LUNEDÌ SI DECIDE IL FUTURO DELLA SS 106
LA SFIDA DA VINCERE DEL CONSIGLIO REG

dalla REDAZIONE ROMANA – Sul sito del Consiglio Regionale al primo punto dell’ordine del giorno della seduta dell’Assemblea di lunedì prossimo 28 febbraio leggiamo testualmente: “1) Problematiche della Strada statale 106 Jonica – Determinazioni”.

Nient’altro. Non un documento allegato, non una relazione generale, non una sintesi di metodo, non uno schema tecnico che dia il quadro generale del problema. Capiremo meglio lunedì cosa di nuovo si muove, rispetto al passato, all’ombra della Strada della Morte che ha profondamente segnato la vita e la storia stessa della Calabria. C’è solo da sperare che l’Assemblea affronti il problema con la consapevolezza piena del rischio che questa Strada della Morte rimanga in queste condizioni per i prossimi anni. Finora solo infinite e inutili chiacchiere, e come contrappeso centinaia di morti, di incidenti della strada, di falle burocratiche e amministrative, di soluzioni immaginate e mai realizzate, progetti progetti e ancora progetti, ma di concreto il nulla assoluto.

Quella della 106 ormai sembra una favola, più che un problema reale. Sindaci, amministratori, politici, intellettuali, sindacalisti, di tutto di più in questi anni, un mix infinito di eterne e inutili lamenti pubblici che in realtà non sono serviti a nulla se non ad alimentare l’immagine negativa di questa grande arteria di collegamento che da Taranto arriva a Reggio Calabria, e viceversa..

Ha ragione Roberto Occhiuto: «Non possiamo avere, in una regione civile una strada che si chiama ‘Strada della morte’. È l’unica strada che collega tutto lo Ionio calabrese a due corsie. Non ci prendano in giro: la 106 va fatta a quattro corsie perché è un’arteria troppo importante, un’infrastruttura assolutamente necessaria».

Nei giorni scorsi Fabio Pugliese, ingegnere ed ex presidente del Comitato Basta Vittime sulla SS 106 ha realizzato una pagina web per documentare, con atti amministrativi del Governo, un fatto, purtroppo, ormai conclamato: «Dalle Delibere dei Governi degli ultimi 3 anni, fino al Pnrr passando per l’ultima legge di Bilancio, non c’è alcuna traccia rispetto a nuovi finanziamenti sulla Statale 106». Ma c’è di peggio. Il Def 2021, che è il Documento di Economia e Finanza, nell’allegato infrastruttura non indica alcun nuovo intervento previsto sulla Statale 106 nei prossimi anni. Il che significa che per parlare di modernità e di nuove tecnologie lungo questo asse di collegamento dovremo aspettare forse gli anni 2030. 

«In pratica – sottolinea Fabio Pugliese – l’unica certezza che abbiamo sono gli 884,9 milioni di euro disponibili da anni e, quindi, non spesi». Storia vecchia, è lo scandalo che si ripete nel tempo, soldi destinati a progetti che in realtà non riescono mai ad essere ultimati. Rinvii eterni, dibattiti senza fine, controversie strumentali, rispetto alla rabbia legittima della gente comune che sulla 106 continua a vivere la propria vita «Rispetto a questa amara realtà il Consiglio Regionale – scrive Fabio Pugliese – non ha alcun tipo di competenza in ordine alla strada Statale 106. Ha solo potere di indirizzo politico e, quindi, può dire al Governo come il Consiglio Regionale ritiene più opportuno investire le risorse già disponibili e secondo quali priorità». 

Ma già questo è tanto rispetto al nulla degli anni passati.

È il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, a lanciare oggi la provocazione forse più forte al Governo Draghi: «Il presidente Draghi faccia della Strada statale 106 una delle tappe simboliche del suo viaggio in Italia, anzi la prima tappa, proprio per dare un segnale forte, partendo da una regione che, purtroppo, nonostante le riconosciute potenzialità, vive ancora adesso una fase di marginalizzazione territoriale e sociale ma che desidera, vuole, pretende di diventare un punto di ripartenza dopo il Coronavirus».

E non ha dubbi l’uomo che ha dato vita e corpo al “Comitato Basta Vittime sulla SS 106”. 

«Mi auguro – ripete Fabio Pugliese – che il Consiglio Regionale riesca ad approvare un documento che possa chiarire sostanzialmente tre aspetti. Il primo ma anche il più importante: noi non vogliamo l’ammodernamento della Statale 106 per lotti ma pretendiamo che ciò avvenga sull’intero tracciato. Ciò implica che la Regione Calabria, consapevole del fatto che le risorse per fare ciò non sono disponibili deve assumersi la responsabilità una volta per tutte di indicare quali sono le priorità e, quindi, se ad esempio, ritiene che si debba iniziare da Reggio Calabria verso Taranto o da Catanzaro verso Crotone o da chissà quale posto ma, lo ripeto, l’intento deve essere quello di iniziare da qualche parte per poi completarla tutta. Perché se da qualche parte non si inizierà non ne vedremo mai la fine».

Come non dargli ragione? Soprattutto quando il discorso affronta il tema e i rischi reali dei campanilismi o peggio ancora dei possibili clientelismi, «ma la politica regionale deve assumere le prossime scelte con senso di responsabilità rispetto ad analisi e valutazioni oggettive».

Un problema dietro l’altro, insomma. Perché dalle risorse già disponibili, e dalle poche risorse che arriveranno dal Contratto di Programma Anas 2021-2026, aggiunge ancora Fabio Pugliese «deve essere indicata la volontà di avviare un piano urgente di interventi di ordinaria e di straordinaria manutenzione ma anche di interventi di messa in sicurezza urgente su tutto il tracciato della Statale 106 in Calabria. Perché da circa tre anni Anas Spa, bilanci di esercizio alla mano, non ha fatto un bel nulla».

C’è dell’altro?  

Forse è necessario anche indicare al Governo la volontà di avere in Calabria una Dirigenza per la Struttura Territoriale “che sia di primo piano e, quindi, formata da persone qualificate che nell’ambito di Anas Spa in Italia si sono contraddistinti da meriti e capacità oggettive ma, soprattutto, per capacità di spesa e quindi per capacità realizzativa. Non si possono fare le “rivoluzioni” con gli asini. 

Poveri asini, non si finisce mai di trattarli male. La verità, però, è che il più delle volte gli asini sono anche indifendibili. Va anche detto però che il Presidente Roberto Occhiuto non è rimasto con le mani in mano questa volta. La Regione proprio in questi giorni ha già inviato ad Anas Spa una prima stima delle cose da fare immediatamente, e parliamo di un contratto di programma che prevede investimenti per oltre 13 miliardi di euro, oltre otto dei quali dedicati esclusivamente alla statale 106. 

«Sono queste – precisa il contratto di programma –, le risorse necessarie ad ammodernare la “Strada della Morte”, considerando i 64 chilometri già completati, i 42,6 chilometri di lavori in corso, i 181 da ammodernare con progettazione in corso e i 128 chilometri con la progettazione ancora da avviare». 

I dati elaborati dalla Regione sono ormai pubblici. 135 milioni sono previsti per interventi di project rewiew e riqualificazione della sede esistente della tangenziale di Reggio Calabria (10 chilometri; un miliardo per la tratta Palizzi-Ardore (37,6 km); 325 milioni per i lavori di completamento del megalotto 1 nel tratto dallo svincolo di Gerace allo svincolo di Avurgia (11 km); 1,1 miliardi per i 38 chilometri della Caulonia-trasversale delle Serre (riqualificazione dell’esistente e/o in variante della tratta stradale); 311 milioni per i 3,5 chilometri della variante della galleria di Copanello sulla Stalettì-Squillace; 1,8 miliardi per i 48 chilometri della tratta Catanzaro-Crotone (in variante in nuova sede); 1,3 miliardi per la tratta Crotone-Cirò di 34 chilometri (in variante in nuova sede); 854 milioni per i 22 chilometri della Cirò-Mandatoriccio (in variante in nuova sede); 660 milioni di euro per i 17 chilometri tra Mandatoriccio e Rossano (in variante in nuova sede); 585,6 milioni di euro per la Sibari-Rossano (in variante in nuova sede) più il completamento della strada statale 534; 25,2 milioni per il potenziamento degli svincoli Trebisacce e Cassano sul terzo megalotto in fase di costruzione; 169 milioni per i 2,85 chilometri della variante di Caulonia; 26,3 milioni per i 16 chilometri della Longobucco-Mirto Crosia; 3,3 milioni per il collegamento statale 106-statale 106 var/a; 48,4 milioni per l’asta di collegamento del tra lo svincolo di Gerace, la statale ss 106 var/b e la statale 106 nel prolungamento verso Locri. Quasi 9 miliardi di euro, che non sono noccioline. (rrm)

La denuncia di Pugliese: il commissario straordinario alla Statale 106 non si presenta in Commissione

Fabio Pugliese, fondatore ed ex presidente dell’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha denunciato quello che ha definito l’«ennesimo schiaffo alla Calabria: il commissario straordinario alla Statale 106 non si presenta in commissione».

L’ing. Massimo Simonini, infatti, doveva essere audito in IV Commissione regionale Ambiente e Territorio ma non si è presentato, «lasciando nella sterile ed inutile indignazione tutti i componenti della Commissione Regionale» ha detto Pugliese.

«Intendo ricordare e sottolineare – ha detto ancora l’ing. Pugliese – che il Commissario Straordinario per la Statale 106 Ing. Massimo Simonini è chiaramente espressione diretta del Governo in carica che l’ha nominato. A tal proposito mi auguro e confido che su questa incommentabile vicenda il Presidente della Giunta Regionale della Calabria possa, attraverso atti formali, impegnare la Giunta affinché il Governo rimuova il Commissario Straordinario alla Statale 106 Simonini».

«Così – ha concluso – come voglio sperare che il Consiglio Regionale prossimo riesca finalmente ad assumere un atto amministrativo in cui chiedere, oltre alla rimozione del Commissario Straordinario alla Statale 106, una ridistribuzione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione in ossequio a quanto previsto dalla Costituzione italiana». (rrm)

Parlamentari e consiglieri regionali uniti per la ss 106 Sibari-Corigliano Rossano: Il sindaco Stasi superi le perplessità

È sicuramente un caso più unico che raro, vedere parlamentari e consiglieri regionali di diverso colore politico uniti per la stessa battaglia, che è quella che vede la realizzazione della Sibari-Corigliano Rossano, ostacolata, al momento, dalle perplessità esposte dal sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi.

Ed è proprio a lui che Davide Tavernise, Gianluca Gallo, Pasqualina Straface, Giuseppe Graziano, Elisa Scutellà, Rosa Silvana Abate, Francesco ForcinitiFrancesco Sapia si rivolgono, chiedendo che «Il comune di Corigliano-Rossano risolva e superi presto le sue perplessità rispetto al tracciato proposto da Anas. Oppure avanzi proposte istituzionali e tecniche nel solco di quello che è il tracciato ad oggi in discussione».

«La ripresa sostenuta da una forte campagna di investimenti pubblici deve essere, per la Calabria – hanno spiegato in una nota congiunta – il momento per affrontare e risolvere questioni che nella nostra regione rimangono aperte ormai da troppo tempo. Una di queste, con priorità su tutto, è sicuramente la controversa situazione in cui versa la mobilità lungo l’intero versante ionico. Per ottenere un risultato concreto occorre risolutezza, occorrono risorse ed è opportuna un’auspicabile convergenza di tutte le forze istituzionali in campo. Oggi, con il varo del prossimo Contratto di Programma nazionale delle opere 2021-2025, che esula da quelle che sono le ulteriori e necessarie risorse derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si apre un’opportunità concreta per la Calabria ionica di poter avviare il definitivo ammodernamento della Statale 106, la famigerata strada della morte, una delle arterie strategiche e – allo stesso tempo – più pericolose dell’intero continente europeo».

«Non a caso – hanno spiegato – grande fu l’impegno della delegazione parlamentare della Fascia Ionica per fare introdurre la SS106 nelle opere da commissariare in occasione del decreto cosiddetto “Sblocca Cantieri” (così come è avvenuto) per accelerarne l’iter realizzativo. Appunto perché siamo difronte ad un’opera strategica che va inquadrata in un’ottica territoriale d’insieme. Di certo è encomiabile l’input dato da tutti i sindaci del versante ionico, con esclusione del solo sindaco di Corigliano-Rossano, che in queste settimane, dimostrando coesione e compattezza, hanno sottoscritto, tutti, i progetti di ammodernamento dei 4 lotti funzionali della tratta Sibari-Catanzaro in un quadro armonioso ed organico di una nuova strada che porti nuovo sviluppo a tutte le aree depresse , incentivi un nuovo dinamismo economico e sociale delle due maggiori aree della Calabria del Nord (il Crotonese e la Sibaritide) e metta finalmente fine alla tragedia delle numerose vittime che si registrano su questa strada».

«Auspichiamo, quindi – hanno evidenziato – che anche il comune di Corigliano-Rossano risolva e superi presto le sue perplessità rispetto al tracciato proposto da Anas, o che comunque avanzi proposte istituzionali e tecniche nel solco di quello che è il tracciato ad oggi in discussione, in armonia con la volontà degli altri territori e in coerenza con il resto della programmazione di ammodernamento dell’intera tratta fino a Catanzaro. È importante che ciò avvenga e che non si continui con discussioni disgreganti proprio perché il primo lotto funzionale Sibari-Corigliano-Rossano (SS534-Torrente Coserie), per il suo stato di avanzamento, è l’unico ad oggi che “gode” della possibilità di approdare alla progettazione definitiva».

«Questo – hanno proseguito –gli consentirebbe di avere, ovviamente, un accesso immediato al nuovo CdP ‘21-‘25 per il definitivo finanziamento al Cipess e per l’immediato avvio della fase realizzativa al pari dell’individuato “progetto bandiera” della Crotone-Catanzaro unica tratta per la quale, in virtù della totale condivisione del tracciato da parte dei sindaci e dei due presidenti di provincia interessati, è stato possibile per la Regione Calabria deliberare  lo stato di infrastruttura strategica di interesse nazionale (ai sensi del decreto “Semplificazioni” del 2020 convertito poi in legge) autorizzando così l’Anas a derogare al dibattito pubblico».

«Il prossimo lunedì 28 febbraio – hanno ricordato – a Reggio Calabria si celebrerà il Consiglio regionale durante il quale saranno discusse le prospettive della Statale 106. In tale circostanza chiederemo al Governo regionale di inserire l’ammodernamento dell’intera tratta Sibari-Catanzaro-Reggio Calabria tra le opere strategiche del Paese, mettendo sul tavolo le risorse che occorrono per fornire alla Calabria orientale un’infrastruttura stradale essenziale per la sua sopravvivenza. Non solo, chiederemo all’intero Consiglio regionale di determinarsi affinché, tra le “opere bandiera” di interesse strategico e nazionale, previa dichiarazione di infrastrutture strategica, venga inserita anche la Sibari-Corigliano-Rossano per l’immediata approvazione del progetto definitivo in fase di elaborazione».

«La vertenza della mobilità ionica è arrivata, inevitabilmente, ad un punto di svolta – hanno concluso – e non saranno sicuramente rivendicazioni personali e di parte a bloccare la realizzazione di una delle opere più importanti ed attese dalla popolazione della Sibaritide che, negli ultimi decenni, ha pagato oltremodo e a caro prezzo, in termini di isolamento e di vite umane, l’arretratezza infrastrutturale».

A rincarare la dose, il consigliere Tavernise, che ha ribadito come il sindaco Stasi «sta facendo perdere tempo ad Anas e Ministero delle Infrastrutture sul nuovo tracciato della ss106 che parte da Sibari e arriva a Coserie(Contrada Amica)».

«Vuole il vecchio tracciato – ha spiegato su Facebook – che costa 4 volte di più, sventra le colline di Corigliano-Rossano, con gallerie e viadotti ovunque. Vuole tunnel sotterranei sul nuovo tracciato che costano più del tracciato stesso e ha detto che il nuovo tracciato deve essere condiviso con il territorio. Bene, quattro parlamentari della Repubblica, tre Consiglieri Regionali e un Assessore Regionale vogliono il nuovo tracciato e vogliono che la Sibaritide diventi un territorio normale, con una strada normale a quattro corsie. Dopo 50 anni vogliamo dare risposte ai cittadini di questo territorio, possiamo smetterla di perdere tempo inutilmente?». (rrm)

L’OPINIONE / Fabio Pugliese: Il risultato disastroso su Statale 106 è anche merito del sindacato

di FABIO PUGLIESE – C’è stato in Calabria, nei giorni scorsi, un nostro concittadino che mi ha letteralmente commosso per la soddisfazione e, direi anche il grande compiacimento, che ha espresso pubblicamente attraverso la stampa.

Questo nostro illustre concittadino ha affermato – quindi è consapevole e cosciente – che il Governo ha stanziato 4.7 miliardi di euro per opere infrastrutturali immediatamente cantierabili a cui si aggiungono 1.6 miliardi di eurodi interventi strategici programmati la cui attuazione avverrà non appena sarà disponibile il Piano di fattibilità tecnico ed economica dei relativi interventi.

Ha poi aggiunto che sul totale dell’investimento impegnato pari a 6,3 miliardi di euro addirittura 5,1 miliardi saranno investiti al Sud.

Ha evidenziato con soddisfazione e, direi forse anche con grande compiacimento, che la Calabria su questi 5,1 miliardi di euro otterrà in tutto 465 milioni.

Poi ha spiegato che queste risorse verranno investite in questo modo: 65 milioni di euro per la strada di collegamento per San Luca, 180 milioni di euro per il completamento dell’elettrificazione della ferrovia jonica e, infine, 220 milioni di euro per la Statale 106.

Infine, mostrando non poca preparazione, ha ricordato che il Commissario Straordinario per la Statale 106 Massimo Simonini (nominato dal Governo), ha predisposto un piano costituito da 12 interventi sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria e che per realizzarlo sono necessari circa 3.900 milioni di euro.

Il concittadino illustre che mi ha profondamente commosso si chiama Simone Celebre e devo ammettere con grandissimo dispiacere di non avere la fortuna di conoscerlo… Le sue dichiarazioni le ho profondamente apprezzate anche perché danno per intero il senso della condizione decadente in cui versa oggi il sindacato in Calabria e, addirittura, della Fillea Cgil (la Federazione italiana dei lavoratori del legno, dell’edilizia, delle industrie affini ed estrattive), di cui è persino segretario generale per la nostra Calabria…

In pratica, Simone Celebre, è particolarmente soddisfatto poiché il Governo ha assegnato al Sud 5,1 miliardi e di questi 1.713 milioni di euro alla Campania, 958 milioni di euro alla Puglia, 1.213 milioni di euro alla Sicilia mentre alla Calabria saranno destinati 465 milioni di euro.

Non oso immaginare quanto sarà soddisfatto Simone Celebre quando saprà innanzitutto che al momento il Governo ha deliberato per la Calabria solo un finanziamento di 285 milioni di euro perché i restanti 180 non sono stati al momento deliberati in quanto non fanno parte delle opere immediatamente cantierabili e, quindi, sono stati solo semplicemente impegnati.

Così come non voglio neanche immaginare quanto sarà felice il Segretario della Fillea Cgil Simone Celebre quando saprà che su 285 milioni di euro dei 220 assegnati sulla Statale 106 (dove ne servono però 3.900 di milioni di euro….), il Governo quest’anno ne stanzierà solo 500.000 euro (mezzo milione di euro…). Perché i restanti saranno così erogati: 2 milioni di euro nel 2023; 5 milioni nel 2024; 45 milioni nel 2025; 65 milioni nel 2026; 65 milioni nel 2027; infine 37,5 milioni di euro nel 2028.

Restano, infine, altri due aspetti da non sottovalutare: occorrerà leggere parola per parola la Delibera con cui il Governo assegna queste risorse alla Calabria al fine di capire se queste sono vincolate oppure se il prossimo Governo democraticamente eletto tra un anno potrà impegnarle diversamente ma, soprattutto, sarà necessario che qualcuno in gamba spieghi al Segretario Celebre che questi fondi per lo sviluppo e coesione servono per aiutare le regioni più povere come la Calabria a mettersi al passo di quelle più ricche come la Puglia, la Campania e la Sicilia al fine di eliminare il divario che esiste tra queste…

Insomma, spero davvero dal profondo del cuore che, dopo queste notizie Simone Celebre non abbia un attacco eccessivo di soddisfazione da farlo star male. Altrimenti c’è il rischio che il mio amico Segretario Generale della Cgil Regionale Angelo Sposato – che come tutti gli esseri umani non è certamente immune dal commettere errori grossolani come del resto non lo è la Cgil– possa ritrovarsi per qualche periodo senza il prezioso e straordinario contributo di questo encomiabile Segretario Generale per la Calabria della Fillea…. (fp)

Statale 106, dal Cipess effettivi solo 4,7 miliardi

di FABIO PUGLIESE – Sul sito web del Ministero per il Sud si legge chiaramente: «il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) è, insieme ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in attuazione dell’articolo 119, comma 5, della Costituzione e dell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea».

Quindi, queste risorse economiche, per come previsto addirittura da una legge della Costituzione, dovrebbero semplicemente servire per ridurre le disuguaglianze tra regioni ricche e regioni povere.

Occorre, quindi, ricordare che la Calabria è – secondo tutti gli indicatori economici e sociali – la regione più povera d’Europa. Non c’è, neanche nell’Europa dell’est che oggi fa parte della comunità europea, una regione messa peggio della nostra.

In questo senso, in Calabria, c’era qualche “ottimista” che nei mesi scorsi – mentre il sottoscritto sosteneva che anche questa volta sarebbe stata una disfatta – annunciava e prometteva improbabili investimenti che purtroppo, puntualmente, non sono arrivati lasciando posto alla solita elemosina di Stato…

Oltre il danno, questa volta, c’è anche l’inganno…

Il CIPE, infatti, lo scorso 15 febbraio ha impegnato 6,3 miliardi di euro di investimenti. Questo però è solo l’impegno. Poiché lo stanziamento effettivo delle risorse ammonta a 4,7 miliardi di euro. Questo, nella triste ed impietosa vicenda calabrese, si traduce in questo modo: per la Calabria sono impegnati 485 milioni di euro ma di questi, solo 305 milioni di euro sono stati effettivamente stanziati perché i restanti 180 milioni di euro (previsti per la ferrovia jonica) sono solo stati impegnati tanto è vero che l’intervento non rientra affatto tra quelli “immediatamente cantierabili”.

Poiché ormai è noto – lo dico con grandissima modestia – che sono piuttosto in gamba nelle previsioni in quanto le azzecco tutte ne faccio due di cui sono più che certo. La Delibera Cipe che effettivamente stanzierà i 180 milioni di euro previsti per la ferrovia jonica l’avremo non prima di un anno. Probabilmente qualche settimana prima del voto per il rinnovo del prossimo parlamento. Così i nostri parlamentari ed i partiti romani potranno venire in Calabria per le solite passerelle elettorali. Ovviamente se prima non litigheranno perché, altrimenti, tutto sarà da vedere…

L’altra previsione è quella più delicata: entrambe le Delibere Cipe – sia quella dello scorso 15 febbraio che sarà pubblicata in tra 2 o 3 mesi in Gazzetta Ufficiale e sia quella che (se), ci sarà per i 180 milioni di euro sulla ferrovia jonica – dovranno essere lette e rilette bene. Parola per parola. Perché ritengo che su queste risorse purtroppo non ci sarà, nelle Delibere, nessun vincolo relativo ad un loro utilizzo e, quindi, il prossimo Governo potrà sottrarle senza problemi per destinarle altrove.

Oltre a tutto ciò non c’è molto altro da dire se non una cosa: la Statale 106 non uccide solo i cittadini automobilisti ma anche il futuro di questa nostra regione Calabria. I dati sullo spopolamento negli ultimi anni (anche per effetto della Pandemia), sono allarmanti. La nostra regione rischia da qui a 15 anni di ritrovarsi non solo con un terzo di popolazione in meno ma, addirittura, con oltre il 75% di popolazione che ha più di 50 anni.

Questo aspetto pone una importante riflessione che non può essere più rinviata: in una regione di pochi abitanti (e peraltro anche vecchi), quindi, in una regione senza numeri e futuro, sarà possibile giustificare dei finanziamenti per il rilancio di un settore? Ecco perché le scelte dannose ed ingiuste di oggi saranno la causa per la quale i prossimi Governi non finanzieranno la Statale 106 in Calabria e, purtroppo, non finanzieranno anche altri servizi essenziali per i cittadini della nostra regione.

Del resto, se di fronte ad un finanziamento di 1,7 miliardi alla Campania, 1,2 miliardi di euro alla Sicilia, ed 1 miliardo di euro alla Puglia c’è in Calabria chi esulta per 305 milioni di euro c’è ben poco da fare. I politici calabresi non sono stati neanche capaci di far rispettare un principio sacrosanto: le leggi si rispettano e l’articolo 119 comma 5 della Costituzione e l’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’UE avrebbero dovuto determinare finanziamenti in Calabria ben maggiori dell’elemosina ottenuta. Questo è frutto da una parte delle solite divisioni tra i parlamentari calabresi a Roma e della solita inguaribile e devastante capacità dei nostri rappresentanti politici di porsi con il Governo sempre con il cappello in mano e dall’altra della incapacità e dell’insipienza che purtroppo contraddistingue molti nostri rappresentanti in parlamento. (fp)

 

Statale 106, Biondo (UIl Calabria): Allargare dibattito ad Amministratori Catanzarese e Crotonese

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha ribadito la necessità di allargare il dibattito sulla Strada Statale 106 anche agli Amministratori del Catanzarese e del Crotonese, «così come è necessario focalizzarsi sull’appuntamento del Consiglio regionale sulla Strada statale 106 che dovrà avere la forza di dare corpo ad un documento unitario che sia la voce unica del territorio».

Biondo, infatti, ha partecipato all’assemblea dei sindaci della Locride convocata per discutere della problematica dell’ammodernamento della Strada statale 106, e ha sottolineato come «la Calabria, in questa fase assai delicata, sembra non essere Italia. Il Governo si dimentica di quelle che sono le necessità infrastrutturali di questo territorio, fa il gioco delle tre carte con le istanze del territorio, promette la realizzazione di tante opere pubbliche ma, poi, nei fatti non le finanzia. Il governo nazionale sta contraddicendo quanto chiede l’Europa sulla spesa dei fondi del Pnrr. Se l’Europa dice spendete questi fondi per ammodernare i territori, Roma risponde di non essere in grado di farlo o, peggio, di volerlo fare».

«È paradossale – ha detto ancora il Segretario generale della Uil Calabria – che un Paese che si vuole modernizzare con i fondi del Pnrr, poi, decide di allargare il divario infrastrutturale, sociale ed economico fra il Nord ed il Sud della Nazione».

Per Santo Biondo, poi, «C’è la necessità di dare forza alla voce del nostro territorio. Per questo la riunione di questa sera è molto importante, ritengo necessario alimentare questa discussione che si sta sviluppando sul territorio, che è un fatto assai positivo, ma siamo convinti che sia necessario allargare questo dibattito agli amministratori del catanzarese e del crotonese. Così come è necessario focalizzarsi sull’appuntamento del Consiglio regionale sulla Strada statale 106 che dovrà avere la forza di dare corpo ad un documento unitario che sia la voce unica del territorio».

Dall’aula “Fortugno” dovrà partire l’invito al Presidente del consiglio Mario Draghi ad inserire la Calabria, questa fetta di regione a forte rischio di isolamento, nel suo viaggio lungo la Penisola.

«Il Presidente Draghi – ha rimarcato Santo Biondo – faccia della Strada statale 106 una delle tappe simboliche del suo viaggio in Italia, anzi la prima tappa, proprio per dare un segnale forte, partendo da una regione che, purtroppo, nonostante le riconosciute potenzialità, vive ancora adesso una fase di marginalizzazione territoriale e sociale ma che desidera, vuole, pretende di diventare un punto di ripartenza dopo il Coronavirus».

«Mario Draghi – ha concluso il Segretario generale della Uil Calabria – accolga questa sfida, lo faccia anche per mandare un messaggio preciso alla criminalità organizzata che imperversa in Calabria e, spesso, ostacola l’apertura dei cantieri e mette a serio repentaglio la conclusione delle opere pubbliche. Il sindacato, unitariamente, sarà pronto e disponibile ad accompagnarlo lungo la via crucis della incompiuta fra le incompiute, lungo quella Strada statale costellata di tante, troppe, edicole funerarie». (rrc)

Infrastrutture, Pugliese: Alla Calabria il finanziamento più basso

L’ing. Fabio Pugliese, ha commentato le scelte rilevanti assunte ieri dal Governo in materia di finanziamento e realizzazioni di opere infrastrutturali strategiche per il Paese e, in particolare per il Sud, evidenziando come alla Calabria sia stato assegnato il finanziamento più basso.

Per Pugliese, infatti, «la Calabria ne esce malissimo. Ottiene complessivamente 465 milioni di euro e di questi 285 milioni per la realizzazione di strade e 180 milioni per le ferrovie. Basti pensare che la Puglia ottiene 958 milioni di euro (350 milioni per strade e 608 milioni per ferrovie), la Sicilia 1.213 milioni di euro (506 milioni per strade, 408 per ferrovie e 299 milioni per infrastrutture idriche) e la Campania ottiene addirittura 1.713 milioni di euro (893 milioni per strade, 315 milioni per ferrovie, 115 milioni per infrastrutture idriche e 390 milioni per la rete metropolitana».

«Il Governo Draghi, ormai noto come “il Governo dei migliori” – ha spiegato – doveva ridurre il divario tra la Calabria e le altre regioni d’Italia e del Sud ma, fatti e numeri alla mano, non sarà certamente così. In questa disfatta pesa molto il fatto che l’attuale Governo è sostenuto da tutte le principali forze politiche del Paese: il Partito Democratico, la Lega, il M5S, Forza Italia e Italia Viva. Così come risulta determinante la incapacità di incidere, quindi la mancanza di peso politico, dei parlamentari calabresi al Governo e del Presidente della Giunta Regionale della Calabria».

«L’investimento destinato alla Calabria è di 465 milioni di euro e, come detto – ha proseguito – verranno impegnati per la realizzazione di soli due interventi infrastrutturali stradali. Solo 220 milioni di euro saranno impegnati per la realizzazione di un nuovo tratto ammodernato della Statale 106 tra Crotone e Cutro (circa 15Km di strada). 65 milioni di euro saranno utilizzati per realizzazione della strada di collegamento per San Luca in provincia di Reggio Calabria. L’altro fondamentale riguarda i tempi di erogazione delle risorse. Per la Catanzaro-Cutro è stato previsto un finanziamento di 220 milioni di euro ma queste risorse saranno così destinate: 500.000 euro nel 2022, 2 milioni di euro nel 2023, 5 milioni di euro nel 2024, 45 milioni di euro nel 2025, 65 milioni di euro nel 2026, 65 milioni di euro nel 2027 e 37,5 milioni di euro nel 2028».

«Per quanto riguarda la strada di collegamento per San Luca – ha aggiunto – è previsto un finanziamento di 65 milioni di euro ma queste risorse saranno così destinate: 1 milione di euro nel 2022, 9 milioni di euro nel 2023, 15 milioni di euro nel 2024, 15 milioni di euro nel 2025, 15 milioni di euro nel 2026 e 10 milioni di euro nel 2027».

«Dei nuovi interventi stradali previsti in Calabria – ha proseguito – solo uno è commissariato: l’ammodernamento della Statale 106 tra Crotone e Cutro. L’opera, come è stato chiarito dal Cipess, non ha un progetto esecutivo ma, al momento, è in fase di ultimazione il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Inoltre, l’intervento che vedrà la realizzazione di appena 15 chilometri circa di nuova Statale 106, sarà finanziato in un periodo che va dal 2022 al 2028. A questo punto c’è solo da capire se il Commissario Straordinario agirà in deroga alle procedure ordinarie e, quindi, se i lavori per la realizzazione di questo intervento partiranno immediatamente oppure se, invece, dovremo aspettare qualche anno per la definizione del progetto esecutivo anche per consentire al finanziamento di completarsi nel tempo stabilito».

«In questo fallimento totale l’unica nota positiva è questa – ha detto ancora – finalmente abbiamo una Regione Calabria in grado di scegliere. Questi due interventi, infatti, sono stati fortemente voluti dal Governo Regionale che ne ha indicato la priorità come ha ammesso lo stesso Ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini affermando che «per il successo di questa operazione sono state le positive interlocuzioni con i presidenti di tutte Regioni, che hanno collaborato attivamente con il Mims per individuare le opere strategiche finanziabili tramite il Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2017 tenendo conto di quanto previsto dal Pnrr e dal Pnc. La coerenza delle politiche nazionali e regionali invocata per molto tempo diventa realtà grazie al lavoro congiunto svolto nei mesi scorsi con le Regioni».

«In tutta franchezza non oso immaginare l’imbarazzo del Consiglio Regionale – ha detto ancora – dopo questo fallimento conclamato. Ora cosa farà? Cosa dirà? Il M5S che ha eletto la più grande rappresentanza in parlamento cosa potrà dire di questa disfatta? Forza Italia, il partito che ha preso più voti alle ultime elezioni regionali dovrà prendere atto della sua incapacità di incidere sul livello romano? Il Partito Democratico e la Lega? Coraggio Italia riuscirà a contattare l’On. Maurizio D’Ettorre al fine di chiedergli di promuovere una interrogazione parlamentare al Ministro per il Sud Mara Carfagna in modo da chiedergli come mai a settembre scorso, 15 giorni prima delle elezioni regionali, annunciò l’impegno del Governo a finanziare 2,2 miliardi di euro sulla Statale 106 mentre oggi arrivano appena 220 milioni di euro…?».

«Infine – ha spiegato – c’è una riflessione molto più importante: il prossimo Consiglio Regionale della Calabria riuscirà ad approvare un atto amministrativo d’indirizzo politico da inviare al Governo in cui gli si chiede francamente cosa un cittadino automobilista dovrà fare una volta che da Crotone avrà percorso circa 15 chilometri di nuova Statale 106 fino a Cutro? Speriamo solo che la politica calabrese non proverà anche questa volta a giustificarsi annunciando e promettendo chissà quale altri improbabili finanziamenti che saranno destinati sulla Statale 106…».

«L’altro aspetto – ha spiegato ancora – riguarda la società calabrese. I Sindacati e, più in generale tutte le forze sociali, saranno contenti e silenti rispetto a questo fallimento conclamato? Oppure reagiranno? La conferenza episcopale calabra di fronte a questi fatti assumerà una posizione oppure deciderà di pregare affinché possa accadere un miracolo? Gli intellettuali calabresi decideranno di prendere una parola per dire la loro oppure resteranno in silenzio? Tutti i sindaci calabresi, tra cui quelli della locride che proprio venerdì alle 18:00 si riuniranno in assemblea a Siderno decideranno di andare dal prefetto per rassegnare le dimissioni oppure festeggeranno per i 65 milioni di euro ottenuti per la realizzazione della strada di collegamento per San Luca? Il mondo delle categorie professionali e delle imprese riusciranno a dire qualcosa?».

«Le scelte del Governo assunte ieri nella seduta del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS) – ha detto – non lasciano altra possibilità se non quella di comprendere almeno due aspetti che si verranno a creare nei prossimi anni. Innanzitutto, il più importante, riguarda l’incidentalità e la mortalità stradale sulla Statale 106: questa sarà destinata ad aumentare poiché di fatto la “strada della morte” resterà complessivamente così com’è tranne, forse, da Crotone e Cutro».

«Il tempo inesorabilmente continuerà a trascorrere – ha concluso – e la Statale 106 diventerà sempre più vecchia e, purtroppo, più pericolosa. L’altro aspetto è legato allo sviluppo economico ed allo spopolamento della fascia jonica calabrese. Lo sviluppo economico decrescerà in funzione di un investimento economico in infrastrutture praticamente inesistente mentre, al contrario, aumenterà lo spopolamento. Le conseguenze delle scelte drammatiche di ieri le capiremo purtroppo solo tra un decennio…». (rcz)

La Commissione Europea inserisce la Statale 106 nella Rete Ten-T

La Commissione Europea ha inserito tutta la Strada Statale 106 nel progetto di infrastrutture Ten-T. Lo ha reso noto l’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo, spiegando che è stato il commissario europeo ai trasporti, Adina Valean, ha «comunicato la correzione del progetto revisionato con l’inserimento del tratto mancante da Catanzaro a Reggio Calabria, riconoscendo dunque diventare la SS106 come infrastruttura strategica per l’Europa».

«Si tratta – ha spiegato – di un risultato importantissimo del territorio calabrese, con il riconoscimento da parte della Ue della dorsale jonica come fondamentale per lo sviluppo non solo del Sud ma di tutto il continente. Risultato arrivato in extremis, considerando l’allarme che come Fratelli d’Italia lanciammo a fine novembre, dopo che la stessa Ue rispose a una mia prima interrogazione segnalando di non aver avuto alcuna richiesta da parte del Governo, attraverso iniziative a Bruxelles, a Roma e sui territori insieme al deputato Wanda Ferro, agli assessori regionali Fausto Orsomarso e Filippo Pietropaolo, ai consiglieri regionali Giuseppe Neri, Antonio Montuoro e Luciana De Francesco, ai nostri sindaci e ai nostri militanti».
«Ora – ha concluso – è urgente individuare le risorse, al momento non previste nel Pnrr né in altre misure e per questo ci mobiliteremo sia con il governo Draghi sia con il presidente Roberto Occhiuto».
Grande soddisfazione è stata espressa dalla deputata di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, che ha evidenziato come oggi «c’è la grande opportunità di realizzare una strada moderna e sicura – dice Wanda Ferro – necessaria per togliere interi territori da un sostanziale isolamento e renderli maggiormente competitivi».
«È ora urgente – ha aggiunto – individuare le risorse, al momento non previste nel Pnrr né in altre misure. La nuova 106, attraverso il potenziamento e la messa in sicurezza, dovrà essere una importante infrastruttura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto d’Italia e d’Europa. Il governo Draghi si impegni ora a finanziare l’opera». (rrm)

Statale 106, Pugliese: Serve linea d’indirizzo politico e atti amministrativi

Fabio Pugliese, autore del libro Ecco chi è stato! si è rivolto ai consiglieri regionali calabresi, ribadendo la necessità di una linea d’indirizzo politico e atti amministrativi sulla Strada Statale 106.

«Il 27 gennaio scorso, su Gazzetta del Sud nella pagina regionale – ha spiegato Pugliese – veniva riportata la mia proposta al Presidente della Giunta Regionale ovviamente, come sempre, ignorata complessivamente e trasversalmente dalla nostra classe politica dirigente regionale…».

«Il 30 gennaio scorso, a seguito dell’ennesimo tragico incidente sulla Statale 106 in cui persero la vita due giovani di 29 anni di Roccella Jonica (nel solo mese di gennaio 2022 abbiamo avuto 5 vittime sulla “strada della morte”…), si è sollevato il solito polverone mediatico e Fratelli d’Italia ha chiesto una discussione sul punto in Consiglio Regionale…».

«È di oggi (mercoledì 9 febbraio ndr) la notizia – ha continuato – annunciata addirittura con toni trionfalistici, che nel prossimo Consiglio Regionale vi sarà una discussione sulla Statale 106. Ora c’è solo da sperare che saranno almeno capaci di uscirne fuori con un atto amministrativo, da proporre al Governo, in cui spiegano qual è la linea d’indirizzo politico che sulla Statale 106 ritengono più opportuna e che non sia, invece, la solita chiacchierata inutile e vuota di ogni e qualsiasi significato».

«Così – ha concluso – come c’è da sperare che attraverso un documento formale finalmente richiedano alla Direzione Generale di Anas Spa la rimozione immediata degli attuali dirigenti della Struttura Territoriale della Calabria che, bilancio di esercizio alla mano, negli ultimi tre anni hanno fatto pochissimo (ed anche malissimo). Sarà la volta buona? Lo vedremo…». (rrm)

Biondo (Uil Calabria): Draghi faccia della Statale 106 tappa simbolica del suo “viaggio” in Italia

Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha lanciato un appello al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, affinché rende la Statale 106 «una delle tappe simboliche del suo viaggio in Italia».

«Anzi – ha rimarcato Biondo – la prima tappa, proprio per dare un segnale forte, partendo da una regione che, purtroppo, nonostante le riconosciute potenzialità, vive ancora adesso una fase di marginalizzazione territoriale e sociale ma che desidera, vuole, pretende di diventare un punto di ripartenza dopo il Coronavirus».

Come riportato da Repubblica, il Premier avrebbe deciso di inaugurare la fase due della sua esperienza alla guida del Governo con un tour in Italia, che è partito proprio dalla Liguria, «con la missione di indicare il percorso giusto per rilanciare il Paese» si legge nell’articolo firmato da Tommaso Ciriaco.

«Non sempre e non solo visitando cantieri garantiti dalle risorse europee, ma anche individuando tappe simboliche per immaginare l’Italia della ripartenza dopo il virus. Con gesti che dimostrino l’attenzione per il lavoro, la questione sociale e l’ambiente, la cultura e la solidarietà», si legge ancora. E proprio su questo punto che parte la “provocazione” del sindacalista: «Mario Draghi accolga questa sfida, lo faccia anche per mandare un messaggio preciso alla criminalità organizzata che imperversa in Calabria e, spesso, ostacola l’apertura dei cantieri e mette a serio repentaglio la conclusione delle opere pubbliche».

«Il sindacato, unitariamente – ha concluso – sarà pronto e disponibile ad accompagnarlo lungo la “via crucis” delle incompiute, delle strade insicure e mortali, delle prime pietre poste e delle cattedrali nel deserto». (rcz)