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Economia del mare, il ministro Musumeci: Calabria è la regione che dovrebbe guidare filiera

Economia del mare, il ministro Musumeci: Calabria è la regione che dovrebbe guidare filiera

«Quanto alla Calabria, io credo che sia la regione a dover guidare la filiera dell’economia del mare, mettere assieme pubblico e privato». È quanto ha dichiaratoil ministro per la Politica del Mare e della Protezione Civile, Nello Musumeci, all’incontro Calabria ed Economia del mare – Istruzione per l’uso… cercasi, svoltosi nella sala Convegni dell’Autorità Portuale di Schiavonea di Corigliano Rossano.

L’evento è stato promosso da Assonautica, dalla Camera di Commercio, dalla Provincia di Cosenza, Coldiretti, Confindustria, Regione Calabria, Università della Calabria, Associazione Mare pulito Bruno Giordano, Fim Calabria, Università della Calabria – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente (Diam), dal Comune di Corigliano – Rossano, dall’Istituto tecnico Alberghiero Majorana, dall’Istituto nautico, dall’Autorità di Sistema portuale di Corigliano – Rossano e dall’Istituto Ipseoa di Cariati.

Per il ministro «l’economia del mare cresce soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, cresce nelle sue sette filiere e questo appuntamento di oggi a Corigliano Rossano assume un significato particolare, che nelle mie intenzioni vuole essere un momento di confronto, di consuntivo e di preventivo sucosa si è fatto e cosa si può fare per valorizzare al massimo il mare inteso come risorsa. Le regioni con particolari difficoltà di sviluppo, quindi sostanzialmente tutte quelle del Mezzogiorno che hanno la fortuna di essere bagnate dal mare potranno e dovranno trovare un momento di sintesi attorno ad un tavolo».

«In Calabria credo debba essere la Regione a governare la filiera assieme a pubblico e privato – ha evidenziato –. Governo e Parlamento in questa direzione non avranno alcuna difficoltà a sostenere ogni utile iniziativa nella nautica, nella cantieristica, nel turismo balneare e in quello sportivo, nella valorizzazione della biologia marina e in tutte le attività che ruotano a questo straordinario bene che è il mare.

«Qui in Calabria – ha detto ancora il ministro – non c’è nulla da inventare, bisogna solo mettere a punto tutte le sinergie e pianificare e programmare chi deve fare cosa. La risorsa più importante c’è e bagna 800 chilometri di costa che consente a questa regione di poter invertire una tendenza ed inseguire un modello economico assolutamente compatibile perché ecologicamente sostenibile».

Presenti, anche, il senatore Ernesto Rapani, il Prefetto di Cosenza, Vittoria Ciaramella, ed il comandante della Legione Carabinieri Calabria, Pietro Salsano, il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, l’ammiraglio Andrea Agostinelli, il sindaco Flavio Stasi, la presidente della Terza Commissione regionale e candidata a sindaco di Corigliano-Rossano, Pasqualina Straface.

Il senatore Rapani, nel suo intervento, ha ricordato come «Corigliano Rossano, con i suoi 38 di costa, potrebbe consentire all’Italia di superare il primato del lungomare più lungo del mondo oggi detenuto da Baku-Azerbaigian. Il ministro si è reso disponibile a collaborare ad un progetto che parte dal basso».

Per il prefetto Ciaramella «il mare rappresenta la prima risorsa e, in quanto tale, deve essere custodita sia per dare manforte al turismo e all’economia e contro ogni sfruttamento».

«Quasi il 40% del territorio calabrese non è collettato, quindi è evidente che c’è un lavoro lungo che riguarda soprattutto l’aspetto in infrastrutturale.», ha ricordato Salsano.

«Nella nostra visione di governo, Corigliano-Rossano, terza città della Calabria dovrà conquistare, difendere e far valere tutta la sua autorevolezza istituzionale ma anche la sua capacità progettuale rispetto a tutte le grandi questioni aperte ereditate che la dovranno vedere comunque attore protagonista», ha detto Straface.

«Tra queste – ha aggiunto – sarà prioritario il rilancio strategico ed eco-sostenibile del Porto, tra le infrastrutture più grandi della regione e del Sud e della storica ed importante marineria di Schiavonea, tra le storiche e più grandi del Mezzogiorno».

«Riconosceremo centralità alle imprese ed alle attività produttive e commerciali – ha proseguito la consigliera regionale e candidata a sindaco di Corigliano Rossano –, in primis quelle dell’agroalimentare e della piccola pesca, perché è soltanto se nasce, funziona e si sviluppa in modo sano e forte l’iniziativa imprenditoriale locale che si creano e consolidano le condizioni vere di indotto, occupazione e sviluppo locale autonomo e durevole per tutti. Allo stesso tempo e con lo stesso metodo, coniugando opportunità di reddito, crescita e sostenibilità ambientale, faremo di Corigliano-Rossano e del suo Porto uno dei più interessanti poli di attrazione per investimenti regionali, nazionali ed internazionali».

Straface, poi, ha lanciato la proposta di candidare Corigliano-Rossano come sede di un Forum Euromediterraneo della Blue Economy e delle marinerie storiche, idea accolta con entusiasmo dal Ministro che ha suggerito di farla diventare un appuntamento permanente.

Una proposta avanzata «perché vogliamo entrare da protagonisti, assieme al Governo nazionale, all’Autorità Portuale, alla Regione Calabria ed in stretta concertazione con l’Università della Calabria – ha spiegato – sia nel dibattito sull’economia del mare che negli ultimi anni ha fatto registrare oltre 52 miliardi di euro di valore aggiunto e 142,7 miliardi se si considera l’intera filiera diretta e indiretta, l’8,9% dell’intera economia nazionale, con 228mila imprese che danno lavoro a quasi 914mila persone e con incrementi particolari fatti registrare nei servizi di alloggi e ristorazione (+22,1%), nella cantieristica (+11,7%) e nella filiera ittica (+8%); sia sul futuro eco-sostenibile delle marinerie che sono a rischio gravissimo, se si considera che l’Italia è la Nazione maggiormente penalizzata dalle norme Ue, con un calo delle marinerie del 40% e con i nostri pescatori tra quelli più colpiti».

«Come ha più volte ribadito il Governo anche in sede comunitaria, la terza Città della Calabria, con una delle più grandi flotte del Sud, vuole contribuire a far uscire tutti dalla dicotomia pesca contro ambiente e costruire un futuro sostenibile per il comparto ittico; perché anche il pescatore – ha concluso Straface – è un coltivatore del mare che garantisce l’approvvigionamento alimentare e se l’aggressione delle regole europee è finalizzata a indebolire le marinerie del nostro territorio, le persone lasciano questa attività che, invece, anche noi, come il Governo, riteniamo centrale e alla quale non vogliamo rinunciare». (rcs)