L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: La sanità merita maggiore tutela

Di GIACOMO SACCOMANNO – Si registrano e sono state segnalate diverse aggressioni a medici e personale sanitario sia a livello nazionale che regionale. Si sono, anche, invocate misure straordinarie per la giusta tutela degli operatori. Tutto corretto e condivisibile. Ma, ritengo che la riflessione debba essere più ampia e comprendere anche le ragioni delle aggressioni subite.

Viviamo, sicuramente, in un periodo post Covid, ove le esasperazioni sono aumentate e i cittadini sfiduciati non riescono più a controllarsi. Questo, dovuto, anche, al clima rissoso che la nazione sta vivendo. In tale contesto di incertezze, non vi è una risposta adeguata in relazione a tutti i servizi che lo Stato e le Regioni avrebbero dovuto fornire. Tale carenza evidente si nota maggiormente, poi, nelle persone fragili che hanno bisogno di assistenza sanitaria.

Non possiamo non prendere atto di un sistema quasi al collasso che, pur con i grandi sforzi e sacrifici dei medici e degli operatori sanitari, non riesce più a fornire una adeguata assistenza. Pazienti che devono attendere ore al ProntoSoccorso e che, poi, devono attendere giorni per essere ricoverati nei reparti e spesso vengono lasciati per ore e giorni sulle barelle! In tale contesto, l’esasperazione, la cattiva educazione, il degrado culturale, il conflitto sociale, la violenza che sta aumentando, sensibilmente, nelle persone. E, allora, è giusto e corretto chiedere maggiore tutela e minacciare la chiusura delle strutture a rischio, ma è anche necessario, però, cercare in tutti i modi di fornire adeguate risposte.

Il Presidente Occhiuto e i Commissari nominatistanno facendo l’impossibile per organizzare un sistema sanitario allo sbando per le errate determinazioni del passato (vedere bandi per concorsi deserti, assunzione di medici stranieri, ristrutturazione del sistema ospedaliero), che per oltre 10 anni è stato gestito da Commissari, nominati dal Governo, che hanno pensato solo a ridurre i costi ed hanno abbandonato il resto. Oggi la situazione è molto complicata e le coraggiose azioni del Commissario alla Sanità e di tutti i responsabili delle varie Asp non sono sufficienti per cercare di superare il degrado causato negli ultimi 10 anni.

Si deve, quindi, da una parte, pensare ad una tutela maggiore da condividere con gli altri Organi dello Stato, e, dall’altra, ad un piano straordinario per la regolamentazione delle poche risorse esistenti e, se possibile, anche dell’assunzione di altri operatori sanitari, eventualmente anche con accordi con le Università per sostenere le specializzazioni e la formazione dei giovani e di nuovi sanitari. Non è un percorso facile, ma bisogna iniziare a pensare al futuro ed alla nuova ristrutturazione del sistema sanità, utilizzando le innovazioni come la medicina a distanza, l’intelligenza artificiale, il riordino dei medici di base, la costruzione di nuovi ospedali e presidi, in sostanza la creazione di un sistema adeguato, armonioso e che tenga presente sia l’attuale condizione di evidente difficoltà che le necessità dei cittadini, il tutto con una campagna di sensibilizzazione delle comunità e con risposte immediate e forti per evitare aggressioni e la mancanza di tranquillità degli operatori.

Un’azione congiunta, forte, decisa e, comunque, condivisa da parte di tutti i soggetti attivi che deve portare ad una indispensabile svolta nella gestione del sistema sanitario, oggi costellato da profonda precarietà ed incertezza. Sicuramente, l’azione coraggiosa e decisa del Presidente Occhiuto e dei Commissari nominati, a cui deve essere trasmesso tutto il senso di gratitudine, potrà dare dei risultati maggiori se le decisioni verranno discusse ed assunte nella condivisione di tutti i soggetti interessati e con il palese sostegno delle altre Istituzioni. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Ospedale Soverato, Ambulatorio Malattie del fegato esempio di buona sanità in Calabria

Anche nella tanto martoriata sanità calabrese ci sono isole felici. Tra tanti problemi che affliggono la sanità in Calabria, esistono anche esempi di buona sanità che devono essere evidenziati rappresentando uno strumento di stimolo per altre attività disponibili a tendere al raggiungimento di standard di rilievo nazionale.

La Struttura complessa di Medicina interna del Presidio ospedaliero “Basso Ionio” di Soverato dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro da oltre un anno ha attivato l’Ambulatorio di Malattie del fegato che ha avviato Percorsi coordinati e complessi nell’ambito della selezione e del follow up del trapianto di fegato raffigurando appunto un esempio di buona sanità.

In questo breve periodo di tempo la Medicina interna è rapidamente divenuta un centro di riferimento per questa complessa tipologia di pazienti ottenendo preziosa collaborazione da parte del Laboratorio analisi e della Radiologia dello stesso nosocomio.

Attualmente sono novanta i portatori di fegato trapiantato stabilmente seguiti presso l’Unità operativa, alcune decine hanno iniziato il bilancio pre-trapianto e molti altri sono in lista d’attesa. Il Reparto di degenza ordinaria ha accolto, trattando con successo, un paziente con rigetto acuto ed un altro con una grave riattivazione di malattia citomegalica; il Laboratorio analisi sostiene l’attività attraverso il puntuale monitoraggio dei farmaci antirigetto, la sierologia e la biologia molecolare microbiologica; il servizio di Radiologia si è reso disponibile all’attività di monitoraggio strumentale del neo-fegato, all’effettuazione degli esami previsti dal bilancio pre-trapianto e alla collaborazione nelle numerose problematiche emergenti nel trattamento degli intercorrenti problemi complessi.

Negli ultimi due mesi cinque calabresi sono stati sottoposti a trapianto presso il Centro Trapianti dell’Aou Città della salute all’Ospedale “Molinette” di Torino con cui è maturato un prevalente rapporto di collaborazione; sempre negli ultimi mesi sono stati inviati per essere seguiti in sede pazienti trapiantati a Padova, Bergamo, Pisa e Milano.

La provenienza geografica degli ultimi cinque trapiantati (Zagarise, Sellia Marina, Carlopoli, Isola Capo Rizzuto, Cosenza) testimonia la capacità attrattiva della realtà che si sta concretizzando nel nostro territorio in quest’ultimo anno.

E’ infine necessario rimarcare due aspetti di grande valenza sociale: la dedizione professionale ed umana dimostrata da tutto il personale del Presidio Ospedaliero di Soverato e la solidarietà tra i pazienti sottoposti a trapianto o che sono in attesa, che condividono ansie e problematiche critiche correlate al difficile percorso, configurando un mirabile esempio di Auto Mutuo Aiuto.

Obiettivo secondario ma di importanza non indifferente in questo momento storico è il vantaggio erariale costituito dalla riduzione della mobilità passiva per i controlli post-trapianto che si converte ovviamente in una riduzione di disagi per intere famiglie. (rcz)

La consigliera Straface: Si potrà riaprire il punto nascite dell’Ospedale di Cetraro

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha annunciato come «grazie alla determinazione e all’autorevolezza del Presidente Occhiuto, che ha dettato tempi certi con un cronoprogramma, all’Ospedale di Cetraro si potrà finalmente riaprire il punto nascite».

«È una grande vittoria per il territorio – ha evidenziato – finalmente il diritto alla salute sta tornando ad essere alla portata di tutti i calabresi».

«La chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale di Cetraro, avvenuta nel 2019 – ha ricordato – ha rappresentato un brutto colpo per un intero comprensorio costretto a dover gravitare su Cosenza, Castrovillari o Lamezia con tutti i disagi e le difficoltà del caso. Il Commissario ad Acta Occhiuto ha dunque valutato la necessità della persistenza del Punto Nascita di Cetraro, alla luce dell’indice di natalità espresso dal territorio e delle difficoltà nel raggiungere le altre strutture e pertanto ha dato mandato con apposito DCA all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza di procedere alla riattivazione del Punto Nascite dello Spoke Paola-Cetraro, garantendo turni di servizio con il personale sanitario, attraverso un cronoprogramma che prevede in 180 giorni il superamento delle criticità e la riapertura del reparto. In particolar modo sarà rafforzato il personale attraverso l’invio di 4 medici cubani e l’espletamento di un concorso per Ostetriche che permetteranno di garantire il regolare funzionamento del reparto mentre dal punto di vista strutturale non si riscontrano criticità».

«Finalmente si chiude una brutta pagina per la sanità territoriale – ha proseguito – e si rimette a disposizione della cittadinanza di Cetraro e del suo comprensorio un servizio importantissimo che rientra nella grande rivoluzione della sanità calabrese che il Presidente Occhiuto sta portando avanti con grande caparbietà». (rcs)

Eseguito intervento chirurgico con tecnica innovativa di neuromonitoraggio intraoperatorio a Lamezia

Un delicato intervento di asportazione della tiroide in una giovane paziente è stato eseguito nell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Per la prima volta è stata utilizzata una nuova tecnologia di neuromonitoraggio intraoperatorio (Nim) dei nervi laringei. Giovedì scorso l’importante traguardo per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Il reparto di Chirurgia diretto dal dott. Manfredo Tedesco, presso cui è stata ricoverata e sottoposta ad intervento la paziente, si è avvalso della tecnica del neuro monitoraggio intermittente NIM Vital™ – nerve monitoring system) che consente al chirurgo di lavorare con maggiore precisione nel preservare i nervi laringei necessari all’articolazione della parola. L’equipe chirurgica era composta dal Dott. Manfredo Tedesco e dal Dott. Ettore Caruso, coadiuvati dall’anestesista Dott.ssa Ilaria Belfiore.

L’intervento di asportazione della tiroide condotto con questa particolare tecnica, necessita di un’equipe plurispecialistica composta da chirurgo, anestesista, endocrinologo e otorinolaringoiatra. Infatti, i pazienti che dovranno essere sottoposti a questo intervento chirurgico effettuano una prima visita presso l’ambulatorio di Endocrinologia del presidio ospedaliero (Dott.ssa A. Fava), una visita otorinolaringoiatra con valutazione pre e post-operatoria della funzionalità delle corde vocali presso l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Otorinolaringoiatria (Dott. Franco Lucia – Dott. Gianluca Bava). L’intervento condotto con questa tecnica ha permesso di osservare in tempo reale la funzionalità delle strutture nervose (nervi laringei) deputate al controllo della voce, di isolarle e quindi di risparmiarle. Questo importante presidio tecnologico – spiega il Dott. Manfredo Tedesco – permette di tenere sotto controllo la funzionalità dei nervi della laringe, superiori e inferiori, deputati alla regolazione del movimento delle corde vocali, nel corso dell’intervento di asportazione della tiroide.

«L’intervento – come comunicato in una nota dal reparto di Chirurgia del presidio cittadino – si è concluso nei tempi previsti, in assenza di complicanze e lesioni nervose».

«Nella chirurgia tiroidea – si legge inoltre nel comunicato – così come in molti altri ambiti della chirurgia, la tecnologia amplifica il gesto chirurgico supportando l’accuratezza e l’esperienza del chirurgo che resta sempre imprescindibile protagonista». Infatti nell’ultimo triennio sono state eseguite 79 procedure di Tiroidectomia presso l’Unità Operativa Complesso Chirurgia Generale del presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. L’utilizzo di nuove tecnologie è un supporto in più a servizio dei pazienti.

La “novità” rappresentata da questa tipologia di intervento, si affianca a tante altre che lo stesso reparto ha messo in cantiere e realizzato negli ultimi mesi nell’ottica del costante miglioramento tecnico-chirurgico”. Il paziente con patologia della tiroide e delle paratiroidi da ora in poi trova un gruppo multidisciplinare (chirurgo generale, otorinolaringoiatra, ed endocrinologo) che si farà carico del suo problema a 360° e sarà capace di risolverlo in tutti i suoi aspetti, sia farmacologicamente che con tecniche chirurgiche tradizionali o mininvasive. (rcz)

Bloise (UIlFlp Calabria): Occorre aprire un confronto di merito, informato e strutturato su sanità

Walter Bloise, segretario generale di UilFpl Calabria, ha ribadito la necessità di di aprire un confronto di merito, informato e strutturato sulla sanità, «perché il 2024 è un anno decisivo per lo sviluppo di un Servizio sanitario regionale che possa dare, con costante gradualità, una risposta alla richiesta di salute che proviene dalle calabresi e dai calabresi».

«Il 2024, infatti – ha spiegato – è l’anno in cui entra nel vivo la fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, nelle intenzioni del legislatore nazionale e della politica regionale, dovrebbe trasformare e rendere efficiente la medicina del territorio puntando sulla realizzazione delle case di comunità, degli ospedali di comunità, della centrale unica di soccorso, e sul potenziamento dell’emergenza urgenza».

«Sappiano che la sanità calabrese sconta ritardi atavici – ha proseguito – proprio sulla medicina territoriale, ritardi accentuati dall’emergenza pandemica, che vanno a sovraccaricare gli ospedali e per questo ci pare fondamentale che questi investimenti arrivino all’obiettivo nel 2026. Per vedere realizzarsi questa prospettiva, a nostro avviso, è  necessario attrezzarsi perché si aprano i cantieri e, soprattutto, si vigili sulla realizzazione delle opere progettate. Il tema dell’infrastrutturazione del Servizio sanitario regionale, che non può prescindere alla realizzazione dei quattro nuovi ospedali, non può marciare slegata dall’altro tema fondamentale per il futuro della sanità calabrese: quello del potenziamento del personale sanitario».

«In Calabria serve personale – ha rilanciato – e bisogna procedere all’avvio di un piano straordinario di assunzioni che, però, non prescinda dalla riorganizzazione del personale attualmente in servizio e dalla stabilizzazione di tutto il precariato, anche quello che è stato assunto durante l’emergenza Covid su tutto il territorio regionale. Un piano che possa, almeno in parte, sopperire alla scelta scriteriata del Governo che con la Legge di bilancio continua a penalizzare il comparto pubblico e strizzare un occhio a quello privato e, allo stesso tempo, proroga il blocco del turnover e impedisce nuove assunzioni».

«Per rilanciare la sanità calabrese, poi – ha detto ancora – bisogna procedere spediti sulla contrattazione territoriale, l’unica capace di sostenere un’azione importante di riqualificazione e del personale operativo sul territorio riconoscendone l’operosità e la professionalità. Quella della contrattazione è una partita fondamentale alla luce delle difficoltà frapposte dal Governo al rinnovo dei contratti, previsto anche per il settore della pubblica amministrazione, che sarà chiamato a fare i conti con una non adeguata copertura economica, e che in Calabria – se si guardano le difficoltà con le quali sono costrette a fare i conti le Aziende sanitarie e quelle ospedaliere, rischia di non trovare completa attuazione«.

«È determinante, ancora – ha sottolineato – capire quale sia lo stato arte di Azienda zero sul cui futuro il confronto si è improvvisamente fermato. Ritenendo questa una riforma importante per la Calabria chiederemo al Commissario per il piano di rientro di aprirsi al confronto con le Organizzazioni sindacali. Così come faremo, perseguendo il nostro bisogno di trasparenza, anche sulla sanità privata e sullo stato degli accreditamenti nella nostra regione».

«Siamo ben coscienti delle difficoltà con le quali è chiamata a fare i conti la sanità calabrese e chi l’ha gestita e la sta gestendo ma – ha concluso – proprio per questo, siamo convinti che solo attraverso il confronto strutturato, di merito e informato, che si sviluppi sia sul piano regionale con il Commissario ad acta che su quello territoriale con i vertici delle Aziende ospedaliere e sanitarie, si possano dare risposte a un settore che non sta evidenziato miglioramenti e riuscire a trasformare le promesse e gli investimenti in cose tangibili». (rcz)

La consigliera Straface: In Terza Commissione discusso degli Ospedali di Palmi e Vibo

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che in Terza Commissione si è parlato degli Ospedali di Palmi e Vibo Valentia «che, dopo un quindicennio, sono tornati ad essere dei progetti reali e non solo delle promesse sulla carta, restano alcuni nodi di carattere burocratico che dovrebbero essere risolti con l’arrivo dell’anno nuovo in modo da permettere la ripartenza dei lavori».

«In Terza Commissione Sanità – ha aggiunto – è stato audito nella seduta odierna l’ing. Gidaro, dirigente del Settore Edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria che ha illustrato lo stato dell’arte dei due progetti e le prossime tappe».

I«l progetto del nuovo Ospedale della Piana, struttura sanitaria che prevede 352 posti letto – ha proseguito – è oggetto di rimodulazione da parte degli enti verificatori, è in fase di verifica e terminata questa fase si procederà alla valutazione tecnica e finanziaria. Inoltre la società Terna sta provvedendo a interrare gli elettrodotti che ricadono nella perimetrazione del nuovo ospedale».

«Per quanto riguarda l’Ospedale di Vibo – ha spiegato ancora – che prevede 339 posti letto, è stata prevista la realizzazione di uno stralcio esecutivo urgente delle opere esterne che comprendono la cantierizzazione, i movimenti terra, le opere idrauliche per la messa in sicurezza dell’area, che sono già partiti per un importo di lavori di circa 15 milioni di euro. Il progetto esecutivo dell’edificio ospedaliero, invece, è ancora in fase di verifica e dovrebbe sbloccarsi con l’invio lavori entro il gennaio 2024».

«Ancora una volta – ha concluso – grazie alla governance Occhiuto e al suo pragmatismo si stanno concretizzando tutti quei miglioramenti che giorno dopo giorno stanno rendendo la sanità calabrese finalmente adeguata a quelle che sono le esigenze dei cittadini». (rrc)

PNRR MISSIONE SALUTE: IL DIVARIO CRESCE
CON IL TARGET RIDOTTO SUD PENALIZZATO

di FRANCESCO COSTANTINO E RUBENS CURIALa rimodulazione della Missione 6 Salute approvata il 24 novembre dalla Commissione Europea desta preoccupazione per varie ragioni.

Innanzitutto perché bisognerebbe tenere in conto che l’obiettivo principale  e dichiarato del Pnrr Italia era quello della riduzione del divario territoriale in ogni settore d’intervento e, più in particolare, per quel che vogliamo evidenziare, nella erogazione dei servizi sanitari ai cittadini italiani.

A questo proposito, la rimodulazione approvata riduce significativamente i target per le Case della Comunità, le Centrali Operative Territoriali e gli Ospedali di Comunità senza alcuna specificazione sul come tale riduzione dovrà essere tradotta nella distribuzione territoriale tra le varie regioni.

Non vorremmo che si pensasse di agire per tagli lineari perché ciò non sarebbe sopportabile, e se si pensasse di poter trovare la giustificazione nei ritardi accumulati nell’attivazione delle procedure da parte delle aziende sanitarie calabresi o della Regione Calabria bisognerebbe reagire in quanto per ovviare, nella situazione data, potevano benissimo essere attivati i poteri sostitutivi dello Stato centrale.

Analoga considerazione va fatta per i tagli approvati ai target per le terapie intensive, sub-intensive e per i pronto soccorso perché, in questo caso, la riduzione sarebbe ancor più ingiustificata.

Basta pensare ai ritardi accumulati per gli interventi previsti dall’art. 2 del D.L. 34/2020 la cui programmazione prevedeva il superamento di un insopportabile gap storico attraverso la realizzazione di ben 134 posti aggiuntivi di TI (di cui realizzati solo 24 pari al 17,9%), di 136 posti aggiuntivi di SI (di cui realizzati solo 11 pari all’8%) e, infine, di 18 nuovi pronto soccorso (di cui realizzato solo 1 pari al 5%).

Ultima considerazione va riservata alla riduzione dei target per gli interventi di adeguamento antisismico per i quali la regione Calabria risulta esposta più che ogni altra regione italiana. 

Per concludere, va benissimo che si sia pensato di rimodulare incrementandoli i target per l’assistenza domiciliare e l’assistenza attraverso la telemedicina, soprattutto se si considera che l’80% del territorio calabrese è costituito da aree interne, ma ciò non dovrà avvenire a spese della riduzione degli altri target. 

Non accada infine, come già è stato prospettato, che si pensi di utilizzare per realizzare le opere non coperte dai target rimodulati  i fondi non spesi per gli interventi finanziati con i fondi dell’art. 20 della legge 67/88 perché i fondi del PNRR sono aggiuntivi e non sostitutivi.

Noi non possiamo permettercelo e la ratio del Pnrr non potrà essere stravolta.

La tabella allegata fotografa la sintesi della rimodulazione approvata dalla Commissione europea. (fc e rc)

Il sindaco Falcomatà a confronto con Occhiuto su sanità territoriale nella Locride

Il sindaco della Città Metropolitana di Reggio, Giuseppe Falcomatà, assieme ai sindaci della Locride, ha incontrato il presidente della Regione, bRoberto Occhiuto, per discutere dell’edilizia ospedaliera per le strutture di Reggio Calabria e della Piana e sul trasferimento delle funzioni alla Città Metropolitana.

Alla riunione erano presenti anche la direttrice generale dell’Asp reggina, Lucia Di Furia, l’assessore regionale Giovanni Calabrese e una delegazione di sindaci della Locride: Mariateresa Fragomeni (Siderno), Giuseppe Fontana (Locri), Vincenzo Maesano (Bovalino) e Giorgio Imperitura di Martone.

«Come sindaci nel 2020 abbiamo riavviato la conferenza del Comitato dei sindaci dell’Asp che era fermo da troppo tempo – ha detto Falcomatà –, facendo degli incontri sul territorio, dalla Locride alla Tirrenica, dalla Piana all’area dello Stretto e alla Grecanica, per conoscere dalla voce dei primi cittadini, quali erano i problemi relativi alla rete territoriale sanitaria e quindi all’offerta sanitaria sul territorio. Da questi incontri è nata quella che è conosciuta come la ‘Carta di Locri’, ovvero non soltanto una mera descrizione di ciò che era la situazione, ma una serie di elementi dai quali ripartire».
«Devo dire che anche in questo periodo di sospensione, il sindaco al Aldo Alessio, da presidente del Comitato – ha ricordato – ha portato avanti questo questo percorso insieme alla dottoressa Di Furia».
«Oggi, insieme al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto – ha aggiunto Falcomatà – è stato fatto un focus approfondito sulla rete territoriale degli ospedali, delle case della salute, in particolare quelle di Locri e di Siderno.

È stato un confronto sereno, sulle attività portate avanti finora da quando si è insediato come commissario alla Sanità.

«L’incontro – ha evidenziato – è stato anche utile perché i sindaci hanno avuto modo di esprimere quelle che sono le loro preoccupazioni, rispetto a problemi che ancora devono essere risolti. È stato fatto anche un passaggio rispetto anche all’edilizia sanitaria ospedaliera, relativamente alla realizzazione del nuovo ospedale della Piana e del nuovo Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Gli argomenti avranno un incontro specifico».

«In conclusione – ha concluso Falcomatà – ho apprezzato molto l’apertura del presidente Occhiuto, rispetto all’assegnazione delle funzioni delle deleghe alla Città metropolitana, e contiamo di fare, su questo, un focus nelle prossime settimane».

Giovanni Calabrese, assessore al lavoro e formazione professionale della Regione Calabria, ha ribadito come «continuo a lottare, come ho sempre fatto, con convinzione e determinazione per un ospedale funzionante e per una sanità giusta nella Locride. Anche nel ruolo di assessore regionale, quotidianamente, rivolgo l’attenzione massima nei confronti dell’ospedale della Locride».
«Grazie a tanto impegno e tante battaglie – ha aggiunto – oggi si registra una situazione completamente diversa rispetto a quella di qualche anno fa quando e, lo ricordo a me stesso, si era in procinto di chiudere il nosocomio. Molto c’è ancora da fare, in potenziamento dei servizi e assunzione di personale, per raggiungere la normalità ed è per questo che non abbassiamo la guardia e affrontiamo la situazione con costante confronto e dialogo». (rcz)

Saccomanno (Lega): Da Governo 136 mld per la sanità

Il commissario regionale della Lega, Giacomo Saccomanno, ha reso noto come il Governo  «ha annunciato un investimento record nel settore della sanità: previsti, infatti, investimenti per 136 mld.

«Questa decisione – ha detto Saccomanno – dimostra la volontà del governo di migliorare il sistema sanitario pubblico e di soddisfare le esigenze dei cittadini. Al contrario, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle non hanno mai fatto nulla di simile durante il loro mandato. L’investimento di 136 miliardi di euro rappresenta un importante passo avanti per la sanità italiana. Questa somma consentirà di migliorare l’accesso ai servizi sanitari, potenziare le strutture ospedaliere e garantire una migliore qualità delle cure. La decisione del governo è stata accolta positivamente da diversi attori del settore sanitario».

«I medici e gli operatori sanitari – ha proseguito – sperano che questo investimento possa contribuire a risolvere i problemi che affliggono il sistema sanitario italiano da anni, come le lunghe liste di attesa e la carenza di personale. Inoltre, l’investimento nel settore sanitario potrebbe avere un impatto positivo sull’economia italiana. Infatti, il potenziamento delle strutture ospedaliere e l’assunzione di nuovo personale potrebbero creare nuovi posti di lavoro e stimolare la crescita economica. Nonostante le critiche, l’investimento nel settore sanitario rappresenta un passo importante per il governo italiano».

«La volontà di migliorare la sanità pubblica e di investire risorse significative – ha concluso – dimostra l’impegno del governo nei confronti dei cittadini e della loro salute. Ora spetta alle autorità sanitarie e ai responsabili politici assicurarsi che questi fondi vengano utilizzati in modo efficace e trasparente, al fine di garantire un sistema sanitario di qualità per tutti i cittadini italiani». (rcz)

 

Al Corso di management medico avanzato si è discusso della differenza tra sistemi sanitari regionali

Si è parlato della differenza tra i sistemi sanitari regionali con la dott.ssa Concetta Vaccaro, della Fondazione Censis di Roma, nel corso della 12esima edizione del Corso di Management medico avanzato e di politiche sanitarie organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catanzaro.

Un altro importante appuntamento formativo, quello del corso di management medico avanzato, voluto dal presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, il dottor Vincenzo Ciconte, e da tutto il consiglio direttivo. I lavori sono stati introdotti dal direttore scientifico del Corso, il dottor Lino Puzzonia.

«La spesa media pro capite per la sanità è molto più alta nelle regioni del Nord che nelle regioni del Sud, e questa non è una novità – afferma la dottoressa Vaccaro –. La disponibilità di posti letto ospedalieri è più alta nelle regioni del Nord che nelle regioni del Sud e presenza di servizi territoriali, come l’assistenza domiciliare integrata (ADI) e le attività di prevenzione, è più alta nelle regioni del Nord che nelle regioni del Sud».

La dottoressa Vaccaro ha anche proposto due soluzioni per superare queste differenze, vale a dire: un aumento delle responsabilità dello Stato centrale nei confronti delle regioni inadempienti, e un maggiore scambio di esperienze e best practices tra le regioni, al fine di diffondere le buone pratiche.

«Le differenze tra i sistemi sanitari regionali sono un ostacolo alla realizzazione dei principi fondanti del SSN, quali l’universalismo e l’equità – ha spiegato ancora Vaccaro –. Per superare questo problema è necessario un impegno da parte di tutti, a partire dallo Stato centrale, che deve assumersi maggiori responsabilità nei confronti delle regioni inadempienti. Inoltre, è importante promuovere un maggiore scambio di esperienze e best practices tra le regioni, al fine di diffondere le buone pratiche e migliorare l’efficienza del sistema sanitario nazionale».

Aumento della spesa sanitaria nelle regioni del Sud, aumento della disponibilità di posti letto ospedalieri nelle regioni del Sud e sviluppo dei servizi territoriali nelle regioni del Sud: sono queste le misure sono necessarie per garantire a tutti i cittadini italiani un accesso equo alle cure sanitarie, indipendentemente dalla regione di residenza. (rcz)