CERZETO (CS) – La conferenza internazionale di studi sullo scrittore arbëreshë Santori

Oggi, a Cerzeto, all’Università della Calabria e nelle Comunità arbëreshë di Santa Caterina Albanese, una conferenza internazionale di studi sullo scrittore italo-albanese  Francesco Antonio Santori.

L’evento è stato organizzato in occasione del bicentenario della nascita dalla Fondazione Universitaria “Francesco Solano” e dal Laboratorio di Albanologia dell’Unical in collaborazione con le Amministrazioni Comunali delle comunità santoriane di Santa Caterina Albanese e di Cerzeto, con il patrocinio della Regione Calabria (interverrà nel corso dei lavori l’Assessore alla Cultura Maria Francesca Corigliano) e della Repubblica del Kosovo – Presidenza della Repubblica.

La conferenza sarà inaugurata a San Giacomo di Cerzeto alle 18.00, comunità dove il Santori operò come parroco e morì nel 1894, con una Messa solenne in cui è prevista la partecipazione del Vescovo della Diocesi di San Marco-Scalea, Mons. Leonardo Bonanno, e di don Ennio Stamile, sacerdote originario della stessa comunità e responsabile regionale di Libera Calabria.

Seguirà la presentazione della antologia santoriana, in albanese con traduzione italiana a fronte, a cura di Vincenzo Belmonte.

Chiuderanno la manifestazione la presentazione del sito web santoriano, con le opere manoscritte on-line e i luoghi citati nelle opere del Santori, sito curato dall’ing. Battista Sposato, con la collaborazione di Luigi Caparelli, Monica Lombardo e Sandra Domanico e la rappresentazione teatrale della EMIRA, curata da Nando Pace, con voce recitante Brunilda Lato e la partecipazione del gruppo etnomusicale Shpirti Arberesh di Cerzeto e del Coro Picilia di Santa Caterina Albanese.

Diversamente da altri intellettuali di formazione ecclesiastica arbëreshë, di rito e formazione cattolica di rito bizantino, Santori fu un francescano di rito latino: formatosi nel Seminario diocesano di San Marco Argentano, dove ritroviamo con lui altre figure importanti del romanticismo calabrese come Vincenzo Selvaggi e Vincenzo Padula, per molti anni ha operato nel convento dei Riformati di San Marco Argentano, ricoprendo incarichi di responsabilità all’interno dell’ordine francescano.

Figura di spicco della cultura arbëreshë – aveva Girolamo De Rada come suo mentore letterario – Francesco A. Santori appartiene a quella corrente romantica naturale calabrese fatta conoscere dal grande critico Francesco De Sanctis, che per la prima volta ha proiettato la nostra regione nella letteratura nazionale.

Purtroppo la sua straordinaria opera, linguistica e letteraria, è rimasta in ombra sino agli anni ’70 del secolo scorso, essendo rimasta in gran parte inedita, anche per la estrema povertà in cui visse – e una parte importante delle sue carte sono finite nel Fondo De Rada della Biblioteca Civica di Cosenza, dove attualmente si trovano, purtroppo in precario stato di conservazione.

Le sue opere vanno, però, al di là del romanticismo, assumendo una forte connotazione sociale assimilabile a quelle di Vincenzo Padula, e per alcuni aspetti anticipano dal punto di vista tematico il realismo nella letteratura albanese. Santori non è solo, assieme a Girolamo De Rada, a Giuseppe Serembe e a Gabriele Dara junior tra i protagonisti del romanticismo arbëresh, ma anche il primo autore in assoluto nella letteratura albanese di romanzi, ma anche di tante opere teatrali – la più nota è l’EMIRA, che descrive la dura repressione del brigantaggio meridionale da parte dell’esercito piemontese subito dopo l’Unità d’Italia, ma anche molti romanzetti o novelle in versi, novelle, drammi e melodrammi. (rcs)

L’intera Calabria “zona economica speciale”. L’idea di Confindustria piacerà al Governo?

di SANTO STRATI – Non è una frase ad effetto, ma una proposta seria e sensata e viene da un’autorevole fonte: il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, ieri a Cosenza, con l’assemblea degli industriali cosentini ha lanciato l’idea di far diventare tutta la Calabria una ZES, ovvero una “zona economica speciale” con tutti i vantaggi che essa comporta per attrarre investimenti. Un’idea che tutte le forze politiche calabresi dovrebbero condividere e sostenere e che il Governo potrebbe tenere in seria considerazione. Attualmente in Calabria c’è la ZES di Gioia Tauro che si estende dal Porto fino a Reggio: è appena agli inizi e mostra ancora qualche criticità (soprattutto dalo punto di vista burocratico) ma promette di cambiare radicalmente l’economia di tutta l’area. Perché quindi non valutare, in maniera adeguata, di allargarla a tutta la regione?

Come ha evidenziato l’ultimo rapporto Svimez, la Calabria è l’ultima regione del Sud in tutti i sensi: quest’anno avrà una crescita negativa dello 0,3% sul Pil e dopo un triennio di pur debole ripresa (2015-2017) mostra un forte cedimento negli investimenti (-40%). Il quadro non è allarmante, è disperatamente allarmante. Occorre, dunque, fare del Mezzogiorno una questione davvero nazionale e, come abbiamo pubblicato in questi giorni, il Manifesto per l’Italia, prima, e la successiva garbata lettera di del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Quotidiano del Sud/L’AltraVoce dell’Italia, dopo, danno un segnale preciso che farebbe ben sperare in un’attenzione crescente del Governo nei confronti del Mezzogiorno. E la scelta del nuovo ministro per il Sud, Peppe Provenzano, uno studioso che conosce a fondo i problemi del Mezzogiorno, che avrà un bel po’ di dossier da analizzare ed avviare a soluzione, è un’ulteriore manifestazione di rinnovata sensibilità del Conte 2. Quella del direttore Quotidiano del Sud/L’AltraVoce dell’Italia Roberto Napoletano è una battaglia sullo “scippo” delle ricche regioni del Nord ai danni delle regioni povere del Sud, è un sipario strappato su una realtà che in molti fingono di ignorare e che, invece, il premier Giuseppe Conte, da uomo del Sud, ritiene inaccettabile. Il divario crescente nella distribuzione delle risorse: “Vogliamo – ha scritto Conte a Napoletano – realizzare un piano straordinario di intervento, approntare una cintura di protezione per le aree che soffrono di maggiori disagi dal punto di vista economico e sociale». Quale migliore premessa per prendere in considerazione l’idea di una ZES per tutta la Calabria?

Com’è nata questa proposta? Lavoro, crescita e debito sono state le parole chiave del presidente degli industriali Boccia, per sottolineare la necessità di fare del Mezzogiorno una questione nazionale. E da qui l’idea di creare le condizioni perché ripartano gli investimenti, si realizzino infrastrutture, si offrano opportunità ai giovani. Il presidente Conte ha scritto una cosa molto bella nella lettera inviata al Quotidiano del Sud: «Sono i giovani le uniche eccellenze che non vorremmo più ‘esportare’». Ecco, i giovani, le infrastrutture, un nuovo corso nella mobilità e nei trasporti, serie opportunità di occupazione (ed eventualmente formazione specialistica) per laureati e non, in una terra dove la disoccupazione giovanile segna il 55%. Basta il dato della nuova “emigrazione” intellettuale: negli ultimi dieci anni sono stati 120mila i laureati che hanno lasciato la Calabria, a chiedere il ricorso a iniziative “speciali” (come la ZES) e a una terapia d’urto in grado di fermare quest’emorragia di giovani risorse.

Il prof. Pasquale Amato, apprezzato storico e profondo studioso di cose del Sud, ha citato ieri su FB il dialogo con la nipote Giada invitata a organizzare per le sue amiche una visita al Museo dei Bronzi: «Zio – ha risposto la ragazza – ne è rimasta solo una. Le altre sono scese per le vacanze ad agosto ed ora sono tornate nelle città del Nord dove si sono trasferite». Una malinconica dichiarazione che la dice lunga sull’emorragia, inarrestabile, dei nostri giovani costretti a “fuggire” dalla propria terra in assenza di qualsiasi opportunità. La Calabria rischia di diventare come i paesi dei nostri emigrati oltreoceano degli inizi del secolo scorso: un lontano ricordo dove, con struggente nostalgia, se si può, tornare per qualche settimana e lasciare nuovamente affetti, amicizie, e soprattutto sogni irrealizzabili.

Non possiamo più tollerare che la Calabria, con l’immensa ricchezza di risorse che possiede (clima, paesaggi, tesori archeologici inestimabili, un mare da favola, montagne meravigliose e tantissimo altro) sia abbandonata a se stessa: l’opportunità di creare una ZES dove vivono due milioni di persone oltre che suggestiva è straordinariamente fattibile. E la crescita e lo sviluppo che deve passare soprattutto sulla culture e la formazione ha bisogno di contare, sugli industriali, sulla voglia di fare impresa di chi crede e scommette su questa terra. E va incoraggiato.

Fortunato Amarelli, eletto ieri presidente degli industriali cosentini, è un giovane di 47 anni, un imprenditore che tiene il timone di un’azienda famosa, conosciuta in tutto il mondo, che risale al 1731. Ha scritto su FB: «Un po’ di anni fa quando entrai per la prima volta nella sede di confindustria Cosenza, non avrei mai immaginato quanto l’associazione diventasse importante nella mia vita. Confindustria esaudisce la mia grande voglia di occuparmi di un interesse più collettivo, di poter dare il mio contributo alla società. Credo che sia una responsabilità di tutti, impegnare una parte del loro tempo per il bene comune, ancora di più in Calabria, per il suo riscatto, perché è in assoluto la regione più bella al mondo». Servono dieci, cento, mille Amarelli per questa terra. (s)

Fortunato Amarelli alla guida degli industriali cosentini, l’incontro con Boccia

Col tema “Voglia di futuro. Legalità, occupazione, sviluppo” si è svolta a Cosenza l’Assemblea 2019 di Confindustria Cosenza che ha visto la partecipazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Gli interventi sono stati coordinati dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda, con la partecipazione del presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca e di Fortunato Amarelli, che è stato poi eletto presidente degli industriali cosentini.

Fortunato Amarelli, 47 anni, è l’amministratore delegato dell’omonima azienda famosa nel mondo per la lavorazione della liquirizia e rappresenta la dodicesima generazione di una famiglia di imprenditori che opera sin dal 1731 nella produzione in Calabria. Succede a Natale Mazzuca, che rimane presidente di Unindustria Calabria e resterà in carica per il quadriennio 2019-2022.

Il neo presidente ha voluto ringraziare Mazzuca: «È stato ed è per me una guida. Con il suo carico di visione organizzativa e di politica associativa, ho avuto modo di poterne apprezzare anche le qualità di leader capace di coinvolgerti nei progetti al punto di farli diventare i miei».

Apprezzato l’intervento del presidente di Confindustria Boccia: «Il Paese – ha dichiarato – ha bisogno di reagire perché, tra l’altro, i dati della recessione in Germania, la recessione nel nostro Mezzogiorno e il calo degli ordini per l’industria del Nord, ci dicono che i dati previsionali non sono positivi, tant’è che il governatore Draghi ha realizzato una nuova politica monetaria espansiva proprio per questi aspetti a cui andrebbe compensata una politica per la crescita italiana ed europea».

Alla convention ha preso parte anche il governatore Mario Oliverio. «Oggi – ha dichiarato – è una giornata particolarmente importante per Confindustria. Nel corso di questi anni in cui ho avuto la responsabilità di guidare la Regione ho potuto constatare come la funzione di questa organizzazione abbia avuto un ruolo importante nella definizione dei programmi e anche degli strumenti che ci hanno consentito di utilizzare le risorse comunitarie facendo un grande passo in avanti su questo terreno».

Oliverio ha tenuto a ringraziare il presidente Boccia grazie al cui apporto «si è contrastata una deriva ancora, non completamente messa fuori campo, che ha teso a riproporre una marginalità del Sud», e il presidente Mazzuca per «il ruolo propositivo e di  grande equilibrio nelle relazioni sociali ed istituzionali».

Parlando del neo presidente di Confindustria Cosenza Oliverio ha rimarcato la bontà della scelta: «Amarelli, un giovane imprenditore, rappresenta una eccellenza nel panorama imprenditoriale della Calabria, a testimonianza che una lettura tutta negativa anche nel Sud e del Sud è sbagliata. A testimonianza del fatto che bisogna cogliere quelli che sono i fermenti che anche nel Mezzogiorno in. Calabria sono in atto».

«Voglia di futuro – ha detto Oliverio riferendosi al tema che ha guidato i lavori  dell’assemblea – è lo slogan che sintetizza un grande e profondo sentimento che non è solo quello degli imprenditori, ma che pervade in modo trasversale e diffuso la società meridionale, anche quella  italiana. Per declinare questo slogan però bisogna affrontare nodi che sono stati di ostacolo. Uno, storico, è il dualismo, il gap tra una parte del paese e l’altra, tra Nord e Sud. Per scioglierlo si ha bisogno di un salto culturale, di un’operazione che non è mai stata fatta in questi 150 anni: il nostro paese ha bisogno di scrollarsi la tara degli egoismi che fanno perdere di vista gli interessi generali. La discussione che è stata riaperta nel corso di questi anni, ma che non si è mai chiusa dall’inizio degli anni ‘90 in avanti, sul portare il potere più vicino ai cittadini, sull’autonomia territoriale, sull’efficienza della pubblica amministrazione è un dato che merita una riflessione attenta. Personalmente sono perché l’autonomia non si rimuova, che l’autonomia si affermi. Tuttavia, – ha detto –  l’autonomia per essere un fattore di crescita deve essere realizzata con pari condizioni e opportunità di partenza, mentre abbiamo un Paese che vede allargare il suo gap. In una Europa che invece ha affermato, sia pure con grandi limiti, difficoltà e distorsioni, una dimensione più larga dal punto di vista economico e del sistema della competitività, infrastrutturale e altro, paradossalmente abbiamo un intervento da parte della comunità europea per recuperare le aree a ritardato sviluppo e nel momento in cui questo intervento si realizza, e spesso è sostitutivo dell’intervento ordinario, si allarga il divario nell’utilizzo delle risorse interne, quelle ordinarie».

«È un nodo – ha sottolineato Oliverio – che va affrontato e mi auguro che il governo a cui si è data vita possa cimentarsi in primo luogo su questo terreno, considerando anche le risorse, del Sud, come della Calabria, su queste investire, per accendere i motori non del Mezzogiorno soltanto, per accendere i motori del paese».

Oliverio ha citato, tra l’altro l’infrastruttura di Gioia Tauro, quella più proiettata nel Mediterraneo, in grado di intercettare i traffici che si allargano e si intensificano, in una prospettiva di crescita. «Altro punto da affrontare – ha rimarcato inoltre – è quello delle procedure, della lentezza della pubblica amministrazione. Uno Stato che ancora continua con una normativa farraginosa, con procedure che aggiungono passaggi a livello nelle procedure è un paese che ingessa la stessa volontà che esprime. La voglia di futuro deve rimuovere questi ostacoli e deve farlo in fretta, perché una riforma in tal senso è fondamentale».

«Abbiamo messo in campo risorse importanti, abbiamo recuperato un trend che era negativo storicamente nella spesa delle risorse stesse. – ha poi ribadito il presidente della Regione – Questo però deve consentire a tutto il sistema,  alle imprese, agli enti locali, a tutti i soggetti che sono gli attuatori di questo percorso, di andare avanti, nel rispetto della legalità, celermente, perché anche i segni positivi che negli ultimi anni avevano iniziato ad affermarsi nel Sud e che nell’ultimo anno hanno subito una compressione,  possono essere rimessi in campo se c’è un intervento forte e se c’è una pubblica amministrazione capace di essere un fattore di sostegno e non un ostacolo. Credo che il Sud, anzi il Paese, abbia bisogno di un piano Marshall che ponga al centro il Mezzogiorno, attraverso un grande progetto per le infrastrutture, di sostegno all’occupazione e all’impresa con un sistema di automatismo che sia anche in grado di liberare la società meridionale dalle grinfie di un sistema che spesso spinge verso la distorsione nell’utilizzazione delle risorse».

Nel corso dell’Assemblea di Confindustria Cosenza, che ha visto anche la presenza dell’assessore regionale Maria Francesca Corigliano, il presidente Oliverio ha consegnato alcuni riconoscimenti conferiti, per l’attività svolta,  dall’Associazione ad imprese che operano nel territorio da molto tempo. (pa)

COSENZA – Boccia all’Assemblea di Confindustria Cosenza

Questa mattina, a Cosenza, alle 11.00, l’assemblea pubblica organizzata da Confindustria Cosenza.

L’evento, che verterà sul tema Voglia di futuro: legalità, occupazione, sviluppo, vedrà la partecipazione di Vincenzo Boccia, numero uno di Confindustria.

Dopo i saluti istituzionali, il programma dell’Assemblea pubblica prevede l’intervento del presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, la relazione programmatica del presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e le conclusioni del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. I lavori, moderati dal direttore Rosario Branda, faranno registrare, tra l’altro, la consegna di un riconoscimento alle aziende che hanno maturato 25 e 50 anni di adesione all’Associazione.

Qualche ora prima, gli imprenditori iscritti all’organizzazione, nella seduta privata ed a loro riservata, eleggeranno il presidente che guiderà l’Associazione per il prossimo quadriennio. Si tratta dell’imprenditore Fortunato Amarelli, designato dalla base associativa al termine di una procedura di consultazione articolata.

L’Assemblea degli industriali cosentini rappresenta un importante momento di confronto tra le istituzioni, gli stakeholder e la pubblica opinione con l’organizzazione di rappresentanza che conta più di novant’anni di storia e, che nel tempo, continua a dare voce alle istanze ed ai progetti di centinaia di imprese che producono ricchezza e creano occupazione nel territorio.

La scelta di parlare di futuro, ponendo alla base della discussione tre parole chiave, legalità, occupazione e sviluppo, conferma l’impegno dell’Associazione di continuare a lavorare con approccio propositivo alla crescita dell’economia del territorio, della regione e del Paese, aiutando le imprese a superare un difficile momento congiunturale che si protrae da più tempo. (rcs)

COSENZA – Al via “Flussi creativi”

Al via oggi, alla Città dei Ragazzi di Cosenza, al via la settima edizione di Flussi Creativila manifestazione fieristica dedicata allo sport, alla sana alimentazione e al benessere della persona.

L’evento è stato ideato da Francesco Ciancio e da Barbara D’Andrea e patrocinato dall’Assessorato alla crescita economica urbana e attività economiche e produttive del Comune di Cosenza, guidato da Loredana Pastore.

Una tre giorni che coinvolgerà migliaia di appassionati e sportivi provenienti da tutta la regione i quali potranno diventare fruitori e protagonisti attivi delle diverse attività che saranno dislocate all’interno dei tre cubi della Città dei Ragazzi e nelle aree circostanti.

Si avrà la possibilità di sperimentare nuovi sport, degustare nuovi prodotti bio, confrontarsi con esperti del settore sportivo e del fitness o, più semplicemente, rilassarsi nell’area benessere che sarà appositamente attrezzata. Accanto alle attività sportive, nel programma di “Flussi creativi” figurano anche una serie di spettacoli serali di danza, esibizioni di tango e live musicali che accresceranno il già ricco carnet di appuntamenti della manifestazione.

In questa “special edition” tante attività di sport, intrattenimento e di spettacolo, 2 padiglioni fieristici dedicati alla sana alimentazione e al benessere, 3 spazi permanenti di arte e cultura, 1 area drink e food di qualità, diverse aree dedicate al gioco sportivo. A presentare la tre giorni ai microfoni di Rlb Francesco Ciancio. Nelle giornate del 13, 14 e 15, tra le tante attività sportive e di spettacolo, si potranno effettuare le lezioni con i Campioni del Cross Fit, andare a cavallo, testare le proprie abilità di pilota con il simulatore della rossa Ferrari sfidando amici e conoscenti nella pista Go Kart allestita per l’occasione; provare una delle attività di fitness promosse dalle palestre e dai centri sportivi aderenti, passeggiare tra le favolose Kawasaki esposte in esclusiva nazionale, cadere, sporcarsi e vincere le sfide del percorso avventura; giocare a pallavolo, a squash o vivere uno “swing” con i campioni di baseball; osservare le nuove tecniche di immersione e di salvataggio in mare con istruttori professionisti e per i più piccoli naturalmente, sono state previste tantissime attività di laboratorio e di gioco sportivo da condividere con la famiglia.

Si parte alle 11.00, alla Città dei Ragazzi, con il taglio del nastro e l’apertura dei padiglioni fieristici e delle attività dedicate a sport, benessere, arte e spettacolo. Per la giornata di oggi, previsto lo spettacolo della coreografa Angela Tiesi, le esibizioni dei tangheri di Calabria Tango Itinerante del Maestro Francesco Aiello e la Milonga La Tradicional musiche dell’internazionale Dj Carmine Parise.

Sabato 14 il Live serale apre i battenti con le acrobazie batticuore della performer Tonia Mingrone che si esibirà con danza aerea, replicando anche domenica, segue il rapper calabrese Pika Dmf, già finalista del Calabria Fest 2019 che in Tour con il Dj Gigi Fuscaldo canterà a Cosenza per la sua ultima uscita estiva. Domenica 15 aprono il Live serale i campioni del freestyle della Pizza capitanati dal Maestro Marcello Lamberti dell’Associazione Pizzerie Italiane (API) Cosenza, segue il Work Out aperto a tutti organizzato dagli atleti scultorei di Calisthenics Cosenza, in tarda serata light night e musiche orientali faranno da contorno allo spettacolo delle danzatrici di Harem il Tempio delle Odalische. (rcs)

 

COSENZA – Il console del Marocco accolto a Palazzo dei Bruzi

Nella giornata di oggi, il Console generale del Regno del Marocco, Rachid Daidai, è stato accolto a Palazzo dei Bruzi di Cosenza insieme al bambino Rayar – aggredito nei giorni scorsi a Cosenza – e al suo papà, Bouazza, oltre che a Ahmed Berraou, presidente  Daawa.odv di Cosenza, e alla vicepresidente dell’associazione.

L’alto funzionario ha esplicitamente espresso la volontà di ringraziare personalmente il sindaco Mario Occhiuto in merito alla tempestiva vicinanza che il primo cittadino aveva manifestato nell’immediatezza della notizia relativa al piccolo Rayar, bimbo di origine marocchina aggredito in centro a Cosenza nell’ambito di una brutta vicenda che ha scosso l’opinione pubblica.

Una visita diplomatica dall’atmosfera informale, dettata anche dal breve preavviso, nel corso della quale il console ha tenuto a ringraziare «l’intera città di Cosenza, con il suo sindaco, per la solidarietà e l’accoglienza nei confronti delle comunità straniere e nello specifico di quella marocchina».

Il console Daidai ha tenuto ad aggiungere «I nostri connazionali a Cosenza non hanno mai avuto problemi di integrazione ed è per tale motivo che quanto accaduto al piccolo Rayar è apparso fin da subito come un episodio isolato di violenza, per come poi dimostrato dalle indagini».

Impegnato fuori sede, il sindaco Occhiuto è stato rappresentato all’incontro nel salone di palazzo dei Bruzi dall’Assessore all’Internazionalizzazione Loredana Pastore e da Alessandra De Rosa, delegata al Terzo settore.

«Siamo felici – ha dichiarato Loredana Pastore – di accogliere nella casa comunale il sorriso di Rayar e il suo papà con il console del Marocco e i rappresentanti della loro comunità. Il nostro ottimo rapporto con i migranti di tutte le nazionalità che risiedono a Cosenza è consolidato. È scontata la condanna dell’assurda violenza contro Rayar, ma apprezziamo il console quando sottolinea che questo terribile episodio accaduto nostro malgrado a Cosenza, poteva accadere in qualsiasi altra parte del mondo».

L’occasione è stata utile a rinsaldare il buon rapporto esistente tra l’Amministrazione comunale e la comunità marocchina sul territorio. (rcs)

 

 

COSENZA – Il libro “L’uomo che trema”

Questo pomeriggio, a Cosenza, alle 18.00, alla Libreria Ubik, la presentazione del libro L’uomo che trema di Andrea Pomella.

L’evento è il secondo appuntamento con i libri finalisti dell’ottava edizione del Premio Sila49.

Dialoga con l’autore Rosanna Tedesco.

Il libro è edito da Einaudi.

L’uomo che trema racconta. Guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che piú si è depressi «piú le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia.

Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de Il male oscuro. E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione».

Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema. (rcs)

COSENZA – In scena “Cosenza. Un povero Natale”

In scena questa sera, a Cosenza, alle 20.30, a Villa Rendano, lo spettacolo Cosenza. Un povero Natale della Compagnia I Senza Arte nè Parte.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Sere d’estate a Villa Rendano.

Lo spettacolo, con la regia di Patrizia De Luca, e con soggetto e sceneggiatura di Luigi Speciale, è una commedia in dialetto calabrese dai toni sia malinconici che divertenti, dal lieto fine inaspettato. (rcs)

RENDE – “Dopo Marconi il diluvio” il 17 ad Arcavacata

Cesare Lanza
Il giornalista Cesare Lanza

Martedì 17 settembre alle ore 9,30 ad Arcavata di Rende (Cosenza), la presentazione del libro Dopo Marconi il diluvio di Gabriele Falciasecca, presidente della Fondazione Guglielmo Marconi. L’incontro si terrà Centro Congressi Università della Calabria Aula Magna “Beniamino Andreatta”.

L’incontro sarà introdotto dai saluti istituzionali del rettore UNICAL, Gino Mirocle Crisci, e del prefetto di Cosenza, Paola GaleoneInsieme all’autore, che parlerà su L’attualità di Marconi, ci saranno l’ingegnere Nicola Barone (presidente di Tim San Marino e di Tn Fiber nonché socio del “Quadrato della radio”) che parlerà di Verso la Gigabit Society per abilitare la Digital Economy 4.0, il professore Francesco Romeo, (direttore della Cattedra di Cardiologia di Tor Vergata) il cui intervento verterà su Le nuove tecnologie digitali per la Sanità 4.0, Mario Caligiuri (UNICAL) che parlerà di Comunicazioni e Intelligence: i segreti della infosfera, Demetrio Crucitti (direttore della sede regionale Rai Calabria) che parlerà di Conoscenza & Infosfera. Una sfida per il Sud e Stefano Ciccotti (CTO Rai). Il giornalista e scrittore Cesare Lanza coordinerà l’evento.

All’interno della presentazione, è prevista la testimonianza della Principessa Maria Elettra Marconi, che racconterà il padre Guglielmo. (rcs)

COSENZA – Aperta la strada che collega il Ponte Calatrava e la via Popilia

È stata aperta, questa mattina, a Cosenza, la strada che che collega il ponte di Calatrava e via Popilia, alla presenza del sindaco Mario Occhiuto.

Quello inaugurato questa mattina è uno snodo che agevolerà notevolmente tutta la viabilità cittadina, soprattutto in vista della partenza del nuovo anno scolastico in programma lunedì 16 settembre. 

All’appuntamento ufficiale che ha registrato, fin da subito, l’intenso scorrimento dei veicoli tra la rotatoria di via Popilia e la bretella che sbuca su viale Mancini, nonché l’attraversamento, in entrata e in uscita, del ponte di Calatrava-San Francesco di Paola, insieme al sindaco Mario Occhiuto sono intervenuti l’Assessore alla Riqualificazione urbana, Francesco Caruso, il cui settore ha seguito i lavori, e i colleghi della giunta Michelangelo Spataro e Carmine Vizza con il capo di gabinetto Antonio Molinari e il dirigente al ramo, Francesco Converso.

«La città di Cosenza cambia – ha dichiarato il sindaco Occhiuto – e l’Amministrazione comunale accompagna questa trasformazione urbana con i servizi di cui gli utenti necessitano. È per noi motivo di soddisfazione che questa zona un tempo periferica e degradata sia oggi non solo un’area riqualificata ma di effettiva congiuntura con il centro, divenendo a sua volta centro cittadino. Un segno dei tempi e un ulteriore segno di attenzione alla sostenibilità ambientale, considerando la realizzazione della pista ciclabile».

Ponte

Il sindaco Occhiuto, che puntualmente stimola i cittadini all’uso del trasporto pubblico, ha tenuto inoltre a rivolgere un appello alle famiglie in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico, invogliando a non utilizzare l’automobile quando si tratta di percorrere brevi tratti. (rcs)