In Consiglio regionale il prossimo 28 febbraio si parlerà della Statale 106

Il Consiglio regionale della Calabria si riunirà il prossimo 28 febbraio per affrontare tutte le problematiche relative alla Strada Statale 106. Lo ha reso noto il presidente Filippo Mancuso, a margine della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari.

«La Calabria, su alcuni dossier strategici come la modernizzazione della Statale 106 che, se portati a buon fine, possono consentirle di contenere il divario di cittadinanza e di agganciare la ripresa economica, ha necessità di segnali concreti da parte del Governo» ha detto Mancuso, aggiungendo che «si tratta di un percorso stradale di 491 km della fascia costiera ionica di Calabria, Puglia e Basilicata il cui percorso più critico, quello calabrese di 415 km, ha necessità di un’urgente messa in sicurezza e modernizzazione, affinché diventi un’infrastruttura efficace e sicura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto d’Italia e d’Europa».

All’ordine del giorno anche i provvedimenti che frattanto saranno discussi e approvati dalle Commissioni e, per la prima volta dall’inizio della legislatura, una parte della seduta sarà riservata al question-time.

Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria, ha espresso soddisfazione per la convocazione del Consiglio regionale per discutere della Statale 106.

«Una discussione auspicata dal sindacato unitario. Serve una risoluzione comune ed una richiesta urgente di confronto con il Governo Draghi» ha concluso. 

Soddisfazione è stata espressa anche da Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, che ha ritenuto «positiva e importante la convocazione di una seduta del Consiglio regionale sulla Strada statale 106. Da tempo non sospetto, infatti, riteniamo la realizzazione completa di questa arteria per lo sviluppo della Calabria».

«Era ora – ha aggiunto – che sulla realizzazione di questa infrastruttura strategia per lo sviluppo e la coesione regionale, si avviasse un confronto e una discussione istituzionale. Bene ha fatto il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, a raccogliere le istanze provenienti da tante espressioni sociali del territorio. Adesso, ciò che urge è la comunione di intenti. Governo e Consiglio regionale, Amministrazioni locali, forze sociali e produttive, tutti quanti, dobbiamo impegnarci nel chiedere al Governo nazionale la realizzazione dell’intero tracciato della Statale 106».
«Se, infatti – ha concluso – riusciremo a far emergere a Roma il protagonismo della Calabria, riusciremo a portare a casa questo obiettivo. Come Sindacato siamo pronti a fare la nostra parte. Se non ora quando». (rrc)

FenealUil Calabria: Fare fronte comune per chiedere al Governo di rendere prioritario ammodernamento della Statale 106

La segretaria generale della FenealUil CalabriaMaria Elena Senese, ha ribadito l’importanza e la necessità di fare fronte comune «per chiedere al Governo nazionale di rendere prioritario il tema dell’ammodernamento della Statale 106».

«I dati terribili ed inaccettabili degli incidenti mortali impongono una riflessione non più prorogabile, chiedono a gran voce a chi gestisce la cosa pubblica di programmare interventi non più procrastinabili, ma solo rispettando l’esigenza di determinarsi su interventi mirati perché è impensabile che nessuna grande opera infrastrutturale calabrese venga finanziata con il Pnrr» ha spiegato Senese, esprimendo dei dubbi in merito alle risorse pubbliche per la cosiddetta strada della morte.

«A quanto ammontano le risorse pubbliche disponibili per ammodernare la Statale? E se questi fondi dovessero essere disponibili, questo tipo di finanziamento si definirebbe entro il 2036?» ha chiesto Senese, ricordando che il «Governo, poi, ha inteso investire 4.550 milioni di euro sulle strade italiane distribuendoli dal 2023 fino al 2036. Ci chiediamo, però, quali sono – se ci sono – i finanziamenti per la Statale 106».

La Statale 106, infatti, è «un’arteria che si estende per 491 km da Reggio Calabria a Taranto, percorrendo tutta la fascia jonica di Calabria Basilicata e parte di quella pugliese. Di conseguenza è un infrastruttura strategica non solo per la Calabria ma per tutto il Sud Italia, ma ad oggi è una delle strade più pericolose d’Italia – il dato si evince da una statistica sempre più tragica sugli incidenti mortali – rimane una delle eterne incompiute calabresi».

«Una strada – ha spiegato – che si presenta come l’unica arteria fondamentale per i collegamenti interni fra l’area della sibaritide, il crotonese, il catanzarese, la locride e il versante sud-orientale dell’Aspromonte, come la sola via di comunicazione verso la Basilicata e la Puglia per poter raggiungere l’autostrada adriatica, non può e non deve essere dimenticata da chi governa, da chi ha la possibilità, attraverso la mole di denaro in arrivo per il Mezzogiorno, di cambiare la narrazione di questo lembo di terra, di dare un volto nuovo, moderno e sicuro ad una via di comunicazione determinante per il futuro della Calabria jonica e non solo».

«La Statale 106, infatti – ha proseguito – è stata realizzata alla fine degli anni ’20 ed è rimasta, quasi totalmente invariata per tracciato e struttura, ovviamente solo nella parte calabrese. Stranamente i soldi per ammodernarla e metterla in sicurezza non si trovano mai!Ma altrettanto stranamente lo Stato, proprio nel riscontrare l’importanza strategica di tale infrastruttura, ha deciso di commissariarla con l’obiettivo di velocizzarne i lavori e di conseguenza il suo completamento».

«Tant’è  – ha detto – che con il Dpcm di aprile, la Strada statale 106 Jonica è stata affidata alle cure del commissario Massimo Simonini. Essendo l’opera commissariata, dovrebbe andare  avanti con una certa celerità velocizzando l’iter approvativo e cantierizzando. Altrimenti non si capisce a cosa sia servita la nomina dell’ingegnere Simonini a commissario straordinario, visto che trattasi di figura di alta professionalità tecnico amministrativa – così come i suoi omologhi in giro per l’Italia – nominata per gestire un’opera pubblica da tempo bloccata a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative».

«Il piano commissariale, del valore complessivo d’investimento stimato in oltre 3 miliardi di euro – ha detto ancora – riguarda 12 interventi, che prevedono adeguamenti, messa in sicurezza, completamento di tratte stradali e costruzione di nuovi tratti in variante in corrispondenza di centri abitati. Si parla, quindi, sempre e comunque, di lotti, di tratte, di stralci e ciò che manca veramente è un idea unitaria di un infrastruttura a 4 corsie. Il nuovo percorso autorizzativo tracciato dal Decreto semplificazioni, unitamente all’individuazione del commissario ha posto le basi per una fattiva agevolazione grazie all’introduzione di deroghe al Codice dei contratti pubblici».

«L‘approvazione dei progetti da parte del commissario straordinario – si legge nella norma, il cui passaggio vogliamo evidenziare per far capire quali siano i poteri messi in capo al commissario – d’intesa con i Presidenti delle regioni  sostituisce, ad ogni effetto di legge, ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, fatta eccezione per quelli relativi alla tutela di beni culturali e paesaggistici, per i quali il termine di conclusione del procedimento è fissato in misura comunque non superiore a sessanta giorni, decorso il quale, ove l’autorità competente non si sia pronunciata, l’autorizzazione, il parere favorevole, il visto o il nulla osta si intendono rilasciati, nonché per quelli di tutela ambientale per i quali i termini dei relativi procedimenti sono dimezzati».

«I presupposti ci sono tutti ma, purtroppo, la verità sta nel fatto che nella legge di bilancio nulla è stato previsto per la Statale 106» ha concluso. (rcz)

Al via intervento di messa in sicurezza tratto Davoli-Guardavalle della 106, Basta Vittime: Evento storico

L’ha definito un evento storico, l’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del tratto Davoli-Guardavalle della Strada Statale 106, che prevede la realizzazione di una rotonda al bivio di Santa Caterina dello Ionio che collega la 106 con la strada provinciale 138.

È l’Odv stesso a spiegare i motivi di tanto clamore: «innanzitutto, perché finalmente l’Anas Spa, dopo decenni, inizia a realizzare un’opera di messa in sicurezza nel tratto di strada Statale 106 compreso tra Davoli e Guardavalle. Sembrava impossibile che potesse accadere mentre, invece, è proprio successo… Poi perché ciò avviene a seguito dell’ennesima strage stradale in cui hanno perso la vita due giovani, avvenuta lo scorso 30 gennaio poco distante da lì, a San Sostene, dove per la verità era avvenuto un altro incidente lo scorso 8 gennaio a seguito del quale, dopo qualche giorno (nella sera del 10 gennaio), aveva perso la vita un uomo di 74 anni».

«L’Anas Spa, quindi – continua la nota – interviene celermente rispetto ad un intervento già previsto e nonostante gli incredibili ritardi degli scorsi anni che, proprio a seguito dei recenti incidenti mortali, determinano un’accelerazione e consentono finalmente al sud soveratese di poter beneficiare di questo prezioso intervento. Un intervento, questo, fortemente voluto dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” che ha sempre ritenuto (e continua a ritenere), quell’area posta tra il Km 145+600 ed il Km 145+800 della famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria, tra le più pericolose.

«Sollecitammo – viene spiegato – l’intervento già nel settembre del 2016 quando proprio in quel punto persero la vita, in un tragico incidente, quattro giovani ragazzi di Badolato: Lorena Lopilato di 24 anni, Vittoria Lopilato di 23 anni, Francesca Bressi di 23 anni e Pasquale Papaleo di 25 anni».

«Il Direttivo dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – prosegue ancora la nota – sollecitò già da allora la necessità che venisse messa in sicurezza quell’area mediante la realizzazione di una rotatoria ma anche attraverso la sostituzione dei guard-rail ad una onda posti al lato destro della strada (per chi viaggia in direzione Catanzaro), con quelli a doppia onda: in modo da evitare la possibilità che un mezzo in transito possa finire al di sotto della strada dove è posta la strada che porta ad un sottopasso. Allo stesso modo chiedemmo l’installazione di un guard-rail sul lato sinistro dove ad oggi manca e potrebbe causare pericoli nel caso in cui un mezzo in transito dovesse uscire fuori dalla carreggiata stradale».

«Per questa ragione – conclude la nota – il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla strada Statale 106” seppure accoglie con soddisfazione l’avvio dei lavori per la rotatoria di Santa Caterina dello Jonio ed auspica che presto l’Anas Spa possa avviare anche gli altri interventi di messa in sicurezza già previsti sulla Statale 106 tra Davoli e Guardavalle. Si augura e confida, inoltre, nella possibilità che siano risolti anche i diversi problemi già sollevati da anni e che riguardano una reale e concreta necessità d’intervenire in modo corretto al fine di mettere veramente in sicurezza i punti più pericolosi come quello posto nel tratto di Statale 106 al Km 145+600 mediante l’installazione di guard-rail moderni ed a norma di legge». (rcz)

Lega: Sulla 106 gravi responsabilità dell’Anas e dello Stato

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha ribadito che «sono oltre 30 anni che si parla continuamente della sistemazione della “strada della morte”, ma finora solo passerelle, finte inaugurazioni, flotte di ministri e parlamentari».

«Una vergogna planetaria! – ha detto –. Ha ragione Don Francesco Carlino quando, nel celebrare i funerali di Davide e Gabriele, le ultime giovani vittime di appena 29 anni, ha tuonato contro le istituzioni “fermate questa strage”, si tratta “di un omicidio di Stato”, “svegliatevi politici”. Tanto solidarietà e vicinanza ai familiari per l’atroce dolore. Ma, perdere tanti giovani per unastrada pericolosa e denominata oramai della “morte” è molto significativo. Ma nessuno è intervenuto, se non le solite passerelle! Mi domando e domando alle Autorità che dovrebbero controllare: ma questa strada è a norma? Si può percorrerla?».

«Vi sono responsabilità dei progettisti – ha proseguito – dei Direttori dei Lavori, degli appaltatori, dei responsabili dell’Anas, di tutti coloro che consentono di utilizzarla e di alimentare le morti di tanti giovani? Perché nessuno interviene e sulle morti, dopo qualche giorno, cade un silenzio più che omertoso? Forse è, veramente, il momento di svegliarci tutti e di chiedere a gran voce, anche con azioni eclatanti, di stanziare tutte le somme necessarie per completare la “strada della morte” e mettere fine a questo disastro, a questa vergogna di Stato».

«I calabresi non ne possono più di tante vittime – ha concluso – di tanti giovani che stroncano di dolore le proprie famiglie. Questo sud abbandonato, questo sud incapace, questo sud gestito per anni da incompetenti. Qui non si riesce a costruire una semplice strada in pianura, nelle altre regioni fioccano le superstrade, le autostrade, le gallerie! Questione meridionale o questione di evidente incapacità di una classe politica che ha distrutto questa meravigliosa terra. Bisogna muoversi subito e chiedere a gran voce a tutti di fare il proprio dovere e dare risposte ai calabresi. La Lega lo ha fatto, ma da oggi griderà sempre di più nei tavoli che contano». (rcz)

Infrastrutture, Occhiuto: L’obiettivo è la Statale 106 a quattro corsie

È chiaro l’obiettivo del governatore Roberto Occhiuto per la Strada Statale 106: che sia progettata e realizzata come strada a due carreggiate e, dunque, a quattro corsie. Un risultato che, tuttavia, come ha spiegato alla Gazzetta del Sud, «può essere raggiunto per tappe».

«La Statale Jonica è un’arteria fondamentale per la nostra Regione – ha spiegato Occhiuto – ma purtroppo è nota alle cronache come la ‘strada della morte’: troppi incidenti, troppe vittime. Questo a causa soprattutto del fatto che per la stragrande maggioranza del suo tracciato è a sole due corsie».

«La complessità della SS 106 – ha spiegato ancora – risiede nelle notevoli carenze relative alla sicurezza stradale, alla percorribilità e, rispetto a queste problematiche, ai notevoli costi complessivi per l’ammodernamento dell’intera tratta calabrese, che ammontano a più di 4 miliardi di euro. Purtroppo, questi costi non saranno neanche parzialmente coperti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, e per questa ragione nelle scorse settimane ho scritto al premier Draghi. Non è possibile che nessuna grande opera infrastrutturale calabrese venga finanziata con il Pnrr».

Per il Governatore, «attraverso le interlocuzioni continue con Anas, gli obiettivi di breve-medio termine che stiamo cercando di conseguire sono il completamento della progettazione per tutta la SS 106, per la quale mancano ancora alcune tratte – Soverato-Caulonia e Ardore-Palizzi – e il finanziamento e l’avvio dei lavori di alcuni lotti funzionali che, sia a livello locale che a livello complessivo, possano contribuire a un miglioramento della percorribilità e della sicurezza».

«In questa logica, ad esempio – ha concluso – abbiamo proposto, e la decisione definitiva dovrebbe arrivare a giorni, tra i progetti bandiera da finanziare con l’anticipazione dei fondi sviluppo e coesione il tratto nell’area Crotone-Cutro: un modo concreto per favorire il collegamento del crotonese con il resto della Regione». (rcz)

BASTA CON LE LETTERINE A BABBO NATALE
SERVE FARE SUL SERIO PER LA STATALE 106

di FABIO PUGLIESE – Lo scorso 25 novembre 2021, il Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto ha incontrato il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

Questo è il commento scritto dal Presidente della Giunta Regionale della Calabria al termine dell’incontro: «Un confronto estremamente positivo, un colloquio proficuo. Abbiamo approfondito il tema delle infrastrutture per la Regione Calabria che verranno finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con il Fondo di sviluppo e coesione, e con altre risorse disponibili. Tra le altre questioni strategiche per l’infrastrutturazione della Calabria, abbiamo analizzato i temi della strada statale 106 Jonica. Andiamo avanti per costruire il futuro della Calabria».

Eppure, ad onore del vero, qualcosa al Presidente Occhiuto in quell’incontro deve essergli sfuggita se poi, esattamente a distanza di una settimana, ha dovuto scrivere una lettera al Ministro Giovannini per chiedergli di finanziare il nuovo tracciato della Statale 106 proposto dall’Anas Spa tra Sibari e Corigliano-Rossano.

Come è possibile che Occhiuto non sapesse nulla di quest’opera e che ha dovuto correre ai ripari con una lettera scritta al Ministro qualche manciata di giorni dopo averlo incontrato? E poi, soprattutto, come ha fatto in pochi giorni a studiare il progetto dell’Opera per sentenziare che ha un costo notevolmente ridotto addirittura «di ben 4 volte, se rapportato ai costi preventivati per il vecchio Megalotto 8» e che «il nuovo tracciato individuato comporta una spesa di circa 500 mln di euro»?

Il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto al forum dell’Agi di qualche giorno fa ha bacchettato il governo sostenendo che «al Nord si faranno più opere», ed ha affermato di aver «scritto una lettera a Draghi lamentando il fatto che nelle scelte che il governo nazionale ha fatto in ordine alle infrastrutture strategiche per la Calabria da finanziare con il Pnrr o con il Fondo complementare non ci sia un solo intervento».

Insomma, Occhiuto scrive lettere…

Il Presidente, nel corso dell’iniziativa dell’Agi ha chiarito che «sulla strada Statale 106 non ho risorse» argomentando con un pensiero che è esattamente antitetico a quello da lui espresso a margine dell’incontro avuto con il Ministro Giovannini lo scorso 25 novembre «non ho le risorse sulla Statale 106 perché non si può finanziarle con il Pnrr perché dicono che è una strada, mentre invece nel resto d’Europa hanno finanziato anche strade».

E buonanotte al secchio ed anche al futuro della Calabria verrebbe da dire con un po’ di amara ironia…

Rispetto alla dura realtà chi ha la pazienza di leggermi credo che dovrà certamente riconoscere quanto, ormai da mesi, il sottoscritto stia affermando, con atti amministrativi dello Stato alla mano, che sulla strada Statale 106 “Jonica” in Calabria non c’è un solo centesimo di euro e che non ci saranno finanziamenti rilevanti e determinanti neanche nell’ultima manovra di bilancio approvata a dicembre scorso dall’attuale Governo.

Sono certo che il Presidente Occhiuto sia sinceramente legato ai problemi che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria anche se è davvero complicato non giudicare superficiali, intempestive e, soprattutto, errate molte delle sue dichiarazioni.

Quello che però politicamente è inaccettabile è che su un problema irrisolto da decenni e così complesso ed importante per i cittadini calabresi l’On. Occhiuto si limiti a scrivere lettere… Le letterine le scrivono i bambini a Babbo Natale non il Governatore della Regione Calabria al Governo oppure ad uno dei suoi Ministri…

Per questa ragione colgo l’occasione di avanzare una proposta al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Roberto Occhiuto: chieda formalmente al Presidente del Consiglio Regionale di inserire al primo punto all’ordine del giorno della prossima assise la questione relativa alla Statale 106.

Porti in Consiglio Regionale una sua proposta al Governo (ammesso che ne abbia una…), sulle modalità e le possibilità attraverso le quali il Ministero delle Infrastrutture può e deve finanziare la Statale 106 e poi chieda a tutti i consiglieri regionali di esprimere attraverso il voto il loro consenso su un atto amministrativo che va formalmente inviato al Governo il quale deve sapere esattamente qual è l’indirizzo politico che gli viene richiesto in riferimento alla Statale 106 dal Parlamento Calabrese.

Questo è quello che propongo al Presidente Occhiuto a cui ricordo che un uomo solo al comando non può far nulla e che le letterine a Babbo Natale valgono solo per chi ancora ci crede… (fp)

Il presidente Occhiuto: Per la Statale 106 servono più risorse

«Sulla Strada Statale 106 non ho risorse», «e non ho le risorse perché non si può finanziarle con il Pnrr perché sono strade, mentre invece nel resto d’Europa hanno finanziato anche strade». È quanto ha dichiarato il presidente Roberto Occhiuto in una intervista del direttore dell’AgiMario Sechi.

Il Governatore, infatti, evidenziando che la Statale 106 «è una strada straordinariamente importante per la mia regione e da 30 anni è detta strada della morte», ha ricordato che ha «scritto una lettera a Draghi lamentando il fatto che nelle scelte che il governo nazionale ha fatto in ordine alle infrastrutture strategiche per la Calabria da finanziare con il Pnrr o con il Fondo complementare non ci sia un solo intervento».

«Ho la preoccupazione – ha detto ancora Occhiuto – che la quota del 40% per il Mezzogiorno – ha affermato il Presidente Occhiuto – sia soltanto sulla carta. Ho scritto una lettera a Draghi lamentando il fatto che nelle scelte che il governo nazionale ha fatto in ordine alle infrastrutture strategiche per la Calabria da finanziare con il Pnrr o con il Fondo complementare non ci sia un solo intervento».

«Sulle dichiarazioni del Governatore della Calabria Roberto Occhiuto è intervenuto il Presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Leonardo Caligiuri: «Sono molto amareggiato poiché quanto emerge dalle dichiarazioni dell’On. Roberto Occhiuto noi lo stiamo denunciando ormai da mesi. Voglio esprimere, a tal proposito, i miei complimenti al Governatore della Calabria per aver avuto il coraggio e l’onestà di dire chiaramente qual è la verità che purtroppo in questi mesi è stata purtroppo mistificata dagli organi di informazione che, invece di approfondire, si sono limitati nostro malgrado, a fare da eco di risonanza alle solite promesse ed ai soliti annunci della politica politicante nonostante, lo ripeto, la nostra O.d.V. denunciava quanto stava accadendo in modo preciso ed instancabile».

«Purtroppo anche questa disinformazione – ha aggiunto il Presidente Caligiuri – ha un peso oggettivo sulle scelte del Governo che – come ha detto Occhiuto – non premiano la Statale 106 su cui non vi è alcuna risorsa».

«Ho il timore – ha concluso  – che purtroppo sia ormai troppo tardi per poter recuperare qualcosa e se ciò accadrà sarà una chiara ed evidente sconfitta per tutti e, soprattutto, per i parlamentari calabresi al Governo a cui avevo scritto una lettera, appena diventato Presidente, per chiedergli di unirsi per difendere e tutelare l’interesse generale». (rrm)

L’OPINIONE / Fabio Pugliese: La Statale 106 e la mancanza di un piano di messa in sicurezza urgente

di FABIO PUGLIESE – Il 2022 sulla strada Statale 106 “Jonica” in Calabria è iniziato nel modo peggiore possibile. All’alba del 10 gennaio, a seguito di un incidente stradale avvenuto a Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza, è deceduto un giovane di 19 anni.

Mentre nel pomeriggio è deceduto, dopo due giorni in ospedale, un signore di 74 anni, a seguito di uno scontro avvenuto nel comune di Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio (CZ). Il giorno dopo, l’11 gennaio, è deceduto in ospedale un 47enne dopo qualche ora dallo scontro avvenuto a Riace in provincia di Reggio Calabria. Tre vittime sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria nei primi 11 giorni di gennaio quasi a ricordarci che seppure passano gli anni la “strage di stato” – così ormai l’ho definita da anni – sulla S.S. 106 in Calabria continua. Inoltre, a giudicare dalla localizzazione di questi tre incidenti stradali, il segnale che il tragico destino sembra volerci far arrivare è molto semplice: sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria si muore ovunque, sia in provincia di Cosenza che in quelle di Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone.

Del resto, la strada Statale 106 “Jonica” in Calabria, dal ’96 ad oggi, ovvero da quanto esistono dei sistemi per il rilevamento dell’incidentalità e della mortalità stradale, ha prodotto oltre 11.000 sinistri, oltre 26.000 feriti (di cui migliaia con danni permanenti), ed almeno 750 vittime. In Calabria si estende per 415 chilometri e collega l’intera costa jonica risultando la seconda più importante arteria viaria dopo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Il 13 gennaio, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha pubblicato sul proprio sito web un documento di sintesi sugli investimenti previsti nella legge di bilancio approvata a dicembre scorso. La dotazione finanziaria è pari a 36,1 miliardi. Sono tantissimi soldi.

Gli investimenti previsti nelle infrastrutture stradali sono pari a circa un terzo: 10.750 milioni di euro. Queste risorse, però, non sono immediatamente disponibili. Perché tra il 2022 ed il 2026 potremo investire solo 2.830 milioni di euro, dal 2027 al 2030 potremo investire solo 4.320 milioni di euro e dal 2030 al 2036 potremo investire i restanti 3.600 milioni di euro. Nelle infrastrutture stradali sostenibili di regioni (incluso Friuli-Venezia Giulia per strade statali nella regione), province e città metropolitane dal 2022 al 2036 sono previsti 3.350 milioni di euro. Per ponti, viadotti e strade provinciali 1.400 milioni di euro. Per le strade delle aree interne 50 milioni di euro, per le infrastrutture Stradali Regionali – Cispadane 200 milioni di euro, per le infrastrutture Stradali Regionali – Tirreniche 200 milioni di euro e per le Strade dei parchi A24/A25 1.000 milioni di euro.

Infine, 4.550 milioni di euro sono previsti dal 2022 fino al 2036 per il Contratto di Programma Anas 2022-2026. Incluse le opere commissariate in cui rientra la Statale 106.

Occorre ricordare che il 3 febbraio 2021 il Commissario Straordinario per la Statale 106 (ex amministratore delegato di Anas Spa), ha avuto modo di presentare, in audizione presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, i 12 interventi commissariati previsti sulla S.S.106. Le risorse disponibili sono pari a 884 milioni di euro ma, fatta eccezione per la Variante di Crotone (8Km circa), e la Variante di Palizzi marina (2Km circa), tutti i restanti 10 interventi hanno necessità di un fabbisogno economico per poter essere realizzati.

In pratica fatta eccezione per i 256 milioni di euro che serviranno per realizzare appena 10Km di Nuova Statale 106 per due varianti (Crotone e Palizzi marina), si è scelto di distribuire i restanti 628 milioni di euro in 10 interventi che, senza altre risorse, chiaramente resteranno irrealizzati. Perché – come è stato chiarito dal Commissario suddetto – il fabbisogno economico necessario al completamento di questi 10 interventi è pari a circa 2.192 milioni di euro che – per inciso – dovrebbero arrivare dal Contratto di Programma Anas 2022-2026.

In pratica sui 4.550 milioni di euro previsti dal 2022 al 2036 nel CdP di Anas Spa il 48,2% (circa la metà), dovrebbe essere destinato alla Statale 106 “Jonica” in Calabria. Non solo, ma dovremmo anche sperare che queste risorse bastino per la realizzazione di circa 90Km di Nuova Statale 106 che peraltro riusciremo ad ottenere non prima del 2045, volendo essere ottimisti, visto e considerato che le risorse saranno disponibili non prima del 2036…

Le perplessità legate a questa pianificazione sono molte.

Innanzitutto c’è da capire se esiste un piano di messa in sicurezza urgente e di manutenzione ordinaria e straordinaria della Statale 106 “Jonica” in Calabria che possa limitare incidenti, feriti e vittime dal 2022 fino al 2045 sui circa 90 chilometri che si dovranno ammodernare ma anche e, soprattutto, sui rimanenti 260 chilometri… Poi c’è da capire se dal Contratto di Programma Anas 2022-2026 arriveranno 2.192 milioni di euro sulla Statale 106 perché, in tutta franchezza, ritengo che sia davvero poco probabile… Infine, c’è da capire se vi è la volontà del Governo di investire risorse sulla Statale 106 e, soprattutto, se le modalità previste e gli strumenti adottati consentiranno di riuscirci in tempi ragionevoli (quindi, non oltre il 2045).

Ritengo che i problemi diversi legati alla Statale 106 “Jonica” in Calabria non siano più rinviabili.

Leggendo i numeri legati all’incidentalità ed alla mortalità stradale si evince che incidenti, vittime e feriti sulla “strada della morte” in Calabria nei prossimi anni sono destinati ad aumentare sempre di più. Per un motivo semplice: il tempo passa e la strada diventa sempre più vecchia e inadatta a gestire gli attuali volumi di traffico (soprattutto nella stagione estiva). L’assenza di un piano di messa in sicurezza urgente e di manutenzione ordinaria e straordinaria lascia davvero senza parole.

Guardando alla storia del nostro Paese, dall’unità d’Italia ad oggi, è impossibile che circa il 50% delle risorse destinate al CdP di Anas Spa possa essere destinato alla sola Statale 106 e poi, anche se fosse, è davvero poco probabile che possa bastare per realizzare tutto ciò che è stato previsto nel piano del Commissario Straordinario. Questo aspetto, sia chiaro, sottende una precisa volontà politica di non investire sulla Statale 106 in Calabria.

Allora cosa fare? Quali sono le scelte possibili che bisogna adottare per invertire la rotta? In particolare adesso, cioè in un momento storico che offre comunque delle opportunità straordinarie che, se non verranno colte, aumenteranno ancora di più il divario tra la Calabria jonica ed il resto della Calabria, del Paese e dell’Europa?

L’unica possibilità è quella di essere, mai come oggi, concreti.

Per esserlo, però, bisogna prima di tutto fare un salto culturale. Non è più possibile che i nostri rappresentanti politici (soprattutto a Roma), facciano gli interessi dei loro Partiti che li hanno nominati. Ora è il momento che debbono unirsi per difendere gli interessi generali del territorio calabrese che li ha eletti. Questo cambiamento radicale non è facile ma è necessario e non più rinviabile!

Poi è fondamentale puntare sulla competenza. Non è più possibile che sui problemi complessi legati alla Statale 106 in Calabria vi siano amministratori locali e semplici volontari delle associazioni presenti sul territorio che sono più preparati di un Viceministro, di un dirigente tecnico di Anas Spa o di un tecnico della Regione Calabria.

Infine, c’è bisogno di un nuovo protagonismo regionale. In questo senso ritengo che sia necessario pretendere ed ottenere che il Commissario attuale sia rimosso dal suo incarico e che il nuovo Presidente della Giunta Regionale possa diventare Commissario Straordinario per la Statale 106.

Solo se noi calabresi riusciremo oggi a cambiare noi stessi potremo imporre un cambiamento nella visione dei futuri Governi sulle infrastrutture da realizzare in Calabria. Bisogna esserne pienamente consapevoli e, soprattutto, bisogna assumersi delle responsabilità. Altrimenti, sia chiaro, le conseguenze per le generazioni future della nostra regione, se ciò non accadrà subito, saranno drammatiche. Il primo rischio, purtroppo, è quello di perdere la vita sulla Statale 106 “Jonica”. (fp)

L’OPINIONE / Fabio Pugliese: Sulla Statale 106 la politica ha già vinto

di FABIO PUGLIESE – Non bisogna fermarsi alle superficie delle cose, degli eventi, ma coglierne la profondità, la verità.

Questo significa che non bisogna credere alle chiacchiere dei Dirigenti dell’Anas Spa, dei parlamentari oppure alle confuse affermazioni del viceministro Cancelleri o alle affermazioni del Ministro Mara Carfagna che furono rilasciate alla Camera dei Deputati durante il question time esattamente 15 giorni prima delle elezioni regionali in Calabria.

Bisogna credere ai fatti che in Italia si manifestano attraverso gli atti amministrativi che determinano la verità.

In questo senso il dibattito squisitamente politico che oggi avviene a Corigliano-Rossano rischia di essere uno spreco così inutile di chiacchiere come non si era mai visto prima. Buono solo a far occupare del tempo a qualcuno che di tempo ne ha davvero abbastanza.

Come ho avuto già modo di dimostrare chiaramente i fondi destinati al Pnrr che sono già stati tutti impegnati, come dimostrano le 269 pagine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza già approvato dal Governo, per l’avanzamento della “nuova” Statale 106 “Jonica” in Calabria non destinano neanche un centesimo di euro.

I fondi del Pnrr non seguono il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci ma sono, appunto, delle risorse definite e limitate che sono state già tutte impegnate dal Governo che, in 269 pagine, ha già stabilito come impegnarle e sulla Statale 106 non è previsto alcun investimento. Neanche per interventi di manutenzione o di messa in sicurezza.

Nei cinque Cipess del Governo Draghi non vi è una sola Delibera che approva il finanziamento, anche parziale, di un solo intervento tra i 12 previsti sulla Statale 106 nel piano del Commissario Straordinario. Nell’allegato infrastrutture del Def 2021 (il Documento di Economia e Finanza), non vi è riportato neanche un solo intervento tra i 12 previsti sulla Statale 106.

Tutto, quindi, è demandato – così raccontano i politici oppure chi gli crede – al prossimo Contratto di Programma di Anas Spa 2022-2026 poiché la manovra finanziaria approvata a dicembre scorso attraverso questo strumento ha stanziato le risorse per la Statale 106. Vedrete, ci saranno i soldi per fare tutto. E pazienza se l’On. Francesco Sapia (uno fuori dal coro), ha già affermato pubblicamente che nella manovra di bilancio e, quindi, nel Contratto di Programma Anas Spa 2022-2026 non c’è niente sulla “strade della morte”.

Così questo dibattito sul nulla ripropone una questione forte.

Perché?

La risposta è semplice. Quando la politica non riesce a dare risposte ad un territorio si utilizzano i funzionari dell’Anas Spa e qualche politico compiacente per ingannare i cittadini. Questa è l’arte della politica che sulla Statale 106 vanta un primato storico: essere riuscita a prendere in giro i cittadini calabresi da circa un secolo.

Solo che il tempo passa, la tecnologia avanza, la trasparenza degli atti amministrativi ormai è legge ed i cittadini, purtroppo per la politica, non sono fessi e sono anche capaci di leggere e di capire. Per cui le grandi bufale della politica oggi non troveranno di certo, da qui a poco, alcuna aderenza.

Peccato, quindi, che invece di denunciare l’ennesima occasione che rischia di essere clamorosamente persa si perda del tempo a parlare del nulla proprio per fare il gioco di chi avendo la coscienza sporca ripropone il solito vecchio schema che peraltro sembra ancora funzionare… (fp)

La proposta di Basta Vittime sulla 106: Nominare Occhiuto commissario straordinario per la Statale 106

Rimuovere l’attuale commissario straordinario per la Statale 106, ing. Simonini e, al suo posto, nominare il presidente della Regione Roberto Occhiuto. È la proposta avanzata alle istituzioni locali dall’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106.

L’Odv, inoltre, ha proposto alle amministrazioni comunali un atto amministrativo in cui chiedono al Presidente della Regione Calabria di istituire un tavolo di confronto diretto tra il territorio ed il Ministero delle Infrastrutture (ente esecutore), il Ministero per il Sud e del Mef (in quanto Anas è una sua controllata), e la Direzione Generale di Anas Spa.

È quanto emerso dall’iniziativa Una nuova SS 106 in una rinnovata visione di territorio è possibile: basta volerlo, svoltasi nella Sala Rossa di Palazzo San Bernardino di Corigliano Rossano.

Il Presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, Leonardo Caligiuri, ha rivolto un appello alla politica chiedendo a tutti i rappresentanti istituzionali di unirsi, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, per affrontare e risolvere i problemi, da sempre irrisolti, legati alla Statale 106 in Calabria. «Perché – ha detto Caligiuri – i cittadini sono stanchi di ascoltare tante parole e di non vedere fatti concreti».

L’Ing. Fabio Pugliese, nella sua relazione, ha dimostrato che sulla proposta del nuovo asse di collegamento tra Sibari e Coserie non vi è una progettazione di fattibilità tecnico-economica e quindi non è possibile definire un costo per l’intervento che tecnicamente risulta irrealizzabile. Ha spiegato che la collocazione del tracciato a valle espone il territorio e l’opera stessa ad un elevato rischio idrogeologico che può essere superato con un enorme investimento e non risolve i problemi legati alla sicurezza stradale. Infine, ha dimostrato che non vi è alcun atto amministrativo che determina alcuna disponibilità economica, anche parziale, su tutti gli interventi previsti sulla Statale 106 tra Sibari e Reggio Calabria.

Il parlamentare Francesco Sapia, unico presente tra tutti i parlamentari calabresi invitati, ha dichiarato che «il Governo ha dimostrato nei fatti di aver abbandonato la Calabria. Lo ha fatto anche ultimamente nella legge di bilancio dove non ha previsto nulla per la Statale 106».

Francesco Tavernise, aprendo il suo intervento, ha voluto evidenziare il fatto che fosse l’unico Consigliere Regionale presente nonostante avesse chiesto con insistenza più volte ai colleghi On. Consiglieri Regionali Pasqualina Straface e Giuseppe Graziano di partecipare all’iniziativa.

Tavernise ha poi letto a tutti i presenti la missiva inoltrata dal Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto al Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini rivendicandone i meriti e si è dichiarato favorevole al tracciato proposto dall’Anas Spa.

Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha affermato il suo massimo impegno nel respingere il tracciato proposto dall’Anas Spa evidenziando che il processo di ammodernamento della Statale 106 non è «un favore ma un’infrastruttura per il bene del Paese e, quindi, non può rispondere a parametri di costi/benefici. Perché come non si fanno più alcune tipologie di opere altrove – ha aggiunto – è chiaro che non si debbano fare nemmeno qui. E questo credo sia una questione di civiltà e di cultura».

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Cariati, Filomena Greco, che ha fatto rilevare quanto il nostro territorio vanta un credito così illimitato dallo Stato che non può più tollerare un contentino.

La Coordinatrice provinciale di Italia Viva, Anna Maria Brunetti, ha dichiarato che se il tracciato proposto non ha letteralmente fatto saltare dalla sedia tutti noi cittadini di questo territorio allora vuol dire che non meritiamo altro che trattamenti del genere.

Giovanni Dima, già deputato alla Camera dei Deputati, ha fatto rilevare che, mai come oggi, il nostro territorio ha un numero folto di rappresentanti istituzionali ed ha invitato il sindaco di Corigliano-Rossano a riunire questa folta rappresentanza al fine di superare i problemi storici legati anche alla Statale 106. (rcs)