REGGIO – All’Unida il corso di alta formazione di Blue ocean’s in fotografia documentaria e reportage

Al via oggi, all’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, la 13esima edizione del corso di alta formazione in fotografia documentaria e reportage organizzata in collaborazione da Blue Ocean’s.

L’inaugurazione, in programma alle 15, avverrà alla presenza del Rettore dell’Università per Stranieri Dante Alighieri Antonino Zumbo e del Prof. Roberto Mavilia. l percorso formativo, prodotto in collaborazione con l’Università per Stranieri consentirà ai partecipanti di studiare con grandi protagonisti della fotografia e del fotogiornalismo internazionale, tra cui prime firme di National Geographic USA e Italia e collaboratori di testate di valenza internazionale come New York Times, Washington Post, Esquire, People, L’Espresso, Vanity Fair, Corriere della Sera, La Repubblica, Newsweek, GQ, RollingStone, ESPN, Bloomberg Businessweek. Tutte le sessioni, i cui lavori d’aula saranno svolti presso l’Università per Stranieri, sono dirette da docenti scelti per la loro esperienza e qualità di risultato. La proposta didattica è articolata in 16 moduli tra loro complementari (lezioni frontali, seminari, workshop, project work ecc.) per un totale di 351 ore di formazione, corrispondenti a 39 CFU.  I giovani professionisti, selezionati attraverso apposito avviso, raggiugeranno Reggio Calabria da diverse regioni (Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia). (rrc)

La bella giornata calabrese di Dubai: protagonisti il Porto di Gioia, le Zes, il Mediterraneo

Obiettivo Calabria. Una nuova porta per l’Europa. Ma lo sarà davvero? Sicuramente, se ci sarà l’impegno effettivo del Governo e la volontà di rilanciare la nostra regione che, come più volte detto, è fondamentale per la ripartenza. Se rinasce il Sud rinasce l’Italia, avevano detto non troppi mesi addietro. Un claim che ormai sembra un disco rotto, ma che dovrebbe essere, invece, il manifesto del Governo per una nuova primavera del Sud e, soprattutto, della Calabria.

Non a caso, è all’Expo di Dubai che si è deciso di parlare di Calabria, con una giornata dedicata interamente alla nostra regione, con ospiti illustri come i ministri Mara Carfagna ed Enrico Giovannini, figure chiave per il rilancio e la rinascita della nostra regione.

Ma andiamo in ordine. Il dibattito, aperto dal giornalista del Corriere della SeraFrancesco Verderami, si è aperto con il Porto di Gioia Tauro. Ai presenti è stato illustrato, tramite un video suggestivo, l’importante infrastruttura e le sue navi. Presente, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli.

La ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel suo intervento ha presentato le Zes, sottolineando che «le nuove Zone Economiche Speciali saranno gli snodi di un sistema altamente efficiente di collegamenti ferroviari, portuali e stradali. Grazie alle risorse nazionali ed europee, nei prossimi anni puntiamo a costruire nei prossimi cinque anni veri hub intermodali, affinché le rotte commerciali che provengono dall’Estremo Oriente e dall’Atlantico possano trovare una porta d’ingresso verso l’Europa e un link privilegiato con le aree a più alto tasso di sviluppo del Nord Africa».

«Siamo convinti – ha spiegato il ministro Carfagna – che il prossimo decennio vedrà una crescente centralità del Mediterraneo, nella sua dimensione allargata alla Penisola Arabica, negli scenari economici, energetici, culturali e politici. L’ampliamento del Canale di Suez, la crescita degli scambi commerciali tra le due sponde del Mare Nostrum, l’emergere dell’Africa come grande e crescente mercato di produttori e consumatori, la costruzione di nuove infrastrutture energetiche tra Medio Oriente e Europa e tra Africa e Europa: è indubitabile che dal Mediterraneo allargato passerà una parte rilevante della riconfigurazione degli equilibri geopolitici del pianeta».

«L’Italia si candida, con il suo Sud, a diventare un vero e proprio hub logistico, energetico e produttivo dell’intera regione mediterranea. È una scelta strategica e lungimirante, fortemente voluta dal governo Draghi con il PNRR» ha annunciato la ministra.

È un progetto che vede le ZES tra le principali protagoniste: «Sono aree portuali, retroportuali e industriali dove puntiamo ad attrarre imprese e nuovi investimenti grazie a un nuovo modello a burocrazia zero e tassazione ridotta, oltre a ingenti investimenti infrastrutturali nei porti, nelle reti ad alta velocità e nel sistema stradale».

«La Calabria – ha detto la ministra – è una regione troppo a lungo giudicata marginale in Italia: oggi all’Expo di Dubai abbiamo avuto l’occasione di raccontarla come merita, a cominciare dal valore della sua portualità e delle prospettive che si aprono nel futuro. Gioia Tauro è già oggi il primo porto italiano, il sesto del Mediterraneo allargato e l’ottavo in Europa».

«Sono certa che con l’imponente piano di infrastrutturazione previsto dal Pnrr e il nuovo impulso per la Zes calabrese questa performance potrà essere ulteriormente migliorata» ha detto ancora, spiegando che «la Zes Calabria potrà contare su 111,7 milioni di euro, che andranno a modernizzare e rafforzare il porto e l’area industriale di Gioia Tauro (43,5 milioni di euro per il potenziamento del raccordo stradale con i corridoi europei, il primo lotto di collegamento con la SS18 e il completamento della banchina di ponente) e altre importanti aree industriali, come quelle di Rosarno e Sibari. I porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni avranno a disposizione rispettivamente 6,5 e 4 milioni per opere infrastrutturali».

«Tra il PNRR e il Fondo Complementare – ha spiegato – ci sono 11,2 miliardi di euro per completare la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, con l’abbattimento dei tempi di percorrenza di 80 minuti e un consistente aumento del numero dei treni. Insomma, i cittadini calabresi, le aziende che già ci sono, e gli investitori che vorranno scommettere su questa terra, saranno nell’arco di cinque anni protagonisti dello sviluppo di una grande piattaforma logistica e produttiva al centro del Mediterraneo e collegata al resto d’Europa».

Importante, l’intervento, in videoconferenza, del Procuratore Nicola Gratteri, che ha ribadito come «il porto di Gioia Tauro è una grande opportunità non solo per la Calabria ma per l’Italia ma secondo me è sfruttato al 20% del suo potenziale. Non vogliamo un porto di Gioia Tauro che serva solo perché le grandi navi scarichino i container e dopo tre giorni gli stessi container in una nave più piccola vengono portati al porto di Genova».

«Non è questo che vogliamo per la Calabria o l’Italia – ha ribadito –. Dietro il porto di Gioia Tauro ci sono ettari ed ettari di terreno mai utilizzato messo a disposizione delle aziende, perché in queste vicende non c’è stata programmazione, perché c’è stato un totale abbandono soprattutto da parte della politica calabrese e della politica meridionale, perché noi non possiamo pensare che i problemi del Sud li possano risolvere i parlamentari del Nord».

«Io come ogni calabrese – ha proseguito – spesso parlo male della mia terra perché la amo e proprio perché la amo ne posso parlare male. Ma io sogno per la Calabria le stesse infrastrutture che ci sono in Veneto e in Emilia Romagna, di questo abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, siamo stanchi di questo assistenzialismo, siamo stanchi di queste mance che ciclicamente i vari governi ci propinano. Non abbiamo bisogno di questo. L’assistenzialismo porta solo al vagabondaggio e al lavoro nero, non alla produzione».

«Voglio un porto di Gioia Tauro – ha detto – dove ci sia una ferrovia in modo che il container possa arrivare velocemente al Nord e in Europa, di una ferrovia che porti le merci sotto la pancia dell’aereo all’aeroporto di Lamezia, ho bisogno dell’Alta Velocità. Ho avuto il piacere di incontrare il professore Giovannini, il ministro delle Infrastrutture, e abbiamo parlato proprio di questo. Ho detto al ministro “voi pensate alle opere pubbliche, alla ‘ndrangheta ci pensiamo noi”. Ho esagerato nel senso che ho usato un parolone, ma non volevo che fosse un’occasione persa per la Calabria».

«Noi – ha rilevato Gratteri – abbiamo bisogno dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, poi ho visto scientificamente, dopo 20 giorni, uno studio privato che diceva che non era conveniente l’alta velocità. Ma ancora stiamo a parlare se infrastrutture così sono convenienti? Ogni mattina partono dalla Calabria 20 autobus per il Nord: se ci fosse l’alta velocità certamente la gente non andrebbe a mettersi come sardine e stare dicdici ore per arrivare a Milano o Torino. Abbiamo bisogno come il pane dell’infrastruttura dalla Salerno-Reggio Calabria, della Reggio Calabria-Taranto, finalmente una strada a due corsie tutta intera e non a spezzatino. Io ancora non ho visto soldi stanziati per l’intera rete».

Mi auguro – ha concluso Gratteri – che i ministri che oggi avete invitato vi stiano vicini e abbiano a cuore del infrastrutture di cui il Sud ha bisogno più del pane».

Nel suo intervento, sempre in video conferenza, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha ringraziato «i ministri Carfagna, che è sempre disponibile con la Calabria, e Giovannini, col quale ci stiamo sentendo spesso nelle ultime settimane per discutere dell’Alta velocità, sulla quale non indietreggiamo di un millimetro, e anche per le altre infrastrutture strategiche per la Regione, come la Statale 106».

«Con il ministro Carfagna – ha spiegato – abbiamo condiviso l’idea di presentare il porto di Gioia Tauro e la Zona economica speciale del porto nella stessa giornata in cui il governo presentava il sistema delle Zes in Italia. La mia idea è che la Zes di Gioia Tauro sia la più importante per il Paese, proprio perché è a ridosso di un porto che è il più strategico d’Italia come hanno detto gli ospiti presenti oggi a Dubai».

«Ho voluto dedicare questa giornata al porto di Gioia Tauro – ha proseguito – perché l’Italia si è dimentica del Mediterraneo nel corso degli anni e soprattutto si è dimenticata di avere nel cuore del Mediterraneo un porto straordinario, quello di Gioia Tauro, che si è sviluppato più per inerzia che per volontà politica, ma che è diventato una delle principali infrastrutture del sistema europeo e mondiale».

«Parliamo di un porto – ha spiegato – nel quale i terminalisti stanno investendo centinaia di milioni di euro negli ultimi anni, con guadagni molto rilevanti nel transhipment. È un peccato che tutto ciò non riverberi sviluppo in Calabria, nel Mezzogiorno e nel Paese, attraverso la crescita di attività industriali in quell’area. Sono molto felice dell’intervento del procuratore Gratteri, perché un altro luogo comune che dobbiamo sfatare è quello per il quale in Calabria non si possa investire perché c’è la ‘ndrangheta. Non deve essere così. La ‘ndrangheta fa schifo, ma non deve diventare un alibi per non fare gli investimenti».

«Ho voluto presentare il porto di Gioia Tauro – ha detto ancora – a Dubai perché credo che una Regione si sviluppa solo creando opportunità, affinché gli imprenditori locali possano avere occasioni e lavorare meglio».

Inoltre, il Governatore ha ribadito che «il porto di Gioia Tauro si sviluppa se riesce ad attrarre investimenti. Sorgenia, ad esempio, ha in pancia un investimento per la costruzione di un rigassificatore a Gioia Tauro, con tutte le autorizzazioni già pronte, anche se da aggiornare. Su questo progetto chiederemo al governo di accelerare l’iter, perché Gioia Tauro si doti di questa importante opera nel settore energetico».

«Tra l’altro – ha detto – anche il presidente Draghi ha rimarcato recentemente l’intenzione di voler investire sui rigassificatori nel nostro Paese. Noi vorremmo collegare al rigassificatore anche la piastra del freddo. Gioia Tauro in questo modo potrebbe produrre surgelati per metà Europa, una possibilità incredibile per tutto il territorio. Ad esempio Msc, il principale terminalista del porto, è anche il maggior distributore di generi alimentari via nave. Appena faremo questo investimento, la Zes di Gioia Tauro potrebbe diventare un grande distretto dell’agroalimentare che valorizza anche l’agricoltura calabrese».

«Credo che la Calabria – ha concluso – possa essere una terra di grandi opportunità. Il presidente della Regione deve occuparsi di emergenze, ma deve avere anche la capacità di pensare al futuro».

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha evidenziato come «la Calabria, con le sue risorse naturali e produttive e le sue opportunità di sviluppo e di competitività, è protagonista a Expo Dubai».

«La giornata dedicata alla nostra regione – ha aggiunto – è una vetrina importante per mostrare a livello internazionale quanto abbiamo da offrire a livello ambientale, economico e turistico. Grazie anche alla straordinaria attenzione riservata dal Governo, la Calabria è pronta a svelare la sua bellezza al mondo».

«Al nostro territorio – ha illustrato – sono destinati ben 7 miliardi di euro per le infrastrutture nel periodo 2022-2026: risorse che saranno destinate all’Alta velocità e al rafforzamento delle ferrovie regionali, all’edilizia residenziale e alla rigenerazione urbana, oltre che al potenziamento della Zona Economica Speciale e dei porti, a iniziare da quello di Gioia Tauro che deve diventare l’hub logistico, produttivo e commerciale del Mediterraneo».

«Nello specifico – ha spiegato ancora – sono stati stanziati 111 per la Zes Calabria che consentiranno di realizzare collegamenti più efficaci tra le zone industriali e la rete infrastrutturale. Abbiamo stanziato anche 1,4 miliardi di euro per la transizione ecologica del territorio, con l’obiettivo di promuovere la crescita compatibile con l’ambiente nella nostra regione. Accanto alle misure di politica industriale, infatti, abbiamo messo in campo interventi a favore delle aree interne, dei Comuni e delle realtà locali. Con il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Calabria, ‘Svelare Bellezza’, abbiamo adottato un piano straordinario per la crescita e la valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche e culturali del territorio».

«Stiamo investendo risorse senza precedenti – ha concluso – per favorire il rilancio della nostra regione, che si candida a diventare il motore dello sviluppo del Mezzogiorno e il centro e di attrazione di nuovi investimenti». (rrm)

AREE INTERNE E LA MONTAGNA IN CALABRIA
LA STRATEGIA CONTRO LO SPOPOLAMENTO

di BIANCA VIOLANTE – È una svolta storica, soprattutto per la Calabria e le sue montagne, l’approvazione, su proposta del ministro Mariastella Gelmini, in Consiglio dei ministri del disegno di legge Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane, nato dalla volontà di valorizzare e aiutare lo sviluppo delle aree interne e delle terre alte.

Il provvedimento introduce misure organiche finalizzate a favorire lo sviluppo economico e la ripresa di tanti territori che avranno l’opportunità di diventare sempre più una risorsa per il Paese. Il ddl, inoltre, si pone l’obiettivo di contrastare lo spopolamento della montagna italiana, raccogliendo in un testo unitario e sistematico interventi normativi per la riduzione delle condizioni di svantaggio dei Comuni montani.

«Nasce la Strategia nazionale per la montagna italiana – ha spiegato il ministro Gelmini – che verrà finanziata grazie al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane per il quale l’ultima legge di bilancio ha previsto lo stanziamento di 100 milioni per il 2022 (prima erano 29,5 milioni) e 200 milioni a decorrere dal 2023 – aggiunge – Il disegno di legge si pone l’obiettivo di garantire anche in montagna la fruibilità di tutti i servizi essenziali, dalla sanità alla scuola: chi sceglie di fare il medico o il professore in Comuni montani avrà delle agevolazioni; sono previsti incentivi per lo sviluppo dei servizi di telefonia mobile e per l’accesso a internet; avremo un credito di imposta per gli imprenditori agricoli e forestali che esercitano la propria attività nei Comuni montani; ci saranno misure fiscali di favore per i giovani con meno di 36 anni che avviano una propria impresa in montagna; e la misura ‘io resto in montagna’: detrazioni sul mutuo per chi, con meno di 41 anni, acquista una prima casa in un Comune montano».

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha ribadito che il dl sulla montagna approvato «è un primo importante passo per valorizzare tanti territori che da troppi anni aspettavano una cornice normativa che potesse in qualche modo contribuire al loro sviluppo».

«Anche nella Regione che ho l’onore di governare ci sono realtà in gravi difficoltà, colpite dal fenomeno dello spopolamento, che hanno bisogno di aiuti concreti per potersi rilanciare. Le misure previste dal ddl vanno nella giusta direzione. Bisogna incentivare medici, insegnanti, imprenditori e soprattutto giovani, ad investire nel proprio territorio, e magari a preferire la montagna alle grandi città. Lo sviluppo di tutte le realtà locali – i piccoli borghi, i paesini, le cittadine – sono un arricchimento per l’intera comunità».

«Luoghi abitati e fecondi – ha proseguito – contribuiscono alla crescita economica, sociale e culturale di una Regione: una montagna abitata sarà una montagna nella quale con più difficoltà ci saranno incendi, alluvioni, calamità naturali. Anche per la Calabria, quando questa legge verrà definitivamente approvata, ci saranno tante opportunità. Mi auguro che il Parlamento esamini presto questo ddl».

Il presidente regionale di Uncem – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Vincenzo Mazzei, pur esprimendo soddisfazione per l’approvazione del dl, ha ribadito la necessità di concretezza e azioni decisive.

«In particolare – ha aggiunto – sul fronte della fiscalità. Il Presidente Draghi sa che l’Italia è all’84% rurale. E al 56% montagna. Servono azioni decisive, quelle che il Pnrr non ha previsto efficacemente e compiutamente. Servono azioni per sgravare le imprese e i negozi da imposte. E per ripensare il modello organizzativo dei servizi. Senza asili nido e medici di base, la montagna continuerà a spopolarsi. Evitiamolo, anche grazie ai provvedimenti contenuti in questo disegno di legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri».

«Dal 2011 al 2019– ha proseguito Mazzei – nei Comuni totalmente montani la popolazione ha subito un calo di 149.371 unità e la densità abitativa media si è assestata su 61 abitanti/kmq, a fronte di una media nazionale pari a 197 abitanti/kmq. Alpi e Appennino sono decisivi e determinanti per il Paese. Siamo certi che il Governo, con la Ministra Gelmini, il Presidente Draghi, tutti i Ministri e i Parlamentari agiranno insieme e in tempi rapidi. Servono visione e risorse. Determinate zone, soprattutto di alta montagna e di crinale, sono ormai da tempo abbandonate».

«C’è bisogno di coesione territoriale, e questo nuovo articolato è importante – ha concluso –. Lo sviluppo economico, la gestione dei fondi del Pnrr, la necessità di garantire medesime opportunità devono essere garantite a tutti i territori, se vogliamo che nessuno sia lasciato indietro».

Il deputato di Forza ItaliaAndrea Gentile, ha parlato di una riforma storica che rafforzerà l’economia dei nostri territori».

«Dobbiamo ringraziare innanzitutto il Ministro Gelmini per l’approvazione in Consiglio dei Ministri di questa storica riforma che rappresenta un significativo passo in avanti nelle politiche a favore delle località montane. Questo intervento strutturale è frutto di un percorso di ascolto e condivisione sui territori al quale Forza Italia ha contribuito in modo decisivo» ha proseguito.

«La Calabria – ha proseguito il parlamentare – è tra le regioni italiane con il maggior numero di zone montuose all’interno del proprio territorio. Penso in particolare ai paesi del Pollino, del Savuto, della Presila e della Sila i quali, finalmente, grazie al DDL appena approvato, avranno a disposizione tutti gli strumenti per puntare sullo sviluppo territoriale e turistico delle zone montane».

«Questo ddl – ha proseguito – segna un cambio di prospettiva sulla montagna e permetterà di migliorare la vita e l’economia di territori erroneamente considerati marginali o minori. Infatti la riforma prevede un consistente ampliamento del fondo destinato ai territori di montagna e, inoltre, introduce consistenti incentivi diretti alle imprese, meccanismi di defiscalizzazione, interventi che mirano al potenziamento dei servizi essenziali e la possibilità
di investire in infrastrutture strategiche per i nostri territori».

«Basti pensare, in particolare – ha concluso – alla misura “Io resto in montagna” e al fondo per lo sviluppo che può contare su 100 milioni di euro per l’anno in corso e 200 milioni dal 2023, mentre fino a oggi si era arrivati al massimo a uno stanziamento di 29,5 milioni di euro l’anno.
Siamo, dunque, dinanzi ad una svolta storica e il mio impegno sarà quello di fare in modo che Sindaci, imprenditori ed operatori del settore possano sfruttare al meglio i benefici introdotti con questa tanto attesa riforma». (rrm)

Minasi (Sip Calabria): Manca unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica regionale

Manca «nella nostra regione di un piano organico per la gestione dell’emergenza urgenza in età pediatrica e, soprattutto, della mancata attivazione di una unità operativa complessa di Terapia Intensiva pediatrica regionale». È l’allarme lanciato da Domenico Minasi, presidente della Società Italiana Pediatri – sezione Calabria, a seguito della triste notizia della morte, a causa del covid, della bambina di Mesoraca.

Per il presidente, infatti, non è più rinviabile «una riorganizzazione dell’intera rete assistenziale pediatrica regionale, compresa quella relativa all’emergenza urgenza capace di superare le carenze strutturali, tecnologiche ed organizzative attualmente esistenti».

«E questo – si legge nella nota del presidente Minasi – nonostante quanto indicato dall’Accordo Stato Regioni 248/CSR del 21.12.2017 e, in particolare, quanto stabilito dal DCA 89/ 2017 con cui era stata autorizzata l’attivazione nella Regione Calabria di una U.O di Terapia intensiva Pediatrica ad alta specialità con quattro posti letto. La conseguenza è che i bambini calabresi che necessitano di elevata intensità di cure vengono oggi trattati impropriamente nelle Terapie Intensive dell’adulto o, molto più frequentemente, trasferiti in strutture extra regionali, come, come nel caso della piccolo deceduta ieri al Bambin Gesù di Roma, con tutte le problematiche assistenziali ed i gravi rischi per la salute dei bambini che un trasferimento in condizioni di emergenza comporta».

«Tutto questo si inserisce, purtroppo – conclude la nota – nel più ampio contesto delle criticità relative all’attuale gestione delle cure pediatriche nella nostra Regione, legate soprattutto all’assoluta mancanza di un piano strategico rivolto a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’intera rete assistenziale dedicata ai bambini calabresi».

Come poi spiegato a Il Corriere della Calabria, Minasi ha spiegato lo scopo del suo appello: «la creazione di una unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica che abbia una valenza regionale», in quanto «in questo momento – ha spiegato – ci sono dei posti di terapia intensiva pediatrica all’AO di Cosenza, ma una parte si trova all’unità di neonatologia, un’altra nella terapia intensiva dell’adulto».

«Si tratta però di strutture semplici, non complesse, e dunque non si tratta di un reparto autonomo con medici, infermieri dedicati solo a quella attività e con competenze specifiche» ha aggiunto.

«Mi sto battendo – ha spiegato ancora – affinché questo avvenga e che venga dato seguito a quel famoso decreto di Scura che istituiva, in Calabria, l’unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica. E ho già avuto molti riscontri, comunicazioni da figure istituzionali interessate e ai quali ho detto che abbiamo già pronto un documento con delle linee di indirizzo per la riorganizzazione dell’intera rete assistenziale pediatrica».

«Perché – ha riferito Minasi – ci sono tanti altri problemi da affrontare come quello della neuropsichiatria infantile, l’oncoematologia pediatrica, la strutturazione e l’organizzazione e la creazione di una rete complessa che possa poi dare risultati dal punto di vista qualitativo e l’efficacia assistenziale».

«Al di là della polemica – ha concluso – deve essere sempre e comunque perseguita la proposta, quello che bisogna fare. Insomma, serve un cambio di mentalità. Occhiuto è già stato informato, già ha dato disponibilità per un prossimo incontro, abbiamo avuto riscontri molto positivi in questo senso». (rrm)

FAI-CISL: Michele Sapia confermato segretario generale Calabria

Concluso a Vibo Valentia il VII Congresso della Fai-Cisl Calabria, federazione dei lavoratori agroalimentari e ambientali che in regione conta oltre 20.400 iscritti. Sono stati due giorni di dibattito sul tema “RiGenerazione: persona, lavoro, ambiente”. L’assemblea, che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del lavoro, ha confermato Michele Sapia Segretario generale; al suo fianco nella segreteria regionale sono stati rieletti Lucia Madia e Francesco Ferraro.

Tra le priorità indicate da Sapia nella sua relazione, caporalato e lavoro nero in agricoltura, spopolamento delle aree interne, dissesto idrogeologico, rilancio dei consorzi di bonifica e del settore ittico regionale, disoccupazione giovanile e femminile: “La pur interessante ripresa dell’occupazione regionale, che a fine 2021 registra un +1,3%, non sarà sufficiente a colmare il tonfo dell’annus horribilis della pandemia – ha detto il sindacalista – ma non possiamo cedere alla rassegnazione, dobbiamo fare leva sulle enormi potenzialità ancora inespresse delle nostre bellezze paesaggistiche, risorse naturali, eccellenze agroalimentari e biodiversità”. “L’agroindustria regionale – ha aggiunto Sapia – produce quasi il 7% del valore aggiunto del comparto del Mezzogiorno e più dell’1,3% del valore aggiunto dell’agroindustria nazionale, e oggi abbiamo tante possibilità di crescita ulteriore, però servono politiche innovative e lungimiranti. I borghi, le aree interne, le foreste possono rappresentare uno straordinario motore di crescita se si investirà in prevenzione, riforestazione ed economia circolare”. Criticata dal sindacalista la Legge regionale 442 del 1984 che disciplina l’impiego dei lavoratori idraulici e forestali: “Tanti cantieri forestali non esistono più, e le ore di lavoro perse dimostrano quanto siano obsolete le nostre normative davanti alle sfide della transizione ecologica e della prevenzione del rischio idrogeologico e degli incendi: serve un uso produttivo del bosco che possa generare lavoro e tutela dell’ambiente in una regione che ha un patrimonio forestale senza eguali in Europa, mentre invece ancora importiamo la maggioranza del legno e abbandoniamo a sé stessi i boschi”, ha detto Sapia, lanciando in conclusione un appello a istituzioni e società civile a “camminare insieme per sostenere una ripartenza strutturale della nostra economia”.

Tra le novità del Congresso, l’avvio anche in Calabria della campagna Fai-Cisl “Tutele in movimento”, con l’inaugurazione e la benedizione, da parte di Don Francesco Sicari, del camper che il sindacato utilizzerà per presidiare il territorio: “Uno strumento in più per combattere il caporalato e dare ai lavoratori e alle loro famiglie assistenza legale e fiscale, in tutti i territori, anche i più periferici”, ha detto Sapia. (rvv)

CARIATI – Rinviato il concerto di Capodanno in programma domani

Doveva essere un concerto ben augurante, capace di trasmettere alla platea sensazioni uniche, quelle che solo la musica è in grado di far vivere, entrando nell’intimità di ciascuno, ma il Covid-19 ha fermato anche questa manifestazione di carattere sociale e culturale, con riflesso di tipo ricreativo. Si tratta del “Concerto di Capodanno”, giunto alla sua dodicesima edizione, che era in programma domani con la Banda musicale ‘G. Puccini’ – Città di Crosia nel Teatro comunale di Cariati.

Considerata l’evoluzione della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, e a seguito dell’ordinanza n. 1417 del 29 dicembre del sindaco di Cariati, in cui sono previste apposite misure urgenti per il contenimento del contagio sul territorio, il presidente della Banda musicale ‘G-Puccini’ – Città di Crosia, Giuseppe Greco, nonché direttore della struttura deputata alla produzione del concerto, Istituto Donizetti di Mirto Crosia, insieme al maestro direttore della suddetta banda musicale, Franco Arcangelo,  hanno comunicato che la manifestazione è stata rinviata a data da destinarsi.

Nel corso del concerto, oltre che da  musici della banda Puccini, si sarebbero dovuti esibire, accompagnati dalla stessa orchestra, i maestri solisti Danilo Perticaro al sax  e Luca Sarubi alla tromba. Inoltre era prevista l’esibizione dei gruppi musicali ‘Controtempo live-music’ e ‘Agape wind quartet’.

«Il concerto – ha commentato il direttore Greco – è pronto ed è stato solo rinviato, con l’auspicio di poterlo realizzare al più presto, appena l’emergenza sanitaria lo consentirà”. Allo stesso Greco, a cui si è unito il Maestro Arcangelo, non sono mancate parole di ringraziamento verso l’esecutivo comunale di Cariati, guidato dal sindaco Filomena Greco,  e verso l’intera struttura del comune ionico per aver «da subito accolto l’idea di realizzare il concerto nel teatro cariatese, prodigandosi per la realizzazione, ma le condizioni oggettive non l’hanno consentito».  (rcs)

 

Fino al 24 dicembre aperto in modalità open il punto vaccinale “Le Fontane” di Catanzaro

Fino al 24 dicembre, in modalità open, sarà aperto il punto vaccinale Le Fontane di Catanzaro, allestito all’interno del Centro commerciale. Lo ha reso noto la Prociv, spiegando che non necessita la prenotazione.

Il Centro sarà operativo mercoledì 22 dicembre, e giovedì 23 dicembre, dalle ore 15 alle ore 20 e venerdì 24 dicembre, dalle ore 10 alle ore 14. (rcz)