo  tempo viene privata del diritto Costituzionale alla salute a causa di tagli e gravi inefficienze  dei servizi essenziali di assistenza sanitaria. 

Infatti, appare ormai chiaro che esiste un oscuro disegno di annullare la sanità pubblica  per consegnarla a organizzazioni di basso profilo, a speculatori economico-finanziari che, dall’esterno della Regione, allungano i loro tentacoli su di noi. 

La Comunità della “Città della Piana” non si rassegna a pagare pesantemente sulla propria  pelle l’inadeguatezza di una politica che alimenta sprechi, affarismi ed un ramificato  sistema di clientele, e preannuncia l’avvio di forme di vibrante protesta che, se a breve  scadenza non si vedranno risultati, coinvolgerà organizzazioni sociali, culturali e  produttive. 

La realizzazione del Nuovo Ospedale della “Città della Piana”, tanto sbandierato da ogni  amministrazione di turno ormai da decenni, oltre a mostrare notevoli difficoltà logistiche e realizzative per evidenti e pacchiani errori commessi in passato, lascia intravedere una  subdola, cinica e dilatoria volontà politica che non promette niente di buono, lasciando  trasparire quella che ormai appare una chimera infinita, disegnata ai danni della  popolazione ed alla sua impellente necessità di cure sanitarie. 

E tutto ciò mentre l’emigrazione sanitaria è diventata un mostro insaziabile che crea  ulteriore sofferenza nelle famiglie, che ingoia risorse regionali ingentissime che hanno già  superato la stratosferica cifra di 300 milioni di euro annui, che gravano sui già magri  redditi dei calabresi. E ciò per l’impossibilità di curarsi sul posto, a causa delle  interminabili liste di attesa che si dilatano sempre più negli anni alle quali l’unico Ospedale  di Polistena ancora funzionante, sia pure con grandi difficoltà, non regge per le pressanti  richieste di cure per patologie urgenti e gravi. 

La popolazione, stremata, vive questi disagi con crescente nervosismo, constatando che  anche la sua rappresentanza politica sta dimostrando di avere scarsa attenzione per il  territorio e insufficiente capacità di individuare e risolvere i problemi nel settore strategico e vitale della sanità. 

Purtroppo, venendo a mancare capacità di visione politica per individuare soluzioni  efficaci a breve termine, ci sentiamo autorizzati come Associazione, nell’esclusivo  interesse dei cittadini, a riformulare le nostre proposte mirate a garantire i Livelli  Essenziali di Assistenza, nel tentativo di arginare questa deriva disumana e pericolosa. 

Partendo da un dato inconfutabile, estratto da recenti studi Istat, si rileva che per la  popolazione di 180.000 abitanti della Città della Piana sono necessari 620 posti letto  distribuiti nei vari comparti ed invece, al contrario, dispone solo di 130 posti letto, ben  lontani dagli standards validi su scala nazionale. 

La carenza nel territorio di questi oltre 400 posti letto porta inevitabilmente ad un  sovraffollamento di tutti i reparti dell’Ospedale di Polistena, ed in particolare del Pronto  Soccorso, che non reggono alla domanda eccessiva dell’utenza. 

A queste carenze strutturali si somma la cronica carenza di personale medico e  paramedico, che innesca a sua volta una serie di reazioni che hanno portato al totale  collasso del sistema sanitario. 

Sostenere che siamo ormai da troppo tempo in piena tempesta significa riaffermare il  solito eufemismo, dal quale, però, è urgente venirne fuori. A questo puntosi si impone ed è impellente formulare proposte risolutive e chiedere che vengano valutate seriamente  dalla classe dirigente per limitare le sofferenze dei cittadini. 

Le proposte da realizzare con urgenza

Ricognizione delle risorse umane della sanità per sapere chi e chi fa cosa, e verificare  se il ruolo ricoperto risponde alla funzione professionale; Fare ogni sforzo per concordare l’impiego di medici specializzandi nei reparti più  bisognosi di personale con gli Ordini professionali e le Università di appartenenza; Valorizzare il Codice Etico Professionale e rispettare le regole imposte, concordando con il personale medico comportamenti più idonei nelle prescrizioni di costose  indagini diagnostiche, favorendo in ogni modo e prima di tutto l’impiego delle loro  capacità professionali di clinica e semeiotica; Ristrutturare e mettere a norma i reparti fatiscenti dell’Ospedale di Polistena con i 35 milioni di fondi Inail del Dpcm 24.12.2018 già disponibili;  Istituire a Polistena il reparto di Emodinamica e strock unit, indispensabili per le  terapie e procedure salva vita nei pazienti con accidenti cardio e cerebrovascolari  d’urgenza.

Apertura immediata dell’Ospedale di Gioia Tauro riqualificando il Pronto Soccorso  con attrezzature adeguate ed astanteria, apertura dei reparti di Anestesia, Chirurgia  generale, Medicina, servizio di cardiologia e diabetologia, reparto analisi cliniche,  radiologia con Tac e Rmn; Avvio urgente dei lavori degli Ospedali di Comunità di Cittanova e Oppido M., delle 5 Case della Salute e del Centro Territoriale di Taurianova; Istituzione di un servizio di Urologia annesso al reparto emodialisi di Taurianova; ∙ Riqualificazione di un Polo Oncologico, anche pediatrico, ricercando convenzioni  specialistiche con le miglior strutture Italiane per contenere il più possibile  l’emigrazione sanitaria verso altre regioni, verificando la disponibilità di strutture  sul territorio per essere impiegate a questo scopo (ex ospedali di Cittanova,  Rosarno, Palmi e Taurianova); Riqualificazione servizi di prevenzione e cura delle malattie degenerative del Snc (Alzheimer), patologie che rappresentano una piaga sociale e per le quali è  indispensabile dedicare maggiore attenzione in merito a strutture dedicate, a  personale medico e paramedico adeguati in numero e competenze; Riaperture in convenzione servizio oculistica per interventi cataratta. Abbiamo  verificato che nell’ultimo anno sono state ridotte le convenzioni con il Ssn, causando gravi disagi per la popolazione anche in soggetti giovani in età lavorativa.  Infatti le liste d’attesa sono interminabili e chi ha bisogno di trattamenti deve  ricorrere a strutture private non convenzionate.

Ottimizzare le funzioni dei Poliambulatori specialistici con personale e attrezzature  adeguate, tali da contenere l’afflusso presso i nosocomi. Rivedere con attenzione le  zone decentrate che devono essere maggiormente attenzionate (Laureana di B., S.  Pietro di C., Serrata, Giffone, Delianuova);  Disporre nuovi servizi presso medici di medicina generale fornendo attrezzature per  la telemedicina d’urgenza;  Avviare i due progetti Hospice, uno dei quali già finanziato per 520.000 € a  Melicucco, mai avviato e poi soppresso; togliere opzione “A pagamento” per prestazioni e indagini diagnostiche. Molti sono  i soggetti che rifiutano di fare indagini o di sottoporsi a cure per troppe spese  sostenute o per le lunghe liste di attesa. A tal proposito informiamo i cittadini che  qualora non venissero rispettati i tempi di esecuzione di qualsivoglia indagine o  prestazione indicata sul ricettario medico, la legge consente di pretendere il  rimborso dall’Asp della somma spesa per avere effettuato privatamente e a  pagamento tali accertamenti.

Queste nostre proposte consentirebbero, ove ci fosse volontà politica, onesta valutazione  intellettuale e propensione ad attuarle, di disporre di un sistema sanitario in grado di  offrire alla popolazione i Livelli Minimi di Assistenza, anche perché si è a conoscenza della  disponibilità delle necessarie risorse economiche. 

Se a quanto da noi proposto non si desse seguito si verificherà se ci siano le condizioni  perché questa Associazione proponga ricorso alla Corte dei diritti dell’uomo per vederli  finalmente riconosciuti. 

Invitiamo tutti i cittadini a prendere atto della gravità della situazione, a impegnarsi a  lottare con noi, insieme alle Istituzioni più sensibili, per rivendicare il diritto fondamentale  alla salute di ogni essere umano, a discernere le false promesse dalla verità e ad evitare  strumentalizzazioni che non farebbero altro che aggrovigliare ancora di più la drammatica  condizione della sanità pubblica. (Mario Lucia e Armando Foci)

[Mario Lucia e Armando Foci sono rispettivamente il responsabile del Settore Sanità dell’Associazione e il presidente dell’Associazione]

Domani a Polistena la manifestazione per l’Ospedale

Il primo passo per la tua salute è scendere in piazza con noi», ha scritto il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, invitando tutti a partecipare a Sanità Chiama, la manifestazione per il diritto alla salute, per la sanità pubblica e per l’ospedale di Polistena.

Il primo cittadino, infatti, pochi giorni fa aveva scritto come «le parole “rassicuranti” del presidente Roberto Occhiuto sull’ospedale di Polistena peraltro già pronunciate qualche settimana fa sono insufficienti. Serve cancellare materialmente ciò che lo stesso Commissario/ Presidente ha scritto nel Dca/78, ovvero la previsione di eliminare l’ospedale di Polistena dalla rete ospedaliera una volta costruito l’ospedale a Palmi contenuta nelle pagine del decreto a firma di Roberto Occhiuto».

«Se lo farà prenderemo atto – ha aggiunto – se non lo farà vorrà dire che la nostra mobilitazione non si fermerà al 4 maggio, ma andrà avanti. Oltretutto una struttura ospedaliera sulla quale non si prevedono investimenti, nè ampliamenti, nè nuove assunzioni è un ospedale che fa fatica e rischia di implodere da un momento all’altro. Il Presidente Occhiuto questo lo sa bene».
«Qui si tratta di tutelare la pelle delle persone non di giocare con le storie Instagram – ha proseguito –. Il tentativo di boicottare la manifestazione ordito dai soliti sciacalli è evidente ed in questo – dispiace dirlo – il Presidente della Regione si è prestato ad una caduta di stile. Per tali ragioni rilanciamo l’invito a partecipare alla manifestazione che – siamo certi – sarà un successo di partecipazione popolare».
Quello che si chiede è No allo smantellamento della sanità pubblica, attraverso l’eliminazione di ogni riferimento scritto nel dca 78/2024 alla futura cancellazione dell’ospedale spoke di Polistena e dei presidi ospedalieri esistenti nella Piana di Gioia Tauro; Rilancio dell’ospedale spoke di Polistena con assegnazione di nuove unità a tempo indeterminato nei reparti esistenti sottodimensionati di personale medico, infermieristico ed ausiliario al momento sopperito da costose #prestazioni a gettone; Istituzione nuovi reparti, servizi e posti letto previsti negli atti aziendali (emodinamica, neurologia, urologia, oncologia, neonatologia).
E, ancora, lo sblocco dei fondi Inail, circa 35.702.321,75 milioni per lavori di ristrutturazione, riqualificazione, adeguamento e ampliamento dell’ospedale di Polistena; Stanziamento fondi per lavori urgenti per la riqualificazione delle sale operatorie e l’attivazione dei percorsi bianco/sporco; Attivazione n. 2 posti dialisi h 24 presso il reparto di medicina interna dell’ospedale con personale dedicato; Mantenimento del rapporto 3 posti letto ogni 1000 abitanti che negli #ospedali della Piana di Gioia Tauro rispetto alla popolazione residente è ora abbondantemente al di sotto, (oggi ci sono poco più di 100 posti letto attivi per un totale di oltre 150mila abitanti) che dovrà essere osservato anche qualora sarà realizzato il nuovo ospedale a Palmi.
Si chiede, anche, il ripristino della centrale operativa provinciale del Suem 118, inspiegabilmente accorpata a quella di Catanzaro; il potenziamento Suem 118 con ripristino dei medici sulle ambulanze in ogni postazione territoriale; il rilancio delle assunzioni di medici ed infermieri attraverso un piano che definisca una graduatoria unica regionale, la sola alla quale poter accedere per destinare l’assegnazione dei professionisti in ciascun ospedale o servizio; Valorizzazione dei medici #cubani e proroga convenzioni in essere in attesa delle nuove assunzioni stabili che vanno accelerate anche attraverso i #tirocini formativi degli specializzandi in medicina; Attivazione di una rete territoriale con nuove assunzioni di personale in grado di supportare le nascenti Case e Ospedali di Comunità, le Centrali Operative e la struttura esistente a Taurianova per malati emodializzati.
L’attivazione di un servizio hospice per ammalati terminali a Melicucco; sostegno alle terapie da cure termali attraverso la valorizzazione delle strutture ricettive delle terme di Galatro; il potenziamento dei #reparti e delle strutture psichiatriche territoriali con il riconoscimento a lavoratrici e lavoratori delle mensilità arretrate; Attivazione dei protocolli sperimentali per malati oncologi negli ospedali territoriali;  la cancellazione dei ticket sanitari per le fasce più deboli della popolazione e ripristino dei contributi finalizzati al rimborso degli ammalati costretti a curarsi fuori regione.
L’eliminazione del #numero chiuso nelle Università pubbliche per l’accesso alle Facoltà di medicina; l’abbattimento delle liste di attesa per le visite ambulatoriali che spianano la strada verso una sanità a pagamento a totale carico dell’utente ed alla graduale  privatizzazione della sanità pubblica;
Si chiede, ancora, il rafforzamento di tutta la rete della medicina territoriale, utile a prevenire o filtrare l’ospedalizzazione, compresi, i consultori, i centri di salute mentale, le guardie mediche; l’attuazione di tutti gli interventi programmati del Pnrr per quel che riguarda nuove strutture, diagnostica e digitalizzazione della sanità pubblica che prevedono investimenti per 20 milioni di euro circa negli ospedali e altri presidi di sanità della Piana di Gioia Tauro; solidarietà e condivisione delle istanze di altri #territori extra provinciali che rivendicano la difesa della sanità pubblica ed il rilancio del diritto alla salute. (rrc)

TRA BLOCCO ASSUNZIONI E DIRITTI NEGATI
STA SPROFONDANDO LA SANITÀ CALABRESE

di ANGELO SPOSATO, ALESSANDRA BALDARI, CARMELO GULLÌ E FRANCESCO MASOTTI – Sul Sistema sanitario nazionale si è scatenata la “tempesta perfetta” e i “segnali” del suo graduale ma inarrestabile declino sono tanti: il persistente definanziamento (37 miliardi di euro di tagli negli ultimi 10 anni), le disuguaglianze e le divisioni create da 20 diversi sistemi sanitari regionali, il crescente invecchiamento della popolazione e la riduzione progressiva del personale per la fuoriuscita anticipata di decine di migliaia di medici e operatori sanitari, con la difficoltà, quindi, di riuscire a tenere aperti i reparti ospedalieri o di assicurare l’assistenza di base ai cittadini.

Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute, nei prossimi dieci anni il Ssn si troverà con circa il 25% di personale in meno e a niente servirà “importare” medici stranieri o richiamare in servizio medici in pensione.

In un Paese dove aumenta la vita media e crescono le malattie croniche il problema diventa l’assistenza e la cura della persona. Senza investimenti e risorse adeguate il Ssn pubblico ed universale non potrà sopravvivere. Serve, invece, come sosteniamo da tempo, un piano straordinario di riordino dei servizi, di assunzioni e di investimenti nella sanità pubblica con un incremento stabile del finanziamento del SSN che lo riporti in linea con la media degli altri paesi europei e l’eliminazione dei vincoli del tetto di spesa per il personale degli enti dei Servizi Sanitari Regionali.

Una nota a parte merita la grave situazione della Calabria che, già a distanza di dieci anni dalla regionalizzazione della sua sanità, è piombata all’interno di un pesantissimo piano di rientro, con ricadute negative in termini di blocco delle assunzioni e di mancate risposte ai bisogni di salute dei cittadini.

Ad oggi siamo all’attuazione del quinto Programma Operativo senza alcun risultato concreto: livelli essenziali di assistenza sotto la soglia della sufficienza e una migrazione sanitaria che mette in serie difficoltà i cittadini e svuota le casse regionali. Situazione che, negli ultimi quattro anni e mezzo di guida della Regione da parte del centrodestra calabrese, è peggiorata. Lo attestano i cittadini che chiedono assistenza e cure ed è certificato dal sistema di monitoraggio dei Lea dall’Agenas e da organismi indipendenti come la Fondazione Gimbe.

E, intanto, la Calabria continua a non spendere per garantire l’assistenza sanitaria ai suoi cittadini, a tal punto che i tecnici dei ministeri della Salute e del MEF nell’ultimo verbale dello scorso 22 gennaio scrivono che «l’avanzo che si osserva dopo le coperture nell’anno 2022 è collegato al ritardo degli interventi, come anche evidenziato dai numerosi accantonamenti delle risorse del Fondo sanitario regionale indistinto e vincolato, che avrebbero dovuto essere messi in atto per il potenziamento dei Lea, auspicati dalle numerose iniziative legislative nazionali a sostegno della Regione Calabria intervenute negli anni e dall’iscrizione dei contributi dello Stato a sostegno del Piano di rientro della Regione Calabria che appaiono non utilizzati».

Sembra di rileggere l’ultima relazione annuale della Corte dei Conti che parla di “contributi dello Stato a sostegno del Piano di rientro della Regione Calabria che appaiono largamente non utilizzati” e di “ritardo degli interventi che avrebbero dovuto essere messi in atto per l’erogazione dell’assistenza sanitaria attraverso il potenziamento dei Lea. L’avanzo al 31 dicembre 2022, (chiosa la Corte dei Conti), non fotografa in maniera veritiera e corretta la situazione del sistema sanitario calabrese”.

Rilanciamo con forza l’impegno assunto dalla presidenza di Giunta regionale, ad oggi disatteso, ad attivare tavoli di confronto continuo di livello regionale prima e delle Aziende Sanitarie Provinciali a seguire in cui operare la contrattazione socio-sanitaria territoriale, quale aspetto di fondamentale importanza nel complesso lavoro di riorganizzazione del Sistema sanitario regionale.

Se l’impegno assunto non sarà rispettato mobiliteremo lavoratori e i cittadini a difesa e tutela del diritto a curarsi ed essere assistiti nel territorio in cui vivono per fermare i processi di emigrazione sanitaria, di privatizzazione e per rilanciare un Sistema sanitario regionale pubblico e un sistema socio-sanitario che garantisca tutte le comunità, con particolare attenzione a quelle delle aree interne e contribuisca ad evitarne lo spopolamento.

Diritti rispetto ai quali, il disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni, il cosiddetto ddl Calderoli, non solo non risolverebbe le gravi problematiche della nostra regione, ma ne accentuerebbe le disuguaglianze e il divario rispetto alle altre regioni italiane. (as, ab, cg, fm)

[Angelo Sposato, Alessandra Baldari, Carmelo Gullì e Francesco Masotti sono rispettivamente Segretario Generale Cgil Calabria, Segretaria Generale Fp Cgil Calabria, Segretario Generale Spi Cgil Calabria e Fp Cgil Medici Calabria]

È attivo il Fascicolo Sanitario Elettronico “Sicuri della nostra salute”

È attivo, dal 22 aprile, il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 “Sicuri della nostra salute”, lo strumento che il servizio sanitario sta potenziando, con i fondi del Pnrr, per migliorare l’assistenza.

La Campagna è realizzata dal Ministero della salute, di concerto con il Dipartimento della trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio ed il Ministero dell’economia e delle finanze, in collaborazione con le Regioni e Province autonome.

La campagna, in linea con quanto disposto dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, informa anche sulla possibilità di opporsi all’inserimento automatico nel fascicolo dei dati e documenti sanitari generati da eventi clinici riferiti alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale prima del 19 maggio 2020 (entrata in vigore del DL n. 34 “Misure urgenti in materia di salute …”).

Sarà possibile esprimere la facoltà di opposizione  fino al 30 giugno 2024 tramite il servizio “Fse – Opposizione al pregresso” disponibile on line nel Sistema Tessera Sanitaria (TS) al seguente link:

Il diritto di opposizione al consenso all’alimentazione automatica del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) potrà essere esercitato anche presso le sedi delle Aziende Sanitarie elencate nella pagina dedicata del sito aziendale. (rcz)