OGGI CONSIGLIO REGIONALE SULLA SS 106
BASTA RINVII, ORA LA CALABRIA REAGISCA

Oggi seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla Statale 106. È ora che la Regione Calabria si faccia sentire con i Governo e richieda interventi ormai improcrastinabili per fermare la strage sulla strada della morte: dall’inizio dell’anno sono già sei le vittime di quella che, vergognosamente, qualcuno continua a chiamare arteria. 

Secondo l’ing. Fabio Pugliese, fondatore dell’Associazione Basta vittime 106, «bisogna capire se i nostri rappresentanti come al solito decideranno di piegare la schiena o se, invece, assumeranno scelte forti, efficaci e rispettose della dignità della Calabria e dei suoi cittadini».

«Auspico – afferma Pugliese – che il Consiglio Regionale domani possa approvare un atto amministrativo in cui impegna la Giunta Regionale a chiedere al Governo la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedendo che siano finanziati e realizzati. Inoltre bisogna pretendere dall’Anas Spa interventi di messa in sicurezza urgente ed azioni mirate di ordinaria e straordinaria manutenzione».

«Se in nostri consiglieri regionali – conclude Fabio Pugliese – riusciranno a rappresentare per una volta gli interessi dei cittadini calabresi potremo da qui a qualche mese ottenere qualche risultato importante capace di salvaguardare l’incolumità di tanti cittadini automobilisti ma se, invece, si piegheranno alle solite logiche di appartenenza e d’interesse politico personale sarà molto difficile che si arriverà ad assumere posizioni forti contro un governo di cui praticamente quasi tutti fanno parte e che attraverso le recenti scelte assunte ha dimostrato di non voler risolvere i problemi legati alla Statale 106!».

Intanto non si calmano le polemiche sulla mancata partecipazione alla convocazione della IV Commissione del Consiglio regionale dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, ing. Mauro Dolce, del commissario straordinario per la SS 106, ing. Massimo Simonini, e dell’Ing. Francesco Caporaso (Responsabile Struttura territoriale Calabria dell’Anas).  Su questo l’ing. Pugliese non ci va leggero: «La loro inaccettabile assenza pesa come un macigno ed ha un significato molto importante. Perché ha impedito al Consiglio Regionale di poter apprendere delle informazioni molto importanti direttamente dal Commissario Straordinario per la Statale 106, dal Responsabile della Struttura territoriale Calabria di Anas Spa e dall’Assessore Regionale alle Infrastrutture». In altri termini, il Consiglio Regionale di oggi – stigmatizza Pugliese –  affronterà il tema della Statale 106 senza essere a conoscenza dei fatti, quindi, della verità e, più in generale d’informazioni rilevanti circa una problematica complessa su cui ad oggi, l’unica certezza che abbiamo, è quella relativa al Governo che non ha alcuna volontà politica di impegnarsi per affrontarla e risolverla.

«Sui lavori della seduta della commissione, – ha detto Pugliese – c’è da dire che l’inaccettabile assenza del Commissario Straordinario per la Statale 106 ha fatto registrare il rammarico dell’on. Pietro Raso (presidente della commissione) e dell’on. Filippo Mancuso (presidente del Consiglio Regionale). L’on. Pasqualina Straface (Forza Italia), si è detta delusa da una seduta che «avrebbe potuto assurgere a seduta storica e come ciò non sia avvenuto a causa dell’assenza dei rappresentanti di Anas», l’on. Davide Tavernise (M5S), stigmatizza le assenze così come l’on. Amalia Bruni.

Tutti, o quasi, però si sono complimentati con l’unico presente in commissione per essere audito: Claudio Moroni, il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici.

Moroni ha spiegato che tra la Regione e l’Anas c’è una diversità di vedute perché «la Regione chiede che tutto il tracciato sia in categoria B (quindi ammodernato a 4 corsie con spartitraffico centrale) e Anas ritiene che tale richiesta non sia economicamente sostenibile dal Ministero, a fronte di costi nettamente superiori ai benefici che se ne ricaverebbero in termini di traffico».

Moroni ha illustra in Commissione tutte le tratte della strada Statale 106 “Jonica” che devono essere ammodernate (309 chilometri), e ha spiegto che sono necessari poco più di 8 miliardi di euro ma, aggiunge, al momento l’Anas sembrerebbe aver messo sul piatto solo 900 milioni di euro…

Non ci sono i soldi per la Locri-Ardore, per la Sibari-Corigliano-Rossano, per la Variante di Caulonia, per la Catanzaro-Crotone, la Crotone-Cirò, la Cirò-Mandatoriccio e la Mandatoriccio-Rossano. Il dirigente generale Moroni ha aggiunto poi che la Regione Calabria ha avuto una brillante idea: quella di chiedere al Governo un finanziamento per la progettazione di 5 interventi (al costo di 51,5 milioni di euro). Si tratta dell’adeguamento della tangenziale di Reggio Calabria, la Palizzi-Ardore, la Caulonia-Traversale delle Serre e la Stalettì-Squillace. Sono interventi il cui costo stimato è pari a 2.800 milioni di euro circa.

L’unica e la sola nota positiva è arrivata dall’on. Luciana De Francesco che per conto di Fratelli d’Italia (partito di cui fa parte), ha chiesto che si voti una mozione che impegni la Giunta regionale ad assumere un atto amministrativo da sottoporre al Governo chiedendo: la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedere che siano finanziati e realizzati.

Con la proposta dell’on. Luciana De Francesco ha concordato l’on. Francesco Afflitto (M5S), mentre l’on. Pasqualina Straface si è dichiarata favorevole ma solo «dopo aver sentito il parere del presidente Occhiuto».  

Oggi c’è la possibilità di far sentire la voce dei calabresi che sono stufi di contare vittime sulla strada della morte: il Governo deve mostrare – su colelcitazione del Consiglio regionale calabrese – che il problema esiste e le risorse vanno diversamente distribuite, dando priorità alla messa in sicurezza della SS 106 con interventi di ordinaria e straordinaria amministrazione. (rrm)

OGGI CONSIGLIO REGIONALE SULLA SS 106
BASTA RINVII, ORA LA CALABRIA REAGISCA

Oggi seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla Statale 106. È ora che la Regione Calabria si faccia sentire con il Governo e richieda interventi ormai improcrastinabili per fermare la strage sulla strada della morte: dall’inizio dell’anno sono già sei le vittime di quella che, vergognosamente, qualcuno continua a chiamare arteria. 

Secondo l’ing. Fabio Pugliese, fondatore dell’Associazione Basta vittime 106, «bisogna capire se i nostri rappresentanti come al solito decideranno di piegare la schiena o se, invece, assumeranno scelte forti, efficaci e rispettose della dignità della Calabria e dei suoi cittadini».

«Auspico – afferma Pugliese – che il Consiglio Regionale domani possa approvare un atto amministrativo in cui impegna la Giunta Regionale a chiedere al Governo la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedendo che siano finanziati e realizzati. Inoltre bisogna pretendere dall’Anas Spa interventi di messa in sicurezza urgente ed azioni mirate di ordinaria e straordinaria manutenzione».

«Se in nostri consiglieri regionali – conclude Fabio Pugliese – riusciranno a rappresentare per una volta gli interessi dei cittadini calabresi potremo da qui a qualche mese ottenere qualche risultato importante capace di salvaguardare l’incolumità di tanti cittadini automobilisti ma se, invece, si piegheranno alle solite logiche di appartenenza e d’interesse politico personale sarà molto difficile che si arriverà ad assumere posizioni forti contro un governo di cui praticamente quasi tutti fanno parte e che attraverso le recenti scelte assunte ha dimostrato di non voler risolvere i problemi legati alla Statale 106!».

Intanto non si calmano le polemiche sulla mancata partecipazione alla convocazione della IV Commissione del Consiglio regionale dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, ing. Mauro Dolce, del commissario straordinaro per la SS 106, ing. Massimo Simonini, e dell’Ing. Francesco Caporaso (Responsabile Struttura territoriale Calabria dell’Anas).  Su questo l’ing. Pugliese non ci va leggero: «La loro inaccettabile assenza pesa come un macigno ed ha un significato molto importante. Perché ha impedito al Consiglio Regionale di poter apprendere delle informazioni molto importanti direttamente dal Commissario Straordinario per la Statale 106, dal Responsabile della Struttura territoriale Calabria di Anas Spa e dall’Assessore Regionale alle Infrastrutture». In altri termini, il Consiglio Regionale di oggi – stigmatizza Pugliese –  affronterà il tema della Statale 106 senza essere a conoscenza dei fatti, quindi, della verità e, più in generale d’informazioni rilevanti circa una problematica complessa su cui ad oggi, l’unica certezza che abbiamo, è quella relativa al Governo che non ha alcuna volontà politica di impegnarsi per affrontarla e risolverla.

«Sui lavori della seduta della commissione, – ha detto Pugliese – c’è da dire che l’inaccettabile assenza del Commissario Straordinario per la Statale 106 ha fatto registrare il rammarico dell’on. Pietro Raso (presidente della commissione) e dell’on. Filippo Mancuso (presidente del Consiglio Regionale). L’on. Pasqualina Straface (Forza Italia), si è detta delusa da una seduta che «avrebbe potuto assurgere a seduta storica e come ciò non sia avvenuto a causa dell’assenza dei rappresentanti di Anas», l’on. Davide Tavernise (M5S), stigmatizza le assenze così come l’on. Amalia Bruni.

Tutti, o quasi, però si sono complimentati con l’unico presente in commissione per essere audito: Claudio Moroni, il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici.

Moroni ha spiegato che tra la Regione e l’Anas c’è una diversità di vedute perché «la Regione chiede che tutto il tracciato sia in categoria B (quindi ammodernato a 4 corsie con spartitraffico centrale) e Anas ritiene che tale richiesta non sia economicamente sostenibile dal Ministero, a fronte di costi nettamente superiori ai benefici che se ne ricaverebbero in termini di traffico».

Moroni ha illustra in Commissione tutte le tratte della strada Statale 106 “Jonica” che devono essere ammodernate (309 chilometri), e ha spiegto che sono necessari poco più di 8 miliardi di euro ma, aggiunge, al momento l’Anas sembrerebbe aver messo sul piatto solo 900 milioni di euro…

Non ci sono i soldi per la Locri-Ardore, per la Sibari-Corigliano-Rossano, per la Variante di Caulonia, per la Catanzaro-Crotone, la Crotone-Cirò, la Cirò-Mandatoriccio e la Mandatoriccio-Rossano. Il dirigente generale Moroni ha aggiunto poi che la Regione Calabria ha avuto una brillante idea: quella di chiedere al Governo un finanziamento per la progettazione di 5 interventi (al costo di 51,5 milioni di euro). Si tratta dell’adeguamento della tangenziale di Reggio Calabria, la Palizzi-Ardore, la Caulonia-Traversale delle Serre e la Stalettì-Squillace. Sono interventi il cui costo stimato è pari a 2.800 milioni di euro circa.

L’unica e la sola nota positiva è arrivata dall’on. Luciana De Francesco che per conto di Fratelli d’Italia (partito di cui fa parte), ha chiesto che si voti una mozione che impegni la Giunta regionale ad assumere un atto amministrativo da sottoporre al Governo chiedendo: la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedere che siano finanziati e realizzati.

Con la proposta dell’on. Luciana De Francesco ha concordato l’on. Francesco Afflitto (M5S), mentre l’on. Pasqualina Straface si è dichiarata favorevole ma solo «dopo aver sentito il parere del presidente Occhiuto».  

Oggi c’è la possibilità di far sentire la voce dei calabresi che sono stufi di contare vittime sulla strada della morte: il Governo deve mostrare – su colelcitazione del Consiglio regionale calabrese – che il problema esiste e le risorse vanno diversamente distribuite, dando priorità alla messa in sicurezza della SS 106 con interventi di ordinaria e straordinaria amministrazione. 

LUNEDÌ SI DECIDE IL FUTURO DELLA SS 106
LA SFIDA DA VINCERE DEL CONSIGLIO REG

dalla REDAZIONE ROMANA – Sul sito del Consiglio Regionale al primo punto dell’ordine del giorno della seduta dell’Assemblea di lunedì prossimo 28 febbraio leggiamo testualmente: “1) Problematiche della Strada statale 106 Jonica – Determinazioni”.

Nient’altro. Non un documento allegato, non una relazione generale, non una sintesi di metodo, non uno schema tecnico che dia il quadro generale del problema. Capiremo meglio lunedì cosa di nuovo si muove, rispetto al passato, all’ombra della Strada della Morte che ha profondamente segnato la vita e la storia stessa della Calabria. C’è solo da sperare che l’Assemblea affronti il problema con la consapevolezza piena del rischio che questa Strada della Morte rimanga in queste condizioni per i prossimi anni. Finora solo infinite e inutili chiacchiere, e come contrappeso centinaia di morti, di incidenti della strada, di falle burocratiche e amministrative, di soluzioni immaginate e mai realizzate, progetti progetti e ancora progetti, ma di concreto il nulla assoluto.

Quella della 106 ormai sembra una favola, più che un problema reale. Sindaci, amministratori, politici, intellettuali, sindacalisti, di tutto di più in questi anni, un mix infinito di eterne e inutili lamenti pubblici che in realtà non sono serviti a nulla se non ad alimentare l’immagine negativa di questa grande arteria di collegamento che da Taranto arriva a Reggio Calabria, e viceversa..

Ha ragione Roberto Occhiuto: «Non possiamo avere, in una regione civile una strada che si chiama ‘Strada della morte’. È l’unica strada che collega tutto lo Ionio calabrese a due corsie. Non ci prendano in giro: la 106 va fatta a quattro corsie perché è un’arteria troppo importante, un’infrastruttura assolutamente necessaria».

Nei giorni scorsi Fabio Pugliese, ingegnere ed ex presidente del Comitato Basta Vittime sulla SS 106 ha realizzato una pagina web per documentare, con atti amministrativi del Governo, un fatto, purtroppo, ormai conclamato: «Dalle Delibere dei Governi degli ultimi 3 anni, fino al Pnrr passando per l’ultima legge di Bilancio, non c’è alcuna traccia rispetto a nuovi finanziamenti sulla Statale 106». Ma c’è di peggio. Il Def 2021, che è il Documento di Economia e Finanza, nell’allegato infrastruttura non indica alcun nuovo intervento previsto sulla Statale 106 nei prossimi anni. Il che significa che per parlare di modernità e di nuove tecnologie lungo questo asse di collegamento dovremo aspettare forse gli anni 2030. 

«In pratica – sottolinea Fabio Pugliese – l’unica certezza che abbiamo sono gli 884,9 milioni di euro disponibili da anni e, quindi, non spesi». Storia vecchia, è lo scandalo che si ripete nel tempo, soldi destinati a progetti che in realtà non riescono mai ad essere ultimati. Rinvii eterni, dibattiti senza fine, controversie strumentali, rispetto alla rabbia legittima della gente comune che sulla 106 continua a vivere la propria vita «Rispetto a questa amara realtà il Consiglio Regionale – scrive Fabio Pugliese – non ha alcun tipo di competenza in ordine alla strada Statale 106. Ha solo potere di indirizzo politico e, quindi, può dire al Governo come il Consiglio Regionale ritiene più opportuno investire le risorse già disponibili e secondo quali priorità». 

Ma già questo è tanto rispetto al nulla degli anni passati.

È il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, a lanciare oggi la provocazione forse più forte al Governo Draghi: «Il presidente Draghi faccia della Strada statale 106 una delle tappe simboliche del suo viaggio in Italia, anzi la prima tappa, proprio per dare un segnale forte, partendo da una regione che, purtroppo, nonostante le riconosciute potenzialità, vive ancora adesso una fase di marginalizzazione territoriale e sociale ma che desidera, vuole, pretende di diventare un punto di ripartenza dopo il Coronavirus».

E non ha dubbi l’uomo che ha dato vita e corpo al “Comitato Basta Vittime sulla SS 106”. 

«Mi auguro – ripete Fabio Pugliese – che il Consiglio Regionale riesca ad approvare un documento che possa chiarire sostanzialmente tre aspetti. Il primo ma anche il più importante: noi non vogliamo l’ammodernamento della Statale 106 per lotti ma pretendiamo che ciò avvenga sull’intero tracciato. Ciò implica che la Regione Calabria, consapevole del fatto che le risorse per fare ciò non sono disponibili deve assumersi la responsabilità una volta per tutte di indicare quali sono le priorità e, quindi, se ad esempio, ritiene che si debba iniziare da Reggio Calabria verso Taranto o da Catanzaro verso Crotone o da chissà quale posto ma, lo ripeto, l’intento deve essere quello di iniziare da qualche parte per poi completarla tutta. Perché se da qualche parte non si inizierà non ne vedremo mai la fine».

Come non dargli ragione? Soprattutto quando il discorso affronta il tema e i rischi reali dei campanilismi o peggio ancora dei possibili clientelismi, «ma la politica regionale deve assumere le prossime scelte con senso di responsabilità rispetto ad analisi e valutazioni oggettive».

Un problema dietro l’altro, insomma. Perché dalle risorse già disponibili, e dalle poche risorse che arriveranno dal Contratto di Programma Anas 2021-2026, aggiunge ancora Fabio Pugliese «deve essere indicata la volontà di avviare un piano urgente di interventi di ordinaria e di straordinaria manutenzione ma anche di interventi di messa in sicurezza urgente su tutto il tracciato della Statale 106 in Calabria. Perché da circa tre anni Anas Spa, bilanci di esercizio alla mano, non ha fatto un bel nulla».

C’è dell’altro?  

Forse è necessario anche indicare al Governo la volontà di avere in Calabria una Dirigenza per la Struttura Territoriale “che sia di primo piano e, quindi, formata da persone qualificate che nell’ambito di Anas Spa in Italia si sono contraddistinti da meriti e capacità oggettive ma, soprattutto, per capacità di spesa e quindi per capacità realizzativa. Non si possono fare le “rivoluzioni” con gli asini. 

Poveri asini, non si finisce mai di trattarli male. La verità, però, è che il più delle volte gli asini sono anche indifendibili. Va anche detto però che il Presidente Roberto Occhiuto non è rimasto con le mani in mano questa volta. La Regione proprio in questi giorni ha già inviato ad Anas Spa una prima stima delle cose da fare immediatamente, e parliamo di un contratto di programma che prevede investimenti per oltre 13 miliardi di euro, oltre otto dei quali dedicati esclusivamente alla statale 106. 

«Sono queste – precisa il contratto di programma –, le risorse necessarie ad ammodernare la “Strada della Morte”, considerando i 64 chilometri già completati, i 42,6 chilometri di lavori in corso, i 181 da ammodernare con progettazione in corso e i 128 chilometri con la progettazione ancora da avviare». 

I dati elaborati dalla Regione sono ormai pubblici. 135 milioni sono previsti per interventi di project rewiew e riqualificazione della sede esistente della tangenziale di Reggio Calabria (10 chilometri; un miliardo per la tratta Palizzi-Ardore (37,6 km); 325 milioni per i lavori di completamento del megalotto 1 nel tratto dallo svincolo di Gerace allo svincolo di Avurgia (11 km); 1,1 miliardi per i 38 chilometri della Caulonia-trasversale delle Serre (riqualificazione dell’esistente e/o in variante della tratta stradale); 311 milioni per i 3,5 chilometri della variante della galleria di Copanello sulla Stalettì-Squillace; 1,8 miliardi per i 48 chilometri della tratta Catanzaro-Crotone (in variante in nuova sede); 1,3 miliardi per la tratta Crotone-Cirò di 34 chilometri (in variante in nuova sede); 854 milioni per i 22 chilometri della Cirò-Mandatoriccio (in variante in nuova sede); 660 milioni di euro per i 17 chilometri tra Mandatoriccio e Rossano (in variante in nuova sede); 585,6 milioni di euro per la Sibari-Rossano (in variante in nuova sede) più il completamento della strada statale 534; 25,2 milioni per il potenziamento degli svincoli Trebisacce e Cassano sul terzo megalotto in fase di costruzione; 169 milioni per i 2,85 chilometri della variante di Caulonia; 26,3 milioni per i 16 chilometri della Longobucco-Mirto Crosia; 3,3 milioni per il collegamento statale 106-statale 106 var/a; 48,4 milioni per l’asta di collegamento del tra lo svincolo di Gerace, la statale ss 106 var/b e la statale 106 nel prolungamento verso Locri. Quasi 9 miliardi di euro, che non sono noccioline. (rrm)

Riunita la Sesta Commissione Consiliare per lo stato dei Consorzi di Bonifica calabresi

Nei giorni scorsi, a Palazzo Campanella si è riunita la Sesta Commissione consiliare, guidata da Katya Gentile, per una indagine ricognitiva sullo stato dei Consorzi di Bonifica calabresi.

Durante la seduta sono stati auditi i dirigenti generali dei dipartimenti “Agricoltura Risorse Agroalimentari e  Forestazione”, “Politiche della Montagna, Foreste,  Forestazione e Difesa del Suolo”, “Economia e Finanze”, rispettivamente dott. Giacomo Giovinazzo, Ing. Salvatore Siviglia, dott. Filippo De Cello.

Il tema posto all’attenzione della commissione nasce dalla complessa situazione in cui versano attualmente i consorzi  calabresi e dalla considerazione del ruolo fondamentale  ricoperto dagli stessi per lo sviluppo economico e sociale  della regione. 

La valenza strategica risiede nelle competenze di rilevanza  pubblica affidate a questi enti di bonifica, quali i servizi offerti  al comparto agricolo, gli interventi a tutela del patrimonio  forestale, della difesa del suolo, della razionalizzazione delle  risorse idriche e per la prevenzione del rischio idrogeologico. 

La presidente, in apertura, ha sottolineato la valenza  dell’adozione da parte della giunta regionale, nello scorso  mese di dicembre, del regolamento unico per la gestione  della contabilità finanziaria, a cui si è giunti grazie ad un  percorso sinergico tra la parte tecnico/politica, rappresentata  dal Dott. Giovinazzo e dall’Assessore Gallo e dalla  componente consortile rappresentata dall’Anbi Calabria

L’intero ufficio di presidenza, composto da Katya Gentile, Davide Tavernise e Giuseppe Graziano, acquisite le informazioni fornite da tutti i dirigenti auditi, ha espresso la  volontà unanime di intraprendere un percorso che preveda  l’applicazione del regolamento di contabilità per un riordino 

dei bilanci di tutti i consorzi, un nuovo modello di gestione più  stringente e la rimodulazione della L.R. 11/2003, che ad oggi  risulta anacronistica e inadeguata rispetto alle nuove politiche  di governance. 

Solo con questi presupposti si potranno affrontare e risolvere  le pendenze rilevate in ambito economico finanziario, di  gestione delle risorse umane, di forestazione, di  manutenzione programmata e di sviluppo, puntando alle  importanti opportunità offerte dai finanziamenti europei e dal Pnrr. 

Per avere un quadro esaustivo, lo stesso ufficio di  presidenza, in conclusione dei lavori ha manifestato la  volontà di “audire” al più presto la componente consortile con  l’obiettivo di cogliere criticità e proposte volte a condividere  un percorso comune ed una fattiva collaborazione di tutti gli  stakeholder. (rrc)

Verso la ricostituzione dell’Osservatorio sulla violenza di genere

L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Calabria ha ha deliberato la ricostituzione dell’ “Osservatorio sulla violenza di genere”, istituito con la legge regionale n.38 del 23 novembre 2016.

«Mi ero impegnato, fin dal mio intervento d’insediamento in Aula – ha dichiarato il presidente Filippo Mancuso – di occuparmi dell’Osservatorio regionale, affinché nel contrasto alla violenza sulle donne siano attivati tutti i mezzi e gli strumenti a nostra disposizione e, d’accordo con i colleghi dell’Ufficio di Presidenza, abbiamo deliberato la manifestazione d’interesse, rivolta alle Associazioni con competenze specifiche operanti in Calabria, per individuare dieci rappresentanti in seno all’Osservatorio dotati di comprovata esperienza, competenza e professionalità».

«L’iniziativa– ha spiegato – intende essere un primo segnale per contrapporci a un fenomeno che in Calabria presenta dati allarmanti. Consapevoli che l’Osservatorio ha svolto nel passato monitoraggi accurati del fenomeno, coinvolgendo l’Università, le Questure, le Procure della Repubblica e sensibilizzando le scuole di concerto con l’Ufficio Scolastico, siamo certi che l’organismo, assieme a tutti gli altri presidi istituzionali e associativi, potrà svolgere una funzione preziosa per fermare l’orrore che produce la sopraffazione maschile in ogni sua manifestazione». (rrc)

Elettrificazione linea ferroviaria jonica, Bruni, Irto e Tavernise: Regione intervenga e solleciti RFI

I consiglieri regionali e capogruppo del MistoPartito DemocraticoMovimento 5 StelleAmalia BruniNicola IrtoDavide Tavernise hanno posto in un’interrogazione, rivolta al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per sollecitare il deciso intervento della regione, in merito alla situazione di stallo, relativa ai lavori di elettrificazione della linea ferroviaria jonica, coinvolgente i tratti Sibari – Catanzaro Lido – Lamezia Terme.

Nell’interrogazione, Bruni, Irto e Tavernise hanno chiesto «quali iniziative intende assumere la Regione Calabria per velocizzare il completamento dell’elettrificazione sull’intera linea ferroviaria jonica? Come la Regione intende attivarsi per ottenere indicazioni, precise e certe, sui tempi, e sulle modalità, degli interventi previsti».

«A maggio del 2017 – hanno continuato Tavernise, Irto e Bruni – risale il Protocollo d’intesa siglato tra il  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Rete Ferroviaria Italiana e Regione Calabria per “Adeguamento e Velocizzazione Linea Jonica”. Ad essere previsti,  interventi per 477 milioni di euro. Di questi, 307 da delibera CIPE del 2016, 40 milioni, dalla Regione Calabria con garanzia di rimborso da RFI, per la soppressione dei passaggio a livello, 40 milioni da risorse dello Stato già attribuite a RFI, nonché ulteriori 90 milioni di euro riallocati dal Ministero delle infrastrutture, su proposta della Regione Calabria e d’intesa con RFI, sulla tratta ferroviaria jonica».

«Tra i lavori da realizzare – hanno ricordato – velocizzazione ed elevazione a rango C di tutta la linea jonica; eliminazione di passaggi a livello e realizzazione di opere viarie alternative; rinnovo degli scambi e dei binari, nei punti della rete in cui necessario; prolungamento di alcuni sottopassi, e costruzione di nuovi; riqualificazione di stazioni, con particolare attenzione a quelle con maggiore traffico di viaggiatori».

«Nell’agosto del 2018 – hanno proseguito i tre capigruppo – l’inizio dei lavori di elettrificazione sulla tratta ferroviaria Sibari-Catanzaro Lido, con la posa dei primi pali tipo LS, la realizzazione dei plinti e la posa in opera dei tralicci per la trazione elettrica, nella stazione di Corigliano. Lavori che dovrebbero concludersi entro il 2023. Ma durante la realizzazione della palificazione, sulla tratta Sibari – Catanzaro Lido, sorgono subito difficoltà: da un lato problematiche strutturali, all’interno della galleria di Cutro, dall’altro lungaggini burocratiche nella progettazione delle sottostazioni elettriche. Nell’agosto del 2021, con DPCM, viene così nominato dal governo, quale commissario straordinario per l’opera, l’ingegnere Roberto Pagone, dirigente di Rete Ferroviaria Italiana, con l’obiettivo di portare a termine l’elettrificazione della tratta Sibari – Catanzaro Lido entro il 2023».

«Ciò nonostante –hanno concluso Tavernise, Irto e Bruni – i lavori risultano fermi da circa due anni, e a tre anni e mezzo, dalla posa del primo palo dell’elettrificazione in corso, il cronoprogramma non sembra soddisfare le iniziali tempistiche previste, sebbene gli interventi di rinnovo e velocizzazione di questa tratta siano già finanziati. Con ripercussioni evidenti, e danni all’economia del territorio». (rrc)

Mario Nasone: Il Consiglio regionale proceda a nomina e insediamento dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere

Mario Nasone ha chiesto al Consiglio regionale della Calabria di procedere alla nomina e all’insediamento dell’Osservatorio regionale sulla Violenza di genere «in tempi brevi, per dargli il tempo per potere produrre risultati, prevedendo la nomina di soggetti esperti nel settore e disponibili ad un servizio gratuito».

Ciò, per Nasone, sarebbe segnale importante per l’Osservatorio che «nell’ultima legislatura, in poco più i due anni di attività ha svolto un lavoro prezioso di monitoraggio del fenomeno con la presentazione del primo rapporto sulla violenza di genere in Calabria curato gratuitamente da Giovanna Vingelli dell’Unical, con la collaborazione dell’Istat, delle Questure e delle Procure della Repubblica».

«Assieme a questo un importante lavoro di sensibilizzazione nelle scuole in collaborazione con l’Ufficio Scolastico – ha proseguito Nasone – con l’attivazione c/o il Consiglio Regionale della stanza che racconta le storie delle vittime di femminicidio in calabria, prima esperienza del genere in Italia che ha avuto risalto dalla rai e dai mass media locali. Assieme a questo le attività formative che hanno coinvolto forze dell’ordine, insegnanti, operatori e volontari».

Mario Nasone, chiede un’attenzione politica verso un fenomeno che rappresenta dopo la ‘ndrangheta, il fattore criminale più allarmante nella nostra regione che con la pandemia si è ulteriormente aggravato. Un fenomeno che deve essere affrontato attraverso interventi non emergenziali ma strutturali, ed in particolare con l’approvazione di una legge regionale in grado di costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza  più organico, efficiente e capillare, attraverso adeguati  stanziamenti nel bilancio regionale e con l’utilizzo di fondi comunitari, il rafforzamento della rete dei centri antiviolenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali inter-comunali attraverso la garanzia dell’accreditamento e di finanziamenti stabili, l’aumento della case rifugio secondo un criterio di densità di popolazione e di competenza dimostrabile con esperienza, l’attivazione in tutti i presidi ospedalieri dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza  con la formazione degli operatori congiunta in accordo con il dipartimento salute per l’attuazione delle linee guida aziendali come da  decreto legge n° 24 pubblicato in G.U. il 30/01/2018.

E ancora, la raccolta dati con i codici previsti per l’Istat, previsioni di progetti d’intervento sui maltrattanti in particolare all’interno delle carceri e apertura in tutta la regione di Cam Centri di assistenza maltrattanti, il potenziamento delle misure per garantire con tempestività il sostegno alloggiativo ed economico alle donne che denunciano e a quelle che escono dalla case di accoglienza per dare loro autonomia. (rrc)

Premiati i vincitori del concorso “Gonfia la rete, vinci sul web” del Corecom e Consiglio regionale

Si è svolta, nei giorni scorsi al Consiglio regionale della Calabria, la cerimonia di premiazione del concorso Gonfia la rete, vinci sul web, ideato dal Corecom Calabria e dal Consiglio regionale della Calabria.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere il rispetto delle regole della comunicazione e dell’obiettività dell’informazione e sviluppare un approccio consapevole all’utilizzo del Web, con particolare riferimento ai fenomeni delle fake news, del cyberbullismo e dell’hate speech.

Il Corecom e il Consiglio regionale hanno inteso, per il secondo anno consecutivo, rivolgersi agli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, delle Università e delle Accademie, chiedendo loro la realizzazione di un’opera rientrante in una delle seguenti forme di espressione: documentari; fiction; spot; constructed reality (recitato legato all’improvvisazione e basato su uno script); fumetti e docu-fumetti; opere con testo e musica, facoltativamente accompagnate da video.

Il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso si è congratulato con i produttori delle opere vincitrici e di quelle oggetto di menzione speciale e ha ringraziato gli altri partecipanti.  Ha invitato “ad evitare la demonizzazione degli strumenti di comunicazione più tecnologicamente avanzati» e ha rivolto un particolare apprezzamento agli operatori della scuola: «offrono un contributo determinante, soprattutto in questo particolare periodo della nostra storia, per formare generazioni in grado di garantire progresso sociale, civile e culturale alla nostra terra».

«L’attenzione che dobbiamo prestare al capitale umano della Calabria – ha concluso – non sarà mai sufficiente, perché lo sviluppo economico e sociale sarà possibile, se riusciremo a dotare i nostri giovani di competenze e professionalità e se riusciremo a trattenerli in Calabria attraverso serie opportunità di lavoro e realizzazione».

I premi, sono stati così assegnati:

· per la categoria scuole primarie, alla classe IV B dell’I.C. Via Del Calice di Roma per la canzone dal titolo “Mani nelle mani”;
· per la categoria scuole secondarie di primo grado, alle classi 1^F, 1^I e 1^L dell’I.C. “Garibaldi – Buccarelli” di Vibo V per il video “Fakebuster: a caccia di Fake News”;
· per la categoria scuole secondarie di secondo grado, sarà appannaggio della 3^ A dell’I.I.S. “Quintino Sella – Alto – Lagrange” di Torino per il video “Controvento”;
· per la categoria Università–Accademie, andrà al gruppo universitario “Consulta Giovanile del Comune di Cropani” per il video “Da 0 a cyberbullo”.

La Commissione giudicatrice, composta dal dr. Franco Pellicanò e dalle prof.sse Maria Grazia Chirico e Aurora Vesto, ha riconosciuto inoltre due menzioni speciali per la classe 2^A dell’Istituto Comprensivo “De Amicis – Spanò Bolani” di Reggio Calabria, per il video dal titolo “Non tutte le forme di abuso lasciano lividi”, e per la classe 2^ PM dell’Istituto “L. Da Vinci Ripamonti” di Como, per il video “Run[@]way”. (rrc)

In Consiglio regionale il prossimo 28 febbraio si parlerà della Statale 106

Il Consiglio regionale della Calabria si riunirà il prossimo 28 febbraio per affrontare tutte le problematiche relative alla Strada Statale 106. Lo ha reso noto il presidente Filippo Mancuso, a margine della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari.

«La Calabria, su alcuni dossier strategici come la modernizzazione della Statale 106 che, se portati a buon fine, possono consentirle di contenere il divario di cittadinanza e di agganciare la ripresa economica, ha necessità di segnali concreti da parte del Governo» ha detto Mancuso, aggiungendo che «si tratta di un percorso stradale di 491 km della fascia costiera ionica di Calabria, Puglia e Basilicata il cui percorso più critico, quello calabrese di 415 km, ha necessità di un’urgente messa in sicurezza e modernizzazione, affinché diventi un’infrastruttura efficace e sicura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto d’Italia e d’Europa».

All’ordine del giorno anche i provvedimenti che frattanto saranno discussi e approvati dalle Commissioni e, per la prima volta dall’inizio della legislatura, una parte della seduta sarà riservata al question-time.

Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria, ha espresso soddisfazione per la convocazione del Consiglio regionale per discutere della Statale 106.

«Una discussione auspicata dal sindacato unitario. Serve una risoluzione comune ed una richiesta urgente di confronto con il Governo Draghi» ha concluso. 

Soddisfazione è stata espressa anche da Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, che ha ritenuto «positiva e importante la convocazione di una seduta del Consiglio regionale sulla Strada statale 106. Da tempo non sospetto, infatti, riteniamo la realizzazione completa di questa arteria per lo sviluppo della Calabria».

«Era ora – ha aggiunto – che sulla realizzazione di questa infrastruttura strategia per lo sviluppo e la coesione regionale, si avviasse un confronto e una discussione istituzionale. Bene ha fatto il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, a raccogliere le istanze provenienti da tante espressioni sociali del territorio. Adesso, ciò che urge è la comunione di intenti. Governo e Consiglio regionale, Amministrazioni locali, forze sociali e produttive, tutti quanti, dobbiamo impegnarci nel chiedere al Governo nazionale la realizzazione dell’intero tracciato della Statale 106».
«Se, infatti – ha concluso – riusciremo a far emergere a Roma il protagonismo della Calabria, riusciremo a portare a casa questo obiettivo. Come Sindacato siamo pronti a fare la nostra parte. Se non ora quando». (rrc)

Politiche Europee, il consigliere regionale Montuoro: Fondamentare avviare il lavoro su risorse del Pnrr

Il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaAntonio Montuoro, ha partecipato alla seconda riunione del Coordinamento dei presidenti di tutte le Regioni delle Commissioni consiliari per le Politiche europee, ribadendo la necessità di «avviare il lavoro sulle risorse del Pnrr».

Al centro dell’incontro, la definizione  e condivisione delle priorità del programma di lavoro della Commissione europea 2022, finalizzato a redigere un documento comune da sottoporre al Senato; gli aggiornamenti in merito alle iniziative già effettuate e a quelle programmate dalla Conferenza su futuro dell’Europa, con il coinvolgimento dei vari stakeholders, e il futuro confronto sulle attività dei Consigli regionali sul Pnrr.

Montuoro, ha aggiunto che sia al Consiglio che la Giunta spetta un duro lavoro con attenzione particolare sui fondi europei, sottolineando «la rilevanza di questo Coordinamento, in quanto è opportuno creare momenti di dibattito e sinergia per essere incisivi al massimo e sfruttare al meglio le grandi possibilità offerte dall’Europa».

Montuoro ha rimarcato soprattutto il «ruolo strategico dei consigli regionali rispetto al Pnrr, che non si limita soltanto all’attuazione dei progetti operativi, ma spazia dalle riforme legislative a tutto quello che impatterà sulfuturo del nostro territorio».

Tra i macro-obiettivi fissati dal Coordinamento, attivare un canale diretto Consigli e le Giunte regionali, sulla programmazione Pnrr; predisporre atti di indirizzo alla Giunta sugli assi principali in base alle esigenze dei singoli territori; definizione delle Commissioni consiliari per verificare la ricaduta del Pnrre per interventi successivi finanziati dalle singole Regioni a completamento di quelli del Pnrr. (rrm)