Basta Vittime sulla 106: Il Ministero delle Infrastrutture presenzierà alla manifestazione di lunedì a Corigliano Rossano

Ci sarà anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentato dal direttore generale per le Strade e le Autostrade, Felice Morisco, il prof. Armando Cartenì e l’ing. Giuliano Colangeli all’iniziativa Una nuova SS 106 in una rinnovata visione di territorio è possibile: basta solo volerlo in programma lunedì 10 a Corigliano Rossano.

«L’attenzione che il Ministro Enrico Giovannini ha rivolto all’iniziativa congiuntamente, organizzata dall’OdV Basta Vittime Sulla Strada Statale 106, il Comitato Magna Graecia e Corigliano-Rossano Futura – hanno dichiarato Leonardo Caligiuri, Domenico Mazza e Tonino Caracciolo – è abbastanza esaustiva su quanto il Ministero delle Infrastrutture sia attento all’ascolto del territorio jonico nell’ambito del processo che può portare alla costruzione di una Nuova Statale 106 a Sud di Sibari».

«Non è un caso, infatti – si legge in una nota – che a seguire l’iniziativa siano stati designati i Referenti più importanti delle Direzioni più prestigiose oltre alla Struttura Tecnica di Missione. In questo senso l’occasione del 10 gennaio, che avrà luogo presso la Sala Rossa del Palazzo San Bernardino a Corigliano-Rossano (nel centro storico della circoscrizione di Rossano), è da considerarsi irrinunciabile».

«La stessa consentirà al territorio dell’Arco Jonico, Sibarita e Crotoniate – prosegue la nota – di poter far conoscere idee e proposte necessarie alla realizzazione di un’opera infrastrutturale necessaria e non più procrastinabile per le sorti di un vasto ambito d’Area. L’iniziativa avverrà nel rispetto della normativa anti-Covid. Sarà possibile accedere solo se in possesso del super-greenpass e muniti di mascherina Ffp2». (rrm)

Saccomanno (Lega): Ministro chiarisca lo stato degli interventi sulla Salerno-Reggio Calabria, ss 106 e alta velocità

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha chiesto al ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini,  di fare chiarezza sullo stato degli interventi sulla Salerno-Reggio Calabria, sulla strada della morte, la strada statale 106 e l’alta velocità.

Il ministro, infatti, in una intervista a Il Messaggero, «ha dichiarato che l’Alta velocità, come altri investimenti che ricadono in una particolare area (Mezzogiorno), interesserà anche l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, per circa 10 miliardi – ha spiegato il commissario –. Siccome, già al tempo del Governo Renzi era stata inaugurata questa, ci chiediamo a quale tratte il Ministro si riferisce e se è stata anche inclusa la parte riguardante Cosenza-Grimaldi-Altilia, ove vi sono lavori in corso da molti anni e gli incidenti, anche mortali, sono all’ordine del giorno».

«Un chiarimento – ha proseguito – chiesto direttamente al ministro per evitare che si continui sugli annunci e non si concretizzi, come dovrebbe, l’azione politica, specialmente nei confronti del sud. Allo stesso, la Lega ha anche chiesto a che punto sono le tratte che riguardano la SS. 106 Ionica,denominata la “strada della morte”, per la sua pericolosità e le tantissime persone che sono rimaste per terra prive di vita, ed, ancora, le ragioni dello spostamento della linea ferrata con aumento di circa 50 km. e, quindi, aumento dei tempi di percorrenza».

«Si spera che, finalmente – ha concluso – ai tanti annunci seguano le opere e non debba la Calabria attendere altre decine di anni per avere delle strade sicure e normali». (rcz)

Basta Vittime sulla 106: Nemmeno dal quinto Cipess un centesimo per la Statale 106

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 196, ha reso noto che il Consiglio dei ministri non ha, di nuovo, stanziato un centesimo per la Strada Statale 106 nel quinto Cipess svoltosi lo scorso 22 dicembre.

«Il Consiglio dei Ministri – si legge in una nota – in merito al tema delle infrastrutture, nella seduta, attraverso una Delibera Cipess  ha reso parere favorevole rispetto al terzo atto aggiuntivo alla Convenzione Unica tra Autostrade per l’Italia S.p.A. (ASPI) e Ministero delle infrastrutture del 12 ottobre 2007 e al relativo Piano Economico Finanziario 2020-2024 (14,1 miliardi di investimenti complessivi dal 2020 al 2038), ai sensi dell’articolo 43 del decreto-legge n. 201 del 2011; ha reso parere favorevole rispetto all’aggiornamento dell’Accordo di Cooperazione con Società Alto Adriatico per l’affidamento in concessione delle tratte autostradali A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine, A28 Portogruaro-Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte e A34 raccordo Villesse-Gorizia garantendo la prosecuzione degli investimenti da 954 milioni di euro per il 2021-2031, relativi principalmente agli interventi previsti sul tratto S. Donà di Piave-Villesse; ha approvato il progetto definitivo della cosiddetta “Pedemontana Piemontese” – Collegamento tra l’A4 (Torino-Milano) in località Santhià, Biella, Gattinara e l’A26 (Genova Voltri -Gravellona) in località Ghemme. Tratta Masserano-Ghemme – lotto 1, stralcio 1 e stralcio 2».

«Quanto accaduto – prosegue la nota – stride fortemente con i diversi annunci delle scorse settimane in cui la politica, attraverso i diversi autorevoli esponenti dei partiti al Governo ed alcuni organi di stampa, hanno promesso finanziamenti riguardarti la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria. Spiace, infine, dover constatare che, a circa tre mesi dalle scorse elezioni regionali, anche questa volta agli annunci della politica non siano succeduti i fatti».

«Il Direttivo dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – conclude la nota – continuerà ad informare correttamente e con serietà tutti i cittadini calabresi – come accade ormai da anni – i quali hanno il diritto, oltre la demagogia politica e la propaganda della “politica politicamente” che strumentalizza il tema della Statale 106 in vista delle elezioni regionali, di conoscere gli atti ufficiali, formali e sostanziali e le scelte del Governo italiano che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria ed è per questo motivo che continueremo senza sosta a rendicontare tutte le future sedute dei Consigli dei Ministri affinché tutti, nessuno escluso, possano finalmente avere contezza della verità». (rrc)

LA 106 JONICA NON SARÀ NELLA RETE TEN-T
È L’ENNESIMA SCONFITTA PER LA CALABRIA

La fascia Jonica e la Statale 106 “hanno perso” la partita per essere inserita nella Rete Ten-T Core. È il triste epilogo di una lunghissima e dura battaglia che ha visto in prima linea l’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 che ha chiesto, più volte, l’inserimento della Statale 106 Jonica nella Rete Ten-T e l’intervento del Governo che, purtroppo, non è arrivato.

Una battaglia, che non è stata solo dell’Odv: sulla vicenda, era intervenuto anche l’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo che aveva chiesto l’inserimento integrale della SS 106 tramite un’interrogazione e a cui il commissario europeo ai Trasporti, Adina Valean, aveva confermato la disponibilità a valutare la proposta, qualora il Governo italiano l’avesse sottoposta entro i termini utili. Proposta che non è mai arrivata e, intanto, la Commissione Europea ha chiuso il processo della revisione, che ha visto inseriti, invece, il Porto di Civitavecchia e la dorsale Adriatica tra Ancona e Foggia, sia stradale che ferroviaria, nella Rete Ten-T Core e Extended Core.

Una vera e propria «colossale sconfitta» ha scritto Basta Vittime «per merito di un Governo che non è stato praticamente mai incalzato dai parlamentari ed europarlamentari calabresi. La Statale 106 resterà, ancora per anni, fino alla prossima revisione della Rete TEN-T, inclusa nella rete Comprehensive (secondaria), tra Taranto e Catanzaro Lido. Resterà praticamente esclusa da Catanzaro Lido fino a Reggio Calabria. Inoltre, anche la parte inclusa nella rete Comprehensive potrà ottenere finanziamenti marginali per la realizzazione di interventi di manutenzione mentre sarà impossibile ottenere risorse per la realizzazione di nuove tratte ammodernate».

«Così – si legge in una nota – mentre la Regione Abruzzo oggi esulta e parla di risultato storico, guardando peraltro con ottimismo al futuro grazie anche ai «5 miliardi di euro per trasformare davvero la linea ferroviaria adriatica» che il Governo ha messo nella manovra di bilancio attraverso i fondi del Recovery Fund la Calabria jonica resta sempre più indietro rispetto all’Italia in termini di collegamenti infrastrutturali strategici per la sicurezza e lo sviluppo economico».

«Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – prosegue la nota – evidenzia l’ennesima occasione persa per la Statale 106 in Calabria e sottolinea le responsabilità politiche dei parlamentari calabresi a Roma e di quelli presenti a Bruxelles. Noi non rinunceremo ad informare i cittadini calabresi al fine di diffondere la verità e di far nascere una nuova consapevolezza: ogni intervento per la Statale 106 è possibile a patto che la classe dirigente politica calabrese al Governo inizi a fare il proprio lavoro con impegno invece di fare tutt’altro…».

Sulla questione è intervenuto l’europarlamentare Sofo, secondo cui «il Governo ha lasciato scadere i termini per la presentazione della proposta o che questa non sia stata presentata in modo adeguato e dunque sia stata rigettata».

«Una responsabilità – ha scritto Sofo – che ci chiarirà presto il commissario Valean al quale ho subito presentato un’ulteriore interrogazione per avere le motivazioni ufficiali di questa esclusione».

«D’altronde – ha proseguito – i ministri Enrico Giovannini e Mara Carfagna non hanno ancora dato risposta al sollecito fatto dal deputato Wanda Ferro all’indomani della risposta della Commissione europea, affinché Roma intervenisse tempestivamente presentando la richiesta di inclusione della SS106».

«Si tratta di un pesante schiaffo alla Calabria da parte del Governo – ha evidenziato – che lascia questa importante arteria stradale monca, privandola di un’importantissima opportunità, anche economica, per la messa in sicurezza e il potenziamento finalizzato a farne infrastruttura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto dItalia e d’Europa».
«Ancora una volta – ha concluso – si decide di condannare questo territorio, facendogli perdere sempre più terreno rispetto al resto della Nazione, come dimostra il fatto che altre aree d’Italia siano state invece inserite nella revisione del Ten-T. Peccato che senza uno sviluppo armonico, coordinato e integrale di tutti i territori meridionali non ci sarà mai uno sviluppo del Sud. E senza di esso, non ci sarà mai un ruolo da protagonista per l’Italia nel Mondo». (rrm)

L’OPINIONE/ Domenico Mazza: Parliamo di ammodernamento della SS 106 solo quando ci sarà davvero la copertura finanziaria

di DOMENICO MAZZA – Mi ha colpito molto la visione di un video relativo ad una recente conferenza stampa, tenuta a Trebisacce dai vertici di Anas, sullo stato avanzamento lavori del terzo megalotto Sibari-Roseto.

Nell’occasione, i Dirigenti dell’Azienda si sono soffermati ad illustrare la proposta di progetto del nuovo segmento stradale  tra Sibari e Corigliano-Rossano che dovrebbe sostituire, o meglio stralciare, parte del già ottavo megalotto.

Fin qui tutto bene. Non entro nel merito delle due proposte progettuali. Non sono un tecnico, pertanto vorrei evitare di esprimere un giudizio non avendo specifiche competenze in materia ingegneristica. Tuttavia, ritengo che il buon senso, in questi casi, rappresenti la via maestra da seguire ancor prima di farsi prendere da sussulti di pancia nell’uno e nell’altro caso.

Ad ogni modo, oggetto delle mie attenzioni sono le motivazioni addotte dai vertici Anas sulla non praticabilità di un tessuto stradale, completamente a 4 corsie, di tipologia B e fedele ai dettami europei, per una mancanza di flussi, lungo l’asse Crotone-Sibari.

Partendo dal presupposto che al 2018 i flussi veicolari transitati su alcuni punti del tracciato (area Salice, area Passovecchio) hanno superato finanche i flussi della A2, mal si comprende come, di colpo, tali flussi siano diminuiti. Forse sarebbe stato il caso di considerare che il problema legato ai vari lockdown non ha certo risparmiato la jonica. Ambito, oltretutto, colpito dal cataclisma pandemico più di altri nel territorio calabrese.

Così come, anche se fosse effettivo un naturale calo del transito questo non giustifica, a parità di diritti e doveri dei Cittadini jonici, la disparità di trattamento rispetto altre realtà, forse, più fortunate rispetto le nostre.

Non è pensabile, alle soglie del ’22, considerare l’unica area su cui giacciono i principali Asset del territorio Jonico (porti di Crotone e Corigliano-Rossano, scalo di Sant’Anna) alla stregua di una landa desolata e decontestualizzata da una visione d’insieme. È irriguardoso trattare, a mo’ di pezzenti col cappello in mano, le locali popolazioni pensando di accontentarle con improbabili messe in sicurezza fatte da rotonde, guardrail e catarifrangenti ad un strada che è diventata l’emblema della vergogna di uno Stato iniquo, disattento e colpevole.

Senza considerare che le aree retroportuali e aeroportuali delle due Città dell’Arco Jonico sono state inserite nella ripartizione della Zes regionale. Aree, queste, soggette a sgravi fiscali per le imprese che intenderanno allocare le loro attività produttive in tali perimetrazioni. È inimmaginabile una progettualità di tale tipo e poi non fornire il territorio di un necessario anello di collegamento infrastrutturale, moderno, efficiente e veloce.

È come offrire a qualcuno in dono un’abitazione, inibendone l’allaccio delle utenze a tempo indeterminato. Un completo buco nell’acqua. Uno sperpero di denaro, senza una resa reale in termini di aumento della offerta di lavoro con conseguente appagamento della domanda.

Mi chiedo, ancora, se qualcuno si è posto il problema di quali potrebbero essere i futuri flussi lungo la statale, se il progetto Air cargo Jonica Airways dovesse decollare. Da quanto sembra diversi imprenditori del Metapontino e della Sibaritide sarebbero, a giusta ragione, interessati ad un’idea che permetta loro di inviare merci a destinazione in un intervallo di tempo minore rispetto a quello impiegato con il trasporto su gomma. Oltretutto, con un risparmio imponente circa la spese di gestione. Qualora questo dovesse verificarsi, notevoli incrementi di traffico da autoarticolati si riverserebbero dall’area dell’Alto Jonio verso l’Hub di Sant’Anna. Imponenti mezzi di locomozione colmi di prodotti agroalimentari da destinare, previo spedizioni aeree, ai principali mercati nazionali ed europei, potrebbero invadere la succinta carreggiata della statale ingessandone, ancor di più, il già lento e pericoloso percorso.

Ed allora si smetta di trattare lo Jonio come se fosse abitato da persone con l’anello al naso. Ciò che, oggi, necessita per l’area è una riappacificazione territoriale che veda in campo tutti gli attori istituzionali coinvolti. Dalle Amministrazioni comunali ai Parlamentari nazionali e regionali, agli Enti di rappresentanza, ai Sindacati ed alle Classi imprenditoriali, ognuno per sua parte, si dovrà concertare un processo di sviluppo armonioso per iniziare, con sussidiarietà, a costruire il domani.

Esprimere felicitazioni per progetti monchi e smembrati da una visione globale di territorio, oltretutto ad oggi privi di una reale copertura economica, pertanto aleatori, — lo dico tanto ai Crotonesi quanto ai Sibariti — non migliorerà le dinamiche evolutive dell’area.

Prossimamente la Regione Calabria avrà l’obbligo di spendere (non impegnare) circa due miliardi dei fondi europei (non spesi) del settennio 2014-2021. Dovrà farlo entro 24 mesi, rendicontando a fine 2023. Inoltre dovrà programmare la spesa delle spettanze dei prossimi sette anni. Ed ancora, la Ministro per il Sud si è impegnata a garantire due miliardi per la Statale 106.

Non perdiamo tempo ad arrovellarci nella progettualità di operette frazionate e funzionali solo alle esigenze dei centralismi. Ragioniamo in grande. Eleviamo le menti. Partoriamo progetti di valenza e portata europea. Ma soprattutto facciamolo quando ci sarà la reale copertura finanziaria. Farlo adesso significa solo parlare d’aria fritta.

A quel punto, sarà necessario pianificare un intervento coerente, unico ed omogeneo, tra Sibari e Catanzaro Lido che non contempli altre possibilità all’infuori di una strada di tipo B (a doppia carreggiata per l’intero percorso), così come prescritto dalle normative europee in materia di attraversamenti corridoi Tent-T.

È un diritto del territorio. È l’anelito alla libertà di un Popolo. È la speranza di un rinnovato concetto di mobilità da riconoscere a chi, per troppo tempo, è stato lasciato in una condizione di degrado infrastrutturale. È il lascito alla future generazioni, per non condannarle ad essere i nuovi migranti del Mondo 4.0. (dm)

Basta Vittime sulla 106: La Statale 106 in Calabria è tra le strade più pericolose d’Italia

La Statale 106 Jonica in Calabria è tra le strade extraurbane più pericolose d’Italia. È quanto ha rilevato L’odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 sui dati sull’incidentalità dell’Aci – Automobile Club d’Italia per il 2020,  dove viene evidenziato che la vera diminuzione di incidenti stradali c’è stata proprio lo scorso anno, a seguito delle restrizioni durante il lockdown che ha conseguentemente limitato gli spostamenti.

«Nonostante la notevole diminuzione di incidenti stradali – dice l’Odv – dovuta alle misure di contenimento della pandemia Covid-19, la situazione sulle strade italiane sembra essere nuovamente peggiorata, anche se bisogna dire che le morti rapportate agli incidenti stradali sono molte di meno. Questa tendenza, purtroppo, non riguarda però la Statale 106 “Jonica” in Calabria che invece fa registrare nel 2020 incidenti e decessi in percentuale più alti rispetto al resto d’Italia nonostante vi sia stata comunque una diminuzione sia di incidenti (-37%), che di morti (-28%)».

La 106, infatti, è tra le più pericolose dopo la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Monza Brianza, la SS 207 Nettunense in provincia di Latina, la SP 227 di Portofino in provincia di Genova e l’Asse interurbano di Bergamo. La proiezione sul 2021 vede un dato generale in forte peggioramento rispetto al 2020 ma per avere un quadro preciso occorrerà attendere i primi mesi del 2022. Le categorie più esposte e le vittime della strada sulla Statale 106 sono quelle dei motociclisti e dei pedoni.

I dati dell’ACI, inoltre, ci consentono di osservare che i rilevatori di velocità, gli scout speed e le postazioni fisse per il controllo della velocità non hanno inciso in maniera significativa al decremento dell’incidentalità e della mortalità stradale.

«Il Comitato Scientifico dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – si legge in una nota – a tal proposito auspica che al più presto possa essere rafforzata la presenza delle Forze dell’Ordine sulla Statale 106 in Calabria. Con il passare del tempo si è accentuata l’assenza delle Forze dell’Ordine sulla “strada della morte” per via dei pensionamenti che hanno dimezzato gli organici».

«Oltre a ciò – continua la nota – ad incidere notevolmente sui dati, vi è la quasi totale assenza, negli ultimi due anni, d’investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria della Statale 106 in Calabria per effetto di una dirigenza della Struttura Territoriale di Anas Calabria per la quale l’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” da tempo chiede la rimozione».

«Mancano, inoltre – è stato rilevato – interventi di messa in sicurezza già programmati da anni: interventi di pavimentazione stradale, rotatorie nell’alto e nel basso jonio catanzarese, realizzazione di nuove tratte ammodernate con le 4 corsie e lo spartitraffico centrale. Preoccupa nella lettura dei dati la tendenza al peggioramento del fenomeno dell’incidentalità nei prossimi anni: se non saranno assunte iniziative urgenti le tragedie stradali saranno destinate ad aumentare». (rrm)

Basta Vittime sulla 106: Nemmeno dal quarto Cipess un centesimo per la Statale 106

Il Direttivo dell’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha reso noto che, nel corso del quarto Consiglio dei ministri, «non vi è alcuna traccia relativa ad interventi, finanziamenti o proposte che possano riguardare in qualsiasi modo la strada Statale 106 in Calabria».

Il Consiglio, riunitosi nella giornata del 28 ottobre, in merito al tema delle infrastrutture, attraverso una Delibera CIPESS ha approvato il parere sull’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario e relativo atto aggiuntivo relativo alla Tangenziale Est Esterna di Milano, ha approvato il progetto definitivo del Collegamento ferroviario con l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia a seguito delle determinazioni del Consiglio dei Ministri ed ha approvato il decreto di riparto del Fondo per le infrastrutture portuali.

«Quanto accaduto – spiega L’oDv – stride fortemente con i diversi annunci delle scorse settimane in cui la politica, attraverso i diversi autorevoli esponenti dei partiti al Governo, hanno promesso finanziamenti riguardarti la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria. Spiace, infine, dover constatare che, a circa un mese dalle scorse elezioni regionali, anche questa volta agli annunci della politica non siano succeduti i fatti».

«Il Direttivo dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”– prosegue la nota – continuerà ad informare correttamente e con serietà tutti i cittadini calabresi – come accade ormai da anni – i quali hanno il diritto, oltre la demagogia politica e la propaganda della “politica politicamente” che strumentalizza il tema della Statale 106 in vista delle elezioni regionali, di conoscere gli atti ufficiali, formali e sostanziali e le scelte del Governo italiano che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria».

«Ed è per questo motivo – conclude l’Odv – che continueremo senza sosta a rendicontare tutte le future sedute dei Consigli dei Ministri affinché tutti, nessuno escluso, possano finalmente avere contezza della verità». (rrc)

L’OPINIONE/ Fabio Pugliese: Sulla Statale 106 serve un ponte con la nostra coscienza

di FABIO PUGLIESE – Fino ad oggi, il 2021 ci consegna, purtroppo, l’ennesima triste e tragico bollettino sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria: 20 vittime. Anna Maria Concetta Cutuli di 64 anni, Kawsu Ceesay di 26 anni, Maria Mammone di 87 anni, Valentino Po’ di 80 anni, Altea Morelli di 17 anni, Raffale Misuraca di 19 anni, Vittorio Paone di 28 anni, Domenico Malacrinò di 55 anni, Ferdinando Marzano di 87 anni, Akrem Ajarì di 18 anni, Eleonora Recchia di 21 anni, Michela Praino di 20 anni, Francesco Cannistrà di 31 anni, Silvestro Romeo di 52 anni e la moglie Giusy Bruzzese di 45 anni, Antonio Costantino di 48 anni e Massimiliano Ceccarelli di 47, Alfredo Fregomeli di 46 anni, Cesarina Antonia Muto di 58 anni e Manuel Laganà di 22 anni.

Queste 20 vittime non sono solo numeri e non serve ricordarli solo per le statistiche.

Sono persone che avevano delle storie, dei sogni e, quindi, delle potenzialità che intendevano concretizzare e, infine, dei legami recisi con altre persone che oggi restano e soffrono per la loro scomparsa. Come possiamo dimenticare il dolore di Rosanna la mamma di Altea Morelli e di Daria la mamma di Raffale Misuraca? Come possiamo dimenticare il dolore di Pierluigi, il fratello di Vittorio Paone?

Come possiamo rimanere insensibili di fronte ai piccoli bambini di Eleonora Recchia che saranno costretti a vivere senza la mamma? Cosa dire di Francesco, 11 anni, che lo scorso 29 agosto ha perso il papà Silvestro Romeo e la mamma Giusy Bruzzese? Come possiamo dimenticare il dolore di Francesco e di Rossella, che oggi avrebbero dovuto festeggiare la laurea del 22enne Manuel Laganà?

A tutte queste storie dobbiamo unire quelle delle 87 persone che sulla Statale 106 hanno perso la vita negli ultimi 5 anni. E poi quelle di tutte le migliaia di persone che hanno lasciato la vita sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria prima di loro…

Inoltre, ci sono anche i feriti: di quelli non parla mai nessuno. Pensate, dal 1996 fino ad oggi, sono oltre 25.000 e, di questi, moltissimi hanno riportato danni fisici permanenti mentre molti altri i danni li conservano nella loro mente.

Dietro questi numeri ci sono delle persone: con le loro famiglie, le loro storie, i loro sentimenti, i loro sogni svaniti per sempre ma c’è anche una occasione persa per tutti noi. Perché nessuno di noi può immaginare cosa, ognuna di queste persone, avrebbe potuto dare alla nostra società e, quindi, cosa avrebbe potuto fare di buono per l’interesse generale.

Questi numeri, queste persone, queste possibilità mancate, dovrebbero farci riflettere tutti.

Io, per stimolare tutti ad una riflessione, ho 5 domande.

Quante vittime abbiamo avuto negli ultimi 5 anni sui 3.500 metri di ponte sullo stretto? Grazie al Ponte sullo stretto di Messina quante vite abbiamo risparmiato? E quanti soldi abbiamo speso per realizzare questo ponte? Quante volte noi di Reggio Calabria l’abbiamo percorso pagando il pedaggio per andare al mare in Sicilia evitando le lunghissime code estive sulla jonica per fare un bagno nell’area grecanica… ? Con quello che abbiamo spero per realizzare questi 3.500 metri di ponte quanti chilometri di Statale 106 avremmo potuto ammodernare?

Sia chiaro: io non sono contrario alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Però, non creso sia necessario un luminare per comprendere le ragioni per le quali è prioritario l’ammodernamento a quattro corsie con spartitraffico centrale su un tracciato ex novo della Statale 106 tra Reggio Calabria e Sibari piuttosto che il ponte sullo stretto di Messina…

Ecco perché non smetterò mai di insistere e di scrivere che prima bisogna pensare alle infrastrutture che possono salvare vite umane e poi dopo, solo dopo, a quelle che possono generare benessere economico e turismo (ammesso che i 3.500 metri di ponte sullo stretto riescano a raggiungere questo obiettivo…).

Voglio augurarmi che questa mia riflessione possa far riflettere tutta la comunità calabrese, i parlamentari eletti a Roma ed i loro segretari di partito. Perché continuare a non capire un fatto ovvio quanto importante può metterci tutti in una condizione molto difficile: quella di essere moralmente responsabili delle vittime future, che purtroppo ci saranno sulla Statale 106 e che, a leggere i numeri, rischiano di essere anche di aumentare di anno in anno.

E basta con questa storia che la colpa è di chi guida sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria! Perché questa è una infrastruttura inadatta a gestire gli attuali volumi di traffico, presenta centinaia di accessi fuori norma e non autorizzati, ha una manutenzione ordinaria e straordinaria mediocre e poi ha tanti, troppi altri ragini che la rendono di fatto una trappola perfetta… (fp)

[Fabio Pugliese è autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica e fondatore d ex presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”]

La sottosegretaria Nesci: La Statale 106 è strategica per la crescita della Calabria

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, rispondendo a una interpellanza urgente alla Camera, ha ribadito che «la Strada Statale 106 Jonica riveste importanza strategica nel quadro delle opere infrastrutturali per la Calabria: è un asse viario cruciale sia per la mobilità dei cittadini che per la connettività del sistema produttivo con i mercati italiani e internazionali».

Sono stati ammodernati, nella tratta calabrese, più di 100 chilometri. «Per i restanti interventi – ha aggiunto la sottosegretaria Nesci – lungo la SS 106 è stato nominato un Commissario straordinario che realizzerà il piano complessivo di riqualificazione dell’arteria sul tracciato calabrese, con la realizzazione di tratti con 2 o 4 corsie. Si tratta di 12 interventi con diversi livelli progettuali, che riguardano adeguamenti, messa in sicurezza, completamento di tratte stradali, manutenzioni e costruzione di nuovi tratti in variante in corrispondenza di centri abitati».

«In particolare – ha aggiunto – nei tratti stradali ove non è possibile l’adeguamento in sede, il tracciato viene spostato verso l’interno a servizio principalmente della lunga percorrenza, lasciando la statale esistente – sulla quale verranno migliorate le condizioni di sicurezza – come strada di smistamento tra i centri urbani della costa. Questo tipo di intervento interessa circa 52 km ubicati tra Sibari e Crotone».

Ma è in corso di valutazione, ha ricordato la Sottosegretaria, «anche l’ipotesi di realizzare un collegamento a 4 corsie con sezione stradale di tipo B, doppia carreggiata, due corsie per senso di marcia e svincoli a livelli sfalsati, tra Sibari e Crotone di estesa pari a circa 105 km ed è in fase di avvio la progettazione di fattibilità di un’ipotesi di itinerario in variante, sempre con sezione stradale di tipo B, tra Crotone e Catanzaro, per un’estesa pari a 52 km circa».

«Tra Catanzaro e Reggio Calabria, infine – ha spiegato – si procederà ad adeguare la sezione della strada esistente a quella prevista dalla vigente normativa, provvedendo alle rettifiche di tracciato; questa tipologia di intervento riguarderà circa 10 km di varianti agli abitati e collegamenti con la costa, quali la variante di Caulonia, il raddoppio della variante di Palizzi e la bretella di Gerace, oltre alla messa in sicurezza di tratti esistenti».

Altre progettazioni sono in fase di avvio. Questo piano, complessivamente, «punta a massimizzare la resa degli investimenti, con l’obiettivo di migliorare gli standard di servizio, innalzare il livello di sicurezza con costi e tempi sostenibili, riducendo al contempo l’impatto ambientale dell’infrastruttura e determinando una ricaduta economica immediata sul territorio».

Del resto, proprio recentemente, in un allegato al Def 2021, sono state avanzate proposte di aggiornamento e modifica della rete Ten-T, la rete dei corridoi europei. Tra le sei priorità nazionali c’è quella dell’inclusione “«della sezione stradale SS Jonica nella rete di rango Comprehensive».

«Si tratta di una proposta che, in coerenza con gli obiettivi europei – ha concluso – contribuirà al miglioramento dell’accessibilità calabrese, che è fondamentale per i collegamenti intraregionali, interregionali e internazionali, ed al miglioramento della sicurezza stradale, rafforzandone così il ruolo di coesione sociale, economico e territoriale». (rrm)

Basta Vittime sulla Strada 106: Dal Governo nemmeno 1 centesimo per la Statale 106 in Calabria

Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha reso noto che, nel secondo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi non vi è alcuna traccia relativa ad interventi, finanziamenti o proposte che possano riguardare in qualsiasi modo la strada Statale 106 in Calabria.

«Il Consiglio dei Ministri – si legge in una nota – in merito al tema delle infrastrutture, nella seduta di ieri, attraverso una Delibera CIPESS ha dato parere favorevole, ha autorizzato l’utilizzo delle risorse, già disponibili, per circa 538,42 milioni di euro, rinvenienti da contributi residui su fondi già assegnati al Modulo sperimentale elettromeccanico per la salvaguardia della Laguna e della città di Venezia (Mose), per interventi di completamento del sistema Mose, di compensazione ambientale e paesaggistici, di ripristino, migliorativi e di verifica tecnica di alcune parti dell’opera già completate, nonché delle attività di manutenzione, le attività della prima fase di avviamento e di prosecuzione della salvaguardia della laguna».

«Informative importanti – continua la nota – sono state all’attenzione del Cipe seppure non hanno comportato l’adozione di una delibera sullo stato di avanzamento del quadruplicamento della linea ferroviaria Verona-Fortezza, nell’ambito dell’asse ferroviario Monaco-Verona: accesso sud alla galleria di base del Brennero”, per il quale sono state richieste informative periodiche al Comitato sullo stato di avanzamento dell’opera al fine dell’accelerazione realizzativa; sulla Linea ferroviaria Pescara – Bari: raddoppio della tratta Termoli – Lesina – progetto definitivo del lotto 2 Termoli – Ripalta”; sul progetto definitivo del Collegamento ferroviario con l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia, che sarà sottoposto per l’approvazione alla prossima seduta del Comitato».

«Il Direttivo dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – conclude la nota – continuerà ad informare correttamente e con serietà tutti i cittadini calabresi – come accade ormai da anni – i quali hanno il diritto, oltre la demagogia politica e la propaganda della “politica politicamente”, di conoscere gli atti ufficiali, formali e sostanziali e le scelte del Governo italiano che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria ed è per questo motivo che continueremo senza sosta a rendicontare tutte le future sedute dei Consigli dei Ministri affinché tutti, nessuno escluso, possano finalmente avere contezza della verità». (rcz)