Consiglio regionale, revocato il sequestro dell’Auditorium Calipari

È stato disposto, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, la revoca del sequestro della Sala Auditorium “Nicola Calipari” «nel plesso Consiglio Regionale della Calabria e delle limitrofe aree di stoccaggio del materiale rimosso – ad eccezione dei campioni prelevati nell’ambito della consulenza tecnica dai reperti della copertura crollata – con restituzione all’avente diritto».

«La notizia ci fa molto piacere –ha dichiarato il presidente Filippo Mancuso – perché si avverte l’esigenza di adoperarci, mi auguro nel più breve tempo possibile, per restituire al Consiglio, alla città e alla Calabria una sala di 600 posti a sedere che, prima del grave evento, era stata definita un’ «agorà» elegante ed ipertecnologica al servizio della collettività». (rrc)

Al via l’iter per la nascita dell’azienda ospedaliera-universitaria “Renato Dulbecco”

Sarà intitolata al premio nobel per la Medicina, il catanzarese Renato Dulbecco, l’azienda Ospedaliera – Universitaria che nascerà grazie alla fusione, per integrazione, dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese -Ciaccio” con il Policlinico Universitario “Mater Domini” di Catanzaro.

Ciò sarà possibile grazie al Consiglio regionale della Calabria che, nella seduta del 14 dicembre, ha dato via libera all’iter per realizzare quello che il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso – proponente e relatore della proposta – ha definito «un polo sanitario-universitario d’eccellenza tra i più ragguardevoli del Mezzogiorno».

«A questo importante esito legislativo – si legge in una nota – si è giunti a seguito della convergenza politico-istituzionale tra il presidente della Giunta Roberto Occhiuto (commissario per la sanità), il presidente Mancuso e il rettore dell’Università “Magna Graecia” Giovambattista De Sarro. Nella relazione al provvedimento legislativo si specifica che “l’attuazione della fusione è affidata al protocollo di intesa che va sottoscritto, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, tra il Commissario per la sanità calabrese e il Rettore dell’Università di Catanzaro».

«Protocollo che – ha spiegato Mancuso – dovrà tenere conto, in particolare nella fase di avvio delle attività, delle vocazioni assistenziali, di emergenza urgenza dell’Azienda Pugliese Ciaccio e di elezione, urgenza, didattica e ricerca della Mater Domini».

«Sulla sanità, a partire dall’approvazione dell’‘Azienda-Zero’ – ha proseguito – proposta dal presidente Occhiuto e finalizzata a razionalizzare il sistema sanitario e a garantirne la governance, abbiamo messo due punti legislativi fermi, per assicurare il diritto alla salute e nella prospettiva di un Consiglio regionale che avverte la responsabilità di dare, ai problemi di più stringente attualità come la sanità, le risposte che i calabresi attendono da troppo tempo».

Grande soddisfazione è stata espressa dal Rettore De Sarro, che ha evidenziato come «questa nuova Azienda, che porterà il nome del Premio Nobel Renato Dulbecco, potrà diventare così una importante realtà non solo nel panorama regionale, ma anche in quello nazionale».

«Le diverse vocazioni delle funzioni ospedaliere ed universitarie – ha proseguito – che troveranno sintesi grazie all’unificazione, saranno, ai sensi della legge, rispettate ed ulteriormente potenziate e l’integrazione delle competenze espresse consentirà un miglioramento sia della formazione di tutti i professionisti della sanità che della ricerca, di cui l’Università di Catanzaro è responsabile, ma soprattutto un miglioramento dell’assistenza al servizio della popolazione del capoluogo di regione, dell’intero territorio regionale, e non solo».

«Per questo – ha concluso – l’auspicio ora è che sia finalmente definito il Protocollo di intesa tra Regione ed Università che è scaduto da oltre un decennio».

Per il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaAntonio Montuoro, l’avvio dell’iter «riporta al centro del dibattito una questione tanto importante quanto delicata come lo sviluppo di Catanzaro e per la sua vocazione di città della salute e della ricerca scientifica».

«Da quasi 20 – ha spiegato – si parla di un’unica azienda ospedaliero-universitaria che abbia l’obiettivo di migliorare l’offerta sanitaria in termini di volumi, appropriatezza e qualità e migliorare considerevolmente la ricettività alberghiera e realizzare un centro di eccellenza per le malattie oncologiche presso il plesso Ciaccio dell’Azienda ospedaliera, di primaria importanza, con lo scopo, tra l’altro, di contrastare la mobilità passiva regionale».

«Il presidente Mancuso – ha proseguito – ha rimesso al centro dell’attenzione della politica calabrese la proposta della unificazione delle aziende del capoluogo, unificazione richiesta – scrive nella relazione illustrativa al testo – dalla esigenza di «razionalizzazione e miglioramento dell’offerta assistenziale nel territorio regionale».

«L’integrazione tra le due aziende ospedaliere del Capoluogo consentirà, infatti – ha detto ancora – di ottenere risparmi e razionalizzare assistenza, organizzazione e logistica, ricerca e didattica sbloccando anche le risorse necessaria all’edilizia sanitaria. Con l’integrazione l’area centrale della nostra regione avrà la più grande struttura sanitaria non solo della Calabria, ma dell’intero Mezzogiorno: ci saranno altri posti letto a disposizione, finirà l’incubo del Pronto soccorso inaccessibile».

«C’è un altro aspetto da sottolineare – ha detto ancora – più volte richiamato in occasione dei dibattiti aperti sul rischio di depotenziamento del polo universitario catanzarese a vantaggio di altre città universitarie: l’integrazione sosterrà le Scuole di specializzazione della Facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia, rafforzando l’Ateneo. Quello che auspichiamo, infine, è che – con il massimo coinvolgimento del Consiglio regionale – si seguano tutti i passaggi burocratici e amministrativi necessari per evitare un ulteriore blocco o bocciatura della legge che andremo ad approvare. Per non perdere ulteriore tempo».

«E che l’integrazione avvenga nel pieno rispetto del patrimonio professionale di entrambe le aziende –  ha concluso Montuoro – salvaguardando anche le storie e le aspettative degli operatori che ci lavorano con grande impegno e sacrificio e che hanno fatto crescere la qualità della sanità calabrese salvaguardando il diritto alla cura, nonostante le criticità logistiche e strutturali che hanno determinato un commissariamento lungo dieci anni, e finalmente concluso, grazie al nostro presidente Roberto Occhiuto».

La notizia è stata accolta positivamente da Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta CatanzaroCrotoneVibo Valentia, che l’ha definita «buona nell’essenza, anche se contestabile nel metodo con cui si è arrivati alla definizione di questa pratica fondamentale, senza alcun coinvolgimento dei tanti soggetti istituzionali che si muovono attorno a queste realtà. Ma da tempo la Cgil considera questo passo come necessario e improcrastinabile».

«Ad oltre venti anni dall’istituzione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – ha spiegato – è il momento chiedersi seriamente cosa rappresenta questa Istituzione così prestigiosa per il Capoluogo di regione in particolare e per tutta la regione in generale dallo sviluppo e dall’integrazione con il territorio, prima di tutto, potranno nascere ricadute economiche e sociali importanti nella direzione della crescita culturale di tutta la Calabria».

«È il momento, quindi – ha proseguito – di andare oltre gli orizzonti del quartiere Germaneto e le posizioni delle figure che ruotano attorno al rettorato. Fatta la legge per l’integrazione, ora va riempita di contenuti che vadano oltre l’unificazione di reparti, personale e primariati. Bisogna ragionare anche del futuro dell’Università e nello specifico della Facoltà di Medicina: se l’attuazione dell’integrazione non sarà reale ed effettiva, per carenze burocratiche e amministrative che ne potrebbero inficiare la legittimità, sarebbe messo a repentaglio l’accreditamento delle Scuole di specializzazione medica, indebolendo di fatto l’Università Magna Graecia».

«Nel processo di attuazione – ha concluso – devono essere coinvolti tutti gli attori sociali e istituzionali affinché si possa favorire e affermare la centralità del sistema universitario, un sistema che deve essere il più integrato possibile. Noi faremo la nostra parte assieme alle categorie di riferimento per dare un contributo fattivo alla soluzione di problemi che potrebbero eventualmente emergere, per evitare di vedere ancora una volta bocciata la legge dalla Corte Costituzionale».

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che ha evidenziato come «da catanzarese, non posso non sottolineare il grande segnale di attenzione nei confronti della città con la legge che il Consiglio regionale ha varato per raggiungere – finalmente – il traguardo dell’integrazione fra l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e quella ospedaliero-universitaria “Mater Domini”».

«Non avevo dubbi – ha aggiunto – che il presidente di Palazzo Campanella, Filippo Mancuso, si sarebbe mosso in tal senso. La fusione tramite incorporazione fra i due presidi sanitari del capoluogo calabrese era un passaggio fondamentale che supera gli aspetti che avevano indotto il governo nazionale a impugnare la legge precedente. Ma sono soddisfatto anche perché con questa legge vengono fissati tempi certi – un anno – per la firma del protocollo d’intesa fra il commissario alla Sanità e l’Università Magna Graecia, che sancirà a tutti gli effetti l’attuazione della fusione e, di conseguenza, la nascita dell’azienda unica. In questo modo verrà razionalizzato il comparto sanitario di Catanzaro, saranno abbattuti gli sprechi ed eliminati i doppioni, si creerà una struttura più efficace e funzionale alla gestione del sistema-salute, si valorizzeranno al meglio le professionalità degli ospedali e dell’università».

«Soprattutto – ha proseguito – saranno blindate la Facoltà di Medicina del nostro Ateneo, l’unica della Calabria, e le sue Scuole di specializzazione medica. Al governatore Occhiuto, al presidente del Consiglio Mancuso, ai consiglieri regionali che hanno approvato la legge va un sincero ringraziamento a nome di tutta la città e un invito a vigilare perché questo sogno dell’azienda unica diventi realtà una volta per tutte». (rrc)

È nata la l’Azienda Calabria Zero

È nata Calabria Zero, l’azienda che governerà la sanità della Regione Calabria, ideato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e dal sub-commissario Maurizio Bortoletti. Il Consiglio regionale della Calabria, infatti, ha approvato, a maggioranza, il progetto di legge dell’Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria – Calabria Zero, che «non sarà un’azienda immediatamente operativa» ha spiegato Occhiuto, che non vuole ripetere l’errore compiuto nel 2007.

«Quello della creazione di un Ente di governance nella sanità calabrese – ha spiegato il Governatore – è un modello già realizzato in altre regioni, ad esempio, in Veneto, nel Lazio, che è utile per svolgere in maniera centralizzata alcune funzioni che è più complesso far svolgere alle aziende sanitarie. Figuratevi in un sistema sanitario come il nostro dove il deficit di capacità amministrativa è ancora più forte nel sistema delle Aziende».

«Nel testo – ha spiegato – noi proponiamo la possibilità di istituire l’Azienda che accentrerà le funzioni amministrative, facendo rimanere intonso, però, il sistema delle Aziende territoriali, ma prevedremo, invece, l’implementazione di questa Azienda attraverso atti successivi che, certo, io vorrei concordare con quelli che sono nella disponibilità e hanno la volontà di darci dei suggerimenti».

Inoltre, è stata approvata la proposta di legge, a firma del presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che prevede l’unificazione delle Aziende ospedaliere “Pugliese Ciaccio”, e universitaria “Mater Domini” di Catanzaro che assumono così la denominazione “Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”.

Grande soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaAntonio Montuoro, che ha sottolineato come «quella sancita nella lunga seduta del Consiglio regionale di ieri con la costituzione di ‘Azienda zero’ è il primo passo verso un cambiamento radicale nella gestione del sistema sanitario calabrese».

«È quella rivoluzione – ha spiegato – che i nostri concittadini si aspettano per vedere garantito il diritto alla cura senza ricorrere alla migrazione sanitaria, senza aspettare per mesi una visita specialistica che non arriva e poi rivolgersi al privato. È la partita per cui assieme al presidente Roberto Occhiuto, commissario regionale alla sanità, ci giochiamo tutto».

«Poca vetrina e molta officina, senza alibi e senza paura, scrive il nostro presidente nelle linee programmatiche. La legge di costituzione dell’Azienda zero, attraverso una struttura che possa controllare la spesa e razionalizzare la gestione, è la soluzione più adatta per organizzare in modo moderno ed efficiente il governo di questo settore strategico per la nostra regione – ha affermato Montuoro in aula –. La decisione di creare un nuovo ente denominato Azienda zero risponde alle finalità di unificare e centralizzare le funzioni di programmazione, attuazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché di coordinamento e governance del sistema sanitario, riconducendo a esso le attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale».

«La nuova gestione della sanità calabrese attraverso una struttura che possa controllare la spesa, che possa monitorare l’efficienza o meno, che possa, sostanzialmente, avere un quadro di insieme per migliorare, appunto, la degradata sanità calabrese è la soluzione più adatta per organizzare in modo moderno ed efficiente il governo di questo settore strategico per la nostra regione – ha detto ancora Montuoro –. La sede della nuova Azienda che si occuperà della sanità della nostra regione non può che essere Catanzaro: perché è la sede della Giunta regionale e quindi del commissario ad acta, in considerazione della posizione strategica, visto l’ubicazione nell’area centrale della regione, ma anche e in considerazione della presenza, in città, dell’unica Facoltà di Medicina della nostra regione che è quella dell’Università Magna Graecia. Ringrazio, quindi, il presidente Occhiuto per la scelta di procedere su questa strada nella collocazione della sede di Azienda Zero a Catanzaro».

Il segretario-questore Salvatore Cirillo ha dichiarato che «sono certo che il primo passo da noi compiuto, oltre a consolidare una visione politica per la Calabria, renderà ai Calabresi quei risultati attesi da moltissimo tempo».

«Oggi, per la Sanità della Calabria – ha proseguito – si configura un’opportunità concreta materializzata in un atto formale volto a rappresentare l’inversione di una tendenza rispetto al passato che ci consentirà di affrontare le vecchie questioni con nuovi modelli di lavoro, poter individuare più velocemente nuove soluzioni e rendendo ai nostri corregionali buona parte di quelle risposte sino ad ora impensabili».

«Naturalmente – ha proseguito – questo è l’inizio di un percorso nel quale partendo dalla Sanità, si potrà lavorare per consolidare ulteriori modelli organizzativi snelli, efficaci ed efficienti nei quali grazie alla recentissima approvazione di un emendamento in Senato, sarà possibile assumere 40 dipendenti a supporto della struttura Commissariale.

«Percorrendo questa strada – ha detto ancora – sarà anche possibile concretizzare un processo strutturalmente virtuoso, arrecando al tessuto socio-economico calabrese quel cambiamento che sino ad ora si temeva di non poter nemmeno reclamare».

«Pensando al passato – ha detto ancora – con il voto espresso in aula, avverto la responsabilità di aver contribuito a praticare una scelta posta in netta discontinuità con la realtà ereditata: se in 12 anni i commissari mandati in Calabria non hanno neanche quantificato il debito, invece di continuare a inseguire le incognite dei numeri, abbiamo scelto con coraggio e determinazione di avviare un percorso che renda possibile la ripartenza».

«Da oggi – ha detto ancora Cirillo –, inizio ad immaginare una Sanità capace di essere anche un moltiplicatore per la debolissima economia calabrese, attualmente costretta a spendere 320 milioni di euro l’anno per i calabresi che vanno a curarsi in altre Regioni, magari da medici calabresi. Se in passato partire era l’unica strada da percorrere, il nostro impegno si tradurrà in un lavoro certosino e costante da compiere per garantire ai Calabresi quel diritto alla salute, tra l’altro previsto dalla Costituzione, senza doverli costringere a compiere viaggi della speranza ed esporli ad ulteriori costi». (rrc) 

Il 14 dicembre si riunisce il Consiglio regionale

Il 14 dicembre è prevista la riunione dei capigruppo del Consiglio regionale della Calabria, a cui prenderanno parte il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, la vicepresidente Giusy Princi e il sub-commissario Maurizio Bortoletti.

All’ordine del giorno, le “Linee programmatiche” del Presidente della Giunta e relativo  dibattito; il Documento di economia e finanza della Regione (Defr)  2022-2024 e i provvedimenti in materia di bilancio. L’Assemblea regionale, inoltre, si occuperà di un primo intervento legislativo in ordine alla riorganizzazione del Sistema sanitario regionale. E’ quanto ha stabilito la  Conferenza dei capigruppo consiliari,  coordinata dal presidente Filippo Mancuso e  svoltasi nel pomeriggio  a Palazzo Campanella.

Il presidente Filippo Mancuso ha ringraziato l’on. Occhiuto, la vicepresidente Princi e il colonnello Bortoletti «per la loro partecipazione ai lavori della Conferenza dei capigruppo che, in prospettiva può essere la modalità più adeguata per rendere sinergici e proficui i rapporti tra l’Esecutivo e il Legislativo».

«Presto – ha aggiunto – procederemo all’elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni permanenti e speciali. Al contempo, si avverte, da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, l’urgenza di dare alla Calabria, dopo l’approvazione del bilancio di assestamento nella scorsa seduta, le prime risposte legislative alle criticità di più stringente attualità come la sanità». (rrc)

Domani si riunisce il Consiglio regionale della Calabria: si parla del bilancio di previsione

Domani mattina, alle 11.30, si riunisce il Consiglio regionale della Calabria, che discuterà della proposta di legge Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2021-2023, che vedrà Salvatore Cirillo come relatore.

«Con il presente disegno di legge sull’assestamento del Bilancio di previsione 2021-2023 – si legge nel documento – la Giunta regionale propone le variazioni di bilancio necessarie a modificare il valore presunto dei residui, del fondo pluriennale vincolato e del risultato di amministrazione, al fine di renderli conformi a quelli determinati con il Rendiconto generale dell’anno 2020, approvato con la deliberazione della Giunta regionale 347 del 11 agosto 2021».

«Tenuto conto, tuttavia – si legge ancora – che è ancora in corso l’attività istruttoria per il rilascio del giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti sul Rendiconto 2020, che verrà reso in data 10 dicembre 2021, il presente documento contabile ha natura esclusivamente tecnica poiché contiene le variazioni improcrastinabili necessarie a riportare nel bilancio le risultanze del Rendiconto 2020, oltre a poche ulteriori variazioni rese necessarie per rafforzare gli equilibri di bilancio in attesa di eventuali misure correttive connesse al Giudizio di parifica della Magistratura contabile».

L’ammontare complessivo della manovra di assestamento per il 2021 vale circa 20,1 milioni di euro. Tale maggiore disponibilità deriva in gran parte da risparmi di spesa (circa 17 milioni di euro) e in misura nettamente minore da maggiori entrate (3,01 milioni circa).

Nel corso della seduta, infine, è prevista l’approvazione del Programma di Governo. (rrc)

 

Vertice in Cittadella su Sanità, Mancuso: Obiettivo far nascere un Polo sanitario-universitario d’eccellenza

Realizzare un Polo sanitario-universiario d’eccellenza, «tra i più ragguardevoli del Mezzogiorno». È l’obiettivo di cui hanno discusso, in Cittadella regionale, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il Rettore dell’Università Magna Graecia, Giovambattista De Sarro, il prof. Arturo Puja, del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche della stessa Università e il vicepresidente del Consiglio regionale Pierluigi Caputo.

La nascita del Polo, infatti, sarebbe possibile con il processo di integrazione dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio con il Policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro, di cui si faranno i dovuti approfondimenti delle modalità legislative e amministrative.

Quello svoltosi nel pomeriggio di venerdì, per Mancuso, è stato «un primo, utile e proficuo confronto sulle problematiche della sanità in generale, nella prospettiva del  superamento delle criticità del Sistema sanitario a cui il presidente Occhiuto – in virtù delle prerogative di commissario per il Piano di rientro riconosciutegli dal Governo – sta intensamente  lavorando, perché sia finalmente garantito il diritto alla salute dei calabresi».

Il presidente Mancuso ha già segnalato l’urgenza di pervenire «a questa sinergia di  competenze e professionalità ospedaliere e universitarie che avrà effetti positivi per il capoluogo di regione e per la Calabria intera», nel suo intervento d’insediamento in Consiglio regionale il 15 novembre scorso. (rcz)

Giornata mondiale contro violenza sulle donne, Mancuso: Oltre alle ricorrenze servono i fatti

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ha evidenziato come «oltre alle ricorrenze, pure importanti, debbono seguire i fatti. Perché l’esplosione di violenza contro le donne, specie quella inflitta nelle mura di casa, che ogni ora e ogni giorno scuote le coscienze, ci dice che non si sta facendo tutto il possibile».

Il presidente Mancuso auspica che «contro questo fenomeno aberrante, sia per diffusione che per la drammaticità degli eventi, le Istituzioni – ad ogni livello – agiscano con responsabilità, rigore e tempestività. Prevenire le violenze, senza più frapporre indugi burocratici, distrazioni da parte di chi ha il dovere di intervenire o sviste colpevoli, e non lasciare sole le donne che chiedono aiuto, in una fase economica che rende le donne più vulnerabili e che segnala un’intollerabile aumento di casi di donne uccise da mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi ( più 20 per cento secondo l’0nu dall’insorgere della pandemia), è diventata un’emergenza democratica, di vita e di civiltà».

«È un segnale apprezzabile – ha aggiunto – che il Governo, per accompagnare le donne vittime di violenza al recupero della loro libertà di scelta e di movimento favorendone l’indipendenza economica, destini ulteriori e specifiche risorse, ma ciò che è altrettanto necessario è che le iniziative e gli strumenti a disposizione diventino strutturali – a partire dal sostegno alle associazioni ed ai Centri antiviolenza presenti sul territorio – e soprattutto incidano efficacemente sul fenomeno».

Mancuso, infine, torna sull’idea (annunciata nel suo intervento d’insediamento il 15 novembre scorso) «di riprendere e far funzionare l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere (istituito con legge), perché si occupi della programmazione di azioni di sensibilizzazione e di diffusione della cultura del rispetto reciproco tra i sessi, dando spazio all’attivo coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e alla formazione degli attori istituzionali e sociali impegnati a vario titolo nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere». (rrc)

Arruzzolo (FI), Irto (PD) e Tavernise (M5S) sono i capogruppo in Consiglio regionale

Prestigioso incarico per Giovanni ArruzzoloNicola IrtoDavide Tavernise, che sono stati nominati capogruppo in Consiglio regionale della Calabria rispettivamente per Forza ItaliaPartito DemocraticoMovimento 5 Stelle.

«Gianni è senza dubbio alcuno la persona più adatta a ricoprire questo ruolo e che al meglio può rappresentare i valori del nostro Partito, in forza del suo bagaglio politico ultra ventennale e soprattutto dell’ultima prestigiosa e gravosa responsabilità assunta nelle vesti di Presidente subentrato della massima Assise calabrese» si legge in una nota congiunta di Roberto OcchiutoGianluca GalloKatya GentilePasqualina StrafaceGiuseppe MattianiMichele ComitoValeria Fedele.

«L’On. Arruzzolo – conclude la nota – ha le qualità umane e l’esperienza per essere figura di riferimento per tutti noi a Palazzo Campanella. Ora più che mai risulta necessario un apporto di sostanza e qualità per sostenere l’arduo lavoro del nuovo Governatore; al contempo, altrettanto necessario è che la politica calabrese riacquisisca credibilità istituzionale davanti ai cittadini. Gianni, con l’umiltà e la serietà che lo contraddistinguono da sempre, è il Capogruppo perfetto per entrambi gli aspetti. Il suo indiscutibile spirito di servizio sarà il fiore all’occhiello di tutti noi forzisti!».

Irto, invece, ha voluto ringraziare i consiglieri regionali del PD «che, all’unanimità, mi hanno chiesto di assumere il ruolo di capogruppo».

«Si tratta – ha aggiunto – di una grande responsabilità che affronterò con spirito di servizio e nell’interesse dei calabresi».

«La legislatura che si avvia – ha detto ancora Nicola Irto – è fondamentale per il futuro della Calabria che sarà chiamata, tra l’altro, a utilizzare al meglio i fondi del Pnrr. In Consiglio servirà un’azione di opposizione attenta, determinata e costruttiva che il Pd, come gruppo più numeroso della minoranza, dovrà guidare con fermezza».

Tavernise ha ringraziato «il mio collega consigliere Francesco Afflitto per la fiducia, e i vertici del Movimento 5 Stelle per aver creduto ancora una volta in me».

«Un ruolo importante – ha proseguito Tavernise – che porterò avanti con dedizione e competenza. Due sono le sfide che ci attendono, e che affronteremo con impegno per risollevare concretamente, le sorti della nostra regione: sanità e infrastrutture, con attenzione particolare alla questione Statale 106, quali emergenze sociali indifferibili da risolvere, per riconsegnare ai calabresi credibilità verso le istituzioni regionali; valorizzazione delle bellezze, quindi rilancio del turismo e dell’agricoltura, per strutturare un’economia calabrese che restituisca alle famiglie fiducia verso il futuro, e ai giovani un’occupazione dignitosa nella propria regione». (rrc)

Filippo Mancuso è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria

Il Consiglio regionale della Calabria ha il suo nuovo presidente, che è Filippo Mancuso. L’elezione è avvenuta oggi, nel corso della prima seduta nell’erta di Occhiuto, che ha eletto, come vicepresidenti, Pierluigi Caputo (Forza Italia) e Franco Iacucci (Partito Democratico).

Salvatore Cirillo (Coraggio Italia) e Ernesto Alecci (PD) sono stati eletti segretari-questori del Consiglio regionale.

Il neo presidente ha subito dopo l’elezioni fatto un discorso intenso e convinto, riservando alle parole di San Francesco (d’Assisi) le sue conclusioni: «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò  che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

Mancuso ha esordito con «La Calabria ci chiede cuore e coraggio!  Sarò il Presidente di tutti, garante della dialettica democratica nel rispetto dello Statuto e del Regolamento. La congiuntura, complessa per via della pandemia che ha cambiato le nostre abitudini di vita e inciso sul modello di sviluppo del Paese, ci chiede di essere protagonisti dei cambiamenti, all’insegna  del buongoverno e dei principi della programmazione e della partecipazione popolare»

Il neo Presidente ha voluto mettere in evidenza «il dinamismo di cui sta dando prova il presidente Occhiuto, che è come se incarnasse fisicamente il cambio di passo a cui tutti siamo chiamati, se vogliamo mettere a valore, per promuovere sviluppo e nuova occupazione, il patrimonio ambientale, storico, culturale e architettonico che fa della Calabria una delle regioni più belle d’Europa».

Ha fatto ovviamente riferimento al commissariamento (la fine del “tormentone dei commissari della sanità” mandati in Calabria dai tanti Governi) affermando che «Oggi con il governatore Occhiuto finisce la conflittualità  che vi è stata per lunghi anni tra commissari alla Sanità  e Regione, adesso si dovrà risanare il debito». E «col contributo di tutti,  la sfida di avere una sanità dignitosa sia finalmente  affrontata e vinta». Poi ha indicato, tra le priorità di cui occuparsi, «l’integrazione  dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio col Policlinico Mater Domini di Catanzaro, la  cui realizzazione consentirà alla Calabria  di avere un Polo sanitario-universitario d’eccellenza tra i più ragguardevoli del Mezzogiorno».

Per quanto riguarda il PNRR, il Presidente Mancuso ha detto che «Siamo dinanzi all’appuntamento della vita per la Calabria. Non dubito che la Regione sarà all’altezza del compito. Naturalmente, c’è bisogno di supporti tecnici per la progettazione e rendicontazione delle risorse senza cui si avrebbero difficoltà». Se le risorse del Pnrr,  per più cause, dovessero essere appannaggio solo delle aree forti del Paese, lobby e cordate di potere tecnicamente attrezzate, non mettendo la Calabria e il Sud nelle condizioni di utilizzarle, l’Italia perderebbe l’occasione di realizzare la coesione sociale che insegue da 160 anni. Tutto ciò va scongiurato, perciò attiviamoci al massimo!».

Nel suo discorso, il neo presidente del consiglio regionale della Calabria ha sottolineato il ruolo dei Comuni: «avamposti della democrazia che vivono un’insopportabile condizione di solitudine, aggravata dalla presenza della criminalità organizzata, per il cui contrasto è necessario affiancare all’attività della  Magistratura e delle  Forze dell’ordine –  a cui non finiremo mai di essere grati per l’impegno e gli importanti risultati che  stanno conseguendo – una più ampia e forte reazione della società civile. La criminalità organizzata – ha sottolineato  il presidente Mancuso nell’Aula dedicata a Francesco Fortugno –  è un disvalore assoluto ed è  uno dei principali ostacoli allo sviluppo».

Mancuso ha, inoltre, parlato di «normalità della Regione, che si consegue facendo funzionare bene e tempestivamente ogni suo organismo e articolazione». Pertanto, ha auspicato «che l’insediamento della Conferenza dei capigruppo e l’elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni avvengano rapidamente».

Ci sono grandi questioni – ha evidenziato Mancuso – che richiedono soluzioni:  la fuga dei giovani cervelli, la modernizzazione del regionalismo, Università, relazioni con i calabresi fuori dalla regione, attuazione della riforma del welfare con uno sguardo alle persone affette da demenza e alle loro famiglie, ma ci sono anche alcune criticità «su cui la Regione deve intervenire»: la crisi delle imprese piccole medie, le lacune infrastrutturali che isolano la Calabria, il dissesto idrogeologico e le tante criticità ambientali, la desolazione delle aree interne, il dramma dei giovani senza lavoro e le ragioni del mondo del precariato). Mancuso fa sua la considerazione che «la Calabria non può essere lasciata sola! Troppe mancanze e gravi sottovalutazioni ci sono state, nei decenni scorsi, verso i bisogni di una regionale che vanta dallo Stato crediti enormi. E serve più attenzione per i porti («a incominciare dal Porto di Gioia Tauro») e alle sofferenze degli aeroporti, con un inciso sulla vicenda Sacal: «Sulle strane procedure da parte dei privati, per avere la maggioranza delle quote, denunciate dal presidente Occhiuto, intervengano subito le autorità di controllo. Si apra una pagina nuova su queste tre infrastrutture fondamentali per la mobilità e per lo sviluppo».

Il neopresidente ha voluto riservare un saluto alla sua città (Catanzaro) «le cui funzioni di capoluogo meritano di essere supportate da adeguate risorse» con interventi «per l’area centrale della regione, trascurata dai tanti governi regionali che si sono succeduti», e non ha mancato di salutare Reggio che ospita il Consiglio regionale: «Sosterrò la Conferenza Interregionale Calabria-Sicilia per il coordinamento delle politiche dell’Area dello Stretto, perché l’alleanza organica tra le due Regioni è un incubatore di  processi virtuosi».

Numerose le attestazioni di stima e gli auguri formulati da ogni parte politica. Il Presidente Roberto Occhiuto ha espresso le sue «Congratulazioni a Filippo Mancuso, neopresidente del Consiglio regionale, ai 2 nuovi vice presidenti Pierluigi Caputo e Franco Iacucci, e ai 2 nuovi segretari-questori Salvatore Cirillo e Ernesto Alecci. Da oggi si fa sul serio, per il bene della Calabria. Buon lavoro a tutti noi».

Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, facendo gli auguri al neo presidente del Consiglio regionale ha sottolineato che «saprà dirigere l’assemblea di Palazzo Campanella nel migliore dei modi. Competente, attento, appassionato – ha aggiunto Abramo – i consiglieri regionali non avrebbero potuto scegliere un presidente dallo spessore più alto del suo. Da Filippo Mancuso sono sicuro non mancherà la giusta attenzione nei confronti di Catanzaro, quella che è anche la sua città e nella quale è stato, per anni, al mio fianco, consigliere e assessore comunale. Ma sono sicuro che a guadagnarne del suo prestigioso e autorevole incarico sarà tutta la Calabria».

«Al segretario questore Salvatore Cirillo, giovane di valore espressione di Coraggio Italia, ma anche ai vicepresidenti Caputo e Iacucci e all’altro segretario questore Alecci, auguro un buono e proficuo lavoro con la certezza che si rimboccheranno anche loro le maniche per il bene della Calabria» ha concluso Abramo. (rrc)

Oggi si riunisce per la prima volta il Consiglio regionale dell’era Occhiuto

Oggi pomeriggio alle 14 si riunirà il primo Consiglio regionale della Calabria dell’era Occhiuto. Prevista l’elezione del presidente del Consiglio regionale, dei due vicepresidenti e dei due consiglieri segretari-questori.

Nel caso in cui dopo due votazioni nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza richiesta, è sufficiente che nel terzo scrutinio, da tenersi il giorno successivo, si ottenga la maggioranza degli aventi diritto. Qualora nemmeno nella terza votazione si ottenga la maggioranza richiesta, si procede, nello stesso giorno, al ballottaggio fra i due candidati in precedenza più votati. Ad essere proclamato, in questa circostanza, sarà il consigliere che otterrà la maggioranza dei voti. In caso di parità di voti, è eletto il più anziano di età.

Per l’occasione, il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, ha rivolto ai neoeletti gli auguri «di buon lavoro, con la certezza che sarete mossi da integrità, passione e competenza nell’agire a favore dei cittadini che rappresentate».

«In questa delicata fase storica – ha aggiunto – le istituzioni sono chiamate a un maggiore impegno per garantire soluzioni concrete dinanzi le criticità che attanagliano il nostro territorio: oggi più che mai, c’è bisogno di unità d’intenti e senso di responsabilità. Per questo il vostro ruolo deve sempre essere a tutela delle comunità, essendo voi consiglieri la massima espressione dell’agire democratico».

«La recente tornata elettorale evidenzia, ancor di più – ha proseguito – quale sia l’aspettativa dei cittadini: una buona amministrazione e la valorizzazione delle nostre eccellenze, del nostro patrimonio identitario indipendentemente da ogni connotazione politica».

«È nelle istituzioni – ha evidenziato – che una comunità si riconosce e, quando siederete tra i banchi del consiglio regionale, concorrerete a determinare l’indirizzo politico, sociale ed economico della nostra regione, tenendo alto il pieno rispetto del valore del vostro ruolo di consiglieri. Sono certo che potremo, sin da subito, avviare un dialogo sinergico e costruire, insieme, il futuro della nostra Calabria». (rrm)