Saccomanno (Lega): In arrivo oltre 41 mln per il Tpl in Calabria

Il commissario regionale della Lega, Giacomo Saccomanno, ha annunciato che sono in arrivo oltre 41 mln di euro per il trasporto pubblico locale in Calabria.

«Questo è il risultato – ha spiegato – di un’intesa sancita ieri in Conferenza Unificata, che garantirà risorse fondamentali per migliorare il servizio pubblico e la vita dei cittadini calabresi».

«Inoltre, è stato annunciato che il saldo sull’ammontare del riparto tra le regioni a statuto ordinario per il trasporto pubblico locale e ferroviario è di 1 miliardo di euro – ha proseguito –. L’intesa sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in collaborazione con il Ministro dell’economia e delle finanze, prevede la ripartizione definitiva di 5.034.130.338,00 euro tra le regioni. Il Fondo Nazionale Trasporti copre circa il 75% del fabbisogno di parte corrente del settore del TPL, inclusi i corrispettivi dei contratti di servizio stipulati dalle aziende che operano sul territorio delle regioni. Questo annuncio è stato fatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». (rcz)

NELLE INFRASTRUTTURE LA CALABRIA NON
È COMPETITIVA: IL GAP È SEMPRE PIÙ GRAVE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria non è competitiva a livello infrastrutturale. Non è una novità ma, a certificare questo pesante gap, il recente Rapporto dell’Osservatorio di Confcommercio Trasporti presentato all’8° Forum Conftrasporto-Confcommercio, assieme a uno studio sulle infrastrutture realizzato da Svimez per Conftrasporto.

La nostra regione, infatti, ha perso cinque posizioni rispetto al 2019, posizionandosi 139esima con un modesto 73,8. Un dato che deve far preoccupare, se si considera che l’indice di competitività delle regioni europee è un indicatore di benchmark europeo basato sul criterio di funzionalità delle reti. Esso, infatti, misura l’accessibilità alle infrastrutture, la capacità di ridurre le distanze effettive per spostamenti di persone e merci piuttosto che la pura dotazione.

Si tratta, dunque, dell’ennesima dimostrazione del grande limite, a livello infrastrutturale, di cui la Calabria è “vittima”. Strade difficili da percorrere, aree interne sempre più isolate e pochi collegamenti con i treni. Un insieme di criticità che, nel loro insieme, delineano un quadro sconfortante. Nè deve consolare che, nel report, l’Italia stessa, rispetto al 2019, ha perso quattro posizioni.

Nella sua relazione il direttore della Svimez, Luca Bianchi, ha parlato di una «sotto-dotazione al Sud e di una congestione al Nord».

«In rapporto alla superficie, la dotazione del Sud è superiore al Centro-Nord per strade di interesse nazionale (13,2 km/100 km2, 6,5 per il Nord e 9,3 per il Centro), allineata per strade regionali e provinciali, ma molto inferiore per rete autostradale (1,87 km/100 km2, 3,29 al Nord e 2,23 al Centro)».

«Fanno relativamente meglio Campania, Abruzzo, Molise (non per autostrade), Puglia e Sicilia. Sottodotate Sardegna (nessun km di autostrada) e Basilicata (autostrade marginali)», ha detto ancora Bianchi, tornando a parlare del divario Nord-Sud: «c’è una sottodotazione di binari nel Mezzogiorno, specialmente nell’alta velocità».

Nel Mezzogiorno, infatti, sono solo stati sviluppati 5.717 km su una lunghezza complessiva dei binari di 7.528 km contro gli 11.046 km sviluppati nel Centro-Nord e i 16.032 km di binari. Male anche nell’alta velocità: al Sud ci sono solo 181 km, di cui il 21,4% sono linee fondamentali e linee di nodo, mentre il 58,1% è la rete elettrificata e il 31,7% p la rete a doppio binario. Inutile dire che, al Centro Nord, i valori sono ben superiori. Solo per citarne una, al Centro Nord l’80% della rete è elettrificata.

Solo la Campania, ha rilevato Bianchi, si avvicina agli standard del Nord. Il resto delle regioni, invece, evidenziano un grave gap infrastrutturale che, invece di diminuire, si allarga.

Per il direttore della Svimez è necessario una inversione di rotta. E, per farlo, si potrebbe valutare la «regionalizzazione» catene del valore in continuità con le risposte osservate durante la pandemia, ossia:  ripiegamento della globalizzazione e reshoring/nearshoring internamente all’EU (automotive, settori high-tech); Aumento degli scambi intraeuropei».

Nella sua analisi, Bianchi ha evidenziato come «fatta eccezione per l’asse Italia–Svizzera, la magior parte delle merci viene movimentata con il trasporto stradale. Al confine con l’Austria, inoltre, passa circa il 40% del traffico merci che entra ed esce dal Nord-Europa». Per il direttore della Svimez, dunque, sarebbe auspicabile uno shift modale gomma-ferro e l’apertura di altri passaggi, come autostrade del mare.

Bianchi, poi, rilancia il potenziale del traffico marino che, dopo il calo generalizzato a causa della pandemia, è tornato ai livelli pre-covid.

Nel 2022, infatti, per i cargo mare ha raggiunto i 490 milioni di tonnellate, con 380 mld di euro, un 36% totale movimentato di merci, un +11% rispetto al 2019 e, non meno importante, un +2% rispetto al 2021, con un +1,1% nel Mezzogiorno e 2,7% nel Centro Nord.

Per quanto riguarda i cargo mare Ro-Ro (ossia i cargo rotabili), si sono calcolati cira 120 milioni di tonnellate (+57,2% rispetto al 2009, -1,4% rispetto al 2021 di cui: -5,4% nel Mezzogiorno e +3,1% nel Centro Nord); per i cargo mare container, invece, 119,5 milioni di tonnellate, con un +26,7% rispetto al 2009, +2,2 % rispetto al 2021 di cui: +4,9% nel Mezzogiorno e -0,1% nel Centro Nord).

Il buon andamento delle merci movimentate nei container è stato possibile anche grazie all’exploit dello scalo di Transhipment di Gioia Tauro.

Spazio, poi, alla “vecchia” Zes, per cui sono previsti 630 mln che si aggiungono all’1,2 mld che il Pnrr riserva a interventi sui principali porti del Mezzogiorno. Con questi fondi, si dovrebbe intervenire sul collegamento di “ultimo miglio”, digitalizzazione e potenziamento della logistica, urbanizzazioni green e lavori di efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali e nelle aree industriali appartenenti alle ZES; potenziamento resilienza e sicurezza per l’accesso ai porti. Ma qual è il problema? Che c’è una frammentazione eccessiva degli interventi. Per fare un esempio, in Calabria, sulla Jonica sono previsti 108,1 mln di euro, ma sono previsti solo due interventi per l’ultimo miglio, 7 per la logistica e nessuno per la resilienza dei porti, mentre per tutta la regione, invece, oltre a essere previsti 11,7 mln, sono programmati 7 interventi sull’ultimo miglio, nessun intervento per la logistica e solo 3 per la resilienza dei porti. La Sardegna, per citare un altro caso, prevede solo un intervento per l’ultimo miglio e un importo di solo 10 milioni, mentre la Campania, invece, ha ben 136 milioni e 10 interventi, tra ultimo miglio (5) e logistica (4).

Una frammentazione che, in teoria, si dovrebbe risolvere con la Zes Unica (che entrerà in vigore a gennaio 2024). Bianchi, dunque, suggerisce le condizioni per rendere efficace questo strumento per il Sud e il Paese, ovvia con la fiscalità di vantaggio e la sburocratizzazione e un piano strategico.

Nel primo caso, si tratterebbe di introdurre un credito di imposta investimenti, proroga della decontribuzione Sud e lo sportello unico, che potrebbe rappresentare un’occasione per rendere le tempistiche più omogenee tra i territori. Per quanto riguarda il piano strategico, si devono definire le priorità produttive e specializzazioni strategiche, esaltare le specificità produttive, valorizzare i legami funzionali e strategici con le infrastrutture, come i porti collegati alla rete Ten-T.

In questo modo, si può rendere «il Mezzogiorno attrattivo per investimenti e talenti», realizzare una «logistica meridionale integrata nel sistema Paese e internazionale» e, infine, una «integrazione del Mezzogiorno e del Paese nelle filiere strategiche europee».

Bianchi, poi, fa il punto sullo stato dell’arte sugli interventi infrastrutturali per i trasporti: Infrastrutture di trasporto prioritarie: costi per 131 miliardi (Relazione su stato di attuazione, 2022); Finanziamenti acquisiti (101 miliardi) e Fabbisogni residui (29.5 miliardi) e quasi il 75% delle risorse destinate alle infrastrutture ferroviarie. 

Da questi dati, è emerso un forte ritardo del Mezzogiorno: il 56% delle opere, infatti, sono ancora in stato di progettazione contro le 36% del Centro Nord. Ci sono, poi, pochi lavori in corso: sono il 13% contro il 34% del Centro Nord.

Spazio, poi, al Ponte sullo Stretto, il cui costo sarà di circa 15 miliardi. Esso dovrebbe prevedere 2560 mila addetti in 7 anni, con una media di 40 mila all’anno), 35,5 mld di produzione e 14,6 mld di valore aggiunto (10,4 mld al Sud, ossia il 3,4% del Pil) e 4,2 mld al Nord, con lo 0,26% del Pil).

Nonostante questi numeri, il direttore Bianchi ricorda le criticità geologiche e tettoniche per realizzare l’infrastruttura:

  • Attesa completamento dell’AV  Palermo-Messina e Reggio Calabria/Salerno per il collegamento con Roma (Roma-Palermo: 7 ore tot.)
  • Sostenibilità ambientale: 2 Zone di Protezione Speciale: Costa Viola (RC) e Monti Peloritani (ME); 11 Zone Speciali di Conservazione (possibile violazione direttiva Comunitaria Uccelli/impatti sull’ecosistema marino)
  • Sostenibilità economica: costo superiore dall’AV Torino-Milano e triplo del Fondo nazionale TPL che finanzia trasporto su gomma e ferro

Importante, poi, il ruolo delle politiche. Servono, infatti, «azioni di policy tese a potenziare la dimensione quantitativa e qualitativa delle infrastrutture nel Paese hanno un valore strategico fondamentale, consentendo di: 

  • raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e 2050: trasferire il 30% del traffico stradale (> 300 km ) su modalità alternative (il 50% nel 2050); Green Deal | Fit for 55, col taglio 55% emissioni / riduzione del 47,2% delle emissioni nel settore dei trasporti italiano
  • migliorare la dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno, quale pre-condizione per promuovere un percorso di sviluppo industriale lungo le nuove direttrici strategiche: green e digitale
  • sostenere grandi opere di collegamento ma solo coerentemente a un progetto infrastrutturale sistemico per tutto il Paese (collegamenti interni e attenzione alle aree marginali)
  • ridurre la pressione sulle infrastrutture del Nord (specialmente sui valichi) che presentano elevate criticità sotto il profilo della saturazione e, a questo proposito, sono auspicabili azioni di potenziamento (seconde canne per Monte Bianco e Frejus) e potenziamento della dotazione ferroviaria per promuovere lo shift modale gomma-ferro
  • sfruttare il potenziale del «mare»:  le rete ferroviaria presenta vincoli strutturali (in termini di capacità di trasporto). Le autostrade le mare possono rappresentare una soluzione complementare allo shift gomma-ferro, nonché un settore economico di interesse e di traino per l’economia del Mezzogiorno. 

«I dati evidenziano come sia urgente investire in infrastrutture, e mettono in luce il divario tra Sud, con un difetto strutturale di connessioni, e il Nord Italia, con un alto indice di saturazione, soprattutto in relazione ai valichi – dichiara il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo –. La situazione che emerge, ancora una volta, dimostra come sia stato sbagliato, nelle scelte compiute in passato, non aver finanziato le infrastrutture fisiche stradali.  Per quanto riguarda il Pnrr, è positivo, necessario, aver previsto fondi significativi per la ferrovia, ma la mobilità delle merci e del Paese deve utilizzare il sistema infrastrutturale in maniera integrata: è controproducente aver lasciato autostrade e aeroporti fuori dalla programmazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza». (ams)

 

Due nuovi servizi Italo per raggiungere la Calabria

Italo, grazie ai servizi intermodali in connessione con Itabus, aumenta la sua offerta per la Calabria.
Dal 14 dicembre, raddoppieranno da 2 a 4 i collegamenti giornalieri dedicati alla regione, con la comodità di un biglietto unico valido per treno e bus. In questo modo, le località di Sibari, Corigliano Calabro, Rossano, Crosia, Cariati, Cirò Marina e Crotone saranno connesse al network dell’Alta Velocità, con le città di Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Torino.

I 2 nuovi collegamenti saranno notturni, efficientando così i tempi di viaggio. Ci sarà un Itabus in partenza da Napoli Centrale (stazione di cambio tra treno e bus) alle 00:40 (collegato con il treno proveniente da Torino delle 17:20) che sarà a Sibari alle 4, a Corigliano Calabro alle 4:25, a Rossano alle 4:45, a Crosia alle 5:10, a Cariati alle 5:35, a Cirò Marina alle 6:05 e terminerà la corsa alle 6:45 a Crotone. Per chi vorrà partire dalla Calabria, invece, sarà possibile prendere il bus delle 22:35 da Crotone (23:15 da Cirò Marina, 23:45 da Cariati, 00:10 da Crosia, 00:30 da Rossano, 00:50 da Corigliano Calabro, 1:15 da Sibari) per arrivare a Napoli Centrale alle 4:40, da dove prendere Italo delle 5:14 verso Torino.

«La Calabria è una regione che ci ha sempre dato grandi soddisfazioni. È servita sia dai nostri treni che dai nostri bus e ha sempre risposto positivamente alle proposte di Italo. Abbiamo deciso di raddoppiare i collegamenti per consentire di spostarsi anche nella fascia notturna, mettendo in collegamento il territorio con l’Alta Velocità» afferma Fabrizio Bona, Direttore Commerciale di Italo. (rrm)

Firmata convenzione per biglietto integrato per mobilità nello Stretto

È stata firmata la convenzione che dà vita al biglietto unico integrato per la mobilità dello Stretto. La firma tra Atam, Atm, le società che gestiscono rispettivamente il trasporto pubblico su terra a Reggio Calabria, Messina e Liberty Lines che gestisce il servizio di trasporto marittimo nello Stretto, apre una pagina nuova e positiva per lo sviluppo delle due aree metropolitane.

La convenzione è stata sottoscritta, a Messina, dai rappresentanti delle tre aziende, al termine del Tavolo tecnico, convocato dall’Ammiraglio Nunzio Martello e riunitosi all’Università degli Studi, che ha fatto il punto sullo stato del progetto di trasporto integrato. L’atto, per la sua importanza e valenza storica, ha registrato la presenza del sindaco facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, del consigliere metropolitano delegato, Giuseppe Giordano. In collegamento online è intervenuto, anche, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini.

Le premesse della convenzione sul biglietto unico integrato, partono dal reciproco intendimento di attivare tutte le azioni volte ad incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico nelle due città di Reggio Calabria e Messina da parte dei numerosi pendolari, e non solo, che si spostano fra le due città affacciate sullo Stretto. La completa integrazione avviene con il mezzo di trasporto marittimo. Ci sarà quindi un unico biglietto, valevole sia per Atam, Atm e Liberty Lines che al prezzo di 7 euro a tratta, consentirà l’utilizzo dei rispettivi mezzi per spostarsi tra le due sponde dello Stretto.

La convenzione, in questa prima fase sperimentale, avrà una durata di tre mesi, fino al 31 dicembre 2023, con la possibilità di attivare una seconda fase che garantisca all’utenza ulteriori servizi. I biglietti saranno disponibili in formato elettronico ed inviati sia email e/o sms al passeggero. Sarà Liberty Lines, per conto di Atam e Atm, ad occuparsi dell’emissione del biglietto integrato.

Per il consigliere metropolitano Giordano: «con la sottoscrizione della convenzione, si mette a segno un tassello fondamentale per la costruzione del processo di integrazione, tra le due sponde in direzione dell’area dello Stretto, lo sforzo delle ultime settimane compiuto dal tavolo tecnico, con la Città metropolitana che ha fatto da collante tecnico tra le Aziende di trasporto pubblico delle due Città e il vettore marittimo, ha fatto sì che si raggiungesse, nei tempi previsti, questa prima tappa di un processo più ampio».

«Adesso – ha aggiunto – bisognerà lavorare per consolidare questo risultato e per le altre sfide, al fine di agevolare l’attraversamento anche per allargare il bacino di utenza dell’aeroporto dello Stretto anche all’utenza messinese. Per questi primi traguardi raggiunti particolare merito va all’Ammiraglio Martello che sta sapientemente coordinando l’organismo tecnico».

Per Versace «è il raggiungimento di un obiettivo programmato e inseguito da tempo e che ora concludiamo grazie alla nostra caparbietà di mettere attorno ad un tavolo tutti gli Enti coinvolti».

«L’ammiraglio Martello – ha aggiunto – è stato fondamentale sotto questo aspetto, riuscendo a venire incontro a tutte le esigenze dei partner. È un risultato importante sia per il territorio calabrese e reggino che per quello messinese, si tratta di uno dei risultati più tangibili che può concretamente essere toccato con mano dai nostri concittadini dello Stretto».

«Rendere più agevole e funzionale la mobilità tra le due città, ma più in generale nell’area dello Stretto – ha evidenziato Versace – significa anche poter sviluppare maggiormente il flusso passeggeri dell’aeroporto “Tito Minniti” in maniera più semplice e funzionale. Pensando oltre, i reggini e i messinesi avranno la possibilità di poter godere delle rispettive attrattive, dal teatro, allo shopping, al tempo libero, potendo avere a disposizione non solo un biglietto unico di trasporto, ma anche orari più consoni».

«In una stagione nella quale si parla sempre più spesso di attraversamento stabile dello Stretto – ha concluso – le nostre Istituzioni, oggi, hanno dato dimostrazione di poter offrire valide alternative». (rrc)

Il PD Calabria: Ingiusti e inspiegabili i tagli a infrastrutture al Sud

Il Pd Calabria ha denunciato il «nuovo e incomprensibile taglio alle risorse destinate al Sud da parte del governo nazionale che continua a dare copertura alle azioni della Lega che palesemente vuole spaccare il Paese».

Il Governo, infatti, ha rimodulato delle risorse già stanziate per i trasporti, che fanno diminuire di 2,5 miliardi il budget per le infrastrutture su rotaia per le Regioni meridionali, dirottandoli al Nord.

«Bene hanno fatto i deputati del Pd – prosegue la nota del gruppo dem di palazzo Campanella – a depositare un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni al governo e a stigmatizzare il blitz messo in atto dai ministri leghisti Salvini e Giorgetti. I nuovi tagli sono inaccettabili anche perché le risorse erano già destinate a completare infrastrutture fondamentali in tutto il Centro-Sud e, per quel che riguarda la Calabria, sarebbero stati utilizzati per il completamento dell’elettrificazione della tratta  Catanzaro Lido-Reggio Calabria. Opere che si attendono da anni e che adesso, per motivi non precisati, rischiano di essere nuovamente bloccate con i conseguenti danni per i cittadini».

«Salvini e la Lega farebbero meglio a rispondere concretamente su queste vicende e illustrare come si procederà a recuperare i finanziamenti decurtati – afferma ancora il gruppo dem – invece di agitare lo specchietto per le allodole costituito dal Ponte sullo Stretto, mentre proseguono il lavoro per l’Autonomia differenziata che avrebbe conseguenze disastrose per l’intero Mezzogiorno. Anche noi chiederemo al governo regionale chiarimenti in merito a quanto avvenuto e, in particolare, per quel che riguarda la Calabria rivolgendo anche il nostro appello al presidente Occhiuto affinché si attivi per evitare un’ulteriore beffa, visti i ritardi già accumulati per il completamento dell’elettrificazione della tratta  Catanzaro Lido-Reggio Calabria. Lavori che, secondo quanto stabilito da un precedente accordo con Rfi firmato dal governo regionale allora guidato dal centrosinistra, dovevano essere ultimati entro il 2023». (rrc)

Trasporti, Italia Viva incontra l’assessore regionale Emma Staine

Nei giorni scorsi una delegazione di Italia Viva, guidata dalla coordinatrice di Cosenza, Nunzia Paese, ha incontrato l’assessore regionale ai Trasporti, Emma Staine.

Italia Viva, infatti, per organizzare al meglio l’attività politica sul territorio, ha dato vita ad una serie di Coordinamenti tematici che hanno impegnato i militanti nell’elaborazione di proposte e soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita dei cittadini iniziando a mettere mano al sistema dei trasporti e della mobilità urbana con l’obiettivo di efficientare i servizi alle persone – pendolari e viaggiatori – e dare  nuova linfa a commercio, turismo e ad un più generale piano di espansione economica.

Le proposte di cui Italia Viva si è fatta portavoce e promotore, a carattere prevalentemente organizzativo, sono idee concrete che possono essere attuate in tempi relativamente brevi e senza bisogno di impegnare grosse risorse economiche:

Piattaforma regionale unica integrata per orari e percorsi dei Trasporti ferroviari e autoservizi; Ampliamento del numero delle corse ferroviarie sulla tratta Cosenza – Paola in relazione alle esigenze esposte dai pendolari con riferimento soprattutto alle ore serali; Ottimizzazione dei collegamenti Cosenza – Unical. I servizi su questa tratta risalgono agli anni 90 e, da allora, l’unico progetto, poi abortito, è stato quello della  Metropolitana leggera. L’importanza strategica dell’Unical e la necessità di integrare l’area urbana di Cosenza con il comprensorio che ruota attorno all’Università della Calabria per consentire a persone e studenti di muoversi velocemente e senza auto, impone un incremento strutturale dei servizi di mobilità su questa fascia; Un primo intervento per migliore il collegamento Cosenza – Unical passa dalla realizzazione del Passante ferroviario da piazza Matteotti attraverso la sede delle Ferrovie della Calabria per congiungere l’Unical a Settimo, con fermate e collegamenti a pettine sul territorio.

E ancora, un piano di mobilità che si rispetti non può non coinvolgere l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme che, al momento, è collegato con l’area urbana cosentina in modo largamente insufficiente e con gravi carenze sotto il profilo informativo e pubblicistico; Incremento della quantità e qualità dei collegamenti attraverso treni Interregionali lungo le direttrici Salerno – Napoli e Taranto – Puglia che adesso sono garantiti da due miseri treni inter-city giornalieri.

Realizzazione di un sistema di tipo Metropolitano lungo la costa tirrenica e ionica, con fermate frequenti e modalità organizzative di tipo tipicamente metropolitano capaci di sostenere l’incremento turistico e lo sviluppo del territorio fino ad oggi frenati dalla congestione della SS18. Rimodernare e implementare il collegamento lungo la direttrice Cosenza – Sibari aggiungendo alle fermate di Torano e San Marco anche Mongrassano e Montalto Uffugo. Aprire la biglietteria di Scalea almeno nel periodo estivo significherebbe offrire un servizio minimo ad una popolazione prevalentemente turistica che, in quei mesi, raggiunge anche i 100mila residenti.

«Un’attenzione che non va limitata al territorio dell’Alto tirreno cosentino – si legge in una nota –ma occorre applicare ai collegamenti ferroviari e alle autolinee di tutte le località turistiche della regione: dal Pollino allo Stretto. Le proposte di Italia Viva si pongono nel segno della sostenibilità ambientale: l’utilizzo dei mezzi pubblici limita parecchio l’uso delle automobili e questo ha innegabili effetti benefici sull’inquinamento ambientale e impatta inoltre positivamente limitando i rischi connessi agli incidenti stradali».

«Nei mesi scorsi – viene ricordato – la Regione Calabria ha fornito alle aziende di trasporto Trenitalia e Autoservizi mezzi dotati delle tecnologie più moderne con cui è possibile abbreviare le percorrenze e rendere il sistema di mobilità più efficiente e funzionale. Nel corso della riunione, che si è svolta in un clima di condivisione e piena cordialità, l’assessore Staine ha dato evidenza di una serie di azioni già avviate e in fase di studio con l’obiettivo di gestire al meglio il trasporto regionale calabrese e gettare le basi per recuperare il gap che si è accumulato in oltre trenta anni di disservizi e inefficienze».

«Le problematiche sono di per sé molto complesse e aggravate dalle peculiarità geografiche e dall’estensione del territorio calabrese – viene evidenziato da Italia Viva –. Tuttavia – è stato il monito dell’assessore ai Trasporti – il lavoro è stato avviato e le innovazioni non tarderanno a raggiungere i calabresi e a dispiegare evidenti benefici. Italia Viva, nella consapevolezza della difficoltà del lavoro portato avanti dal presidente Occhiuto e della giunta regionale nel recuperare ritardi vecchi di decenni, conferma una linea improntata alla responsabilità e a sostenere le azioni di riforma  intraprese su Trasporti, Ambiente, Mare pulito e Sanità che presto inizieranno a dispiegare i loro benefici effetti».

«In merito, sono già in programma ulteriori iniziative politiche pianificate dal coordinamento di Italia Viva – conclude la nota – per contribuire ad una energica azione di riforma e cambiamento negli altri settori di preminente interesse collettivo. (rcz)

Mobilità ferroviaria, Straface: Valutare sostenibilità delle corse nell’Alto Jonio Cosentino

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha inviato una lettera all’assessore regionale ai Trasporti, Emma Staine, per verificare «se sussistano le condizioni per rivedere il contratto di servizio con Trenitalia e valutare la possibilità di includere anche l’Alta Sibaritide».

«A breve – ha ricordato – inizieranno a viaggiare sulla linea ferroviaria jonica i treni ibridi “Blues” che la Regione ha acquisito in un numero di 13 convogli da immettere sulla rete ferroviaria entro il 2024. Tutto ciò grazie all’azione del governo regionale a cui l’assessore ai Trasporti, Emma Staine, ha impresso una forte e decisiva accelerazione dopo una serie di ritardi legati alle consegne dei nuovi convogli in tutta Italia».

«Sgombrato il campo sui dubbi legati all’impiego dei nuovi treni a trazione elettrica, a batteria e termica sin dalle prossime settimane sulle tratte Sibari-Reggio Calabria e sulla trasversale Catanzaro-Lamezia Terme, cogliendo e riverberando le istanze della popolazione e degli amministratori locali dell’importante bacino dell’Alto Jonio cosentino, ho scritto una lettera all’assessore Staine per chiederle se sussistano le condizioni per la revisione del contratto di servizio con Trenitalia e valutare la possibilità di includere anche quei territori che vantano, tra l’altro, la linea già elettrificata», ha spiegato la consigliere regionale.

«Nell’Alto Jonio cosentino gravita una popolazione di circa cinquantamila abitanti che d’estate triplica o quadruplica. Questi numeri – ha proseguito Pasqualina Straface – potrebbero bastare per inaugurare nuove stagioni del trasporto pubblico, anche locale, considerando le migliaia di pendolari tra cui gli studenti. La forte vocazione turistica, a cui si aggiungerà l’utenza per un’attrazione, quale sarà il parco marino della Secca di Amendolara, impone, quindi, una riflessione sul tema».

«Mi segnalano, tra l’altro, una grande emorragia di studenti dell’Alto Jonio e delle comunità interne che negli scorsi decenni frequentavano le scuole di Trebisacce, stazione in cui oggi si fermano solo due Intercity che viaggiano tra Reggio Calabria e Taranto, ma che a causa dei prezzi del trasporto su gomma, circa 90 euro mensili, preferiscono recarsi nella vicinissima e più comoda Policoro, in Basilicata. Un paradosso migratorio – ha concluso Pasqualina Straface – anche perché quei numeri potrebbero giustificare la sostenibilità delle corse, soprattutto d’estate». (rcs)

 

Tavernise (M5S): Regione metta a gara i servizi del Trasporto pubblico locale

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha chiesto alla Regione di mettere a gara i servizi del trasporto pubblico locale.

Per questo Tavernise ha chiesto alla Regione di assumere «ogni utile iniziativa per assicurare ai calabresi il diritto alla mobilità oggi mortificato da un forte gap infrastrutturale, procedendo ad una revisione del programma pluriennale del trasporto pubblico locale 2019/2021 dando piena attuazione alla legge regionale n. 35/2015. Servono un rapido avvio delle procedure di gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale e specifici provvedimenti atti ad aiutare i lavoratori licenziati della Simet».

«Il trasporto pubblico locale in Calabria assume particolare valore per la cronica carenza dei servizi di mobilità a favore dei cittadini, specie nelle aree interne più disagiate e nella fascia ionica – ha continuato Tavernise –. Tuttavia se la normativa europea dispone che la Regione debba mettere a gara europea, quindi con procedura ad evidenza pubblica, i servizi del trasporto pubblico locale questo ad oggi non è successo. E quello che è difficile, se non impossibile, è che tale gara sia organizzata nei pochi giorni rimanenti dalla scadenza dell’ultima proroga, il 31 marzo 2023».

«In Calabria, infatti, il servizio di trasporto pubblico locale va avanti a colpi di proroghe – ha rimarcato Tavernise –. I contratti di servizio del trasporto pubblico locale su gomma sono stati affidati a sei consorzi che raggruppano ventisei aziende, con affidamenti diretti di emergenza che partono dal 2012. È poi intervenuto un primo atto di proroga risalente al 2015 cui hanno fatto seguito altre proroghe: l’ultima con il decreto n.14147 che ha prorogato i contratti in essere fino al 31 marzo 2023».

«Questo non solo pregiudica l’efficienza del trasporto pubblico locale calabrese, chiamato a migliorarsi – ha concluso Tavernise – ma anche quelle aziende di trasporto come la Simet che oggi potrebbero trovare nel servizio regionale motivo di rilancio da un crisi d’azienda che l’ha condotta al licenziamento di 40 dipendenti e con la prospettiva di licenziarne altri 50. E proprio durante un tavolo in prefettura, organizzato sulla vertenza Simet  i presenti al tavolo, tra questi l’assessore regionale ai trasporti, hanno formulato proposte finalizzate ad un approfondimento di ogni possibile soluzione offerta dalla normativa vigente per la ricollocazione dei dipendenti, anche eventualmente utilizzando le opportunità derivanti da un nuovo programma pluriennale del trasporto pubblico locale e dall’indizione di una gara pubblica per l’affidamento dei servizi». (rrc)

Minasi: Trasporto bagagli gratuito a Lamezia e Villa segno del cambiamento culturale in corso

L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Tilde Minasi, ha rivolto un plauso all’iniziativa di RFI che, fino al 4 settembre, ha attivato un servizio di trasporto bagagli gratuito nelle stazioni di Lamezia Terme e Villa San Giovanni, per facilitare gli spostamenti.

Una iniziativa che «aiuterà certamente tutti i viaggiatori, ma soprattutto i più svantaggiati, quelli con difficoltà motorie, che potranno così affrontare le loro vacanze con più serenità», ha spiegato Minasi.

«Le barriere architettoniche sono, purtroppo, ancora un ostacolo molto presente sui nostri territori e invalidante per le persone con disabilità –ha dichiarato l’assessore – che a volte si trovano costrette a rinunciare a pezzi di vita e servizi proprio a causa dell’impossibilità di accedere a tali servizi o a luoghi specifici e, quindi, di usufruirne».

«Rfi ha dimostrato grande sensibilità verso il problema – ha proseguito – e, con questa iniziativa lodevole, ha voluto compiere un primo passo concreto, in attesa che siano attivati gli ascensori. Sono, infatti, in corso i lavori per la realizzazione di tre impianti a Villa e due a Lamezia, che collegheranno i sottopassi ai binari dal prossimo autunno e che abbatteranno finalmente quelle barriere che rendono impossibile la quotidianità a chi non è in grado di muoversi con le proprie gambe. Gli oltre 6 milioni di euro investiti in queste opere sono senz’altro spesi molto bene».

«Grazie, dunque all’Azienda – ha concluso Minasi – per tutti questi interventi, segno di quel cambiamento anche culturale che da tempo auspichiamo nella nostra società e che, mi piace ribadire, si sta pian piano realizzando, come tanti piccoli e grandi segnali come questo dimostrano». (rcz)