Domani sera, alle 19.00, in diretta sui canali social di CalabriaNews24, il seminario 1970: l’estate dei ‘Boia di molla’ tra eversione nera e massomafie.
L’evento rientra nell’ambito del ciclo seminariale “Barbariana” 2040 per una scrittura collettiva contro le mafie organizzato dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria.
Introduce Giancarlo Costabile, del Laboratorio di Pedagogia dell’Antimafia Unical. Interviene Arcangelo Badolati, giornalista de La Gazzetta del Sud. Nel corso della discussione, inoltre, la presentazione del libro Salutiamo, amico del giornalista de L’Espresso Gianfrancesco Turano, edito da Giunti. (rcs)
Sarà l’Università della Calabria – tramite l’unità di ricerca Cnit – a coordinare il progetto europeo Flexcom – FleXible phased array system for sat-COM applications, che mira allo sviluppo di una nuova classe di antenne per comunicazioni satellitari che permetterà al sistema 5G di integrarsi pienamente con il segmento spaziale.
Il progetto – selezionato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma di ricerca Horizon 2020 – prevede lo sviluppo di una tecnologia, in flexcom – che sarà basata su una architettura di antenne riconfigurabili scalabile ed altamente flessibile che abiliterà lo sviluppo di numerose soluzioni adattabili a differenti contesti operativi. Il progetto riceverà un finanziamento di 3 milioni di euro e ha una durata complessiva di tre anni, e vede la partecipazione di importanti aziende del settore aerospazio e telecomunicazioni (Thales Alenia Space, Nokia, Teledyne, TTI-Norte, IHP Microelectronics, Siae Microelettronica, Evatronix e la spin-off Antecnica), dell’Università di Ulm e dell’unità Cnit dell’Unical con ruolo di coordinamento.
Il gruppo di ricerca coinvolto (Giandomenico Amendola, Emilio Arnieri, Luigi Boccia, Raffaele De Marco, Francesco Greco, Carmine Mustacchio, Giuseppe Scalise e Sherif Zaharan) afferisce al Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell’ateneo. (zc)
Alla presenza di numerose personalità del mondo politico e culturale – e del vicepresidente della Regione Calabria, Nino Spirlì -, è stato presentato il programma di restauro dei mosaici della Villa Romana di Casignana, uno dei tesori archeologici più rilevanti del Mezzogiorno d’Italia.
Un progetto ambizioso, che vede in prima linea l’Amministrazione comunale e l’Università della Calabria, e che rientra nell’ambito del corso di laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, i cui rappresentanti e gli studenti che verranno ospitati a Casignana dalla locale amministrazione comunale, per tutta la durata della campagna di restauro, la cui attività sarà dagli stessi direttamente curata.
1Ringrazio il vicepresidente della Giunta Regionale nonché Assessore alla cultura on. Nino Spirlì – ha dichiarato il consigliere regionale Giacomo Crinò – per aver preso parte a questo importante dibattito sul restauro e valorizzazione dei mosaici della VillaRomana. Sono certo che grazie alla sua incessante opera la strada verso il recupero del sito é spianata».
«Le opere presenti all’interno della VillaRomana – ha proseguito il consigliere regionale – sono bellezze che rapiscono e che ci spingono ad un impegno concreto in favore della reale tutela del sito archeologico. Nell’ultimo decennio gli scavi si sono fermati. L’idea è quella di tornare ad occuparci, come Regione, della valorizzazione del luogo e renderlo completamente fruibile. In ultimo, sarebbe opportuno mettere in rete i beni della Locride per creare occasioni di sviluppo turistico e culturale. Sono altresì certo che non mancherà l’impegno in tal senso da parte della Regione Calabria e da parte mia ci sarà sempre il massimo appoggio».
I resti della Villa Romana di Casignana vennero scoperti nel 1963 in occasione dei lavori per la costruzione di un acquedotto presso la SS 106 Ionica, ed è stata indagata sistematicamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria negli anni Ottanta.
Il suo nucleo centrale e monumentale, cui si riferiscono i ruderi oggi visibili, è rappresentato da una grande villa extraurbana, con ambienti termali e residenziali, che costituisce uno dei complessi più importanti di epoca romana dell’Italia Meridionale, e conserva il più vasto nucleo di mosaici finora noto in Calabria. (rrc)
Nuovo prestigioso riconoscimento per il prof. Nuccio Ordine, ordinario di Letteratura italiana all’Unical, orgoglio della Calabria, per i tanti fortunati libri, ma soprattutto per le innumerevoli attestazioni che le università di ogni parte del mondo continuano a conferirgli. Questa volta è l’Académie Royale de Belgique, quella fondata da Maria Teresa d’Austria, e che ha premiato in passato, tra gli altri, Umberto Eco e un altro calabrese illustre, Salvatore Settis.
La consegna del riconoscimento belga è prevista per il prossimo 3 ottobre a Bruxelles, al Palais des Académies. Già Legion d’onore in Francia, collaboratore di punta del Corriere della Sera, Nuccio Ordine, originario di Diamante, è autore, tra l’altro del best seller L’utilità dell’inutile (Bompiani, 2013), un libro di grande successo e già tradotto in 32 Paesi. Il suo ultimo libro Gli uomini non sono isole. I classici di aiutano a vivere (La Nave di Teseo, 2018) con cui ha anticipato il modo di pensare cui ci ha spinto la pandemia: «imparare a vivere con e per gli altri per dare un senso alla propria vita». E l’esempio dei classici, indicato dal prof. Ordine, è il percorso che può guidare a vivere in modo diverso in una società nevrotizzata e corrosa dalla corsa contro il tempo. Fermarsi a pensare è la risposta: un suggerimento prezioso, un’indicazione fondamentale di un superaccademico di cui la Calabria, giustamente, va molto fiera. Auguri, professore. (rrm)
Sono AI Barber, SMove e Touch Sport i vincitori del II ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione e contaminazione per lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative, aperto a studenti e laureati, finanziato dal Miur.
AI Barber consiste in un software ibrido, gestionale e social network, con cui il barbiere può gestire in maniera automatizzata, veloce ed efficace le prenotazioni dei clienti. SMove è un’app per l’uso di mezzi di trasporto condiviso all’interno di una community al fine di rendere gli spostamenti veloci e a basso costo. Touch Sport è un simulatore che rende tattili le emozioni di un evento sportivo per farle vivere ai disabili visivi.
Per Touch Sport anche i premi speciali NttData e UniCredit; a SMove il Premio Miglior Pitch per aver saputo comunicare meglio dei concorrenti l’idea di impresa.
Soddisfatto di questo secondo ciclo di UniCaLab, del lavoro fatto dai clabber per affrontare tutto il percorso e la finale si è detto il Delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico, Maurizio Muzzupappa. Un percorso che questa volta ha dovuto fare i conti con le difficoltà causate dalla pandemia ma che nonostante tutto, come sottolineato da Andrea Attanasio, responsabile del Liaison Office, l’ufficio che gestisce UniCaLab, è arrivato fino alla sua conclusione raggiungendo tutti gli obiettivi prefissi.
UniCaLab è un’iniziativa avviata nel 2014 che, come evidenziato dal Rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, si inserisce appieno nell’azione di Terza Missione in cui è profondamente impegnato l’Ateneo.
«Un’attività – ha affermato il Rettore Leone – che crea un ponte fra il mondo accademico e il territorio, favorendo la creazione d’impresa. Per questo motivo dal prossimo anno, nell’offerta formativa dell’Unical, sarà previsto tra i corsi a libera scelta per gli studenti anche un insegnamento sul “fare impresa”, che riprenderà l’esperienza di UniCaLab. Un corso che andrà ad arricchire quelle “competenze trasversali” che sono sempre più importanti per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. La manifestazione di ieri mattina lascerà un segno nei ragazzi che, al di là dei risultati, hanno maturato la consapevolezza di aver acquisito, grazie al contamination lab frequentato, importanti conoscenze ed esperienze utili per l’affermazione professionale».
A moderare l’evento che ha dedicato uno spazio, il seedtime, ad un confronto proficuo fra giurati e concorrenti sui “seed – semi” artefici del successo di un’idea imprenditoriale è stata la giornalista de IlSole24Ore Donata Marrazzo.
La finale del II ciclo del clab Unical, epilogo di una parte di un progetto che rende orgoglioso l’Ateneo e che, come asserito dalla pro-rettrice Maria De Paola, durante la premiazione, è importante che prosegua, apre il sipario al prossimo ciclo di UniCaLab, il terzo, per cui sono già stati selezionati i partecipanti e che vedrà il via nelle prossime settimane. (rcs)
L’Università della Calabria, oltre a essere l’unico partner italiano con il Gruppo di ricerca di Sistemi Elettrici per l’Energia del Dimeg (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale), sarà uno dei siti pilota del progetto europeo Ebalanceplus, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 e gestito dal Consorzio Ebalanceplus.
La professoressa Anna Pinnarelli, docente nel Corso di laurea magistrale in Ingegneria Energetica, svolgerà il ruolo di team leader e project manager per il partner Unical per il progetto che vuole sviluppare una piattaforma per la gestione ottimale dell’energia prodotta da fonte rinnovabile con l’obiettivo di garantire il bilanciamento tra generazione e domanda a livello locale.
La piattaforma raccoglierà e fornirà informazioni sulla generazione e il consumo di elettricità ai diversi attori operanti nel sistema elettrico e, attraverso opportuni algoritmi, consentirà di migliorare le prestazioni dell’intera rete in termini di qualità, sicurezza, affidabilità e resilienza.
Il sito pilota in Italia sarà realizzato presso l’Unical e interesserà alcuni cubi con i relativi impianti fotovoltaici installati su tetto e uno dei centri residenziali, nonché alcune delle cabine di trasformazione Mt/bt, con il coinvolgimento sin dalle prime battute di tutti gli utenti finali tra cui anche gli studenti del campus, attraverso interviste che mirano a conoscere quali siano le aspettative dell’utente finale quando si parla di rinnovabili e tecnologie smart.
L’elettricità è tradizionalmente generata, principalmente, da mega centrali, alimentate da combustibili fossili, dislocate in aree non urbane per poi essere consumata per lo più in ambienti urbani. Ma in futuro l’elettricità sarà sempre di più prodotta da fonti rinnovabili localizzate nelle aree urbane. Le fonti rinnovabili, dal punto di vista di un gestore del sistema, aumentano drammaticamente la complessità perché la produzione elettrica in questo caso è caratterizzata da forte variabilità e aleatorietà e, comunque, vale sempre il principio che l’immagazzinamento dell’energia prodotta è difficile da realizzare (sia dal punto di vista economico che tecnico).
Il gestore di un sistema elettrico deve perciò bilanciare continuamente i livelli di produzione in funzione dei livelli di richiesta. Il problema è che bisogna gestire alti livelli di incertezza sia dal lato della produzione (per la presenza di energia da fonti rinnovabili) che dal lato della domanda. Anche i consumatori, infatti, possono diventare piccoli produttori e la loro decisione di consumare o rivendere alla rete parte della produzione realizzata attraverso le fonti rinnovabili contribuisce all’aumento della complessità.
L’inserimento di queste reti di piccoli produttori che in parte consumeranno in proprio e in parte cederanno alla rete generale (ovvero le smart grids) trasformerà profondamente il settore energetico, sia in termini di gestione complessiva a livello macro e micro, sia in termini di comportamento dei singoli produttori/consumatori. (rcs)
L’Università della Calabria è tra le migliori Università al mondo. A dirlo, la Qs World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo che ha inserito, per la prima volta, l’Università calabrese tra le Top 68% del ranking.
La classifica, che valuta la qualità delle Università selezionando le migliori al mondo – circa mille nella classifica di quest’anno – ha inserito l’Ateneo calabrese nei parametri Citation per Faculty al 406esimo posto al mondo, e per l’Academic e l’Employer reputation poco sopra la 500esima posizione.
«Leggendo i dati della QS – ha commentato Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria – è importante sottolineare che l’Italia guadagna importanti posizioni in classifica: è la terza in Europa precedendo Paesi come la Francia, che investono più della nostra Nazione nella ricerca scientifica. L’Italia grazie anche alla passione e all’impegno dei suoi ricercatori raggiunge una posizione di tutto rilievo. L’Università della Calabria arriva per la prima volta in questa classifica, tra le pochissime del Meridione confermandosi un’eccellenza del Sud. Con l’ingresso in questa classifica, l’Unical è ora ufficialmente presente in tutti i ranking internazionali che censiscono le migliori università al mondo».
L’Unical, infatti, è presente in tutte le più importanti classifiche internazionali di riferimento: nel ranking Times Higher Education (THE), l’Unical compare nella fascia 601-800 per la classifica globale e in quella 401-600 per la classifica Impact Rankings. Nella speciale classifica dedicata alle università con meno di 50 anni (Young University Rankings 2019) l’Unical è 98ma. Nella classifica per aree del THE, il miglior piazzamento è per il settore Computer Science: fascia 251-300.
Nell’Academic Ranking of World Universities (ARWU) l’Unical appare nella fascia 801-900 per la classifica globale, mentre è posizionata nella fascia 151-200 per Matematica e in quella 301-400 per l’area Computer Science & Engineering.
Per il Center for World University Rankings (CWUR) l’Unical è 674ma nella classifica globale. L’ateneo, inoltre, è ben posizionato anche nelle classifiche UMultiRank e Greenmetric. (zc)
di SANTO STRATI – La Calabria è innovazione, ma non a parole o nei propositi: c’è l’impegno a fare rete dei tre atenei della regione per valorizzare competenze e capacità dei giovani. Studenti, laureati o ricercatori: chiunque abbia qualche idea, da solo o in team, nei settori chiave dell’innovazione tecnologica si faccia avanti, c’è la dodicesima edizione della Start Cup, una singolare quanto esemplare competizione che mette a confronto le idee. La trasformazione di un’idea da progetto a impresa segue degli step ben precisi: prima occorre individuare il progetto, quindi vanno formate le risorse umane che devono apprendere cosa significare fare impresa, infine bisogna individuare i fondi necessari per l’avvio. Un percorso che le tre università calabresi, l’Unical di Cosenza, la Mediterranea di Reggio e la Magna Graecia di Catanzaro, hanno mostrato di essere in grado di proporre e seguire per valorizzare il patrimonio umano dei nostri ragazzi: a questo serve la competizione che selezionerà dodici idee potenzialmente trasformabili in startup innovative tra cui pescare quelle tre che riceveranno anche l’assistenza finanziaria della Regione, con il coinvolgimento della Fincalabra.
Questo magnifico progetto di creazione d’impresa per una sfida d’innovazione che parte dalla Calabria è stato presentato, con evidente orgoglio e soddisfazione, in teleconferenza dai tre rettori, Santo Marcello Zimbone della Mediterranea, Nicola Leone dell’Università della Calabria e Giovambattista De Sarro della Magna Graecia, moderati da Alba Battista, con la partecipazione del responsabile del progetto della Mediterranea Claudio De Capua. Alla conferenza stampa di presentazione della XII Start Cup ha preso parte anche il presidente della Fincalabra Carmelo Salvino il quale ha sottolineato il pieno coinvolgimento nell’iniziativa e nelle altre che mettono in evidenza la capacità di innovazione della Regione. La Start Cup – ha detto Salvino – è anche la testimonianza di un modello della collaborazione tra la filiera istituzionale e l’università che sta dando i suoi frutti.
Il rettore Zimbone ha parlato di iniziativa consolidata: sono dodici anni che quest’appuntamento si rinnova, con 650 idee di impresa prese in esame, di cui il 5% sono diventate 30 realtà produttive con 6 milioni di investimenti. Zimbone ha sottolineato che questi mesi hanno messo in evidenza le tante opportunità che derivano da una situazione emergenziale: sono fiorite idee imprenditoriali, quasi tutte di carattere innovativo, che vanno a travalicare i confini nazionali per raggiungere il mondo. Nella globalità emerge la forza della Calabria che trova nella ricchezza di idee dei suoi giovani “innovatori” il vero traino per lo sviluppo possibile. È cambiato il modo di lavorare e si stanno aprendo porte a idee e progetti che sembravano impossibili, con la differenza che, nel dopo Covid, i margini di crescita sono aperti a chi fino ad oggi ha avuto minime possibilità. E l’Università deve svolgere a pieno il suo ruolo che non è più solo di formazione, ma anche di progettualità e di creazione di opportunità: il sistema universitario calabrese non si è mai fermato, in questi mesi di lockdown, perché ha ben chiaro il compito difficile ma non irraggiungibile di creare occasioni di crescita e sviluppo per i giovani.
È anche questo il modo di limitare – ha detto il rettore De Sarro – la fuga dei giovani cervelli che dopo la laurea non trovano sbocchi. «Abbiamo vissuto con entusiasmo questo campionato dei giovani ricercatori dello scorso anno grazie al prof. Gallelli che ha seguito alcuni studenti: ha vinto una giovane ricercatrice di Catanzaro – la cosa ci ha riempito di gioia – e credo che rappresenterà l’Italia sia a livello europeo che mondiale. Speriamo di poter offrire, Covid permettendo, tutta l’ospitalità che è tipica della nostra Università ma che è comune a tutti gli atenei calabresi. Lo stesso entusiasmo riversiamo in questa edizione che pur limitando gli incontri ravvicinati si presenta già ai nastri di partenza con ottime prospettive di partecipazione di di interessanti proposte innovative. Il ruolo dell’Università – ha sottolineato il rettore De Sarro – travalica l’ idea di formazione tradizionale e i nuovi strumenti di comunicazione permettono di mantenere alto il livello didattico. Certo, nel caso delle materie scientifiche e, soprattutto della medicina, è fondamentale l’approccio personale per la formazione dei futuri medici o operatori sanitari, ma nonostante le limitazioni siamo riusciti e riusciamo ad convivere con l’emergenza.
Il rettore Leone, un’autorità mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale, ha ricordato che proprio all’inizio della Start Cup, dodici anni fa, ha seguito, da docente, un gruppo di giovani ricercatori, arrivati con successo alla meta. Occorre credere in queste iniziative e immaginare l’Università in una visione che la proietti come agente promotore di sviluppo. Da questa competizione sono nate aziende diventate oggi realtà importanti. L’obiettivo è quello di offrire chances a chi ha idee: i nostri giovani hanno mostrato di essere efficaci e apprezzati. I giovani calabresi sono creativi e competitivi, occorre perciò offrire loro l’assistenza necessaria e il training di formazione al modello di impresa cui ispirarsi.
Ai giovani ha lanciato un invito caloroso l’assessore regionale alla Ricerca Scientifica e l’Università, l’astrofisica Sandra Savaglio: «liberate la vostra energia, tirate fuori le idee, avete il mondo ai vostri piedi, senza non rinunciare a sognare. In fondo, il Covid ha aperto importanti opportunità per chi ha le capacità e le competenze per emergere. Dateci dentro, ragazzi!» – ha detto, come faceva abitualmente nelle sue lezioni nelle aule dell’Unical prima dell’incarico istituzionale.
Uno stimolo che si aggiunge alla voglia di realizzarsi e di trasformare i sogni in realtà. La capacità dei nostri ragazzi è testimoniata dalle migliaia di cervelli “rapiti” dalle grandi industrie del Nord, dell’Europa, del mondo. L’attrazione è stata troppo forte, a fronte del vuoto assoluto che una classe politica inetta ha presentato ai nostri laureati, ai ricercatori, agli specializzandi. Più volte su queste pagine abbiamo detto che qualcuno, prima poi, dovrà rispondere del futuro rubato ai nostri giovani, ma le cose stanno ora cambiando sul serio. La Regione ha preso a cuore il mondo dell’Università e della ricerca scientifica, il capitale umano che questa terra è stata in grado di esprimere e continua a mettere sul mercato non va più disperso. Occorre offrire opportunità e occasioni di lavoro, formazione, specializzazione a casa propria, per poi mettere al servizio della propria collettività conoscenza, capacità, competenze.
La Rete dei tre atenei calabresi funziona egregiamente, lo hanno confermato i tre rettori rispondendo a calabria.live: il senso di soddisfazione del lavoro fin qui svolto e le risposte della Regione hanno permesso una risposta ottimistica e piena di speranzose certezze. Gli investimenti ci sono, forse sarebbero utili più fondi per creare borse di studio – ha detto il rettore De Sarro citando i progetti dello scienziato farmacologo Pino Nisticò, già presidente della Regione Calabria, che immagina una Calabria-Silicon Valley in grado di competere a livello internazionale con le grandi università del mondo. Zimbone ha detto che occorre rivedere gli aspetti metodologici per condividere un successo collaudato. Tanto forte e soddisfacente da far dire all’assessore Savaglio che bisogna far arrivare i giovani in Calabria, non farli partire. Non è un’immagine romantica o di maniera: è una realtà di cui i calabresi sentono già di poter andare fieri. È un punto di partenza, importante e significativo, su cui innestare solide basi per la crescita e lo sviluppo. Lo chiedono le nuove generazioni e glielo dobbiamo. (s)
Nella foto di copertina del prof. Francesco Aiello, l’Unical desolatamente deserta, causa Covid.
Giunge alla sua dodicesima edizione la Start Cup Calabria, la competizione di idee imprenditoriali promossa dalle tre Università calabresi(Magna Graecia, Unica, e Mediterranea), in collaborazione con la Regione e la Fincalabra.
È il punto di incontro per fare scouting delle idee innovative d’impresa che provengono da studenti, laureati, ricercatori e docenti calabresi. Un’intelligente sfida a presentare progetti, validando la sempre più preziosa partnership tra mondo docente e giovani non ancora laureati, ma anche con i ricercatori e i neolaureati. Il tema dell’innovazione diventa una sorta di gara che mette a confronto idee e progetti che possono poi contare sull’appoggio dell’Università pe rlo sviluppo e la eventuale realizzazione finale.
L’edizione di quest’anno sarà presentata con una conferenza stampa online oggi venerdì 5 giugno con la partecipazione di Sandra Savaglio, Assessore all’Università, Ricerca Scientifica e Istruzione; Giovambattista De Sarro, Rettore dell’Università Magna Graecia; Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria; Santo Marcello Zimbone, Rettore dell’Università Mediterranea; Carmelo Salvino, Presidente di Fincalabra SpA. La conferenza stampa potrà essere seguita anche in diretta streaming sulla pagina facebook della Start Cup Calabria, accedendo dal link www.facebook.com/StartCupCalabria. (rcs)
Quella conquistata dall’Università della Calabria, nell’annuale ranking for Computer Science & Electronics di Guide2Research, conferma la qualità dell’Ateneo calabrese e lo posiziona tra i migliori atenei d’Italia per le aree di Computer Science ed Elettronica.
L’Unical, che nel ranking annuale di Guide2Research è posizionato all’ottavo posto – precedendo Università di lunga tradizione come Padova o la Federico II di Napoli – è nella top 100 europea ed è al 229mo posto a livello mondiale, prima di atenei più noti a livello internazionale come l’Università di Liverpool o la Concordia University di Montreal.
La classifica premia il lavoro dei ricercatori dell’area informatica e dell’ingegneria dell’informazione. È costruita, infatti, sull’h-Index (o indice di Hirsch) calcolato e fornito da Google Scholar. L’indice di Hirsch valuta l’importanza e il prestigio di un ricercatore sulla base di due parametri che danno conto della quantità e della qualità del suo lavoro: il numero di articoli pubblicati e il numero di volte in cui sono stati citati.
La formula, quindi, restituisce un valore finale che valuta insieme la produttività del ricercatore e l’impatto che i suoi studi hanno avuto sulla comunità scientifica e riesce a essere rappresentativa del lavoro complessivo svolto negli anni. Per queste ragioni è considerato più affidabile di altri parametri meramente quantitativi ed è utilizzato, infatti, anche come parametro di valutazione per il conferimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) a professore universitario.
Il ranking di Guide2Research prende in considerazione solo i ricercatori con un h-Index di almeno 40, un parametro che lo stesso Hirsch considerava necessario per individuare gli scienziati di maggiore impatto. Al posizionamento dell’Unical contribuiscono sei dei suoi ricercatori: si tratta dei professori Nicola Leone (h-Index 53), Giancarlo Fortino (h-Index 48), Yaroslav D. Sergeyev (h-Index 45), Domenico Talia (h-Index 44), Alfredo Cuzzocrea (h-Index 41) e Domenico Saccà (h-Index 41).
I professori Leone, Fortino e Sergeyev si posizionano, anche, tra gli scienziati italiani top 100 del settore. (rcs)
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