Un party studenti internazionali all’UniCal promosso dall’Associazione “Amici dell’Unical”

di FRANCO BARTUCCI L’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” ha organizzato presso il Bistrot del Centro Residenziale, un party per salutare il Nuovo Anno insieme agli studenti stranieri che risiedono nel Centro Residenziale dell’Università della Calabria.

Di questa festa è stata la seconda edizione che l’Associazione ha inteso promuovere, dopo quella dello scorso anno, su richiesta del prof. Pietro Brandmayr, già pro Rettore e Presidente del Centro residenziale, nonché socio e vice presidente della stessa Associazione, che durante il suo mandato svolto nel periodo di rettorato del prof. Giovanni Latorre (1999/2013), ebbe modo di promuovere simili incontri con gli studenti stranieri durante il periodo delle festività natalizie e del nuovo anno.

In quel decennio gli studenti stranieri erano nell’ordine delle centinaia per effetto dei programmi Erasmus, Socrates o per gli accordi  intercorsi come con la Repubblica popolare Cinese  o tra Università per il conseguimento della doppia laurea, come nel caso dell’Università russa di Nizhni Novgorod con la quale venne istituita nel nostro Paese la prima Università Italo/Russia (Sospesa da due anni per effetto della guerra in atto tra la Russia e l’Ucraina) con Rettore il prof. Giuseppe Frega; mentre a seguito dell’attivazione dei corsi di laurea in lingua inglese tale numero, negli ultimi cinque anni, è cresciuto di molto superando le 1.300 unità provenienti da 97 Paesi del mondo.

In merito ai corsi di laurea in lingua inglese si è partiti con tre corsi attivati nel periodo del rettorato del prof. Gino Mirocle Crisci, a dieci corsi durante il periodo di rettorato del prof. Nicola Leone; mentre ne sono stati annunciati altri due per il prossimo anno accademico.

Una nota di merito per il successo ottenuto va alle decisioni prese dal Rettore e molto alla squadra dei suoi docenti delegati ai rapporti internazionali suddivisi per Paesi, coordinati dal prof. Giancarlo Fortino, che ha l’incarico specifico dei rapporti con le università della Cina (iniziato nel 1979 con il Rettore Pietro Bucci e proseguito con il Rettore Rosario Aiello) ed extra Unione Europea; nonché del responsabile dell’area Internazionalizzazione e coordinatore istituzionale Erasmus+, Gianpiero Barbuto, che ha maturato in questo settore una lunga esperienza di lavoro iniziato con il Rettore Giovanni Latorre, dopo l’entrata in quiescenza del dott. Raffaele Arena. Un periodo in cui si ebbe come delegato ai rapporti internazionali del rettore Latorre, il prof. Galileo Violini, docente di fisica presso l’omonimo dipartimento.

Prima di ritornare a parlare del party e dell’iniziativa promossa dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, istituita nel 2009 dal padre costruttore dell’UniCal, Aldo Bonifati, è giusto ricordare i nomi dei delegati del Rettore Nicola Leone ai rapporti internazionali. Detto del prof. Giancarlo Fortino, vanno citati i professori: Alberto Di Renzo, per Erasmus+; Luigi Boccia, per l’Europa (Extra Erasmus) e le alleanze Europee; Salvatore Straface, per Ecuador e Cile; Lorenzo Caputi, per Cuba e Santo Domingo; Natale Arcuri, per Messico e centro America; Laura Corradi, per l’India.

A questo impegno internazionale che viene espletato dai vari uffici sopra menzionati si aggiunge, per effetto della propria autonomia, pur passando dall’approvazione degli organi amministrativi e gestionali competenti, le funzioni dei tredici dipartimenti attualmente funzionanti, che hanno creato negli anni tali canali collaborativi scientifici tra le stesse Università.

La internazionalizzazione dell’UniCal deve crescere in quanto costituisce una colonna portante dello sviluppo dell’Università nel territorio, sia esso locale che regionale, ma deve essere collegata a doppio filo all’altra colonna portante dell’Ateneo costituita dal suo Centro Residenziale (Campus universitario) che deve anch’esso crescere e raggiungere la dimensione prevista dalla sua legge istitutiva  nelle forme gestionali ed organizzative previste dalla stessa normativa di legge e dal suo primo Statuto del mese di dicembre 1971, che ha due firme pesanti nella storia e nella nascita dell’Università della Calabria, il Rettore Beniamino Andreatta e d’Ordine del Presidente della Repubblica, il Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, non trascurando un terzo nome nella figura del Presidente del Consiglio Aldo Moro, firmatario della legge istitutiva n° 442 del 12 marzo 1968.

Una iniziativa, come questa del party per gli studenti internazionali, promossa dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, ne costituisce memoria e ne rafforza il carattere e le caratteristiche della stessa Università che deve continuare a crescere per il suo bene e lo sviluppo del territorio su cui ha impiantato le sue radici.

Nell’incontro che si è svolto nel pomeriggio del 3 gennaio scorso, a cui abbiamo assistito, la presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, la prof.ssa Silvia Mazzuca, ha avuto l’opportunità, presente la prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettore con delega proprio al Centro Residenziale, di presentare le finalità dell’Associazione agli studenti, raccogliendo i loro suggerimenti, attraverso la raccolta di appositi biglietti, per come migliorare la qualità della vita nel Campus, creando un rapporto di fiducia ed apprezzamento da parte loro nella gestione dei servizi. “Bellissimo pomeriggio abbiamo trascorso con gli studenti internazionali presso la Maison Bistrot del Centro Residenziale dell’UniCal”, ha dichiarato la presidente dell’Associazione, prof.ssa Silvia Mazzuca. 

«Tanto entusiasmo e voglia di comunità. Gli studenti hanno potuto scrivere messaggi con le loro idee su come migliorare la vita nel Campus, che come Associazione cercheremo di realizzare, per quanto possibile. Una comunità, quella internazionale, che ha bisogno di esprimere il suo potenziale per migliorare la vita di tutti».

Un Centro Residenziale “Giardino di Pace” 

Un Centro Residenziale non ancora ultimato, come sopra evidenziato, secondo lo spirito della legge istitutiva, ma che negli ultimi cinque anni per impegno competente profuso dalla prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettrice e delegata  a tale struttura residenziale, per merito anche  dello spirito collaborativo della dott.ssa Marcella Lorenzi, è cresciuta la socialità nel Campus e di conseguenza le note di credibilità che ci portano a manifestare apprezzamento e soprattutto “voglia” di ritornare ad occuparcene in quanto il Centro Residenziale costituisce, per effetto legislativo e storico  dell’UniCal, il  punto di maggiore  richiamo ed attrazione per la sua crescita in campo nazionale ed internazionale, anche per effetto della funzionalità delle associazioni studentesche, pure queste cresciute ( da una decina prima del quinquennio a 26 nel numero attuale) e per una migliore organizzazione dei centri comuni.

Ciò che mi ha sorpreso durante l’incontro è il fatto che nell’arena collocata accanto alla mensa e nei pressi dell’aula “Umberto Caldora” abbiamo visto un congruo numero di studenti di nazionalità diversa giocare a palla con tanto entusiasmo, mentre qualcuno mi diceva che le prime maisonnettes dell’antico borgo storico del campus universitario, entrate le prime cinque nel cinquantesimo anniversario della loro abitabilità, sono occupate in stragrande numero da questi studenti anche vietnamiti; mentre lì vicino dalla prof.ssa Patrizia Piro, delegata alle problematiche del Centro Residenziale, da circa due anni è stato realizzato un luogo “la stanza del silenzio”, dove questi giovani possono trovare i momenti da dedicare alla preghiera secondo le loro tradizioni religiose.

Così si fa spazio nella mia mente e nel mio cuore la visione del “Campus universitario di Arcavacata Giardino di Pace”, dove facile è incontrarsi, dialogare e prendere coscienza della propria identità umana, grazie a questo percorso iniziato dalla prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettrice, delegata al Centro Residenziale dell’Università della Calabria. Una umanità che ha trovato competenza,  dedizione e sacrificio – mi è stato detto –  nell’accoglienza degli studenti provenienti dall’estero nel campus universitario di Arcavacata durante gli anni del Covid 19. E questo è molto in quanto costituisce speranza perché la “visione del Giardino di Pace” sia realtà. (fb)

All’Unical il graduation day del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale

All’University Club dell’Unical si è svolta la seconda edizione del Graduation Day del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale, evento unico nel suo genere ispirato alle tradizioni dei campus americani.

Nel corso della manifestazione il corpo docente ha consegnato le pergamene di laurea ai nuovi Ingegneri Gestionali ai quali è stata anche aperta la porta d’ingresso all’Associazione IG Alumni che racchiude tutti i laureati in ingegneria gestionale dell’Unical. Anche questo rappresenta una sorta di unicum in quanto riesce a mettere in correlazione diretta i nuovi ingegneri con una rete di colleghi già affermati nel mondo del lavoro.

Un passaggio certamente non secondario per chi si affaccia dopo i banchi dell’università al complesso mondo del lavoro. Nel corso della manifestazione molti ingegneri senior hanno portato la loro testimonianza confermando di fatto la bontà di un progetto visionario che nel corso degli anni sta riscuotendo sempre più consensi e viene guardato come una best practice da replicare. 

«Non è un caso che questa seconda edizione coincida con l’Assemblea Annuale dell’Associazione IG Alumni, che conta oltre 250 membri provenienti da anni di corsi precedenti – ha detto Vicenzo Straffalaci, vicepresidente dell’IG Alumni –. Dando il benvenuto nell’Associazione, gli IG senior mettono a disposizione dei neo ingegneri le competenze ma soprattutto le esperienze e la rete di contatti che l’Associazione vanta».

Il Graduation Day non è solo una celebrazione del traguardo raggiunto, ma simboleggia il legame indissolubile tra passato e futuro, unendo idealmente tutti i laureati sotto il vessillo dell’essere ingegneri gestionali Unical. Lo conferma Giusy Ambrogio, coordinatrice del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale dell’Unical, che spiega: «il Corso di Studi è solito promuovere momenti di incontro con gli studenti. Con il Graduation Day vogliamo ancora di più rimarcare il senso di appartenenza alla nostra grande famiglia, consegnando personalmente la pergamena di laurea».

Il Corso di Studi in Ingegneria Gestionale, tra i primi fondati in Italia e uno dei più numerosi del Campus di Arcavacata, si distingue per il suo costante aggiornamento e attenzione alle esigenze del mondo del lavoro. Ogni anno forma circa 100 ingegneri, con un tasso di occupazione che supera quello nazionale. Secondo il rapporto Almalaurea 2024, il 92,5% dei laureati trova lavoro entro un anno, contro il 91,8% della media italiana. Questa percentuale cresce fino al 98,2% a tre anni dalla laurea, superando di gran lunga la media nazionale del 94,4%. (rcs)

Il seminario online sul Martirio dei Fratelli Bandiera

Domani pomeriggio, alle 17, sulla piattaforma Teams, si terrà il seminario l Martirio dei Fratelli Bandiera: memoria e luoghi del sacrificio in Calabria”, promosso dal Corso di Laurea in Scienze Turistiche dell’Unical.

Intervengono Elia Fiorenza, che approfondirà la fucilazione dei fratelli Bandiera e il significato del loro sacrificio. Pietro Iaquinta esaminerà i percorsi storici seguiti dai fratelli, mentre Giacomo Tuoto parlerà del ruolo di Beniamino De Rose, l’abate cosentino che sostenne i patrioti. Un focus particolare sarà dedicato al turismo della memoria da Antonella Perri, che rifletterà su come i luoghi simbolici possano diventare risorse per il turismo culturale. Pascal Corrado mappando i luoghi legati ai Bandiera in Calabria, mostrerà come questi spazi siano diventati testimonianze viventi della storia risorgimentale. L’incontro offrirà un’opportunità di riflessione sulla memoria storica e sul suo ruolo nel rafforzare l’identità e il senso di appartenenza alla storia nazionale.

L’evento esplorerà la vicenda dei fratelli Domenico e Antonio Bandiera, fucilati nel 1844 nel vallone di Rovito per aver tentato una sollevazione contro il regime borbonico, e il loro legame con i luoghi simbolici della Calabria.

I fratelli Bandiera, insieme ad altri patrioti, cercarono di risvegliare la popolazione calabrese contro il dominio borbonico. La loro missione fallì tragicamente, ma il loro sacrificio divenne un simbolo potente della lotta per l’Unità d’Italia. Il seminario si concentrerà non solo sul martirio, ma anche sulla memoria storica e la valorizzazione dei luoghi del sacrificio legati alla loro figura. 

Per partecipare e seguire il seminario di studio sulla piattaforma Teams collegarsi gratuitamente al link:

https://teams.microsoft.com/l/team/19%3AXn1-cQT_45eGTkTZOjbvBg8VD0dlc1tspFugna_GiRk1%40thread.tacv2/conversations?groupId=d1b9d230-3ed3-4c82-b826-034c45c7dacd&tenantId=7519d0cd-2106-47d9-adcb-320023abff57 (rcs)

All’Unical la Giornata per la donazione del sangue

di FRANCO BARTUCCISi è svolta, presso l’Università della Calabria, la prima giornata di “Donare al Campus”, dedicata alla sensibilizzazione verso la donazione di sangue.

Promossa dal Rotaract Club Calabria University, il primo Rotaract di tipo universitario della Calabria, in collaborazione con Enti e Associazioni locali. 

L’evento è servito a rafforzare la cultura del dono e a sottolineare l’importanza della solidarietà per il benessere della collettività. Ha aderito all’iniziativa il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, che ospita tra gli altri il Corso di studio in Medicina e TD, avvalendosi della collaborazione dell’AVIS Comunale di Rende “Maria Capizzano”, delle Associazioni Morfeo, UNS, e dell’Associazione Culturale “Mauro Francaviglia”.

La manifestazione si è aperta con un convegno presso il Centro Congressi “B. Andreatta” dell’Ateneo calabrese. L’evento ha visto la partecipazione di autorevoli figure accademiche e istituzionali. Tutti i professionisti hanno approfondito il valore scientifico e umano della donazione di sangue, evidenziando il ruolo cruciale dei donatori nel salvare vite.

La Prorettrice Patrizia Piro, delegata al Centro Residenziale, ha aperto i lavori, porgendo i saluti istituzionali e rimarcando l’importanza della Terza missione e delle attività collaterali di diffusione culturale e sociale sul territorio che l’università è chiamata a portare. Come promotrice della Socialità in ateneo, si è complimentata con le varie associazioni del Campus che, sostenute dall’apposita Area della Direzione del Centro Residenziale, coordinata dalla sua collaboratrice, Marcella Lorenzi, sanno mettere in campo e in rete il loro entusiasmo e il loro tempo per iniziative proficue per la popolazione studentesca e non.

I saluti introduttivi sono stati portati da: Luana Meireles De Moura, Presidente del Rotaract Club Calabria University, che ha sottolineato l’importanza dei service solidali portati avanti da chi crede veramente nel “servire al di sopra di sé stessi”, per il bene della comunità e del grande lavoro fatto dai giovani coinvolti nell’iniziativa; Veronica Bruno, Presidente Avis comunale di Rende, che ha annunciato l’apertura di uno sportello permanente nel Campus, situato presso il Centro Sanitario, cubo 34/b, invitando tutti a donare e partecipare alle importanti attività di volontariato che ruotano attorno ad un’attività di grande umanità quale la donazione del sangue; Pierpaolo Trotta, presidente dell’Associazione Morfeo; Andrea Spezzano, Presidente dell’Associazione UNS (Universitari nel sociale), i quali hanno entrambi sottolineato l’importanza delle numerose attività che le associazioni svolgono nel campus a favore degli studenti, sia italiani che internazionali, anche in sinergia col territorio.

Tra i relatori, medici ed esperti nel settore sanitario, sono intervenuti: Antonio Rende, responsabile di medicina trasfusionale presso l’Ospedale Spoke Paola/Cetraro, che ha introdotto con una presentazione accattivante e completa le varie fasi del processo di donazione del sangue; Francesco Zinno, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e Coordinatore del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale “Area Nord Calabria”,  che ha illustrato le importanti attività coordinate sul territorio e il valore di una continuità per la creazione di risorse per i momenti di necessità;  Ubaldo Lupia, responsabile sanitario Udr Cosenza; Paolo Guglielmelli, direttore sanitario Avis Montalto Uffugo, che hanno portato entrambi le loro testimonianze di tanti anni di lavoro esercitati nel campo.

L’incontro è stato moderato da Roy Zulueta De Hoz. Numerosi sono stati gli interventi da parte del pubblico presente in sala. Salvatore Mangiardi, membro del Consiglio di Amministrazione Unical, ha apprezzato l’evento e si è mostrato disponibile a partecipare e a promuovere iniziative simili sulla solidarietà.

L’evento si è concluso il giorno dopo  la sede dell’Avis negli ambienti del Centro Sanitario dell’UniCal, dove è stata effettuata una raccolta sangue con la partecipazione di studenti, personale universitario e cittadini del territorio. (fb)

Rocco Papaleo torna all’Università della Calabria dopo 48 anni

di FRANCO BARTUCCILa notizia mi giunge a Bologna nell’antivigilia di un evento doloroso che riguarda una figura importante della storia dell’Università della Calabria. Mi arriva tramite un messaggio Whatsapp da parte del presidente del Consiglio Comunale del mio paese di origine, Alessandra De Rose, che mi fa sapere, mostrandomi una dichiarazione ed un saluto rivolto agli abitanti di San Vincenzo La Costa dal noto uomo di spettacolo lucano, Rocco Papaleo, che in quel momento aveva da poco ultimato nel teatro Auditorium dell’Università della Calabria, il suo spettacolo “Gli esercizi di libertà”, ottenendo un grande successo di pubblico con un teatro pieno e con in prima fila il Rettore, prof. Nicola Leone.

Per Rocco Papaleo si è trattato di un suo ritorno dopo 48 anni nella sua prima e giovanissima università, che ha frequentato per un anno intero nel 1976, come studente del primo anno del corso di laurea in ingegneria, avendo come residenza un alloggio nello stabile Martire e Remorini di Contrada Commenda di Rende.

Per circa due ore ha entusiasmato con il suo spettacolo, fatto di episodi, racconti, canzoni e poesie, tratte dalla sua biografia “Perdere tempo mi viene facile”, scritta per celebrare i suoi 40 anni di carriera artistica. Alessandra mi ha pure detto ch’è stato uno show convincente in cui si è mescolato molto umorismo, malinconia e poesia, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente che ha registrato il tutto esaurito dei posti a sedere dell’Auditorium teatrale dell’Università della Calabria. L’attore lucano ha pure raccontato della sua esperienza di studio per un anno nel campus universitario di Arcavacata a quel tempo con la frequentazione dell’edificio polifunzionale e della mensa universitaria adiacente al primo blocco delle maisonnettes, con i viaggi in pullman tra Contrada Commenda ed il complesso universitario esistente dell’edificio polifunzionale con le sue baracche utilizzate come aule.

«Fu una scelta di un giovane del Sud – è stata la dichiarazione di Rocco Papaleo in una fase dello spettacolo molto applaudito – verso una Università del Sud emergente con tante novità in campo nazionale». 

Ma è stato con il Rettore Nicola Leone, chiamato sul palco, a fare una dichiarazione per certi aspetti con un pizzico di rimpianto e di apprezzamento nei confronti dell’Università di oggi. Anzitutto gli ha detto di avere sostenuto alcuni esami, inclusi Analisi I e Calcolo numerico. Poi gli amici che si erano iscritti a Roma lo incoraggiarono a trasferirsi, finendo per distrarsi e abbandonare gli studi. «Oggi mi pento – ha confidato al Rettore Leone – perché comprendo che in una cittadella universitaria come l’UniCal, tutti sono studenti e studiano, inducendoti a farlo anche tu».

Trovandomi a Bologna per impegni familiari, sapendo e vedendo le immagini dello spettacolo di Rocco Papaleo nell’Auditorium teatrale dell’UniCal, in una serata straordinaria e in un luogo straordinario ed unico come il Campus Universitario di Arcavacata il pensiero è subito andato all’ideatore e stimolatore di questo straordinario progetto e cioè Beniamino Andreatta, primo Rettore, che appena insediatosi al suo posto dopo l’elezione ad un inviato del quotidiano Il Resto del Carlino, in un servizio pubblicato il 16 giugno 1971, tenne a precisare: «L’Università della Calabria deve assumere una funzione civile oltre che scientifica e deve mobilitare nelle coscienze dei professori e degli studenti tutte le energie per realizzare un grande ed effettivo motivo fusivo».

«L’impegno fondamentale sarà quello di considerare l’Università come luogo di convergenza non soltanto dei giovani ma degli adulti, un luogo dove, al di là della formazione didattica, si sviluppi un rapporto di tipo pubblico. Vorrei che l’intera società calabra e non soltanto una minima parte di essa, trovasse nell’università un ben più profondo significato di quanto non ne abbiano avuto, finora, tutte le altre Università. L’Università di Cosenza deve diventare una città dei giovani, con tutti i servizi e le infrastrutture necessarie. Questa società di giovani avrà veramente la possibilità di studiare in modo nuovo, entro un ambiente nuovo. Perché oltre ai temi professionali si darà ampio spazio anche ad altri temi culturali e sportivi come il teatro, le piscine, le palestre, i campi da gioco. Un mondo studentesco inedito».

Grazie allo spettacolo di Rocco Papaleo, che dopo 48 anni torna nella sua prima università, l’auspicio, il desiderio, il sogno e l’impegno del Rettore Beniamino Andreatta diventano tutt’uno e la fusione tra comunità universitaria e società del territorio diventa realtà luogo di convergenza per la crescita di un rapporto pubblico di alto valore aggiunto.

Per questo Rocco Papaleo meriterebbe una laurea “honoris causa” in Dams ad opera del dipartimento competente ed afferente al suo lavoro. Oggi l’Università della Calabria, che non ha ancora raggiunto la sua dimensione consegnataci dai padri fondatori, ha un patrimonio teatrale e cinematografico unico in Italia con due teatri e due sale cinematografiche; mentre gli manca ancora il villaggio dello sport programmato tra il confine di Rende ed il territorio di Settimo di Montalto Uffugo. (fb)

All’Unical la Conferenza sul Turismo delle Radici

Dal 12 al 14 dicembre, all’Unical, si terrà l’International Conference on Roots Tourism – Social Science and Tourism, un appuntamento di rilievo internazionale interamente dedicato al fenomeno del Turismo delle Radici.

Promossa con il patrocinio del Ministero del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura, la conferenza è organizzata dal Centro Ricerche e Studi sul Turismo dell’Università della Calabria e dall’Osservatorio Universitario sul Turismo dell’Università Federico II di Napoli, vantando inoltre il sostegno di prestigiose istituzioni accademiche.

Alla guida del comitato scientifico, composto da studiosi di rilievo internazionale, figurano Tullio Romita, Antonella Perri, Fabio Corbisiero e Philippe Clairay, affiancati da un team di esperti provenienti da diverse discipline.

Ad arricchire l’evento, la lectio magistralis di Daniela Bas su Per un turismo delle radici inclusivo”.

I lavori si apriranno il 12 dicembre con una sessione inaugurale dedicata a un’introduzione complessiva del tema. I promotori delineeranno il contesto teorico e operativo del Turismo delle Radici, mettendo in luce le sue potenzialità come fenomeno culturale e sociale e analizzando le dinamiche di governance territoriale che possono favorirne la crescita. Seguiranno gli interventi dei membri del comitato scientifico, che forniranno un quadro di riferimento per le giornate successive.

Il 13 dicembre sarà dedicato agli approfondimenti tematici, con sessioni su sostenibilità territoriale, governance pubblica e identità culturale legate al tema. Una prima sessione esplorerà modelli di sviluppo sostenibile, seguita da un’analisi delle politiche pubbliche, come il Pnrr italiano e l’esperienza irlandese di The Gathering, e infine una riflessione sul rafforzamento dell’identità culturale e delle relazioni sociali attraverso la memoria collettiva.

Elemento centrale sarà il Forum “Sinergie per il Futuro: Imprese, Comunità e Amministrazioni nel Turismo delle Radici”, coordinato da Letizia Sinisi e ospitato nell’Aula Sorrentino dell’Università della Calabria. Il Forum mira a favorire il dialogo tra imprese, comunità locali e amministrazioni, identificando strategie collaborative e progetti concreti. Particolare attenzione sarà riservata al Programma Italea del Maeci, punto di riferimento per creare sinergie tra attori a livello locale, nazionale e internazionale.

Si discuteranno, inoltre, modelli di collaborazione innovativi e saranno presentati casi studio significativi da parte di rappresentanti di Enit, Unioncamere, Confesercenti, Confcommercio, Unindustria e altre realtà di rilievo. L’incontro si concluderà con un confronto aperto tra i partecipanti, stimolando nuove prospettive e azioni concrete per valorizzare il Turismo delle Radici come leva di sviluppo sostenibile e inclusivo.

Il 14 dicembre, la conferenza proseguirà con la consegna del Premio Turismo Sostenibile, giunto alla sua terza edizione e dedicato alla memoria di Osvaldo Pieroni e Fulvio Beato, due pionieri della sociologia ambientale. Saranno premiati i progetti più innovativi e sostenibili nel coniugare turismo, valorizzazione culturale e sviluppo locale.

Nel pomeriggio, un panel conclusivo offrirà una visione prospettica sul futuro del settore, con particolare attenzione alle strategie per consolidare il Turismo delle Radici come motore di sviluppo in un contesto globale in continua trasformazione.

La giornata conclusiva del 15 dicembre sarà dedicata a una visita esperienziale nel Comune di San Marco Argentano. I partecipanti avranno l’opportunità di immergersi nella cultura locale, tra storia e tradizioni, concludendo la conferenza con una cena sociale che celebrerà l’enogastronomia calabrese. Questo momento conviviale rappresenterà una sintesi perfetta dello spirito dell’evento, favorendo l’incontro tra accademici, operatori turistici e comunità locali. (rcs)

L’economista di Yale Orazio Attanasio sceglie l’Unical per le sue ricerche

Orazio Attanasio, accreditato economista a livello internazionale e professore ordinario presso la Yale University – ma originario di Castrovillari – ha scelto l’Università della Calabria per sviluppare il progetto di ricerca “Measurement Tools Design”.

Il progetto, finanziato con 2 milioni e 226 mila euro grazie al bando del Fondo italiano per la scienza (Fis) tra gli Advanced Grant, rappresenta un traguardo straordinario non solo per Attanasio, ma anche per l’Unical, che si conferma come sede riconosciuta di ricerca di eccellenza.

Il progetto propone la creazione di un “Laboratorio delle Misurazioni”, concepito per sviluppare strumenti innovativi volti a misurare concetti teorici complessi, legati al comportamento individuale. Il laboratorio resterà attivo anche oltre la durata del finanziamento e promuoverà iniziative per misurare credenze soggettive, atteggiamenti, norme sociali e altro ancora. Per sua stessa natura, sarà un’iniziativa interdisciplinare e sarà legata alla ricerca empirica, nonché a progetti che saranno articolati e sviluppati a livello locale e internazionale.

Il progetto avrà la sua base all’Unical, e si avvarrà della collaborazione di Maria De PaolaVincenzo Scoppa e altri professori e ricercatori del Desf, ma opererà anche come nodo centrale di una rete collaborativa con istituzioni internazionali.

Il progetto presentato dal prof. Attanasio ha ottenuto uno dei soli otto finanziamenti “Advanced Grant” in Italia nel macrosettore SH (Scienze sociali e umanistiche), unico in Calabria e tra i 2 del Sud Italia.

L’Advanced Grant è un riconoscimento riservato a progetti di ricerca condotti da Principal Investigators (PI) senior, ovvero ricercatori affermati e indipendenti con più di 12 anni di esperienza e un profilo di leadership nel loro settore, che dovrà coordinare le attività di ricerca da svolgere in una Host Institution, in questo caso l’Unical.  Questi progetti sono caratterizzati da un forte impatto innovativo e contribuiscono significativamente all’avanzamento delle frontiere della conoscenza. Si tratta di uno dei finanziamenti più prestigiosi nell’ambito della ricerca accademica in Italia. Si ispira a modelli internazionali come gli Erc Advanced Grants, promossi dallo European Research Council, e mira a sostenere progetti di ricerca fondamentale di eccellenza condotti da ricercatori altamente qualificati e riconosciuti come leader nel proprio campo.

Attanasio avrà l’incarico di professore ordinario di Economia politica all’Unical, presso il dipartimento di Economia, statistica e finanza “Giovanni Anania” (Desf), con chiamata diretta. Un altro cervello di ritorno che l’Unical ha saputo attrarre e far tornare nella sua terra d’origine.

L’arrivo del professor Attanasio, un nuovo cervello di ritorno, si inserisce anche nel piano dell’Unical di attrarre studiosi altamente qualificati dall’estero e dall’Italia. Tra i reclutati tramite call, spiccano figure di rilievo come Georg Gottlob, scienziato dell’AI proveniente da Oxford, Enrico Natalizio, esperto di droni e sistemi multirobot in arrivo da Abu Dhabi, Franca Melfi, pioniera nella chirurgia robotica, Ciro Indolfi, luminare della cardiologia.

Originario di Castrovillari, il professor Attanasio ha ottenuto il dottorato alla London School of Economics ed è stato docente presso istituzioni di prestigio come Stanford, University College London e Yale. È noto a livello internazionale per le sue ricerche su consumi, risparmio, politiche pubbliche e sviluppo, con particolare attenzione ai paesi emergenti. Il suo contributo accademico è stato riconosciuto con numerosi premi, tra cui il Klaus Jacobs Research Prize, e posizioni di rilievo in associazioni prestigiose come la Econometric Society, di cui è stato presidente. L’università di Padova gli ha recentemente conferito il dottorato ad honorem in Economia e management. (rcs)

RENDE (CS) – Al Tau “La scortecata”

Mercoledì 4 dicembre, al Teatro Auditorium dell’Unical, a Rende, alle 20.30, in scena lo spettacolo La Scortecata della Compagna Atto Unico/Sud Costa Occidentale, con testo e regia di Emma Dante.

Lo spettacolo, tratto liberamente da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, vede sul palco Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio.

Emma Dante reinterpreta in modo originale una delle novelle più famose della raccolta “Lo cunto de li cunti” ovvero “lo trattenimiento de peccerille”, con cui Giambattista Basile creò un capolavoro della tradizione letteraria italiana e mondiale nel Seicento. Il napoletano di Basile, ricco di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, dà vita a forme teatrali che mescolano elementi della commedia dell’arte con influenze shakespeariane.

“La scortecata” narra di un re che si innamora della voce di una vecchia. Trasformata in una giovane bellissima da un incantesimo, questa rivela all’altra sorella di essersi fatta scorticare per diventare così bella. Rispettando la tradizione settecentesca, la Dante assegna a due uomini i ruoli delle sorelle e del re. In un ambiente spoglio, con un castello in miniatura a evocare un sogno, le due “vecchie” ricreano l’antica fiaba, che invita le donne a non essere vanitose, le anziane a riconoscere il ridicolo e gli uomini a non lasciarsi ingannare dalle apparenze. (rcs)

All’Unical una tre giorni internazionale per discutere della gestione urbana delle acque

di FRANCO BARTUCCIL’Università della Calabria ospiterà dal 2 al 4 dicembre prossimi, nel centro congressi “Beniamino Andreatta” dell’aula magna, le giornate internazionali di studio del Centro Studi d’Idraulica Urbana (Csdu DAYS 2024), che avrà come tema di discussione: “Nuove soluzioni per affrontare le sfide della gestione urbana dell’acqua”. “Un’occasione unica per costruire città più resilienti, sostenibili e pronte ad affrontare le sfide del futuro.

Per presentare l’evento si è svolta una conferenza stampa nell’area bistrot dell’auditorium teatrale di piazza Vermicelli dell’UniCal ad opera della prof.ssa Patrizia Piro e del prof. Roberto Gaudio, responsabile del Laboratorio Grandi Modelli Idraulici del dipartimento di Ingegneria Civile, con la moderazione della giornalista Angela Forte.

A promuovere, organizzare e coordinare le tre giornate internazionali di lavoro del corso sarà la prof.ssa Patrizia Piro, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Idrologia e Costruzioni Marittime, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile; nonché presidente del Centro Studi nazionale di Idraulica Urbana (CSDU) e per ultimo Pro Rettrice dell’Università della Calabria con delega al Centro Residenziale

«Questo evento – ha sostenuto in apertura del suo intervento di presentazione – rappresenta un’occasione unica per studiosi, professionisti e amministratori per confrontarsi sulle soluzioni innovative per affrontare le sempre più pressanti sfide imposte dai cambiamenti climatici e dalla crescente urbanizzazione».

L’acqua è un elemento essenziale per la vita umana e per lo sviluppo delle società, ma nelle città moderne la sua gestione sta diventando sempre più complessa. Fenomeni come l’aumento delle precipitazioni intense, le prolungate siccità, la crescente impermeabilizzazione dei suoli e l’espansione urbana non pianificata, stanno esercitando pressioni senza precedenti sui sistemi idrici urbani. In questo contesto, parlare di “Challenges and Perspectives in Urban Water Management Systems” significa riflettere su una questione cruciale: come bilanciare il bisogno di sicurezza e resilienza con l’urgenza di promuovere sostenibilità ed equità sociale?

L’approccio tradizionale alla gestione idrica, basato su infrastrutture rigide e altamente tecnicizzate, si sta rivelando insufficiente per rispondere alle sfide del XXI secolo. Per affrontare queste criticità, è necessario un cambio di paradigma che integri soluzioni tecnologiche avanzate con approcci basati sulla natura, promuovendo una maggiore partecipazione delle comunità e una pianificazione urbana più sensibile agli impatti ambientali.

«L’evento si propone – ha sostenuto il prof. Roberto Gaudio – di rispondere a queste domande fondamentali attraverso un confronto multidisciplinare. Con il tema centrale delle sfide e delle prospettive, si invitano i partecipanti a interrogarsi non solo sulle soluzioni tecniche, ma anche sui valori, le priorità e i compromessi che guidano le scelte di progettazione e gestione delle risorse idriche urbane, sempre senza dimenticare i due elementi fondamentali: il ruolo cruciale dell’acqua nelle città e l’urgenza di ripensare le infrastrutture idriche in un’ottica di sostenibilità e resilienza».

L’evento è organizzato dal Centro Studi iDraulica Urbana (CSDU) in collaborazione con prestigiose istituzioni accademiche italiane e internazionali. Esso nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di discussione per proporre soluzioni efficaci e innovative, che spaziano dall’utilizzo di tecnologie avanzate alla progettazione di infrastrutture di tipo Nature Based Solutions.

Il programma si presenta ricco di approfondimenti e spunti di riflessione.  L’evento si articolerà, infatti, in tre giornate, ognuna dedicata a temi specifici della gestione idrica urbana, a cominciare dalla prima sessione che avrà luogo nel primo pomeriggio di lunedì 2 dicembre, subito dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti delle varie autorità invitate. (fb)

Novecento studenti hanno visitato i laboratori di Ingegneria dell’Unical

di FRANCO BARTUCCIUna giornata movimentata all’Università della Calabria, dove i dipartimenti di Ingegneria hanno offerto un percorso di conoscenza, orientamento e formazione a studenti, circa 900, provenienti da 19 Scuole superiori di tutta la Calabria, invadendo, tra l’altro, l’arena di Piazza Vermicelli del ponte Bucci per la tradizionale foto ricordo e visitando le varie strutture dell’area di ingegneria.

Gli studenti e le studentesse, selezionati tra coloro che stanno valutando l’idea di diventare ingegneri, hanno potuto così incontrare i ricercatori e i docenti dei 34 laboratori che hanno aderito all’iniziativa. Questo incontro era previsto nell’ambito della seconda edizione del percorso PCTO “Studiare ingegneria all’Unical: come orientarsi e in che modo prepararsi al Tolc-I”, che i quattro dipartimenti di Ingegneria dell’Unical hanno proposto in modo congiunto alle scuole superiori calabresi. 

L’obiettivo del percorso è stato quello di: conoscere le caratteristiche dei diversi corsi di laurea di ingegneria offerti dall’Unical e gli aspetti innovativi della ricerca; affrontare uno o più percorsi di approfondimento sui corsi di laurea di maggiore interesse attraverso dei seminari specialistici; visitare i principali Laboratori di Ingegneria dell’Unical; prepararsi ad affrontare i test Tolc necessari per accedere ai corsi di laurea di ingegneria già in primavera.

Le attività sono iniziate a metà ottobre e termineranno nel mese di dicembre, principalmente attraverso incontri pomeridiani in modalità on-line. Il programma ha una struttura modulare per cui gli studenti possono decidere in autonomia a quali attività partecipare, cercando di assecondare al meglio i propri interessi.

La fase dei seminari di orientamento per la scelta dei Corsi di Studio si è conclusa, registrando una estesa e consapevole partecipazione da parte degli studenti e delle studentesse.

«Le attività di orientamento – sostengono i referenti docenti e ricercatori delegati dell’UniCal verso tali iniziative – hanno l’obiettivo primario di aiutare gli studenti ad effettuare una scelta consapevole, che tenga conto delle opportunità lavorative ma soprattutto della predisposizione personale  e delle proprie passioni. Il tasso di abbandono degli studi universitari o i casi di studenti che procedono troppo lentamente sono spesso la conseguenza di scelte non accurate. Questo progetto di ingegneria è stato progettato proprio con l’obiettivo di far toccare con mano che cosa si fa concretamente nei diversi ambiti ingegneristici, per far scoccare la scintilla della passione, primo vero fattore di successo per qualsiasi tipo di studi».  

La successiva visita in presenza presso i laboratori è stato quindi un ulteriore momento significativo che ha consentito di toccare con mano quale potrebbe essere il proprio futuro, in modo da scoprire la varietà e la qualità dell’offerta formativa ed effettuare una scelta consapevole. 

«Il successo della giornata di visita ai laboratori è ovviamente frutto – dicono  i delegati dell’UniCal – dell’interazione di tanti fattori: oltre, ovviamente, alla capacità divulgativa dei ricercatori, è stato importante il ruolo svolto dagli studenti di ingegneria che hanno fatto da accompagnatori ai gruppi scolastici: nello spostarsi tra i cubi da un laboratorio all’altro infatti i ragazzi più giovani hanno fatto amicizia con i loro futuri colleghi e hanno potuto osservare la vita quotidiana degli studenti universitari».

Le scuole che hanno aderito sono state:  i Licei Scientifici Valentini-Majorana di Castrolibero, Scorza e Fermi- Brutium  di Cosenza, Galilei di Trebisacce, il  Galilei di Lamezia, il Pitagora di Rende, i licei di Filadelfia, di Belvedere, di San Giovanni in Fiore, di Nicotera, il Liceo Lombardi Satriani di Petilia, Guarasci-Calabretta di Soverato, l’IIS Lopiano di Cetraro, il Liceo Morelli di Vibo Valentia, il  Pizi di Palmi, l’I.T.I.S Fermi di Castrovillari, l’ITI Monaco di Cosenza,  gli istituti di Petilia, Mesoraca e Cotronei e anche il Guerrisi di Cittanova e lo Zaleuco di Locri.

I Dipartimenti interessati dalla visita sono stati: Dipartimento di Ingegneria Civile, Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale, Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica. 

Un merito va quindi ai delegati all’orientamento di ingegneria che sono: Attilio  Fiorini Morosini, Dipartimento di Ingegneria Civile; Saverino Verteramo, Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale; Massimo Zupi, Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente; Claudio Savaglio, Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica. (fb)