È la giovane calabrese di Squillace, Claudia Messina, a vincere, a Casa Sanremo, i Grandi Festivals Italiani, il circuito nazionale dei Festival più importanti d’Italia.
La giovane, di 16 anni, ha potuto partecipare alla finale nazionale svoltasi grazie alla vittoria al Festival Una Voce per lo Jonio, e ha sbaragliato gli altri concorrenti.
Grande soddisfazione per Christian Cosentino, organizzatore e patron del Festival Una Voce per lo Jonio, e referente dei Grandi Festivals Italiani in Calabria: «un risultato, quella della nostra rappresentante, che ci inorgoglisce e gratifica per gli sforzi profusi, a dimostrazione del valore e dell’efficacia del lavoro svolto attraverso il Festival Una Voce per lo Jonio, un progetto musicale importante che negli anni ha fornito delle grosse opportunità ai talenti migliori». (rcs)
Con il Team Calabria, e con un menù top secret, ci sarà anche la Calabria ai Campionati della Cucina Italiana, in programma a Rimini dal 15 al 18 febbraio, nell’ambito del Salone fieristico internazionale “Beer e Food Attraction”.
Il Team è stato presentato alla stampa nella giornata di ieri all’IIS “Mancini-Tommasi” e, inoltre, sono state presentate le attività dell’Unione Regionale Cuochi Calabria 2020.
Il presidente, Carmelo Fabbricatore, ha dichiarato che «sarà un anno che ci vedrà protagonisti».
«Quest’anno – ha proseguito il presidente Fabbricatore – siamo riusciti a mettere in piedi un team composto da cuochi che provengono da tutta la Calabria».
Inoltre, è stato illustrato, in anteprima, il progetto nazionale di gemellaggi tra prodotti e cucine regionali con le ladies chef di Calabria e Sardegna, che si terrà a breve in due famose località turistiche della nostra regione.
La conferenza, che ha visto la partecipazione di Rocky Mazzaferro, team manager della sezione calabrese e presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Reggio Calabria, Maria Teresa Sposato, responsabile del progetto gemellaggio Lady Chef, e Graziella Cammalleri, dirigente scolastico dell’IIS “Mancini-Tommasi”, si è conclusa con la presentazione della giornata di alta formazione culinaria a cura dello chef Gianluca Tomasi, componente della Nazionale Italiana Cuochi. (zc)
Un’occasione, per la Regione Calabria, per promuovere, a livello internazionale, le proprie eccellenze e consolidare la propria presenza sui mercati internazionali, oltre che per confrontarsi sugli aspetti dell’innovazione e della sostenibilità idrica del settore dei prodotti freschi.
Ed è per questo che, fino a venerdì 7 febbraio, la Regione Calabria, attraverso il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, insieme a nove tra organizzazioni di produttori, società cooperative e Consorzi di tutela, rappresentative di tutto il territorio regionale, parteciperà alla 28esima edizione della Fruit Logistica di Berlino.
La kermesse, infatti, rappresenta un appuntamento imperdibile per gli operatori del settore ortofrutticolo internazionale, in quanto luogo di incontro di buyer, fornitori di profitti e servizi internazionali, che ogni anno si scambiano conoscenze sulle tendenze e sulle innovazioni del comparto, sui prodotti e sui servizi.
Al centro dell’attenzione, infatti, ci sarà il risparmio idrico che, per il comparto ortofrutticolo rappresenta la vera sfida sia per quanto riguarda l’ambiente che per i costi. A tal proposito il Dipartimento Agricoltura ha organizzato un ciclo di seminari informativi/ dimostrativi dal titolo L’ortofrutta calabrese: l’uso sostenibile delle risorse idriche, con l’obiettivo di informare gli operatori del settore sugli aspetti relativi alle tecniche innovative, ai metodi di irrigazione in uso, ai consumi idrici ed ai relativi costi, allo sviluppo dei prodotti e alla sostenibilità, alla riduzione dell’impatto ambientale, alla conoscenza dei mercati di riferimento e alle produzioni di qualità certificata.
Il progetto, finanziato dalla Misura 1- Sottomisura 1.2 del PSR Calabria 2014/2020 “Sostegno ad attività dimostrative ed azioni di informazione”, mira a puntare l’attenzione sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sull’utilizzo responsabile della risorsa acqua e la conservazione delle risorse ambientali ad essa correlate. (pa
In copertina, il ministro Bellanova in visita allo stand della Regione Calabria.
Tra i finalisti del Grandi Festivals italiani, in programma questa sera a Casa Sanremo, ci sono due calabresi: la giovane 19enne Claudia Messina, di Squillace, e il 17enne Tommaso Sabatino, cantautore di Corigliano Rossano.
I due devono la loro presenza all’importante kermesse grazie al festival Una voce per lo Ionio, il concorso per voci nuove ideato e diretto dal Maestro Christian Cosentino. Insieme a loro, altri 14 finalisti che saranno giudicati dal direttore artistico, il Maestro Vince Tempera III e dalla Commissione Artistica per le sezioni interpreti e inediti nuove proposte.
«I giovani artisti calabresi – ha dichiarato il Maestro Cosentino – si sono guadagnati questa importante passerella grazie al circuito dei Grandi Festivals italiani, di cui Una voce per lo Ionio fa parte, e avranno, ancora una volta, la possibilità di mettere in evidenza le proprie doti canore e artistiche su un palcoscenico importante, in una prestigiosa vetrina internazionale». (zc)
In copertina, i vincitori della 13esima edizione del Festival “Una voce per lo Ionio”
Con l’iniziativa IlTreno della Memoria, una delegazione dell’IIS “Guarasci-Calabretta” di Soverato, del Liceo Scientifico “Luigi Siciliani” e del Liceo Galluppi di Catanzaro, si sono recati ad Auschwitz.
La delegazione, accompagnata dai docenti Giovanni Bove, Bruno Furina, Concetta Gallelli, Massimo Iiritano e Maria Palazzo, ha fatto un lungo e faticoso viaggio che è stata un’opportunità unica per la condivisione di esperienze, sensibilità, punti di vista prima e durante la visita emotivamente assai impegnativa dei luoghi della deportazione e dello sterminio.
In particolare, i ragazzi si sono recati come “tappa intermedia” a Praga, dove hanno visitato il campo di Terezìn, noto per la commovente testimonianza dei tanti bambini e degli artisti lì rinchiusi, prima della deportazione nei campi di sterminio. Quindi, arrivati a Cracovia, hanno potuto conoscere, sempre condotti da guide sensibili e preparate, il quartiere ebraico e il ghetto di Cracovia, città popolata prima del 1939 da circa 70.000 ebrei, e la fabbrica di Schindler, sede di un museo interattivo particolarmente efficace. Infine, la giornata più dura è stata, senza dubbio, quella trascorsa tra Auschwitz e Birkenau, dove i ragazzi hanno potuto attraversare i luoghi della desolazione e del terrore, dove si tocca con mano e si avverte sulla pelle tutta la dismisura del male, la sua incomprensibile gratuità, i suoi eccessi impensabili.
«Quando il viaggio ci è stato proposto – si legge in una testimonianza di Maria Lucia, uno degli studenti che ha partecipato all’iniziativa del Treno della Memoria – non avevo ancora raggiunto la consapevolezza acquisita dopo aver affrontato le prime tappe di questo percorso.
Non mi riferisco alla consapevolezza dell’evento storico, perché tutti i libri di storia affrontano l’argomento, tutti i film riflettono l‘orrore di ciò che è stato e tutti noi abbiamo, dunque, la possibilità di possedere un’ampia conoscenza di questo tragico episodio.
Ma è solo visitando i luoghi in cui tutto è avvenuto, che realizzi concretamente ciò per cui, fino a quel momento, ti eri dispiaciuto e magari anche commosso, ma con una certa distanza.
Distanza infranta nel momento in cui ad un passo da te, hai le testimonianze di ciò che avevi solo potuto immaginare… Come potrebbe non far commuovere un disegno realizzato da un bambino innocente, che ritrae ciò che vive, una realtà della quale è succube e dalla quale non può sfuggire? O ancora, come potrebbe non smuovere nulla in te stesso, un luogo in cui ad una cifra immaginabile di gente è stata rubata la dignità?
Il Treno della memoria è stato un viaggio edificante, sia dal punto di vista della riflessione a livello personale sia dal punto di vista della socializzazione e del confronto con altra gente.
Un’esperienza dai mille risvolti, che difficilmente dimenticherò».
«Il Treno della Memoria – scrive Dafne – è stata un’esperienza che mi ha fatto molto riflettere. Riflettere sull’atrocità del genere umano, sulla cattiveria infinita degli uomini. Mi ha fatto capire che dobbiamo essere più tolleranti nei confronti dei “diversi” (che poi tanto diversi non sono), ma anche più intolleranti affinché questo orrore non possa ripetersi mai più. Più che un viaggio attraverso l’Europa, alla scoperta dei luoghi del genocidio più grande della storia, è stato un viaggio dentro me stessa: avverto che qualcosa sta cambiando, mi sento quasi “responsabile”, partecipante attiva di questa sorta di Resistenza contro ogni tipo di ghettizzazione rivolta indistintamente a tutti gli esseri umani perché, citando Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”».
«Ho provato a capire – scrive Domenico – cosa riuscivano a provare quelle povere persone in quel momento, da quando venivano deportati nei ghetti fino all’ultimo momento in cui sono stati deportati nei campi di concentramento e di sterminio».
«Visitare i campi di concentramento e di sterminio di Terezin, Auschwitz e Birkenau – scrive Antonio Giorgio – è stata un esperienza che i libri non ci raccontano, o che raccontano in parte tralasciando i fatti più crudeli che un uomo può fare ad un altro uomo, ma che io ho percepito attraverso gli occhi, e stando molto attento alle parole della guida che mi ha permesso di poter “immaginare” quello che hanno provato in questi luoghi le persone deportate». (mp)
La Nutella, da oggi, ha un ingrediente speciale: le nocciole, componente fondamentale della crema più amata da grandi e piccini, saranno made in Calabria.
Questo è stato possibile grazie all’«accordo sottoscritto tra Ferrero Hazelnut Company e la Società Kalnut s.r.l., rappresentante della Rete di imprese “Calabria in Guscio”, che a oggi raggruppa 30 soci con attività che vanno dall’allevamento alle coltivazioni cerealicole, a cui ha presenziato Cia – Agricoltori Italiani della Calabria».
«Un passo importante – si legge nel comunicato – che sancisce l’avvio di una collaborazione voluta fortemente fa Ferrero, da Cia – Agricoltori Italiani e da tutti i retisti, che ha già visto nascere i primi impianti di nocciolo in Calabria, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2023 una superficie di 500 ettari di nuove piantagioni sul territorio regionale. Alla firma erano presenti per la rete “Calabria in Guscio” Mario Caligiuri (amministratore della Kalnut s.r.l) e Franco Belmonte. In rappresentanza della Cia hanno partecipato il presidente regionale, Nicodemo Podella, il presidente e il direttore di Cia Calabria Nord, Luca Pignataro e Davide Vena e per l’Associazione Cia “Donne in campo”, RosariaTalarico».
«Attraverso il modello di crescita del Progetto Nocciola Italia, – spiega la confederazione agricola – si intendono creare le condizioni per una concreta opportunità di diversificazione, riconversione e valorizzazione di ampie superfici del nostro territorio».
Il progetto si articola su alcuni princìpi cardine: garantire ai produttori, in un’ottica di lungo periodo, un impegno all’acquisto della materia prima nocciola; mettere a disposizione strumenti tecnologici per la gestione integrata e moderna delle piantagioni; impegno nel creare una nuova filiera corilicola italiana seguendo i principi della tracciabilità e sostenibilità delle produzioni; mettere a disposizione le competenze di Ferrero e di importanti istituti di ricerca, in analisi “pedo-climatiche” per facilitare l’individuazione di aree idonee alla coltivazione del nocciolo; costruire attività di formazione per i tecnici coinvolti nel Progetto, mediante seminari dedicati alla corretta gestione dei noccioleti.
«È un accordo vantaggioso per gli agricoltori – hanno dichiarato il presidente Podella e l’amministratore della Kalnut, Mario Caligiuri – ai quali viene riconosciuta una giusta remunerazione per il loro lavoro e la garanzia all’acquisto in un’ottica di lunga durata. Siamo sicuri che saranno in molti a volere entrare nella rete d’impresa non appena comprese le condizioni contrattuali vantaggiose. Inoltre la tracciabilità e sostenibilità sono caratteristiche fondamentali per la valorizzazione delle produzioni di un’agricoltura che guarda al futuro. E noi siamo orgogliosi di dire che ci sarà un po’ di Calabria nei prodotti Ferrero». (pa)
A Paludi, il Parco Archeologico “Castiglione di Paludi”, ha ospitato la conferenza di presentazione della partecipazione di Istituzioni, Associazioni e aziende della Calabria e della Puglia a Casa Sanremo 2020.
Nato da una idea di Vincenzo Russolillo e Mauro Marino, si tratta dell’evento collaterale che rappresenta l’hospitality del Festival della Canzone Italiana.
Durante la conferenza, coordinata dal sociologo e giornalista Antonio Iapichino, nell’illustrare la progettualità di quest’edizione, Giuseppe Greco, referente per la Calabria di Casa Sanremo, ha sottolineato l’importanza di fare rete. Ha spiegato che durante il format L’Italia in Vetrina, il format televisivo che celebra la ricchezza enogastronomica di vari territori nazionali, condotto da Cataldo Calabretta, verranno presentati i piatti tipici calabresi e pugliesi, quindi, verranno raccontati i territori, tra storia, leggende, descrizioni di patrimoni artistici, bellezze turistiche e quanto di meglio queste regioni hanno da offrire.
Il referente Greco, inoltre, ha riferito che le istituzioni calabresi e pugliesi che parteciperanno a Casa Sanremo 2020 saranno il Comune di Paludi, il Comune di Villapiana, il Comune di Barletta e il Patto territoriale Nord barese/ofantino, mentre le aziende saranno: Caseificio Parrilla, Montagna, Consorzio di tutela Patata della Sila, Azienda agricola rossanese di Pietro Curia, Pedro’s, Gmd Romano, G.M Distribuzione, Frantoio oleario rossanese di Natale Curia e Asseliti Caseificio.
Il sindaco di Paludi, Stefano Graziano, nel portare il saluto della propria comunità, ha sottolineato l’importanza di riqualificare il parco archeologico. Partendo da questo presupposto, ha riferito di aver sposato subito l’idea di partecipare, per la prima volta, a Casa Sanremo.
«Far conoscere il nostro parco – ha commentato il sindaco Graziano – significa incentivare il turismo nel nostro territorio, quindi, anche crescita economica». Lo stesso Graziano ha fatto notare l’importanza del parco archeologico, che può rappresentare il volano di sviluppo del territorio.
L’assessore al turismo del Comune di Villapiana, Stefania Celeste, ha spiegato che l’esecutivo comunale ha deciso di partecipare all’evento nella città ligure, «perché non è un evento di carattere turistico, ma un’opportunità in cui si ha la possibilità di proporre il proprio pacchetto di promozione territoriale».
L’assessore Celeste messo in luce che Villapiana è «un comune con 8 chilometri di costa, 20 stabilimenti balneari e tre tipologie di spiagge, con un centro storico alto, ma a soltanto 4 km dal mare. Fattori che rappresentano punti di forza per l’attrazione turistica. A tale scopo l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Montalti, sta investendo in eventi volti alla promozione».
«L’Amministrazione comunale – ha aggiunto l’assessore Celeste – sta investendo in eventi volti alla promozione».
In occasione di Casa Sanremo e, successivamente della Bit, verrà consegnata una tourist card. Il pluripremiato pizzaiolo calabrese Pietro Tangari (Pedro’s) ha riferito che questo sarà il suo settimo anno a Casa Sanremo. Per l’occasione proporrà un nuovo prodotto: una la focaccia ripiena con caciocavallo Dop e patate della Sila. (zc)
Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, è stato ricevuto da Lucia Azzolina, ministro per l’Istruzione.
Nel corso dell’incontro, il Garante Marziale ha presentato il progetto pilota per L’educazione ai media, integrato quale materia curriculare d’insegnamento.
«Si tratta – ha spiegato il Garante Marziale – di un primato nazionale che raccoglie, a cinquant’anni esatti di distanza, l’interesse dell’Unesco a promuovere la vasta e complessa materia allo scopo di rendere i cittadini attivi nel villaggio globale e non già spettatori passivi».
«La scuola recepisce, finalmente, un’esigenza del nostro tempo – ha proseguito il Garante Marziale – si apre all’innovazione ‘regina’ di questa era, ed è importantissimo far sapere che il territorio sperimentale è proprio la Calabria, peraltro presente con il sottoscritto ai tavoli ministeriali che hanno varato i Codici Tv e Minori ed Internet e Minori serviti poi finanche ad altri Paesi dell’Unione Europea quale riferimento legislativo, per volontà dell’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri».
«Educare i bambini e gli adolescenti all’utilizzo corretto dei mezzi di comunicazione di massa – ha proseguito il Garante Marziale – non significa soltanto aiutarli a decodificare il messaggio, ma anche metterli in condizione di prevenire i crimini che li inficiano direttamente».
«Ringrazio il ministro Azzolina – ha aggiunto il Garante Marziale – per l’interesse mostrato, ricordando che troppi dei suoi predecessori mi hanno risposto che il problema per l’istituzione della materia consisteva nel contenimento della spesa. Ebbene, nessuna spesa, ma soltanto buona volontà da parte dell’Istituto Comprensivo ‘Cassiodoro-Don Bosco’ di Reggio Calabria-Pellaro, primo in Italia a sperimentare l’Educazione ai Media quale materia integrata al percorso didattico. Fido che la titolare del dicastero voglia tenere in debita considerazione il modello strutturato dalla dirigente scolastica Eva Nicolò perché l’Italia colmi un gap pedagogico non derogabile oltre, e mi dico convinto che così sarà perché ho riscontrato nella persona del ministro interesse e conoscenza del sistema scuola».
É stata proprio Eva Nicolò a consegnare il piano di strutturazione e lavoro al ministro Azzolina dichiarando che: «Il paesaggio sociale che circonda i nostri studenti è profondamente cambiato. Le informazioni e le conoscenze che i ragazzi ricevono al di fuori della scuola sono sempre più numerose e veloci ed assumono la connotazione di quella che è stata già definita ‘scuola parallela’, i cui strumenti sono proprio i mass media».
«Tutto ciò – ha proseguito Eva Nicolò – impone agli operatori dell’apprendimento un’urgente rivisitazione del modo di fare scuola, che tenga conto dell’esigenza di colmare lo iato tra la vitalità dei media extrascolastici e la rigidità del sapere scolastico, promuovendo un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie. L’Educazione ai Media rappresenta un’opportunità per consentire ai ragazzi di acquisire chiavi interpretative, procedure operative ed orientamenti critici per una fruizione consapevole dell’informazione. Un piano di lavoro, quello dell’istituto che dirigo, divenuto possibile grazie alla dedizione ed alla competenza di una comunità professionale fortemente motivata».
Marziale e Nicoló sono stati accompagnati al ministero dalla parlamentare calabrese Dalila Nesci, che ha evidenziato: «La necessità di valutare adeguato spazio didattico anche all’Educazione alla Legalità», raccomandando la titolare del dicastero a «contribuire ad attestare sempre più maggiore riconoscimento al protocollo ‘Liberi di Scegliere’, riconducibile al metodo Di Bella per concedere ai figli minori di famiglie mafiose la possibilità di affrancarsi da esse, riconoscendo al Garante Marziale un dinamismo efficace e sensibile accanto al magistrato». (rrc)
Il Salone Internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione di Rimini, in programma dal 18 al 22 gennaio, è giunto alla 41esima edizione.
Edizione che, quest’anno, vedrà la partecipazione di pasticceri, gelatieri e artigiani calabresi dell’Associazione Pasticceri Gelatieri Artigianali, presieduta da Salvatore Ravese, che proporranno al pubblico iniziative per valorizzare e rappresentare la professionalità e la creatività dei pasticceri gelatieri, promuovendo e diffondendo dolci tipici e gelati artigianali prodotti con le materie prime di alta qualità legate al territorio calabrese, con una particolare attenzione al bergamotto, al limone, all’arancia, al mandarino, alla liquirizia, al kiwi e al melograno.
Il Salone, dunque, sarà l’occasione dove gli artigiani del settore avranno la possibilità di esprimere la loro passione, creatività, ricercatezza, grazie ai prodotti di alta qualitàa chilometri zero che la Calabria è in grado di offrire. (rrm)
L’ultra maratoneta Luca Naso è arrivato a Catanzaro. Ad accoglierlo, l’assessore agli Affari generali, Danilo Russo e Pietro Mirabelli, presidente dell’Associazione Fiamma atletica.
«Quello che sta facendo Luca ha un’importanza che fondamentale – ha sottolineato l’assessore Russo – un’impresa che può essere giustamente definita epica e che impreziosisce tutte le città che faranno da sfondo a questa lunghissima e bellissima corsa».
Il maratoneta, nel suo tragitto a Catanzaro, è stato affiancato da una pattuglia della Polizia locale, «che ha testimoniato la vicinanza dell’amministrazione comunale guidata da Sergio Abramo», ha aggiunto l’assessore Russo, consegnando a Luca una targa ricordo del Comune.
Naso ha ribadito quanto dietro la sua idea ci sia «un sogno che sto coltivando passo dopo passo».
Il 1° gennaio, il runner siciliano ha cominciato, da Catania, la corsa a tappe Correre ai confini, che lo porterà in tutta la Penisola (correrà quasi ogni giorno per un totale di 8.300 chilometri) lungo l’intero arco del 2020. Hanno già parlato della sua impresa anche le più importante testate giornalistiche nazionali.
L’8 gennaio, il runner è partito da Melito Porto Salvo, in direzione Africo «percorso pianeggiante, silenzioso, bellissimo panorama: i 15km sono andati lisci» si legge sulla pagina di Correre ai Confini, dove Luca Naso aggiorna e racconta le varie tappe del suo “cammino”.
«Arrivo ad Africo e trovo Nino e Giuseppe che familiarizzano – prosegue Naso -. Nino deve andare, lo salutiamo. Il buon Giuseppe mi ospita a casa sua; faccio una doccia, pranziamo insieme e mi riposo. Arriva subito il momento di ripartire per la tappa pomeridiana, in direzione Marina di Ardore. Giuseppe mi accompagna al punto di partenza, lo saluto e parto».
«Oggi – scrive Naso – Ionica Running Asd mi ha fatto una grande sorpresa! Verso la fine della tappa mattutina, mi vedo raggiungere dalla macchina in foto, con tanto di banner dedicato a Correre ai Confini».
«Carico per la sorpresa – prosegue Naso – di trovare l’Ammiraglia, mi godo la corsa e il bellissimo lungomare sul finire! Nel pomeriggio da Siderno a Vasì di Caulonia, sempre in grande compagnia. Correre con altre persone è rigenerante. Correre con altre persone che fanno il tifo per te è… indescrivibile».
Dopo Roccella Jonica, il maratoneta ha proseguito verso Monasterace Marina. È al decimo giorno di “cammino”. «Arrivo a Monasterace Marina – scrive Naso sulla pagina Facebook di Correre ai Confini – e trovo Nicola Coluccio pronto ad accompagnarmi in hotel. Di pomeriggio mi muovo in direzione Badolato. Chi mi viene a prendere? Giuseppe Palamara, 73 anni. L’anno scorso ha percorso 2677 km. Un Vero runner».
Giorno 11. «Siamo alla tappa conclusiva della settimana – racconta Luca Naso -. La prima settimana “completa” di Correre ai Confini, cioè 6 giorni di corse con 2 corse a settimana, circa 180 km». Luca Naso è arrivato a Squillace, accolto dal presidente del Consiglio comunale, Paolo Mercurio e dall’Assessore al Turismo, Franco Caccia, e domani arriverà nel capoluogo calabrese. (pa)
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