Dalla Regione 7,5 milioni di euro per più di 3 mila agricoltori calabresi

Sono 3.602 gli agricoltori calabresi beneficiari della somma di 7,5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Calabria.

Il pagamento del decreto in questione segue di qualche settimana il precedente, con il quale erano stati assegnati 2.253.902,70 euro a 977 beneficiari. In poco più di un anno, dunque, l’importo complessivo delle immissioni di liquidità nel settore agroalimentare e forestale regionale, tra Domanda unica e Psr, supera così la quota di 331 milioni di euro.

«Il lavoro degli uffici regionali – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – procede senza soste per garantire risorse finanziarie agli imprenditori agricoli e forestali e assicurare un supporto certo al settore primario, che più di altri sta scontando gli effetti della crisi dovuta all’emergenza sanitaria in corso ormai dagli inizi del 2020». (rcz)

Agricoltura, dalla Regione 1 milione di euro per investimenti non produttivi

Sono 1 milione di euro la somma stanziata dalla Regione Calabria per gli investimenti non produttivi in ambiente agricolo. Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di sostegno, le cui istanze dovranno essere presentate attraverso il portale Sian, entro il 30 luglio 2021.

«L’iniziativa – informa una nota dell’assessorato regionale all’Agricoltura – è relativa alla misura 4 del Programma di sviluppo rurale della Calabria 2014-2020, intervento 4.4.1, valido per l’annualità 2021».

«La dotazione finanziaria assegnata è pari a un milione di euro, salvo ulteriori risorse. L’intervento, coerente con le strategie dettate dalla Commissione europea e le linee di indirizzo indicate dallo strumento Next Generation – è specificato nella nota – è finalizzato a sostenere investimenti che non comportino un incremento diretto del reddito dell’impresa, ma che siano connessi all’adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali, compresa la conservazione della biodiversità delle specie e degli habitat o alla valorizzazione in termini di pubblica utilità delle zone Natura 2000 o di altri sistemi ad alto valore naturalistico».

«In particolare – è spiegato –, saranno finanziabili il ripristino e/o l’ampliamento di muretti a secco, terrazzamenti, gradonamenti, ciglionamenti; lunettamenti, con il duplice obiettivo di contribuire alla tutela ed alla salvaguardia del territorio e delle coltivazioni tradizionali terrazzate e di preservare la presenza di corridoi ecologici; investimenti su altri elementi tipici del paesaggio, quali abbeveratoi e fontane, sentieri per la transumanza; il ripristino e/o la creazione e/o l’ampliamento di corridoi ecologici (siepi, filari, fasce tampone, boschetti), con l’utilizzo di specie arbustive autoctone, ma non arbusti e alberi da frutto ai fini produttivi; la realizzazione di recinzioni in pali di castagno con rete metallica, per rendere compatibile l’attività agricola e di allevamento con la tutela della fauna selvatica; la creazione o il recupero di zone umide finalizzate alla conservazione della biodiversità; la realizzazione o il ripristino di opere per la regimazione delle acque superficiali in eccesso e di laghetti per la raccolta dei deflussi superficiali, al fine di mantenere e ripopolare habitat per specie animali e vegetali di interesse ecologico; le opere devono caratterizzarsi come realizzazione/adeguamento della connessione idraulica con fossi, scoline, collettori».

«Un bando di grande rilievo che – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – permetterà agli agricoltori, in forma singola o associata, e ai gestori privati di terreni agricoli, singoli o associati, di realizzare progetti volti alla salvaguardia e al miglioramento della biodiversità vegetale e faunistica, al ripristino e alla valorizzazione di specifiche caratteristiche tipiche del paesaggio agrario e rurale regionale, a fornire servizi ecosistemici, anche nell’ottica di aumentare l’attrattività turistica delle aree rurali calabresi». (rcz)

Dalla Regione 6 milioni di euro per trasformazione prodotti della pesca e dell’agricoltura

Sono 6 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione Calabria, per la trasformazione dei prodotti della pesca e dell’agricoltura.

Sono stati pubblicati, infatti, sul portale istituzionale www.regione.calabria.it, nella sezione dipartimento Agricoltura, due diversi bandi pubblici relativi al Fondo europeo per gli Affari marittimi e la Pesca.

«Entrambi gli avvisi – riporta una nota del dipartimento Agricoltura – aprono i termini per la presentazione delle domande di aiuto a valere sulla misura 5.69 “Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura”, per un importo complessivo messo a bando di 6 milioni di euro».

Le scadenze dei termini per la presentazione delle domande di aiuto sono state fissate alle ore 14 del 21 giugno 2021, per le domande relative alla pesca costiera artigianale, e per le ore 14 del 30 giugno 2021, per tutte le altre istanze. Le domande dovranno essere inviate all’indirizzo di posta elettronica certificata fitosanitariopesca.agricoltura@pec.regione.calabria.it».

«Un primo bando – è specificato – è rivolto alla pesca costiera artigianale, ossia alle piccole imprese che svolgono attività di pesca artigianale con imbarcazioni al di sotto dei dodici metri di lunghezza. La dotazione finanziaria corrisponde a 2,5 milioni di euro e per i beneficiari è previsto un finanziamento pari all’80% dell’investimento, che non dovrà superare i 70mila euro. Il secondo bando, invece, con una dotazione di 3,5 milioni, è destinato alle imprese ittiche di trasformazione che non praticano pesca costiera. In questo caso, il finanziamento potrà coprire il 50% dell’investimento, che potrà arrivare fino a 500mila euro».

«Nel dettaglio – è scritto nella nota – sono ritenuti ammissibili a contributo interventi che contribuiscano a risparmiare energia o a ridurre l’impatto sull’ambiente; migliorino la sicurezza, l’igiene, la salute e le condizioni di lavoro; sostengano la trasformazione delle catture di pesce commerciale che non possono essere destinate al consumo umano; si riferiscano alla trasformazione dei sottoprodotti risultanti dalle attività di trasformazione principali o alla trasformazione di prodotti dell’acquacoltura biologica; portino a prodotti, processi e sistemi di gestione e di organizzazione nuovi o migliorati».

«Questi due bandi – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo – sono di fondamentale importanza in quanto offrono un aiuto concreto alle imprese ittiche calabresi che si occupano di trasformazione, al fine di migliorare la propria competitività, innovando sia le strutture che i processi di gestione e di produzione. La novità rispetto al passato è nella tipologia dei beneficiari, che ricomprende sia imprese grandi e strutturate, sia quelle più piccole. Realtà molto diffuse in Calabria, che sostengono tanti nuclei familiari e portano avanti tradizioni centenarie e che oggi più che mai, a causa della crisi dovuta alla pandemia, hanno bisogno di aiuto concreto». (rcz)

L’assessore Gallo: Per agricoltura i controlli avranno natura digitale

Per l’agricoltura, «i controlli avranno natura digitale» ha riferito l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, nel corso dell’incontro operativo tra Arcea e i Centri di Assistenza Agricola, dove sono stati definiti i nuovi modelli di relazioni e confronto.

Nel corso della riunione, a cura del commissario straordinario dell’Agenzia, Salvatore Siviglia, sono stati illustrati principi e obiettivi strategici sottesi alla nuova organizzazione dei controlli di secondo livello sulle attività delegate, alla luce di quanto richiesto dalla Commissione europea e dal Mipaaf allo scopo di rendere più efficiente il modello di gestione delle pratiche e, al tempo stesso, non gravare sull’operato degli sportelli territoriali dei Caa.

«Per conseguire questo risultato – ha spiegato Gallo – i controlli avranno natura digitale e, per quanto possibile, saranno effettuati da remoto, così da valorizzare il ruolo del Sistema informativo agricolo nazionale, quale collettore di documenti inerenti il fascicolo aziendale, utilizzando un sistema di condivisione documentale già sperimentato positivamente per alcune tipologie di verifiche in occasione della pandemia».

A questo, sottolinea Siviglia, si aggiungerà «una stagione di confronto e interlocuzione con i Caa, anche attraverso incontri tematici a cadenza bimestrale, al fine di consolidare il rapporto di collaborazione».

Quanto ai controlli di secondo livello, invece, Arcea ha assunto l’impegno di porre in essere, nel breve periodo, azioni finalizzate al completamento dei controlli connessi alla campagna 2019, all’estrazione del campione per i controlli connessi alla campagna 2020, alla richiesta ai Caa del graduale avvio del caricamento sul Sian dei documenti mancanti. (rcz)

FONDI UE, NUOVO SCIPPO ALLA CALABRIA
AGRICOLTURA RISCHIA DI PERDERE 30 MLN

La Calabria rischia di perdere 30 milioni di euro per l’agricoltura. È l’allarme lanciato dal consigliere regionale della Lega, Pietro Molinaro, in merito all’idea, da parte delle Regioni del Nord, di appropriarsi di parte dei fondi europei destinati allo sviluppo agricolo delle regioni meridionali.

Una manovra «che va contrastata con determinazione», sopratutto perché, se va in porto, la perdita complessiva per le Regioni meridionale sarebbe di 409 milioni di euro creando, così, un danno non solo per la Calabria, ma anche per il Sud, «e anche per tutta la filiera agroalimentare italiana» ha spiegato ancora Molinaro, che ha presentato una mozione al Consiglio regionale della Calabria «affinché si dia pieno sostegno alla Giunta Regionale nell’affermare il diritto ad ottenere che le risorse europee per le annualità 2021 e 2022 siano ripartite, applicando i criteri degli anni precedenti. Nella mozione ho evidenziato che la conferma dei criteri di riparto garantirebbe alla Calabria quanto gli spetta, e darebbe un contributo all’interesse complessivo della filiera agroalimentare italiana».

«In tutte le analisi ed in tutti i documenti strategici italiani degli ultimi anni – ha spiegato Molinaro – si afferma che lo sviluppo dell’agricoltura italiana può avvenire solo al Sud, per l’ampia disponibilità di territori con vocazione agricola e di risorse umane qualificate. Potenziare l’agricoltura nelle regioni meridionali costituisce una grande risorsa per l’Italia intera, e per l’affermazione del cibo 100% Made in Italy. Se tutto questo è vero, non si possono sottrarre risorse al Sud. Chi non lo comprende è completamente miope e non può trovare l’avallo del Governo. Per questi motivo,  va rafforzata la richiesta al Governo di confermare i criteri di ripartizione degli anni precedenti. Non si tratta solo di difendere gli interessi localistici del Sud, ma la volontà di contribuire all’affermazione del Sistema Italia fondato sul cibo di alta qualità, derivato da prodotti agricoli italiani».

Di mantenere il metodo storico di riparto per il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale, ne ha anche parlato l’eurodeputata del Movimento 5 StelleLaura Ferrara, sottolineando che «i criteri di ripartizione delle risorse Feasr devono colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e quelle più povere e marginali».

La proposta mediatrice del ministro Stefano Patuanelli, infatti, non può soddisfare le esigenze di regioni storicamente in condizioni di svantaggio strutturale ed economico come, appunto, la Calabria e altre regioni del Sud e non solo. Bisogna ricercare criteri non solo oggettivi, ma soprattutto idonei a rispondere agli obiettivi generali dello sviluppo rurale, nel rispetto della logica del criterio storico seguita dalla Ue per ripartire il Fondo nel periodo 2021-2022».

«La proposta del ministro – ha spiegato la Ferrara – prevede l’introduzione nel 2021 di un 30% di questi nuovi criteri, definiti oggettivi e che comprendono ad esempio la produzione lorda vendibile, la superficie agricola utile, il numero di imprese, e il mantenimento del 70% dei parametri storici, e il ribaltamento delle percentuali nel 2022, con i criteri oggettivi a incidere per il 70% e i parametri storici per il restante 30%. L’adozione di questi nuovi criteri oggettivi non può avvenire senza un’analisi globale di tutte le risorse della Pac, senza un’adeguata rimodulazione, infatti si renderebbe ancora più ampio il divario tra regioni più sviluppate e meno sviluppate».

«Verrebbe meno, dunque – ha proseguito – l’obiettivo cardine dei fondi europei: sostenere e aiutare i territori economicamente più svantaggiati e non sottrarre risorse a vantaggio di Regioni che, storicamente, hanno standard soddisfacenti di produzione e commercializzazione».

E proprio in merito ai fondi europei per lo sviluppo rurale, gli assessori regionali di Calabria, Gianluca Gallo, Basilicata, Francesco Fanelli, Campania, Nicola Caputo, Puglia, Donato Pentassuglia, Sicilia, Toni Scilla e Umbria, Roberto Morroni hanno chiesto, al ministro Stefano Patuanelli nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama, a Roma, «un tavolo tecnico cui demandare la definizione della questione, entro 60 giorni, con l’individuazione di criteri coerenti allo spirito ed alle finalità del Psr. Se così sarà, noi ci saremo, forti della convinzione che anima la nostra battaglia». Quella di sempre: «Se cresce il Sud, cresce l’Italia».

Gli assessori, infatti, hanno richiamato alle proprie responsabilità Governo e Parlamento su una questione ritenuta essenziale: la ventilata revisione dei criteri di ripartizione, con lo stravolgimento dei parametri della storicità della spesa.

«Non siamo qui per alimentare guerre di campanile, o contrapposizioni tra schieramenti diversi», la precisazione del gruppo dei sei, composto da amministratori di varia estrazione in rappresentanza di Regioni diverse, che da sole rappresentano il 60% delle aree italiane interessate dal Psr. Del resto, le nostre posizioni hanno trovato conforto, nelle ultime settimane, anche nelle prese di posizione del Mef e della Commissione Europea, a dimostrazione della bontà di una linea oggettivamente sostenibile e nel giusto».

Nel mirino, l’atteggiamento del Mipaaf: «Da mesi – hanno ribadito gli assessori all’Agricoltura delle sei Regioni – siamo impegnati a ricercare un punto di equilibrio per garantire il raggiungimento di un accordo equo. Abbiamo, però, sempre trovato porte chiuse, specie dopo la decisione del ministero dell’Agricoltura di ignorare persino le indicazioni della Commissione europea, per sostenere invece scelte che non tengono in alcun conto un’analisi globale della totalità dei fondi Pac – I e II pilastro – destinati ai territori, ignorando non solo le tematiche legate alla quota di confinanziamento, ma anche che il Regolamento Ue 2020/2220 ha prorogato per il 2021 ed il 2022 non solo i programmi di sviluppo rurale, ma anche l’attuale regime dei pagamenti del I pilastro della Pac».

Nonostante ciò, hanno, tuttavia, sottolineato Fanelli, Gallo, Caputo, Pentassuglia, Scilla e Morroni, «con senso di responsabilità non ci sottraiamo al dialogo: ringraziamo i parlamentari che stanno sostenendo la nostra iniziativa e ribadiamo d’essere pronti ragionare su nuovi meccanismi a partire dal 2023. Sia chiaro, però, che non accetteremo mai colpi di mano tesi a cancellare la fase transitoria del biennio 2021-2022: ciò si tradurrebbe in una penalizzazione mortificante per regioni già svantaggiate che, paradossalmente, sarebbero private proprio dei fondi destinati a garantire il riequilibrio strutturale, a tutto vantaggio di zone già di per sé meglio attrezzate». (rrm)

Al via confronto su Psr 2021-2022 e piano strategico nazionale 2023-2027 per l’agricoltura calabrese

Si è concluso il primo webinar dedicato alle strategie per la programmazione del Psr Calabria nel biennio 2021-2022 e degli obiettivi del Piano strategico nazionale 2023-2027, promosso dall’Autorità di Gestione del Programma di sviluppo rurale per l’agricoltura calabrese.

All’incontro erano presenti l’assessore all’Agricoltura e alle risorse agroalimentari, Gianluca Gallo, e l’Adg del Psr, Giacomo Giovinazzo. Con loro, in collegamento da remoto, i rappresentanti delle organizzazioni di categoria agricole, degli ordini professionali e dei Gruppi di azione locale.

«L’agricoltura calabrese del futuro – ha esordito Gallo in apertura – dovrà basarsi necessariamente sulla settorializzazione del Psr, con l’emanazione di bandi destinati a investimenti sulle singole filiere, che siano snelli e garantiscano risposte rapide ed efficaci da parte della burocrazia regionale».

«Tra le filiere da valorizzare, ad oggi trascurate – ha spiegato ancora Gallo –, ci sono quelle della frutta a guscio, delle drupacee, della frutta tropicale, del fico, dell’apicoltura, così come i settori dell’agriturismo, delle vendite dirette, del risparmio idrico e dell’ingegneria naturalistica». In evidenza anche il ruolo dell’olivicoltura, per la quale Gallo ha annunciato «un bando specifico del Psr».

«Per investire su questi settori – ha precisato – sono necessarie le risorse della nuova programmazione biennale, insieme a quella della Next generation, che dovranno essere impegnate in bandi specifici ma anche nello scorrimento di graduatorie di bandi già in essere».

«L’assessore, a tal proposito – è scritto ancora –, ha aggiunto che le somme destinate agli investimenti non ancora iniziati alla data del 30 giugno verranno revocate per contribuire realmente allo sviluppo dei territori rurali calabresi, anche attraverso la modifica del “Pacchetto giovani”, per un reale ricambio generazionale e occupazionale».

Secondo Gallo, inoltre, «le parole chiave della prossima programmazione dovranno essere innovazione, formazione, cooperazione e promozione, da esplicitare nella redazione di un piano agricolo e di un piano forestale regionale, coinvolgendo l’Arsac e le università calabresi».

«Attraverso questi pilastri – ha sottolineato ancora – bisogna ricostruire l’immagine della Calabria. Bisogna puntare sui nostri marcatori identitari, come il biologico, sul quale dobbiamo continuare ad investire anche per aumentare le produzioni. I nostri prodotti dovranno avere una connotazione specifica ed essere caratterizzati dalla tracciabilità e dalla garanzia della sicurezza alimentare».

L’Adg Giovinazzo, inoltre, ha spiegato che «la Commissione europea ha disposto una proroga di due anni della durata dei Psr 2014/2020 e che il periodo di attuazione terminerà il 31 dicembre 2025».«Si tratta – ha continuato – di una programmazione atipica: per poter utilizzare i nuovi fondi bisognerà presentare una modifica del Psr corrente che inserisca le due annualità finanziarie aggiuntive. Tale modifica non è stata ancora presentata in quanto è in corso una discussione tra le Regioni in relazione alla divisione della quota comunitaria di cofinanziamento».

Secondo le direttive della Commissione europea, ha spiegato ancora l’Adg, «le risorse dovranno sostenere principalmente le misure legate alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, del benessere degli animali e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, obbligando gli Stati membri a dotarsi di schemi per il clima e l’ambiente (eco-schemi) che genereranno un pagamento annuale aggiuntivo per ettaro agli agricoltori impegnati a osservare pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente. Il 5% del contributo Feasr del Psr, inoltre, sarà destinato allo sviluppo locale, ai servizi di base, alla crescita dell’occupazione, all’inclusione sociale».Il confronto su questi temi proseguirà nei prossimi giorni con nuovi incontri e appuntamenti. (rcz)

Quasi 1 milione di euro per l’agricoltura sostenibile

È di quasi 1 milione di euro, la somma stanziata dalla Regione Calabria per l’agricoltura sostenibile.

Sono stati pubblicati, sul portale istituzionale www.calabriapsr.it, gli elenchi definitivi delle domande di sostegno finanziabili relativamente alla misura 16 “Cooperazione”, intervento 16.01.01, “Supporto alla costituzione e gestione dei Gruppi operativi Pei – Fase 1 settingup/avvio” e della “fase II Presentazione e realizzazione del Progetto innovativo”, in riferimento all’annualità 2017.

Lo scopo della costituzione dei Gruppi operativi è quello di riunire gli attori dell’innovazione quali agricoltori, proprietari o gestori di aree boschive, imprese, enti scientifici o di ricerca, gruppi ambientalisti, gruppi di interesse dei consumatori o altre organizzazioni non governative, intorno a progetti concreti che diano attuazione agli interventi della rete del Partenariato europeo per l’innovazione (Pei), in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

Dall’esito dell’istruttoria, le domande ammissibili della prima fase sono risultate essere dieci, per un importo di circa 120mila euro. Tra i progetti della seconda fase, invece, dodici saranno quelli finanziati. Nel dettaglio, per l’area tematica n. 1 “Incremento della produttività agricola e valorizzazione delle risorse” saranno finanziati tre progetti; altrettanti per l’area n. 2 “Innovazioni tecnologiche di prodotto e processo delle filiere”; uno per l’area n. 3 “Innovazioni gestionali delle filiere” un progetto; due per l’area n. 4 “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio forestale e paesaggistico calabrese” e uno per l’area n. 5 “Tutela genetica della biodiversità Calabrese e servizi eco sistemici per la valorizzazione acqua e suolo”.

«La cooperazione finalizzata alla ricerca scientifica ed all’innovazione tecnologica – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – è un aspetto fondamentale per rendere l’agricoltura calabrese realmente moderna e competitiva. Investiremo infatti risorse importanti per sostenere iniziative finalizzate ad assicurare la giusta redditività alle imprese, al tempo stesso tutelando l’ambiente e promuovendo la sostenibilità». (rcz)

Dalla Regione 72 milioni di euro per la tutela della biodiversità

Sono 72 milioni di euro, la somma stanziata dalla Regione Calabria per la tutela della biodiversità.

Sul portale della Regione, infatti, sono stati pubblicati, nella sezione del dipartimento Agricoltura, oltre che sul sito internet www.calabriapsr.it, gli avvisi per la presentazione delle domande di riconferma – per l’annualità 2021 – relative alla misura 11 del Psr Calabria 2014/2020, “Agricoltura biologica”, ed alla misura 10, “Pagamenti agro-climatico-ambientali”.

Nello specifico, in riferimento alla misura 11, l’avviso riguarda sia il bando emanato nel 2016 (consentendo quindi la presentazione delle istanze per il sostegno della sesta annualità degli interventi 11.1.1, “Pagamenti per l’introduzione di metodi e pratiche biologiche”, e 11.2.1, “Pagamenti per il mantenimento di metodi e pratiche di produzione biologica”), sia quello del 2020 (seconda annualità dell’intervento 11.2.1). Rispetto alla misura 10, invece, il bando di riconferma concerne la sesta annualità degli interventi 10.1.1 “Produzione integrata”, 10.1.2 “Colture permanenti in area ad elevata vulnerabilità ambientale”, 10.1.3 “Preservazione della biodiversità: colture a perdere”, 10.1.5 “Difesa del suolo ed incremento sostanza organica”, 10.1.7 “Preservazione della biodiversità: Bergamotto” e 10.1.8 “Salvaguardia delle razze animali autoctone minacciate di abbandono e presenti sul territorio regionale”; la terza annualità dell’intervento 10.1.8; la quarta annualità dell’intervento 10.1.9”.

«In totale – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – metteremo a disposizione degli agricoltori calabresi 72 milioni, in attesa di eventuali risorse aggiuntive provenienti dal Fondo di transizione. Si tratta di somme ingenti, che dimostrano come la Regione continui con convinzione a promuovere l’introduzione e il mantenimento di pratiche di coltivazione rispettose dell’ambiente e della salute umana, del suolo e dei territori, della preziosa biodiversità vegetale e animale».

La dotazione finanziaria complessiva per le domande della misura 11 – annualità 2021 – è pari a 48 milioni di euro, per un totale, fin qui, di oltre 290 milioni di euro che la Regione ha deciso di destinare al sostegno dell’agricoltura. Per quanto riguarda la misura 10, invece, ammontano a 24 milioni le risorse destinate all’annualità 2021, a fronte dei 103 milioni complessivamente stanziati a partire dal 2016.

e domande di aiuto relative a entrambi gli avvisi dovranno essere presentate attraverso il portale Sian entro il 17 maggio 2021, oppure comunque entro l’11 giugno, in tal caso con decurtazione dell’1% dell’aiuto spettante, per ogni giorno lavorativo di ritardo. (rcz)

Vertice tra la Regione e i Comuni della Piana di Gioia Tauro per problematiche dell’agricoltura

Si è svolto, in Cittadella regionale, un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il direttore generale del Dipartimento, Giacomo Giovinazzo, e una delegazione dei Comuni della Piana di Gioia Tauro, per esporre ai vertici le difficoltà in cui versano gli agricoltori e imprenditori del luogo. 

Presenti l’assessore Rocco Agostino del comune di Maropati, l’assessore Fortunata Calì, del comune di Serrata, il presidente del Consiglio del comune di Seminara, Antonio Savo e il sindaco Carmelo Arfuso.

Nel corso dell’incontro, promosso dall’assessore all’Agricoltura di Taurianova, Simona Monteleone, è stato affrontato dalla rinascita del settore agrumicolo e olivicolo alla questione dei cinghiali e dei relativi danni che continuano a provocare, che riguardano la maggior parte dei paesi della Piana.

Le diverse tematiche sono state positivamente accolte dai Referenti, che hanno dimostrato massima sensibilità nei confronti dei problemi esposti, proponendo di organizzare anche degli incontri con i diretti interessati al fine di cucire su misura gli interventi che si andranno a fare sulle problematiche esposte. (rrc)

TAURIANOVA (RC) – Gli Amministratori della Piana insieme per rilancio dell’agricoltura

Rilanciare l’agricoltura calabrese con gli Amministratori della Piana. È stato questo il focus del primo incontro che si è svolto a Taurianova, su invito dell’assessore all’Agricoltura, Simona Monteleone e del sindaco Rocco Biasi.

Presenti, all’incontro, sindaci e amministratori della Piana, congiuntamente alla presenza del dott. Alfredo Iatì, di fondamentale importanza per esporre dei progetti innovativi sul settore agrumicolo.

Diversi gli argomenti trattati: dalla questione delle gelate attuali e primaverili, alla volontà di far ripartire il settore agrumicolo-olivicolo della Piana, dando quindi priorità ad arance, clementine, limoni nonché all’olio di oliva, specialità della nostra terra. 

Uno dei punti all’ordine del giorno, e di fondamentale importanza, è stata la volontà delle amministrazioni della Piana di voler coinvolgere i produttori-imprenditori per la costituzione di un Consorzio. 

Successivamente alle diverse idee proposte, di comune accordo, si è deciso di fissare un ulteriore incontro per delineare le linee guida del progetto, avendo l’obiettivo comune di rilanciare un settore come l’agricoltura considerato l’industria del futuro. L’attenzione è rivolta ai giovani agricoltori, al come far ritornare il comparto agricolo un obiettivo professionale, le nostre produzioni d’eccellenza devono rinascere, siamo di fronte ad un momento di svolta che deve unire, tutto un intero territorio. (rrc)