Al via il bando per il Corso di Alta Formazione delle Competenze Qualificanti Innovative del Digies e Decisions Lab

Fino al 3 settembre, ci si può iscrivere alla prima edizione del Corso di Alta Formazione in Certificazione delle Competenze Qualificanti Innovative e Tecnologiche, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane (DiGiEs) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il Laboratorio di Metodi e Modelli Decisionali per le Scienze Sociali dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria (il Decisions Lab).

Queste competenze che saranno acquisite sono riconosciute e validate da Validacert ® , con la sua rete tecnico scientifica (coordinata da Medita Hub®),in collaborazione con l’ente di certificazione Università Popolare Luce ® (Validato ACCREDIA, Miur e Mise), sotto l’alto patronato internazionale di Unai ® (United Nations Academic Impact) determinanti come accredito all’esercizio delle cd Professioni non Ordinistiche in alcuni comparti produttivi del primario, secondario e terziario produttivo, nazionale e internazionale.

L’obiettivo del corso, «realizzare un percorso formativo finalizzato a rispondere alle richieste territoriali ed extra territoriali in termini di approfondimento ed aggiornamento delle nuove professioni e delle start up che presentano una crescente e diffusa domanda di nuove competenze, capace di colmare il divario esistente in un regime di diffusione della cultura digitale, dell’economia e della finanza 4.0, che la pandemia (in atto da oltre un anno) ha fortemente contribuito a collocare al centro della domanda e offerta di nuova occupazione e imprenditorialità competente e specializzata».

«La sempre maggiore attenzione – si legge nel bando – rivolta alla certificazione delle competenze qualificanti che presiedono e guidano il fronte della nuova occupazione, nelle nuove tecnologie e nell’innovazione scientifica, si giustifica pienamente con la funzionale capacità di coniugare il bisogno con l’innovazione, con la domanda di nuove professioni che un mondo sempre più digitale e remote working impone. La dotazione di competenze di alto profilo innovativo e tecnologico, qualificano diversamente il futuro mercato del lavoro e diventa perciò fondamentale formarle, certificarle e renderle al più presto spendibili, a diversi livelli e compiti, sia nelle organizzazioni pubbliche che in quelle private».

«I riconoscimenti secondo disciplinari Uni En – si legge ancora nel bando – e le Certificazioni delle Competenze Qualificanti, Innovative e Tecnologiche promosse da Validacert ®, offrono un livello avanzato di conoscenze ed abilità in diversi ambiti professionalizzanti della società 4.0 e delle nuove start up tecnologiche, in frequenti spin off di percorsi universitari e di ricerca scientifica applicata sul campo».

Il corso di Alta Formazione, dunque, si articolerà in tre diversi corsi Cas (Certificate of Advanced Studies) che si svolgeranno nell’ anno accademico 2020-2021 e avranno inizio Venerdì 10 settembre e Sabato 11 settembre a seguire per 5 fine settimana, per una durata complessiva di max 40 ore ciascuno, con formula Didattica A Distanza (Dad) attraverso la piattaforma Teams a meno di diverse indicazioni che dipenderanno dall’evolversi dell’emergenza pandemica. (rrc)

Il bando

Alla Mediterranea di Reggio incontro con Giorgio Saccoccia, presidente Agenzia Spaziale Italiana

Lunedì 5 giugno, a Reggio, dalle 9.45, in diretta streaming dall’Aula Magna “Ludovico Quaroni” dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, è in programma l’incontro con Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Per l’occasione, si terrà il webinar On the follow-on activities of the IV International Space Forum (ISF) 2019 – The Mediteranean Chapter, co-organizzato da Asi ed Università Mediterranea di Reggio Calabria.

All’importante evento internazionale parteciperanno da remoto le Autorità competenti di altri 17 Paesi della Regione mediterranea (Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Slovenia, Tunisia, Turchia).

L’evento è finalizzato a proseguire il percorso di dialogo e integrazione nel campo delle scienze e tecnologie spaziali avviato nell’ambito dell’ISF 2019 svoltosi a Reggio Calabria, nonché a presentare il Corso Internazionale di formazione sul tema Geoinformation and Space Data Management for the Needs and Sustainable Development of the Mediterranean Region, programmato presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria per il prossimo mese di novembre 2021. (rrc)

REGGIO – Presentata l’offerta formativa dell’Università Mediterranea

Sono 23 i corsi di studio tra primo e secondo livello, dei quali 11 corsi di laurea triennale (con 1 inter-ateneo), 9 corsi di laurea magistrale biennale (con 1 inter-ateneo) e 3 di laurea magistrale quinquennale a ciclo unico, che profilano complessivi 48 percorsi o indirizzi curriculari, per l’anno 2021-2022, che l’Università Mediterranea di Reggio Calabria offre ai suoi studenti.

È il frutto di un dinamico lavoro vigile e certosino di verifica e per il miglioramento qualitativo della formazione e l’ampliamento degli sbocchi occupazionali, basato sul monitoraggio e sulla valutazione della domanda espressa dal mondo della Scuola, delle Professioni, delle Imprese e delle altre Parti sociali.

Si aggiungono corsi di dottorato di ricerca negli ambiti di Agraria, Architettura, Giurisprudenza-Economia e Ingegneria, 3 corsi di specializzazione, 10 master di secondo livello e 1 Corso di Alta Formazione.

Il complesso dei percorsi formativi offerti dall’Università Mediterranea, in alcuni casi esclusivi in Calabria e subito oltre lo Stretto, come negli ambiti di Agraria e Architettura, può contare su punte d’eccellenza e laboratori all’avanguardia, anche unici nel panorama accademico, grazie a importanti investimenti, frutto di una notevole capacità di auto-finanziamento della ricerca, nonché su servizi migliorati e ampliati, in un ambiente sano, accogliente, stimolante e a contatto con il Territorio e il mondo professionale e produttivo, impegnato all’insegna della vicinanza agli Studenti e per garantire alla Comunità il miglior futuro possibile.

L’ambito di Agraria offre 6 corsi di studio, 3 di laurea triennale e 3 di laurea magistrale biennale, che abbracciano le tre principali filiere produttive, agricola, forestale-ambientale e alimentare. Punta sui miglioramenti qualitativi già introdotti con l’a.a. 2020-2021 nel campo delle “Scienze e tecnologie agrarie”, delle “Scienze forestali e ambientali” (al primo livello con i due curricula in “Ambiente e paesaggio agro-forestale” e in “Progettazione delle aree verdi”, al secondo livello con i due curricula in “Gestione dell’ambiente e degli ecosistemi forestali” e in “Gestione delle aree verdi”) e delle “Scienze e Tecnologie Alimentari” (al primo livello con i due nuovi curricula in “Scienze e tecnologie degli alimenti” e “Gastronomia e ristorazione”, al secondo livello con i due curricula in “Tecnologie alimentari” e in “Gastronomia e ristorazione”).

L’ambito di Architettura offre 3 corsi di studio, 1 di laurea quinquennale e 2 di laurea triennale. Presenta lo storico corso quinquennale in “Architettura” con programmazione nazionale degli accessi, con tre nuovi indirizzi (“Architettura e Patrimonio”, “Architettura e Costruzione”, “Architettura, Città e Territorio”), il corso di laurea triennale in “Design”, di recente attivazione, con tre curricula (“Product design”, “Design della comunicazione”, “Design per l’indoor/outdoor”), la novità del corso di laurea triennale in “Tecniche per l’edilizia e il territorio”, a orientamento professionale con accesso programmato a livello locale, con quattro curricula (“Edilizia e costruzioni”, “Sostenibilità edilizia”, “Pianificazione del territorio”, “Valutazioni immobiliari e gestione legale-amministrativa”).

L’ambito di Economia  conferma 2 corsi di studio, 1 di laurea triennale in “Scienze economiche”, con due curricula (“Economico”, “Giuridico-aziendale”), ed 1 di laurea magistrale biennale in Economia.

L’ambito di GIurisprudenza conferma l’omonimo corso di laurea magistrale quinquennale e la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali di durata biennale, con due curricula (“Giudiziario-forense”, “Notarile”).

L’ambito di Ingegneria offre 7 corsi di studio, di cui 3 di laurea triennale e 4 di laurea magistrale biennale. I percorsi triennali abbracciano i settori civile, industriale e dell’informazione; sono, infatti, in offerta 1 corso di laurea triennale completamente rinnovato in “Ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni”, con quattro curricula (“Generale”, “Elettronica e biomedica”, “Internet e sicurezza”, “Homeland security”), 1 corso di laurea triennale in “Ingegneria civile e ambientale per lo sviluppo sostenibile”, con tre curricula (“Opere civili sostenibili e per l’energia”, “Infrastrutture di trasporto e logistica”, “Tutela dell’ambiente”), 1 corso di laurea triennale in “Ingegneria industriale”, con quattro curricula (“Energy manager”, “Ingegneria gestionale”, “Ingegneria elettrica e dell’automazione”; “Bioingegneria”). Riguardo ai percorsi di secondo livello, la novità del corso di laurea magistrale interclasse in “Ingegneria elettrica e elettronica”, con quattro curricula (“Circuiti e sistemi elettronici”, “Automazione industriale”, “Impianti dispositivi e circuiti per applicazioni biomediche”, “Electrical and electronic engineering”), si aggiunge al corso interclasse di recente attivazione in “Ingegneria per la gestione sostenibile dell’ambiente e dell’energia”, con due curricula (“Tutela dai rischi naturali e antropici”, “Gestione energetica sostenibile”), al corso di laurea magistrale in “Ingegneria civile”, con tre curricula (“Infrastrutture e sistemi di trasporto”, “Geotecnica per lo sviluppo e la sicurezza del territorio”, “Progettazione di strutture civili, di infrastrutture idrauliche e di sistemi per le energie rinnovabili”) ed al corso di laurea magistrale in “Ingegneria informatica e dei sistemi per le telecomunicazioni”, che offre la possibilità di specializzarsi in tematiche quali la cyber-security ed le reti 5G.

Nell’ambito della Sanità e delle Scienze Sportive sono presenti 2 corsi di studio inter-ateneo con l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, quale sede amministrativa. Al corso di laurea magistrale biennale interclasse di recente istituzione in “Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive e adattate”, con accesso programmato a livello locale, da frequentare in parte a Reggio Calabria, si aggiunge la novità del corso di laurea triennale in “Infermieristica” (in corso di accreditamento iniziale), abilitante alla professione sanitaria di infermiere, con programmazione nazionale degli accessi, da frequentare totalmente a Reggio Calabria.

L’ambito delle Scienze Umane, conferma 2 corsi di studio, con il corso di laurea magistrale quinquennale in “Scienze della formazione primaria”, con programmazione nazionale degli accessi, e il corso di laurea triennale di più recente attivazione in “Scienze dell’educazione e della formazione”, con due curricula (“Educatore per l’infanzia”, “Educatore socio-pedagogico”).

Gli studenti hanno a disposizione circa 11.000 m2 destinati alla didattica di cui circa il 60% ad aule. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo dispone di un patrimonio bibliografico di oltre 186.000 volumi e di 20 risorse elettroniche in abbonamento, in massima parte accessibili sia in sede che da remoto.

È impegno costante dell’Ateneo, nell’ottica della massima tutela del diritto allo studio, attivare ogni azione possibile al fine di promuovere la rimozione di barriere di natura economico-sociale e individuale all’accesso all’Università, premiando le studentesse e gli studenti meritevoli, mediante l’erogazione di benefici economici e servizi alla persona. Nell’anno accademico in corso sono state erogate circa 1.500 borse di studio e sono state ampliate le fasce di esonero o di sgravio dalle tasse di iscrizione. Sono inoltre attivi oltre 100 accordi internazionali volti a favorire la fruizione dei programmi di mobilità studentesca. A tal proposito, nello scorso anno accademico sono state attivate oltre 200 borse di studio di mobilità nell’ambito del progetto Erasmus+.

Una delle sfide più recenti dell’Ateneo riguarda la partecipazione attiva alla rete dei diversi attori impegnati nello sviluppo delle scienze e tecnologie spaziali nel bacino del Mediterraneo.

In questo periodo d’emergenza sanitaria, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria non si è mai fermata, per tenersi vicina principalmente agli Studenti, alle Famiglie e alla Scuola. L’impegno di servizio a distanza è stato costante e senza soste. Sono stati, infatti, assicurati con continuità le lezioni e le esercitazioni, gli esami di laurea, le attività di tutorato, gli esami di profitto, i tirocini, i corsi di dottorato di ricerca, i corsi di specializzazione abilitanti per la scuola, le ingenti risorse bibliografiche digitali. Sono fiorite le video-conferenze messe in rete, rivolte ai giovani per mettere in mostra anche le sfaccettature e le opportunità dell’offerta formativa e illuminare le scelte per il futuro. In questo periodo l’Ateneo ha anche supportato le altre Istituzioni del territorio, non solo Calabrese, con diverse iniziative, tra cui la produzione e distribuzione di prodotti detergenti e igienizzanti e la consulenza negli interventi di sanificazione degli ambienti.

Sono state supportate anche le Famiglie e omaggiate le Matricole per agevolare la fruizione dei servizi accessibili da remoto anche dopo il superamento di questa fase critica. E’ stato, inoltre, messo in funzione uno sportello telematico informativo personalizzato. In continuità, anche le Matricole dell’a.a. 2021-2022 saranno accolte con degli omaggi.

I servizi per gli Studenti rimarranno in gran parte gratuiti. Sarà così per il tutorato personalizzato, i servizi-navetta di trasporto, i servizi sportivi, medico-sanitari, ricreativi e altri ancora. Si amplierà la scelta per le esperienze di studio Erasmus all’estero. Rimarranno facilmente accessibili due moderne e confortevoli Residenze Universitarie che dispongono di complessivi circa 150 posti riservati a Studentesse e Studenti. Si incrementeranno le borse di studio, i premi di laurea, i sussidi, come la stessa possibilità di collaborazione retribuita degli Studenti alle attività dell’Ateneo.

Nella classifica Censis 2020 delle Università italiane, analizzate per categorie omogenee rispetto al numero di studenti iscritti, l’Università Mediterranea si colloca al secondo posto tra gli Atenei statali fino a 10000 iscritti, guadagnando 4 posizioni rispetto al 2019, grazie al progresso conseguito nella maggior parte degli indicatori e, in particolare, in quelli relativi alle strutture e ai contributi a favore degli studenti.

Tale risultato dà chiaramente conto dell’impegno rivolto a fornire servizi sempre più ampi, continuamente e rapidamente adeguati alle esigenze degli studenti iscritti.

È anche bene che Diplomandi e Famiglie sappiano che si sta puntando a completare l’assetto urbanistico della Cittadella universitaria, a potenziare gli impianti residenziali e sportivi, a promuovere la nascita di un grande Campus per l’Innovazione in grado di valorizzare le collaborazioni con il mondo delle Imprese e creare occupazione in loco.

In sostanza, si moltiplicheranno le opportunità di studio e specializzazione in un luogo con risorse e bellezze ambientali, paesaggistiche e culturali certamente uniche, che costituiscono veri e propri laboratori naturali. (rrc)

REGGIO – Il sindaco Falcomatà al dibattito su “Dialoghi di Diritto dell’Economia”

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, è intervenuto nel corso dell’iniziativa Dialoghi di Diritto dell’economia, promossa dall’Università Mediterranea e che ha riunito i prestigiosi interventi di Massimiliano Ferrara, direttore del dipartimento DiGiES dell’ateneo reggino, di Francesco Manganaro, presidente dell’Associazione professori di Diritto Amministrativo, di Luisa Torchia, dell’Università di “Roma Tre” e di Alberto Zito, dell’Università di Teramo.

«Cabina di regia metropolitana fondamentale per gestire e monitorare il Recovery Fund. Alzare al 60% il livello di risorse per il Sud. Il Governo cancelli il criterio della spesa storica sui Livelli essenziali delle prestazioni per eliminare il gap fra Nord e Sud del Paese» ha detto il primo cittadino, aggiungendo che «i Comuni, soprattutto nel delicato periodo storico che stiamo vivendo, sono sempre più intesi come primo, se non unico, avamposto e punto di riferimento dei cittadini rispetto a problematiche, proposte e possibilità di crescita del territorio e, anche per questo, le autonomie locali sono centrali nello sviluppo delle comunità considerati i programmi del Recovery Fund».

«Da anni, come Anci – ha aggiunto – rivendichiamo maggiore spazio nelle politiche d’interesse comunitario e nazionale. In questo senso, sono stati fatti grandi passi in avanti se si pensa alla gestione delle risorse dei Pon Metro, la più grande rivoluzione avvenuta ad oggi nella programmazione e rendicontazione di finanziamenti gestiti dal basso senza ulteriori filtri, livelli o indirizzi di organismi diversi da quelli territoriali. È stato un grandissimo banco di prova per le Città Metropolitane che, nel corso della pandemia, hanno compiuto numerosi altri sforzi nell’amministrazione dei buoni spesa o dell’edilizia scolastica per adeguare le strutture a tutte le misure previste nei diversi dispositivi anti Covid».

«Adesso – ha aggiunto il sindaco Falcomatà – i tempi sono maturi per dare maggiore spazio alla programmazione degli obiettivi da raggiungere all’interno Recovery Fund. Alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, abbiamo cercato di anticipare i tempi costituendo una cabina di regia che coinvolge tutti i Consiglieri, a prescindere dalla loro appartenenza politica come esempio di maturità rispetto a questa tematica. Ma, soprattutto, vede in prima linea gli attori protagonisti dello sviluppo socioeconomico del territorio: associazioni categoria, ordini professionali, sindacati e la nostra Università “Mediterranea”. L’idea è quella di programmare e monitorare insieme ogni scelta strategica per sviluppo». 

«A questo punto – ha continuato – bisogna, però, comprendere bene quali siano le regole di ingaggio che, ancora, mostrano contorni molto indefiniti. Non ci soddisfa per niente, infatti, l’ipotesi che al Sud siano riservate soltanto il 37% delle risorse previste nel Recovery fund. È una cifra ampiamente insufficiente per due ordini di motivi: da un’analisi della Svimez, la quota da destinare al Mezzogiorno dovrebbe essere di almeno il 60%, in modo tale da avere quel carattere aggiuntivo capace di eliminare il gap fra il Nord ed il Sud del Paese. La seconda questione è relativa al fatto che, quel 37%, potrebbe addirittura comprendere le risorse ordinarie. Se, per esempio, vi inseriamo le misure del Pon Metro già previste, capiamo bene che la beffa è dietro l’angolo. Tutto questo è inaccettabile».

«Il Governo – ha, quindi, proseguito il sindaco – dovrebbe piuttosto comprendere come ci si trovi tutti di fronte all’ultima occasione per porre fine ad una discriminazione di cittadinanza data dal permanere della spesa storica rispetto ai Livelli essenziali delle prestazioni. Oggi, infatti, un bimbo o uno studente di Reggio Calabria non ha le stesse opportunità di un pari età di Reggio Emilia. È importante che l’Italia decida di abbandonare definitivamente il criterio della spesa storica e definisca, in maniera chiara e puntuale, i Livelli essenziali delle prestazioni».

«Se non si fa questo – ha concluso Falcomatà – qualsiasi discorso sulla bontà amministrativa o sull’importanza dell’amministrazione nello sviluppo dei territori, rischia di essere mortificato da un piano di partenza che prevede iniquità di regole tra il Settentrione ed il Meridione d’Italia. Sono convinto, invece, che questa riflessione vada fatta dalla politica e da tutti coloro che hanno una responsabilità nello sviluppo di un territorio. E l’università è, ovviamente, fra queste». (rrc)

UNA SILICON VALLEY NELL’AREA GRECANICA
IL PROGETTO ‘AGAPI’ PIACE ALLA CARFAGNA

di SANTO STRATI – L’acronimo utilizzato – Agàpi – non rende l’idea dell’ampio progetto che intende racchiudere: è un validissimo studio dell’Università Mediterranea di Reggio del 2019 che ha conquistato il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà e trasversalmente il deputato azzurro Francesco Cannizzaro, sempre in prima linea per tutto ciò che ha a che fare con le cose reggine. Agàpi significa Area Grecanica Advanced Platform for Innovation che tradotto volgarmente si potrebbe sostituire con una Silicon Valley nell’area grecanica. È questo, in sintesi, il nocciolo del progetto, già anticipato qualche settimana fa da Falcomatà alle assise telematiche volute dalla ministra per il Sud Mara Carfagna: il primo cittadino di Reggio ha anticipato quello che dovrebbe diventare un campus hitech, polifunzionale e poliattrattivo per offrire opportunità di lavoro e formazione per 400/500 giovani. L’area individuata è in parte il simbolo dell’industrializzazione fallita: da un lato le Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie, ormai dismesse, dall’altro l’area della ex Liquichimica che, in realtà, non potrebbe essere ex in quanto non è mai entrata in funzione.  Rimangono a simbolo dello spreco di denaro pubblico l’enorme ciminiera, mai utilizzata, e i grandi silos, ora arrugginiti, di una fabbrica che è servita solo a distruggere le coltivazioni di bergamotto  e agrumeti fiorenti, illudendo su possibili sbocchi occupazionali in un’area sempre alla ricerca di lavoro. I dipendenti non hanno mai fatto un’ora di lavoro (da subito in cassa integrazione non si sa più per quanti decenni) e il degrado ambientale lasciato da una delle tante cattedrali nel deserto della Calabria non ha bisogno di commenti.

C’è dunque, adesso, la possibilità di dare una scossa a tutta l’area, immaginando una forte cooperazione tra Università Mediterranea e aziende dell’innovazione tecnologica per costruire una Silicon Valley a sud del sud, dove peraltro non mancano giovani capaci e competenti e dove l’Ateneo reggino ha mostrato alti livelli di efficienza e di preparazione. Dall’annuncio di Falcomatà, in diretta streaming con la ministra, all’incontro con la titolare del dicastero per il Sud a Roma il passo è stato davvero breve, complice l’attivismo di Cannizzaro. Il deputato reggino, avendo sondato la disponibilità e, soprattutto, il grande interesse della Carfagna, ha portato con sé il rettore di Unimediterranea Marcello Zimbone, a illustrare personalmente il progetto.

Mara Carfagna sta facendo un ottimo lavoro, occorre riconoscerlo, e anche in questa occasione ha mostrato un piglio operativo davvero invidiabile: l’incontro non è stato un semplice scambio istituzionale di opinioni, bensì un vero e proprio confronto tecnico-operativo, con la ministra che ha chiamato un bel po’ di esperti per valutare la fattibilità del progetto e vagliarne le opportunità in termini di occupazione e formazione giovanile.

Per il Distretto dell’Innovazione servono 90 milioni di investimenti: si tratta di realizzare un Campus ipertecnologico per lo sviluppo di progetti specifici basati su soluzioni innovative. La progettualità e la realizzazione vedrebbe coinvolti le imprese, le startup, i Centri di Ricerca e le Università, oltre naturalmente alle realtà presenti e future dell’imprenditoria giovanile. Si tratta, in altri termini, di canalizzare progetti di alta tecnologia e attuarne la realizzazione in loco, in modo da offrire prima occupazione diretta e poi grandi opportunità di interscambio non limitate all’area regionale, bensì a livello nazionale e internazionale.

L’area in cui realizzare il Campus – riferisce una nota – è stata individuata nel comprensorio industriale di Saline Joniche (Montebello – RC) delle ex Officine Grandi Riparazioni delle FS, un’area di circa 37 ettari dove sorge una struttura industriale dismessa oltre 20 anni fa. Sarebbe un modo vantaggioso ed innovativo per riqualificare un’area totalmente abbandonata e sottoutilizzata, creando un nuovo indotto socio-commerciale e dando il là ad un’importante ricaduta occupazionale che si concretizzerebbe in 500 posti di lavoro. Il tutto con grande attenzione ai parametri di sostenibilità ambientale.

Tali attività sono tutte coerenti con le linee strategiche governative tracciate a supporto dell’innovazione e della transizione ecologica ed energetica. Secondo l’on. Cannizzaro, l’incontro con la ministra è «il primo concreto passo per avviare un corposo e produttivo iter atto a trasformare il Campus Agàpi in una solida realtà e non lasciarlo solo tra i sogni nel cassetto di più generazioni. Si tratta di una grande opportunità per tutto il Territorio, forse più semplice da realizzare che da immaginare, che oggi è all’attenzione del Ministro e che potrebbe segnare un netto cambio di passo per l’Area Grecanica e per tutta la fascia Jonica di Reggio Calabria».

Era metà giugno 2019 quando Università Mediterranea di Reggio Calabria, Ferrovie dello Stato, FS Sistemi Urbani, TIM, Huawei, CONSEL Consorzio Elis, NTT Data, Engineering, Aubay e SAS firmavano un protocollo di intesa per l’avvio di uno studio di fattibilità finalizzato alla creazione di un Campus ove sviluppare progetti ad alto contenuto tecnologico, formare nuove figure professionali e promuovere la nascita di imprese attraverso un incubatore/acceleratore di Startup e Spin Off Universitari. Lo studio si proponeva di realizzare ambiente di lavoro innovativo e cooperativo nel quale attrarre aziende e giovani talenti per sviluppare attività produttive nell’ambito delle nuove tecnologie (Sistemi 5G, IoT, Intelligent Transportation Systems, Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale, Big Data & Data Analytics, Blockchain, Robotica, Cybersecurity) e rafforzare, attraverso la creazione di nuovi progetti industriali, i settori produttivi già presenti sul territorio calabrese (settore agroalimentare, trasporti, etc.). Dopo poco meno di due anni, Falcomatà ha avuto la brillante idea di rispolverare lo studio e segnalarlo durante la due giorni dedicata al Sud: «Il progetto – ha spiegato Giuseppe Falcomatà alla ministra Carfagna e alla platea di amministratori locali in collegamento – intende realizzare una sorta di San Giovani a Teduccio nel profondo sud ed all’interno di 54 mila metri quadri di terreno. Esiste già un preliminare, che potrebbe diventare un progetto definitivo d’interventi per circa 90 milioni indispensabili alla costruzione di un distretto dell’innovazione. L’Università in questi anni ha preso contatti con importanti players internazionali e partner istituzionali per la realizzazione, in quest’area, di laboratori di start-up ed incubatori di imprese utili ad arginare il problema della disoccupazione, soprattutto, giovanile. I giovani neo laureanti, infatti, non hanno la possibilità di tradurre in produttività le conoscenze acquisite all’interno dei nostri atenei. Parliamo di una previsione di circa 400 nuovi posti di lavoro».

Le premesse ci sono. Le ex Officine FS dove sembrava potesse spostarsi l’Hitachi col suo polo produttivo delle ex Omeca (quale miglior location, con i binari che entrano dentro i capannoni?) offrono una soluzione ideale per un incubatore di giovani aziende innovative da affidare ai giovani ricercatori, informatici, sviluppatori di software che potrebbero sperimentare un percorso di perfezionamento e di crescita professionale senza uguali. Le risorse, ancora una volta è opportuno sottolinearlo, non mancano: quella che non c’è è la capacità di spesa. La sfida è tutta qui e i nostri ragazzi, una volta tanto, possono anche sognare di non aver più bisogno del trolley per andare via. Ma non si possono e non si devono deludere o, peggio, illudere. Staremo a vedere. (s)

 

Il Coro Polifonico Musicale della Mediterranea partecipa alla staffetta musicale “L’Università Canta”

È arrivata al Coro Polifonico Universitario dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria la staffetta musicale, partita il 21 giugno in occasione della Giornata Mondiale della Musica da Bergamo e dalla sua Università.

Il progetto, pensato durante la quarantena, nasce da un’idea del Maestro Laura Pesenti, Docente e direttrice del Coro dell’Università di Bergamo, dal desiderio di condividere amicizia, fratellanza e solidarietà in un momento dove incontrarsi fisicamente è impossibile, mettendo al centro i Cori Universitari come esempio di unione e superamento delle distanze, delle differenze tra le persone in un abbraccio virtuale attraverso la musica: veicolo di un messaggio di speranza e fiducia nel futuro. 

Così è accaduto che la Libera Università di Bolzano ha passato il “testimone virtuale” all’Università degli studi “Mediterranea” e il Coro Polifonico Universitario ha risposto, tramite il suo direttore, Maestro Carmen Cantarella, con entusiasmo alla proposta.  

Il Coro della “Mediterranea” è il sesto a prendere parte all’iniziativa partita con il video musicale del Coro degli Studenti dell’Università di Bergamo sulle note di Hey Jude dei Beatles, e che punta a coinvolgere il maggior numero di Università italiane possibili.  

Ciascuno ha proposto un brano diverso nello stile e nel genere, accompagnato da strumenti o “a cappella”, appartenente al proprio repertorio corale ed eseguito a distanza, poi montato e caricato sulla piattaforma YouTube nel canale “L’Università Canta”, dove a breve si potrà visualizzare anche il nostro contributo. 

In questi mesi, anche se le attività in presenza sono state costrette a fermarsi, gli studenti, i docenti e il personale tecnico amministrativo che compongono il Coro UniRC hanno continuato a sentirsi parte della comunità accademica con una consapevolezza diversa, provando a cantare in una nuova modalità durante i lunghi mesi di lockdown.

Alla proposta di partecipazione alla staffetta corale hanno aderito oltre 40 elementi del coro, che hanno prodotto i loro contributi- video da casa. Tourdion, il brano della staffetta, è una danza rinascimentale dal testo giocoso che parla di vita e di allegria e che, in questo caso, vuole esprimere il forte desiderio di tornare a vivere assieme momenti di convivialità e socialità, a partire da quelli corali. 

«Questa è l’ultima, in ordine di tempo – si legge in una nota – delle tante encomiabili attività che il nostro Coro porta avanti ormai dal 2013, anno in cui è stato fondato dal prof. Pasquale CatanosoLe iniziative, che in questi sette anni lo hanno visto protagonista, si sono svolte in primo luogo presso il nostro Ateneo con concerti di natura istituzionale, ma anche nel nostro territorio in perfetta linea con le attività della “Terza Missione”: l’impegno istituzionale che gli Atenei attuano dialogando con la società, interagendo con i luoghi, i contesti e le comunità nelle quali operano. Importanti sono state anche le partecipazioni a molti Simposi e Festivals di Cori Universitari svolti a Bolzano, Pisa e Perugia».  

Non appena sarà nuovamente possibile, in considerazione della situazione pandemica, riprendere a cantare in presenza, a provare ed organizzare nuove iniziative sempre più interessanti, il Coro sarà ben felice di spalancare la porta della propria sede a nuove voci, studenti universitari e non solo, che desiderino condividere la passione per la musica e, soprattutto, di divertirsi in compagnia.  (rrc)

Erasmus Plus: riconoscimento per UniMediterranea dalla Commissione Europea

Importante riconoscimento per l’Università Mediterranea di Reggio: il suo progetto per il programma Erasmus Plus è stato approvato con il punteggio di 100/100 e l’Ateneo ha  ottenuto il certificato di qualità “Erasmus Charter for Higher Education 2021-2027”.

L’Erasmus Charter for Higher Education (ECHE) è il prerequisito che gli Istituti di istruzione superiore dell’Unione Europea devono ottenere per partecipare ai programmi di mobilità per l’apprendimento individuale e ai programmi di cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche. In altri termini, l’Università potrà partecipare ai Bandi e alle opportunità del programma rispettando le modalità sottoscritte all’atto di ricezione del Charter.

Erasmus Plus è il programma dell’Unione Europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport. Attraverso il programma, nel periodo 2014-2020, sono stati finanziati progetti di mobilità studentesca, di apprendimento permanente, di cooperazione internazionale e di “gioventù in azione”, consentendo a milioni di studenti di acquisire una esperienza personale e di gran valore per il proprio futuro.

La Comunità Europea, attraverso uno specifico bando, ha programmato le iniziative di mobilità per il successivo periodo 2021-2027: Erasmus+ contribuisce alla strategia Europa 2020 per la crescita, il lavoro, l’equità sociale e l’inclusione, oltre a fissare il quadro strategico europeo per la formazione e l’apprendimento. Il programma contribuirà altresì a raggiungere gli obiettivi del piano strategico Europeo per i Giovani, auspicabilmente riducendo il tasso di disoccupazione giovanile, preparando a nuove competenze, incoraggiando la partecipazione democratica dei cittadini e supportando l’innovazione e la cooperazione tra paesi partner del programma.

Erasmus+ è pensato per dare risposte concrete a queste problematiche, attraverso l’accesso ad opportunità di studio, formazione, di esperienze lavorative o di volontariato all’estero. La qualità dei sistemi europei d’istruzione, formazione e assistenza ai giovani saranno incrementate attraverso il sostegno al miglioramento dei metodi di insegnamento e apprendimento, a nuovi programmi e allo sviluppo professionale del personale docente e tecnico-amministrativo e attraverso una maggiore cooperazione tra il mondo dell’istruzione e della formazione e il mondo del lavoro per affrontare le reali necessità in termini di sviluppo del capitale umano e sociale, in Europa e altrove.

Lo sviluppo del progetto presentato prevede un impegno rilevante in termini di trasparenza di tutte le procedure, di rispetto di criteri di equità e riconoscimento delle diversità, di immediato riconoscimento dei crediti formativi acquisiti, nonché di progressiva digitalizzazione e dematerializzazione del processo di partecipazione al programma Erasmus+, a beneficio di studenti e staff dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, nel prossimo periodo 2021-2027.

La notizia del successo dell’Università  Mediterranea sembra molto incoraggiante in un periodo in cui la mobilità internazionale è sospesa a causa della pandemia da Covid-19. Gli studenti si trovano oggi, infatti, in una condizione molto difficoltosa che impedisce loro nei fatti di programmare il viaggio all’estero e permette solo, per i partner che lo consentono, una modalità di fruizione a distanza della didattica internazionale.

L’Ateneo di Reggio Calabria, in piena sintonia con la CRUI, sta lavorando ad un piano per la mobilità che prevede il riconoscimento completo dei crediti acquisiti nella modalità a distanza, la possibilità di svolgere contemporaneamente esami in sede (cosa generalmente proibita in caso di effettiva mobilità all’estero) e la possibilità di svolgere una parte della mobilità all’estero non appena le condizioni esterne lo permetteranno attraverso un’assunzione di responsabilità e di consapevolezza dei rischi sottoscritta, al momento della partenza, dagli studenti che vorranno muoversi in ogni caso. (rrc)

Tre docenti di UniMediterranea di ingegneria marittima segnalati dalla Stanford University

Felice Arena, Paolo Boccotti e Giuseppe Failla tre docenti del laboratorio naturale di ingegneria marittima NOEL di Reggio Calabria sono stati segnalati dalla Stanford University ed entrano nella World’s Top 2% Scientists List’ prodotta dall’Università californiana e pubblicata il 16 ottobre 2020 sulla rivista PLOS.

Il report, predisposto dai ricercatori della Stanford University secondo indicatori scientifici riconosciuti in ambito internazionale, ha identificato oltre 100,000 ricercatori di tutto il mondo che hanno pubblicato articoli scientifici accelerando il progresso nel proprio settore scientifico, e hanno influenzato l’attività scientifica di altri ricercatori.

I ricercatori sono stati classificati in 22 macro-aree e 176 aree scientifiche Per ciascuna delle aree scientifiche, è riportato il “top 2%”: il 2% dei migliori ricercatori al mondo nell’area scientifica.

Sono state prodotte due differenti classifiche:

  1. La prima classifica è stata predisposta considerando l’intera carriera dei ricercatori. Nell’area scientifica “Ingegneria Civile” e “Ingegneria Ambientale” troviamo due docenti dell’Università Mediterranea, entrambi afferenti al laboratorio NOEL. Il prof. Paolo Boccotti, fondatore del laboratorio (Professore Emerito presso la Mediterranea ) e il prof. Felice Arena, Direttore del NOEL (Professore Ordinario di Costruzioni Marittime).
  2. La seconda classifica è stata predisposta considerando l’attività scientifica nell’anno 2019. Nell’area scientifica “Ingegneria Civile” e “Ingegneria Ambientale” troviamo tre docenti dell’Università Mediterranea, tutti afferenti al laboratorio NOEL. Oltre al prof. Felice Arena (Direttore del NOEL) ed al prof. Paolo Boccotti (fondatore), in classifica anche il prof. Giuseppe Failla (Professore di Scienza delle Costruzioni). (rrc)

Vent’anni fa alla Mediterranea di Reggio si parlava già di ingegneria biomedica

È una magnifica notizia , l’accordo tra Unical e Università Magna Graecia di Catanzaro per una laurea in comune in medicina e bioingegneria. Ma per amor di verità occorre dire che a Reggio ci avevano già pensato all’incirca vent’anni fa, costretti poi a rinunciare per le classiche gelosie del Mezzogiorno, che oggi, grazie al cielo sono quasi del tutto sfumate. I tre Atenei calabresi viaggiano uniti e costituiscono un Polo universitario di grande rilievo che va ben oltre il Mezzogiorno e sforna, in continuazione, eccellenze che il mondo ci invidia (e spesso, astutamente, ci sottrae).

Correvano i primi anni del terzo millennio, circa 20 anni fa, e a Reggio, in attesa di inaugurare i corsi di ingegneria biomedica presso l’Università Mediterranea, su idea della costituenda Fondazione Mediterranea, venne organizzata una innovativa partnership tra gli Ospedali Riuniti e la Facoltà di Ingegneria con l’istituzione di un master di secondo livello in bioingegneria. Ma torniamo all’istituenda laurea in bioingegneria. Il rettore Bianchi era d’accordissimo, il preside Morabito ultra d’accordo, il direttore amministrativo anche.

L’allora presidente del Consiglio Regionale, Fedele, dette un finanziamento di cinquantamila euro. I contatti con il Politecnico di Milano, coordinati dal prof. Montevecchi socio fondatore della Fondazione Mediterranea, andavano a gonfie vele. Poi Napoli, che a Ingegneria faceva il bello ed il cattivo tempo, si mise di traverso. Non se ne fece nulla e due anni di preparativi si volatilizzarono, come anche il contributo regionale, che venne utilizzato per non si sa per cosa.

«Oggi si apprende – afferma il presidente della Fondazione Mediterranea Enzo Vitale – che le idee reggine sono state concretizzare dall’asse CZ-CS. Si è un po’ stanchi, non si ha più l’entusiasmo di venti anni fa, non si trovano invero nemmeno i possibili partner di un tempo. Ma non si deve mollare e occorre continuare a costruire, anche coscienti che altri se ne avvantaggeranno. (rrc)