Gioia Tauro, Pizzo e Chefchaouen verso un Patto di Amicizia Mediterraneo

Si è svolto, a Gioia Tauro, un incontro istituzionale che ha posto le basi per un futuro Patto di Amicizia tra il Comune di Gioia Tauro, il Comune di Pizzo e la città marocchina di Chefchaouen. L’iniziativa, promossa dal Console Onorario del Regno del Marocco per la Calabria, avv. Domenico Naccari, ha visto la partecipazione di istituzioni italiane e marocchine, unite dal comune intento di rafforzare i legami culturali, economici e sociali tra le due sponde del Mediterraneo.

«Costruiamo ponti di pace e non muri” – ha dichiarato il Console Naccari –. L’amicizia tra i popoli si nutre di gesti concreti, di collaborazione e di rispetto reciproco. Questa intesa nasce dalla volontà di creare opportunità comuni e valorizzare ciò che ci unisce: storia, cultura, identità».

Il sindaco di Chefchaouen, Ing. Sefiani Mohamed, ha espresso parole di gratitudine: «Ringrazio la Sindaca di Gioia Tauro, avv. Simona Scarcella e l’avv. Naccari, che ho avuto modo di conoscere durante la sua visita in Marocco. Siamo felici di questa prospettiva di cooperazione, che si inserisce perfettamente nel nostro impegno per la promozione del turismo sostenibile. Chefchaouen è riconosciuta come Patrimonio Unesco e la nostra città, conosciuta a livello mondiale, è un polo agricolo e manifatturiero in forte espansione».

Il primo cittadino ha inoltre invitato ufficialmente la Sindaca di Gioia Tauro a visitare Chefchaouen, quale prossimo passo verso la firma del protocollo d’intesa.

L’avv. Giuseppe Saletta, consulente del Consolato, ha sottolineato le affinità produttive tra i territori: «La Calabria è la seconda regione d’Italia per la produzione di olio d’oliva, elemento cardine della dieta mediterranea».

Il sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, ha dichiarato: «L’intento è quello di unire le nostre comunità per favorire scambi culturali e commerciali. Il nostro territorio è vocato alla produzione di cipolla, fragole e tonno, ma vive soprattutto di turismo e cultura. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità preziosa di valorizzazione reciproca».

A fare da interprete tra le delegazioni, il sig. Daoudi Mohamed, che ha facilitato il dialogo tra i presenti.

Il Comm. Nicolino La Gamba, consulente del Consolato, ha aggiunto: «Mentre nel mondo si moltiplicano gli appelli per la pace, noi lavoriamo concretamente per costruire ponti tra i popoli».

Il Console Onorario Naccari ha auspicato che l’iniziativa possa presto tradursi in una delibera amministrativa da parte del Comune di Gioia Tauro e da quello di Pizzo, accompagnata da un viaggio istituzionale a Chefchaouen per la sottoscrizione ufficiale del Patto di Amicizia.

Il protocollo prevede linee di cooperazione nei settori della cultura, protezione dell’ambiente, turismo, sport, beni culturali, politiche sociali, religiose (cattoliche e musulmane), identità e tradizioni, partecipazione a progetti comunitari e sviluppo dell’associazionismo.

Un passo concreto verso una rete mediterranea di città unite da radici comuni, visioni condivise e un impegno autentico per un futuro più coeso e solidale. (rrc)

l’opinione / Donatella Monteverdi: Il Maggio a Catanzaro l’esordio di un nuovo tempo di offerta culturale

di DONATELLA MONTEVERDI – Con la chiusura delle attività all’aperto di Nuvola Comics, Catanzaro ha vissuto un’altra tappa della straordinaria catena di eventi che ha fatto di questo maggio 2025 l’esordio di un nuovo tempo di offerta culturale, basato sulla condivisone delle esperienze, sul coinvolgimento delle diverse istituzioni, sulla partecipazione dal basso, sulla convergenza delle competenze, sulla fruizione popolare.

Come Assessorato alla Cultura, di concerto con gli Assessorati al Turismo e alle Attività Economiche e con il concorso di tutta la Giunta Fiorita, per tutto maggio 2025 abbiamo programmato l’insieme di manifestazioni che hanno interessato il Centro storico e gli altri quartieri cittadini, coinvolgendo soprattutto un pubblico giovane e curioso. Possiamo dire che l’intero programma si è fatto in quattro per dare corpo ai quattro palinsesti che in contemporanea hanno interessato, e continueranno per il tempo che rimane, spazi interni e pubbliche piazze: Festival Performing con attore principale l’Accademia di Belle Arti, Sciò curato da Fondazione Politeama, Nuvola Comics di Venti d’Autore, Gutenberg dell’omonima Fondazione.

L’occasione è propizia per porgere un sincero ringraziamento all’opera di coordinamento svolta dal Settore Cultura che, peraltro, ha chiesto e ottenuto ampia collaborazione da parte di tutta la macchina dell’Amministrazione comunale. Ottimizzare spazi e tempi non è stato semplicissimo, ma tutto si è svolto secondo i migliori auspici.
Un cartellone ricco di occasioni, finanche troppo secondo lo schema del singolo fruitore che talora si è trovato nella condizione di dovere scegliere tra diverse opportunità. E non è stato un tendere verso il basso in fatto di qualità e di spessore tanto per raggiungere numeri per soddisfare un mero quorum quantitativo.

Ciascun programma ha offerto nel proprio ambito partecipazioni prestigiose, con autori nazionali e finanche internazionali di altissimo rilievo, oltre che dare conto dell’intero movimento artistico sotteso a ciascuno. Non facciamo nomi per non tralasciare colpevolmente nessuno. Basti pensare all’interesse che le diverse performance hanno suscitato nei media generalisti e in riviste specializzate e di prestigio, così come all’attenzione che l’informazione cittadina e regionale ha prestato all’evolversi di eventi, spettacoli, incontri.

Non mancheremo, a cose fatte, di tirare le somme dell’intera esperienza, avendo certo l’umiltà di riconoscere eventuali debolezze e individuare margini di miglioramento, nella convinzione che si è colpevoli soltanto nell’inoperosità e nella fatalità della rassegnata consuetudine. Continueremo, anche, ad accogliere di buon grado, come è nostro dovere di amministratori, suggerimenti e proposte provenienti dalla politica, da associazioni di categoria, da organismi culturali e da semplici cittadini. Perché la tensione per una Catanzaro accessibile e accogliente, viva e vivace deve essere necessariamente di tutti coloro che la amano, animati dalla buona volontà e dal senso di bene comune. (dm)

[Donatella Monteverdi è assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro]

A Roma si presenta il Mate Festival Lungro

Mercoledì pomeriggio, alle 14.30, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, sarà presentata la nona edizione del Mate Festival Lungro, che dal 29 luglio al 1° agosto celebrerà una tradizione ed una cultura che da 150 anni sopravvive nel centro arbëreshë del Pollino in Provincia di Cosenza.   

Alla presentazione, voluta ed organizzata su iniziativa dell’on. Marco Cerreto, relazioneranno Anna Stratigò, presidente dell’Associazione “Officina della Musica” di Lungro e dell’ Accademia Internazionale del Mate  organizzatrice ed anima del Festival e Giuseppe Sommario, dell’Università Cattolica Milano. Ai lavori, moderati da Viviano Falbo, porteranno i saluti Carmine Ferraro (Sindaco di Lungro), Luigi Lirangi (Commissario dell’Ente Parco Nazionale del Pollino), Pasquale La Gamba (Italea Calabria) e Claudio Bonafede (Direttore Artistico del Mate Festival Lungro). 

Il Festival promuove il rito del mate, la bevanda diffusa principalmente in Argentina (ma anche in altri Paesi del Sud America) che a Lungro, riconosciuto come “Capitale Europea del Mate”, è una grande tradizione nata dal flusso di emigrazione di molti lungresi in Argentina. 

Ancora oggi il mate è simbolo di identità multiculturale, di memoria e di appartenenza.

Per quattro giornate saranno realizzati incontri culturali, workshop, momenti musicali argentini (e di tango in particolare) ma anche eventi interattivi con degustazioni e dimostrazioni su come preparare la bevanda tipica argentina e diverse attività di promozione del Territorio per valorizzare un turismo esperienziale e sostenibile che mette al centro non solo le straordinarie bellezze naturalistiche ma anche la storia, l’identità  e la coesione delle Comunità dei nostri borghi.

«Abbiamo accolto con piacere l’invito dell’on. Marco Cerreto al quale vanno i nostri ringraziamenti. Essere presenti in questa prestigiosa cornice – ha dichiarato la presidente dell’Associazione, Anna Stratigò – non è soltanto un riconoscimento al valore dell’Evento e al lavoro svolto in questi anni 10 anni, ma rappresenta anche un forte segnale dell’importanza che hanno gli eventi che legano tradizione, cultura e promozione del Territorio per promuovere l’identità dei nostri borghi ricchi di storia che merita di essere valorizzata e raccontata».

Il Mate Festival Lungro 2025 si avvale del patrocinio del Consiglio Regionale della Calabria, della Provincia di Cosenza, del Comune di Lungro. Prezioso il Partenariato e la Collaborazione del Parco Nazionale del Pollino, del Gal del Pollino, di Italea Calabria, di Confapi Calabria, dell’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali e della Molinos Unidos Argentina. (rrm) 

 

 

L’OPINIONE / Sasha Sorgonà: A Reggio si balla ma non si lavora

di SASHA SORGONÀA Reggio Calabria è stato annunciato un laboratorio gratuito per aspiranti DJ rivolto a giovani tra i 14 e i 35 anni. Una notizia che, a prima vista, sembra positiva: si parla di formazione, di cultura, di giovani. Ma se grattiamo via l’entusiasmo iniziale, restano molte domande aperte e una considerazione centrale: non basta insegnare una competenza, se poi non si costruisce un contesto in cui applicarla.

Il laboratorio – promosso con grande enfasi e con il coinvolgimento di nomi noti del panorama musicale italiano oltre che certamente validi artisti reggini – punta a “formare nuovi talenti”. Ma formare per cosa, e soprattutto, per dove?

A Reggio Calabria oggi non esiste un ecosistema professionale della musica che possa assorbire 15 o più nuove figure nel settore DJing e intrattenimento. Non ci sono festival pubblici stabili, non ci sono spazi di coworking creativo, e perfino il numero di locali che offrono opportunità reali di lavoro stabile per questa posizione è estremamente limitato. Mi domando cosa abbia davvero in mente l’Amministrazione Falcomatà per il futuro di questi giovani?

Anche immaginando che da questo corso emergano veri talenti – cosa auspicabile – dove lavoreranno? Chi li seguirà nel post-formazione? Chi li accompagnerà nella costruzione della loro carriera?

Il vero nodo è che si continua a confondere l’evento con il progetto. Un laboratorio non è un piano di sviluppo. Un workshop non è una filiera. La cultura non è un servizio che si attiva con un bando spot ogni tanto: è un’infrastruttura, è un’economia, è una politica di lungo periodo.

Sarebbe certamente stato più serio, volendo creare un bando del genere, coinvolgere una realtà come il Conservatorio e creare delle figure che possano interagire professionalmente, in modo più ampio e ad alti livelli nel mondo dello spettacolo e della musica.

Un corso per DJ avrebbe certamente senso se inserito in un piano più ampio che comprenda la creazione di spazi permanenti per la musica e la sperimentazione artistica; il sostegno alle imprese culturali locali; il dialogo con locali, festival, club e radio per creare opportunità lavorative vere.

Ma la vera occasione persa è un’altra: perché quantomeno non sono state coinvolte le realtà locali già attive nel settore?

A Reggio ci sono club, DJ, collettivi musicali, agenzie artistiche e culturali, locali storici e nuove realtà che, nonostante le difficoltà, mantengono viva una scena musicale sotterranea ma vivace. Ovviamente parliamo di aziende che possano creare posti di lavoro non singoli professionisti isolati. Sono queste che potrebbero offrire una continuità, una prospettiva concreta, un ponte tra formazione e lavoro. E invece la stragrande parte degli operatori viene sistematicamente esclusa da chi promuove eventi calati dall’alto.

Sostenere i giovani vuol dire prima di tutto rispettarli, non usarli per fare comunicazione. Non serve un selfie a fine corso, serve una visione di città. Un’idea politica e culturale che metta la musica e l’arte al centro dello sviluppo locale.

Reggio Calabria ha estremo bisogno di smettere di rincorrere i bandi e cominciare a costruire strategie di lungo periodo. Di smettere di improvvisare e iniziare a progettare.

Perché il futuro dei nostri giovani non si gioca nel tempo di un laboratorio. Si gioca nel tempo di un investimento strutturale, economico e culturale. 

O li aiutiamo a restare per costruire qui, o li stiamo solo illudendo prima di perderli. Di nuovo. (ss)

[Sasha Sorgonà è founder di Spinoza]

Fumarola (Cisl): In Calabria ancora troppi divari nelle infrastrutture, servizi e sanità,

In Calabria ci sono ancora troppi divari nelle infrastrutture, servizi, e sanità, nelle possibilità produttive e industriali. Per questo «ridurre questi divari, ricucire queste ferite è la più grande urgenza che abbiamo di fronte». È quanto ha detto Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, nel corso del XIV Congresso regionale dove è stato confermato Giuseppe Lavia alla guida del sindacato calabrese. Ad affiancare Lavia in Segreteria, Antonella Zema e Sergio Colosimo, anch’essi confermati nel loro incarico.

«Grazie a tutta la comunità della Cisl Calabria per la capacità di battersi per i bisogni di un tessuto sociale sempre più diseguale, in una regione del Sud che come le altre ha grandi opportunità di crescita ma deve scontare ancora troppi divari nelle infrastrutture, nei servizi, nelle possibilità produttive e industriali, nella capacità di garantire lavoro, legalità, diritti di cittadinanza pari a quelli del resto del Paese», ha detto Fumarola, evidenziando come «oggi in Calabria un giovane su 3 non studia, non lavora, non è inserito in programmi di formazione. La questione dei Neet è una di quelle che non possono e non devono avere colore politico, e che devono stringere in un vincolo di responsabilità istituzioni, politica e parti sociali. Perdere giovani significa dover fare a meno delle migliori energie, intelligenze, capacità di innovazione».

«Per questo – ha sottolineato – è necessario investire per creare un’occupazione di qualità, puntare su formazione e adeguamento delle competenze, con un più stretto raccordo tra università, mondo delle imprese, sindacato e istituzioni. Così come non possiamo rassegnarci all’idea di un sistema sanitario che da decenni vede la Calabria sistematicamente in fondo a tutte le classifiche per mancanza non solo di personale ma anche di strumenti, presidi territoriali e strutture, come ambulanze, consultori, studi medici».

«È una questione prioritaria per la Cisl – ha ribadito – su cui non accettiamo rinvii. Vanno potenziati gli organici e garantiti investimenti strutturali, spendere bene tutte le risorse del Pnrr, evitando che chi se lo può permettere si rivolge al privato per visite specialistiche e interventi, mentre chi non può deve rinunciare a curarsi. Tutto questo è inaccettabile in un paese civile. Lo dimostrano anche gli ultimi dati Istat sulla speranza di vita che vedono la Calabria di ben quattro anni staccata dalla media nazionale».

«La Cisl – ha dichiarato Giuseppe Lavia dopo la sua elezione – ribadisce con forza che il coraggio della partecipazione è cruciale per realizzare una Calabria ‘generativa’. Abbiamo messo al centro del dibattito congressuale il lavoro, la legalità, il territorio, i servizi, per rivendicare il superamento dei divari socio-economici ed occupazionali, lavorando per la rigenerazione di territori e comunità, valorizzando i semi di futuro che, pur fra tante criticità, emergono».

«Continueremo e rafforzeremo il nostro impegno – ha ribadito – per il lavoro dignitoso e sicuro. Da questo punto di vista, pur riconoscendo l’importanza di settori cruciali come agricoltura e turismo, crediamo che la nostra regione debba fare un passo in avanti su agro-industria, manifattura, servizi avanzati, economica digitale, innovazione. Creare nuove occasioni di lavoro stabile è la priorità per spezzare il mix bassa natalità, emigrazione, specie giovanile, che sta generando un vero e proprio ‘inverno demografico’. Per occuparsi di chi deve nascere, occorre occuparsi di chi è già nato. Il lavoro non si crea per decreto, ma attraendo investimenti pubblici e privati, per superare i divari infrastrutturali, per affrontare le sfide dell’innovazione, realizzando transizioni giuste».

«Noi crediamo che vada spezzato il muro della rassegnazione – ha proseguito – per cui il destino della Calabria sarebbe immutabile. Crediamo perciò in una Calabria generativa, capace di iniziare, intraprendere. Alcuni segnali positivi vanno valorizzati: le eccellenze del nostro sistema universitario, la crescita dell’export agro-alimentare, l’aumento dei flussi turistici legati anche all’operazione Ryan Air, il Porto di Gioia Tauro che resta leader nel transhipment, la presenza di realtà produttive importanti, la riduzione dei tassi di abbandono scolastico, i finanziamenti delle politiche di coesione».

«Di fronte a noi – ha aggiunto – la grande sfida della partecipazione al lavoro. Grande soddisfazione per l’approvazione della proposta di legge popolare sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, ormai chiamata ‘Legge Sbarra’, promossa dalla Cisl, che ha visto anche in Calabria una intensa attività di raccolta firme. Una legge che innova il sistema di relazioni industriali, che guarda al futuro e rilancia l’idea di un sindacato vicino alle persone, contrattualista, propositivo, autonomo e capace di cambiare le cose davvero».

«Di fronte a noi – ha concluso il Segretario Generale della CISL calabrese, Giuseppe Lavia –, la sfida di una Cisl che dal punto di vista organizzativo sceglie le opzioni strategiche delle prossimità, del presidio di luoghi di lavoro e territorio, di servizi in rete per la persona e per il lavoro, capaci di rispondere con sempre maggiore efficacia ai bisogni emergenti». (rcz)

Scilla Cuore da 25 anni un successo per gli studi di Cardiologia

La 25.ma edizione di Scilla Cuore, il tradizionale appuntamento primaverile dei cardiologi italiani promosso e organizzato dal prof. Vincenzo Montemurro di fronte allo Stretto, si è chiusa con una grande partecipazione a livello internazionale  che ha confermato la validità di questa assise di specialisti del cuore.

Montemurro ha organizzato le cose in grande, considerando l’importante scadenza dei 25 anni e il livello degli interventi di cardiologi, ricercatori, esperti ha fornito ottimo materiale di studio e approfondimento sulle nuove frontiere della cardiologia. Si è parlato anche di Intelligenza Artificiale e delle sue opportunità nel trattamento delle patologie cardiache, a dimostrazione che la tccnologia, se applicata efficamente e in modo corretto, aiuta non poco a salvare vite umane sia nella fase preventiva che in quella di intervento urgente.

A conclusione dell’evento, sono stati assegnati i premi di benemerenza a personalità calabresi che hanno onorato la propria terra con il loro impegno professionale, scientifico e culturale. I premi sono andati, oltre che a tre cardiologi Gianfranco Parati. Ignazio Massimo Scimone, e  Claudio Parati, al Magnifico Rettore dell’Unical, prof. Nicola Leone, un’eccellenza mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale, all’Associazione reggina Incontriamoci Sempre, e al direttore di questo giornale, Santo Strati.

Scilla Cuore nel corso degli anni si è caratterizzato come laboratorio permanente di cardiologia, dove si ritrovano professionisti, medici e affermati ricercatori di tutto il Paese (con qualche presenza internazionale) per confrontarsi sull’innovazione e le nuove tecniche in campo cardiologico.

Più che soddisfatto, a ragione, il prof. Montemurro ideatore e fondatore della Faculty di Scilla: «I professori portano a Scilla il frutto delle loro ricerche, delle loro attività nei centri più all’avanguardia del Paese. Ed è proprio in questo scambio tra teoria e pratica, tra cattedra e corsia, che il congresso trova la sua forza propulsiva. Con il passare del tempo, Scilla Cuore è diventato una scuola, un simbolo, un modello. Un punto di riferimento stabile per la formazione cardiologica, tanto da essere riconosciuto come una vera e propria “Scuola di Scilla”, appellativo coniato da molti partecipanti e ormai accolto nel lessico comune del congresso».

Un dato confermato, tra gli altri dal prof. Francesco Martino, docente alla Sapienza di Roma: «Proprio qui a Scilla sono nate diverse idee per nuove ricerche. È un congresso che riesce a far parlare tra loro studiosi del mondo universitario e ospedaliero, ed è un grande onore per la Calabria». (rrm)

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Politiche giovanili e servizio civile, prosegue il confronto tra le Regioni e il ministro Abodi

Prosegue il dialogo tra il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e gli assessori della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sui temi delle politiche giovani e del Servizio Civile Universale.

Il terzo incontro, svoltosi il 22 maggio e introdotto dalla Coordinatrice della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore della Regione Calabria, Caterina Capponi, ha posto al centro dell’attenzione le giovani generazioni, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo attivo nella società e di promuovere politiche in grado di creare opportunità concrete di crescita, inclusione e partecipazione.

ll Ministro Abodi ha ribadito l’importanza della condivisione di strategie per valorizzare iniziative e strumenti a beneficio dei giovani. Ha inoltre fornito un aggiornamento sulla ricognizione di alcuni progetti: “Rete”, che facilita il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro e promuove l’imprenditorialità giovanile; la Carta Giovani, strumenti digitale gratuito che offre vari livelli di opportunità e Spazi civici di comunità, iniziativa che sostiene progetti di innovazione sociale basati sulla pratica sportiva gratuita.

Le Regioni hanno confermato la piena disponibilità alla collaborazione e hanno comunicato gli aggiornamenti disponibili sui progetti in essere. Hanno, altresì, confermato la necessità dell’incremento del Fondo nazionale per le politiche giovanili e di un rafforzamento della quota assegnata direttamente a loro per rafforzare l’azione nei territori.

Sul Servizio Civile universale le Regioni hanno sottolineato il ruolo chiave del Tavolo tecnico presso il dipartimento per le politiche giovanili quale sede di coordinamento delle azioni nazionali. Hanno inoltre evidenziato il valore dell’Accordo quadro triennale del dicembre 2024 e l’importanza di rafforzare il coordinamento regionale, anche attraverso l’aggiornamento del D.Lgs. 40/2017.

Infine, il Ministro Abodi ha annunciato agli Assessori la prossima presentazione di un disegno di legge delega dedicata ai Giovani, con l’obiettivo di razionalizzare, armonizzare e rendere più efficace il corpo normativo al servizio delle politiche giovanili.

Il dialogo e la collaborazione con il Governo sono fondamentali per costruire politiche efficaci a favore delle giovani generazioni, che rappresentano il presente e il futuro dell’Italia.
I lavori si sono conclusi con l’impegno del prossimo incontro, entro metà luglio. (rcz)

Il Garante per le vittime di reato Lomonaco presenta la sua relazione annuale

«Una relazione che non è solo un bilancio di attività, ma un atto di responsabilità». È con queste parole che Antonio Lomonaco, garante regionale per la tutela delle vittime di reato, ha illustrato la sua attività nel 2024.

«I risultati raggiunti vogliono ribaltare quel silenzio che persino il nostro Codice penale riserva alla vittima, che noi vogliamo rimettere al centro: ascoltandola, proteggendola, accompagnarla verso la giustizia e la ricostruzione della propria vita», ha detto Lomonaco nel corso dell’evento svoltosi a Palazzo Campanella, a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il segretario generale e il direttore generale del Consiglio regionale, rispettivamente Giovanni Fedele e Sergio Lazzarino, oltre i colleghi garanti regionale per la Salute, Anna Maria Stanganelli, per i diritti delle Persone sottoposte alla limitazione della libertà personale, Giovanna Russo, e per i diritti delle Persone con disabilità, Ernesto Siclari. 

La giornata non è stata scelta a caso: il 23 maggio, infatti, era il 33esimo anniversario dalla Strage di Capaci. «La giustizia è un dovere quotidiano», ha ribadito Lomonaco, sottolineando come «da quel cratere non è nato solo dolore. È nata anche una nuova coscienza civile. Oggi, nel giorno in cui ricordiamo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, non possiamo che chinare il capo con rispetto e gratitudine. Ma non basta ricordare: dobbiamo raccogliere il testimone».

L’attività del Garante è stata intensa: ha avviato progetti contro il bullismo, dal titolo “Ti Sbullu”, ha promosso percorsi di giustizia riparativa, promosso il primo fondo di sostegno alle vittime di reato in Calabria, co-finanziato dalla Cassa delle Ammende e dalla Regione.

«Un risultato storico» ha detto Lomonaco, spiegando come sono stati stanziati «oltre 30mila per supportare le vittime specie nei percorsi psicologici». Storico perché «per la prima volta esiste un fondo dedicato ad aiutare concretamente le vittime nelle difficoltà del post-reato. Non parliamo solo di assistenza morale, ma anche di sostegno economico, perché sappiamo bene che dopo un reato spesso ci sono spese mediche, legali, psicologiche da affrontare».

Una iniziativa che, per Lomonaco, va rifinanziato, strutturato e istituzionalizzato.

Tra i risultati più rilevanti, anche la proposta di legge per l’istituzione del Garante nazionale per la tutela delle vittime di reato, iniziativa partita proprio in sinergia con il Presidente del Consiglio Filippo Mancuso, e accolta con favore dalla senatrice Tilde Minasi.

Il Garante, poi, nel corso della sua relazione, ha ricordato come la Calabria, con la proposta legislativa presentata l’11 novembre 2024 alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, abbia proposto l’istituzione di un Garante nazionale per le vittime, che ha «suscitato vivo interesse e attenzione».

Tanto è stato fatto e ancora c’è tanto da fare: «occorre rafforzare l’organico limitato e intervenire sulle risorse finanziarie esigue. È un piccolo presidio che però ha un compito enorme. Abbiamo bisogno di strumenti adeguati a poter raggiungere ogni angolo della regione: più personale qualificato, più fondi per attivare programmi di assistenza, più mezzi per comunicare capillarmente l’esistenza del servizio», ha detto Lomonaco, ringraziando Mancuso e i consiglieri regionali che hanno «creduto in questa missione».

Per il Garante «senza un supporto concreto, il rischio è di non poter rispondere a tutte le richieste, ed è un rischio che non possiamo permetterci Si tratta di persone. Si tratta di giustizia. Non lasciamo mai sole le vittime». (rrc)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Assegno al nucleo familiare, importi e nuovi livelli reddituali

di UGO BIANCOL’Inps con la circolare n. 92 del 19 maggio 2025 ha pubblicato le nuove tabelle per l’erogazione degli assegni al nucleo familiare, in vigore dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026. Gli importi sono aumentati dello 0,8 %, in linea con la variazione dell’indice Foi calcolata dall’Istat tra il 2023 ed il 2024.

La prestazione, introdotta dal decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 e successivamente convertita con modificazioni dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, si applica esclusivamente ai nuclei familiari che non rientrano nella disciplina dell’Assegno Unico Universale, in vigore dal 1° marzo 2022. I beneficiari sono così distinti: coniuge, convivente di fatto e partener delle unioni civili; fratello e sorella; nipote minorenni o maggiorenne inabile, orfano di entrambi i genitori e privo del diritto alla pensione di reversibilità.

Le tabelle, in vigore dal prossimo mese di luglio, sono la 19, 20A, 20B, 21A, 21B, 21C e 21D.

Per un maggiore comprensione si riporta la sottostante figura.

A chi spetta?

Ha diritto a percepire l’assegno al nucleo familiare il lavoratore dipendente, che fa specifica richiesta, rientrante nelle seguenti categorie: lavoratori dipendenti (pubblico e privato); lavoratori dipendenti agricoli; lavoratori dipendenti di aziende cessate o fallite; titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente (es. Naspi); lavoratori in altre condizioni di pagamento diretto (es. lavoratori in aspettativa sindacale).

A chi non spetta? 

Coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli coltivatori diretti; titolari di pensioni liquidate nella gestione speciale dei lavoratori autonomi (es. artigiani o coltivatori diretti).

 Come fare domanda?

La richiesta deve essere presentata annualmente. L’anno di riferimento va dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

Sono diverse le modalità in uso: Accedendo al sito dell’Inps, mediante il servizio dedicato ANF; Rivolgendosi ai patronati che offrono assistenza gratuita nella compilazione e l’invio della richiesta; Tramite il contact center al numero 803164 o 06164164;

La domanda è valida solo se il rapporto di lavoro è in corso. In caso di cessazione dell’attività lavorativa, l’assegno non è più erogato fino a nuova occupazione. Il diritto alla percezione dell’assegno si prescrive entro cinque anni. Tale termine inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo al periodo di lavoro per il quale l’assegno è dovuto. L’Inps può effettuare controlli sulla correttezza dei dati forniti, sia sul reddito che sulla composizione familiare. Assicuratevi di presentare la domanda annualmente e di comunicare tempestivamente eventuali variazioni, evitando così problematiche nell’erogazione. 

                                                                                                                                            [Ugo Bianco è Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi  –Dipartimento Calabria]

Privacy tour in Calabria, firmato il Manifesto per l’Equità digitale

Impegno per l’equità digitale, trasparenza e responsabilità, standard e linee guida, equità by design & by default, promozione e condivisione, supporto scientifico, verifica e correzione, formazione, inclusione e dialogo, monitoraggio e trasparenza, feedback e miglioramento continuo. Sono questi i 10 punti del “Manifesto per l’Equità Digitale”, firmato da Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Digital Angels, Federmanager, Federmanager Minerva, Fondazione Magna Grecia, GPI, Politecnico di Bari, Regione Calabria, Unindustria Calabria, Università della Calabria e dall’Università degli Studi Roma Tre, nel corso del Privacy Tour, l’iniziativa organizzata dal Garante per la Protezionedei Dati Personali, con il supporto del Gruppo FS. Presenti, all’evento, il Presidente Pasquale Stanzione, la Vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, i Componenti Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Il documento è stato presentato da Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, nel corso dell’evento “Per un’equità digitale: contrasto ai bias di genere nel trattamento dei dati personali”. Una due giorni organizzata dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e realizzata con il supporto e la collaborazione del Gruppo FS, presso la Cittadella Regionale di Catanzaro.

«Non dobbiamo avere paura del progresso – ha detto il Garante rivolgendosi alla vasta platea di istituzioni e studenti universitari – ma dobbiamo preoccuparci di imparare a gestirlo, come ha detto Papa Francesco più volte e come ha sottolineato Papa Leone XIV ad inizio del suo pontificato».

«L’educazione è la chiave di volta – ha proseguito Marziale – per smarcarci dalle insidie implicite all’Intelligenza Artificiale e tocca al sistema scolastico attrezzarsi debitamente per impartire istruzioni ai bambini e agli adolescenti. Un’istruzione che non sia soltanto tecnica, ma soprattutto etica, nel pieno rispetto dei diritti umani in tutte le possibili declinazioni. Sia l’IA alleata dei bisogni di tutte le persone, non “nemica” di chi l’ha progettata e ciò dipende soltanto da noi».
Il Garante ha apposto la propria firma sul manifesto-decalogo d’impegno al corretto uso dell’IA aggiungendo: «La mia firma rappresenta la richiesta di tutti i bambini e adolescenti calabresi a trovare cittadinanza e godere di rispetto da parte di chi progetta i contenuti dell’IA».

Con il Manifesto, tutti i soggetti firmatari si impegnano a garantire e a promuovere l’equità digitale in tutte le fasi di progettazione, sviluppo, implementazione e utilizzo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale (IA) e a creare e mantenere al loro interno processi e ambienti di lavoro inclusivi.

Durante la due giorni è stata presentata anche la ricerca sul ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nei processi di reclutamento del personale, realizzata dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria, in collaborazione con il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, su un campione di 200 manager del campo del recruitment. Bilanciare la digitalizzazione e la trasformazione digitale con un approccio “umano centrico” lasciando le persone, con la propria unicità, al centro. È questa la principale necessità emersa dallo studio che ha indagato il livello di consapevolezza dei recruiter rispetto ai bias di genere e la fiducia riposta nei sistemi di IA come strumenti per garantire imparzialità e inclusione.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si sta estendendo sempre di più: si stima che il mercato dell’IA in Italia sia cresciuto del 52% nel 2024, il 60% delle grandi aziende stia investendo su questo strumento, il 65% degli studenti lo usi per fare i compiti o per attività complesse, e che entro il 2030 potrebbe incidere su circa 2 milioni di posti di lavoro. L’intelligenza artificiale, quindi, si sta qualificando sempre più come “general-purpose technology”, ossia tecnologia suscettibile di influenzare un intero sistema economico. Il rischio è quello di affidarsi a questo strumento senza alcun senso critico, ritenendo indiscutibile ciò che ci propone.

Sfruttarne le potenzialità, invece, potrebbe aiutare ad accelerare la semplificazione dei processi, tra cui quelli del reclutamento del personale. Quest’ultimo è uno degli obiettivi del Gruppo FS che nel suo Piano Strategico 2025-2029 ha inserito tra i punti più salienti per lo sviluppo dell’azienda, la digitalizzazione dei processi, con particolare attenzione a quelli delle Risorse Umane, in ottica di maggiore semplificazione e accessibilità e nuove modalità di ingaggio delle persone. (rcz)