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CROSIA (CS) - Giovedì la Festa del Rifugiato

CROSIA (CS) – Giovedì la Festa del Rifugiato

Giovedì 3 aprile, a Crosia, alle 9.30, al Palteatro Comunale G. Carrisi, si terrà la la Festa del Rifugiato a cura dell’Amministrazione Comunale e di Cidis, in collaborazione con dirigenti scolastici, Istituzioni laiche/Religiose e associazioni del territorio.

L’evento, che si pone tra la settimana di azione contro il razzismo indetta dall’Unar e la Giornata Mondiale del Rifugiato (GMdR) istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è volto a mettere in evidenza i servizi offerti dal progetto SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione – del Comune di Crosia e gestito da CIDIS Impresa Sociale – ETS per comprendere come agire l’accoglienza ogni giorno.

La giornata prevede la partecipazione, oltre che dell’amministrazione comunale e dell’ente gestore, della Diocesi, Croce Rossa, Istituti Scolastici, di professionisti, associazioni e quanti vogliano partecipare.

L’evento sarà distinto in due momenti, mattina e pomeriggio.

Dalle 9.30, infatti, sono previste attività per grandi e piccoli

Nei giorni precedenti alla festa del rifugiato verranno ad essere realizzati dei laboratori interculturali “Intercultura Scuola” presso gli Istituti scolastici del luogo ed in particolare presso l’ IC di Mirto Crosia diretto dalla Preside Rachele Anna Donnici e l’ISS di Cariati diretto dalla Preside Sara Giulia Aiello.

Questi percorsi laboratoriali perseguono la valorizzazione del dialogo e del confronto per sviluppare dinamiche di gruppo favorevoli al rispetto e all’accoglienza reciproca.

Intercultura Scuola per i 2 istituti coinvolti e successiva restituzione nel corso della festa del rifugiato. Il laboratorio verrà tenuto dal docente esterno Dott. Maurizio Alfano e dal Coordinatore del progetto Dott. Ivan Papasso.

Scambi e confronti.Cosa vuol dire accoglienza? Come si fa integrazione? Di questo e tanto altro ne parleremo durante l’incontro moderato da Giuseppe Greco…insieme a: Maria Teresa Aiello, sindaco di Crosia, Davide Tavernise, consigliere regionale, Flavio Stasi, sindaco di Corigliano – Rossano, Alessandro Greco, Comandante Stazione Carabinieri Crosia, Maurizio Alfano, ricercatore; Don Pino Straface, Vicario Generale Arcidiocesi; Ivan Papasso, Coordinatore Progetto SAI Crosia.

Si parlerà del delicato e spesso controverso mondo del lavoro con Loredana Muraca, referente P.I.U. Su.Pr.Eme CPI Corigliano – Rossano per passare al sistema educativo con le dirigenti Anna Rachele Donnici dell’IC Crosia – Mirto e Sara Giulia Aiello dell’IIS – LS – IPSCT –IPSIA – ITI di Cariati., Giovanna Pagnotta Presidente del Comitato della Croce Rossa Italiana di Mirto Crosia.

Si ascolteranno le testimonianze dirette dei beneficiari del progetto Sai.

Dal 2017 ben 24 i nuclei familiari accolti per un totale di 104 persone che hanno sempre costituito esempio di integrazione positiva contribuendo alla forza lavoro sul territorio e alla costituzione di numerose classi scolastiche.

Musica e arte. L’accoglienza passa anche attraverso i luoghi, per questo durante l’evento il Palateatro sarà allestito con prodotti realizzati dai beneficiari nell’ambito dei laboratori attivati dal progetto Sai.

Nelle settimane precedenti all’evento nei progetti Sai di Crosia, Paludi, Corigliano – Rossano, Cassano All’Ionio e Castrovillari i beneficiari saranno coinvolti nel laboratorio di storytelling “Caro me stesso Incontriamoci”

Il laboratorio, coordinato dalla docente Dott.ssa Isabella Panciotto, è pensato per sostenere i beneficiari dei progetti nella delicata fase della propria ri-costruzione emotiva e sociale, con l’obiettivo di consolidare o recuperare le capacità comunicative e introspettive e pervenire ad un racconto condiviso su cui verrà creato poi il video, espressione del racconto, tramite la sand art dell’artista Gabriella Compagnone.

Nel corso della mattinata, inoltre, verrà svelata e consegnata alla cittadinanza l’opera il Naufragio della Speranza. Opera di legno e cartapesta creata dal Maestro Franco Forciniti e dai beneficiari del Sai di Crosia attraverso un laboratorio, supervisionato dall’operatrice dedicata dott.ssa Francesca Bracci. Finalità del laboratorio e dell’opera è quella di promuovere la sensibilizzazione del progetto ed accendere luce sul tema dell’alterità, del dialogo e delle migrazioni forzate.

Nel pomeriggio, dalle 15, attività per grandi e piccoli.

Nei giorni precedenti all’evento saranno attivati vari laboratori ludico-ricreativi ed in interculturali con i ragazzi che partecipano ai percorsi di catechesi il laboratorio “incontro di Culture” presso le parrochie Sacro Cuore di Don Gino Esposito, San Francesco D’Assisi di Don Claudio Cipolla e San Giovanni Battista di Don Giuseppe Ruffo. Il laboratorio curato dall’educatrice di progetto, dott.ssa Caterina Stephanie Pugliese, verrà terminato nel corso dell’evento.

Ulteriori laboratori saranno svolti presso con i minori de Centro Didattico specializzato e dell’associazione La Maestra i cui prodotti verranno spiegati dalle rappresentanti dei due centri rispettivamente Dott.sse Giusy Stasi e Carol Oriolo.

Musica, arte e cultura.

Parteciperanno con varie esibizioni le  scuole di danza Accademia Eurodance di Sandra Galati, Accademia Ballet School di Katia Ferraro, ASD Stelle Danzanti di Adelina Catalano, e le scuole di musica Euphonia di Salvatore Mazzei e l’Istituto Musicale Donizetti.

Tra le esibizioni e vi saranno intramezzi educativi, moderati da Eugenio La Rocca ed Isabella Panciotto, operatori di CIDIS,  attraverso interventi dei rappresentanti delle istituzioni: Teresa Blefari Presidente del Consiglio e Delegata alle Politiche Sociali;Rosa Turco e Paola Marino Consigliere Comunali delegate ad Istruzione ad Associazioni; Vittoria Paletta Pediatra e Presidente dell’AGE; Manuela Monteforte e Francesca Benevento ISS Cariati e  Anna Parrotta Vice Preside IC Mirto- Crosia.

Il Sai “Mar’ahba” – Descrizione del progetto

Il progetto SAI “Mar’ahba”, dall’arabo benvenuti, del Comune di Crosia e gestito da Cidis Onlus è stato finanziato già dal DM del 10/06/2016 classificandosi secondo nella graduatoria nazionale del 19/01/2017. Quello SAI (Sistema Accoglienza ed Integrazione) è un sistema volontario demandato dal Ministero dell’Interno Comuni per il tramite dell’Anci ed è basato sui piccoli numeri che supera quindi la logica del mero assistenzialismo.

Il progetto SAI di Crosia è finanziato per un totale di 25 posti di accoglienza suddivisi in nuclei familiari. Si tratta di un articolato sistema di servizi di accoglienza integrata, tutela ed integrazione per richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria, tramite specifici progetti finanziati sul Fondo Nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo, realizzati in partenariato con soggetti del terzo settore.

Per accoglienza integrata si intende la messa in atto di interventi materiali di base, vitto-alloggio, insieme ai servizi volti al supporto di percorsi di inclusione sociale, funzionali alla (ri)conquista dell’autonomia individuale quali: la mediazione linguistico-culturale, l’orientamento e l’accesso ai servizi del territorio, l’insegnamento della lingua italiana e inserimento scolastico per i minori, attività educativa e di supporto scolastico per adulti e minori, la formazione e riqualificazione professionale, l’orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, l’orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo, l’orientamento e l’inserimento all’inserimento sociale, l’orientamento e accompagnamento legale, la tutela psico-socio-sanitaria.

I nuclei ospitati sono prevalentemente di origine siriana e nigeriana, zone di conflitto bellico, torture, violenze e soprusi perpetrati dai regimi o dalle organizzazioni come Boko Haram; hanno pertanto riconosciuta la protezione dello Stato Italiano ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra che cita “è rifugiato chiunque e nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato; oppure a chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi” e dell’art. 10 comma 3 della Costituzione italiana.

In un periodo come quello attuale in cui per il tramite di avventurieri politici e mass media vengono profuse indifferenza, cinismo, muri ed odio, il progetto SAI fondato sulla scoperta dell’altro, sul dialogo e sul rispetto reciproco può quindi costituire un antidoto efficace volto a ricordarsi che siamo tutti e tutte esseri umani. (rcs)