A Reggio Comunità Competente a confronto col subcommissario Esposito

Domani mattina, a Reggio, alle 11, nella Sala Monteleone del Consiglio regionale, Comunità Competente si confronterà sulle proposte elaborate nella Terza Assemblea Regionale di Comunità Competente del 5 luglio a Lamezia Terme, con il subcommissario alla Sanità, Ernesto Esposito e i consiglieri regionali Amalia Bruni e Giuseppe Graziano, componenti della Commissione Regionale Sanità.

Intervengono Rubens Curia, portavoce Comunità Competente e Giacomo Panizza, presidente Comunità Progetto Sud.

Nell’occasione sarà presentata una Monografia alla cui elaborazione hanno partecipato 21 esperti del Settore Sanità. Una sanità partecipata a misura di persona si costruisce con proposte concrete che nascono dall’esperienza e dalle competenze acquisite sul campo.

Comunità Competente rappresenta oltre 90 Associazioni e Comitati di cittadini che si confrontano con le Istituzioni Regionali e Locali per una nuova tutela della salute di prossimità. (rrc)

Federsanità Anci: La sanità calabrese prende il volo

Federsanità Anci Calabria ha espresso soddisfazione in quanto nella regione, «finalmente, decolla la sanità».

«Quella che può sembrare una battuta – continua la nota – questa volta non lo è! Difatti, sia dal punto di vista metaforico che dal punto di vista reale, che la sanità calabrese stia spiccando in volo, è palese!».

«Dopo l’aver incrementato con ben 60 ambulanze il parco mezzi – continua la nota – finalmente dopo anni, prende il via il progetto del volo notturno, 11 siti che saranno i primi in Italia ad utilizzare un sistema di illuminazione all’avanguardia. L’illuminazione è di vitale importanza. Quella degli eliporti consiste generalmente in un cerchio o un quadrato di luci poste tra la superficie TLOF e la superficie attorno alla intera area di atterraggio, la FATO. Inoltre, sono previste luci per illuminare tutta l’aviosuperficie e la stessa manica a vento sarà illuminata».

«In un territorio impervio come quello dell’entroterra calabrese – viene evidenziato – dove gli spostamenti stradali risultano talvolta difficoltosi, l’attivazione dei voli notturni, potrà dare maggiore serenità ai cittadini che finalmente potranno davvero sentirsi presi in carico dalla sanità pubblica e non abbandonati a se stessi. L’artefice di questo cambio di passo? Sicuramente il Presidente Occhiuto che ha puntato tantissimo sulla normalizzazione del SSR, mission condivisa pienamente dai DG e dai Commissari Asp dalla Regione Calabria ed in questo caso soprattutto il dott. Antonio Graziano DG dell’Asp di Cosenza, Cordinatore dei DG delle aziende Sanitarie ed Ospedaliere di Federsanità Anci Calabria e responsabile dell’Emergenza Urgenza, il quale sottolinea «Ovviamente il progetto partirà anche in altri siti (sedi di Hub e spoke, prevalentemente) di tutta la Calabria (11 siti, per il momento ) e si estenderà gradualmente anche ai Comuni che presentano situazioni logistiche strategiche».

«La finalità – ha concluso – è quella di rendere veramente fruibile il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto nell’emergenza urgenza». (rcz)

L’OPINIONE / Giovanni Calabrese: Continuo il mio impegno per la sanità

di GIOVANNI CALABRESE – A chi sostiene che io abbia abbassato la guardia sulla sanità rispondo che ho sempre lottato e continuo a farlo con ruolo e modalità diverse sempre nel solo esclusivo interesse della collettività. Presto presenteremo il “Sanità Day 2023 – La Svolta” e in arrivo anche nella Locride nuove moderne ambulanze, auto mediche attrezzate. La verità sulla sanità? Abbiamo invertito la marcia e si continua a lavorare verso la normalità.

Rivendico con orgoglio le battaglie per difendere l’ospedale di Locri. Una lotta fatta contro tutti, contro i poteri forti. A chi sostiene che io abbia abbassato la guardia sulla sanità rispondo che ho sempre lottato e oggi continuo a farlo con ruolo e modalità diverse sempre nel solo esclusivo interesse della collettività. A differenza di altri non ho mai avuto interessi privati da difendere, non sono stato dipendente della sanità, non ho parenti diretti che lavorano nella sanità, non ho pratiche professionali da tutelare. Ho solo un interesse che si chiama funzionamento ospedale e sanità sul territorio.

Per tanti anni abbiamo lottato, spesso anche in solitudine, per difendere il diritto dei cittadini della Locride ad avere un ospedale funzionante. Abbiamo lottato non contro una parte politica ma contro governi di centrodestra e di centrosinistra e abbiamo lottato per evitare l’attuazione di un demenziale progetto politico affaristico che puntava a smantellare il nostro ospedale per portarlo alla chiusura. Dietro tale progetto ci sono stati interessi evidenti sulle spalle dei cittadini in un Asl prima e un’Asp dopo sciolte per infiltrazioni mafiosa.

Abbiamo urlato, siamo scesi in piazza e lottato non facendo demagogia ma perché la situazione era critica e devastante per la nostra sanità. Ricordo a tutti che erano gli anni in cui all’azienda sanitaria di Reggio Calabria si sostituivano i vertici mediamente ogni otto mesi. Erano gli anni in cui nessun reparto aveva un primario. Erano gli anni in cui non c’erano strumentazioni diagnostiche. Erano gli anni in cui i reparti di ortopedia e radiologia venivano chiuse con disposizione del direttore di presidio per mancanza di medici. Erano gli anni in cui al pronto soccorso non c’era personale per il cambio turno. Erano gli anni in cui gli ascensori non funzionavano e i pazienti venivano portati a mano da un reparto ad un altro. Erano anni in cui l’elisoccorso non funzionava nelle ore notturne e spesso neanche in quelle diurne.

Erano gli anni in cui la Tac era perennemente guasta. Erano gli anni in cui era più facile morire che sopravvivere in ospedale. Erano gli anni in cui si continua a parlare di un progetto di ristrutturazione di 15 milioni di euro che però non trovava concretezza. Erano anni difficili e nessuno dava risposte. Per questo abbiamo combattuto. Erano anni in cui era necessaria quella lotta e quella difesa partendo dalle catene e quelle manifestazioni che rivendico con orgoglio. Grazie a quelle catene, quelle iniziative e quelle manifestazioni abbiamo impedito la chiusura dell’ospedale. Lo abbiamo fatto quando altri, per svariati motivi, non hanno voluto unirsi alla nostra lotta. Non avevamo al nostro fianco pseudo sodalizi che oggi agiscono per altri interessi o per completare saccheggi iniziati nella preistoria.

E oggi com’è la situazione? Tanto è stato fatto e ancora certamente c’è tanto da fare. Non si risolve un problema di quasi un ventennio di abbandono in 5 minuti. La verità è che oggi la situazione è radicalmente modificata. C’è una visione chiara, ci sono risultati tangibili, c’è un’evidente inversione di tendenza. Oggi innanzitutto abbiamo un commissario, il presidente Occhiuto, che coraggiosamente sta affrontando anni di ritardo e di scempio. Un commissario che fa e non dice di fare. Un Presidente di Regione che con la coalizione di governo ha messo la sanità al primo posto dell’agenda politica regionale. Il percorso di risanamento dell’ospedale si sta oggi consolidando grazie a un rinnovato e competente impegno politico.

Con Occhiuto e il direttore generale Di Furia risultati tangibili e tutto il resto è noia…o per alcuni paranoia. A differenza degli anni di lotta oggi quasi tutti i reparti dell’ospedale di Locri hanno primari vincitori di regolare concorso, strumentazioni nuove e all’avanguardia. Il guasto alla Tac può, purtroppo, capitare ma rappresenta oggi un imprevisto e non la regola. Abbiamo ottenuto la risonanza magnetica che è stata una conquista per la sanità locridea. Come in tutta la Calabria oggi grazie alla felice intuizione del Presidente Occhiuto stiamo tamponando la carenza di personale con le qualificate prestazioni dei medici cubani. Presto arriveranno anche nella nostra Asp nuove moderne ambulanze, auto mediche attrezzate.

Il progetto della ristrutturazione della cosiddetta greca con uno stanziamento di 15 milioni di euro si è concretizzato in atti chiari e regolari amministrativi con l’obiettivo di iniziare i lavori nel 2024. Questi sono solo una minima parte di risultati che presto con il Presidente Occhiuto ed il Direttore Generale Di Furia illustreremo in un’edizione straordinaria del “Sanità Day 2023 – La Svolta” dove verranno rappresentati gli ulteriori risultati e tutte le importanti ulteriori novità che riguardano l’ospedale di Locri e la sanità sul territorio Locrideo. Con impegno, responsabilità e serietà affrontiamo le criticità, programmiamo il futuro e ci confrontiamo nelle sedi proposte solo con chi si impegna e lotta per una giusta sanità e non per tutelare interessi privati. Avanti. (gc)

[Giovanni Calabrese è assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale]

Il presidente Occhiuto ha presentato le 60 nuove ambulanze

«Fa un certo effetto, sono molto contento oggi perché stiamo facendo un lavoro molto intenso per riorganizzare il sistema dell’emergenza urgenza in Calabria». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel corso della presentazione delle 60 nuove ambulanze.

Mezzi che saranno destinate alle postazioni di emergenza urgenza di tutte e cinque le Province, ma non solo: «a questi aggiungeranno altre 30 ambulanze che arriveranno entro fine dicembre e 40 automediche, anche queste acquisiste di recente e che arriveranno entro fine anno», ha spiegato Occhiuto, dicendosi soddisfatto del lavoro fatto dal direttore dell’Asp di Cosenza, Antonio Graziano. È stato proprio grazie a lui se la Calabria, oggi, a 60 nuove ambulanze, acquistate spendendo le risorse del Por 2014-20.

Si tratta proprio di quei fondi «che in passato non erano state spese in Calabria – ha spiegato Occhiuto – e che rischiavano di tornare indietro a fine anno: abbiamo deciso di destinarne una parte consistente alla sanità in Calabria per realizzare la riorganizzazione del 118 al quale sta lavorando il dottor Borselli insieme ad Areu».

«Oggi facciamo vedere qualcosa che è più di qualcosa, perché 60 ambulanze parcheggiate nel piazzale della regione credo sia una cosa mai successa in Calabria – ha detto ancora – Abbiamo in coso di acquisizione anche più di 120-125 attrezzature come ventilatori di ultima generazione e caschi, quindi stiamo cercando di fare in Calabria quello che non è mai stato fatto prima».

Il commissario ad acta, poi, ha annunciato l’avvio della nuova centrale con il numero unico 112, attivo dal 5 dicembre.

«Si stanno svolgendo le procedure di selezione dei receiver che verranno formati dal 21 di novembre all’utilizzo di un nuovo software – ha proseguito– molto avanzato.  Stiamo facendo migrare le centrali operative su sistemi digitali, avremo un sistema che consente di visualizzare non solo i parametri vitali dei pazienti da remoto ma anche il paziente stesso per una migliore assistenza».

«Sul 112 abbiamo avuto i complimenti anche del ministero dell’Interno – ha aggiunto – perché quando mi sono insediato non ce n’era traccia e la Calabria era l’ultima regione ad aver avviato le procedure per il numero unico. In un anno-un anno e mezzo anche qui abbiamo fatto una piccola rivoluzione».

Per Occhiuto, poi, la carenza dei medici «è un tema gigantesco» ma su cui «stiamo intervenendo, perché l’Asp di Cosenza, su  incarico di Azienda Zero, ha fatto un concorso che ha dato buoni risultati, così ha fatto, sempre su incarico di Azienda Zero, l’Asp di Catanzaro. Abbiamo avuto molte domande. Abbiamo utilizzato tutte le opportunità fornite dalle innovazioni normative. Vi ricordate quando facemmo in Consiglio regionale una legge per prevedere che potessero essere impegnati anche medici non specializzati in condizioni di emergenza: quella legge ci fu impugnato, poi l’ha fatta il Parlamento su indicazione del governo, e oggi funziona per tutt’Italia».

«Sono molto fiducioso che in questi concorsi ci siano buoni risultati in termini di assunzione – ha detto ancora – perché hanno partecipato anche molti specializzandi che saranno assunti a tempo determinato fino a quando non concluderanno il loro percorso di specializzazione e poi avranno il loro contratto trasformato a tempo determinato».

«Sugli autisti, l’Asp di Cosenza – ha concluso – sempre su mandato di Azienda Zero ha fatto un concorso, ci sono 450 domande: anche qui abbiamo fatto delle commissioni prevedendo che siano formate con personale che non è della Regione né delle aziende sanitarie proprio per scegliere secondo rigorosi criteri di merito. Quindi stiamo andando avanti così come stiamo andando avanti sui device».

Per il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, le 60 nuove ambulanze sono «un’altra bella notizia per la sanità».

«In  questi primi due anni di governo regionale di centrodestra i risultati ottenuti, anche nella sanità – ha evidenziato –stanno ribaltando la spirale dell’immobilismo che ha contrassegnato i lunghi anni dei commissariamenti calati dall’alto. I pazienti calabresi, da tempo rassegnati ad ambulanze vetuste e con troppi chilometri percorsi, meritano migliori e più efficienti servizi e, come avviene nel resto del Paese, hanno il diritto di poter essere assistiti con mezzi e strumenti all’avanguardia».

«Da oggi, tutto ciò sarà possibile anche in Calabria – ha concluso – grazie a 60 nuove ambulanze che rappresentano un altro tangibile segnale dell’azione positiva impressa dal presidente Occhiuto».

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha evidenziato come «la riforma del sistema di emergenza-urgenza, annunciata dal Presidente Occhiuto sin dal suo insediamento, finalmente comincia a diventare realtà».

«Sono state consegnate, dopo anni di immobilismo e di disinteresse verso i problemi del comparto sanitario, le prime 60 nuove autoambulanze da destinare alle postazioni di emergenza delle cinque province regionali», ha detto Straface, spiegando come «a breve questi mezzi, a cui si aggiungeranno altre 30 autoambulanze e 40 automediche entro la fine dell’anno, saranno dotati dei più avanzati sistemi di telemedicina, che permetteranno di accorciare i tempi di soccorso e di tutelare anche i pazienti dei territori più lontani dalle strutture ospedaliere».

«Entro il 5 dicembre sarà attivo inoltre il nuovo sistema del 118, con l’introduzione del numero unico per le emergenze – ha concluso –. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno del Presidente Occhiuto e del management dell’ASP di Cosenza, ed è un ulteriore passo in avanti verso la creazione di una sanità funzionale e adeguata alle esigenze della popolazione». (rcz)

 

Il Pd Calabria ha incontrato il Commissario De Salazar per hub di Cosenza

Si è parlato del futuro dell’hub di Cosenza, nell’incontro tra una delegazione del Pd, composta dal capogruppo Mimmo Bevacqua, insieme al vicepresidente di minoranza Franco Iacucci e il commissario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar.

 I consiglieri dem hanno manifestato e rappresentato al Commissario tutte le preoccupazioni in merito al ruolo e alla funzione che dovrebbe svolgere l’hub di Cosenza che, invece, registra numerose criticità, a partire dalle lunghe liste d’attesa che mettono in difficoltà i pazienti spesso costretti a percorrere vie alternative o a migrare in altre città italiane. Altre preoccupazioni espresse riguardano il pronto soccorso  non in grado di fornire risposte adeguate all’utenza e la difficoltà manageriale  di sfruttare al meglio le tante potenzialità presenti all’interno hub che potrebbero rendere un servizio di maggiore qualità ed efficienza  alla Comunità.

La discussione si è soffermata anche sui temi legati all’assunzione di nuovo personale, passaggio indispensabile per rilanciare l’hub e sulla produttività ferma al palo al periodo ante covid.

I consiglieri dem hanno poi evidenziato la necessità di avviare una maggiore e più efficace integrazione con l’Università della Calabria, anche in considerazione dell’apertura della Facoltà di Medicina. Integrazione indispensabile per  rendere attrattivo l’ospedale di Cosenza  che da anni versa in condizione di difficoltà. 

Alla fine del lungo e cordiale confronto con il Commissario, Bevacqua e Iacucci hanno preso atto  degli impegni assunti da De Salazar che ha comunicato come a giugno l’ospedale di Cosenza dovrebbe avere operativo un nuovo  pronto soccorso, moderno e con molto più spazio a disposizione. Il Commissario ha poi reso noto che quest’anno l’azienda ospedaliera avrà una produttività intorno ai dieci milioni di euro e ha garantito che sarà sempre più intensificata l’integrazione con l’Università della Calabria che, anzi avrebbe già prodotto a suo dire risultati importanti, condividendo le considerazioni formulate a tal proposito da Bevacqua e Iacucci. 

Infine, i consiglieri del Pd hanno chiesto nuovamente i dati relativi alla gestione contabile, per come già richiesti formalmente via pec oltre un mese fa. Dati concreti che serviranno per comprendere la reale situazione da cui ripartire con concretezza. (rcs)

Il presidente Mancuso: Il Mater Domini tra i primi per angioplatica e bypass

Il ‘Mater Domini’ di Catanzaro è nella top ten degli ospedali italiani per tempestività di accesso all’angioplastica coronarica (Ptca) nei casi di infarto, e tra le migliori 11 strutture su tutto il territorio nazionale relativamente al numero di ricoveri per bypass aorto coronarico.

È quanto è emerso dai dati dell’Agenas per i servizi sanitari regionali. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sottolineando come «anche in relazione al tasso di mortalità entro 90 giorni,  il ‘Mater Domini’ si piazza tra i migliori nosocomi d’Italia. Congratulazioni ai manager, ai medici e agli operatori sanitari dell’ospedale catanzarese».

«L’integrazione del ‘Mater Domini’ con l’ospedale Pugliese-Ciaccio e la nascita a Catanzaro dell’Azienda unica ‘Renato Dulbecco’ con l’avvio del secondo Pronto soccorso – ha proseguito – sono sicuro che consentiranno alla nostra sanità di realizzare numeri ulteriormente performanti e prestazioni di alta qualità».

«La sanità in Calabria ha tante difficoltà e da quasi due anni il presidente Roberto Occhiuto lavora per risolvere i problemi e per dare ai nostri concittadini un sistema quanto più in linea con gli standard nazionali. Siamo consapevoli degli attuali limiti e ci impegniamo quotidianamente per colmarli, ma – ha concluso il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso – dobbiamo anche essere in grado di valorizzare le nostre eccellenze». (rcz)

Il prof. Vittorio Mapelli: Politica e commissario ad acta azzerino fuga dei pazienti dalla Calabria

«Politica e commissario dovrebbero porsi questo obiettivo: azzerare o ridurre la fuga dei pazienti, migliorando la qualità dei servizi». È quanto ha dichiarato il prof. Vittorio Mapelli, già professore di Economia Sanitaria Università degli Studi di Milano, nel corso del quarto modulo della XII edizione il Corso di management medico avanzato e di politiche sanitarie organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catanzaro, che si è tenuto nei giorni scorsi – nella sala “Catuogno” nella sede dell’Ordine in via Settembrini a Catanzaro.

Nel quarto modulo si è parlato di Autonomia differenziata e salute. «Dovendo affrontare un tema delicato come quello dell’Autonomia differenziata, che è inevitabilmente divisivo e rischia di essere condizionato da pregiudizi politici, ideologici, culturali, come Ordine dei Medici che organizza questo Corso di Management abbiamo deciso di affidare la disanima di questo problema a uno scienziato delle politiche sanitarie – ha spiegato il direttore del Corso, dottor Lino Puzzonia –. Il professore Mapelli ci ha offerto, infatti, una visione più asettica della discussione».

Nel riprendere l’aggettivo “divisivo” riferendosi al tema dell’Autonomia differenziata applicata al settore sanitario, il professo Mapelli ha spiegato le ragioni di queste “spaccature”: “Da un lato ci sono le aspettative e le speranze delle Regioni che vorrebbero più autonomia, e dall’altro i timori di quegli enti che invece subirebbero le conseguenze di una divaricazione ulteriore tra Nord e Sud”.

Secondo Mapelli, l’Autonomia differenziata per quel che riguarda la sanità, «favorirà sicuramente le regioni più ricche del Nord che hanno più capacità fiscale e quindi potranno, con un piccolo ritocco dalle aliquote avere grandi risorse per migliorare il sistema, dall’incremento delle assunzioni al miglioramento delle condizioni contrattuali per il personale – afferma ancora il professore –. L’Autonomia consentirà anche di ritoccare i ticket per le compartecipazioni, i sistemi di rimborso e così via. Una possibilità che non sarà consentita a molte regioni del Sud che, per ragioni storiche ed economiche, hanno una bassa capacità fiscale».

Mapelli, però, individua anche un aspetto positivo: «Questa riforma prevede la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni che, poiché garantiscono dei diritti sociali e civili su tutto il territorio nazionale, devono esplicitali e anche individuando le risorse necessarie ad esplicitarli. Queste regioni penalizzate dall’Autonomia differenziate, quindi, come è già successo nel caso delle risorse per gli asili nido, potranno innescare delle rivendicazioni per avere più fondi».

«Purtroppo la Calabria, prima di tutto – ha detto ancora – ha una bassa capacità fiscale: già adesso il fondo sanitario in gran parte deriva dalle compartecipazioni e dal gettito dell’Iva, perché le risorse regionali sono il 9% di tutto il fabbisogno. Un dato strutturale che non consente alla Calabria di avere risorse aggiuntive. Poi ci sono i mali storici, cioè il deficit e la fuga dei pazienti: se non ci fosse la fuga dei pazienti, non ci sarebbe deficit, fondamentalmente. Tutto questo probabilmente porta ad avere una qualità dei servizi abbastanza bassa: la famosa griglia del sistema di garanzia dello Stato ma che misura le perfomance delle regioni e vede la Calabria al di sotto dello standard. Non è automatico ma avendo più risorse si potrebbero migliorare anche questi standard».

«La soluzione è nelle mani della politica e del commissionario ad acta – ha concluso Mapelli –. Mi sembra che i cittadini stiano pagando con l’aumento delle tasse il deficit degli errori che stanno sia nella politica che management delle aziende sanitarie». (rcz)

Il presidente Mancuso: La Dulbecco dovrà dare risposte che Calabria attende da tempo

«La Dulbecco dovrà dare le risposte che la Calabria attende da troppo tempo». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, nel corso della cerimonia per celebrare i 25 anni dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

«La sfida della sanità, per garantire cure dignitose e fermare le migrazioni che acuiscono i disagi di chi soffre e delle loro famiglie – ha aggiunto –  la stiamo affrontando a testa alta. La nascita della ‘Dulbecco’ ha rappresentato una bella pagina di buone pratiche legislative e amministrative. Il Consiglio regionale   ha approvato la legge n. 33 del 2021 e adesso, con l’armoniosa condivisione di tutti i soggetti coinvolti e ritenendo ineludibile il binomio assistenza-ricerca,  dobbiamo mettere a regime il Polo sanitario più ragguardevole del Sud con 855 posti letto».

« La sfida riguarda tutta la classe dirigente della Calabria,  politica e non – ha proseguito – che ha l’occasione di dimostrare, portandola a compimento,  di volersi allontanare dalle negatività che hanno contrassegnato il passato e affacciarsi con successo al futuro, mettendo al centro dell’impegno il diritto costituzionale alla salute dei cittadini sancito dall’articolo 32».

Nel corso dell’evento, inoltre, Mancuso è stato premiato «per il suo fondamentale impegno nel redigere la legge sull’integrazione delle due Aziende ospedaliere di Catanzaro e per il suo costante supporto alle iniziative culturali dell’Ateneo», dal Rettore, Giovambattista De Sarro e alla presenza del ministro della Salute, Orazio Schillaci.

«È per me un onore rappresentare il Consiglio regionale nella prestigiosa ricorrenza dell’Università: un’eccellenza accademica e scientifica e un punto di forza cruciale per lo sviluppo della Calabria», ha detto Mancuso nel suo intervento, dopo aver rivolto «un saluto particolare al Ministro, non soltanto per l’importante ruolo che ricopre, ma anche perché siamo sicuri che continuerà a sostenere l’azione di cambiamento, sistematica e coraggiosa, che il presidente e commissario per la sanità Roberto Occhiuto sta imprimendo al Sistema sanitari». (rcz)

Distretto sanitario Corigliano, Straface (Fi): «Passi importanti per Medicina territoriale e Ginecologia»

«Questa mattina ho incontrato la Dott.ssa Filici, Direttore del Distretto Sanitario. È stata l’occasione per fare il punto sulle tante novità relative alla medicina territoriale, in particolar modo per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, che si è dotata di due figure di chirurgia e geriatria oltre agli Oss e agli infermieri, e per quanto riguarda il poliambulatorio, che ha incrementato l’offerta dotandosi di specialisti di angiologia, dermatologia, reumatologia, fisiatria, geriatria, neurologia, medicina dello sport, ortopedia, nefrologia, odontoiatria, otorinolaringoiatria, oculistica, endocrinologia, diabetologia e ginecologia. Inoltre tutte le guardie mediche risultano adesso coperte».

Queste le dichiarazioni dell’ on. Pasqualina Straface presidente della Terza Commissione regionale sanità, Attività sociali, culturali e formative.

«Ho avuto poi modo di visitare il Consultorio e di incontrare il Direttore Dott. Visca, con il quale ho condiviso la necessità, dato che ci troviamo nel mese della Prevenzione per la salute della donna, di lanciare una campagna di screening dedicata alla prevenzione delle neoplasie all’utero tramite Pap test grazie all’arrivo nella struttura di una nuova ginecologa specialista. Si è inoltre parlato dei lavori di ristrutturazione del Consultorio, che partiranno a breve, e dell’arrivo entro la fine dell’anno di un nuovo ecografo portatile che permetterà di aumentare il bacino di utenza. Continua senza sosta l’impegno per una sanità migliore e più vicina alle esigenze della cittadinanza, e grazie all’impegno del Presidente Occhiuto riusciremo a rendere il sistema sanitario regionale sempre più di qualità». (rcs)

La consigliera Straface: Commissione Sanità ha approvato le modifiche alla normativa su registri tumori

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che la Terza Commissione Sanità ha approvato, in prima lettura, le modifiche alla normativa sui registri tumori.

«I Registri Tumori, istituiti con la legge regionale n. 2 del 12 febbraio 2016 – ha spiegato –  sono strutture deputate alla registrazione di tutti i casi di tumore in un determinato territorio, e nascono allo scopo di gestire nel tempo un archivio e assicurare che la registrazione dei dati avvenga in maniera rigorosa e a carattere continuativo. Si tratta di uno strumento essenziale per la ricerca sulle cause delle neoplasie, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, per la progettazione di politiche di prevenzione».

«Pertanto, anche a seguito delle tante difficoltà connesse alla concreta attuazione delle disposizioni di legge – ha aggiunto – emerse dalle tante audizioni di soggetti istituzionali avute in Terza Commissione, abbiamo deciso di intervenire con una proposta di legge, approvata quest’oggi in prima lettura, che va a rendere più funzionale ed efficace questo importante strumento».

«La proposta di legge – ha spiegato – mira a definire le attività che deve svolgere il Centro di Coordinamento regionale di controllo, che dovrà comprendere attività di monitoraggio e di valutazione sul funzionamento dei registri territoriali nonché funzioni propositive rispetto alla risoluzione di eventuali problematiche, e si integra con i compiti del Dipartimento tutela della salute e dei servizi socio sanitari che sarà nuova sede del centro di Coordinamento».

«Grazie a questo intervento normativo, che si inserisce nel piano di riforma della sanità calabrese che sta portando avanti il Presidente Occhiuto – ha concluso – renderemo più snelle ed efficaci le procedure di raccolta e gestione dati di questo strumento fondamentale non solo al fine di studi e ricerche ma anche di individuazione di eventuali maggiori incidenze tumorale sulla popolazione in determinate zone delle nostre Province». (rrc)