3 miliardi in più anni per la Strada statale 106: l’annuncio del Mit

È previsto un finanziamento pluriennale di 3 miliardi di euro per l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’arteria nel tratto ricadente nella Regione Calabria. È quanto ha annunciato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro Matteo Salvini.

Ma non è finita: previsto, anche, lo stop agli aumenti delle multe e finanziamenti ad hoc anche per la
Torino-Lione.

«Un risultato storico dopo anni di chieste inascoltate» riporta l’Ansa.

Il Mit guidato da Salvini, dunque, sta rispettando gli impegni presi. Lo scorso 9 novembre il ministro aveva incontrato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere appunto della Statale 106, e aveva ribadito che «la determinazione del ministero è trovare nuovi strumenti normativi e finanziari per prevedere interventi risolutivi e stanziamenti chiari e spalmati su più anni».

Il Governatore, dal canto suo, in una recente intervista a Il Corriere della Calabria, aveva ribadito che «la Strada Statale Jonica è una delle priorità del mio governo regionale. Già dai primi mesi dopo il mio insediamento alla Cittadella ho chiesto all’esecutivo nazionale, allora guidato da Mario Draghi, di accendere un faro su un’arteria di vitale importanza per la nostra Regione e per l’intero Mezzogiorno».

Il governatore nell’intervista ha spiegato che l’obiettivo è «quello di concludere i lavori della Ss 106 in 10-15 anni al massimo: per completare interamente questa infrastruttura ci vorranno più risorse di quelle che verranno stanziate per il Ponte sullo Stretto» e che finanziamenti «dovranno, auspicabilmente, essere scadenzati nel tempo, per evitare la possibilità di disimpegnare queste risorse a causa dei tempi tecnici necessari a costruire l’opera». (rrm)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Governo intervenga concretamente per infrastrutture

I segretari nazionali e regionali di CgilCislUil CalabriaA Maurizio LandiniLuigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno ribadito come «ritengono decisivo per il futuro del Sud che il Governo intervenga concretamente per la riqualificazione e la realizzazione di quelle opere infrastrutturali prioritarie che sono determinanti per la ripartenza economica e la sostenibilità sociale del territorio meridionale».

L’ammodernamento delle infrastrutture, infatti, per i sindacati sono un punto fondamentale per il rilancio del Mezzogiorno e del Paese, per questo hanno chiesto al Governo «di dare continuità alle decisioni assunte dal precedente Esecutivo e prevedere nella legge di bilancio l’intervento previsto per l’opera pubblica denominata Strada statale 106 che, attraverso quanto previsto dal Documento di economia e finanza, è stata definita un’opera strategica con investimenti congrui e finalizzati al completamento dei tratti cantierizzati, alla esecuzione dei restanti e al finanziamento degli studi progettuali dei tratti necessari alla realizzazione di questa infrastruttura su tutto il territorio regionale interessato fino a Reggio Calabria».

«Cgil, Cisl e Uil – hanno concluso – ricordano al Governo che l’ammodernamento e la completa realizzazione della Strada statale 106, un’arteria letale che è stata ribattezzata come famigerata “strada della morte”, rappresenta il punto fondamentale della “Vertenza Calabria” aperta tra Cgil Cisl Uil Calabria e Governo regionale calabrese, sostenuta dalle scriventi, che prevede, tra le altre questioni, la richiesta di adeguamento strutturale e ammodernamento di questa opera strategica». (rcz)

Sanità, Occhiuto: Entro fine anno Governo approvi il Piano Operativo

«Se il Programma operativo non ci verrà restituito approvato entro fine anno, comunicherò al ministro della Salute e al ministro dell’Economia che non mi siederò più al Tavolo Adduce». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in una intervista alla Gazzetta del Sud.

«Ho ereditato una sanità in serie D, l’obiettivo è di portarla in serie A, ma sono consapevole che ci vorrà qualche stagione. Un anno, dopo decenni di disastri, non può essere sufficiente: non ho la bacchetta magica» ha aggiunto Occhiuto, spiegando che «in questi i primi 12 mesi abbiamo gettato le basi per il cambiamento. Cariati, Trebisacce e Praia a Mara sono nuovamente nella rete ospedaliera».

«Abbiamo impresso un’accelerazione decisiva alla costruzione degli ospedali di Vibo Valentia e della Sibaritide – ha proseguito – e stiamo risolvendo i problemi per l’ospedale di Palmi. Con il Cis  Salute del Pnrr avremo 350 milioni per ospedali di comunità e case della comunità. Abbiamo scritto la ‘manovra d’autunno’ che ci permetterà di assumere 3.600 operatori sanitari. Ci sono 826,2 milioni di fondi Inail e 320 milioni di fondi statali per i presidi e gli ospedali, tra i quali Locri, Melito Porto Salvo, Castrovillari, Cetraro e Paola.
Abbiamo avviato la riorganizzazione del 118: avremo anche noi una centrale unica dell’emergenza/urgenza. E con il 2023 partirà Azienda Zero, l’organo di governo regionale della sanità».

«Sarò il primo commissario ad aver fatto la ricognizione del debito – ha detto ancora –. Le persone che ho incaricato mi hanno assicurato che entro fine dicembre avremo una quantificazione di massima. Il Programma operativo è stato inviato mesi fa ai Ministeri vigilanti. Ci mandano osservazioni e continue osservazioni alle nostre risposte alle loro osservazioni: un circolo vizioso.
Il Tavolo Adduce così non funziona, la sanità della Calabria ha bisogno di strutture ministeriali che ci aiutino, non di atteggiamenti pignoleschi e ragionieristici da parte di funzionari dello Stato».

Il Governatore, poi, ha parlato della Strada Statale 106, annunciando che è al lavoro per una legge speciale: «Sto dialogando ai più alti livelli – con il sottosegretario Mantovano e con i ministri Giorgetti e Salvini – per una legge speciale che preveda finanziamenti certi e pluriennali per la Ss106. Nelle prossime settimane spero che avremo importanti novità».

«Le grandi opere servono – ha ribadito – ma devono anche produrre vantaggi per i territori e per i cittadini. Con questa prospettiva sarebbe più facile far digerire alle popolazioni i rigassificatori, i termovalorizzatori, gli impianti eolici. Dico No alla logica Nimby: la Calabria è una Regione affamata di opportunità. Da un anno chiedo la firma del Dpcm per dichiarare strategico il rigassificatore di Gioia Tauro, e sono fiducioso che con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi avremo una svolta epocale per il nostro territorio».

«C’è un grande interesse intorno al porto di Gioia Tauro – ha continuato –. The European House Ambrosetti qualche giorno fa ha riunito proprio dentro il porto investitori, istituzioni e decisori. Aponte, che ho incontrato a Ginevra qualche mese addietro, vuole investire a Gioia Tauro altri centinaia di milioni». (rcz)

Occhiuto: Chiederò a Salvini di investire anche sulla SS 106

«Chiederò al ministro Salvini di investire anche sulla Statale Jonica, la SS 106, che è definita purtroppo da vent’anni la strada della morte. Credo che in un Paese civile non ci possa essere una strada che viene definita così», ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a Buongiorno Regione.

Nel suo intervento, Occhiuto ha ricordato di governare una «regione nella quale insiste un porto, quello di Gioia Tauro, che è diventato il primo in Italia, con una movimentazione di 3,6 milioni di container all’anno: un numero superiore a quello che fanno i porti di Genova, Savona e Trieste, sommati tra loro. Questo significa che il Mediterraneo è diventato davvero il luogo centrale degli scambi commerciali».

«Il Mezzogiorno e in particolare la Calabria e la Sicilia – ha ricordato – possono essere l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo, per cui credo che realizzare infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto dimostrerebbe la volontà del governo di investire in questa parte dell’Italia che può divenire una risorsa per tutto il Paese».

«Io sono assai favorevole alla realizzazione di quest’opera – ha concluso – ma è del tutto evidente che insieme al Ponte, vanno fatte anche le altre infrastrutture. In Calabria, ad esempio, abbiamo una sola strada di collegamento con le altre Regioni, l’autostrada A2, e non ho altre direttrici ridondanti». (rrm)

Statale 106, Bruni, Bevacqua e Tavernise: Occhiuto chieda a Salvini i 3 miliardi

In una nota congiunta, Amalia Bruni, capogruppo del Misto, Giuseppe Bevacqua, capogruppo del Partito democratico e Davide Tavernise, capogruppo del Movimento 5Stelle in Consiglio Regionale, hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di chiedere al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che «vengano messi a disposizione i tre miliardi di euro previsti dal Def» per la Statale 106.

«Deve essere rimasto male il Presidente Occhiuto – si legge nella nota – quando ha scorso la lista dei Sottosegretari, nominati ieri pomeriggio nel corso del Consiglio dei ministri. Tra i nomi letti non ha trovato quello del senatore Giuseppe Mangialavori, ampiamente da lui caldeggiato e sostenuto, oltre che dato per certo da qualche settimana. Un brutto risveglio nel constatare che a livello nazionale non ha più lo stesso sex appeal di qualche tempo fa».

«Se accetta un consiglio, lo fa di rado ma non per questo ci sottraiamo dal darglielo – hanno detto – torni a occuparsi seriamente e con più determinazione delle cose di casa sua, faccia in modo che le istanze più importante dei calabresi vengano finalmente prese in considerazione dal governo che ora è dello stesso colore politico della sua giunta. La prima occasione è vicina, precisamente l’8 novembre quando incontrerà il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al quale può sottoporre la vicenda della 106, magari spingendo perché finalmente vengano messi a disposizione i tre miliardi di euro previsti dal Def, ora da inserire nella Legge Finanziaria che serviranno a mettere in sicurezza una delle arterie viarie più pericolose di tutta la Penisola».

«Sarebbe finalmente un’ottima notizia – hanno concluso – per risolvere definitivamente una questione che da anni tiene banco ma che mai nessuno è stato in grado di risolvere definitivamente. Ogni anno sono decine le vittime che questa strada killer continua a mietere. È arrivato il momento di parlarne in modo franco e diretto con il ministro Salvini e portare a casa un risultato che sarà apprezzato da tutti i calabresi». (rrc)

Basta Vittime sulla 106: Con questa Regione su SS 106 non ci sarà nulla

Il Direttivo dell’Organizzazione Basta Vittime sulla Statale 106 ha denunciato come «con questa Regione Calabria sulla Strada Statale 106 non ci sarà nulla», e ha invitato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Mauro Dolce, a «percorrere insieme con la nostra Organizzazione la Statale 106: questa volta da Reggio Calabria fino a Catanzaro».

«Non per discutere con lui  – ha detto il Direttivo – lungo il percorso dei progetti già esistenti da circa 20 anni per la Nuova Statale 106 tra Reggio e Melito di Porto Salvo e per parlare del nuovo tratto tra Locri e Ardore o della variante di Caulonia. Perché sappiamo che non saranno realizzati per qualche decennio! Ma per fargli comprendere qual è lo stato comatoso in cui versa la Statale 106 esistente».

L’Odv, infatti, ha riportato le parole dell’assessore Dolce, in cui ha ribadito che la 106 «è una delle priorità, nel prossimo mese tutta la progettazione della parte da Sibari a Catanzaro, sarà completata e portata anche al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici». «Quanto ai tempi, noi abbiamo come prima attività il tratto Crotone-Cutro», circa 10 chilometri di Nuova Statale 106».

«Il momento della verità non tarda ad arrivare – ha spiegato l’Organizzazione – quando Dolce – in coerenza con quanto affermato di recente dal Presidente della Regione Calabria Occhiuto – afferma che «una volta che c’è la progettazione pronta, saremo in grado di intercettare i finanziamenti che saranno disponibili nel prossimo futuro, speriamo che ce ne siano» ed aggiunge «questo ovviamente non dipende da noi» ma «dal nuovo governo».

«Il Direttivo dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – si legge in una nota – ormai da mesi denuncia annunci e proclami ripetuti da parte del Presidente della Regione Calabria e dell’assessore alle infrastrutture Dolce sostenendo che non vi è alcun investimento previsto sulla Statale 106. Non solo: siamo stati letteralmente “oscurati” ogni qual volta abbiamo denunciato che la “nuova progettazione” era solo uno strumento per sperperare denaro pubblico al solo fine di non fare ciò che concretamente serviva: trovare finanziamenti, anche tramite i fondi del Pnrr ed il Fondo di Sviluppo e Coesione. al fine semplicemente di realizzare i progetti che sulla Statale 106 esistono da oltre 20 anni!».

«Anche in questa sede – continua la nota – ricordiamo che il Direttivo dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ormai da mesi denuncia l’incapacità e l’inadeguatezza dell’attuale dirigenza di Anas Spa in Calabria chiedendone ripetutamente le dimissioni. Il Presidente della Regione Calabria e l’assessore Mauro Dolce dovrebbero chiedere alla Direzione Generale di Anas Spa perché negli ultimi 3 anni sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” non viene realizzata neanche la manutenzione ordinaria e straordinaria e mancano importanti interventi di messa in sicurezza urgente già programmati ed in parte finanziati da anni».

«Parliamo dei dirigenti della Struttura Territoriale di Anas Spa in Calabria che, insieme al fantomatico “Commissario Straordinario per la Statale 106” Massimo Simonini ormai da anni hanno prodotto solo e soltanto una cosa che è sotto gli occhi di tutti: il nulla più assoluto – prosegue la nota –.  Sono gli stessi che quando furono convocati in quarta commissione nello scorso mese di febbraio per essere auditi non si sono presentati dimostrando in modo palese l’assoluta mancanza di autorevolezza e di capacità che manca, in materia di infrastrutture e sulla Statale 106 nello specifico, in seno al Governo della Regione Calabria».

«Una Regione Calabria – è stato evidenziato – che è totalmente incapace di aprirsi al confronto con quanti possono offrire un contributo di idee e di proposte sulla Statale 106 dimostrando di non possedere conoscenze, competenze e idee. Non hanno visione e, purtroppo, navigano a vista. Riteniamo, altresì irricevibile il messaggio dell’assessore Dolce secondo cui i nuovi finanziamenti dipenderanno dal nuovo Governo. Perché del nuovo Governo fa parte Forza Italia che qui in Calabria è rappresentata dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto il quale, a più riprese, nei mesi scorsi, ha dichiarato che nella prossima legge finanziaria – che verrà ovviamente redatta anche da Forza Italia – avremmo ottenuto 3 miliardi di euro sulla Statale 106».

«Nella realtà non ci sarà nulla – continua l’Odv –. Anche per questa ragione il Direttivo intende confermare che l’unico obiettivo resta il nuovo tracciato della Statale 106 Crotone – Cutro e per essere realizzato servirà un decennio. E nel frattempo? Lasciamo che altri cittadini continuino a morire sulla Statale 106 senza fare nulla? Servono interventi urgenti ed immediati di messa in sicurezza e deve essere avviato al più presto un piano di ordinaria e straordinaria manutenzione al fine di intervenire sulle diverse ed innumerevoli criticità al fine di rendere più sicura la Statale 106 esistente: ovvero quella che dovremo percorrere per chissà quanti altri decenni a venire».

«Il Direttivo dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” intende, infine – si legge – ricordare che nel triennio 2016 – 2018 sulla Statale 106 furono avviati – Bilanci di Esercizio di Anas Spa alla mano – diversi interventi di messa in sicurezza conclusi in tempi rapidissimi, fu regolarmente svolta l’attività di ordinaria e straordinaria manutenzione e furono approvate dal Governo le Delibere CIPE della Nuova Statale 106 in costruzione tra Sibari e Roseto Capo Spulico anche grazie all’ottima interlocuzione tra la nostra Organizzazione di Volontariato e l’allora Presidente della Regione Calabria Mario Gerardo Oliverio e gli assessori regionali Francesco Russo e Roberto Musmanno».

«Non dimentichiamo – conclude la nota – che con l’Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno con la nostra O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nel novembre 2016 percorse la Statale 106 in auto da Sibari fino a Caulonia. Passaggio che fu propedeutico ad una serie di interventi già completamente realizzati ed altri progettati ed in parte finanziati». (rrc)

Lo Schiavo: Messa in sicurezza della ss 106 torni al centro dell’agenda politica

Il consigliere regionale di De Magistris presidenteAntonio Lo Schiavo, a seguito dell’ennesimo incidente sulla Strada Statale 106, ha evidenziato come «nonostante i buoni propositi e le dichiarazioni d’intenti, dobbiamo purtroppo registrare come l’attenzione politica sulla sua messa in sicurezza sia andata scemando in maniera progressiva e preoccupante».

«Nel marzo scorso – ha ricordato Lo Schiavo –, in occasione dell’approvazione della mozione che dava pieno mandato al presidente Occhiuto sulla SS 106, in un clima di grande responsabilità di fronte ad un’urgenza percepita da tutte le forze politiche, abbiamo sostenuto con convinzione la necessità di un’interlocuzione con il Governo nazionale per riportare, verso quell’infrastruttura, le risorse che le erano state sottratte e riavviare così la messa in sicurezza dell’arteria. Che cosa ha prodotto quella delega a distanza di sei mesi? Quali risultati sono stati ottenuti in merito a quella che da tempo è una vera e propria piaga che ha mietuto oltre 700 vittime in 25 anni? Ultima delle quali, proprio ieri, un giovane padre di famiglia di Crotone che rientrava a casa dopo una giornata di lavoro».

«Non vorremmo che quella vertenza nazionale che già a marzo chiedevamo di aprire sulla Statale 106 – ha proseguito – e che solo pochi mesi fa appariva come una priorità del governo regionale, sia adesso passata in secondo piano. E che quel mandato pieno conferito al presidente per ottenere un’equa redistribuzione delle risorse per le infrastrutture calabresi, sia stato chiuso in un cassetto per far posto ad altre questioni».

«Occorre che la “Vertenza 106” – ha concluso – torni in cima all’agenda politica e che il Consiglio regionale tutto la riporti con forza al centro del dibattito e dell’azione amministrativa. Oggi come allora chiedo: chi è disposto ad assumere decisioni eclatanti dal punto di vista politico, anche contro i propri partiti d’appartenenza, pur di sostenere questa battaglia? Chi ha la volontà di non tirarsi indietro rispetto ad un’urgenza che tocca la vita reale dei calabresi?». (rrc)

Basta Vittime sulla 106: I sindaci incapaci di lottare per una moderna e sicura ss 106

Il Comitato scientifico dell’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 si è detto «basito» di fronte all’incapacità dei sindaci di «ottenere quanto meno degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione oppure, ancora meglio, degli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza della Strada Statale 106».

Il Comitato, infatti, si è sempre detto contrario agli scout speed, in quanto «non hanno contribuito in alcun modo a far diminuire l’incidentalità e la mortalità stradale ma, anzi, in alcuni casi, hanno avuto l’effetto contrario determinando negli automobilisti comportamenti scorretti nei tratti immediatamente successivi rispetto a quelli controllati da questi sistemi di rilevamento della velocità determinando addirittura un incremento dell’incidentalità e della mortalità stradale  – come è ben evidenziato nel rapporto Istat 2021».

«Colpisce, infine – si legge – quanto i sindaci dei comuni interessati dalla Statale 106 siano stranamente interessati all’utilizzo di questi sistemi mentre non riescono in alcun modo ad agire al fine di determinare azioni sinergiche e dirimenti per ottenere la realizzazione di una moderna (e certamente più sicura) Statale 106 da Sibari fino a Reggio Calabria».

Il Comitato, infatti, ha ricordato che il rapporto annuale del Centro Studi e Ricerche ha messo in evidenza che seppure sulle strade italiane «le morti rapportate agli incidenti stradali sono molte di meno» questa tendenza, purtroppo, non riguarda la «Statale 106 “Jonica” in Calabria che invece fa registrare incidenti e decessi in percentuale più alti rispetto al resto d’Italia nonostante vi sia stata comunque una diminuzione sia di incidenti (-37%), che di morti (-28%) per via delle diverse restrizioni dovute al covid-19».

«I dati dell’Aci – si legge nella nota del Comitato Scientifico – pongono, quindi, la strada Statale 106 in Calabria, dopo tre anni di assenza, tra le strade extraurbane più pericolose d’Italia (dopo la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Monza Brianza, la SS 207 Nettunense in provincia di Latina, la SP 227 di Portofino in provincia di Genova e l’Asse interurbano di Bergamo), e mettono in evidenza che ciò è dovuto principalmente ad una «mancata attuazione di interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione» ed alla «carente realizzazione di interventi di messa in sicurezza».

«Infine, l’Aci fa osservare – riportiamo anche qui testualmente – «che i rilevatori di velocità, gli scout speed e le postazioni fisse per il controllo della velocità non hanno inciso in maniera significativa al decremento dell’incidentalità e della mortalità stradale». Questo dato, per quanto riguarda la Calabria, assume un valore tra i più alti del Paese e determina la quasi inutilità di questi sistemi».

«Persino nella Conferenza Internazionale sulla Sicurezza Stradale dello scorso 14 giugno a Brescia – spiegano dal Comitato – è stato ribadito che questi sistemi, nella quasi totalità dei casi, non rappresentano una soluzione al problema dell’incidentalità e della mortalità stradale. In pratica è emerso quanto già ribadito dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti: «è più facile intervenire su una infrastruttura al fine di renderla più sicura che sulle singole teste delle persone che la percorrono».

«A tal proposito i dati sulla Statale 106 in provincia di Cosenza sono inoppugnabili – spiega la nota – se paragonati a quelli della Statale 106 nel tratto lucano. In Basilicata rispetto al quinquennio antecedente all’ammodernamento della Statale 106 i dati rilevati nel quinquennio successivo hanno fatto rilevare una diminuzione di vittime dell’80%, una diminuzione dei feriti del 75% e una diminuzione dei sinistri del 63%».

«Nella provincia di Cosenza, invece – viene spiegato – su 14 comuni attraversati dalla Statale 106 ad oggi solo in 5 non utilizzano sistemi di rilevamento elettronico della velocità: Cassano All’Ionio, Corigliano-Rossano, Mandatoriccio, Scala Coeli e Calopezzati. Quest’ultimo, già da ieri, ha avviato lo Scout Speed, un veicolo in movimento dotato di un sistema di rilevamento della velocità, si unisce al comune di Pietrapaola che invece effettua il rilevamento mediante una postazione fissa ed ai comuni di Cariati, Mirto-Crosia, Villapiana, Trebisacce, Amendolara, Roseto Capo Spulico, Montegiordano e Rocca Imperiale che, invece, hanno da anni attivato i Tutor».

«Come è noto nel tratto di Statale 106 nella provincia di Cosenza vi sono più rilevatori elettronici di velocità che su tutte le altre strade dell’intera regione Calabria (dato, questo, che meriterebbe l’attenzione della Magistratura…). Nonostante, ciò i numeri relativi alla mortalità stradale nell’anno in corso sono semplicemente impietosi».

«Sul comportamento di guida degli automobilisti – sia chiaro – noi siamo i primi a ritenere – spiega il Comitato – che esso sulla Statale 106 così come sulle alter strade italiane è il principale motivo dell’incidentalità e della mortalità stradale: ma per intervenire sulla testa di chi guida e percorre la “strada della morte” serve una riforma dello Stato (come ad esempio è accaduto in Francia, Svezia e Norvegia), che introduca l’educazione stradale come materia scolastica».

«Non siamo d’accordo – ha concluso il Comitato – e non sosterremo mai ma, anzi, ci opponiamo a sistemi che non producono una diminuzione dell’incidentalità e della mortalità stradale e che servono, in molti casi, solo e soltanto ai comuni per fare cassa provocando danni economici ai cittadini e danni ancor più gravi al territorio». (rrm)

Basta Vittime sulla 106: Nemmeno un centesimo per la 106 per realizzare nuove opere

Il Comitato scientifico dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, ha denunciato come, nella relazione sull’attività del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) relativa all’anno 2021, non è previsto un centesimo per la Strada Statale 106.

«Sono destinati alla Statale 106 solo parte dei fondi relativi al Contratto di Programma ANAS 2021-2025», ha detto il Comitato, spiegando che la Relazione è stata presentata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati con la presenza del Segretario del CIPESS, Sottosegretario Bruno Tabacci, del Capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica Marco Leonardi e del Ragioniere Generale dello Stato Biagio Mazzotta.

Tornando ai fondi della 106 dal contratto di programma Anas, il Comitato Scientifico ha evidenziato come «tuttavia, anche qui, viene chiarito che tali risorse saranno impiegate solo per la manutenzione programmata della rete, il programma sicurezza e monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie e per il completamento opere già appaltate. Quindi, niente nuove opere».

«Ogni anno, il Governo è costretto, ai sensi dell’articolo 42 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, a comunicare – ha spiegato il Comitato in una nota –dandone evidenza pubblica, la Relazione sull’attività del Consiglio dei Ministri anche se il Comitato Scientifico della nostra Organizzazione di Volontariato in materia è già informata seguendo costantemente tutti gli esiti dei Consigli dei Ministri e con rammarico precisiamo che anche nei 3 Consigli dei Ministri del 2022 (anno in corso), non è stato deliberato neanche un centesimo di euro sulla strada Statale 106 per la realizzazione di nuove opere».

«Il Comitato Scientifico dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – si legge – confida nella possibilità che tutti gli organi di informazione in Calabria possano, con coscienza, leggere ed approfondire quanto riportato nella Relazione prima di darne la massima visibilità evidenziandone le responsabilità politiche certamente ascrivibili al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, all’Assessore alle Infrastrutture Mauro Dolce e, ovviamente, ai parlamentari calabresi che alla Camera dei Deputati ed al Senato sostengono il Governo».

«Con amarezza, infine, rileviamo che il 2022 – viene spiegato – ha fatto registrare il peggior dato relativo ai primi 7 mesi dell’anno in termini di vittime sulla strada Statale 106 dal 1996 fino ad oggi: sono ben 15. Ricordiamo Luca Laudone (19 anni) deceduto a Corigliano-Rossano (CS) il 10 gennaio, Pasquale Varano (74) deceduto a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) il 10 gennaio, Aurelio Giorgi (47) deceduto a Riace (RC) il 11 gennaio, Davide Origlia (29) e Gabriele Origlia (29) deceduti a San Sostene (CZ) il 31 gennaio, Francesco Saccà (27) deceduto a Reggio Calabria il 27 febbraio, Lorenzo Manoco (37) deceduto a Corigliano-Rossano il 27 febbraio, Claudia Ferrari (56) e Giacomo Angelo Belfiore (57) deceduti a Cassano all’Ionio il 10 aprile, Giuseppa Iamundo (53) deceduto a Bocale di Reggio Calabria il 21 maggio, Pina Bastone (43) deceduta a Corigliano-Rossano il 28 maggio, Francesco Licciardi (31) deceduto a Strongoli (KR) il 12 giugno, Salvatore Basile (65) deceduto a Calopezzati (CS) il 19 giugno, Antonio Pullano 72 anni Isola Capo Rizzuto (KR) 06 – luglio e Salvatore Perdichizzi (59) deceduto a Trebisacce (CS) il 17 luglio».

«Proprio su quest’ultima vittima – conclude la nota – il Comitato Scientifico dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha appreso che i Magistrati della Procura di Castrovillari hanno aperto un fascicolo. Confidiamo nella possibilità che sulla vicenda venga fatta piena luce e siano approfondite le ragioni per le quali il guard-rail non è riuscito a trattare il mezzo in carreggiata facendolo precipitare al di sotto del ponte provocandone la morte del conducente». (rrm)

Tavernise (M5S): Entro luglio trovare soluzione per SS 106 Sibari-Rossano

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha ricordato la necessità di superare le divisioni politiche e di trovare entro luglio una soluzione per la statale 106 Sibari-Rossano».

«Nei primi giorni di ottobre dello scorso anno – ha ricordato – ho incontrato il sindaco di Corigliano Rossano e il mio messaggio è stato chiaro: sono, e resto, a disposizione di tutti i sindaci che quotidianamente cercano, tra mille difficoltà, di lavorare per il bene comune e per le loro comunità, ma sul tema della statale 106, personalmente, sono per niente interessato a posizioni di parte, perché la Sibaritide ha bisogno di infrastrutture moderne. Perché mentre la politica litiga, gli incidenti stradali aumentano».

«Ecco perché – ha proseguito – auspico una convergenza di intenti entro luglio, diversamente è opportuno che Simonini eserciti i suoi poteri da commissario straordinario. Perché senza uno stralcio di progetto si rischia di vedersi riconosciuta nessuna risorsa nella prossima legge di bilancio, come trapela tra le righe anche dall’ultima nota di aggiornamento al def. Il rischio, che si fa sempre più concreto, è che l’opera venga realizzata in un futuro remoto. È un rischio troppo grande che va assolutamente evitato».

«Sin dal mio insediamento in consiglio regionale – ha ricordato ancora – ho costantemente sollecitato tutti i rappresentanti istituzionali e tutte le forze politiche perché si superino divisioni ideologiche. Un’attività questa culminata, nel febbraio scorso, nell’approvazione unanime, nella massima assise regionale, di una mozione sulla statale 106 che impegna “la giunta regionale asostenere una specifica diretta contrattazione con il Governo per definire la realizzazione di un’infrastruttura stradale di tipo “B”. Una mozione che ha visto tutte le forze politiche raggiungere un primo risultato: vedersi riconosciuti, con ogni probabilità,  i primi 3 miliardi nella prossima legge di bilancio. Un risultato certo ancora insufficiente ma che potrebbe segnare la strada per la risoluzione della vertenza ss 106».

«Ma per dare il giusto seguito a quella mozione occorre anche – ha concluso – la doverosa unità di intenti dei territori interessati. Senza questa, la domanda che resta da farci non è se il progetto debba essere realizzato a valle o a monte, ma: verrà mai realizzata la nuova statale 106? Un’ipotesi quest’ultima, che evito assolutamente di considerare, per cui se si dovesse perdere tempo in ulteriori dietrologie politiche, mi vedrò costretto ad azioni forti e dirimenti insieme ai cittadini del territorio che da ormai troppi anni chiedono infrastrutture normali». (rrc)