DOMANI, A PORTE CHIUSE, LA PRIMA SEDUTA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE USCITA DALLE URNE DEL 26 GENNAIO ;
Emergenza coronavirus

AAA Assessore Sanità, astenersi incompetenti
Subito la firma al bilancio. La Giunta verrà poi

di SANTO STRATI – Se 50 giorni vi sembran pochi, rassegnatevi ad aggiungerne qualcun altro. Non habemus papam e la fumata è inesorabilmente nera, grazie anche all’irresponsabilità dei partiti della coalizione che cercano di conquistare posizioni a conferma di un illusorio potere che, in realtà, non hanno proprio. Le beghe interne della Lega tra i “locali” (Furgiuele, Molinaro e Rauti) e gli extraterritoriali (il commissario regionale Cristian Invernizzi, bergamasco con giustamente altri problemi in questo momento) s’infrangono contro le troppe indecisioni della Presidente Santelli. Arrivano a calabria.live centinaia di messaggi del tipo “esortate il presidente ad andare oltre, con coraggio”, come se fossimo interlocutori privilegiati in questa incredibile commedia delle parti cui i calabresi avrebbero volentieri rinunciato: non siamo consiglieri del Principe (machiavellicamente parlando) né aspiriamo ad esserlo, perché il nostro compito è informare. Osservare, ascoltare, non solo i politici ma anche e soprattutto la gente, quindi riferire, senza parteggiare per alcuno. È una questione di deontologia, i giornalisti facciano (sul serio) i giornalisti e basta.

Senza inventare nulla (al contrario di quanto sostiene la Santelli nei nostri confronti) facciamo il nostro lavoro riferendo le voci ricorrenti di calabresi che usano la testa che, ribadiamo, non vedevano male (già prima che scoppiasse la crisi Covid-19), un’intesa ad ampio respiro per il governo regionale, Figurarsi ora, con l’emergenza da affrontare. Guai, però, a parlare di larghe intese, quasi fosse una bestemmia. Bene, ma allora discutiamo dell’opportunità di trovare un accordo che superi le asperità e le ruvide posizioni che abitualmente dividono, com’è ovvio, maggioranza e opposizione, col solo obiettivo di raggiungere un comune traguardo. Che non è solo, ovvero non è più, il progetto di crescita e sviluppo della regione, bensì il superamento dell’emergenza coronavirus. Il contagio potrebbe diventare inarrestabile senza una seria prova di responsabilità da parte di tutti, anche da parte politica. Callipo, a proposito di larghe intese, ha detto a calabria.live che intende perseguire il ruolo di opposizione che gli è stato affidato dagli elettori: e che dovrebbe dire? Non è la minoranza che deve offrire opportunità, semmai – se gliela offrono – potrebbe coglierla. Ma la Presidente continua a ragionare in termini di distribuzione “equa” tra la coalizione nel rispetto di impegni presi prima del 26 gennaio. Solo che prima del 26 gennaio nessuno avrebbe potuto immaginare il flagello che si è abbattuto sull’Italia e, per fortuna, in minima parte nella nostra regione. Quindi qualunque scelta “irrituale” per la coalizione può trovare mille giustificazioni. In pratica, non vorremmo ritrovarci un assessore alla Sanità fine politico, ma assoluto incompetente in materia. La politica dei partiti deve mettersi da parte, date le circostanze, e ogni scelta non dovrebbe rispondere a rigidi criteri di spettanze pattuite in precedenza.

Peraltro, Jole Santelli che non scioglie il nodo della Giunta, continua a fare cose egregie. Per esempio la task force sanitaria di tutto rispetto, che ha messo su, scegliendo tre luminari della medicina: Raffaele Bruno, originario di Cosenza, lavora al San Matteo di Pavia ed è specializzato in malattie infettive e tropicali nonché è un ricercatore di terapie del virus Hiv; Paolo Navalesi, genovese, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche, è responsabile del reparto di anestesiologia e terapia intensiva dell’Università di Padova, ed è un grande esperto di rianimazione nei casi di insufficienza respiratoria; Franco Romeo, direttore dell’unità di cardiologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, reggino, ha un lunghissimo e prestigioso cursus honorum che lo pone tra i migliori cardiochirgurghi internazionali: «Per la nostra Calabria – ha detto Romeo a calabria.live – darò il massimo della mia esperienza e disponibilità». Una squadra di eccellenze in grado di affrontare con la giusta competenza tutti gli aspetti clinici dell’epidemia. Che potrebbe operare al meglio se ci fosse un adeguato assessore alla Sanità, in grado di mescolare competenza scientifica e capacità manageriale. Ci rendiamo conto delle evidenti difficoltà di individuare un profilo con queste caratteristiche, ma è necessario stringere i tempi. Certo se la scelta è obbligatoriamente vincolata al partitismo a tutti i costi, le difficoltà diventano insormontabili. Pressioni perché la Presidente abbia il coraggio di guardare alle capacità e alle competenze per il futuro assessore alla Sanità arrivano da tutte le parti sociali e non solo dell’opposizione.

Per esempio, secondo l’Unindustria regionale «Non è tempo di distinguo, prevalenza di appartenenze od interessi di parte, polemiche e critiche fine a se stesse. Questo è il tempo delle decisioni meditate e condivise da rendere operative in maniera efficace, efficiente e tempestiva. Alla Calabria – ha detto il presidente Natale Mazzuca – serve poter mettere in campo le energie migliori, ognuno per la sua parte, le proprie competenze e ciò che rappresenta. Serve con immediatezza una Giunta di alto profilo in grado di operare in maniera incisiva, adottando da subito una serie di interventi tendenti a fronteggiare con efficacia l’emergenza sanitaria e le criticità economiche, attenuandone gli inevitabili contraccolpi negativi sulle imprese, sull’occupazione e sui cittadini. Ogni giorno di ritardo rappresenta una colpevole miopia rispetto alla gravità della situazione ed un agire, di fatto, contrario alle esigenze ed agli interessi della collettività». Ieri mattina, la presidente Santelli ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo che hanno sottolineato come la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro si ponga con estrema urgenza per tutti gli ambiti lavorativi, a partire dalla filiera produttiva agroalimentare, strategica per la Calabria. «Abbiamo evidenziato – affermano i segretari confederali regionali in una nota la preoccupazione per la mancanza di Dispositivi Individuali di Prevenzione anche per medici, infermieri e operatori della sanità in genere, esposti in prima linea; intervenire rapidamente e superare la grave carenza è quanto mai decisivo per tutelare questa persone, il cui lavoro è essenziale per contenere la diffusione del contagio da Covid-19, così come è essenziale far sì che tutto il sistema della sanità calabrese sia messo in condizione di fronteggiare la grave emergenza in atto».

Più diretto ed esplicito Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria: «Non possiamo più permetterci di stare ad aspettare i tatticismi dei partiti: è ora che la Calabria abbia una Giunta e un Consiglio regionale operativi. In un momento come questo – ha detto – non si può lasciare una Regione senza una squadra di governo al completo, che sia composta da assessori autorevoli e competenti, e senza un’Assemblea legislativa nel pieno dei suoi poteri. Il Consiglio regionale, seppur con le dovute e necessarie precauzioni per garantire la sicurezza di tutti, deve insediarsi subito: l’ipotesi di un ulteriore rinvio è a mio avviso impraticabile».

E poi c’è il problema – ugualmente serio e urgente – dell’approvazione del bilancio entro il 30 aprile, per uscire dall’esercizio provvisorio. La presidente Santelli, a ben vedere, la Giunta ce l’ha già: ha l’assessore all’Ambiente (il Capitano Ultimo) che ha già preso possesso dei suoi spazi in Cittadella e aveva cominciato a lavorare convocando i sindaci della regione per il problema rifiuti, iniziativa poi stoppata dall’emergenza covid-19, e l’assessore alla Ricerca scientifica, Università e Istruzione (non s’è ancora capito se la delega comprende anche la Cultura) Sandra Savaglio. Le altre deleghe sono in mano alla Presidente finché non le assegna. Quindi, ripetiamo, la Giunta anche con due soli assessori c’è già. Oliverio era partito con tre assessori perché voleva prima far approvare le modifiche allo Statuto e alcune deleghe le ha addirittura assegnate un anno prima della fine della legislatura (Cultura a Maria Francesca Corigliano), mantenendo fino alla fine per sé la delega al Turismo. Nulla di scandaloso, rientra nelle norme di legge, magari opinabile sul piano della opportunità per la  piena funzionalità della Regione e dei suoi dipartimenti. Quindi, se la presidente ritiene di traccheggiare ancora nella scelta dei suoi assessori, non rinvii ulteriormente la firma del bilancio.

La convocazione del Consiglio regionale di domani, peraltro, risulta persino discutibile se non per quietare i malumori dei cittadini che mal digeriscono un’attesa così lunga per vedere al lavoro i nuovi consiglieri. Serve un Presidente del Consiglio? Certamente sì, anche se in questo momento, al di là della rappresentanza, non avrebbe molto da fare, viste le limitazioni imposte dall’emergenza. I consiglieri regionali possono senz’altro interfacciarsi via skype o in teleconferenza, ma in questo momento emergenziale mal si conciliano le limitazioni ai cittadini con le convocazioni di gruppo a Palazzo Campanella. Senza contare che per arrivare a individuare intese per l’elezione del presidente del Consiglio, dei due vicepresidenti, dei due segretari-questori un minimo di dibattito bisognerebbe pur concederlo agli inquilini di Palazzo Campanella. Un dibattito con le mascherine? Ci potrebbe anche stare, ma chi può escludere il rischio che nella, pur sanificata al massimo, sede del Consiglio, il subdolo virus di questa epidemia non s’insinui ugualmente e allarghi il contagio a familiari, assistenti e collaboratori dei consiglieri?

Non è facile capire cosa sia meglio. Una cosa è certa, per il Presidente del Consiglio, i due vice, i questori, la Calabria può anche attendere, sperando che il contagio riesca a venire fermato, ma i calabresi vogliono un responsabile alla Sanità che possa coordinare e organizzare ogni iniziativa per per l’emergenza. Senza togliere nulla alla capacità di fare, mostrata dalla Presidente e largamente encomiabile, non è opportuno che trattenga ancora per sé questa delega. Che, attenzione, va data a un calabrese, non per campanilismo, ma perché serve una persona che conosca questa terra e ci viva stabilmente, così da saper e poter operare senza indulgenze e ritardi. Servirà un assessore che stia in Calabria e, ripetiamo, conosca la realtà di questa regione. Non possiamo permetterci un assessore incompetente, o un competente a mezzo servizio che non sa nulla della nostra realtà sanitaria, economica e sociale e avrebbe bisogno di tempo per studiarla e capirla.

Se la presidente Santelli prova a guardare negli atenei calabresi troverà l’uomo o la donna giusti per questa delega. Per la sua ricerca interpelli chi ama profondamente la Calabria e ha la competenza per indicarle qualche nome: il Rettore della Sapienza di Roma, il cosentino Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, stimato farmacologo già allievo dell’ex presidente della Regione Pino Nisticò, anche lui insigne farmacologo, e lo stesso prof. Franco Romeo, già convocato nella task force sanitaria. Tutti quanti conoscono molto bene la Calabria e le grandi risorse umane e professionali che i suoi atenei custodiscono. La presidente Santelli è una donna intelligente, faccia allora la scelta giusta e non deluda i calabresi. (s)