Una facoltà di Medicina alla Mediterranea di Reggio: La proposta del Consigliere Giovanni Latella

Una Facoltà di Medicina all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. È questa la proposta avanzata dal consigliere metropolitano delegato Giovanni Latella che, in una lettera inviata ai sindaci f.f. del Comune e della Metrocity, rispettivamente Paolo BrunettiCarmelo Versace, ha promosso l’attivazione di un tavolo di lavoro con tutte le istituzioni territoriali affinché possa essere avviato il percorso per l’istituzione di una nuova Facoltà dedicata alle professioni mediche sul territorio reggino.

«Dobbiamo essere ambiziosi, ed il momento è particolarmente propizio perché si possa proporre l’avvio di questo percorso. Certamente ci vorrà del tempo perché l’iniziativa possa andare in porto, ma ritengo sia giunto il momento di cominciare a lavorarci concretamente», ha evidenziato Latella, spiegando che «da tempo si parla di sviluppo e crescita per il nostro contesto accademico. Eppure, nonostante gli auspici dichiarati, il percorso per l’istituzione di una nuova Facoltà di Medicina non è mai realmente decollato».

«Per questo motivo – ha spiegato – ho ritenuto opportuno rilanciare questa idea, in particolare in questo specifico momento storico in cui si rende necessario uno scatto in avanti nella riorganizzazione del comparto sanitario nella nostra regione. Chiaramente, non si tratta di entrare in concorrenza con le Università di Messina, di Cosenza o Catanzaro, ma semmai di collaborare, affinché nel nostro Ateneo reggino, magari proprio in sinergia con uno o più contesti accademici limitrofi, possa sorgere un nuovo polo di Medicina».

«La pandemia Covid degli ultimi anni – ha spiegato ancora il Consigliere – ha messo a nudo tutti i limiti del sistema sanitario nazionale, non solo al sud o in Calabria dove storicamente si registrano pesanti carenze in termini di risorse umane ed infrastrutturali, ma nell’intero paese. E’ appurato che in Italia sarebbero necessarie oggi alcune decine di migliaia di medici in più rispetto a quelli che ci sono già, da formare attraverso percorsi universitari di qualità e tecnologicamente all’avanguardia. E tutto ciò a fronte di poli accademici sanitari in gran parte saturi, costretti a stringenti meccanismi di selezione in ingresso, che il più delle volte costituiscono un ostacolo per tanti giovani studiosi che vogliono intraprendere questo percorso».

«La nostra Città, una delle 14 Città Metropolitane italiane – ha proseguito – non solo può dire la sua, ma ha il dovere di farlo. Ancor di più oggi, quando si ragiona della costruzione di nuove importanti strutture sanitarie sul nostro territorio, si pensi al nuovo Ospedale Metropolitano nella zona sud della Città, e si attivano percorsi per la riorganizzazione della sanità territoriale di prossimità per la creazione di un sistema del comparto salute più vicino alle esigenze dei cittadini-pazienti».

«Proprio in quest’ottica – ha spiegato Latella – la nostra non è da intendersi come un’idea peregrina, ma come un obiettivo ambizioso sul quale lavorare, in maniera sinergica, coinvolgendo tutte le istituzioni territoriali a cominciare dall’ambito accademico, utilizzando risorse e strutture che gli Enti, su tutti certamente la Città Metropolitana, potrebbero mettere a disposizione nella fase di startup del nuovo polo accademico».

«La mia vuole essere quindi una proposta aperta e condivisa – ha concluso – costruttiva e desiderosa di contaminazioni e sinergie virtuose. E’ giunto il momento di cominciare a proporre una traccia di lavoro da percorrere. Da parte nostra, grazie alla disponibilità dimostrata sia dalla Città Metropolitana che dal Comune di Reggio Calabria, offriamo la più ampia e concreta collaborazione nei confronti di chi, insieme a noi, vorrà intraprendere questo percorso». (rrc)

Il presidente Mancuso sul conferimento della laurea ad honoris causa al principe Alberto

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha commentato il conferimento della laurea ad honoris causa in Scienze Forestali e Ambientali al Principe Alberto II di Monaco da parte dell’Università Mediterranea di Reggio.

Un conferimento che «dimostra la lungimiranza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria nel realizzare quei ‘ponti di conoscenza’ internazionali di cui la nostra regione ha bisogno».

«L’inaugurazione dell’Anno accademico della ‘Mediterranea’ – ha aggiunto – focalizzando l’attenzione sui temi della transizione ecologica, uno dei pilastri del Pnrr, sottolinea, per una regione che ha un polmone ambientale di  612 mila ettari di superficie forestale, l’impegno a puntare sulle risorse naturali, non solo per corrispondere alle sollecitazioni del  Piano ambientale dell’Unione Europea (Green New Deal), ma anche per salvaguardare e valorizzare un potenziale formidabile di acqua, foreste e biodiversità». (rrc)

PERCHÈ VA SOSTENUTA L’UNICITÀ ITALIANA
DEL “BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA”

di SANTO STRATI – Se qualcuno dice Bergamotto soltanto,  il prof. Pasquale Amato, presidente dell’omonimo Comitato, s’inalbera, con buona ragione: si chiama “Bergamotto di Reggio Calabria”  e non è una tipicità locale, ma un’unicità nazionale, espressione fino ad oggi mai adeguatamente utilizzata. Il Bergamotto di Reggio Calabria è l’oro della Calabria (senza di esso non si produrrebbero i profumi in qualunque parte del mondo) e costituisce la parte più cospicua dell’export regionale, ma in realtà dovrebbe essere acquisito e promosso da prodotto identitario reggino a unicità nazionale. Pochi lo sanno ma il Bergamotto di Reggio Calabria cresce soltanto in 45 comuni della Città Metropolitana di Reggio, dove venne avviato, in Rada Giunchi, il primo bergamotteto nel 1750: hanno provato a farlo crescere altrove, ma la pianta non attecchisce. Evidentemente il microclima di Reggio e l’aria dello Jonio sono essenziali per far crescere la pianta. Hanno tentato molti anni fa i francesi, massimi utilizzatori del Bergamotto di Reggio a usare un distillato sintetico per fare a meno dell’agrume, ma i risultati sono stati disastrosi e la richiesta dell’essenza originale è tornata a crescere costantemente di anno in anno. E c’è di più: del Bergamotto di Reggio Calabria non si butta via niente: in passato addirittura il succo veniva classificato “tossico”, da tempo si è scoperto che contiene diverse centinaia di principi attivi contro colesterolo e, da ultimo, contro la glicemia elevata (diabete), senza contare gli usi che i meravigliosi chef e pasticceri del capoluogo dello Stretto hanno saputo cogliere, proponendo leccornie indescrivibili sia a livello dolciario che in molte pietanze della tavola tradizionale.

Di tutto ciò si è parlato domenica sera a Reggio in un incontro promosso dalla Conpait (l’associazione nazionale dei pasticceri che ha per presidente il reggino Angelo Musolino) e organizzato dal prof. Pasquale Amato, apprezzato storico e docente reggino e principale promotore della tutela del nome completo del Bergamotto di Reggio Calabria. L’incontro è avvenuto nell’ambito dell’evento EpiCuRe realizzato dalla Camera di Commercio di Reggio per festeggiare i suoi 160 anni.

Il prof. Amato ha chiamato il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, il presidente del Consorzio di tutela Ezio Pizzi, il sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace, l’assessore comunale alle attività produttive Angela Martino e il presidente della locale Camera di Commercio (e presidente dell’Unioncamere regionale) Ninni Tramontana per discutere delle potenzialità del principe degli agrumi e della tutela del suo brand. Il dibattito, moderato da chi scrive questa nota, è stato vivace e, sicuramente, propositivo, in quanto sono emerse le tante opportunità che questa ricchezza “unica” della Città metropolitana di Reggio è in grado di offrire.

La relazione introduttiva del prof. Amato, peraltro autore di un magnifico volumetto sul principe degli agrumi, ha offerto un quadro esaustivo, anche storicamente parlando, del Bergamotto di Reggio Calabria e spiegato le finalità dell’omonimo Comitato che ha l’obiettivo di difendere e promuovere ovunque la denominazione corretta. «Abbiamo adottato come logo – ha spiegato il prof. Amato – la suggestiva immagine liberty realizzata dall’architetto reggino Michele Prestipino per la Ditta Vilardi all’alba del ‘900. “È intenso il profumo nel giardino di Rada Giunchi” si leggeva in un antico libro a proposito della prima piantagione di bergamotti di Nicolò Parisio “vicinissima al mare, in luogo protetto dai venti e con tiepide brezze. La nuova coltura dei bergamotteti si è rapidamente diffusa ai piedi della dorsale appenninica reggina, lungo. il mare…”. Amato ha messo a confronto altre tipicità (ma non unicità) che hanno investito sul marchio: il parmigiano è “reggiano” l’aceto balsamico è “di Modena”, il prosciutto “di Parma”, etc: solo del bergamotto c’è ritrosia a declamare il nome completo, aggiungendo “di Reggio Calabria”, al contrario di altre tipicità (e non unicità) del territorio. Amato ha fatto l’esempio della cipolla “di Tropea” (pur essendo coltivata nella Riviera dei cedri, un po’ più a nord della perla marina del Tirreno, o la ‘nduja “di Spilinga”, o la patata “della Sila”. La differenza tra tipicità e unicità non è sottile: le patate crescono dovunque, quelle della Sila sono solo più buone e  lo stesso vale per la cipolla rossa divenuta “regina” della gastronomia calabrese, ma il bergamotto no, è un prodotto unico che non cresce da nessun’altra parte al mondo, eppure c’è chi parla di bergamotto calabrese, o addirittura (sfidando il ridicolo e spacciando il falso) “siciliano”. Quindi la tutela del marchio identitario non è una questione di orgoglio o di campanile, ma è l’opportuno riconoscimento di un prodotto che rappresenta un elemento straordinario di crescita e sviluppo per l’intero territorio reggino.

Il Bergamotto di Reggio Calabria è diventato una DOP (denominazione di origine protetta) nel 2001 per quel che riguarda l’olio essenziaa. Oggi – come ha spiegato l’avv. Pizzi – si sta lavorando per ottenere l’estensione a tutto il frutto, visto che viene praticamente utilizzata ogni parte, sia a livello farmacologico sia per gli usi gastronomici. È un obiettivo di grande importanza – ha detto il prof. Amato – perché consente una tutela completa e totale del prodotto e la sua valorizzazione. Che – aggiungiamo noi – non dev’essere soltanto a livello locale o regionale, bensì deve diventare un elemento di “unicità” italiana, nel novero delle esportazioni mondiali. occorre interessare e coinvolgere, attraverso l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo che si è mostrato molto sensibile alla coltivazione reggina, il ministero delle Politiche agricole perché avvi una campagna di sostegno all’unicità italiana del Bergamotto di Reggio Calabria: significherebbe, non solo dare prestigio al made in Italy nel campo dell’agro-alimentare ma anche in quello medico-scientifico. I risultati eccellenti degli studi dei prof. Enzo Montemurro e Vincenzo Mollace sono davvero sorprendenti e la Grande Distribuzione Organizzata ha cominciato a rifornire non solo l’Italia, ma gran parte del mondo, del prodotto fresco e dei succhi da esso derivati. Sono ormai acclarate le proprietà benefiche di questo agrume in grado di ridurre i livelli di glucosio nel sangue e di agire, al pari delle statine, per bloccare gli enzimi della sintesi del colesterolo cattivo (LDL), alzando quelli del colesterolo buono (HDL), nonché la sua riconosciuta azione antiossidante che limita la produzione di radicali liberi.

Le iniziative sul Bergamotto di Reggio Calabria, però, non si fermano alla difesa del brand, di un marchio che – per pigrizia o ignoranza – viene declinato a metà, senza la specificità “di Reggio Calabria”, ma riguardano una filiera produttiva che, in prospettiva, diventa determinante per lo sviluppo del territorio.  Secondo il Rettore Zimbalatti ci sono tutte le condizioni per creare un distretto produttivo che offra opportunità di lavoro, oltre che di studio, con un ruolo attivo della Facoltà di Agraria e dell’intera Università Mediterranea.

C’è un vecchio progetto per l’istituzione di un Istituto Superiore di Profumeria, destinato a formare i “nasi” che servono a creare nuovi profumi ed estrapolare essenze: una professionalità ricercatissima in tutto il mondo. Ma si può andare oltre all’Istituto per profumieri – ha detto l’assessore Angela Martino – occorre pensare agli altri utilizzi, soprattutto nel campo agro-alimentare e gastronomico, per immaginare una struttura di formazione ben più ampia con il coinvolgimento dell’Università e di altre realtà di istruzione professionale.

Il Bergamotto di Reggio Calabria rappresenta, dunque, una ricchezza solo parzialmente utilizzata e messa a profitto: il sindaco ff della Città metropolitana Carmelo Versace ha sottolineato l’esigenza di fare rete e di coinvolgere nel tessuto di crescita tutti i 45 comuni interessati alla coltivazione: non è più soltanto – come avveniva un tempo – un’industria di estrazione dell’olio essenziale, ma un comparto a tutto tondo che comprende svariate attività produttive che vanno promosse e sostenute. L’utilizzo totale del frutto lascia ipotizzare la crescita di nuove imprese per la lavorazione dei succhi, l’imbottigliamento, la distribuzione alimentare. La cucina mediterranea arriverà – non è un’esagerazione – a non poter fare a meno del Bergamotto di Reggio Calabria: perciò è una risorsa che va sostenuta e tutelata, anche con incentivazioni e agevolazioni per stimolare lavoro e crescita del territorio.

Di grande rilevanza, poi, il ruolo della Stazione sperimentale delle essenze agrumarie e derivati, caduta nel dimenticatoio per anni e completamente “rigenerata” grazie al presidente Ninni Tramontana della Camera di Commercio: la Stazione sperimentale di Reggio (una delle otto create da una legge del 91918, firmata guarda caso dall’illustre parlamentare reggino Giuseppe De Nava) oltre a essere un laboratorio di altissimo livello, possiede una biblioteca unica e straordinaria per quel che riguarda l’ambito agrumario. E a questo proposito, nel corso del dibattito, si è parlato della vecchia Fiera Agrumaria di Reggio: un appuntamento che fino agli anni Sessanta era il punto di riferimento mondiale e di tutto il Mediterraneo per produttori e coltivatori. La Fiera – ha “promesso” a nome del sindaco di Reggio il primo cittadino metropolitano ff Versace – dovrà tornare a essere un elemento distintivo della città di Reggio. Un auspicio che la Regione dovrebbe impegnarsi a far tornare realtà. Bergamotto e Bronzi due simboli identitari di Reggio, una città che vuole (deve) emergere dall’incuria e l’abbandono cui è stata costretta. Rimane pur sempre la più popolosa e importante città della Calabria e fa da traino, con il capoluogo e le altre province, a una rinascita ineludibile di una Regione che sarebbe ora cominciasse a scoprire le sue ricchezze e condividerle con il mondo. Dunque, l’obiettivo dev’essere: «Bergamotto di Reggio Calabria, unicità italiana nel mondo». Un claim che va fatto proprio dal Paese, a supporto del made in Italy sempre più apprezzato in ogni angolo del pianeta.. (s)

Il prof. Rocco Zappia presidente del cda dell’Elaioteca regionale Casa degli Olii extravergini d’oliva di Calabria

Prestigioso incarico per il prof. Rocco Zappia, che è stato nominato presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Elaioteca regionale – Casa degli Oli extravergini d’oliva di Calabria.

La nomina è stata fatta dal presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso.

Rocco Zappia, Associato di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree e Delegato del Rettore alle Relazioni istituzionali per lo sviluppo rurale e delle aree interne, in servizio presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, vanta un curriculum di tutto prestigio, con attività scientifica incentrata, prevalentemente, sullo studio degli aspetti bioagronomici delle specie arboree da frutto in ambiente mediterraneo, documentata da pubblicazioni presentate in convegni  nazionali ed internazionali ed edite da riviste specializzate del settore. La nomina costituisce il “riconoscimento” degli studi condotti dal Prof. Zappia sulla valorizzazione delle produzioni olearie calabresi e della sua carriera accademica, durante la quale ha svolto attività di coordinamento scientifico di numerosi progetti di ricerca.

Vivo compiacimento per la designazione del Prof. Zappia, è stato espressa dal Prof. Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, «nell’auspicio che le esperienze tecnico scientifico rappresentate dalla Comunità accademica dell’Ateneo reggino, possano offrire al territorio calabrese lo strumento utile a generare i cambiamenti di cui il sistema agroforestale necessita; poiché è opinione comune, che solo attraverso il trasferimento delle conoscenze e l’applicazione tecnica di esperienze e buone pratiche, si potranno innescare i processi utili allo sviluppo del principale settore produttivo della Calabria». (rrc)

Ad Agraria si è discusso delle Scienze Forestali per contrastare gli incendi boschivi

Le Scienze Forestali per comprendere e contrastare un fenomeno molto complesso come gli incendi boschivi. È su questo che si è discusso nel corso del seminario formativo Strategie e possibili interventi per il ripristino e la riqualificazione dei boschi percorsi da incendio, svoltosi al Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

I risultati preliminari di una attività di ricerca multidisciplinare, avviata in Aspromonte in “risposta” ai severi incendi occorsi nell’estate 2021, sono stati presentanti alla Comunità Accademica e al Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, dott. Giuseppe Oliva.

In apertura dei lavori, il Rettore dell’Ateneo reggino, prof. Giuseppe Zimbalatti, ha ribadito come il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica sia una componente fondamentale per supportare le scelte degli Enti e delle Istituzioni responsabili della gestione del territorio, anche al fine di individuare soluzioni che siano sostenibili in termini economici ed ambientali.

Dal canto suo, il dott. Giuseppe Oliva Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, ha illustrato gli effetti dell’applicazione del “modello operativo” messo a punto dai Docenti e dai Ricercatori dei Corsi di Studio in Scienze Forestali e Ambientali e attuato in un bosco demaniale colpito da incendio, quale esempio di valorizzazione della collaborazione con il Dipartimento di Agraria.

Il Direttore del Dipartimento di Agraria, prof. Giovanni Enrico Agosteo, ha posto l’accento sull’ampia offerta formativa e sul vasto ambito di competenze che caratterizzano le Scienze Forestali e Ambientali che, nel complesso e variegato contesto biogeografico della Calabria, andrebbero più convintamente e strategicamente valorizzate.

Il prof. Giuseppe Bombino, Coordinatore del Corso di Studio Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali, ha introdotto i lavori tecnici presentando le attività di studio e di ricerca in corso presso il cantiere didattico-sperimentale sito in Roccaforte del Greco (Aspromonte), realizzato grazie alla disponibilità dell’imprenditore agro-forestale Francesco Saccà e al lavoro sul campo della Cooperativa Montana “Tutela dell’Aspromonte”.

Sono seguite le relazioni tecniche di Docenti e Ricercatori del Dipartimento, moderate dal prof. Giuseppe Modica, Coordinatore del Corso di Studio Triennale in Scienze Forestali e Ambientali, nell’ambito delle quali sono stati presentati i primi risultati ottenuti dalle sperimentazioni in situ e finalizzate (i) allo studio delle dinamiche ecologiche e ambientali post-incendio e (ii) alla individuazione di possibili interventi e misure conservative (a basso impatto ambientale ed economico) di ripristino e di riqualificazione dei boschi percorsi dal fuoco per “aiutare” l’ecosistema forestale a mettere in atto i meccanismi naturali di “autoriparazione” a seguito di un evento estremo.

«Ravvisiamo la necessità – hanno ribadito i Ricercatori del Dipartimento di Agraria della Mediterranea – di un cambio paradigmatico nella pianificazione e gestione del territorio rurale (agricolo e forestale). La gestione deve essere ordinaria, pianificata e non dettata dall’emergenza del momento. In questa ottica, un ruolo centrale lo deve avere la figura del Dottore Forestale».

«Oggi – hanno concluso – il problema degli incendi boschivi si affronta esclusivamente organizzando l’estinzione. Nessun mezzo aereo e terrestre riuscirà a spegnere un grande incendio forestale. Bisogna lavorare, pertanto, per prevenire il fenomeno». (rrc)

La Mediterranea al convegno nazionale sulla Transizione energetica col prof. Felice Arena

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha partecipato al convegno nazionale sulla Transizione energetica, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, con la relazione del prof. Felice Arena sul tema Dighe portuali innovative per produrre energia elettrica dalle one di mare.

L’evento, dal titolo Transizione energetica, mobilità sostenibile: le sfide per il fururo, è stata una importante occasione di incontro e di scambio di idee con numerosi attori che operano in campo nazionale, appartenenti sia al mondo delle aziende sia al mondo accademico.

Il prof. Arena ha dichiarato «Oggi sono stato onorato di raccontare i risultati dell’attività di ricerca sviluppata nel laboratorio naturale di ingegneria marittima Noel dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e le applicazioni delle nostre ricerche sul sistema REWEC3, brevettato dal Prof. Boccotti, nel Porto di Salerno».

Il Rettore dell’ Università Mediterranea di Reggio Calabria  prof. Giuseppe Zimbalatti si congratula per costante impegno del Laboratorio Noel  diretto dal prof.  Felice Arena per promuovere in ambito nazionale le attività della nostra Università. (rrc)

Successo alla Mediterranea per il convegno “Applied Intelligence and Informatics”

All’Università Mediterranea di Reggio Calabria si è concluso, con successo, il secondo Convegno Internazionale Applied Intelligence and Informatics 2022” (AII2022) diretto dal Dr. Cosimo Ieracitano (Università Mediterranea di Reggio Calabria) e Prof. Mufti Mahmud (Nottingham Trent University) e organizzato da membri dei laboratori NeuroLab e AI_Lab del Dipartimento Diceam, Dr. Cosimo Ieracitano, Dr. Nadia Mammone, Dr. Maurizio Campolo, Prof. Mario Versaci, Prof. Carlo Morabito.

L’ottima riuscita dell’evento AII2022 ha confermato l’Università Mediterranea di Reggio Calabria come principale polo di Innovazione e Ricerca internazionale. A seguito del convegno verranno infatti stipulate convenzioni di ricerca con University of Arizona, Agenzia Spaziale Europea – ESA Φ-lab, Thales Alenia Space Italia.”

Tre giorni all’insegna dell’innovazione e alla scoperta delle moderne tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) per applicazioni in diversi contesti (bioingegneria, neuroscienze, sicurezza informatica, spazio) attraverso presentazioni di elevata qualità da parte di ricercatori provenienti da tutto il mondo (Stati Uniti, Brasile, Oman, Regno Unito, Olanda) e Keynote Speaker di prim’ordine. Il Prof. Alfonso Farina (già CTO di Selex ES oggi Leonardo SpA) ha presentato la proprio visione sull’ intelligenza artificiale e tecniche di fusione dei dati applicate alla sorveglianza marittima globale basata sullo spazio. Il Dr. Pierre Philippe Mathieu (Responsabile di Explore Office in ESA Φ-lab) ha proposto la propria visione riguardo l’ascesa dell’IA nello spazio; il Prof. Francesco Buccafurri (Professore Ordinario, Università Mediterranea di Reggio Calabria) ha discusso la “resistenza” alla censura di Internet, mentre il Prof. Carlos A. Coello Coello (Center for Research and Advanced Studies del National Polytechnic Institute, Mexico) ha esaminato nuove tecniche di ottimizzazione evolutiva multi-obiettivo e ricerca della riproducibilità.

Di grande successo il Workshop “The use of Artificial Intelligence for Space Applications” durante il quale relatori d’eccezione Prof. Roberto Furfaro (University of Arizona), Dr. Sabrina Ricci (Agenzia Spaziale Europea – ESA Φ-lab), Dr. Marco Di Clemente (Agenzia Spaziale Italiana), Dr. Andrea Pietropaolo (Thales Alenia Space Italia), Dr. Pietro Ferraro (CNR-ISASI), sono stati i protagonisti di un interessante dibattito circa lo stato dell’arte e le prospettive future dell’utilizzo dell’IA per missioni spaziali.

Referenti di Aubay (Dr. Stefano De Rossi) ST Microelectronics (Dr. Valeria Tomaselli), Tim (Dr. Giuseppe Morabito), Thales Alenia Space Italia (Dr. Giovanni Morabito), Goboservice (Dr. Corrado Felini), hanno invece discusso le grandi sfide dell’IA nei processi aziendali durante una stimolante Sessione Industria.

AII2022 si è conclusa con la cerimonia di assegnazione dei Best Paper Awards e con un’emozionante concerto al piano eseguito dal Maestro Mario Versaci.

Gli organizzatori ringraziano il Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, il Prof. Giuseppe Zimbalatti, il Direttore del Dipartimento DICEAM Prof. Giovanni Leonardi, il Direttore del Dipartimento DIIES Prof. Tommaso Isernia, gli sponsor industriali PosytronDr. Alberto MuritanoAubayDr. Marta Savino, per aver sostenuto il Convegno e tutti i partecipanti per aver reso AII2022 un evento di successo. (rrc)

 

Alla Mediterranea in corso il convegno Nazione di Idraulica e Costruzioni Idrauliche

È in corso, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, 38esimo Convegno Nazione di Idraulica e Costruzioni Idrauliche, in programma fino al 7 settembre.

Il Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche è il tradizionale appuntamento che riunisce, con cadenza biennale, la comunità scientifica nazionale ed internazionale per discutere le principali ricerche nel campo dell’Idraulica teorica ed applicata, delle Costruzioni Idrauliche, dell’Ingegneria Marittima e dell’Idrologia.

Il convegno è uno dei più importanti a livello nazionale, con una lunga e consolidata tradizione: la prima edizione fu organizzata nel mese di ottobre del 1947, presso l’Università di Padova. Le successive edizioni, con cadenza biennale, furono organizzate nelle più importanti università italiane tra cui Milano, Bologna, Napoli, Roma, Torino.

Dopo il periodo emergenziale durante il quale il Convegno è stato tenuto in modalità online, il prossimo appuntamento, la trentottesima edizione, sarà organizzato in presenza presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria con il patrocinio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Sono programmate quattro sessioni parallele nelle quali verranno presentate le memorie ed i contributi da parte dei partecipanti. Si prevede la partecipazione di circa 300 ricercatori, professionisti, rappresentanti di società e studenti.

Il prof. Felice Arena, Chair della Conferenza IDRA2022, ha dichiarato che «La Mediterranea ospiterà in queste 4 giornate  il più prestigioso convegno con cadenza biennale, la comunità scientifica in ambito nazionale sulla Ingegneria delle Acque Saranno presenti a Reggio Calabria i più qualificati ricercatori nei settori di legati alla meccanica dei fluidi, alla ingegneria fluviale, alla idrologia, alle costrizioni idrauliche e alla ingegneria marittima».

«Si tratta – ha concluso – di un importante riconoscimento per il gruppo di ricerca di Costruzioni Marittime dell’Università Mediterranea fondato dal professore Paolo Boccotti emerito della nostra Università. Aprirà i lavori il prof. Giuseppe Zimbalatti Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria». (rrc)

Alla Mediterranea la conferenza internationale “Applied Intelligence and Informatics 2022”

Dal 1° al 3 settembre, all’Università Mediterranea è in programma la seconda edizione della Conferenza Internazionale “Applied Intelligence and Informatics 2022“.

La conferenza è promossa dal Prof. Carlo Morabito (Honorary co-Chair), dal Dott. Cosimo Ieracitano (General co-Chair), dalla Dott.ssa Nadia Mammone (Program co-Chair) e dal Prof. Mario Versaci (Local Organising co-Chair)del Dipartimento Diceam, fornisce un forum internazionale di primo piano per riunire ricercatori/professionisti di diversi settori e condividere i risultati ottenuti attraverso moderne tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) e/o informatica.

Il Comitato Tecnico Scientifico vanta la presenza di Scienziati rinomati a livello internazionale nel settore, come il Prof Hojjat Adeli, il Prof Nikola Kasabov e il prof Amir Hussain.

L’obiettivo della conferenza AII2022 è quello di incentivare lo scambio e la diffusione di metodologie e tecnologie all’avanguardia, soprattutto basate su tecniche di Intelligenza Artificiale, che hanno un riscontro pratico nel mondo reale. Infatti, ampio spazio sarà dato ad approcci incentrati sul “Deep Learning” per lo sviluppo di sistemi “intelligenti” a supporto della decisione umana in diversi contesti, quali la biomedicina, le nanotecnologie, la sicurezza informatica e il riconoscimento automatico di oggetti.

La conferenza sarà un’occasione di incontro tra scienziati di fama internazionale provenienti da università e aziende italiane e straniere che presenteranno la loro visione sulle grandi sfide dell’Intelligenza Artificiale con un linguaggio accessibile anche ai non esperti. Keynote Speaker confermati della conferenza saranno: il Prof. Francesco Buccafurri, Ordinario di Sicurezza Informatica presso il dipartimento DIIES dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Dr. Alfonso Farina, già Chief Technology Officer (CTO) di Selex ES (oggi Leonardo SpA), il Dr. Pierre Philippe Mathieu, Direttore del Φ-lab Explore Office, European Space Agency (ESA).

AII2022 è articolata in Special Session, Workshop e prevede anche una sessione alle industrie che vedrà coinvolte importanti aziende come Aubay, ST Microelectronic, TIM, Goboservice. Inoltre, di notevole interesse è il Workshop “The use of Artificial Intelligence for Space Applications“, dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per applicazioni spaziali, in cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’European Space Agency (ESA)-ESRIN, l’University of Arizona Thales Alenia Space, sono attivamente coinvolte.

Si stima la partecipazione di circa 100 persone da tutte le parti del mondo: Italia, Stati Uniti, Bangladesh, Regno Unito, Brasile. Sono pervenuti otre 130 lavori scientifici, con il coinvolgimento di più di 400 co-autori. Gli articoli accettati verranno pubblicati da Springer e, in aggiunta, verranno selezionati gli articoli migliori con l’opportunità di sottomettere una versione estesa in Special Issue (SI) di riviste di elevato prestigio internazionale: The International Journal of Neural Systems (IF: 5.86), The Integrated Computer-Aided Engineering (4.86), Cognitive Computation (IF: 5.4 – SI dedicata al Workshop Spazio). (rrc)

Zimbalatti Rettore, Princi: Lavoreremo in sinergia per scongiurare fuga dei nostri cervelli

«Scongiurare la fuga dei nostri cervelli». È l’obiettivo che si è prefissata la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, che intende  lavorare non solo con il neo Rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, ma con tutti i Rettori per creare una sinergia «importante con le scuole secondarie di secondo grado e con il mondo produttivo nel suo complesso».

«L’obiettivo – ha spiegato Princi – è promuovere sempre più l’orientamento, far conoscere i nostri atenei, creare importanti sinergie e qualificare i percorsi universitari affinché siano attinenti alle richieste del mercato produttivo calabrese, finalizzando al meglio le risorse del PNRR. Solo così potremo rendere sempre più competitivi i nostri atenei, scongiurando la fuga dei nostri cervelli».

La vicepresidente, poi, ha formulato i suoi auguri al Rettore Zimbalatti, «di cui conosco le grandi doti professionali e umane. Sono certa che aprirà una stagione densa di novità e saprà dare ancora lustro ad un ateneo che si colloca già tra le realtà più virtuose del Paese. Inconfutabili dati nazionali attestano la Mediterranea ad alti livelli di qualità ormai da diversi anni. E questo deve essere per Zimbalatti motivo di stimolo ad alzare ulteriormente l’asticella. La Mediterranea rappresenta quella linfa di cui ha estremo bisogno il nostro territorio per potersi sempre più elevare culturalmente, è il cuore culturale pulsante di Reggio Calabria, sta quindi a tutti, ciascuno per la propria parte, preservarlo e qualificarlo maggiormente».

«Ancora auguri al prof. Zimbalatti, con cui si aprirà una stagione densa di opportunità, per il bene di Reggio Calabria e dell’intera Regione», ha concluso. (rcz)