;
Dammi un secondo al Teatro dell'Acquario CS

Al Teatro dell’Acquario di Cosenza “Dammi un attimo”

di PINO NANOTeatro d’autore a Roma. Questa volta con una sua specificità territoriale e geografica, che è la Calabria, perché tre dei protagonisti di questo progetto teatrale così ambizioso e così riuscito sono tre giovani attori cosentini ampiamente già promossi a pieni voti dal pubblico e dalla critica. La loro avventura teatrale nasce quasi per gioco e per caso, ma come tutte le cose impreviste alla fine si rivela un progetto innovativo e una proposta di forte impatto scenico. Già allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio Damico, oggi invece attori bravissimi e navigati sulla scena. Andateli a vedere, perché ne vale davvero la pena.

Mariasilvia Greco e Francesco Aiello (nella foto in alto) si incontrano e lavorano insieme per la prima volta nella cornice del progetto Scritture, accolto dal Teatro India di Roma e curato dalla regista e drammaturga Lucia Calamaro. È da quella esperienza che nasce l’idea di una scrittura a quattro mani, tenendo presente quale era stata la natura di quella prima collaborazione: mettere in scena, trovare una struttura narrativa e, infine, dare corpo e voce a conflitti e pensieri che trovano radice nel proprio vissuto e nella autobiografia. 

Dammi un attimo che andrà in scena a Cosenza per la sua prima calabrese al Teatro dell’Acquario il prossimo 28 dicembre è una riflessione intorno alla difficoltà, materiale e spirituale, di immaginarsi genitori nel mondo della precarietà, dei progetti immaginati e mai realizzati, dello scontro mai risolto con i padri – dice Mariasilvia Greco – «nell’epoca della classe disagiata, dell’impossibilità di riconoscere che il proprio momento è arrivato. Riuscire a individuare un tempo giusto, la capacità di accettare il ritmo che la vita impone con tutti gli ostacoli (reali o immaginari) che ci impediscono di raggiungere l’obiettivo mitico della “normalità”».

Ma cos’è la normalità? Come o quando può una coppia definirsi normale? Quando entrambi hanno un lavoro sicuro e mettono su famiglia? 

Mariasilvia Greco sorride: «Parrebbe allora che normalità abbia a che vedere con il metter le radici in un luogo, in una persona, in un ingranaggio. Il popolo dei 30-40 enni, a dispetto dei loro genitori, questa stabilità la disprezza e nello stesso tempo la invoca quando il terreno sotto i piedi inizia a diventare fin troppo sconnesso e fragile».

Francesco e Silvia sono, appunto, una coppia che tenta di colmare quel vuoto disegnando una normalità possibile. La proposta di diventare genitori da parte di Francesco provoca un vero e proprio terremoto. Francesco riversa nella possibilità di un figlio il proprio riscatto di figlio, anelando un futuro finalmente libero dal peso di suo padre, Silvia percepisce quella possibilità come un’intrusione nel suo corpo, nella sua vita, nei suoi progetti, iniziando così dentro di sé una dura lotta con quel modello femminile di madre tramandatole e che è già stato fonte di dolore nel suo passato. 

«In questo terremoto – aggiunge invece Francesco Aiello un’intrusione reale c’è: Maria, la sorella di Francesco, che troverà rifugio a casa loro per godere di un po’ di tempo per sé, lontana da marito e figlio. Lei sarà ago della bilancia dei contrasti, riuscirà, più o meno consapevolmente, con il suo sguardo lucido e leggero ad aiutare Francesco e Silvia ad affrontare quel continuo “non siamo pronti”. Permette loro di vedere concretamente altre possibilità a quel modello familiare che entrambi sentono di dover rispettare. Così il verbo rimandare da imperativo morale viene gradualmente accantonato, sorgeranno domande mai poste e la possibilità di una famiglia acquista contorni diversi. Il loro stare insieme si nutrirà di un senso nuovo perché se come prima non possiamo più Essere allora bisognerà Essere in un altro modo». 

Veniamo ora ai tre protagonisti di quest’opera teatrale. 

Partiamo da Mariasilvia Greco. Cosentina, erede di una delle famiglie borghesi più antiche di Cosenza, suo nonno famoso avvocato che sognava per lei un futuro nelle aule di giustizia, e sua madre storica dirigente del Personale della Sede Rai della Calabria. Classe 1988, laureata in Giurisprudenza, si diploma nel 2014 all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Entra nella scuola d’alta formazione dell’ERT, diretta da Antonio Latella, debuttando con “Santa Estasi” a Modena, che approderà poi al Festival d’Avignone. Si aggiudica così nel 2016, insieme all’intero cast, l’Ubu come migliore attrice under 35. Nel 2018 debutta con “Sei” di Spiro Scimone e Francesco Sframeli. Lavora alla scrittura e a progetti teatrali indipendenti. Scrive e dirige “Amo i paragrafi corti”, presentato nell’ambito della rassegna Scritture curata da Lucia Calamaro, al Teatro India; Puka Puka, andato in scena a gennaio 2020 presso Carrozzerie not e “Dammi un attimo” con Francesco Aiello, produzione Teatro Rossosimona.  Lavora anche come trainer per il movimento scenico e insegnante di recitazione.

L’altro protagonista è Francesco Aiello, cosentino anche lui, nato nel 1981, inizia il suo percorso teatrale durante gli anni dell’Università con la compagnia Libero Teatro prendendo parte a molti degli spettacoli messi in scena dal regista Max Mazzotta tra cui Il sogno di Lear da Shakespeare, Vuoti di memoria da Primo Levi, Caos da Luigi Pirandello, Visioni di Galileo da Bertolt Brecht, Giangurgolo – Principe di Danimarca da Shakespeare. Viene diretto da altri registi come Francesco Suriano (Arrobbafumu, La brocca rotta a Ferramonti, Peer u stortu, Salvatore, Cacaticchiu, Gambilonghe e Ferdinando), Francesco Marino (I racconti del pinerottolo), Lindo Nudo (Mia Martini: una donna, una storia, Amore e Stalking, Calabria, una storia), Anna Carabetta (Foragabbu e meraviglia). Nel 2013 ha la possibilità di essere diretto dal M° Eimuntas Nekrošius nel laboratorio/spettacolo Vita di Galileo di Brecht, andato in scena al teatro Olimpico di Vicenza.

Nel 2017 il debutto da regista/drammaturgo con lo spettacolo L’incidente – Io sono già stato morto, presentato in prima nazionale al festival di Primavera dei Teatri e con quale si aggiudica tre premi al concorso NoPS Out del teatro Tor Bella Monaca di Roma. Per il cinema lavora in Fiabeschi torna a casa di Max Mazzotta, Scale model e Goobye, mr. President di Fabrizio Nucci e Nicola Rovito, Racconto calabrese di Renato Pagliuso. Recita in diversi cortometraggi tra i quali ricordiamo “Ecco sorride” di Andrea Belcastro grazie al quale vince il premio per miglior attore al concorso Brevi d’autore. Il suo ultimo lavoro teatrale, da regista e interprete, è “Confessioni di un masochista” di Roman Sikora, coprodotto da Teatro Rossosimona, Primavera dei Teatri e PAV- Fabulamundi.

Infine, Emilia Brandi. Calabrese doc anche lei, cosentina, a teatro ha lavorato come attrice (cantante) con Francesco Suriano, Giorgio Albertazzi, CossiaDiFlorioVeno, Max Mazzotta, Lindo Nudo, Orly Noa Rabinyan. Con la compagnia Teatro Rossosimona ha vinto il “Premio Scenario 2001”.Ha diretto 111 di Tomasz Man, debuttando nell’edizione 2018 del Festival Primavera dei Teatri, e codiretto e tradotto in inglese La mia idea. Memoria di Joe Zangara di Ernesto Orrico, spettacolo selezionato per “In Scena! Italian Theatre Festival” di New York. È protagonista del lungometraggio Scale Model di Nucci e Rovito per Open Fields Productions. Laureata con lode in Lingue e Letterature Straniere, ha collaborato con la cattedra di Letteratura Inglese dell’Università della Calabria. Lavora come traduttrice e voce narrante in italiano e inglese.

Questa è invece la scheda tecnica dell’opera. Dammi un attimo. Drammaturgia e regia Francesco Aiello e Mariasilvia Greco con Francesco Aiello, Emilia Brandi e Mariasilvia Greco; Direttore di produzione Lindo Nudo; Responsabile tecnico Jacopo Andrea Caruso; Ufficio Stampa Franca Ferrami; Social media Giovan Battista Picerno; Produzione Teatro Rossosimona/Teatro del Carro MigraMenti Spac Badolato CZ/ Scena Verticale – Residenze artistiche nei territori. Ma presto torneremo a parlare di questo meraviglioso “clan teatrale di calabresi a Roma”.