;

Flashdance, il musical che ha ammaliato i calabresi: un tris di successi

9 dicembre 2018 – Non poteva essere diversamente, dopo Cosenza e Catanzaro, anche Reggio è rimasta ammaliata dal musical che ripropone la storica pellicola degli Anni 80: Flashdance, portato in Calabria dall’instancabile Ruggero Pegna, ha conquistato i cuori e e l’animo di una popolazione che sa bene cosa significa “riscatto”. Flashdance è – com’è noto a chiunque abbia visto lo splendido film di Adrian Lyne del 1983 – la storia del riscatto personale di Alex, una ragazza che raggiunge, con determinazione e a costo di qualunque sacrificio, il successo che le spetta.

Una storia d’amore e d’amicizia, difficile da portare in palcoscenico senza rischiare gli inevitabili confronti col film, ma la scommessa è ampiamente superata, la vittoria è piena: uno spettacolo magnifico ed elettrizzante, complici le musiche – in lingua originale – che fanno rivivere l’atmosfera discotecara degli Anni Ottanta (What a Feeling, Maniac, I love Rock’n’roll) e le belle canzoni in italiano che accompagnano la storia. È un colpo al cuore, piacevole, però, che entusiasma e fai fatica a non salire in palcoscenico a metterti a ballare anche tu. Una grande e bella produzione che avvicina i giovani al piacere dello spettacolo a teatro e abitua a cercare il bello sul palcoscenico, qualcosa che faccia sognare (la magia del teatro è questa, no?).

L’allestimento scenico è straordinario, con un impianto luci che inventa l’impossibile; bravissima la protagonista (Valeria Belleudi nei panni di Alex) e il suo partner (Lorenzo Tognocchi), ma bravi anche tutti i ragazzi in scena Elisa Lombardi (Gloria), Ilaria De Rosa (Kiki), Rossella Contu (Tess), Marco Stabile (Jimmy), Roberto Vandelli (Harry), Michael Altieri (C.C.), Altea Russo (Hannah), Lorena Crepaldi (Louse/mrs Wilde). Ed ancora l’ensemble, con Giorgia Cino, Alessandra Gregori, Veronica LepriRenato Tognocchi, Giovanni Abbracciavento, Gianluca Briganti. Senza dimenticare il gruppo swing: Giorgia Arena (Female), Angelo di Figlia (Male/Dance Captain) con menzione d’onore al calabrese Renato Capalbo. Ottima la prova registica di Chiara Noschese, alla sua prima “internazionale” dopo i successi del Piccolo Principe e Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie: attenta e capace di coinvolgere il pubblico, giocando molto sulla potenza della musica, ha realizzato uno spettacolo avvincente e ricco di “feeling”.

Insomma, un Riccio d’Argento come miglior musical dell’anno più che meritato: il riconoscimento istituito da Pegna e disegnato dal maestro orafo Gerardo Sacco, ha premiato nei 32 anni di storia del Festival del Live d’Autore grandi protagonisti della scena musicale internazionale che Ruggero Pegna è stato capace – spesso con riuscito azzardo, rischiando commercialmente di tasca – di portare in Calabria. L’ambito Premio, ancora una volta, ha scelto il giusto vincitore, insieme con i tanti che, solo per parlare della stagione appena conclusa, hanno visti riconosciuti talento e qualità artistiche elevate.

Il vero vincitore di Fatti di Musica, però, è un’altro: è la Calabria, sono i giovani calabresi (ma anche i meno giovani…), che hanno potuto assistere dal vivo a spettacoli di altissimo livello, con protagonisti grandissimi che, a volte non sapevano nemmeno dove fosse la Calabria. E che ora vorrebbero tornarci più spesso perché hanno incontrato un pubblico favoloso, caldissimo ed entusiasta. Non c’è bisogno di fare i nomi degli artisti che si sono succeduti in tantissime “prime” nella regione, ne abbiamo parlato a lungo: Ruggero Pegna conosce il suo mestiere, ma non è solo la competenza a guidarlo a cogliere soltanto successi, è il grande amore che lo lega alla sua terra (lui è di Lamezia, innamorato della sua Calabria) e lo conduce a risultare sempre vincitore nelle sue scelte. I calabresi hanno fame e sete di cultura e la musica, il teatro, lo spettacolo sono cultura, quella che farà crescere bene le nuove generazioni e vivere meglio quella attuale. La cultura aiuterà la Calabria – nel suo percorso di crescita, sviluppo e riscatto –  ma, grazie al cielo, siamo molto avanti, da questo punto di vista. (s)