Buffone e Giorno (M5S): Serve gioco di squadra per emergenza abitativa a Cosenza

L’assessora al Welfare del Comune di Cosenza, Veronica Buffone e il coordinatore provinciale del Movimento 5 stelle, Giuseppe Giorno, hanno ribadito come «in vista  del tavolo convocato presso la Prefettura di Cosenza per il 14 febbraio relativo alla problematica dell’emergenza abitativa in città, con particolare riguardo allo stabile di via Savoia, parteciperemo ribadendo la nostra netta contrapposizione a qualsiasi scelta avventata che possa essere presa sulle famiglie residenti, formate principalmente da fragili e minori, che non garantisca loro di vivere in sicurezza e dignitosamente».

«Rispediamo al mittente – hanno detto – le pressioni di qualche esponente del centrodestra che, governando sia a Roma che in Calabria, aveva additato la vicenda senza proporre soluzioni se non lo sgombero coatto. Piuttosto, chiederemo, alla Regione ed all’Aterp, come già fatto in tutte le sedi opportune, di fornire risposte concrete su come affrontare la problematica».

«E chiederemo – hanno aggiunto – quali risorse siano state messe a bilancio regionale per far ripartire l’edilizia pubblica residenziale nonché quali strumenti di sostegno al diritto alla casa, una volta venuto meno anche il Reddito di cittadinanza, siano stati messi in campo per assicurare che tutte le persone e le famiglie in condizione di fragilità abbiano un tetto sulla testa».

«Sollecitiamo, inoltre – prosegue la nota – tutte le forze politiche che amministrano insieme a noi il Comune di Cosenza a fare lavoro di squadra per addivenire nel più breve tempo possibile ad una ricognizione del patrimonio comunale che possa essere riconvertito in edilizia residenziale pubblica o housing sociale e, affinché questo tema non sia più affrontato in termini emergenziali, chiediamo al sindaco Franz Caruso di concentrare tutti gli sforzi dell’amministrazione per dare risposte alle famiglie che attendono in graduatoria una casa così come alle persone che, pur non rientrando nelle graduatorie, hanno molteplici fragilità».

«Siamo pronti a contrastare –  hanno concluso Veronica Buffone e Giuseppe Giorno – insieme alla Questura e alla Prefettura del nostro capoluogo i fenomeni di illegalità legati all’edilizia popolare che si alimentano grazie alla criminalità organizzata distinguendoli però dalla posizione degli ultimi della nostra comunità». (rcs)

Bruni (PD): Vergognoso lo sfratto del Centro antiviolenza “R. Lanzino”

«Quanto accaduto al Centro antiviolenza Roberta Lanzino di Cosenza è inaccettabile». È quanto ha detto la consigliera regionale del Partito Democratico, Amalia Bruni, sulla vicenda che ha portato alla mobilitazione permanente del Cav di Cosenza, costretto a interrompere i propri servizi dopo che la Regione Calabria ha staccato le utenze nella sede di via Ernesto Fagiani, senza comunicare ufficialmente il destino della struttura.

«Costringere questa struttura – ha aggiunto – che da anni affianca e sostiene le donne vittime di violenza con servizi meritori, senza alcun preavviso e senza fornire un’alternativa, è un atto di grave irresponsabilità. È impensabile che le operatrici, che da trent’anni lavorano per garantire protezione e sostegno alle donne vittime di violenza, si siano ritrovate dall’oggi al domani senza una sede operativa. Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza alle volontarie che, con dedizione e sacrificio, portano avanti questa missione sociale».

«Non è accettabile – ha proseguito – che una realtà così radicata e preziosa venga lasciata nell’incertezza. Il Centro antiviolenza è collegato al numero di pubblica utilità 1522 e svolge un ruolo fondamentale nel contrasto alla violenza di genere. Per questo motivo, presenterò un’interrogazione al presidente della Giunta regionale per sapere dove verranno trasferite le operatrici e perché non sia stata preventivamente individuata una soluzione alternativa. La Regione ha il dovere di garantire la continuità di questo servizio, che non può essere trattato come un’attività di secondaria importanza».

Bruni ha sottolineato anche la necessità di accelerare la discussione sulla sua proposta di legge per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sulle donne e loro figli presentata nelle scorse settimane arrivando al più presto alla calendarizzazione.

«Oltre a trovare una soluzione immediata per il Cav di Cosenza – ha continuato – è fondamentale che la Regione Calabria si assuma la responsabilità di rafforzare la rete dei Centri antiviolenza con strumenti adeguati e finanziamenti stabili. La mia proposta di legge prevede proprio questo: una pianificazione chiara, un fondo unico per la gestione dei servizi e la garanzia di un sostegno costante alle strutture che operano in questo ambito».

Bruni ha concluso ribadendo il proprio sostegno alla mobilitazione del Centro e chiedendo alla Regione di assumersi le proprie responsabilità: «Non resteremo in silenzio. La Regione ha il dovere di garantire continuità e sicurezza ai Centri antiviolenza. Il Cav Roberta Lanzino non deve chiudere e non può essere lasciato senza risposte. Mi auguro che il presidente intervenga immediatamente, perché sulla tutela delle donne non si possono fare passi indietro». (rcs)

Mercoledì a Cosenza nuova tappa del PD per la sanità calabrese

Mercoledì, alle 10, all’Hub di Cosenza, farà tappa del tour del Partito Democratico per affrontare l’emergenza sanitaria nella nostra regione e riaffermare il diritto alla salute come priorità assoluta.

La visita, che vedrà la partecipazione della responsabile nazionale del Pd per Salute e Sanità, Marina Sereni, inizierà con un’ispezione ai locali della struttura ospedaliera. Seguiranno due importanti incontri: alle ore 11 con la Direzione Generale e alle ore 12 con i rappresentanti sindacali.

L’obiettivo è chiaro: ascoltare gli operatori del settore, raccogliere le segnalazioni delle carenze e costruire dal basso una proposta politica concreta per una sanità pubblica più giusta ed efficiente.

«Non possiamo accettare che in Calabria il diritto alla salute venga negato o trasformato in un privilegio per pochi – si legge in una nota diffusa dal gruppo del Pd in Consiglio regionale –. Ogni cittadino, indipendentemente dalla città in cui nasce o si trova, merita lo stesso accesso alle cure e alla qualità del servizio sanitario». (rcs)

COSENZA – Si presentala mostra “L’oro di Cosenza”

Lunedì mattina, alle 11, al Duomo di Cosenza, si terrà la conferenza stampa della mostra “L’Oro di Cosenza”, che sarà inaugurata ad aprile.

Alla conferenza interverranno Don Luca Perri, rettore della Cattedrale di Cosenza, che introdurrà il significato religioso e culturale della mostra; Sergio Mazzuca, imprenditore e titolare di Scintille gioiellerie, che spiegherà il valore artistico e simbolico dei gioielli esposti; Maria Saveria Veltri, dirigente dell’Istituto Marconi-Guarasci di Cosenza, che illustrerà il contributo degli studenti del Corso di oreficeria. Nei laboratori di Scintille Gioiellerie, gli allievi collaborano al lavoro dei maestri orafi, impegnati nel restauro e nella catalogazione delle opere; Ugo Lombardi, regional manager di Banca Mediolanum, che testimonierà l’impegno per valorizzare il patrimonio locale; in rappresentanza dell’Associazione di promozione sociale Franco Guido e No.Do. formazione Academy, interverrà Felicita Cinnante, scrittrice.

La mostra, pensata da Don Luca Perri e Sergio Mazzuca, è realizzata con la preziosa collaborazione tra l’Istituto Marconi-Guarasci, Banca Mediolanum, l’Associazione di promozione sociale Franco Guido e No.Do. formazione Academy. 

Si tratta di un patrimonio di circa 150 monili di varia lavorazione, per lo più in oro, un vero e proprio tesoro raccolto in più di un secolo, offerto come una preghiera, una richiesta di grazia e chissà ancora per quante piccole, segrete cose. Ci sono la devozione, la tradizione e le storie dal basso negli oggetti preziosi donati alla Madonna del Pilerio, patrona della città. 

Dalla fine del 1800, fino ad oggi, i preziosi in mostra restituiranno una pagina di storia del tutto sconosciuta, fatta di donatori senza un nome e oggetti che ora, invece, potrebbero rivelare racconti inaspettati.   (rcs)

COSENZA – Lunedì la conversazione sull’icona della Madonna del Pilerio

Lunedì 10 febbraio, a Cosenza, alle 18.30, nella Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano, si terrà la conversazione “L’icona della Madonna del Pilerio tra storia, arte e pietà popolare” dell’editore cosentino Demetrio Guzzardi.

L’iniziativa è voluta da una serie di associazioni culturali cosentine, in occasione della festa patronale della Madonna del Pilerio, che si festeggia il 12 febbraio: il Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), Universitas Vivariensis, Centro studi Pileriano, Convegno di cultura “Maria Cristina di Savoia” Presila, Sguardi ecologici, Ars Enotria, Centro culturale cattolico “La Città del Sole”.

Dopo la conversazione con immagini si terrà una passeggiata fino alla Cattedrale e subito dopo la visita delle varie icone del Pilerio custodite nel Museo diocesano.

Una particolarità dell’iniziativa è quella del Centro studi Pileriano, nato all’interno dell’Universitas Vivariensis, che ha iniziato a catalogare e conservare tutta la neo iconografia pileriana che si sta producendo negli ultimi anni.

La Madonna del Pilerio, tra i tipi iconografici è classificata come una Galaktotrophousa, cioè “Colei che dona il latte”, una Madonna allattante. Non c’è un altro significato da trasmettere nelle icone se non quello di presentare un segno dell’incarnazione e l’allattamento ne è una prova concreta. Gesù è nato bambino come tutti gli altri uomini, allattato da sua Madre; proprio in questo gesto viene esaltata la divinità e l’umanità.

L’allattamento connota Maria come madre e donna; dare il latte a Gesù trasmette, a chi guarda l’icona, sia un senso di straordinaria umanità che di sacralità. Da sempre attributi tipici del femminile sono quelli di procreare, accudire e nutrire.

Allattare significa dare il proprio corpo da mangiare a un altro essere umano bisognoso; nel cristianesimo la più alta donazione di sé è quella di Gesù che nel sacramento eucaristico, offre ai suoi fedeli il suo corpo e il suo sangue. (rcs)

COSENZA – Domenica al Rendano la commedia “La brandina”

Domenica 9 febbraio, al Teatro Rendano di Cosenza, in scena, alle 18, la commedia “La Brandina”, scritta e diretta da Grazia Fasanella.

Protagonisti dello spettacolo gli anziani del Centro sociale di Serra Spiga, ma affiancati anche da giovani interpreti ed artisti del canto, della musica e della danza.

L’iniziativa è patrocinata dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso, impegnata in un percorso volto a favorire le azioni a sostegno dell’aggregazione e della socializzazione tra gli anziani, che ha anche e soprattutto l’obiettivo di creare le condizioni per farli uscire dalla solitudine e favorire il loro benessere psico-fisico e un approccio sempre più incline alla vita sociale.

Si tratta della rivisitazione per il teatro firmata da Grazia Fasanella, scrittrice cosentina, specializzata in letteratura per l’infanzia, che ha riadattato una sua fiaba di qualche anno fa, inserita nel libro del Rotary International, “Magia Rotariana”, che raccoglieva 40 fiabe di altrettante scrittrici provenienti da tutto il mondo. Quella fiaba è diventata un testo teatrale che, come lo scritto da cui trae origine, veicola messaggi positivi, quali l’amicizia, la tolleranza e il rispetto, con la particolarità che una favola destinata ai bambini viene interpretata adesso da una compagnia teatrale quasi interamente formata da anziani o, per meglio dire, da diversamente giovani.

Lo spettacolo di domenica 9 febbraio è dedicato alla signora Fernanda Guzzo Magliocchiscomparsa di recente e che nelle precedenti edizioni faceva parte del cast artistico della commedia. La signora Guzzo Magliocchi era la madre di Grazia Fasanella e, tra gli interpreti dell’edizione di quest’anno, c’è anche un altro figlio, Gianfranco Fasanella.

“La Brandina” viene definita dalla regista Grazia Fasanella come “una commedia del cuore che nasce da una storia vera e che, passando in rassegna alcuni dei vizi capitali, come la superbia e l’avarizia, si conclude con un sussulto di inaspettata generosità che sorprende persino l’anziano che ne è destinatario (il protagonista Andrey Peybosky). La fiaba, mantenendo, specie nella prima parte, il registro ironico, ha un particolare significato e racchiude un importante messaggio sulla gentilezza di cui, ai giorni nostri, si sono perse sempre di più le tracce. Alla metafora sui sette vizi capitali, se ne aggiunge, infatti, un ottavo: l’ingratitudine”.

Ai numerosi interpreti (impossibile ricordarli tutti) si affiancano l’arpa di Patrizia Mollica, la chitarra e l’organetto di Rocco Marco Moccia, la voce e il pianoforte di Roberta Intrieri, il tamburello di Agostino Murano, la voce della soprano Raffaella Filippelli e la tarantella di Maria Capalbo e Fabiola Ferraro. (rcs)

COSENZA – Al via la Scuola per genitori del progetto Edu Hub

A Cosenza sono aperte le iscrizioni per “Crescere con i figli che crescono”, la scuola genitori curata dall’associazione “Tagesmutter – I nidi delle mamme” e realizzata con Consultorio La Famiglia, la “cooperativa delle donne” e la cooperativa Don Bosco.

La Scuola è organizzata nell’ambito del progetto “Edu Hub, intrecci educativi” finanziato dall’Unione Europea – Next Generation Eu – annualità 2022 per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno. Quest’anno la scuola genitori ha come tema “EducarSi per Educare”, ed è caratterizzata da cinque incontri che si svolgeranno da febbraio ad aprile a Cosenza, Rende e Spezzano della Sila.

Il primo incontro si terrà il giorno di San Valentino, il 14 febbraio, al Baby Park a Rende ed avrà come titolo “Genitori non si nasce, ma si diventa”. Si prosegue a Cosenza, il 18 febbraio, all’Isolachenonc’era, con il tema “Quando esserci conta davvero: viaggiando tra emozioni e sentimenti”. Il 14 marzo la scuola genitori raggiungerà Spezzano della Sila dove, nella sala conferenze del Salmedical Center, si parlerà della figura genitoriale maschile “Papà, dove sei? Stai con me!”.

Il 28 marzo si parlerà di scuole e famiglia come alleati indispensabili per la crescita dei propri figli nell’atelier della scuola dell’infanzia “E. Cundari” di Via Roma, a Cosenza. Tutti gli appuntamenti, previsti alle 18.30, saranno curati da Margherita Fortebraccio, consulente pedagogica e Pino De Rose, consulente familiare. 

Il ciclo di incontri si schiuderà l’11 aprile, alle ore 18.30, nella sala teatro dell’Istituto comprensivo Spirito Santo di Cosenza con “Crescere è un’avventura straordinaria. Conoscere i bambini da 0 a 10 anni”. Relazionerà Ezio Aceti, psicologo infantile esperto in età evolutiva. 

I seminari sono gratuiti, ma è necessario registrarsi. Il link per le iscrizioni (https://rb.gy/2r2wga) è disponibile anche sulla pagina Facebook Edu Hub. Per informazioni si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica tagesmuttercs@gmail.com(rcs)

COSENZA – Venerdì al Rendano il concerto della Calabria Orchestra

Venerdì 7 febbraio, al Teatro Rendano di Cosenza, alle 20.30, si terrà il concerto della Calabria Orchestra, diretta dal Maestro Checco Pallone.

L’evento chiude la decima edizione di Corti Cosenza, la rassegna ideata da Teatro in note, diretta da Vera Segreti.

«Sono molto felice di aver dato la possibilità alla Calabria Orchestra di esibirsi al Rendano per la prima volta grazie al nostro Corti Cosenza – ha detto la direttrice artistica Vera Segreti – vedere e ascoltare così tanti talenti delle nostre latitudini, diretti magistralmente dal mio amico il maestro Checco Pallone, sarà un piacere ed è per questo che invito tutti a partecipare a questa grande serata di musica che chiude la decida edizione della rassegna che da dieci anni portiamo avanti con grande entusiasmo tant’è che siamo già partiti con l’undicesima edizione». 

«Siamo convinti – ha aggiunto Segreti – che la musica come linguaggio universale produce emozioni e supera tutte le barriere e i pregiudizi che oscurano la nostra umanità, genera pensieri nuovi e nuove conoscenze, liberandoci dalla ruggine dell’indifferenza della nostra quotidianità». 

«Per questo – ha aggiunto – credo fortemente che concludere la decima edizione di Corti Cosenza con un concerto della Calabria Orchestra e promuovere l’evento per poter sostenere economicamente un progetto umanitario de La Terra di Piero, sia un momento importante per la nostra comunità, in particolare per i giovani che, spero ritrovino il nostro stesso entusiasmo nel proporre l’evento». 

La Calabria Orchestra è nata nel 2017 con la produzione di Calabria Sona e la direzione musicale di Checo Pallone, con l’idea di valorizzare e attualizzare il patrimonio artistico/musicale della nostra regione, avvicinare i più giovani alla musica, valorizzare i nostri musicisti e strumenti popolari, promuovere la nostra cultura musicale interagendo con artisti di fama nazionale per creare incontri unici. 

Un ensemble unico con una qualità artistica indiscussa potendo contare sull’apporto di personalità musicali di sicuro rilievo.  Un progetto che esalta la cultura e la musica del sud, un collettivo che lavora per la musica “made in Calabria” e rappresenta tutta la regione, un progetto dove ci sono tanti “big” uniti in un’unica espressione corale. Sono infatti coinvolti professionisti, suonatori identitari e folk, giovani musicisti e ballerini. Strumenti jazz amalgamati a quelli della tradizione popolare, ritmi mediterranei fusi con la tarantella, voci calde e appassionate affiancate a chitarre di ogni genere. Ritmi travolgenti, suoni mediterranei, passione della musica calabrese. E allora ecco sullo stesso palco la lira calabrese, chitarre elettriche, percussioni, violini, chitarre battenti, organetti, fiati etnici e sax, tamburelli e jambe. 

Dal 2023 è l’orchestra ufficiale che accompagna il noto cantautore Max Gazzè nel suo progetto “musicae loci” in tour per l’Italia e che ha visto il suo culmine il 6 dicembre 2024 con la “grande notte di musicae loci” all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel 2025 uscirà un nuovo album originale. (rcs)

COSENZA – Il Mese della Memoria al Museo dei Brettii e degli Enotri

Proseguono, con successo, gli eventi del Mese della Memoria, iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franz Caruso, per mantenere viva la riflessione sulle persecuzioni etniche e sulle discriminazioni di ieri e di oggi.

Da venerdì 7 febbraio, gli appuntamenti si terranno al Museo dei Brettii e degli Enotri: lo stesso giorno, alle 17, sarà proiettato il documentario “Ebrei. Sport e Shoah”, diretto dal regista cosentino Francesco Gallo, ultimamente premiato in diversi festival internazionali, tra cui Cannes, Los Angeles, Parigi e Londra,.

Con questo documentario sarà possibile ripercorrere le vite spezzate di una generazione d’oro di atleti ebrei: calciatori, schermidori, pugili e nuotatori, molti dei quali hanno perso la vita durante l’Olocausto. Campioni straordinari, come Harold Abrahams, Hank Greenberg, Max Baer e tanti altri, che hanno dovuto affrontare la brutalità del regime nazista. L’evento sarà introdotto da Francesca Stancati, delegata del Coni Point di Cosenza, e vedrà la partecipazione del regista.

Martedì 19 febbraio, alle 9,  a chiudere la rassegna sarà l’iniziativa “Memorie negate. Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale”. Il testo e la lettura sono di Giulio Malatacca, uomo di teatro, esponente dell’associazione e collettivo teatrale “Gruppottanta”, attivo dall’inizio degli anni 70 e direttore artistico, dal 2000 al 2015, del  “Franz Teatro” di Portapiana. Interverrà Fiore Manzo, attivista rom e pedagogista. (rcs)

COSENZA – Sabato e domenica al Rendano “Il Vedovo”

Sabato 1° e domenica 2, al Teatro Rendano di Cosenza andrà in scena, in prima nazionale, lo spettacolo “Il Vedovo” con Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani, diretti dal regista Ennio Coltorti.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della Rassegna L’Altro Teatro, ideata da Gianluigi Fabiano e Giuseppe Citrigno, realizzata con il supporto dell’amministrazione comunale di Cosenza e co-finanziata con “risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Distribuzione Teatrale” della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

La storia ruota intorno al commendatore Alberto Nardi, giovane industriale romano, megalomane ma con scarso senso degli affari. È sposato con la ricca Elvira Almiraghi, donna d’affari milanese di successo, abile e spregiudicata, alla quale il marito, perennemente assediato dai creditori, si rivolge quando ha bisogno di firme per cambiali o nuovo denaro per le sue fallimentari iniziative. La coppia abita a Milano. Elvira, saggiamente, ha smesso ormai di sussidiare il marito e, con fare canzonatorio, lo punzecchia chiamandolo “cretinetti”. La donna, tuttavia, dietro anonimato, presta continuamente denaro al marito, a condizioni usurarie, tramite il commendator Lambertoni, suo intermediario.

La pièce, che sarà replicata domenica 2 febbraio alle 18.30, è stata presentata a Palazzo dei Bruni, alla presenza del sindaco Franz Caruso, che ha sottolineato come «il nostro Teatro Rendano ricomincia ad ospitare prime nazionali e di ciò sono particolarmente soddisfatto perché vuol dire che stiamo ridando, con successo, smalto e vigore alla nostra offerta artistico/culturale».

«È un evento particolarmente importante per Cosenza – ha proseguito Franz Caruso – di cui ringrazio il produttore Michele Gentile ed il regista Ennio Coltorti. Lo spettacolo si inserisce nella stagione di prosa che, per il terzo anno, proponiamo alla città in collaborazione con la società “L’Altro Teatro”, di Gianluigi Fabiano e Pino Citrigno, che ha già riscosso una critica assai positiva».

«È una stagione in crescendo – ha aggiunto – peraltro, perché quest’anno si è arricchita della collaborazione e della partecipazione di “Artisti Riuniti”, con l’amico Michele Gentile, che ha portato questa prima nazionale di grande prestigio e con attori di straordinario valore. La nostra città si impreziosisce così di nuove esperienze utili a portare avanti il programma di rilancio delle attività culturali che ci siamo prefissi sin dal mio insediamento e che ci ha già visto protagonisti di un’offerta di qualità di cui, oltre alla stagione di prosa ricca di spettacoli di eccellenza, ricordo la programmazione, dopo anni, della stagione lirica».

«Stiamo, in poche parole – ha aggiunto – riqualificando la tradizione culturale di Cosenza e rilanciando sulla scena nazionale il Teatro Rendano, di cui siamo particolarmente orgogliosi ritenendolo un vero e proprio gioiello della nostra tradizione, su cui stiamo intervenendo, non solo attraverso spettacoli di qualità, ma anche strutturalmente con interventi di riqualificazione, di conservazione e di adeguamento tecnico».

Franz Caruso, che ha favorevolmente sorpreso Massimo Ghini per la competenza con cui ha presentato lo spettacolo, ricordandone la derivazione cinematografica dell’iconico film del 1959 di Dino Risi e la straordinaria interpretazione di Alberto Sordi e Franca Valeri nei ruoli dei protagonisti, ha salutato e ringraziato tutti gli altri attori presenti in sala, soffermandosi con particolare affetto sul giovane cosentino Diego Sebastian Misasi, figlio di Pierluigi e nipote di Riccardo Misasi.

«Il Vedovo rappresenta la prima pietra di una collaborazione ampia e qualificante tra il Teatro Parioli Costanzo di Roma e l’Amministrazione Comunale, che punta su Cosenza per renderla città Hub per la produzione teatrale». È quanto ha sostenuto Michele Gentile che ha proseguito: «è un progetto a cui tengo particolarmente non solo per il ritorno economico sul territorio, quanto per la formazione che si potrà fare nel campo delle maestranze teatrali oltre che di giovani attori». Entrando nel merito dello spettacolo, Massimo Ghini ha messo a fuoco le difficoltà di approcciare il personaggio del film, interpretato da Alberto Sordi «che – ha detto – c’è tutt’ora e ci sarà, perché ancora mi devo confrontare col pubblico».
«Quando ho cominciato a leggere il copione – ha proseguito Ghini – mi sono reso conto che ci sono alcune battute che non le puoi dire se non come le diceva lui, Sordi, altrimenti non avrebbero senso (“…la mia Elvira, dov’è la mia Elvira, la mia Elvira non c’è più..”). Io, però, non farò un’imitazione. Il mio è piuttosto un omaggio a Sordi. Ci saranno dei punti in cui la sonorità della battuta ricorderà Alberto perché è impossibile non farlo».
«D’altro canto – ha aggiunto – questo personaggio è il massimo della sordianità, se così si può dire,  il cinismo oltre ogni immaginazione, la superficialità, l’idiozia, perché poi in realtà è un idiota che pensa di essere intelligentissimo. Nella storia raccontata ne “Il Vedovo” c’è quello che potremmo definire un protofemminicidio. Lui, per cercare di arrivare ai soldi della moglie che non glieli dà perché è un idiota, che fa? Si ingegna e costruisce un piano per farla morire. Oggi come si chiamerebbe? Ma contiene quel tipo di cattiveria che alla fine gli si ritorce contro. Pensando al ’59 era in realtà provocatorio come film. Paolo Mieli ha detto, pochi giorni fa, che “Il Vedovo” è per lui il più bel film di Alberto Sordi. Mamma mia che ulteriore responsabilità che mi ha dato sentire queste parole. Però capisco perché».
Difficoltà  ad entrare nei panni di Elvira, nel film interpretata da Franca Valeri, anche per Paola Tiziana Cruciani «ma da parte mia – ha detto – è un onore perché ritengo Franca Valeri una tra le più grandi attrici comiche italiane. Abbiamo fatto un lavoro intenso per creare un personaggio, che nell’adattamento teatrale è romana, ma che comunque potesse esprimere la “milanesità” della Valeri utilizzando un gioco di frasi simbolo».
«Per me è un piacere immenso lavorare con Ghini – ha proseguito la Cruciani – e ritengo la produzione bellissima e di qualità. La scelta di Cosenza, poi, mi ha dato la possibilità di conoscere questa città dove ho trovato un teatro inaspettato che mi ha sorpreso molto, veramente meraviglioso e che può essere paragonato al Teatro San Carlo».
E sul Teatro Rendano anche Massimo Ghini ha aperto una parantesi di elogio: «il Rendano – ha sostenuto – è un teatro che dovete tenere come tengono la Scala di Milano o La Fenice di Venezia. In una teca di cristallo deve essere tenuto perché  è un posto magico  sul quale e per il quale costruire un rapporto sulla città per far capire  che poi anche l’economia, non solo la cultura,  passa attraverso questo immenso patrimonio».
Il regista Ennio Coltorti ha, quindi, descritto in estrema sintesi l’adattamento teatrale «per il quale – ha affermato – con Gianni Clementi abbiamo deciso di rispettare totalmente il film e quella idea geniale che ebbe Dino Risi insieme ai suoi coautori. Naturalmente sono passati tanti anni, alcune cose sono cambiate».
«Oltre tutto – ha aggiunto – avevamo la possibilità di avere con noi l’attrice Paola Tiziana Cruciani che non è milanese, quindi abbiamo lavorato all’adattamento inventando una situazione in cui la romana vuole diventare milanese, vuole trasferirsi a Milano. Questo diventa fonte di altre risate nel senso che genera una situazione un po’ paradossale. E’ stata questa l’idea dell’adattamento, considerato il fatto che avevamo a disposizione questa bravissima attrice».
«L’ambientazione è romana – ha continuato – perché lei è Elvira Ceccarelli, non Almiraghi, come nel film di Risi, che vuole andare a Milano, ma che al momento è a Roma. Presta i soldi a usura al marito, ma da brava imprenditrice, capisce che a Roma non potrà fare grandi affari perché il denaro, i danè, stanno a Milano e vuole trasferirsi lì. Per il resto è esattamente il film, naturalmente con delle variazioni, ma la storia è essenzialmente quella». (rcs)