Cup unico regionale, la soddisfazione della consigliera regionale Straface (FI)

«La sanità a portata di click non è più un sogno ma diventa realtà. E’ arrivato finalmente in Calabria il Cup unico regionale, sistema in grado di bypassare i singoli centri di prenotazione provinciali, che rimarranno comunque aperti, e di garantire ai cittadini la possibilità in pochi passaggi di prenotare le prestazioni mediche di cui necessitano e di poterle pagare on line, evitando le file agli sportelli e ricevendo riscontro in tempo reale».

Questo il commento dell’on. Pasqualina Straface, presidente della Terza commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative all’annuncio dato dal presidente Occhiuto dell’attivazione del nuovo Cup regionale.

«Fino a questo momento il sistema era gestito a livello provinciale, con ogni Asp che andava in ordine sparso con procedure proprie e addirittura con servizi che cambiavano denominazione da una provincia all’altra, così come le tariffe. Finalmente il sistema è stato unificato e lo abbiamo reso normale. Non eccezionale, ma normale e alla portata di tutti. La buona sanità passa anche da queste innovazioni; il sistema che abbiamo ereditato era bloccato da un commissariamento, disorganizzato, lontanissimo dalle esigenze dei cittadini. L’azione riformatrice messa in moto dal Presidente Occhiuto sta arrivando a toccare ogni aspetto del sistema regionale calabrese, e i risultati stanno iniziando ad arrivare. Sempre oggi è stato consegnato un nuovo tavolo operatorio al reparto di Ortopedia dell’ospedale di Rossano mentre nei giorni scorsi altri interventi sulle strumentazioni hanno riguardato tre ecografi di ultima generazione ai Consultori familiari di Paola, San Giovanni in Fiore e San Marco Argentano.
Nuovo personale nelle strutture, nuove attrezzature, nuovi posti letto, nuovi investimenti in infrastrutture e nel digitale: questo è ciò di cui c’era bisogno, questo è quello che stiamo facendo giorno dopo giorno per garantire ai calabresi una sanità funzionale e adeguata ai bisogni di tutti». (rcs)

Sanità, il presidente Occhiuto presenta il Cup regionale online

«Finalmente anche in Calabria, da oggi, abbiamo il Centro unico delle prenotazioni, il cosiddetto Cup, online». È quanto ha annunciato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, sottolineando come il Cup sia «una cosa normalissima in tanti altri territori d’Italia, ma che da noi non era mai stato fatto».

«Fino a questo momento – ha spiegato ancora – ogni Azienda sanitaria provinciale e ogni Azienda ospedaliera aveva un proprio sistema di prenotazione autonomo, non integrato, con prestazioni denominate in modo diverso, e che avevano addirittura tariffe differenti da territorio a territorio: un vero disastro. Adesso abbiamo voltato pagina, e messo ordine nella confusione creata in decenni di immobilismo.
Abbiamo creato un catalogo regionale unico delle prestazioni sanitarie».

«L’utente, collegandosi al portale unico o usando l’apposita App ‘Cup Calabria’ (scaricabile sul proprio smartphone), potrà visionare tutte le prestazioni erogate su tutto il territorio regionale – ha detto ancora –. Un cittadino di Catanzaro, ad esempio, potrà facilmente prenotare una visita anche a Cosenza o a Reggio, usando un’unica piattaforma digitale».

«Questo è il Cup unico regionale: una grande semplificazione – ha concluso –. In questo momento sono state già caricate tutte le prestazioni sanitarie disponibili nelle province di Reggio Calabria e di Cosenza, e dell’Asp di Catanzaro. Il 25 settembre avremo quelle dell’Asp di Crotone; entro fine ottobre quelle della Dulbecco; a novembre quelle dell’Asp di Vibo Valentia. Già da oggi i cittadini calabresi potranno prenotare e pagare le proprie visite utilizzando un’unica piattaforma dal pc o dallo smartphone; allo stesso tempo continueranno a rimanere operativi i Cup fisici e i call center per chi volesse continuare ad usufruire dei canali tradizionali. Sembra poco, nella marea di problemi che ha la nostra sanità, ma abbiamo compiuto un bel passo verso la normalità». (rrc)

L’OPINIONE / Rubens Curia: Per una democrazia delle cure

di RUBENS CURIA – Si è svolta a Lamezia Terme presso la sala Sintonia della Comunità Progetto Sud la terza Assemblea Regionale di Comunità Competente; un intenso e partecipato incontro che abbiamo fatto alla presenza del  subcommissario Ernesto Esposito.
Marina Galati  e Rosellina Brancati nei loro interventi hanno proposto che si faccia la nostra Seconda Conferenza Regionale sulla salute mentale il 10 ottobre o, ancora, Rosalbino Cerra di dare forza all’Accordo decentrato regionale dei MMG per sviluppare la sanità d’iniziativa con un forte ruolo delle cure primarie.

Nel mio intervento ho chiesto, tra l’altro, un particolare impegno della Regione per la formazione dei Direttori dei Distretti sociosanitari che io ho definito Distretto 2.0 ovvero un Distretto in movimento dove s’intrecciano le Reti formali e le Reti informali..
Il subcommissario ha affermato di avere preso nella sua agendina molti appunti e, in merito ad un mio quesito che gli ponevo sugli Ospedali di Comunità di Rogliano e Serra San Bruno, ha dichiarato che sono un rafforzamento dell’offerta che implementa l’interazione Ospedale/Territorio.
Dalle relazioni e dagli interventi  si sono, inoltre, concretizzate le seguenti proposte: Un rafforzamento dei Consultori familiari (Daniela Diano) e dei Dipartimenti di salute mentale con l’assunzione immediata di psicologi, assistenti sociali ed ostetriche di cui in Calabria c’è disponibilità (Curia); Una politica strutturale verso le Aree Interne con il rafforzamento degli Ospedali di Zona disagiata (Stefania Fratto), la Telemedicina (Maurizio Cipolla), le Aft ed il rilancio e l’ampliamento della Snai (Strategia Nazionale Aree Interne) i cui finanziamenti sono in parte inutilizzati.
L’istituzione di un Tavolo Tecnico sul budget di salute che attendiamo da oltre 18 mesi (Giorgio Marcello); Che le Case della Comunità abbiano nel loro Dna l’integrazione sociosanitaria (GiacomoPanizza) creando un forte rapporto con l’Ente Locale; Che si garantiscano i Progetti di vita individualizzati perché, come ha detto Nunzia Coppedè nel suo intervento, i finanziamenti sono disponibili; Accelerare le procedure per acquistare le apparecchiature medicali e l’Edilizia Sanitaria (lo ha scritto nel Documento del febbraio 2022 Franco Costantino) rafforzando con unità di personale il Settore del Dipartimento Regionale Tutela della salute; Valorizzare la Breast Unit dell’A.O dell’A.O Dulbecco e diffondere questa buona pratica alle altre Breast Unit (Francesco Abbonante); Attivare, come previsto dal Programma Operativo 2022/25, le Pet medicalizzate (50) e le 3 U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile  presso la Dulbecco, Annunziata e Gom, come proposto da Comunità Competente ed accolto dal Commissario Occhiuto nel febbraio 2022.
Attivare appositi  moduli specialistici  per i ragazzi con doppia diagnosi nelle Strutture già accreditate (Proposta Mantelli/Mollica);  Abbiamo apprezzato che sia stato istituito, come richiesto da Comunità Competente, Il Coordinamento Regionale sulla salute mentale dell’adulto e dell’adolescente che si è già riunito più volte, adesso attendiamo il Piano Regionale sulla salute mentale; Attuare una profonda riforma della “Rete Ospedaliera” con l’istituzione delle Aziende Sanitarie Ospedaliere (Aso) e delle Aziende Sanitarie Territoriali (Ast) ed istituire le equipe mobili (nostra proposta del 2018) con un forte ruolo dei Dipartimenti Ospedalieri; Assumere gli Infermieri di famiglia/comunità, già previsti e finanziati dal 2020, che sono una risorsa fondamentale per una nuova medicina proattiva ( Fausto Sposato); Concretizzare , finalmente, la Telemedicina sul Territorio, implementando i Fondi degli obiettivi di Piano e del Pnrr.
La nostra agenda è fitta, e ci auguriamo sia condivisa  dal Presidente Occhiuto, dal Subcommissario Esposito e dalla dirigente generale Fantozzi e dalle forze politiche regionali.
Il nostro motto è working in progress e proseguiremo il nostro viaggio per una sanità a misura di persona! (rc)
[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]

Ospedale Sibaritide, la consigliera Straface: Impegno totale della Regione su sanità

La consigliera regionale Pasqualina Straface, a seguito dell’interrogazione presentata dai consiglieri del PD Mimmo BevacquaFranco Iacucci sull’Ospedale della Sibaritide, ha ribadito come «il presidente Occhiuto e gli uffici regionali preposti stanno lavorando costantemente per fare sintesi con il Concessionario dei lavori dell’Ospedale della Sibaritide al fine di trovare la soluzione ottimale per quanto riguarda le soluzioni tecniche della variante in corso d’opera, anche ai fini del finanziamento dei maggiori costi per i lavori».

«Intanto va fatta una precisazione – ha detto – non è vero che i lavori sono fermi da novembre 2022, nel mese di luglio 2023 sono state completate le opere strutturali con tanto di cerimonia, segno che il cantiere è andato avanti regolarmente fino a poco più di un mese fa. Adesso si tratta di trovare l’accordo ideale fra Regione e ditta concessionaria, ed è stata messa in campo una mediazione che servirà a trovare la soluzione più confacente. Non è il momento di polemiche e di pressioni, il Presidente Occhiuto sta dedicando alla vertenza tutte le energie necessarie per garantire il prosieguo dei lavori in tempi consoni».

«Inoltre come al solito – ha proseguito – dagli esponenti del PD arrivano mistificazioni per quanto riguarda gli ospedali di Corigliano e Rossano. Sono state inseriti qualche settimana fa tre nuove risorse nel reparto di Pediatria, tre nel Pronto Soccorso e uno in Ginecologia nell’ospedale coriglianese mentre al Giannattasio di Rossano sono stati assegnati due medici in Radiologia, cinque in Pronto Soccorso e uno in Ortopedia. Nell’ultimo programma di investimenti presentato da Occhiuto sono stati preventivati lavori di adeguamento in entrambi gli ospedali, con il nuovo piano di riordino sono previsti maggiori posti letto in day surgery e in degenza ordinaria».

«Se questo vuol dire affossare – ha concluso – evidentemente Iacucci e Bevacqua non hanno contezza di cosa vuol dire lavorare quotidianamente per migliorare una sanità che grazie ai loro governi regionali e nazionali è rimasta indietro di decenni e che finalmente sta tornando ad essere protagonista dell’agire politico del governo regionale». (rcs)

Il 25 ottobre l’udienza al Tar per il nuovo Ospedale di Cosenza

Il prossimo 25 ottobre è in programma l’udienza pubblica nel corso della quale sarà discusso nel merito il ricorso presentato dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franz Caruso, contro il decreto della Regione Calabria per il nuovo ospedale di Cosenza.

Il decreto impugnato dall’Amministrazione comunale di Cosenza è il decreto a contrarre, ai sensi dell’art. 32, comma 2, del d.lgs. 50/2016, per l’affidamento dei servizi tecnici per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali. La tutela delle ragioni dell’Amministrazione comunale è stata, come è noto, affidata, nel ricorso presentato davanti al Tar, al prof. Angelo Piazza. Il prof. Piazza aveva ricevuto mandato dal Comune di Cosenza a difesa dell’autorevolezza e della bontà delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale di Palazzo dei Bruzi che aveva indicato il sito di Vaglio Lise come quello più idoneo per la definitiva allocazione del nuovo ospedale Hub di Cosenza.

Le ragioni prospettate dal Comune di Cosenza nel ricorso presentato dal prof.Piazza e che sarà discusso nel merito, davanti al Tar Calabria, nell’udienza del prossimo 25 ottobre, muovono dal presupposto che il decreto della Regione Calabria, attraverso la valutazione di altri due siti alternativi a quello indicato dal Consiglio comunale della città di Cosenza (Vaglio Lise) cancella  il complesso procedimento che aveva impegnato, nelle sue diverse fasi, la responsabilità politica degli organi istituzionali della Regione e dell’Ente comunale e, nello stesso tempo, rappresenta una vera e propria mortificazione per Cosenza deprivandola, rispetto ad una scelta così importante come quella della localizzazione del nuovo Ospedale Hub, del suo ruolo di capoluogo di provincia. (rcs)

Pnrr, il presidente Occhiuto: Eventuali spostamenti di risorse da fare all’interno dello stesso territorio

«Eventuali spostamenti di risorse (del Pnrr ndr) devono avvenire all’interno dello stesso territorio». È quanto ha detto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in un colloquio con La Stampa.

«Per capirci, se si tolgono finanziamenti a un Comune calabrese, devono essere dati a un altro Comune con migliore capacità di spesa o alla Regione», ha detto Occhiuto.

Sulla revisione del Pnnr, i presidenti delle Regioni hanno protestato per non essere stati coinvolti, ma «in realtà abbiamo evidenziato che le Regioni non sono mai state coinvolte, nemmeno dai governi precedenti, e questo ha senza dubbio generato progetti difficilmente cantierabili», ha dichiarato il presidente

«Bastava contare – ha aggiunto – quante ‘talpe’ per scavare gallerie abbiamo a disposizione in Italia. In Calabria abbiamo Comuni senza il capo dell’ufficio tecnico, che non hanno la possibilità di fare interventi nei tempi previsti».

Quindi, ha fatto bene il ministro Fitto a togliere 16 miliardi per progetti già avviati?, è stato chiesto al governatore, che ha detto come «intanto, va dato atto a Fitto di aver informato le regioni sugli obiettivi del suo piano di rimodulazione. Poi auspico che quelle risorse vengano effettivamente messe di nuovo a disposizione in altra forma».

Il Governatore, poi, è tornato a parlare di sanità, ricordando come «mettendo a posto i conti» della sanità calabrese, «qui ho trovato un avanzo di 200 milioni: soldi non spesi, servizi non erogati ai cittadini».

Quanto ai miliardi necessari per la sanità, «aspettiamo la legge di bilancio per verificare se la lezione del Covid è servita o meno. Ma, oltre ai soldi, servono le riforme. Per noi in Calabria, ad esempio, il reclutamento dei medici è molto difficile: vorrei poter offrire incentivi economici e di carriera ai professionisti disposti a venire a lavorare nei nostri ospedali, esattamente come già si può fare con i magistrati assegnati alle nostre procure».

Sul tema dell’immigrazione, secondo Occhiuto «In Italia manca un modello di accoglienza dei migranti, non siamo stati in grado di crearlo: è un fallimento degli esecutivi che si sono succeduti, in modo particolare delle anime belle della sinistra che hanno governato ininterrottamente negli ultimi anni».

«Centomila arrivi – ha spiegato – non possono rappresentare un problema per un Paese con 60 milioni di abitanti, anzi bisognerebbe vederli come un’opportunità. Qui da noi abbiamo tante famiglie sotto la soglia di povertà, diamo loro la possibilità di ospitare e assistere un minore non accompagnato, ovviamente con un contributo economico da parte dello Stato. Sarebbe un sistema più funzionale».

In passato «si è dovuti intervenire perché in molte regioni si era sviluppata un’industria del profitto, che lucrava sull’accoglienza dei migranti. Altra cosa è costruire un vero modello di accoglienza diffusa e di integrazione, all’insegna della sussidiarietà, per dare la possibilità a giovani e disoccupati di trasformare il problema in un’opportunità».

Come si è cercato di fare in Calabria dopo la tragedia di Cutro, attraverso «un accordo con l’associazione dei costruttori per la formazione professionale dei migranti, da impiegare nei cantieri edili, in modo da integrarli grazie al lavoro».

«Noi in Calabria abbiamo sempre accolto tutti in silenzio, con grande solidarietà – ha ricordato – ma rispetto le difficoltà degli altri governatori, che devono affrontare realtà diverse, specie nelle aree metropolitane, dove la mancanza di un modello di integrazione ha generato dei ghetti, o ad esempio, nelle stazioni divenute spesso un luogo fertile per la microcriminalità».

«Se si chiede giustamente all’Europa di assumersi le sue responsabilità, poi è necessario che ciascuno, a tutti i livelli, faccia lo stesso esercizio di responsabilità», ha concluso. (rrm)

 

L’OPINIONE / Enzo Scalese: Serve una riforma della rete dell’emergenza-urgenza in Calabria

di ENZO SCALESE – La prematura scomparsa di una ragazza di 23 anni, morta nei giorni scorsi per un malore nella propria abitazione a Montepaone, continua a suscitare una profonda commozione, e anche la nostra sincera vicinanza alla famiglia per questo dolore indescrivibile. E nel dramma che ha sconvolto tutta la comunità, continuano a riaffiorare domande all’apparenza scontate: questa splendida ragazza, con una vita davanti, si poteva salvare?

Se l’ambulanza che ha impiegato quasi 20 minuti per arrivare, magari anche perché intrappolata nel traffico infernale della Statale 106 in estate, fosse arrivata prima, avremmo potuto raccontare un altro finale? Se non fosse dovuta arrivare da Isca un’ambulanza medicalizzata perché quella di Montepaone era senza medico a bordo, il cuore di questa giovane donna avrebbe continuato a battere? Non abbiamo risposte, ma solo la certezza che qualunque sia la verità da accertare in questa drammatica vicenda bisogna intervenire sul servizio dell’emergenza urgenza dell’Asp di Catanzaro. E non solo.

La rete dell’emergenza-urgenza va riformata in tutta la Calabria. Si tratta di uno delle tante conseguenze nefaste di una politica di razionalizzazione che ha caratterizzato sanità calabrese ci ha consegnato la realtà in cui viviamo con Pronto soccorsi inaccessibili, liste d’attesa infinite, quindi che non garantisce il diritto alla salute dei cittadini, e nello stesso tempo racconta di professionisti costretti a turni massacranti e condizioni di lavoro critiche.

Nell’ambito dell’Asp di Catanzaro, ma anche delle Aziende di Crotone e Vibo Valentia, nel corso degli anni, il servizio è stato depotenziato dall’abbandono di decine di medici per cui continuiamo ad imbatterci in ambulanze demedicalizzate che a causa della carenza di medici, e dei turni massacrati sopportati dai reduci di questa emorragia, restano solo con un autista e un infermiere a bordo. E per questo auspichiamo l’avvio di una proficua collaborazione sinergica perché anche gli operatori del 118, quindi, diventano vittime di questo sistema. Una sanità sempre più aziendalizzata e ospedalo-centrica ha depauperato un settore essenziale quale quello della medicina territoriale: bisogna ripartire da qui. Riorganizzare percorsi diagnostici terapeutici assistenziali fuori dall’ospedale, affrontare questioni legate all’assistenza domiciliare, alle Case della Salute, e soprattutto una più efficace gestione dei processi di integrazione ospedale-medicina territoriale. Servono più medici: questo scontato.

E non solo nel senso che vanno assunti medici: vanno formati. Bisogna dare l’opportunità ai nostri giovani di iscriversi alla facoltà di medicina: serve un aumento progressivo degli accessi a medicina che dovrà coincidere con un aumento di accessi alle scuole di specializzazione. E, quindi, definire il fabbisogno dei medici e adeguare le capacità e l’offerta potenziale del sistema universitario, al fine di rivedere i meccanismi di programmazione degli accessi. Non abbiamo soluzioni, ma queste possibili azioni di intervento che vengono periodicamente rilanciate e sbandierate anche dal commissario ad acta alla sanità, il presidente Roberto Occhiuto, devono confluire concretamente in un progetto di rilancio del sistema sanitario calabrese adeguatamente articolato e condiviso. Perché con le parole e i proclami non si salvano vite umane. (es)

[Enzo Scalese è segretario generale di Cgil Area Vasta CZ, Kr, VV]

Mammoliti (PD): I medici cubani a Vibo solo perché è stato sollevato il problema

Il consigliere regionale Raffaele Mammoliti ha evidenziato come «sono sicuro che i medici cubani arriveranno al Pronto soccorso semplicemente perché è  stato sollevato pubblicamente ed ufficialmente il problema».

«Prendo atto della nota del consigliere Comito – ha detto – comparsa sulla stampa e mi rendo conto che innescare  una polemica mediatica su aspetti sostanzialmente irrilevanti è l’unico modo per tentare di “distrarre”  l’opinione pubblica dal “pasticcio” politico-istituzionale nel quale si è cacciato chi governa la Sanità  vibonese quando ha deciso, di propria iniziativa, di destinare i medici cubani ai reparti dell’ospedale  di Vibo Valentia e non al Pronto Soccorso, per come era stato in precedenza pubblicamente  annunciato. Sinceramente non sono affatto interessato alle polemiche politiche strumentali che si sperticano in  inconcludenti, inutili quanto nervose difese di ufficio».  

«Pertanto, andiamo ai fatti per come si sono realmente svolti – ha ricordato – il giorno dell’arrivo a Vibo dei medici  cubani, mi sono recato, di mia spontanea iniziativa e senza aver ricevuto alcun invito in tal senso,  all’ospedale Jazzolino per rendere, a detti medici, anche il mio doveroso e sentito saluto istituzionale.  In quella sede, ho appreso, con sorpresa e dispiacere, che i predetti medici cubani sarebbero stati  assegnati ai reparti dell’ospedale e non più al Pronto Soccorso, come era stato in precedenza detto  sulla stampa che aveva, fra l’altro, riportato a caratteri cubitali, anche le dichiarazioni rese dal  Presidente Occhiuto, secondo cui i medici cubani avrebbero aiutato “soprattutto ad allentare la  pressione nei Pronto Soccorso” dei nostri ospedali». 

«Sempre nella medesima sede, registravo anche, il forte disappunto, espresso verbalmente, dal  Primario del Pronto Soccorso, nei confronti di questa scelta dell’ultimo minuto, di destinare i medici  cubani ai reparti dell’ospedale e non al Pronto Soccorso. 

«Dopodiché – ha detto ancora – mi decidevo ad esercitare le mie prerogative di Consigliere regionale preoccupandomi di  sottoporre il caso al Presidente della Giunta Regionale Dott. Roberto Occhiuto, nella sua qualità di  Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della  Regione Calabria, al quale presentavo un’apposita interrogazione a risposta immediata. In particolare,  con l’anzidetta interrogazione chiedevo, al Presidente Occhiuto, nella sua precitata qualità, di sapere  chi e per quale valida ragione aveva disposto l’assegnazione dei medici cubani destinati al Pronto  Soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia ai reparti del medesimo ospedale. Tutto qui. Questi, cioè, i fatti per come si sono realmente svolti».

«Evidentemente, al consigliere Comito ha dato fastidio la mia interrogazione – ha proseguito – perché, portando il caso  all’attenzione non solo dell’opinione pubblica ma anche delle massime cariche istituzionali regionali,  detta interrogazione ha destabilizzato e sconvolto i piani che, presumibilmente, erano stati predisposti  da chi governa la Sanità vibonese in merito all’utilizzo dei medici cubani nell’ospedale di Vibo Valentia». 

«La mia azione politica ed istituzionale è, dunque servita – ha sottolineato – a quanto pare, a portare alla luce del sole  una realtà e delle decisioni che, probabilmente, si voleva che passassero nel silenzio e all’insaputa  dell’opinione pubblica. E ciò mi rassicura in merito alla circostanza che, ora, una volta che il  “bubbone” è scoppiato ed il caso è stato sollevato pubblicamente ed ufficialmente, chi governa la  Sanità vibonese sarà “costretto” a destinare i medici cubani al Pronto Soccorso, per come  precedentemente annunciato e rispettato in tutti gli altri ospedali calabresi». 

«È bene che il consigliere Comito sappia che il mio impegno sul tema della Sanità non si fermerà e  proseguirò, imperterrito – ha ribadito – la mia azione diretta a riportare il sistema sanitario vibonese in un quadro di  efficienza e maggiore funzionalità. Nei prossimi giorni, provvederò a mettere in campo ulteriori  iniziative in favore della Sanità calabrese e vibonese di cui darò ampie informazioni». (rvv)

Sanità, la consigliera Straface: Il Pd ripensi alla sua gestione disastrosa

La consigliera regionale Pasqualina Straface risponde alle dichiarazioni del Segretario Regionale del PD, Nicola Irto e di altri esponenti, diffusi a mezzo stampa, in merito alle azioni messe in campo dal Presidente Occhiuto per risollevare il sistema sanitario calabrese.

«In neanche 21 mesi il Presidente Occhiuto ha cambiato la sanità calabrese più di quanto abbia fatto il PD quando è stato al governo della Regione. Irto e Guccione mettano da parte la propaganda e rispettino chi è stato eletto dai calabresi per risolvere i problemi causati dai loro governi», ha detto Straface, evidenziando come «in poco più di un anno e mezzo il volto della sanità regionale è cambiato in meglio, e finalmente possiamo puntare ad un sistema che si avvicina sempre di più alle esigenze della gente».

«Certo, c’è ancora molto da fare – ha aggiunto – ma la strada intrapresa è quella giusta e le azioni messe in campo vanno esattamente in questa direzione. Quello che il PD e i suoi fanno finta di dimenticare sono i 12 anni di commissariamento della sanità calabrese, che di fatto hanno creato immobilismo, blocco delle assunzioni, nessuna spesa per macchinari e lavori e via discorrendo. Un commissariamento che vede le responsabilità del centrosinistra sia quando ha governato a livello regionale, sia quando ha governato a livello nazionale. Non possiamo non sottolineare, infatti, come sia stato il Governo Conte ad inviare qui in Calabria i commissari più improduttivi di sempre che hanno fatto perdere a questa Regione un sacco di tempo nascondendosi dietro un deficit inesistente e paralizzando di fatto la sanità regionale».

«Il dato politico è che oggi, grazie al Presidente Occhiuto che ci ha messo la faccia in prima persona – ha proseguito – siamo davanti ad una vera e propria riforma del sistema sanitario calabrese. In primis la creazione di Azienda Zero, vero e proprio punto cardine di questa riforma, che guidata dal mai troppo compianto prof. Profiti era riuscita finalmente a mettere ordine nei bilanci delle Asp e delle aziende ospedaliere, impostando piani reali di risanamento debitorio e di investimento dato che fino a qualche anno fa la Calabria non aveva praticamente una contabilità sanitaria, mentre ora in un solo anno abbiamo avuto modo di dimostrare che siamo in avanzo d’amministrazione e che non abbiamo deficit. Quantificare il debito sanitario ci permette di saldare quanto dovuto alle aziende fornitrici garantendo liquidità al sistema e mantenimento dei livelli occupazionali dell’indotto, e soprattutto di poter programmare e pianificare le politiche sanitarie future».

«Ricordiamo, poi – ha detto ancora – il riordino della rete ospedaliera, che riporta la sanità al centro garantendo servizi anche ai territori periferici e interni che erano stati privati di servizi essenziali con un aumento di posti letto e la realizzazione di nuovi Ospedali e Case di Comunità; i medici cubani, che stanno rimpolpando gli organici delle strutture regionali alleggerendo il peso che grava sul personale in servizio a causa dell’inerzia causata dal commissariamento, in attesa dei nuovi bandi cui si vanno ad affiancare le procedure di stabilizzazione del personale sanitario e quindi di eliminazione del precariato e il reclutamento aggiuntivo delle figure professionali mediche e delle altre professioni sanitarie per le funzioni di emergenza ospedaliera e territoriale».

«La proroga delle graduatorie regionali Oss e Infermieri – ha ricordato ancora la consigliera regionale – che permetteranno di assumere personale dalle graduatorie già esistenti senza dover aspettare i tempi di nuovi concorsi; la nascita della facoltà di Medicina all’Unical, l’impulso dato alla costruzione dell’ospedale della Sibaritide e di altre strutture sul territorio regionale grazie al finanziamento di 36 milioni di euro per le Case di Comunità, per gli Ospedali di Comunità, per le Centrali Operative Territoriali e per gli interventi di adeguamento sismico degli ospedali; lo sblocco degli acquisti delle attrezzature e dei macchinari per ospedali e strutture sanitarie, basti prendere ad esempio l’ASP di Reggio Calabria che è riuscita a realizzare il 73,5% degli interventi ammessi a finanziamento, grazie al quale si stanno risolvendo criticità e problematiche denunciate da anni dal personale sanitario che non era messo in condizione di fare il proprio lavoro».

«Alla luce di tutto questo – ha concluso – chiunque potrà capire che quella del Partito Democratico è solo sterile propaganda mentre Occhiuto sta portando avanti una profonda e proficua azione riformatrice che sta pian piano dando i suoi frutti e che ci permetterà nei prossimi anni di avere una sanità funzionale e finalmente adeguata alle esigenze dei calabresi». (rrc)

Medici cubani a Vibo, Comito (FI): Da Mammoliti speculazione politica

Il consigliere regionale Michele Comito ha replicato al consigliere regionale Raffaele Mammoliti in merito ai medici cubani al pronto soccorso di Vibo Valentia. Per Comito, infatti, «certe dichiarazioni cozzano con la realtà dei fatti, una realtà, quella della decisione di destinare i medici cubani prima nei reparti e poi al pronto soccorso, vissuta in maniera diretta dalla stessa persona che oggi fa finta di non ricordare».

«Voglio ricordare a me stesso – ha aggiunto – che il giorno dell’arrivo dei medici allo Jazzolino, entrambi, io e il collega Mammoliti, abbiamo ascoltato quali fossero gli intendimenti dell’Azienda sanitaria e quindi del commissario, generale Antonio Battistini, e del direttore sanitario, Luigi Mandia, persone di alto profilo e competenza. Intendimenti messi nero su bianco ed attuati, tra l’altro, anche da altre Aziende calabresi: ovvero impiegare i medici, in una prima fase, all’interno di alcuni reparti per consentire loro di ambientarsi e soprattutto familiarizzare non tanto con la lingua parlata quanto con la scritta, che riveste un’importanza decisiva specie in un settore come l’emergenza-urgenza; e successivamente destinarli proprio al pronto soccorso, cosa che avverrà a brevissimo. E ricordo benissimo come in quella sede il collega Mammoliti avesse palesato approvazione per questa scelta, salvo oggi far finta di niente denunciando a mezzo stampa l’“usurpazione”».

«Ecco perché – ha aggiunto Comito – non posso nascondere le mie perplessità ed il disappunto nel constatare con quanta leggerezza ci si lasci andare a speculazioni politiche su un tema che è probabilmente il più importante e il più sentito da tutti i cittadini, la sanità. E purtroppo sulla sanità, anche sulla migliore sanità d’Italia, e parlo per esperienza diretta, qualunque lamentela troverà facile sponda nell’opinione pubblica. Ma la serietà del nostro ruolo, rammento sempre a me stesso, imporrebbe un contegno ed un atteggiamento differente».

«Quanto ai Lea, altro argomento brandito dal collega Mammoliti – ha proseguito – se egli ha la soluzione immediata alla problematica, beh non resta che implorarlo di condividerla con la Regione Calabria e con tutte le altre Regioni che, da Nord a Sud, con le dovute differenze, non navigano certo in acque tranquille. Cercare lo slogan ad ogni costo può forse tornare utile in campagna elettorale, ma per risolvere i problemi della sanità, tanti e di difficilissima soluzione, serve innanzitutto serietà negli atteggiamenti e coraggio nelle decisioni, come dimostrato dal presidente Roberto Occhiuto con questa scelta sui medici cubani, portata avanti ostinatamente malgrado da più parte venissero suggeriti altri tipi di soluzioni…».

«Una scelta sulla quale, evidentemente – ha concluso – oggi si è dovuto ricredere anche il Pd, quello stesso partito che gridava allo scandalo ed oggi si “batte” per avere i medici cubani in servizio». (rvv)