“Il Custode delle parole” di Gioacchino Criaco incontra i lettori: i prossimi appuntamenti in Calabria

La lingua madre come identità, cultura, unione e narrazione: Il custode delle parole (Feltrinelli) di Gioacchino Criaco continua il suo percorso di successo in un fitto programma di incontri con i lettori.

“Il custode delle parole” narra una storia antica e moderna, che intreccia passato e presente attraverso il valore eterno delle parole: la montagna e la difesa dell’ambiente, il lavoro precario, l’uguaglianza sociale negata, l’amore, la multiculturalità. I protagonisti si muovano in un contesto di quotidianità semplice, di diffusa identificazione, e per questo più significativa, portatrice di tante storie che danno vita alla grande storia di un popolo.

Gioacchino Criaco sarà: domani, 26 maggio, alle ore 19.00, a Taurianova Legge; 27 maggio, ore 17.00, alla Scuola superiore per mediatori linguistici di Catona; 28 maggio, ore 17.00, con Domenico Forgione e Mimmo Gangemi, nell’Aula comunale di S. Eufemia d’Aspromonte per Primavera di libri; 30 maggio, a Tropea, incontro promosso dalla Fondazione Carical; 1 giugno, ore 19.00, Mondadori Point di Palmi, incontro promosso da Kiwanis Club; 5 giugno, ore 19.00, al Circolo Polimeni, con il Rhegium Julii; 16 giugno, ore 17.00, al Circolo Cittadino di Catanzaro, per un incontro su “Emergenze sanitarie e sociali per i minori nel Terzo Millenio”.

Il 10 giugno, appuntamento a Termoli, in Molise, insieme a Marco Ciriello, per un incontro organizzato dall’associazione “Sopralerighe”. (rrc)

Un ponte tra la Calabria e la Spagna con l’evento “El gran dìa de la amistad Reggio-España”

Si è creato un ponte tra la Calabria e la Spagna, con l’iniziativa internazionale El gran dìa de la amistad Reggio-España, svoltosi a Palazzo Alvaro di Reggio Calabria e promossa dall’Associazione Culturale Calabria-Spagna.

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace, è intervenuto alla conferenza “Il massacro dei Valdesi a Guardia Piemontese ad opera della Controriforma spagnola”, incentrato sulla relazione del professor Martín Ibarra Pérez, teologo e docente universitario. Fra gli ospiti, all’evento che si è svolto presso la sala “Perri” di Palazzo Alvaro, anche l’assessora alla Cultura del Comune di Reggio Calabria, Irene Calabrò, e, fra gli altri, le rappresentanze della prefettura di Reggio Calabria, della Chiesa Evangelica Battista di Reggio Calabria, dell’Istituto“Cervantes” di Napoli, dell’Università Nazionale F.T.U.E.B.E. di Alcobendas – Madrid e del Conservatorio di Musica “Cilea”.

Versace, nel ringraziare la presidente di “Calabria-Spagna”, Rosa Italia Fontana, ha sottolineato «l’impegno profuso, quotidianamente, dall’associazione che mette in campo iniziative complesse, frutto di un grande lavoro di sinergia e mediazione con il popolo spagnolo». «Questa vivacità culturale – ha aggiunto – condensata in una tre giorni ospitata a Palazzo Alvaro fra convegni, momenti di riflessione ed una mostra d’arte che ha messo in rete numerosi artisti locali, descrive appieno il valore dell’amicizia fra i popoli in un momento storico in cui c’è bisogno di lanciare messaggi di pace, cooperazione ed armonia».

Il sindaco facente funzioni ha, quindi, rivolto un pensiero all’intraprendenza dell’assessora comunale di Reggio, Irene Calabrò, «anima istituzionale e cuore pulsante di questa bella iniziativa che, con tanta passione, sta provando ad alzare il livello culturale cittadino, stimolando ognuno di noi a fare sempre meglio».

Proprio l’assessora Calabrò ha sottolineato ed apprezzato l’opera della presidente Fontana che «è riuscita a fare da collante fra le diverse realtà istituzionali della Calabria e quelle di Madrid».

«Il ruolo dell’associazionismo – ha aggiunto – è molto importante per la cittadinanza ed il merito che riconosciamo all’associazione Calabria-Spagna è proprio quello di saper fare da ammortizzatore tra le esigenze di un Ente locale e le realtà istituzionali estere».
Nel corso del suo intervento, l’assessora Calabrò ha ricordato il dinamismo di “Calabria-Spagna” che, durante tutto l’anno, «è rivolto ad animare i nostri beni culturali, in particolare la biblioteca “De Nava”, raccogliendo tanti soci che valorizzano le innumerevoli potenzialità del territorio».

«Questo rapporto – ha proseguito – si è costruito nel tempo, fondandosi su una fiducia reciproca che esprime il senso di una collaborazione proficua e testimonia l’importanza della sinergia fra istituzioni. Siamo davvero contenti di accogliere ospiti internazionali perché abbiamo la necessità che la città conquisti una ribalta anche fuori dai suoi confini naturali ed è stato un vero piacere condividere questa esperienza con gli artisti locali».

«L’associazione, dunque – ha concluso Calabrò – dimostra, ancora una volta, di saper parlare al territorio proiettandosi all’esterno. Un ringraziamento va, quindi, alla presidente Fontana per la serietà dimostrata nell’organizzazione di questa importante iniziativa. È uno sforzo che le istituzioni apprezzano». (rrc)

Le Bandiere blu baciano la Calabria: sono ben diciannove

di ARISTIDE BAVA – Anche quest’anno il Comune di Siderno ha conquistato la “Bandiera blu”. È la quarta volta consecutiva che la cittadina ionica si aggiudica l’ambito riconoscimento. In provincia di Reggio, unitamente a Siderno sono state insignite della bandiera blu anche Roccella Ionica e Caulonia. In Calabria le “Bandiere blu” sono state 19 ovvero Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana; in provincia di Cosenza; Cirò Marina, Melissa, Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone; Sellia Marina, Catanzaro, Soverato; in provincia di Catanzaro e Tropea in provincia di Vibio Valentia.

Catanzaro e Rocca Imperiale, rispetto allo scorso anno sono new entry. In una apposita nota la sindaca Maria Teresa Fragomeni ha espresso la sua soddisfazione: «Anche quest’anno, per la quarta volta consecutiva, la nostra città è tra le poche località che in Calabria ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per la qualità delle nostre spiagge e delle nostre acque. Siamo felicissimi perché, ancora una volta, si conferma il nostro impegno costante per la tutela del nostro territorio e dell’ambiente che ci circonda. Voglio, però, ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato a raggiungere questo importante traguardo che possiamo definire “di squadra”: gli uffici comunali, le associazioni ambientaliste e non, le autorità locali, i tanti cittadini che hanno mostrato sensibilità e rispetto per il nostro patrimonio. Confermare la Bandiera blu per noi è un grande orgoglio e vederla sventolare sul nostro lungomare ci spingerà a lavorare tutti i giorni per rendere Siderno ancora più bella, accessibile, sostenibile, rispettosa. Ancora una volta, grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato e congratulazioni a tutti gli altri Comuni che hanno ottenuto la bandiera blu! Viva Siderno, viva la Locride, viva la Calabria!».

Questa, per Siderno, è la quinta “Bandiera blu” (la prima era stata conquistata negli anni 2000 prima di queste tre consecutive). Il riconoscimento è certamente da stimolo per l’amministrazione comunale ma anche per gli imprenditori turistici che sono fortemente consapevoli dell’importanza di questo particolare vessillo soprattutto nel rapporto domanda/offerta con i tour operator italiani e stranieri. Ed è anche importante che nello spazio di una ventina di chilometri la bandiera blu sarà innalzata in tre comuni di un territorio molto spesso considerato “maglia nera”. La bandiera blu non è certo il toccasana per il territorio ma serve a stimolare coloro che ancora credono nelle possibilità di questa terra. Il riconoscimento, in ogni caso, si porta appresso una ulteriore spinta in termini turistici. Non solo per Siderno, ma per l’intero comprensorio della Locride. (ab)

La Calabria dell’enogastronomia si ritrova al Tuttofood di Milano

Calabria in prima fila a Tuttofood, la fiera punto di riferimento per le aziende di qualità della filiera del food and beverage inaugurata oggi. Fino all’11 maggio prossimo, nei padiglioni dell’area fieristica di Milano-Rho, attesi circa 2.000 espositori ed oltre 700 buyer provenienti da tutto il mondo. Grande spazio sarà riservato allo stand Calabria Straordinaria, con 68 aziende calabresi pronte a presentare e raccontare al meglio le proprie eccellenze e, soprattutto, le pregiate produzioni Igp e Dop di una regione che, in termini di percentuale di superficie agricola utilizzata, pari a circa il 37%, è la più bio d’Italia e la terza in Europa.

«Le produzioni agroalimentari di qualità calabresi – osserva l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – sono essenziali anche per offrire, attraverso il loro legame sempre più stretto col territorio, un’immagine nuova e diversa della nostra terra, basata su una concretezza fatta di identità, storia, tradizioni, cultura. Inoltre, esse rappresentano anche modello, uno degli esempi di come si possano perseguire, al contempo, competitività e sostenibilità, favorendo una riconfigurazione dei sistemi produttivi e dando maggiore potere negoziale agli agricoltori, agli artigiani ed ai gruppi rurali».

«È da queste premesse – aggiunge Gallo – che nasce il concetto di valorizzazione che la Regione intende portare avanti, legando agroalimentare e territorio. Su impulso del presidente Occhiuto e con l’intera giunta regionale siamo attivamente impegnati su questo fronte. Una sfida importante, che intendiamo raccogliere e vincere».

Se ne riparlerà alla Tuttofood 2023, nel segno della sostenibilità e dell’impatto ambientale, cui saranno riservate diverse iniziative ricollegate anche ai temi della lotta allo spreco alimentare ed al Green Trail, un percorso identificato da una comunicazione dedicata alla scoperta di prodotti green e a km zero. Il tutto all’interno di 14 aree ispirate ai sapori genuini della cucina italiana, tra le quali spiccano il TuttoFrozen (gelato, pasticceria, prodotti ittici), il TuttoGrocery (farine, conserve, sottaceti, prodotti sostitutivi del pane, mostarde, riso), ed ancora il TuttoMeat (carne, selvaggina, frattaglie e salumi) e il TuttoDairy (formaggi a pasta dura, molle, erborinata, filata, vegetali, creme spalmabili, burro, latte, panna, ricotta, yogurt). (rcz)

La Repubblica del Kosovo e la Fondazione degli Arbëreshë di Calabria pronti ad avviare processi reciproci di sviluppo economico e culturale

Ernesto Madeo, commissario della Fondazione “Istituto Regionale Comunità Arbereshe di Calabria e sindaco di San Demetrio Corone, ha annunciato l’avvio di una serie di iniziative e relazioni di carattere socio-economico e di scambio turistico-culturale tra la Repubblica del Kosovo e la nostra regione.

«La visita istituzionale del Presidente del Kosovo e gli incontri che ha tenuto con le nostre istituzioni e alcune comunità arbëreshë di Calabria – ha dichiarato il Commissario Madeo – non manifesta solo un forte interesse istituzionale o storico da parte delle massime autorità di questa giovane Repubblica verso l’Italia, in generale, e la Calabria, in particolare, ma è testimonianza viva di un rapporto saldo tra  due popoli e di una volontà di crescita comune che ci porterà all’avvio di reciproci processi di sviluppo».

Nel corso della visita istituzionale tenuta a San Demetrio Corone, alla presenza anche dell’Ambasciatrice del Kosovo in Italia, Lendita Haxhitasim, la Presidente ha tenuto a ribadire al Sindaco Madeo l’importanza che riveste l’azione culturale che entrambe le parti devono produrre per dare slancio e concretezza al rafforzamento delle relazioni tra i due paesi, soprattutto se si considera che molti giovani kosovari hanno vissuto in Calabria studiando presso gli atenei calabresi, tra questi proprio l’ambasciatrice Haxhitasim che dall’Università della Calabria ha avviato il suo percorso di formazione e crescita professionale per la carriera diplomatica.

Nella sua tappa sandemetrese la Presidente Osmani ha potuto così apprezzare dal vivo la cittadina ritenuta la capitale culturaledelle comunità arbëreshë d’Italia, lo ha fatto visitando prima la struttura del Collegio di Sant’Adriano, storico simbolo di cultura ove si è formata l’intellighenzia arbëreshë, spostandosi poi a Macchia Albanese, luogo natio e fonte di colta ispirazione del sommo poeta arbëresh e padre della letteratura albanese moderna, Girolamo De Rada.

«Concordo pienamente – ha detto Madeo – con il pensiero del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e con l’operato dell’Assessore regionale alle minoranze linguistiche, Gianluca Gallo, sulla possibilità di costruire con la Repubblica del Kosovo e con tutta la regione balcanica nuovi ambiti di sviluppo in termine di relazioni economiche e di rapporti commerciali tra imprese, soprattutto in ambito turistico e produttivo».

«La Calabria – ha sottolineato il Commissario Madeo alla Presidente Osmani –, essendo la regione che da sola conta più comunità arbëreshë di tutte le altre regioni italiane, si candida a diventare un’autorevole protagonista di quel ponte che l’Europa mediterranea deve costruire insieme all’intera area dei Balcani. E la comunità arbëreshë farà ancora una volta la sua parte in tal senso, ad iniziare dalla fattiva presenza dell’Arberia di Calabria in due importanti appuntamenti che ha promosso l’Ambasciata del Kosovo nei prossimi mesi di maggio e ottobre». (rrm)

Un weekend per eliminare la plastica con 21 tappe in Calabria

Oltre 25mila volontari in campo con l’ambizioso obiettivo di rimuovere 500 tonnellate di plastica e rifiuti dispersi nell’ambiente. Una mobilitazione di massa per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sul grave problema dell’inquinamento legato all’abbandono di rifiuti nell’ambiente. È stato presentato a Palazzo Madama, il programma nazionale degli eventi previsti per il weekend del 22-23 aprile pianificati da Plastic free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, per celebrare la “Giornata mondiale della Terra”.

Oltre 300 appuntamenti di pulizia e preservazione dell’ambiente, in contemporanea in tutto il Paese di cui 21 in Calabria, per un weekend interamente dedicato al nostro pianeta che vedrà coinvolte anche dieci università italiane. L’iniziativa ha il supporto di Mini, partner che ne sposa i valori legati alla sostenibilità e all’attenzione dell’ambiente. Il weekend dedicato alla Terra avrà un’ulteriore finalità benefica con la piantumazione di alberi grazie alla collaborazione con il media partner Treedom, il primo sito al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguire la storia del progetto agroforestale a cui darà vita.

“L’interesse del Governo sul tema della dispersione dei rifiuti è elevato e l’aver dedicato un ministero al mare, dove tutto inevitabilmente confluisce, ne è la riprova. Le Istituzioni, però, non devono lasciare sole le associazioni negli sforzi che lodevolmente compiono ma che non possono essere risolutivi della problematica. – ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, il quale ha tenuto a battesimo l’iniziativa a Palazzo Madama – È necessario intervenire sulle normative per aggiornarle, accompagnando i cittadini nei cambiamenti delle modalità di consumi. Interventi che si rende necessari attuare a livello globale per far sì di compiere davvero un cambiamento efficace”.

“L’amore per la propria terra passa attraverso gesti concreti come quello di ripulire l’ambiente dalla plastica e dai rifiuti dispersi o di piantumare nuovi alberi per donare ossigeno al Pianeta – ha dichiarato Luca De Gaetano, presidente di Plastic free onlus – Grazie alla determinazione dei nostri volontari, il 22-23 aprile saremo in centinaia di appuntamenti in contemporanea in tutta Italia, da nord a sud, per sensibilizzare i nostri concittadini alle gravi conseguenze che l’abbandono di plastica e rifiuti provoca quotidianamente nelle nostre vite, magari senza accorgercene. Un impegno e una attenzione costante oggi, ci permetteranno di avere un Pianeta domani”.

“Big love for the planet è per Mini il manifesto per il futuro – aggiunge Federica Manzoni, head of Mini Italia – che si traduce nel desiderio di un mondo più pulito e sostenibile già nel presente. Dall’approvvigionamento al prodotto finale, MINI è impegnata nel percorso per ridurre la Co2 nei processi produttivi e diventare un brand totalmente elettrico entro il 2030. Abbiamo scelto di scendere in campo insieme a Plastic Free per salvaguardare il pianeta e di coinvolgere tutta la Community MINI attraverso i nostri partner sul territorio, per condividere l’attenzione al tema della sostenibilità e trasferire questi valori in un impegno concreto sul territorio.”

“La nostra missione a Treedom è quella di prenderci cura del nostro Pianeta ogni giorno, e aiutare chiunque voglia fare lo stesso ma non sa da dove iniziare. Plastic Free risponde allo stesso bisogno con le sue iniziative di raccolta plastica, ed è per questo che siamo estremamente orgogliosi di essere Media Partner di quest’anno. – dichiara Federico Garcea, ceo & founder di Treedom – Insieme, possiamo amplificare il nostro impegno e collaborare per raggiungere l’obiettivo di un mondo più pulito e sostenibile per tutti”.

L’iniziativa raccoglie l’adesione ufficiale ed attiva di ben dieci università italiane: Università degli Studi di Pavia; Lumsa Roma con sedi anche a Palermo e Taranto; Unical Università della Calabria di Rende (Cs); Università degli studi di Urbino – Carlo Bo; Unint Università degli studi internazionali di Roma; Università degli studi “Gabriele D’Annunzio” di Chieti/Pescara; Università degli studi di Bari – Aldo Moro; Università del Salento con sede a Lecce; Unipo Università del Piemonte orientale; Istituto universitario salesiano di Torino dell’Università pontificia salesiana. (rcz)

Il presidente Occhiuto: Grazie a progetto Ponte sullo Stretto ottenuti 3 miliardi per la Statale 106

«Grazie al progetto Ponte ho ottenuto dal governo 3 miliardi di euro nella legge di bilancio per la strada statale Jonica 106». È quanto ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo a Start su Skytg24.

«Ho chiesto al ministro Salvini altre risorse per rifare alcuni tratti dell’autostrada perché, è evidente – ha detto – che il Ponte serve a poco se non saranno realizzate le opere complementari per raggiungerlo».

«Negli ultimi mesi sento, giustamente – ha detto – parlare del Mezzogiorno come hub energetico ed economico sul Mediterraneo. Noi stiamo comprando l’energia dal Mediterraneo e ci confronteremo con Paesi che hanno tassi di incremento del Pil sensibilmente superiori a quelli europei. In questo contesto la Calabria e la Sicilia possono essere davvero l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo. Il Ponte sarà anche un attrattore di altri investimenti infrastrutturali.
Si ribadisce sempre che in Calabria e in Sicilia manca l’alta velocità, le ferrovie e, in alcuni casi, mancano persino le strade. Ma mancano, e il Ponte finora non c’è stato. Il Ponte sarà un attrattore anche per queste infrastrutture».

«Quando si doveva fare l’autostrada del Sole ci si lamentava che al Sud non c’erano neanche le strade; poi è stata fatta l’autostrada e in seguito furono realizzate anche le strade» ha ricordato Occhiuto.

Il Governatore, poi, ha parlato dell’emigrazione intellettuale e dei laureati in particolare, «un problema gravissimo per la Calabria, perché è la prima ragione di impoverimento della mia Regione» che «non si contrasta col salario minimo».

«Un giovane che si laurea, che magari fa un master – ha spiegato – non ha come obiettivo il salario minimo, ma quello di lavorare in un contesto che gli offra delle opportunità. Per cui il modo migliore per arginare questo fenomeno non è quello di fare un decreto o una legge su questa misura, ma piuttosto di creare opportunità sul territorio e fare in modo che la scelta di rimanere nella propria Regione e di non andare via, sia una scelta libera».

«Oggi non è così – ha proseguito – andare via per i giovani calabresi è talvolta una scelta obbligata. Io so che non è un problema che si risolve in qualche mese di governo regionale, ma soltanto creando delle opportunità e credo che la Calabria queste opportunità le possa offrire».

«È un processo complesso, certo, che necessita anche di investimenti sullo sviluppo e soprattutto nei servizi essenziali – ha sottolineato –. Si sceglie di vivere in una Regione se c’è una sanità di qualità, se tutti i servizi sono di qualità. Il mio sforzo è quello di fare diventare la Calabria una Regione normale, ma anche di grandi opportunità per i giovani affinché possano rimanerci».

Sul tema dell’immigrazione, invece, Occhiuto ha ribadito che la Calabria «si è dimostrata un esempio per l’Italia».

«Io sono molto orgoglioso di governare una Regione che ha mostrato, attraverso i suoi abitanti – ha proseguito – grande solidarietà in occasione della tragedia di Cutro. E ho anche detto più volte che questa solidarietà l’ha dimostrata in silenzio anche nei mesi passati quando la Calabria ha accolto solo nel 2022 oltre 18mila migranti».

«Per cui, sono molto orgoglioso del senso di solidarietà della mia Regione – ha aggiunto –. Una Regione che ha patito la piaga dell’emigrazione nei decenni passati, che sa cosa vuol dire distaccarsi dalla propria terra. Sono d’accordo col ministro degli Esteri tedesco, credo che salvare le persone in mare sia un obbligo, ma credo che l’Europa non possa solo limitarsi a missioni di polizia come Frontex, ma debba pensare a realizzare delle missioni di soccorso che non si esauriscano solo nel salvataggio, ma che si occupino nell’immediato anche delle ricollocazioni dei migranti in Europa».

«Io governo una Regione – ha ricordato – che rischia di essere travolta dai flussi migratori, perché i dati ci dicono che nei prossimi anni cresceranno in maniera esponenziale, per cui ritengo che sarebbe il caso di iniziare a pensare come trasformare una crisi potenziale in un fattore di sviluppo per il territorio».

«Mi riferisco al fatto – ha concluso – che se noi riuscissimo a catalizzare una migrazione da domanda, vale a dire, una migrazione di persone che in Italia potrebbero svolgere quei lavori che molti non fanno, questo sarebbe un modo per creare un percorso di emancipazione per quelli che vogliono venire nel nostro Paese e un modo per dare quella manodopera alle imprese che in alcune mansioni non riescono più a reperire». (rrm)

TERRA DI CIVILTÀ MILLENARIE E CULTURA
MA IN CALABRIA SI LEGGE TROPPO POCO

di VITO SORRENTI – Di recente ho letto che la nostra Regione può vantare, fra gli altri, due non invidiabili primati nazionali, ossia il numero più alto di analfabeti e il numero più basso di lettori. Infatti, secondo i dati Istat, la Calabria vanta, insieme alla Basilicata, il numero più alto di analfabeti (di fatto e funzionali) e, in pari tempo, si piazza all’ultimo posto nella classifica delle Regioni col 23,9% di lettori che ha letto in un anno almeno un libro, laddove la media nazionale e del 41,4%. 

In ambito regionale la maglia nera se l’aggiudica la Sibaritide che risulta essere il comprensorio più povero di libri di tutta la penisola, infatti soltanto il 16,4% delle abitazioni insistenti sul suo territorio possiede da 1 a 10 libri.

Questi dati dovrebbero allarmarci e farci riflettere perché dalla loro lettura possiamo legittimamente supporre che i calabresi non sono interessati ad arricchire il loro bagaglio culturale e, di conseguenza, non sono interessati a conoscere il loro passato. Un passato, peraltro, non rintracciabile neanche nei testi usati per formare le nuove generazioni, data la parziale e, a volte, totale rimozione dai libri scolastici, della nostra storia, della nostra letteratura, della nostra arte e di tutto ciò che può rendere un cittadino orgoglioso della terra che gli ha dato i natali. Se a ciò aggiungiamo che le generazioni nate nell’immediato dopoguerra sono diventate vecchie leggendo o ascoltando le informazioni diffuse prevalentemente dai mass media, (radio, televisioni, giornali ecc.), i quali non hanno fatto altro che diffondere prevalentemente le notizie relative agli aspetti più retrivi, più negativi e più infamanti della nostra terra e delle nostre comunità, abbiamo il quadro completo della situazione in cui la maggioranza dei calabresi si forma, s’informa e, di conseguenza, si rapporta con i connazionali.

Un quadro, questo, che non mette mai in rilievo i dati positivi e storici e gli aspetti naturalistici affascinanti e unici  che la nostra terra possiede, col risultato che invece di ingenerare in ognuno di noi un fisiologico e misurato orgoglio per il fatto di  appartenere ad una terra che fu culla di civiltà e di pensiero, ci infonde un senso di vergogna per essere figli di una terra a cui vengono attribuiti tutti i primati negativi e che nell’immaginario collettivo, che gli stessi mass media hanno contribuito a formare, appare come una terra persa o, per usare le parole utilizzate qualche anno fa da Corrado Augias in una trasmissione televisiva, come «una terra perduta e irrecuperabile»; Peraltro, le parole di Augias, che hanno il sapore di una sentenza inappellabile, sono  condivise da molti calabresi, tant’è che siamo proprio noi i critici più feroci e più pronti a manifestare la nostra insoddisfazione per lo stato in cui versa e per le carenze o inefficienze dei servizi essenziali e delle cose necessarie per soddisfare i bisogni primari.

Da quanto fin qui detto, appare chiaro che questo stato di cose, oltre a danneggiare fortemente l’immagine della nostra terra, la penalizza ulteriormente sotto molti aspetti, in primis sotto l’aspetto economico, in quanto una terra ad alta vocazione turistica, che viene vista e percepita come un crogiuolo di negatività, non invoglia i potenziali turisti a venire da noi per trascorrere le loro vacanze nelle nostre località marine e montane e neanche a programmare dei soggiorni per godere dei nostri tesori artistici, storici, culturali ecc. ecc.

E quindi necessario, se si vuole dare un’immagine diversa e più veritiera della nostra terra, invertire la rotta. E per farlo urge il contributo di tutti e soprattutto di coloro che dispongono della capacità e dei mezzi per formare e informare le nuove generazioni, non solo per far conoscere loro i grandi personaggi che hanno lasciato impronte importanti nei campi del sapere e del fare, della filosofia e della religione, della medicina e della letteratura, dell’arte e dei miti ecc. ecc., ma anche per informarli sui tesori che la nostra terra possiede, ossia sui nostri luoghi incontaminati e lussureggianti che inebriano i sensi coi loro colori, i loro odori, i loro sapori e i loro panorami mozzafiato; sui nostri siti disseminati di miti, di riti e di ruderi antichi ove affondano le radici della civiltà magnogreca e ove sono ancora visibili i testimoni muti e i custodi sacri di antichi segreti; per non parlare poi dei nostri mari mitici e ricchi di fascino per via dei loro litorali pittoreschi, dei loro fondali cristallini, dei loro promontori vertiginosi, delle loro rive assolate e, con essi, i motivi per cui andare orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato e del nostro presente.

In altri termini, servono azioni utili per sviluppare, rafforzare ed accrescere in ognuno di noi il senso di appartenenza. E il senso di appartenenza si rafforza se si ha coscienza di essere figli di una terra che ha alle spalle millenni di storia, se si ha consapevolezza che le proprie radici affondano in una civiltà remota  (la civiltà magnogreca) se si sa che la punta estrema della nostra penisola, ossia la Calabria, ha dato il nome all’Italia e che nel corso dei secoli ha dato alla luce giganti come Flavio Magno Aurelio Cassiodoro,  Bruno da Longobucco, San Francesco di Paola, Gioacchino da Fiore, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella, Mattia Preti, Pasquale Galuppi, Guglielmo Pepe, Francesco Jerace, Renato Dulbecco, Corrado Alvaro, Francesco Cilea, Leonida Repaci, Gianni Versace e molti altri ancora. Uomini che hanno lasciato impronte importanti nei vari campi del fare e del sapere, uomini ricchi di umanità e di spiritualità che hanno contribuito a dissipare il buio che avvolgeva l’umanità del loro tempo, uomini che con le loro idee, il loro talento e la loro creatività hanno illuminato ed arricchito da ogni punto di vista il mondo occidentale. (vs)

 

Giornata di lutto regionale: La Calabria piange i migranti di Cutro

Se l’Europa c’è, batta un colpo. È inammissibile che, mentre la Calabria oggi piange e veste a lutto – abbassando a mezz’asta le proprie bandiere – per l’ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita tante, troppe persone, dall’Europa ci sia un silenzio assordante.

Un silenzio che fa quasi paura. L’indifferenza di fronte a decine e decine di morti. «Dov’è l’Europa», ha chiesto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a poche ore dalla tragedia. Una domanda che si è fatta tutta l’Italia.

Quello della migrazione è uno dei tanti problemi del nostro Paese ma, prendendo in prestito le parole di Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, «prima di essere un “problema” economico e sociale, è una questione di umanità».

Una questione che richiede una seria riflessione sul tema, e non i soliti slogan mascherati da promesse. Lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha rinunciato alla sua visita in Calabria in segno di lutto «perché di fronte a simili tragedie non si può far altro che fermarsi», ha evidenziato la necessità di una riflessione «sul dramma dell’immigrazione: l’Europa non lasci sola l’Italia e avvii un serio confronto per evitare il ripetersi di queste terribili tragedie».

E proprio a quell’Europa sorda che Occhiuto si rivolge: «Dov’è l’Europa che dovrebbe garantire sicurezza e legalità? Che fine hanno fatto le operazioni di dialogo con i Paesi d’origine dei migranti?».

«Tutte domande che, purtroppo, ad oggi non hanno alcuna risposta. E chi sta nei territori, a stretto contatto con la realtà di tutti i giorni, è costretto a gestire le emergenze e a piangere i morti», ha continuato Occhiuto, ricordando la Calabria sia sempre stata una regione solidale – solo nel 2022 sono stati accolti 18mila migranti «senza fare polemiche», ha evidenziato Occhiuto –, ma abbandonata a sé stessa.

Lo dimostrano i continui appelli che si sono susseguiti per tutto il 2022 da parte dei parlamentari e delle figure istituzionali calabresi, come Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria che, più e più volte, ha chiesto all’Europa «una strategia europea di contenimento degli arrivi dei migranti».

«Queste persone, adulti e minori – ha proseguito – con il loro carico di sofferenza, in fuga da carestie, povertà e guerre, segnalano un’emergenza umanitaria di grosse proporzioni, che pone ai territori d’approdo serie problematiche logistiche e sanitarie. Criticità che debbono indurre l’Europa a pervenire a un accordo-quadro sull’immigrazione». Era l’8 gennaio 2023. Quasi due mesi dopo, di nuovo l’appello: «l’Unione Europea e la comunità internazionale assumano finalmente la responsabilità di governare i flussi epocali di migranti, perché tragedie come quella davanti le coste crotonesi non abbiano più a ripetersi».

E lo stesso Mancuso, il giorno dopo la tragedia, si è recato a Crotone – insieme al sindaco Vincenzo Voce e il presidente della Provincia, Sergio Ferrari – al PalaMilone dove sono state allineate le bare delle vittime. Ma, prima della tappa a Crotone, il presidente del Consiglio regionale  ha incontrato il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, e il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, ai quali ha assicurato «la disponibilità del Consiglio a collaborare per ogni iniziativa volta a fronteggiare le problematiche del momento».

Agli amministratori locali e ai tanti soggetti che intervengono nelle azioni di aiuto, il presidente Mancuso ha detto: «Sono qui per esprimere i ringraziamenti più sinceri del  Consiglio regionale a Sindaci, Guardia costiera, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, al personale sanitario e della Protezione civile, ai volontari e a tutti i soccorritori che, prontamente, sono intervenuti per assicurare sostegno ai naufraghi dell’ennesima tragedia nel Mediterraneo che registra innumerevoli vittime tra adulti e minori».

«I migranti morti davanti le coste crotonesi, in fuga da persecuzioni – ha continuato – povertà e da aree colpite dal cambiamento climatico, impongono all’Europa e alla Comunità internazionale di andare oltre l’indignazione rituale e di assumersi, finalmente, la responsabilità di intervenire sulle cause che provocano l’esplosione epocale di migranti e di non lasciarli alla mercè dei trafficanti di esseri umani».

«Purtroppo – ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria – la tragedia di domenica ci dimostra che gli appelli alla responsabilità dell’Europa fin qui sono state grida nel deserto. La perdita di così tante vite umane è sconvolgente, ma adesso, vista anche la difficoltà oggettiva di garantire un’accoglienza dignitosa, sono urgenti provvedimenti ad horas, per evitare che una condizione così difficile, come segnalano molti sindaci calabresi, sfugga completamente di mano». 

«Gli arrivi sulle coste calabresi, stanno da tempo caricando sui Comuni e sui soggetti preposti ad occuparsene, una responsabilità che da soli, per le tante problematiche che un fenomeno così complesso presenta, non possono reggere – ha concluso –. È necessario che l’Europa si doti di una strategia di contenimento della fuga dalle aree svantaggiate e, al contempo, mirata ad assicurare sia un equo ricollocamento che risorse, personale e mezzi ai centri d’accoglienza subissati di problemi e non più in grado di garantire i diritti primari».

Occhiuto, intervenendo a Rtl 102.5, ha detto: «Siamo dispiaciuti del fatto che questa nuova rotta dell’immigrazione, tra la Turchia e la Calabria, sia stata poco raccontata nel corso degli anni, sia stata quasi considerata una rotta di serie B. E invece noi abbiamo visto sbarcare migliaia di migranti, nel crotonese, e soprattutto a Roccella Jonica».

«Questa è una rotta che si è consolidata nel corso degli ultimi anni tra l’indifferenza generale, persino le Ong non hanno presidiato questa rotta – ha spiegato –. La Turchia è un Paese che ha 5 milioni di profughi, e diventa difficile arginare gli imbarchi, soprattutto dopo il devastate terremoto di qualche settimana fa. Ma in questi anni si è parlato molto delle rotte provenienti dal Nord Africa, e la Calabria è interessata anche da questi flussi, ma quasi mai della rotta dalla Turchia. C’è stata una generale sottovalutazione, anche da parte dell’Europa».

«E questo deve essere motivo di riflessione per tutti: tragedie di questo tipo vanno evitate il giorno prima, non commentate il giorno dopo», ha chiosato il Governatore, ribadendo la necessità di strumenti e misure per il soccorso in mare.

«In Calabria – ha spiegato Occhiuto nel programma Agorà di Rai 3 – i migranti li vediamo sbarcare quotidianamente, e li soccorriamo, evitando di considerarli un problema. Tante volte si tratta di bambini e di donne che scappano da Paesi in guerra e che cercano una vita migliore. Le vittime di questa sciagura hanno pagato migliaia di euro per inseguire un sogno che, purtroppo, li ha condotti alla morte».

«L’imbarcazione – lo ha detto il ministro Piantedosi, che ringrazio per essere subito venuto in Calabria – è stata segnalata da Frontex intorno alle 22.30 di sabato sera – ha spiegato –. Era partita una motovedetta della Guardia di Finanza, ma è dovuta rientrare in porto a causa del mare forza 7, una condizione di oggettiva difficoltà».

«Questo, però – ha concluso – ci dice che vanno rafforzati gli strumenti e le misure per il soccorso dei migranti. Nel 2023 l’Europa e i Paesi coinvolti da questi fenomeni devono essere in grado di effettuare, in ogni condizione, salvataggi in mare».

Ma non basta più “arrabbiarsi” con l’Ue. Il consigliere regionale Francesco De Nisi ha ritenuto «irrimandabile il momento in cui il «Governo regionale – e soprattutto quello nazionale, intervengano con la dovuta fermezza nei confronti dell’Unione Europea, affinché quest’ultima, assumendosi le proprie responsabilità, non lasci più sola la Calabria e intervenga con mezzi e risorse adeguati ad impedire che tragedie di tali proporzioni si possano ripetere in futuro».

«Le persone – ha concluso De Nisi – che si trovano in mare in situazioni di emergenza vanno salvate a tutti i costi, ma la strage va fermata prima possibile con le adeguate iniziative a tutti i livelli istituzionali». (rrm)

 

Mascotte Olimpiadi 2026, gli ermellini di Taverna in finale: Votiamo tutti per la Calabria!

I fiori o gli ermellini saranno le nuove mascotte delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina? Ancora non si sa, ma sicuramente non può che inorgoglire che, tra i disegni finalisti, ci sia quello realizzato dall’Istituto Comprensivo di Taverna. Un risultato straordinario, che merita l’appoggio di tutta la Calabria, che può votare il disegno proposto dalla Scuola di Taverna.

La storia dei due ermellini – che sono fratelli – hanno conquistato i cuori degli italiani, superando le centinaia di proposte realizzate dagli studenti delle classi del primo ciclo di tutta Italia che hanno partecipato al concorso di idee “La scuola per le Mascotte di Milano Cortina 2026”.

L’iniziativa, lanciata dalla Fondazione Milano Cortina 2026 e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel giugno del 2021, ha coinvolto i docenti e gli studenti nella Road To The Games, incoraggiando la partecipazione dei più giovani nel segno dei valori Olimpici e Paralimpici. Sono circa 400 le domande di adesione e 1600 le idee progettuali ricevute, 681 sono poi le classi partecipanti e 82 gli istituti autori collettivi degli elaborati grafici. Una commissione di esperti ha contribuito all’individuazione delle coppie finaliste. La scelta passa ora alle persone che con il loro voto potranno dare il loro parere sulle proposte delle scuole.

Ma qual è la storia dei due ermellini dei ragazzi di Taverna?

È l’ora dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Conosciamo una coppia di gemelli supersportivi con un’idea fissa: gareggiare in tutte le discipline sportive dando il massimo in ogni prova perché le Olimpiadi e Paralimpiadi sono i Giochi di tutti e dunque ci sarà posto anche per due ermellini che non hanno niente da invidiare agli altri sportivi.

Tutti gli animali li hanno guardati prima con curiosità e divertimento ma quando hanno capito che quegli ermellini facevano sul serio il sostegno per loro è cresciuto sempre di più fino a diventare totale. Per questo grande obiettivo si sono allenati ogni giorno cimentandosi negli sport più disparati, usando tutti gli scenari e tutti gli strumenti che la natura italiana mette a disposizione.

Nel viaggio per arrivare ai Giochi avranno modo di mettere alla prova tutte le loro abilità per superare ostacoli e imprevisti dimostrando un carattere da veri campioni. Una volta arrivati a destinazione, i due si lasceranno coinvolgere dall’entusiasmo generale, unendosi agli atleti per scendere in campo, ma anche affiancandoli per incoraggiarli e dare buoni consigli, riuscendo a strappare un sorriso a tutti… questa per loro sarà la vittoria più grande.

A contendersi il titolo, i fiori disegnati dagli studenti dell’Istituto Comprensivo A.B. Sabin di Segrate (Milano).

La storia della stella alpina e del bucaneve inizia dalle montagne, un lungo cammino avventuroso verso la città che prende il via quando la stella alpina, sempre attenta a ciò che accade intorno a lei, si accorge del gran movimento di persone che sta animando le valli. Non si tratta dei soliti escursionisti o degli scalatori, che ha ormai imparato a conoscere bene, ma di atleti straordinari che hanno atteso anni per un grande evento di sport, le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali.

La stella alpina si lancia alla volta di quel mondo che finora aveva solo ammirato da lontano. Lungo il suo percorso finisce per fare nuovi incontri, come quello con un piccolo bucaneve, che spuntando da sotto la coltre gelata, aiuterà la stella alpina a ritrovare la strada smarrita.

Nel loro girovagare fatto di incontri, imprevisti, pasticci buffi e ostacoli da superare, la stella alpina e il bucaneve diventeranno un eccezionale esempio dei valori Olimpici e Paralimpici: due piccoli fiori che, mostrando una straordinaria resilienza, vinceranno sfide colossali per arrivare ai Giochi. Le discese e le scalate, il ghiaccio e la neve, la stanchezza, la distanza – nulla saprà tenerli lontani dal traguardo finale. Che i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 abbiano inizio!

Emozionata, la vicepresidente della Regione, Giusi Princi: «Io guardandoli e leggendo la storia dietro la loro immagine ho percepito senso di appartenenza ed entusiasmo; quello stesso entusiasmo che unisce tutti, da Sud a Nord, dalla Calabria fino a Cortina, segno di un’Italia che abbatte gli stereotipi che per troppo tempo ci hanno divisi. Unione e riscatto sono le parole chiave che mi ispirano i nostri due ermellini». (rrm)