Aeroporto dello Stretto, task force comunale, Comune e Città Metropolitana fanno il punto della situazione

La task force comunale “Aeroporto dello Stretto”, il Comune e la Città Metropolitana di Reggio Calabria si sono confrontati per fare il punto della situazione e alle prospettive future che interessano da vicino lo scalo reggino.

Ai lavori, che sono stati coordinati dal responsabile della task force, Salvatore Chindemi, hanno preso parte i sindaci f.f. di Comune e Città metropolitana, Paolo Brunetti e Carmelo Versace, l’assessore comunale ai Trasporti, Domenico Battaglia e gli esperti che compongono lo stesso organismo operativo istituito dall’amministrazione comunale.

Sul tavolo del confronto è stata posta l’esigenza di promuovere un’azione condivisa, in sede istituzionale, che ribadisca la centralità dell’infrastruttura aeroportuale di Reggio Calabria nell’ambito delle dinamiche di crescita e sviluppo del territorio metropolitano e in linea più complessiva, dell’intera Area dello Stretto.

Nel corso dei lavori, inoltre, è stata anche riaffermata la comune visione strategica entro cui far muovere e sostenere il percorso di rilancio dell’aeroporto “Tito Minniti” che deve essere messo nelle condizioni di poter giocare un ruolo chiave, non solo in termini di miglioramento della mobilità ma anche quale fattore di punta, in chiave turistica e attrattiva. 

«È stata una riunione, come sempre, utile e proficua – ha commentato a margine dei lavori il Sindaco f.f. Brunetti – in cui sono stati esaminati i diversi aspetti e le tematiche di stringente attualità che si legano al nostro aeroporto e in generale alle vicende del settore aeroportuale a livello regionale che è opportuno seguire con particolare attenzione. La task force comunale che da mesi, ormai, è impegnata con grande dedizione su questo settore così importante per la città, sta portando avanti un lavoro approfondito ed estremamente qualificato a supporto dell’azione che sta conducendo l’amministrazione comunale, grazie al contributo di idee, riflessioni e proposte offerto dai professionisti ed esperti che compongono la task force ai quali va il nostro ringraziamento».

Anche la Città metropolitana osserva da vicino la situazione dell’aeroporto dello Stretto che, evidenzia il Sindaco metropolitano f.f Versace, «deve riacquisire in tempi brevi una piena ed efficace capacità operativa e soprattutto una prospettiva commerciale e strutturale di lungo respiro. Il lavoro che stiamo conducendo, in sinergia con il Comune, gli esperti della task force e tutti gli altri attori del territorio, è di fondamentale importanza poiché ci consente di creare le condizioni più favorevoli sul terreno dell’attività di interlocuzione che Comune e Città metropolitana sono chiamati a svolgere nei confronti degli altri enti coinvolti nell’ambito del sistema aeroportuale regionale».

«Crediamo in questo metodo di lavoro – ha concluso – e su questa strada intendiamo proseguire, consapevoli dell’importanza che il nostro aeroporto riveste per tutto il territorio metropolitano». (rrc)

AEREI A REGGIO: STOP LIMITAZIONI AL VOLO
LE AVEVA GIÀ BOCCIATE IL TAR 20 ANNI FA

di RINO SCULCOLo storico Aeroporto dello Stretto ancora una volta viene deluso nelle sue legittime aspettative di uscita da una condizione di “limitazione” che non trova oggettivo riscontro in quella che dovrebbe essere la normale operatività di una pista – 15/33 – sia pure con proprie, specifiche peculiarità, ma non certo proibitiva.

Già dall’emissione delle limitazioni, dovute al vento ed alla pioggia, il Tar di Reggio Calabria, con sentenza n. 45/2001 del 24.01.2001, aveva imposto la rimozione di tali limitazioni, ritenendo le motivazioni addotte dal ricorrente fondate. Da allora, 20.12.2000, tale sentenza è rimasta inapplicata! Qual è, a tutt’oggi, la necessità di mantenere tali limitazioni?

Dal 2000 ad oggi l’industria aeronautica ha introdotto nuovi sistemi  di controllo della posizione ed ha migliorato le prestazioni dei velivoli impiegati a tal punto da rendere la posizione dell’aeronave sicura al metro. Queste implementazioni, però, non hanno avuto alcun effetto sulla pista (15/33) dell’Aeroporto di Reggio Calabria, per essere essa stessa limitata. A nulla valgono, quindi, le migliori performance dei velivoli impiegati ed i migliori sistemi di radionavigazione!

Poi, in tema di orografia dell’Aeroporto certo essa presenta peculiari caratteristiche che però non si discostano molto da quelle di altri aeroporti nazionali quali, ad esempio, quelli di: Firenze, Genova e Perugia, solo per citarne alcuni. Tali aeroporti però, a differenza del “nostro”, non soffrono la medesima condizione essendo gli stessi facilmente fruibili da tutti gli operatori. Esemplificando, le condizioni microclimatiche ed orografiche dei suddetti aeroporti impongono considerazioni e manovre non semplici o usuali; ciò nonostante tutti i piloti, siano essi comandanti che copiloti possono operare quelle piste senza un particolare addestramento, economicamente oneroso.

Ad avviso di chi scrive l’Aeroporto di Reggio Calabria non vede ancora la possibilità di una concreta crescita per la mancata volontà di superare qualcosa che non sarebbe dovuta mai nascere e che già negli anni 2000 un Tribunale Amministrativo aveva disposto di eliminare. Non si capisce perché ancora oggi con: l’abbassamento della collina di Mortara, l’addolcimento della curva di avvicinamento per finale pista 33 e l’importante riduzione della c.d. “corda molle” della medesima pista 15/33; il tutto con l’aggiunta del miglioramento delle radio assistenze e delle procedure di avvicinamento (RNP), non si voglia dare seguito alla richiesta di diminuzione/eliminazione delle limitazioni che gravano sul Nostro Aeroporto.

Auspichiamo quindi, che chi ha veramente a cuore le sorti del nostro Aeroporto si attivi concretamente per vederlo finalmente e realmente svilupparsi. (rs)

[L’avv. Sculco è Presidente dell’AeroClub dello Stretto]

Aeroporto dello Stretto, Cannizzaro: Ottenuta la deroga per 35 lavoratori

«Grazie ad una risoluta azione diplomatica su più fronti, insieme al neo Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, siamo riusciti ad ottenere la deroga per tutti i 35 lavoratori (ormai ex Alitalia) di Reggio Calabria, scongiurando intanto i licenziamenti». Lo ha reso noto, con soddisfazione, il deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro.

«Un atto – ha spiegato –  sancito tramite la formale richiesta di autorizzazione inoltrata da Ita ad Enac per poter avvalersi dei 35 lavoratori in questione. Un risultato dalla sottile importanza per cui mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente il Viceministro del Mef, Laura Castelli, ed il Direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta.

«Deroga tutt’altro che scontataha aggiunto Francesco Cannizzaro – che servirà a traghettare questi qualificati operatori fino all’espletamento di formale gara, ovvero quei 30 giorni di tempo necessario affinché si arrivi al definitivo affidamento dei servizi di handling al nuovo gestore, che potrà quindi procedere con l’assorbimento del personale del Tito Minniti. E ci batteremo per questo».

Salvaguardati in primis i posti di lavoro, argomento principale degli incontri delle ultime 48 ore, menzione particolare merita poi il vertice con l’Amministratore Delegato di Ita, Fabio Lazzerini, molto utile per poter evidenziare le necessità dei passeggeri dello Stretto e l’importanza strategica del “Tito Minniti”.

«In un momento così delicato per la ripartenza del Paese e per l’avvio dei piani di rilancio del nostro Aeroporto, non possiamo permetterci di perdere competenze e risorse. Nonostante il caos generatosi in diversi scali italiani a causa del cambio del soggetto societario – chiosa il parlamentare – Reggio ancora una volta ha avuto voce in capitolo». 

 

Imbalzano (CI): Prendere iniziative per costituire nuova società per sviluppo aeroporto di Reggio

Pasquale Imbalzano, dirigente ed esponente politico di Coraggio Italia, ha evidenziato la necessità di  «assumere, da subito, tutte  le opportune iniziative, anche legislative regionali, perché la Sacal torni ad occuparsi solo di Lamezia e magari di Crotone, incentivando la costituzione di una nuova società per lo sviluppo del solo aeroporto reggino».

Questo perché «sull’Aeroporto di Reggio e sulla pelle dei reggini – ha spiegato Imbalzano – si sta inscenando, da anni, uno spettacolo mesto e deprimente, caratterizzato solo da chiacchiere, da mancanza di decisioni e di  totale indifferenza alle scelte delle lobbies  politico-imprenditoriali  catanzaresi, lametine e cosentine, con tanto di connivenze romane a tutti i livelli».

«Già oltre tre anni fa – ha ricordato – avevamo rappresentato ai più quello che l’Amministrazione Falcomatà sembra aver acquisito con indolente ritardo. Ossia che convivere in una Società come Sacal, che gestisce i tre aeroporti calabresi, con una partecipazione pubblica al 50,8% e rispetto al 49,2% privato che, al netto della quota minoritaria della Regione Calabria pari al 9,27%, risulta partecipata soltanto da soci Lametini (Comune Lamezia 19,2% e Lamezia Sviluppo 29,29%), Catanzaresi (Provincia CZ 10,68%, Comune di Catanzaro 5,6%, Camera Commercio di Catanzaro 3,8%), Provincie di Cosenza e Vibo 2,2% e per il resto da privati delle due province, non vi sarebbe stato scampo per l’Aeroporto di Reggio, scelleratamente accorpato a quello di Lamezia».

«E – ha aggiunto –  a dimostrazione del nostro argomento, in quei mesi la struttura di Ravagnese veniva depauperata da altri voli per Roma e Milano, mentre Lamezia si arricchiva di ben tre nuove compagnie low cost , da e per le due metropoli».

«Non si tratta  più  di fare del campanilismo a buon mercato – ha proseguito – di cui la Calabria non ha alcun bisogno.  Si tratta,  tuttavia,  di prendere definitivamente atto  che la Sacal oggi, sul piano programmatorio  e dello sviluppo, gestisce  l’hub  lametino, che da tempo ha seri problemi di liquidità  ed una operatività  pari al 65%  di quella che aveva nel 2019, con esuberi consistenti di personale, e che  tutto può fare , meno che occuparsi delle prospettive dell’aeroporto di Reggio, oggi ridotto quasi ad  un deserto, e di quello di Crotone. E, ciò, è stato ulteriormente confermato dalla volontà  di  procedere ad un aumento di capitale sociale di ben 10 milioni di euro, impedendo, però, a soci reggini pubblici e privati  di potersi inserire nella compagine societaria, anche se la nefasta direzione di marcia, a nostro avviso, non sarebbe mutata neanche di un centimetro».

«Allora – ha concluso – se è vero come è vero che il piano industriale degli aeroporti calabresi pone limitatissimi orizzonti di sviluppo, soprattutto per lo scalo di Ravagnese, e che fin qui non è stata assunta alcuna valida iniziativa per riavvicinare l’utenza delle due provincie dell’Area Metropolitana dello Stretto  al Tito Minniti, nonché esiste il fondato timore che i 27,5 milioni disponibili, già spacchettati in 9 interventi,  vengano spesi  a babbo morto (come se volessimo inaugurare il miglior impianto calcistico al mondo, il giorno dopo la fine della fase finale dei mondiali nel paese organizzatore), non resta che una sola soluzione». (rrc)

Siclari (FI): Aeroporto, qual è la programmazione commerciale?

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, riconoscendo che «l’ottenimento del finanziamento di 25 milioni di euro per l’aeroporto è stato sicuramente un successo importante del partito e del gruppo parlamentare di Forza Italia, guidato alla Camera da Mario Occhiuto», ha sottolineato come, in termini di programmazione commerciale, «da parte della governance di Sacal, non si comprende quale sarà il destino, in termini di successo e di crescita, dello scalo reggino».

«È giusto progettare la ristrutturazione e il restyling dell’aeroporto – ha aggiunto – ma questo deve essere accompagnato dal rilancio dell’infrastruttura aeroportuale attraverso l’individuazione di un ruolo strategico del nostro scalo, e di una programmazione commerciale in grado di incoraggiare i turisti e le aziende a visitare i nostri territori.
La mia battaglia per l’infrastrutturazione del Sud, ed in particolare della Calabria, nasce dall’esigenza di colmare il gap che il nostro territorio ha nei confronti delle altre aree del Paese dove la vocazione turistica è sviluppata e realizzata».

«Sin dalla mia elezione – ha spiegato – ho chiesto a Sacal di presentare un piano industriale che dimostri l’intenzione di sviluppare l’aeroporto pensando a Reggio Calabria come una metà non soltanto per i reggini, ma per chiunque vuole immaginare un Italia che non finisce ad Eboli ed un Sud che possa mettere in mostra le ricchezze naturali ambientali, culinarie e storiche che Reggio Calabria custodisce da sempre. Ho presentato in Senato, in sede di discussione del bilancio di previsione 2019, l’Ordine del Giorno G/981/40/5  sottoscritto anche dai senatori Damiani, Fantetti, Ferro, Pichetto Fratin, Saccone e Conzatti, che è stato trasformato in raccomandazione ed approvato all’unanimità, con il quale il Governo si è impegnato a classificare l’aeroporto di Reggio Calabria come “strategico”, modificando l’attuale comma 2 dell’articolo 1 del D.P.R. 17 settembre 2015, n. 201».

«È questa la chiave di volta per far decollare l’aeroporto “Tito Minniti” – ha evidenziato –: il passaggio da aeroporto d’interesse nazionale ad aeroporto ad “interesse strategico”, che consentirà di usufruire dei fondi speciali che sono riservati esclusivamente a tale tipologia di scali, scongiurando, una volta per tutte, il rischio chiusura o di sottodimensionamento. Attualmente risultano avere particolare rilevanza strategica gli aeroporti di Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliarsi e come è facile notare si tratta di città che hanno una primaria importanza: ecco rivendichiamo per la città di Reggio e per quella di Messina, per le rispettive Città Metropolitane e per tutta l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto la stessa importanza e strategicità riconosciuta ad altre aree».

«Mi aspetto – ha proseguito – maggiore attenzione ed efficacia da Sacal, da una parte, e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Comune di Reggio Calabria, dall’altra, che, mi dispiace affermare, hanno dimostrato incapacità politica e miopia amministrativa nel non cogliere l’opportunità di imporre la propria presenza nel capitale sociale della società di gestione e/o nella gestione dello scalo al fine di tutelare il futuro e la crescita del proprio territorio: oggi una famiglia che vuole volare in vacanza da un aeroporto italiano verso lo Stretto, è costretta a partire da soli due aeroporti italiani, Milano e Roma, e spende la stessa cifra che si spende, durante tutto l’anno, per andare negli Stati Uniti».

«Il rilancio e lo sviluppo dell’aeroporto dello Stretto – ha detto ancora – passano necessariamente per la sua classificazione come aeroporto strategico, ed i fondi finanziati devono essere spesi in questa prospettiva con  la precisa e chiara volontà aziendale di SACAL di guardare Reggio come un territorio che “deve poter volare”. Quando Sacal dimostrerà di riconoscere Reggio come meta sulla quale investire, sarà più facile lavorare per fare riconoscere l’aeroporto di Reggio “strategico”, e lo scalo potrà diventare la principale infrastruttura turistica per tutta l’area dello Stretto e consentire, attraverso un’adeguata politica tariffaria, tale da rendere competitiva l’offerta turistica, di inserire le nostre mete fra le tappe più richieste dai tour operator mondiali».

«L’aeroporto – ha sottolineato Siclari – serve il territorio di due Città Metropolitane, quella di Reggio Calabria e quella di Messina, sfornite di altre vie di comunicazione e trasporto e non servite, oggi, dall’alta velocità ferroviaria. Il bacino potenziale di utenti supera il milione di utenti e lo scalo è quello che deve ricevere tutto il potenziale flusso turistico per le Isole Eolie e per le altre rinomate località della zona (Scilla, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Costa dei Gelsomini, Costa Viola, Gerace, Stilo, Pentidattilo, il promontorio di Milazzo, i laghetti di Ganzirri, i borghi dei Peloritani, Savoca, Forza d’Agrò, il Parco dell’Alcantara, Montalbano Elicona – il Borgo più bello d’Italia 2015, Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra)».

«Inoltre – ha detto ancora – l’aeroporto serve tutta la fascia jonica reggina completamente isolata in termini di trasporti, potendo usufruire della sola statale 106 e di una linea ferroviaria a binario unico e non ancora elettrificata. In mancanza ed in attesa del Ponte sullo Stretto, l’aeroporto rappresenta l’unica porta per l’Italia e per l’Europa di una delle aree potenzialmente più ricche del Paese, finora abbandonata al malaffare, alla criminalità organizzata ed al sottosviluppo».

«Il Governo Draghi, a brevissimo, deve procedere nella classificazione dello scalo ad aeroporto strategico – ha detto ancora il senatore – i vari livelli istituzionali coinvolti, Regione, Città Metropolitana e Parlamentari, senza distinzione di colore politico, devono agire in sinergia per destinare le risorse stanziate per interventi che consentano la messa a norma ed in pieno esercizio dell’aeroporto, ma al contempo per soddisfare le esigenze di intermodalità e di ricettività turistica. La Sacal, concessionaria di tutti gli scali calabresi, deve coi fatti e con l’adozione di una chiaro piano industriale, strategico e commerciale, dimostrare che lo scalo reggino e quello crotonese non sono “figli di un dio minore”».

«Ogni scalo – ha evidenziato ancora – deve avere una mission ed una vision per programmare lo sviluppo turistico, obbligando, così, gli operatori del settore trasporti, ferroviario e stradale, a smettere la competizione malsana con il comparto aereo, intraprendendo la strada dell’intermodalità e della sinergia».

«La buona politica, come ha dimostrato Forza Italia – ha concluso – ha dato allo scalo qualcosa di importante e continuerà a lavorare per fare ancora meglio, ma la politica da sola non basta; adesso tocca a Sacal fare la sua parte considerando che Reggio Calabria e l’Area Integrata dello Stretto hanno una sola opportunità per rilanciare l’economia, l’impresa ed il lavoro, a tutela del futuro di oltre 500.000 cittadini reggini e di oltre 600.000 cittadini messinesi che passa dall’aeroporto di Reggio». (rp)

Aeroporto, Falcomatà: Uscire al più presto dalla gestione unica di Sacal

Finalmente qualcosa si muove, anche a livello di Comune e Città Metropolitana, per l’Aeroporto dello Stretto. In un post su Facebook il sindaco Giuseppe Falcomatà ha deciso di non stare più a guardare. «Per anni – ha scritto Falcomatà – abbiamo atteso la presentazione di questo Piano industriale avvolto nel mistero neanche fosse l’ingrediente segreto della Coca Cola, il Santo Graal o il terzo segreto di Fatima per poi sentirci dire che per il nostro Aeroporto non c’è nessun progetto di sviluppo, niente, nada, una beata per dirla alla Cetto Laqualunque».

«Non c’è nulla – ha aggiunto – se non “nel prossimo quinquennio”, cioè tra cinque anni, forse, avremo qualche novità.
Nel frattempo a tutti coloro che quotidianamente hanno necessità di spostarsi per motivi di lavoro, di salute, di studio o semplicemente per turismo diremo che purtroppo per adesso non è possibile “ma abbiamo ottime prospettive per il futuro”, come Pozzetto nel ragazzo di campagna».
«Da anni, ed ancor più negli ultimi mesi – ha aggiunto – abbiamo chiesto alla società di gestione e a chi la governa un’inversione di tendenza, ma al di là delle buone intenzioni, ad oggi nulla di concreto. Nessun progetto di rilancio, nessun volo in più anzi, la notizia è che mentre il numero dei voli aumenta di giorno in giorno a Lamezia, da marzo Alitalia toglierà anche l’unico volo per Milano in partenza dalla nostra città. La Città Metropolitana ha chiesto ufficialmente più volte di avere una quota di partecipazione societaria in Sacal senza ottenere mai una risposta chiara. La verità è che, evidentemente, non c’è alcuna intenzione di avere una presenza reggina dentro la Società di gestione».
«Continuano a prenderci in giro, a prendere in giro un’intera comunità – ha proseguito il primo cittadino –. Prima che qualcuno scriva “E tu che hai fatto?”, vi dico che il Comune e la Città Metropolitana di Reggio non hanno alcuna competenza sull’Aeroporto. Ma non possiamo (e non vogliamo) rimanere indifferenti, di fronte alla lenta agonia del nostro scalo. Non c’è altra soluzione, dunque, che uscire dalla gestione unica di Sacal e lavorare per una nuova società, legata al nostro territorio, per la gestione dell’Aeroporto dello Stretto, coinvolgendo anche Messina».
«Se la cosa è tecnicamente fattibile – ha concluso – servirà uno sforzo collettivo comune della politica, delle istituzioni, dell’imprenditoria sana, dei sindacati e della società tutta. Ognuno dia la propria disponibilità. E, poi, inizieremo a lavorare in questa direzione».
Altra dura presa di posizione viene dalla destra. Il consigliere comunale Massimo Ripepi chiede di staccarsi subito da Sacal e formare una nuova società di gestione dell’aeroporto con Messina. «Per cinque lunghi anni – ha detto Ripepi – abbiamo gridato  soli nel deserto, derisi da Falcomatà & company, sostenendo con tutte le nostre forze che Sacal avrebbe ucciso per sempre il nostro scalo per il semplice motivo che l’uno è concorrenziale all’altro. Poi, particolare non di poco conto, i soci che compongono la stessa Sacal sono tutti appartenenti al territorio di Catanzaro, Lamezia e Cosenza».

«Ed è e per questo – ha spiegato ancora – che mai, e poi mai, i nostri competitor di sempre potranno pensare al nostro di  territorio anzi ci terranno sempre al guinzaglio e saremo sempre lo zerbino dei loro piedi. Occorre, dunque, rompere subito con Sacal formando una nuova società dello stretto con la vicina Messina e con società private capaci e motivate a conquistare un assett strategico nel territorio dello Stretto».

«Nell’ultima conferenza stampa – ha proseguito – il presidente Sacal, Giulio De Metrio, ha messo l’accento su una questione chiave: ragionare in termini di sistema aeroportuale e non di singoli aeroporti. De Metrio ha parlato di un piano che sia soprattutto “culturale”, prima ancora che industriale, sostenendo la forte connessione fra infrastrutture aeroportuali e territorio. Nelle parole del Presidente si evidenzia il vero nodo della questione su Reggio: un cambiamento di rapporti fra il Tito Minniti e la Sacal stessa».

«Oggi – ha detto ancora – lo stesso sindaco tenta di sdoganare un serio ripensamento nei confronti della gestione Sacal pur essendo stato proprio lui a volerla e consapevole che ciò avrebbe tagliato fuori il territorio reggino con l’unico risultato di trasformare l’Aeroporto dello Stretto nello zerbino di Lamezia, cosa che è puntualmente accaduta. Con un ritardo di cinque anni, il primo cittadino fa lacrime di coccodrillo nonostante già all’epoca avevamo fatto sentire la nostra voce sulla scelta Sacal che, come è avvenuto, sarebbe stata mortifera per l’aeroporto di Reggio. Oggi, finalmente, il sindaco se ne rende conto ma, salvo correre ai ripari nell’immediato, il rischio è quello di staccare per sempre ossigeno ad una infrastruttura che è baricentro di un reale e redditizio sviluppo infrastrutturale nell’area dello Stretto».

«Quale soluzione allora? Staccarsi dalla Sacal e creare una società unica dello Stretto pubblico-privata a maggioranza privata – ha detto ancora Ripepi – che veda protagonisti attori del nostro territorio e non di quello lametino: Comuni e Città Metropolitane di Reggio Calabria e Messina, Caronte&Tourist, MSC, porto di Gioia Tauro ed  Autorità Portuale dello Stretto che operano realmente e non teoricamente sul territorio reggino e messinese. Questo è l’obiettivo primario, prima ancora di dare seguito ad inutili e obsoleti programmi di ristrutturazione».

«È l’unica interpretazione – ha evidenziato – che può invertire la rotta del Tito Minniti, ad esclusione di ogni altra strada, se non un impegno, da parte del Sindaco, affinché dia una spinta politica per sganciare Reggio Calabria dall’amministrazione Sacal. Come può, in effetti, una società predisporre un programma di sviluppo per Reggio, quando la componente societaria ricade interamente in un’altra area territoriale, che richiama gli interessi di Lamezia, Catanzaro e Cosenza? Forse non se ne rende conto De Metrio ma, con una contraddizione intrinseca ai suoi stessi annunci, ci porge la soluzione dell’annoso dilemma sull’aeroporto, che realmente deve rispecchiare il territorio qualora però tutti i partecipanti siano espressione di una singola area e quindi in grado di conoscere punti di forza e debolezze di quel territorio».

«Naturalmente – ha detto ancora – quello che sosteniamo non è un’accusa discriminante nei confronti dei reggini da parte di Sacal, ma una ovvia considerazione di “attenzioni” industriali e progettuali, per i quali ogni territorio, e di conseguenza quello lametino-catanzarese-cosentino, si preoccupa che tornino a proprio vantaggio. Quello che difatti sostiene De Metrio, con la concessione di farci avere qualche consiglio di amministrazione a rotazione, non è altro che un cumulo di chiacchiere atte a distogliere l’attenzione. Al Tito Minniti, non serve un contentino, ma serve uno strappo nei confronti della Sacal».

«Per quanto estrema  – ha spiegato – va fatta una scelta politica convinta onde evitare di chiudere i battenti dell’Aeroporto e mettere una pietra tombale sull’intera area dello Stretto, che oggi paga isolamento e mancati investimenti. Lo dicono tragicamente i dati del traffico, a prescindere dalla pandemia. È suonata l’ora anche per Reggio Calabria, rappresentata da  Falcomatà e dalla Città metropolitana che dovrebbero curare i nostri interessi senza togliere nulla a nessuno, di attivare immediatamente una politica di parte cominciando proprio dallo scioglimento dei rapporti con la Sacal, oltremodo mortificante per la città stessa».

«Il secondo passo da compiere, poi – ha proseguito – riguarda l’importantissimo emendamento Cannizzaro, il quale ci consente di avere in mano 25 milioni di Euro utilizzabili non per rimettere in sesto lavori di aggiustamento o risanamenti, ma per dare al Tito Minniti un progetto lungimirante che inglobi la nuova aerostazione a mare collocata dentro l’aeroporto. Lo studio di fattibilità è già in essere, ed è prodotto da imprenditori locali che conoscono nel dettaglio le esigenze del territorio e hanno bisogno che quest’ultimo si sviluppi secondo l’ottica reggina. Si tratta, quindi, di un’esigenza di strategia politica, che consentirà all’Aeroporto Minniti di continuare a vivere come zona economica speciale, operando il collegamento fra Reggio e Messina, con cui fare urgenti interlocuzioni, al fine di studiare un piano che sappia intercettare l’utenza verso le isole Eolie».

«Questo è l’unico modo – ha concluso – il più sano possibile, di curare il nostro territorio, con la partecipazione di attori privati pronti a mettere a disposizione anche le loro competenze». (rrc)

Piano industriale Sacal, Metrocity: Per aeroporto di Reggio zero risposte e zero voli

«Abbiamo appreso, oggi, i lineamenti sintetici di un documento di circa cento pagine che è stato approvato da Sacal ormai lo scorso 27 marzo e all’interno del quale non sembra, tuttavia, emergere alcuna particolare novità per il presente e il futuro dell’aeroporto di Reggio Calabria» hanno dichiarato il consigliere delegato, Carmelo Versace, e l’assessore ai Trasporti, Mariangela Cama, al termine della presentazione del piano industriale della Sacal.

«Quella che dovrebbe essere la visione strategica dello scalo reggino, infatti – hanno proseguito Versace e Cama – si rivela essere sempre la stessa enunciazione di buoni propositi già fatta in passato e soprattutto tale piano non aggiunge né sposta nulla, rispetto a quanto già sapevamo e conoscevamo in merito alle criticità e ai limiti strutturali del nostro aeroporto. In termini di prospettiva, inoltre, se nel medio lungo periodo emerge una volontà di investire sulla crescita dello scalo, per altro verso mancano del tutto quelle risposte di cui nell’immediato l’aeroporto di Reggio Calabria ha urgente bisogno e che, peraltro, consentirebbero esse stesse di guardare ad un percorso di lungo raggio ma soprattutto ad una pronta ed immediata ripartenza dell’attività volativa che ha subito un gravissimo stop in seguito all’emergenza pandemica».

«In questo contesto – hanno rimarcato i rappresentanti comunale e metropolitano – ci saremmo aspettati, oggi, dal presidente di Sacal nel corso del suo lungo monologo, delle indicazioni operative chiare e puntuali, utili per rimettere in moto da subito l’infrastruttura, a cominciare dal far convergere in via prioritaria delle risorse maggiori sul nostro aeroporto che non sono quelle già ampiamente note, dei nove progetti annunciati, ma degli investimenti aggiuntivi. E nulla, inoltre, è stato esposto rispetto alla visione strategica di Sacal per quanto riguarda un altro nodo cruciale, ovvero l’aumento dei voli e il coinvolgimento di altri operatori in grado di ampliare e rendere più funzionale e attrattiva l’offerta volativa da e per Reggio Calabria».

«Analoghe incertezze – hanno proseguito – abbiamo registrato anche sul fronte dei famosi vincoli operativi che frenano il nostro aeroporto. Si parla di un dossier realizzato da Sacal con il supporto di una società specializzata, ma della successiva fase di interlocuzione con Enac, rispetto alla rimozione di tali vincoli e alle valutazioni espresse dallo stesso dossier, sappiamo ancora poco o nulla».

«Un incontro molto deludente – hanno concluso  il consigliere metropolitano e l’assessore comunale – in cui la montagna sembra davvero aver partorito un topolino. Ma nel frattempo rimane ancora irrisolto il tema del rilancio dell’aeroporto di Reggio Calabria che, in assenza di una strategia concreta di sviluppo, rischia seriamente di morire». (rrc)

 

REGGIO AIRPORT, LA SACAL NON DECOLLA
PROMESSE, PROGETTI, MA LO SCALO MUORE

C’è stato tanto, troppo da dire sull’Aeroporto di Reggio Calabria, nel corso della conferenza stampa del presidente della Sacal, Giulio De Metrio, e il deputato di FI Francesco Cannizzaro, dove sono stati illustrati non solo i dettagli dello stato dell’arte, ma anche «realtà e fatti», come sottolineato dal deputato reggino.

Punti cruciali di questa conferenza, il Il Piano Industriale della Sacal, che sarà presentato «nei tempi opportuni» ha detto il presidente De Metrio, i nove interventi in programma per un totale di 27 milioni di euro, e l’aumento di capitale, approvato recentemente dal Consiglio regionale della Calabria e l’entrata della Città Metropolitana di Reggio Calabria nella compagine societaria.

«L’aeroporto dello Stretto è qualcosa su cui ho investito molte delle mie energie personali e forze politico-istituzionali, e su cui molti altri hanno fatto solo chiacchiere e confusione» ha detto ancora Cannizzaro, sottolineando come «l’emendamento da 25 milioni di euro è l’unica certezza e base concreta da cui partire per il rilancio dell’infrastruttura».

«Con Sacal c’è sinergia e intesa su come e dove intervenire. E insieme stiamo sgomitando in Enac per abbattere l’ostacolo principale: le limitazioni, argomento mai affrontato prima, da nessuno» ha detto ancora Cannizzaro, spiegando che tali limitazioni non consentono a Sacal di interloquire con le compagnie».

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Sulle limitazioni è intervenuto anche il presidente De Metrio, spiegando che «stiamo, quindi, lavorando per portare ad Enac elementi di giudizio e informazioni nuove al fine di ottenere l’abbattimento delle restrizioni, mutare la classificazione dello scalo reggino da categoria C a categoria B, garantendo ovviamente la massima sicurezza dei voli», condizioni, per il presidente della Sacal, necessarie per «generare le condizioni affinché i più grandi vettori europei possano avere interesse a volare qui».

«La nostra interlocuzione con Enac, soprattutto su questo punto – ha detto Cannizzaro – è costante e proficua e straordinario è anche l’impegno di Sacal. Il tutto in un clima di sinergia istituzionale pieno e interamente finalizzato al rilancio definitivo del Tito Minniti di Reggio Calabria. È nostra intenzione proseguire in questo lavoro con Enac, al cui tavolo torneremo a sederci proprio per discutere di questo studio i primi di settembre».

«Quando ho accettato l’incarico alla Sacal – ha detto il presidente De Metrio –  ho posto come condizione che si ragionasse solo in termini di “sistema aeroportuale”. I nove interventi che fanno parte del programma finanziato con 27,5 milioni di euro, 25 del Governo e 2,5 inseriti nell’accordo a carico della società di gestione degli aeroporti calabresi, vanno visti e considerati nella loro consistenza complessiva e sono esclusivamente destinati alla riqualificazione ed a rendere più funzionale l’aeroporto di Reggio. Ci sono tempi tecnici e d’altra parte Sacal solo dal 2019 ha preso in gestione lo scalo  due anni in gran parte disastrosi per il trasporto aereo a causa della pandemia».

E sul punto dell’aumento del capitale e l’ingresso della Metrocity, che per Cannizzaro è «strategico per il progetto di rilancio» nella compagine societaria, De Metrio ha spiegato che «non c’è alcuna preclusione».

«Ma non potevo rispondere alle sollecitazioni del sindaco Giuseppe Falcomatà in soli tre giorni – ha spiegato De Metrio –. È l’Assemblea dei soci che prende ogni decisione. E, poi, bisogna ricordarsi che diventare soci di una società è come sposarsi. È una questione di fiducia, e la fiducia va conquistata».

Sul tema, è intervenuto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo: «a proposito della mancata adesione all’aumento di capitale di Sacal da parte di Comune e Provincia, comprendo che la totale assenza di visione strategica che in questo caso non può limitarsi al Comune capoluogo, induca a declinare, peraltro errando, sterili percentuali che nulla rappresentano in un contesto di mobilità di livello quantomeno regionale».

«E infatti – ha aggiunto – lo stretto raccordo da me attivato con il management della Sacal e soprattutto con il Governo regionale affinché quest’ultimo subentrasse ai due enti – Comune e Provincia – che ho l’onore di amministrare, ha consentito fondamentalmente l’atteggiamento più corretto nei confronti dei cittadini in quanto, con un marginale aumento di capitale, oltre a provocarsi un ingiusto e maggiorato esborso per le casse dei due enti locali, nessun ritorno economico ci sarebbe stato a vantaggio dei cittadini».

«E – ha proseguito – se qualcuno sostiene che il peso politico in un consiglio di amministrazione sia determinato dalle quote detenute, ignora che solo l’azionista che detiene il 50,01% delle quote è sempre determinante. Gli altri, che abbiano il 49 o l’1 %, poco o nulla possono influire. Quanto allora avrebbero potuto influire Comune e Provincia con le proprie quote percentuali seppur maggiorate?».

«Di contro – ha detto ancora Abramo – gli enti a valenza istituzionale quali Confindustria e Camera di Commercio, al pari di Comune e Provincia, pur detenendo in Sacal quote minoritarie, attraverso i propri rappresentanti hanno fatto emergere le capacità di gestione ed amministrazione con buona pace di chi pensa che far valere il “peso” sia solo una mera questione di numeri. E, infatti, ancora, il Comune di Catanzaro, quello di Lamezia e Confindustria, in sinergia con la Regione, hanno lavorato per impedire che il socio privato potesse acquisire la maggioranza delle quote al tavolo di riunione tenutosi con tutti i capigruppo del Consiglio regionale, che poi ha approvato la pratica su Sacal».

«A quel tavolo – ha concluso – non ci si è minimamente posto il problema di quali percentuali disponessero i due Comuni e la confederazione, ma si è compresa e fatta propria la problematica evidenziata dai soci cosiddetti di minoranza. Credo sia questo il peso politico che vale più di ogni percentuale».

Intanto, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha risposto al Comitato Spontaneo “Pro Aeroporto dello Stretto”, illustrando le informazioni inerenti le iniziative della Regione Calabria relative agli aspetti infrastrutturali, con l’obiettivo di rilanciare l’aeroporto di Reggio Calabria.

Domenica Catalfamo

«In primo luogo – ha spiegato – si conviene con il comitato che l’accessibilità dell’aerostazione, attraverso collegamenti intermodali, rappresenti certamente fattore cruciale per il rilancio e lo sviluppo dello scalo. In merito a questo aspetto, ritenendo di rilevante importanza il collegamento attraverso la strada statale 106, è stato chiesto ad Anas di riattivare le procedure di realizzazione della parte mancante dello svincolo Malderiti, ferme da anni anche a causa di mancate sollecitazioni del Comune di Reggio Calabria, realizzando la rampa in uscita e adeguando quella esistente. In aderenza a tale richiesta, è stato redatto il progetto esecutivo e proprio nei prossimi giorni il Mims potrà autorizzare l’esecuzione dell’intervento mediante utilizzo di residui sul contratto di programma 2018-2020 per un importo di circa 1,8 milioni di euro».

«Per quanto attiene ai collegamenti con l’Area dello Stretto – ha proseguito – nel mese di agosto 2020, d’intesa con la Regione siciliana, è stato previsto l’incremento e l’estensione del periodo del servizio di collegamento dal porto di Reggio Calabria verso le Isole Eolie in coincidenza con l’arrivo dei voli, a partire dai prossimi affidamenti dei servizi. Sempre con riferimento ai collegamenti con la Sicilia, la Regione si sta adoperando al ripristino di un servizio simile a quello a suo tempo avviato dalla provincia di Reggio Calabria con finanziamenti regionali, denominato “Chiama Bus”, che a regime garantiva il 10% di utenza messinese su ogni aeromobile».

«Tale servizio – ha aggiunto – era stato soppresso dopo la decisione della Città metropolitana di sperimentare un servizio con altre caratteristiche che non ha dato i medesimi risultati di quelli attivi negli anni precedenti. Ritenendo che tale scelta abbia indotto la perdita della fidelizzazione dell’utenza messinese, la Regione sta mettendo in campo una serie di iniziative mirate al recupero di tale fascia di domanda».

«Per i trasporti ferroviari – ha proseguito Catalfamo – avendo già acquisito da Trenitalia la disponibilità al rispristino della fermata “Aeroporto”, si chiederà al Comune di Reggio Calabria di voler garantire idonee condizioni di percorribilità in sicurezza del sottopasso di collegamento fra la stazione ferroviaria Aeroporto e l’aerostazione. L’accessibilità verrà ulteriormente incrementata dal servizio di metropolitana leggera ad elevata frequenza in tutte le fermate nella tratta Villa San Giovanni/Melito Porto Salvo, secondo il progetto recentemente avviato da questo assessorato sulla programmazione nazionale in corso. Il passo successivo, previsto dalla nuova programmazione, sarà quello di estendere tale servizio via treno all’intera area metropolitana di Reggio Calabria».

«Per quanto attiene ai finanziamenti statali di cui all’emendamento Cannizzaro della legge di Bilancio n. 145/2018 – ha specificato l’assessore –, le finalità previste dalla norma di finanziamento sono quelle “di consentire i necessari lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria” e gli interventi sono quelli condivisi tra Enac e Sacal nel 2019 senza che vi siano state osservazioni da parte dei rappresentanti istituzionali interessati (Comune e Città metropolitana di Reggio Calabria, Regione Calabria). Secondo recenti informazioni assunte da Sacal, sono stati affidati tutti gli incarichi di progettazione previsti nonché gli incarichi di supporto alla Stazione appaltante (gestione gare e verifica progetti), con un cronoprogramma che prevede l’aggiudicazione entro l’anno delle prime gare per gli appalti integrati».

«Per quanto sia certamente meritevole di attenzione la proposta di realizzazione di una nuova aerostazione lato mare, in connessione diretta con la fermata ferroviaria , – ha sottolineato – per tale opera dovranno essere individuate fonti di finanziamento diverse anche a valere sulla nuova programmazione nazionale e comunitaria. Risulta anche significativo rappresentare al Comitato che il competente Settore del dipartimento Lavori pubblici di questo assessorato ha elaborato una Convenzione, in fase di sottoscrizione, che prevede il recupero di risorse Fas, per l’importo di circa 1,5 milioni, relative a lavori ormai sospesi da anni. Ciò consentirà di completare a breve i lavori sulle infrastrutture di volo che risultavano interrotti e non collaudati in quanto non acquisiti da Sacal».

«Infine – ha dichiarato ancora Catalfamo –, si conferma che a seguito dell’incontro organizzato dal deputato Francesco Cannizzaro, che si è svolto lo scorso febbraio nella sede Enac di Roma, e le successive interlocuzioni con questo assessorato, la Sacal ha completato e trasmesso a Enac uno studio su nuove procedure strumentali di volo per la riduzione delle limitazioni operative dello scalo che hanno sinora profondamente vincolato lo sviluppo del traffico aereo. Evidenziando che le istanze prodotte negli anni scorsi dalla precedente società di gestione dello scalo avevano infatti prodotto solo parziali riduzioni delle limitazioni, ma non la loro eliminazione, si ritiene che la reiterazione dell’istanza corredata da tale studio costituisca elemento di elevatissima importanza strategica per il concreto rilancio dello scalo, a prescindere da ogni altra azione che potrà essere programmata ed attuata nel breve e medio termine».

«Quanto esposto – ha concluso l’assessore – afferisce agli aspetti di competenza di questo assessorato, inerenti alla programmazione degli investimenti infrastrutturali a valere su fondi assegnati o stanziati dalla Regione Calabria. Resto disponibile per ogni eventuale approfondimento. (rrc)

 

Aeroporto di Reggio Calabria, Cannizzaro, De Metrio: Al lavoro per un cambiamento

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, e il presidente della Sacal, Giulio De Metrio, hanno reso noto che «stiamo lavorando a un cambiamento epocale» per l’Aeroporto di Reggio Calabria.

I due, infatti, a Roma hanno incontrato i vertici di Enac, in continuità con l’incontro dei mesi scorsi, supportati da dati tecnici molto rilevanti per arrivare all’obiettivo: abbattere le limitazioni operative che frenano l’Aeroporto di Reggio Calabria, e si sono presentati con un dossier tecnico redatto dalla ditta olandese To70, società internazionale indipendente che su incarico di Sacal ha predisposto le basi per poter superare il problema delle limitazioni, dimostrando ai piani alti dell’Aviazione Civile che quei limiti possono essere oltrepassati colmando determinate lacune infrastrutturali e rivedendo parte della concezione logistica dello scalo reggino.

Non è impresa da poco convincere Enac a tramutare l’Aeroporto dello Stretto in categoria B, ma l’unica possibilità di svolta sta proprio lì.

Quella con il direttore Generale, Alessio Quaranta, ed il direttore centrale regolazione aerea, Fabio Nicolai, è stata una discussione molto franca e concreta. I risultati dello studio su nuove procedure strumentali per l’atterraggio sono molto promettenti. Tuttavia, è evidente che a fronte del corposo dossier olandese sono necessari approfondimenti dettagliati da parte di Enac, che ha già predisposto un’altra riunione nelle prossime settimane per rispondere a quanto reclamato a gran voce da Cannizzaro e De Metrio. 

Le parti convergono sul fatto che componente fondamentale è il tempo: risulta infatti imprescindibile trovare una soluzione in rapidità, per via della situazione di Alitalia in costante evoluzione e soprattutto dell’inizio dei bandi di gara frutto dell’Emendamento pro Aeroporto Cannizzaro 16.012.

E, la riunione tecnico-operativa, è stata, appunto, l’occasione per parlare anche di ciò che prevedrebbe l’emendamento, con annessi progetti ed investimenti, che risultano adesso più che mai inevitabilmente collegati all’abbattimento delle limitazioni e, dunque, convergenti. (rrc)

Aeroporto Reggio, Sacal: Finanziati 9 progetti per ristrutturazione e messa in sicurezza

Sono stati finanziati nove interventi  per la ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria. Lo ha reso noto la Sacal, spiegando che ciò è stato possibile grazie alla convenzione Mit-Enac-Sacal avvenuta un anno fa, e che il costo dell’investimento è di più di 27 milioni di euro, di cui 25  finanziati con fondi Fsc 2014-2020 e 2,5 milioni a carico di Ssacal.

«Ad oggi – viene spiegato nella nota – sono già stati affidati sia tutti gli incarichi di progettazione previsti, sia tutti gli incarichi di supporto alla Stazione appaltante (gestione gare e verifica progetti). Enac ha già approvato i progetti per tre dei nove interventi previsti. Si procederà conseguentemente alle gare d’appalto integrato, entro l’estate corrente per uno di essi, per gli altri due entro l’autunno. Sacal ha, altresì, sottoscritto una Convenzione con la Regione Calabria, che prevede il finanziamento (circa 1.500.000 €) della parte conclusiva dei lavori sulle infrastrutture di volo interrotti a seguito del fallimento della precedente Società di gestione dell’aeroporto».

«Infine – conclude la nota – la Società internazionale indipendente TO70, appositamente incaricata da SACAL, ha completato proprio questa settimana, con risultati molto promettenti, lo studio su nuove procedure strumentali per l’atterraggio in aeroporto, che sarà presentato a breve a Enac per la riduzione delle limitazioni operative che hanno sinora vincolato lo sviluppo del traffico aereo sull’Aeroporto dello Stretto». (rrc)