PALMI (RC) – Sabato in scena “Le relazioni pericolose”

Sabato 4 novembre, a Palmi, alle 21.15, al Teatro Manfroce, va in scena Le relazioni pericolose con Corinne CleryFrancesco Branchetti.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Synergia 48 dell’Associazione culturale Nicola Antonio Manfroce di Palmi, presieduta da Antonio Gargano e finanziata attraverso l’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali 2022 della Regione Calabria. 

Ispirate all’omonimo romanzo epistolare di Pierre Ambroise-Francois Choderlos de Laclos, con traduzione e adattamento di David Conati, Le relazioni pericolose vedrà sul palco anche Isabella Giannone, Claudia Tortora, Elisa Carta e Paolo Sangiorgio. Le musiche originali saranno di Pino Cangialosi.

Lo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo Pierre Ambroise-Francois Choderlos de Laclos, che a suo tempo destò scandalo e che oggi è un classico della letteratura, propone una riflessione sempre attuale sulle dinamiche relazionali e sull’impatto negativo generato dalla volontà di esercitare un potere, di prevaricare e di dominare.

L’inganno e il tradimento innescano un meccanismo vizioso in cui trionferanno il cinismo e la spietatezza, praticati al solo scopo di sfuggire alla noia. Un meccanismo che, tuttavia, tra segreti, intrighi, strategie e passioni, alla fine sarà spietato anche con chi pensava che lo avrebbe dominato fino in fondo. L’adattamento di David Conati propone una narrazione attraverso le lettere di quattro personaggi, la Marchesa di Merteuil, il Visconte di Valmont, la Presidentessa Madame de Tourvel e Cecile Volange. I primi due, amanti libertini appartenenti alla nobiltà francese del XVIII secolo, giocano con i sentimenti, con il sesso, incuranti di causare dolore e rapiti solo dal piacere dell’inganno medesimo. Un rapimento che, tuttavia, condurrà anche loro stessi, ingloriosamente, all’autodistruzione.

Intrighi, gelosie, passione, eros, si rincorrono in questo affresco di un’epoca  che diventa un teatro delle marionette in cui però, alla fine, non sarà più così chiaro e scontato chi avrà manovrato e dominato chi. Così, anche chi credeva che non avrebbe mai smesso i panni del burattinaio, si ritroverà trascinato in un vortice assolutamente fuori controllo. Si ritroverà burattino e vittima del suo stesso gioco perverso e pericoloso. (rrc)

 

MENDICINO (CS) – Per Sguardi a Sud va in scena “Ulisse on the road”

Sotto la magistrale direzione artistica di Mario Massaro, il palcoscenico di “Sguardi a Sud”, la rassegna di teatro contemporaneo sapientemente curata dalla compagnia Porta Cenere, si prepara ad ospitare uno spettacolo che promette di toccare le corde più profonde dell’animo umano: “Ulisse On The Road”. In scena domenica 5 novembre (ore 18), presso il Teatro comunale di Mendicino, questa pièce teatrale ci ricorda che la vera avventura sta negli incontri che facciamo e nelle relazioni che costruiamo lungo il nostro cammino, nelle ferite che subiamo e nella nostra inarrestabile capacità di rinascita.

Nel cuore di una notte stellata, tra le onde che cullano le barche dei pescatori, il palcoscenico si trasforma in un mondo di magia e avventura, pronto a catturare il cuore e l’immaginazione degli spettatori. Quattro figure si stagliano contro l’oscurità della notte: Ulisse, Penelope, Circe e Poseidone. Sono loro i protagonisti di “Ulisse On The Road”, uno spettacolo coinvolgente portato in scena dalla brillante creatività di Katia Colica, con un cast d’eccezione composto da Americo Melchionda nel ruolo di Ulisse, Kristina Mravcova nelle vesti di Penelope, Maria Milasi che incarna la misteriosa Circe e Andrea Puglisi nei panni di Poseidone, con la regia di Maria Milasi. Una produzione delle Officine Jonike Arti che trasporterà il pubblico in un mondo di miti e leggende, di dei e mortali, di sogni e realtà. Un racconto intriso di avventura e riflessione.

La storia di Ulisse è nota a tutti: un viaggio epico attraverso mari tempestosi, avventure straordinarie e mostri leggendari. Ma questa produzione teatrale getta una nuova luce sul re di Itaca. Il suo viaggio è molto più che una semplice traversata del mare: è un percorso interiore costellato da insidie e tentazioni. Penelope, devota moglie di Ulisse, incarna la pazienza e la fede in un amore duraturo. Circe, al contrario, è una maga eccentrica e ribelle, una figura enigmatica che sfida le leggi del mondo degli dèi. Poseidone, dio del mare, è un personaggio istrionico e graffiante, desideroso di vendetta per le imprese audaci di Ulisse.

Nel suo monologo d’apertura, il protagonista riflette sulle scommesse degli dèi e sul destino degli uomini, pedine di una scacchiera divina. Questa pièce teatrale non offre soluzioni semplici, ma pone domande importanti sulle relazioni umane, sul significato del viaggio e sulle sfide che ciascuno di noi deve affrontare.

L’autrice Katia Colica spiega: «In questo testo ho voluto raccontare l’individualità delle visioni, così il viaggio assume una sembianza interiore; diventando opportunità, ma anche ferita aperta da sanare. I personaggi, dei e umani, cadono nel tranello dell’attesa di cambiamento che li porta a guardarsi dentro, finalmente, senza barriere».

Con una rappresentazione vivace e dinamica, “Ulisse On The Road” mescola ironia e dramma, creando un’esperienza teatrale sorprendente.

Con questa nuova produzione, “Sguardi a Sud” dimostra ancora una volta come il teatro possa superare i confini della rappresentazione artistica e diventare uno strumento di impatto sociale e culturale. Attraverso opere teatrali innovative, questa rassegna si immerge nelle complesse sfaccettature dell’essere umano, sollevando questioni importanti e promuovendo la riflessione critica. Con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, “Sguardi a Sud” è come un faro che risplende nella notte culturale, attraendo una vasta gamma di appassionati. In un mondo spesso frenetico e disconnesso, rappresenta un’opportunità per fermarsi, riflettere e immergersi nell’arte teatrale che scuote e ispira.

Il direttore artistico di Sguardi a Sud Mario Massaro: «La nostra rassegna di teatro contemporaneo sta creando un vortice di emozioni inarrestabile. “Ulisse on the road” vi porterà in un mondo di miti, magia e umanità, ma soprattutto vi condurrà alla scoperta di voi stessi. Non perdete questa straordinaria produzione teatrale che vi farà riflettere sul significato del viaggio, sulle sfide che incontriamo e sugli incontri che cambiano la nostra vita». (rcs)

CATANZARO – Sabato al Politeama in scena “Le Metamorfosi”

Sabato 4 novembre, al Teatro Politeama di Catanzaro, in scena Le Metamorfosi, produzione originale realizzata dall’Associazione Donne in arte e scritta da Francesco Colella insieme a Francesco Lagi.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 20esima edizione del Festival d’Autunno.

Le metamorfosi, in latino Metamorphoseon libri XI e anche nota con il titolo “L’asino d’oro” (Asinus aureus), è un’opera scritta da Lucio Apuleio nel II secolo d.C. ed è uno dei tre soli romanzi della letteratura latina a essere pervenuto fino a oggi insieme al Satyricon di Petronio e alla Storia di Apollonio re di Tiro d’autore ignoto, ma è l’unico sopravvissuto integralmente, poiché degli altri due sono rimasti solo dei frammenti.

Come nel romanzo latino originale, c’è la narrazione di un uomo che si ritrova, in seguito a un errore durante un rito magico, trasformato in un asino e che, perdendo la voce e l’aspetto, proverà ad affrontare un viaggio per ritrovarsi; andando avanti nella narrazione, scoprirà che solo mangiando delle rose potrà tornare quello che era.

L’opera si snoda tra rapimenti avventurosi, feste da ballo, tragici amori, fughe vertiginose, tradimenti improvvisi, torture cruente. Come nell’opera originale, l’esistenza e l’essenza umana si troverà racchiusa nel corpo un animale, senza la capacità di comunicare, attraverso un viaggio inizialmente senza uscita, appassionando lo spettatore alla ricerca di un modo per tornare ciò che si era.

Il poliedrico Francesco Colella, formatosi all’Accademia Silvio d’Amico di Roma e cresciuto artisticamente grazie ad un maestro come Luca Ronconi, è riuscito a ritagliarsi un posto importante nella scena artistica italiana non solo teatrale ma soprattutto cinematografica e televisiva.

Nella sua carriera, ha collaborato con importanti nomi del teatro italiano contemporaneo, da Federico Tiezzi a Serena Sinigaglia e Carmelo Rifici, imponendosi però al grande pubblico grazie a numerose serie tv come “Vite in fuga”, “Zero zero zero”,  “Vostro Onore” e “The good mothers”; solo pochi giorni fa è stato protagonista, all’ultimo Festival del Cinema di Roma, con il film “Suspicious Minds”. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Teatrop in scena al Festival nazionale del Teatro ragazzi di Padova

“Una merenda da paura”, lo spettacolo prodotto dalla compagnia lametina Teatrop è andato in scena a Padova, in occasione della 41ma edizione del Festival nazionale “Teatro per i ragazzi”. La kermesse è ideata e promossa dal Teatro Ragazzi Calendoli Onlus di Padova, il più antico festival italiano per giovanissimi. La rappresentazione “La merenda da paura” è entrata così a far parte dei dieci spettacoli più significativi scelti dalla onlus padovana nei teatri e fra le compagnie di tutta Italia.

La pièce vanta la regia di Pierpaolo Bonaccurso e Greta Belometti che ne ha curato anche la drammaturgia insieme ad Ada Roncone e Francesco Rizzo. «Un lavoro teatrale – spiegano Bonaccurso e Belometti – nato dalla volontà di affrontare con ironia il complesso argomento della sana alimentazione. Non una semplice tematica ma un vero e proprio stile di vita da riscoprire nella vita quotidiana di adulti e bambini».

La trama racconta che «gli abitanti di Puzzo Stregato sono degli amanti di cibi stregoneschi, glassati e ricchi di burro e zucchero. Nella cucina della pasticceria di Strega Lucrezia e Stregone Bartolomeo, suo cugino, sono tante le sorprese per gli abitanti del fantastico villaggio. Da un lato Bart, dopo il suo ultimo viaggio, ha scoperto l’importanza di un’alimentazione salutare che vuole far conoscere a tutti gli abitanti di Puzzo Stregato. Dall’altro Lucrezia, golosissima e insofferente, ha fretta di completare l’ordine che risolverà tutti i loro problemi economici: entro mezzanotte dovranno infatti consegnare ad un’importante azienda un’enorme quantità di dolci zuccherati. Lo scontro tra i due è inevitabile. Chi avrà la meglio?». Una favola divertente, dunque, che al contempo esorta tutti a rivalutare il mangiar sano per un benessere che non è solo fisico ma anche psicologico nell’ottica del raggiungimento di una migliore qualità di vita per l’intera collettività.

La compagnia Teatrop che sarà in tournée in Italia fino al prossimo mese di dicembre, è stata fondata circa mezzo secolo fa da Piero Bonaccurso. È un’impresa di produzione teatrale riconosciuta dal ministero della Cultura e dalla Regione Calabria e, la partecipazione al Festival di Padova, conferma la sua credibilità a livello nazionale conquistata in tanti anni di costante e continua attività nei teatri di tutto il Paese e con le compagnie più accreditate.

Renata Rebeschini, direttrice artistica del Festival “Teatro per i ragazzi” di Padova, sulla kermesse che andrà avanti fino alla fine dell’anno così si è espressa: «Questo evento rappresenta un momento di celebrazione dell’arte teatrale dedicata ai giovani spettatori. Un’occasione per condividere emozioni, storie ed esperienze che rimarranno impresse nelle menti e nei cuori. Con questo festival, vogliamo ispirare sia gli spettatori giovani che adulti a perseguire i propri sogni con passione e impegno. Ciò, con l’auspicio che questa manifestazione possa essere un momento di arricchimento, di scoperta e di connessione tra generazioni. Un’occasione in cui il teatro si trasforma in un ponte tra mondi diversi».

Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, ha dichiarato: «L’ente comunale conferma ogni anno il proprio supporto al festival nella convinzione che il teatro svolga tuttora, in una società in cui i giovani sono subissati da stimoli di ogni tipo, un ruolo unico per la crescita e la formazione dei nostri ragazzi. Perché il teatro al contrario della televisione, dei videogiochi, del cinema o degli smartphone, permette loro di vivere per interposta persona la gioia e la paura, il coraggio e l’angoscia, l’esaltazione, la rabbia, lo sconforto e la soddisfazione dei personaggi delle storie che si svolgono sul palco senza filtri o mediazioni. Ciò, nel momento in cui sono rappresentate, respirando la stessa aria degli attori, interagendo con loro, mostrando apprezzamento o delusione». (rcz)

CASTROVILLARI (CS) – Venerdì in scena “Eduardo in scatola”

In scena venerdì 3 novembre, a Castrovillari, al Teatro della Chimera, alle 21, lo spettacolo Eduardo in scatola,  tarantella spiritica in omaggio al grande Eduardo De Filippo, scritto da Francesco Gallo e diretto dall’autore assieme a Domenico Perri.

 Eduardo in scatola è un omaggio ad un Maestro. Capita nella vita di pensare con riconoscenza a persone che hanno prestato parole al nostro confuso sentire. Capita, in alcune segnate circostanze, di percepire la loro voce, udire i loro consigli, di fare i conti con le vibrate espressioni dei loro volti. Volti che si sommano ai ritratti familiari, creando immagini di maggior consapevolezza.

Eduardo De Filippo in questo piccolo allestimento prodotto da Menodiunterzo appare come un profeta capace di annunciare la forza generatrice del teatro. Autore e attore sono nuovamente chiamati alla prova: un urto, uno strappo, un suono e il gioco riprende da una battuta che la memoria ha trattenuto. Aperto il baule dell’attore, dove si conservano abiti di scena, oggetti, maschere, trucchi usati, l’epifania della voce trova radici nei corpi degli attori. Saranno Nunzia Aieta e lo stesso Francesco Gallo a trasformare il desiderio di sentire nel desiderio di essere. In scena anche il Maestro Salvatore Chiodi, che eseguirà dal vivo musiche originali composte per l’occasione, ed Emilia Giannuzzi che ripercorrerà, con il canto, alcuni momenti della poesia eduardiana.

Ad impreziosire la tela drammaturgica la voce di Marco Manchisi, attore della tradizione napoletana, che ha lavorato in diverse occasioni con Luca De Filippo, Leo De Berardinis, Roberto Latini. Ancora una notazione all’immagine di locandina, commissionata ad Antonello Silverini, fra i più importanti illustratori del panorama internazionale, sua una splendida immagine per il Festival Internazionale del Cinema di Roma, di qualche anno fa. Ci sono tutte le premesse per scoprire un lavoro che più che un omaggio contingente ad un maestro si presenta come un ennesimo atto d’amore per il teatro.

Oltre a venerdì 3 novembre, si replica sabato 4 novembre e il 5 novembre nella consueta pomeridiana domenicale. Lo spettacolo resterà in scena anche nel fine settimana successivo. (rcs)

COSENZA – Teatro Rossosimona porta Radio Argo Suite a Napoli

Tutto esaurito e standing ovation per le repliche calabresi di “Radio Argo Suite”, nuovo adattamento dello spettacolo già vincitore del Premio della Critica nel 2011 e del premio Annibale Ruccello nel 2012, a Polistena, Tarsia e San Fili interpretata e diretta da un grande Peppino Mazzotta, in scena con i musicisti Massimo Cordovani e Mario Di Bonito.

Da domani e sino al 5 novembre lo spettacolo si trasferisce a Napoli, nello storico Teatro San Ferdinando, dove Mazzotta replicherà l’intensa performance basata sul testo originale del drammaturgo e poeta Igor Esposito, in una riscrittura dell’Orestea sorprendentemente fedele al testo classico eppure così attuale.

«Tutte le guerre assomigliano a quella che vide Ettore contrapporsi ad Achille – scrive Mazzotta nelle note di regia – I temi strutturali di ogni conflitto bellico, ripuliti dal rumore caotico della cronaca che confonde, si ritrovano nel racconto di questa antica guerra leggendaria e nel destino degli eroi che la vinsero segnando quello di coloro che la persero. Ora come allora l’innocenza viene sacrificata sull’altare della menzogna, in nome di interessi vergognosi e predatori, mascherati da ideali grandi come la libertà, l’onore e la democrazia».

Una co-produzione di Teatro Rossosimona con Teatro di Napoli-Teatro Nazionale che dà lustro alla compagnia fondata e diretta da Lindo Nudo nel 25° anno dalla sua costituzione.

Gli eventi riportati sono finanziati con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Produzione Teatrale – Annualità 2023” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rcs)

REGGIO – In scena “Regina Madre”

In scena domani sera, a Reggio, alle 19.30, nel foyer della Sala Versace del Ce.Dir., lo spettacolo Regina Madre, diretto da Stefano Angelucci Marino e con Rossella Gesini.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione col Teatro del Sangro, rientra nell’ambito della rassegna Altri Luoghi festival della Compagnia Scena Nuda. nell’ambito del ReggioFest, il progetto sostenuto dal Comune di Reggio Calabria, su fondi Mic.

Commedia di Manlio Santanelli ambientata ai nostri giorni, “Regina Madre” prende le mosse da un classico “ritorno a casa”. Alfredo, cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio e della sua attività giornalistica, si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso ad assisterla nella malattia. In realtà, intende realizzare uno scoop da cronista senza scrupoli: raccontare gli ultimi mesi e la morte dell’anziana. Ma Regina appartiene alla categoria delle matriarche indistruttibili.

Un teso duello tra madre e figlio, quello che Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini portano in scena, lavorando, inoltre, con due maschere antropomorfe che permettono la trasfigurazione,  due figure archetipe, portando avanti così la loro ricerca sull’uso delle maschere, da quelle della commedia dell’arte a quelle contemporanee. L’ultimo lavoro della Compagnia sugli emigranti italiani in Sudamerica negli anni ‘50, “Hermanos” (2019), ha dato respiro a questo particolare codice espressivo, nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca, il celebre barrio porteño in Argentina contraddistinto da una forte impronta italiana.

L’archetipo e il suo ruolo nel teatro, nel raccontare la realtà trasfigurandola, è l’aspetto che evidenzia lo stesso autore del testo, Manlio Santanelli, che, in una intervista di qualche anno fa, ha sottolineato come “nel teatro del futuro una linea guida molto importante sarà la capacità di intravedere nella realtà che si vuole raccontare l’archetipo. L’archetipo è millenario, può cambiare nelle sue forme. L’archetipo nella sua profondità non finirà mai di raccontare la storia dell’umanità”. (rrc)

CATANZARO – La Divina Commedia in vernacolo di Macrì al Piccolo del Politeama

È possibile tradurre la Divina Commedia in vernacolo, mantenendo intatta l’atmosfera che ha reso celebre l’opera del sommo poeta? Ne hanno discusso Aurora Martorana, docente del Liceo Scientifico Siciliani di Catanzaro e Marcella Crudo, già dirigente scolastica ma anche insegnante, poetessa e saggista, in occasione della XXXIII Settimana della lingua italiana nel mondo, celebrata al “Piccolo” del Politeama, con l’evento “Luoghi, voci, atmosfere dantesche nel “vernacolo illustre” di Salvatore Macrì“, organizzato dal Comitato della Società Dante Alighieri di Catanzaro.

Cogliendo l’occasione di questa recentissima iniziativa, il vicepresidente vicario del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, Luigi Stanizzi, sottolinea ancora una volta l’incessante meritoria attività culturale, che da tanti anni svolge la Società Dante Alighieri presieduta dalla professoressa Teresa Rizzo.

La Settimana della Lingua italiana nel mondo, come ha precisato Teresa Rizzo, presidente del comitato, si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre. Organizzata dalla rete culturale e diplomatica del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con i principali partner della promozione linguistica, (l’Accademia della Crusca, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Rai Italia, le cattedre di Italianistica attive presso le varie Università, i Comitati della Società Dante Alighieri e altre associazioni di italiani all’estero) sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Settimana è divenuta nel tempo la più importante rassegna dedicata alla nostra lingua.

Quest’anno, il tema scelto come filo conduttore delle varie manifestazioni organizzate in Italia e nel mondo, era “L’italiano e la sostenibilità”, con l’obiettivo di promuovere, attraverso la lingua italiana, la cultura della sostenibilità. La Società Dante Alighieri, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ha pubblicato l’Ecobolario, Le parole verdi, scaturito da un progetto basato su una selezione di parole italiane “verdi”, al fine di costruire un linguaggio al servizio di una coscienza nuova, profondamente immersa in un processo culturale di rispetto universale del pianeta. Sostenibilità è anche utilizzare un linguaggio comprensibile a tutti, immediato, legato alle tradizioni locali. Era l’intento del dottore Macrì, dentista attivo a Catanzaro, ma studioso di letteratura e poeta, il quale ha dedicato la sua vita alla traduzione della Divina Commedia.

Su questo – precisa la professoressa Maria Teresa Libri che ha stilato il resoconto dell’ appartamento culturale – è stato incentrato il discorso della dottoressa Crudo, dopo la sapiente introduzione della prof.ssa Martorana, appassionata cultrice dell’opera dantesca. È ormai innegabile l’importanza della letteratura in vernacolo che ha tutti gli elementi per elevarsi a forma letteraria. Ma quale vernacolo usare per la traduzione della Divina Commedia? Come Dante nel De Vulgari Eloquentia ha teorizzato le caratteristiche del volgare illustre, così Salvatore Macrì, vissuto nelle tre province della Calabria, ha creato un vernacolo illustre che potesse rappresentare la sua regione.

La dottoressa Crudo, dopo una interessante prefazione sulla letteratura in vernacolo, facendo riferimento anche all’opera di Benedetto Croce, ha illustrato le caratteristiche della traduzione di alcuni passi dell’opera dantesca, magistralmente letti da Teresa Barbagallo, evidenziando la vicinanza metrica e culturale ai medesimi brani dell’originale. In tal modo, le persone presenti, compresi gli studenti del Liceo scientifico, hanno potuto apprezzare le scelte stilistiche del dottore Macrì nel dare voce alla sensibilità e alle atmosfere del sommo poeta. D’altra parte, per affrontare questa enorme fatica letteraria, il dottore Macrì doveva essere egli stesso un fine poeta. E non gli è bastata una vita per portarla a compimento, perché la prematura morte gli ha impedito di vederne la pubblicazione.

È stata la moglie, Rosa Cardamone Macrì, a raccogliere tutti i fogli lasciati dal marito per darli alle stampe. A conclusione della giornata la signora Macrì ha voluto fare omaggio alle scuole di Catanzaro della Divina Commedia in vernacolo. Forse così – chiude il resoconto della prof. Maria Teresa Libri – gli studenti si accosteranno più volentieri ad un’opera che sentono un po’ distante ma che è, comunque, un caposaldo della nostra letteratura. (rcz)

REGGIO CALABRIA – “Come fosse amore” strega il Belpaese. L’attore Piromalli nel cast

Applausi, tante risate e meritati sold-out sta riscuotendo la commedia “Come fosse amore” di e con l’attore siciliano Marco Cavallaro che, dopo le 20 date già fatte tra Roma e Milano, riprende il tour con il reggino Peppe Piromalli e le bravissime Alessia Francescangeli, Alessandra Cosimato, Ludovica Bei, Sonia di Fraia.

L’esilarante pièce, ha fatto tappa il 13 ottobre al teatro San Domenico di Crema per poi, continuare la lunga tournée a Monza, Segrate Milano ed è pronta a sbarcare sabato 28 ottobre al teatro Mercadante di Altamura.
Ma tante sono le date che vedono anche questa volta l’attore e direttore artistico dell’Officina dell’Arte Peppe Piromalli di nuovo sul palcoscenico con veri “cavalli” di razza.

La commedia, in due atti, scritta con tempi comici precisi, tratta con finezza, eleganza e leggerezza i tormenti di donne e uomini delusi quando scoprono di essere stati traditi sottolineando la loro gioia quando ritrovano finalmente l’amore.

E l’autore e noto regista Marco Cavallaro, anche in questo nuovo lavoro teatrale, mostra una particolare attenzione alle dinamiche di coppia che coinvolgono sempre il pubblico.
Una squadra di interpreti che sa dominare il palcoscenico e che vede il poliedrico Piromalli nel ruolo di Luigi, l’amico di Ettore (Marco Cavallaro).

«La penna raffinata di Marco ha saputo ancora una volta, cogliere uno spaccato quotidiano che coinvolge tutti, adulti e giovani – afferma l’attore Piromalli -. E’ un tour intenso, che ci regala, sera dopo sera, un insieme di emozioni che contribuiscono a rendere l’evento indimenticabile. La soddisfazione più grande è vedere partecipare gli spettatori all’evoluzione della storia e, all’uscita dal teatro, ci ringraziano per aver trascorso una piacevole serata. La bravura di Cavallaro, non è solo di aver scritto un testo assolutamente attuale e divertente, ma anche, di aver unito una squadra di talentuosi professionisti che, ogni sera, abbattono la quarta parete».
Il direttore artistico Piromalli ci tiene anche a ricordare che «l’11 dicembre parte la nuova stagione dell’Officina dell’Arte con il live “Sono cambiato” di Angelo Duro e a seguire il 15 Dicembre “Il giaguaro mi guarda storto” dell’attrice Teresa Mannino (4 date già sold-out)».

«Tanti sono i big che faranno splendere il nostro cartellone: Maurizio Battista, Maurizio Casagrande, Antonio Catania, Tiziana Foschi, Alessandro Sparacino, Claudio Insegno, Federico Perrotta, Marco Cavallaro e ci sarò pure io – conclude Piromalli -. E ancora, musica con il meraviglioso gruppo Incanto quartet, il gospel di Kayla Harvey; the Bronx black keys e il musical Neverland (Peter Pan). Insomma, una programmazione per tutti che regalerà tanti sorrisi ed emozioni». (rrc)

MENDICINO (CS) – Per Sguardi a sud va in scena “Il profilo panciuto di Mister”

La storia del teatro è intrinsecamente legata alla capacità di toccare le corde più profonde dell’animo umano e “Sguardi a Sud”, la rassegna di teatro contemporaneo curata con passione e dedizione dalla compagnia Porta Cenere, si presenta come un appuntamento imperdibile per immergersi in narrazioni coinvolgenti, in grado di rapire la mente e il cuore degli spettatori. Sotto la magistrale direzione artistica di Mario Massaro, il palcoscenico di Sguardi a Sud si accende con una potenza straordinaria. L’ultima proposta da segnare in agenda è “Il profilo panciuto di Mister” di Daniele Mattera, in scena domenica 29 ottobre (ore 18), con Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti.

“Il profilo panciuto di Mister” è una pièce teatrale che affronta il tema universale della guerra e della sua devastante influenza sulle vite umane. La storia si ispira a una tragica notizia di cronaca: il 3 marzo 1944, oltre 600 persone persero la vita asfissiate nella Galleria delle Armi tra Balvano e Muro Lucano mentre viaggiavano sul treno Napoli – Bari 8017.

Attraverso la storia di tre personaggi, Lucia, Camilla e Mister, lo spettacolo esplora la complessità delle emozioni umane in un mondo postbellico. Ciascuno di loro ha una storia da raccontare. Uno stralcio di vita che si intreccia con profonde riflessioni sull’umanità e scatena una guerra interiore che attendeva solo il momento giusto per esplodere. Ma, come sottolinea lo spettacolo, la crisi, se riconosciuta e affrontata, può portare alla maieutica reciproca e alla consapevolezza di sé. Attraverso il confronto con le proprie fragilità, si scopre la vera forza che conduce alla pace.

Nel corso della notte, Lucia legge a Camilla alcuni frammenti di storie raccolti durante i suoi viaggi in treno, storie che rappresentano un simbolo di uguaglianza e di solidarietà umana. Nel frattempo, Mister porta con sé il dolore della perdita di sua figlia in un bombardamento, rappresentando il lato più doloroso e reale della guerra.

Ma quali sono le peculiarità di questi personaggi? Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti hanno dichiarato: «A primo impatto, Lucia appare con un carattere sognante e indagatore, mentre Camilla come una lavoratrice indefessa. In realtà, nello scorrere del testo, le parole si completano di attitudini che svelano le sfumature di due sensibilità che si cercano e si scoprono, prima di incontrarsi in un’amicizia profonda. Un’amicizia che unisce e dona quiete e diventa esempio di ricerca di pace in un modo di disattenzione e diffidenza. Lucia svela i suoi racconti a Camilla ma confessa anche le sue fragilità e riesce con la sua semplicità e con la sua innocente invadenza a condurre Camilla verso riflessioni profonde sulla varietà umana alla quale talvolta sembra voglia sottrarsi. Insieme, altra parola che potrebbe essere chiave rivelatrice dello spettacolo, le due donne mostrano di avere uno sguardo concreto sul mondo: Lucia attraverso il desiderio di indicare il piacere dell’ascolto, del dialogo, del passaggio comunicativo, della bellezza e gioia di vita, mentre Camilla con la forza costruttiva e concreta del lavoro e l’abbandono di idee disfattiste e vittimiste. La conoscenza che si approfondisce tra le due, anche attraverso lo scontro, svela la fine sensibilità di entrambe e la ricchezza di sfumature che ogni carattere può contenere».

Chi interpreterà il ruolo di Mister? «È una storia lunga e complessa. Nella prima versione dello spettacolo (risalente a circa 14 anni fa) – hanno osservato Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti- Mister è stato interpretato da Daniele Mattera, amico, regista e mentore, che purtroppo ci ha lasciate qualche anno fa, ma al quale non abbiamo mai smesso di sentirci legate da un filo emotivo intriso di memoria e gratitudine, nonché di affinità di anima. Abbiamo promesso a Daniele che avremmo fatto rivivere le sue opere. Il testo di questo spettacolo è suo. Con questa nuova versione abbiamo fatto molto di più: siamo riuscite a portarlo nuovamente in scena con noi. Come? Attraverso l’uso delle nuove tecnologie, più esattamente del videomapping. Quando ci è venuta in mente questa bizzarra, ma entusiasmante idea, sapevamo che non sarebbe stato facile. Noi amiamo le sfide e così abbiamo contattato il responsabile tecnico Eros Leale il quale ci ha indicato a sua volta Anselmo De Filippis (video-creator) che ha scorporato tutte le immagini di Mister con un certosino lavoro di editing di un vecchio video. Giampaolo Palumbo ha reso le immagini proiettabili attraverso una raffinata tecnica di videomapping. Il fonico Geppino Canonaco ha equilibrato suoni e voci. E così, come avviene nella favola de “I musicanti di Brema”, abbiamo formato una valida squadra e, unendo le diverse professionalità, siamo partiti verso la nostra meta, che ora può dirsi finalmente raggiunta».

“Il profilo panciuto di Mister” attinge a storie vere, amalgamando esperienze di uomini e donne provenienti da diverse parti del mondo con i ricordi dei membri della compagnia. Lo spettacolo si svolge su quattro sedie, l’unico “compartimento” in cui vivono i due personaggi femminili, un luogo che simboleggia la speranza di pace in contrasto con la realtà della guerra personificata da Mister. L’atmosfera eterea, sostenuta dalle note del “Flauto Magico” di Mozart, rappresenta il percorso simbolico dalla tenebra dell’ignoranza alla luce della consapevolezza.

Un viaggio emozionante e commovente conduce Camilla verso la luce della solidarietà. Ma il treno su cui si trovano i personaggi potrebbe anche condurli verso un disastro ferroviario, aprendo interrogativi sul loro destino. La risposta a questa domanda rimane un mistero che solo gli spettatori potranno scoprire.

“Il profilo panciuto di Mister” è una rappresentazione teatrale che testimonia la potenza della narrazione e della comprensione reciproca, promuovendo il dialogo e la solidarietà tra le persone in un mondo che spesso sembra diviso dalla discordia e dal conflitto. In questo contesto, il palcoscenico diventa uno strumento formidabile per la promozione della pace e della speranza.

Con il patrocinio Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, Sguardi a Sud è un esempio di come l’arte scenica possa trasformarsi in una potente arma di sensibilizzazione e riflessione. Questa kermesse è una vera e propria calamita, attirando l’attenzione di appassionati e curiosi, creando un vortice di emozioni inarrestabile.

Il direttore artistico di Sguardi a Sud Mario Massaro: «Sguardi a Sud si illumina con “Il profilo panciuto di Mister”, uno spettacolo che toccherà il cuore del pubblico, rivelando le cicatrici della guerra e il potere della pace. Attraverso questa intensa rappresentazione, celebriamo la resilienza dell’animo umano e la speranza che unisce le anime, sfidando le divisioni del mondo contemporaneo». (rcs)