Il Coro Polifonico della Mediterranea ha aderito alla Rassegna Nazionale dei Cori Universitari

Il Coro Polifonico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha aderito alla Rassegna nazionale dei Cori Universitari, giunta alla nona edizione, svoltasi a Urbino.

Alla Rassegna hanno partecipato il Coro dell’Università di Firenze, il Coro dell’Università di Verona, quello dell’Università  “G.D’Annunzio” di Chieti-Pescara, il coro “G. Pressacco” dell’Università di Udine ed infine il Coro 1506 dell’Università “Carlo Bo”  di Urbino.

Nel corso dell’evento i coristi hanno avuto modo di accrescere il loro bagaglio di conoscenze musicali ascoltando prima la Lectio del M° Giovanni Bietti, uno dei migliori divulgatori musicali italiani, che ha parlato del rapporto tra la musica colta e la musica popolare, e poi partecipando al Workshop con il M° Mario Lanaro, grande formatore di tante generazioni di coristi.

I Cori hanno dato vita alla festosa gara per l’aggiudicazione della Feluca d’Oro, l’ormai famoso copricapo degli studenti universitari che il Coro Reggino si è già aggiudicato una volta, due anni fa. Diretto in questa occasione dal M° Claudio Bagnato, il Coro della Mediterranea ha eseguito 3 brani che hanno riscosso molto successo.

Ad aggiudicarsi quest’anno la Feluca d’Oro è stato il Coro dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

La mattinata di domenica, tradizionalmente dedicata ai concerti nelle piazze, a causa del maltempo, si è svolta nel porticato del Cortile d’Onore di Palazzo Ducale.

Il Concerto finale, ha avuto luogo nel pomeriggio nella Sala del Trono, all’interno del Palazzo Ducale. Il tema stabilito dagli organizzatori era la musica popolare ed il Coro dell’Università Mediterranea si è esibito in quattro brani “La Lancella”, “Billizzi ri Staiti”, “U ciucciu” e, per concludere, non poteva mancare “La Calabresella”.

La manifestazione si è conclusa con il brano “Ora la pace”, interpretato da tutti i Cori riuniti e diretti dal M° Lanaro.  (rrm)

L’Università Mediterranea in mostra a Venezia

Nei giorni scorsi presso l’Aula Master della Biblioteca di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Team del Laboratorio ABITAlab diretto dalla prof.ssa C. Nava, con un evento di preopening, ha presentato il progetto e il prototipo intitolato “BioSbattery: the Storage Effort for New Nature” che sarà in esposizione a Venezia alla 18. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, dal 20 maggio al 26 novembre 2023, nella mostra intitolata “University Dialogs”, nell’installazione composita e multimediale dell’assemblaggio del lavoro svolto delle università partecipanti, invitate dal New York Institute of Technology per contribuire all’Evento collaterale “Students as Researchers: Creative Practice and University Education”.

ABITAlab, che rappresenta l’ Università Mediterranea tra le 20 Università provenienti da tutto il mondo e che aveva partecipato già alla 17^Biennale di Venezia al Padiglione Italia, viene riconosciuto tra i laboratori universitari internazionali che fonda con successo la sua pratica educativa con il trasferimento a giovani ricercatori e studenti, delle applicazioni della ricerca di frontiera e delle tecnologie più dirompenti, per l’innovazione del design digitale contemporaneo, con visioni che stanno trasformando la pratica architettonica verso la decarbonizzazione dell’architettura e delle città della transizione. Un approccio alla sperimentazione come scienza applicata pura, una metodologia di lavoro e ricerca percorso da altri laboratori come l’ MIT e il NYIT stesso, con cui ABITAlab ha svolto altre attività di ricerca di frontiera per percorsi PhD.

All’evento di preopening in Ateneo, a cui hanno partecipato anche gli studenti della Masterclass in corso, con tutto il team di ricerca e di progetto, si sono mostrati in anteprima i risultati della ricerca, il prototipo e il video che parteciperanno alla mostra e al Simposio Internazionale al Centro studi e documentazione della cultura armena, a Venezia il 18 maggio.

La prof.ssa Nava, presentando il lavoro, ha raccontato di un progetto che avanza da anni sul tema della sfida agli impatti prodotti nelle emissioni di gas climalteranti e provenienti dalle attività dei cicli di costruzione e di produzione dei loro rifiuti. «Un componente di facciata evoluta, prototipato nei nostri laboratori, realizzato con gli scarti dei materiali metallici e delle miscele cementizie additivata con plastica e proveniente dalle attività di upcycling degli impianti elettrici, che abbiamo ibridato alla biomassa naturale di miceli, vegetazione, muschi, argilla» ha riferito la prof.ssa Nava, aggiungendo «si tratta di un modulo in scala di facciata capace di stoccare la CO2 e invertire l’impatto negativo del peso ambientale di un’architettura, diventando una vera e propria batteria di stoccaggio, da qui il nome del progetto/prototipo BioSbattery. Presentarlo oggi alla Mediterranea prima di partire per Venezia, ci sembrava la cosa più giusta da fare per condividere un percorso che da qui parte e arriva ormai spesso in altri luoghi della nostra ricerca e della sua disseminazione».

La presentazione alla presenza del Rettore Giuseppe Zimbalatti, del Prorettore alla Ricerca M. Lauria e della Delegata all’Orientamento dArTe A. Sarlo, la prof.ssa Nava ha ringraziato tutto il team, con i ricercatori e gli studenti che hanno lavorato intensamente nel laboratorio ABITAlab per questa importante sfida e gli sponsors. Il Dott.U. Barreca della Re.ed.el e l’Arch.A.Procopio della start up PMopenlab, hanno messo in evidenza come il lavoro di formazione e di trasferimento della Mediterranea attraverso le attività dei laboratori qualificano la formazione degli studenti e dei futuri professionisti, quanto le attività svolte da anni con ABITAlab abbiano raggiunto risultati significativi in tal senso.

Il prof. Lauria e la prof.ssa Sarlo, hanno dichiarato nella stessa direzione l’importanza della ricerca, della didattica e della terza missione nella sfida che anche il Dipartimento di Architettura e Territorio della Mediterranea hanno affidato a laboratori e spin-off.

Il Rettore della dell’Università Mediterranea prof Giuseppe Zimbalatti, che ha potuto conoscere da vicino il progetto e il prototipo, ha dichiarato quanto «partecipare ad un tale evento da protagonisti e non solo da visitatori possa essere motivo di soddisfazione, dopo un intenso lavoro condotto nella nostra Mediterranea. Quindi, complimentandosi con ABITAlab, ha riferito come spesso le lunghe giornate di lavoro trascorse con abnegazione e passione nei nostri laboratori, portino successi e augurio di futuro per ricercatori e studenti della Mediterranea». (rrc)

Comune e università insieme per la governance efficace delle società partecipate

È stata firmata nei giorni scorsi a Palazzo San Giorgio la Convenzione tra il Comune di Reggio Calabria e il Dipartimento di Giurisprudenza Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per il supporto scientifico al management e al controllo delle società partecipate e in house dell’istituzione cittadina.

Al tavolo presenti il Sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria Paolo Brunetti, il Direttore del Digies Daniele Cananzi, l’Assessore alle Partecipate Francesco Gangemi, il Direttore Generale del Comune, Demetrio Barreca, e la funzionario Alta Professionalità della Direzione Generale Anna Crea.

La stipula dell’accordo – è scritto in una nota diffusa da Palazzo San Giorgio – è il frutto di un lungo processo di confronto e collaborazione che vede sempre più le due istituzioni cittadine lavorare fianco a fianco per il rilancio del sistema socio-economico territoriale. Percorso che non può prescindere da importanti interventi di capacity building e di rafforzamento della capacità gestionali dell’Ente, tra i quali appunto lo sviluppo delle competenze manageriali delle società partecipate ed in house del Comune, nonché il potenziamento degli strumenti di controllo e vigilanza sugli stessi.

Trasparenza e qualità sono gli asset prioritari sui quali il comune intende improntare la gestione dei servizi di competenza delle società partecipate ed in house. Controllo e garanzia di buona gestio: questi i principi cui deve essere orientato il sistema di controllo delle stesse.

Da qui la collaborazione con il Digies, «esempio di fattiva interlocuzione – come definita dallo stesso Sindaco facente funzioni Paolo Brunetti – e messa a sistema delle potenzialità territoriali al servizio della comunità». Un accordo di collaborazione bilaterale scientifica di studio e scambio di servizi e tecnologie, di attività di ricerca, di consulenza, di formazione accademica e professionale a supporto scientifico del management per il controllo delle società partecipate e in house e quindi, indirettamente, a supporto dei concittadini fruitori dei servizi erogati dalle stesse.

La collaborazione si espliciterà in un insieme articolato di interventi che prevedono in primis il supporto scientifico offerto dall’Università alla dirigenza dell’ente per poi svilupparsi in programmi di alta formazione del personale comunale e delle società partecipate, nella promozione di master dai contenuti strettamente operativi e funzionali all’operatività delle stesse, oltre che la promozione di tirocini e stage formativi destinati agli studenti e di altre progettualità in grado di avvicinare i giovani più promettenti al pubblico servizio, fornendo al contempo spunti di crescita professionale ed idee innovative per la gestione dei servizi locali.

Con il progressivo processo di aziendalizzazione della pubblica amministrazione, che vede sempre più centrali i principi di economicità, efficienza ed efficacia di gestione della cosa pubblica, anche e soprattutto attraverso gli enti strumentali della Pa, il continuo interscambio scientifico, dottrinale ed operativo tra Università ed enti locali rappresenta un’opportunità cruciale per non disperdere l’importante patrimonio di idee ed intelligenze del nostro territorio.
«La strada è lunga – ha dichiarato ancora il sindaco facente funzioni – ma la volontà pervicace e le idee innovative non mancano. E per questo ci tengo a ringraziare gli uffici che hanno lavorato per giungere alla sottoscrizione di questa importante convenzione e naturalmente l’Università Mediterranea per la straordinaria disponibilità dimostrata».

«La convenzione – ha affermato il professore Daniele Cananzi dell’Università Mediterranea – costituisce un ulteriore obiettivo conseguito nel rapporto di collaborazione tra il Digies ed il Comune di Reggio Calabria. Siamo ben lieti di fornire un supporto scientifico per il controllo delle società partecipate ed in house e siamo felici che la formalizzazione di questo accordo si sia potuta concretizzare grazie alla disponibilità di stage formativi e curriculari, master e corsi di alta formazione. Nella collaborazione istituzionale dei protagonisti del territorio ritengo questa iniziativa rappresenti un importante passo avanti». (rrc)

Confapi Calabria e l’Università Mediterranea insieme per la formazione avanzata

Nei giorni scorsi, nella sede di Confapi Calabria, si è svolto l’incontro tra la piccola e medi  industria privata e il Dimes dell’Università della Calabria sull’iniziativa, prevista dal Pnrr, Dottorati imprese.

Durante l’incontro, il prof Stefano Curcio, Direttore Dimes e il prof Giancarlo Fortino, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ict, hanno esposto il programma e le sue potenzialità che mirano a promuovere la collaborazione tra il mondo accademico e le imprese, favorendo la formazione avanzata di giovani ricercatori all’interno di contesti lavorativi concreti. Attraverso questa iniziativa, si punta infatti a favorire la trasferibilità delle conoscenze e delle tecnologie tra il mondo accademico e il settore produttivo, stimolando l’innovazione e la competitività delle imprese italiane.

Francesco Napoli, Presidente di Confapi Calabria e Pasquale Mazzuca, Direttore della Confederazione, durante i loro interventi iniziali hanno sottolineato l’importanza di questa sinergia tra il mondo accademico e il settore produttivo in quanto consente alle imprese di accedere alle competenze accademiche e ai dottorandi di acquisire esperienza diretta nel mondo professionale.

I Dottorati Imprese del Pnrr rappresentano un importante strumento per la valorizzazione delle competenze e la promozione dell’innovazione, offrendo opportunità sia alle imprese che ai giovani ricercatori di contribuire allo sviluppo sostenibile e all’eccellenza del sistema produttivo italiano. (rcz)

Grande successo all’Open Day dell’Università Mediterranea di Reggio

L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria è stata letteralmente invasa dagli studenti delle scuole superiori di secondo grado, all’open day del 17 maggio.

La giornata che l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha rivolto agli studenti delle Scuole superiori, che da ogni angolo della provincia con i  pullman predisposti dallo stesso Ateneo, hanno raggiunto la sede universitaria per una occasione importante,  ha avuto lo scopo di orientare i giovani fornendo loro tutti gli strumenti per una scelta consapevole sui 50 percorsi formativi delle nostre diverse Aree disciplinari: Agraria, Architettura, Design, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze Infermieristiche, Scienze Sportive, Scienze Umane.

L’evento era dedicato a porre le basi per una scelta consapevole sul futuro che ognuno di questi giovani sogna ed è pronto a costruire nel nostro territorio.

Le attività sono state articolate in una parte informativa/formativa nelle aule principali, in cui sono state presentate le nostre aree disciplinari, e in una parte espositiva in cui, presso gli stand appositamente allestiti, docenti e studenti hanno avuto modo di confrontarsi e scambiare tutte le informazioni utili.

L’Ateneo, dunque, sia sotto il profilo informativo che sotto quello espositivo, si è posto al fianco degli studenti per guidarli nella scelta del percorso di studi, fornendo loro anche notizie importanti sugli attuali sbocchi occupazionali e sui servizi offerti dall’Ateneo reggino.

«Siamo piacevolmente contagiati da questa ventata di entusiasmo giovanile – ha dichiarato il Rettore, Giuseppe Zimbalatti – contenti di poter dare una ulteriore dimostrazione della volontà dell’Università Mediterranea di aprirsi sempre più al territorio, di cui ci consideriamo orgogliosamente parte integrante, per contribuirne al rilancio e all’affermazione dei nostri giovani».

«Un giorno di festa – ha aggiunto – nel segno del consolidamento delle molteplici opportunità già in essere e nell’ introduzione di nuovi corsi di studio, ma anche il passaggio di testimone ideale tra chi ha compiuto questa scelta e chi si avvicina per cogliere nei nostri corsi di laurea e nella vasta gamma di servizi le possibilità del futuro, porte spalancate sulla speranza ma anche sulla concretezza della nuova vita da costruire. Vogliamo essere vicini ai nostri giovani per una scelta di grande consapevolezza».

«Alzare il livello culturale attraverso gli studi universitari – ha concluso – è certamente possibile nella nostra città ed è proprio questo il messaggio di fiducia che sentiamo di trasmettere, ringrazio per la grande sensibilità i dirigenti scolastici territoriali che hanno accolto l’iniziativa con tanto entusiasmo».(rrc)

REGGIO – Conclusa la giornata di studio alla Mediterranea sulla sostenibilità ed equità sociale

Al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si è conclusa la giornata di studio dedicata alla sostenibilità ed alla equità sociale nella valutazione degli investimenti in infrastrutture di trasporto.

Si tratta di un’ulteriore attività sviluppata nell’ambito delle attività del “Dottorato in Ingegneria dell’Informazione” e del “Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile – Most”.

I potenziali effetti sociali e di coesione territoriale prodotti dalle grandi infrastrutture di trasporto in Calabria ed in Sicilia, ad esempio l’Alta Velocità ferroviaria ed il collegamento stabile nello stretto di Messina, necessitano di ulteriori approfondimenti sul piano scientifico ed applicativo.

«I riferimenti nazionali per la valutazione degli investimenti pubblici prestano particolare attenzione alle componenti economiche ed ambientali della sostenibilità; tuttavia occorre comprendere e mitigare i divari sociali tra i territori nazionali ed europei», ha sottolineato il prof. Francesco Russo dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria che, tra l’altro, recentemente è intervenuto sul tema delle grandi infrastrutture di trasporto al sud (AV e ponte) alla Camera dei Deputati nelle Commissioni Congiunte Trasporti ed Ambiente.  

Il prof. Agostino Nuzzolo Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e tra i fondatori della scuola di ingegneria dei trasporti di Reggio Calabriaha delineato le linee di ricerca scientifica da approfondire per comprendere gli effetti di sostenibilità ed equità sociale potenzialmente prodotti dalle grandi infrastrutture di trasporto.

«Occorre un approccio interdisciplinare ma soprattutto di sistema per supportare le scelte di investimento nel sistema delle infrastrutture strategiche di trasporto». Nuzzolo ha presentato i risultati di una ricerca sui metodi di valutazione che lo ha visto impegnato anche nella valutazione dei potenziali effetti prodotti dal ponte sullo stretto di Messina.  

Alcuni esempi applicativi a scala regionale (Calabria e Sicilia) sono stati presentati dall’ing. Corrado Rindone. L’evento si è concluso con la presenza del Rettore, prof. Giuseppe Zimbalatti e dei direttori dei due dipartimenti di Ingegneria della Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Claudio De Capua (DIIES) e prof. Giovanni Leonardi (Diceam). Gli intervenuti hanno sottolineato l’impegno dell’Ateneo reggino a sviluppare le ricerche finanziate con il Pnrr ed in particolare nell’ambito dello spoke4-Rail Transportation del Centro Nazionale della Mobilità Sostenibile-Most.

Il Rettore Zimbalatti  ha concluso ribadendo l’impegno dell’intera comunità accademica ad offrire un supporto scientifico nella realizzazione delle grandi infrastrutture che interessano l’area dello stretto di Messina (Ponte ed Alta Velocità).

«Possiamo mettere a disposizione conoscenze e competenze – ha detto – affinché le scelte sul sistema dei trasporti siano supportate da valutazioni quantitative e basate su approcci scientifici. È una sfida che impegna l’intera comunità accademica, mettendo a sistema tutte le aree culturali della Università Mediterranea di Reggio Calabria».  (rrc)

Transizione ecologica e rifiuti in Calabria: incontro Legambiente e Conai alla Mediterranea

All’Università Mediterranea di parla di “Transizione ecologica in materia di rifiuti: i cantieri calabresi” Legambiente Calabria e Conai arrivano anche a Reggio Calabria, per il ciclo di incontri organizzati con la collaborazione degli atenei calabresi che hanno sposato l’iniziativa.

Dopo l’Umg di Catanzaro e l’Unical a Rende (Cs), oggi, mercoledì 19 aprile, è la volta dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria che ospiterà l’evento a partire dalle ore 9, nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria (via Graziella- Feo di Vito 15 -Reggio Calabria).

L’incontro, organizzato da Legambiente Calabria con il supporto del CONAI e con la collaborazione dell’Università, si prefigge l’obiettivo di individuare, con il coinvolgimento diretto dei soggetti responsabili, indicazioni, proposte e soluzioni normative e tecnologiche che consentano l’incremento di una raccolta differenziata di qualità ed il miglioramento della gestione del ciclo dei rifiuti in Calabria attivando circuiti virtuosi di economia circolare con un focus particolare sulle iniziative in atto per la transizione ecologica in materia di rifiuti.

Dopo i saluti del Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, seguiranno quelli del Presidente del Circolo Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto”, Nicoletta Palladino; Paolo Brunetti, Sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria; Carmelo Versace, Sindaco f.f. Città Metropolitana di Reggio Calabria e di Francesco Foti, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Reggio Calabria.

Come di consueto, sarà la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ad introdurre i temi che saranno sviluppati nel corso dell’incontro moderato da Emilio Bianco, della Fondazione Legambiente Innovazione. Tra gli interventi: Lucio Bonaccorsi, DICEAM- UNIRC; Maria Concetta Dragonetto, Referente Progetti Territoriali Speciali CONAI; Paolo Calabrò, DICEAM- UNIRC; Bruno Gualtieri, Commissario Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria; Patrizia Frontera, DICEAM – UNIRC, Progetto Next Lib; Sergio Capelli, Co-founder di Impactellers.

Seguiranno anche alcune testimonianze e racconti da parte dell’Azienda Callipo; dell’Azienda Fattoria della Piana; dell’Associazione Fare Eco, di Loveboat e della Cooperativa ROM1995. Le conclusioni sono affidate a Laura Brambilla, Responsabile Nazionale Comuni Ricicloni Legambiente.

L’appuntamento è inserito all’interno del programma della Corrireggio, una intensa settimana di eventi di sport, volontariato ambientale, cultura e solidarietà, che si concluderà con l’attesissima manifestazione ecologico-sportiva del 25 aprile. Una collaudata formula originale e sempre arricchita da nuovi stimoli che andrà a legare la riflessione e l’impegno collettivo sui problemi e le potenzialità di una corretta pratica sportiva alla sostenibilità ambientale, alla transizione ecologica e alla qualità del vivere urbano. Corrireggio 2023 sarà arricchita da una suggestione in più, del tutto speciale. Giunta, infatti, alla quarantunesima edizione, l’evento organizzato dal Team del Circolo

Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto”, taglierà il lusinghiero e invidiabile traguardo dei suoi “primi” quarant’anni (1983-2023). ν

L’OPINIONE / Francesco Costantino: L’Università per Stranieri Dante Alighieri e il progetto Federativo con la Mediterranea

di FRANCESCO COSTANTINOLe cronache di questi giorni ci informano che il CdA dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” ha ritenuto di poter superare l’attuale crisi gestionale attraverso lo strumento della Federazione tra Atenei contemplato dalla legge 30/12/2010, n. 240, meglio nota come Legge Gelmini, con particolare riferimento all’art. 3 della stessa legge.

Nella situazione data, a molti è sembrato che questa potesse essere la soluzione migliore e pertanto tutti si sono premurati a manifestare piena soddisfazione per lo sbocco prefigurato.

In molti casi, forse, per liberarsi dal dovere di rendere conto di eventuali gradate inadempienze che quella crisi avevano contribuito a determinare.

Una lettura attenta  della norma suggerirebbe di frenare gli entusiasmi perché il meccanismo della federazione tra atenei è ancora poco collaudato e, soprattutto, richiede passaggi formali importanti tra i quali quello, non reso noto ma spero esistente, della predisposizione di un progetto contenente,  in  forma  analitica,  le motivazioni, gli obiettivi, le compatibilità finanziarie e logistiche, le proposte di riallocazione dell’organico e delle strutture  in  coerenza  con  gli obiettivi di cui al comma 1 dell’articolo 3 della legge prima menzionata che richiede venga accertato preliminarmente il miglioramento  della qualità,  efficienza ed efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionale.

La conoscenza del progetto predisposto, dunque, consentirebbe un giudizio maggiormente ragionato.

Non ho alcun interesse ad alimentare polemiche riproponendo gli accadimenti che nel corso dell’anno 2017 hanno generato le pressoché contestuali dimissioni del Presidente del C.d.A. dott. Pino Bova e del Rettore prof. Salvatore Berlingò, pur avendoli vissuti dall’interno del C.d.A. e ben conoscendoli, né ad assegnare responsabilità ad alcuno. 

Gli atti e i verbali del C.d.A. di quel periodo ricostruiscono, per chi ne avesse interesse, la portata e i contenuti di quelle vicende e, soprattutto, lasciano intravedere le conseguenze che ne sono poi derivate.

Una cosa però è per me certa e mi piacerebbe che tutti ne tenessero conto: l’università è nata e ha avuto ragione di esistere, nel rispetto della volontà dell’On.le Giuseppe Reale, solo agganciando la propria esistenza  a quella del  Comitato locale della Società Dante Alighieri.

Aver determinato la perdita dell’affiliazione con il Comitato Centrale della stessa Società, a prescindere dalle motivazioni che l’anno determinata, ha avuto come conseguenza la perdita della ragione fondamentale per cui era nata la stessa Università,  la cui mission naturale  prevedeva il collegamento con i comitati sparsi in tutto il mondo per la diffusione e la tutela della lingua italiana e quindi processi attivi di internalizzazione.

Nessun artificio, quand’anche consentito dal diritto civile ed amministrativo, avrebbe dovuto consentire la sostituzione del Comitato locale con un surrogato perché questa sostituzione, era evidente, avrebbe rappresentato un tradimento della mission tracciata dal benemerito fondatore.

Lo spartiacque per le sorti dell’ateneo reggino è stato quello.

A tal fine ripropongo il solo Art. 3  dello Statuto che ha regolato e indirizzato nel tempo le attività dell’Ateneo. 

Finalità 

  1. L’Università ha lo scopo di diffondere, con le proprie attività di insegnamento e di ricerca, la conoscenza della lingua, della letteratura, dell’arte, della cultura e delle istituzioni politiche, sociali, giuridiche ed economiche dell’Italia in tutte le loro forme di espressione. A tal fine aggiorna costantemente la propria azione alle mutevoli condizioni socioeconomiche del Paese ed alle sue esigenze di internazionalizzazione. 
  2. In modo particolare, l’Università, cooperando anche con i Comitati italiani ed esteri della Società “Dante Alighieri” e con le altre istituzioni culturali italiane operanti all’estero, si propone di:
  1. promuovere ed agevolare scambi e confronti culturali con le civiltà che nel mondo traggono origine ed alimento dal bacino del Mediterraneo, rivolgendo una peculiare attenzione alle problematiche suscitate dagli insediamenti sul territorio italiano degli immigrati provenienti in ispecie dai Balcani, dall’Oriente e dall’Africa; 
  2. tenere vive, con specifiche iniziative, le tradizioni linguistiche e la memoria storica del Paese d’origine presso le comunità e le varie generazioni degli Italiani emigrati all’estero;
  3.  tutelare e valorizzare le istanze socio-culturali delle minoranze linguistiche albanesi, grecaniche e occitane insediate sul territorio calabrese, anche mediante la loro riscoperta e diffusione presso gli oriundi, altrove trasferiti, che ad esse appartengono; d) favorire, con opportune collaborazioni nazionali e internazionali, la costituzione di poli formativi e scientifici o di centri di eccellenza nel quadro di una sempre maggiore integrazione dell’Europa con i Paesi delle rive meridionali e orientali del Mediterraneo.

Dunque, rispettare la volontà del Suo fondatore, fa diventare fattore imprescindibile delle finalità dell’Ateneo reggino il mantenimento della cooperazione con i Comitati italiani ed esteri della Società “Dante Alighieri”.

Oggi però è il tempo dell’agire ed è bene che ognuno metta da parte il proprio egoismo e i propri convincimenti e che si riacquisti finalmente il senso del crescere insieme.

È un altro il tempo della ricerca delle responsabilità.

L’Università per Stranieri Dante Alighieri è un’agenzia formativa di primaria importanza sia per la crescita culturale del territorio,  sia per garantire occupazione a chi all’interno di essa opera da anni,  sia per mantenere il legame che da sempre l’ha collegata con i paesi della sponda occidentale del mediterraneo, dei balcani e del sudamerica ed  ha bisogno delle Istituzioni così come le Istituzioni hanno bisogno di essa.

Si parla da qualche tempo di una Università del Mediterraneo. Può essere questa la strada alternativa alla federazione tra Atenei?

Nessuno si tiri indietro allora altrimenti nessuno potrà  credersi del tutto assolto. Saremo tutti lo stesso coinvolti. (fc)

[Francesco Costantino è già componente del Direttivo del Comitato Locale della Società Dante Alighieri e già componente del comitato ordinatore dell’Università]

FALSA MODERNIZZAZIONE SENZA SVILUPPO
GLI ATENEI CALABRESI DEVONO FARE RETE

di MIMMO NUNNARI – La notizia di pochi giorni fa che nella prestigiosa “QS World University Ranking by Subject” del 2023 l’Università della Calabria è tra le prime nel mondo per “Computer science” e si riconferma in Fisica, i cui primati internazionali sono già ampiamente riconosciuti, è una di quelle buone nuove che incoraggiano e fanno ben sperare per lo sviluppo futuro della regione ultima in Europa, in tutte le graduatorie. Seppure ignorata dalla stampa nazionale, che notoriamente stenta a  “leggere” le buone notizie sotto Roma, la notizia già ampiamente diffusa con risalto dalla stampa regionale merita di essere amplificata e valorizzata, non per vanagloria inutile, ma perché il “territorio” prenda coscienza che per superare un passato quasi immobile e fare l’ingresso nella contemporaneità, il ruolo di Unical, Magna Grecia e Mediterranea sarà fondamentale e determinante.

Il futuro richiede inventiva e innovazione: caratteristiche che sono parte sostanziale della missione delle università. Uno dei motivi, per cui la Calabria è rimasta arretrata, va invero cercato in quella miopia dello Stato che ha aspettato più di un secolo per istituire l’università in Calabria, una regione dove si reputava non valesse la pena istituirla. Non rispondendo, lo Stato, in questo modo, alla domanda sociale di scienza, cultura, razionalità, organizzazione che invece la Calabria richiedeva, per promuovere i suoi processi di sviluppo. Ora che le Università ci sono e raggiungono traguardi qualificati – non solo l’Unical – è auspicabile che riescano a mettere insieme le loro competenze tecniche scientifiche e le esperienze facendo rete e non guerre di campanile. Il loro ruolo, per lo sviluppo della Calabria è primario considerato che tra i fattori principali, per una crescita armonica, il sapere e l’innovazione sono i primi requisiti.

In passato per l’innovazione sono stati gettati a mare pacchi di milioni o miliardi di lire, per progetti fatti fallire dalla politica famelica; e quelle esperienze non possono essere ripetute. Per evitare errori, tutto ciò che riguarda innovazione e progettazione di sviluppo di tipo tecnologico, capace di creare produzione, deve passare per le università, che hanno una consolidata cultura del risultato. Si possono fare tantissimi esempi, che riguardano l’Unical, ma anche la Mediterranea, con le facoltà tecniche, scientifiche e di Agraria, o la Magna Grecia, con gli studi giuridici.

C’è la necessita di un “Patto per la Calabria”, che coinvolga tutti i soggetti e gli attori sul campo, trasversalmente, fuori delle appartenenze politiche, unendo tutti coloro che hanno interesse e a cuore lo sviluppo della Calabria. Partire con un “patto”, che coinvolga le tre Università calabresi, con la Regione alla guida, significa assumere consapevolezza che la “forza università” è una risorsa su cui contare, che  è indispensabile per svuotare il vecchiume di vecchi sistemi e di una pubblica amministrazione da rottamare e rivitalizzare.

Non stiamo qui a ripetere che la Calabria ha energie e risorse d’intelligenza significative, e che è un peccato mortale farle fuggire, ma per invertire la tendenza migratoria di queste intelligenze occorre fare il passaggio dalla lamentela all’iniziativa, compiendo uno sforzo aggiuntivo alle cose che già si fanno, per immettere pienamente nel modello dello sviluppo i centri avanzati di studio e ricerca che altrove, dove ci sono da secoli, hanno fatto la differenza in tema di crescita civile e sociale e di sviluppo.

La Calabria non è più la società arretrata di alcuni decenni fa, tuttavia, non è ancora entrata appieno nella modernità, anzi, rimane un esempio di falsa modernizzazione senza sviluppo. Si trova in quel difficile passaggio tra vecchio e nuovo da accelerare, col vantaggio – paradossalmente – che non avendo mai vissuto una fase di industrializzazione, e non avendo dunque niente da riconvertire, è nella migliore condizione di partecipare ai processi di sviluppo moderni, che guardano a sistemi di informatizzazione reti energetiche idriche ambientali, che sono gli unici per i quali le prospettive del mercato globale sono le più promettenti.

Qualcosa già si muove, bisogna prenderne atto: la vicepresidente della Giunta regionale Giusi Princi recentemente ha riunito il mondo della scuola, delle università e delle associazioni rappresentative delle famiglie con bambini affetti da disturbi specifici dell’apprendimento, con l’obiettivo di dar vita a una rete di sostegno tra le stesse famiglie e le scuole, che fornisca supporto sia agli istituti scolastici, sia alle famiglie. E’ un modello che darà risultati. Un modello da “mettere a terra”, per tutti gli altri aspetti legati alla crescita e allo sviluppo della Calabria. (mn)

 

 

Inviato da iPad

Rispondi

Inoltra

 

REGGIO – Successo per il “Safer Internet Day”

Grande successo, a Reggio, per il Safer Internet Day, svoltosi nei giorni scorsi nell’Aula Magna dell’Università Mediterranea e organizzata dal Liceo “Tommaso Gullì” in sinergia con l’Ateneo reggino e il Kiwanis Club Agorà di Reggio.

A intervenire in apertura dei lavori il Rettore dell’Università Mediterranea prof. Giuseppe Zimbalatti, che ha evidenziato la necessità per tutte le agenzie educative del territorio di intraprendere azioni di sensibilizzazione per il contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Il Dirigente Scolastico del Liceo Gullì, avv. Francesco Praticò, ha sottolineato come la scuola sia sempre attenta a cercare di cogliere le esigenze dei ragazzi e i loro disagi, mettendo a disposizione degli studenti vari strumenti, come lo sportello psicologico.
Anche il Presidente del Kiwanis Club, Mariolina De Benedetto, ha parlato dell’attenzione delle associazioni nei confronti dei bisogni del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

I veri protagonisti sono stati gli studenti che, con la proiezione di video e la lettura di riflessioni sul tema del bullismo, hanno messo a nudo le loro fragilità e i loro bisogni e lo hanno voluto fare davanti a una folta platea di giovani, liceali e universitari insieme, e soprattutto davanti al dott. Antonio Marziale, Garante dell’Infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria che, evidentemente emozionato per quanto proiettato dagli studenti, ha voluto raccontare la sua storia, la storia della nascita del suo impegno in difesa dei diritti per l’Infanzia.

Il Garante ha evidenziato come al primo posto tra i reati compiuti dai minori ci sia la violenza sessuale, sottolineando la necessità per la scuola di inserire l’educazione sessuale come disciplina curriculare, perché possa essere insegnata la differenza tra pornografia e amore. A fare da sottofondo alle letture e alle riflessioni, le musiche degli studenti del Liceo Musicale, presenti con la loro orchestra.

Al termine dei lavori, i ragazzi hanno voluto salutare il dott. Marziale con un flash mob che ha coinvolto l’intera platea.  (rrc)