Mariateresa Fragomeni: È necessario ottenere giusta quantità di fondi per il Sud

La candidata a sindaco di Siderno, Mariateresa Fragomeni, ha ribadito la necessità di ottenere la giusta quantità di fondi per il Sud con il Recovery Plan.

«Sia dall’aula della Camera che da quella del Senato – ha spiegato – è arrivato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Mario Draghi riguardo il Recovery Plan da 248 miliardi, tra fondi europei e risorse nazionali. Quella del Recovery Fund doveva essere l’occasione, unica e imperdibile, per colmare le differenze tra Nord e Sud. Ora, invece, rischia di essere un’occasione storica persa, che potrebbe addirittura aumentare il distacco tra Nord e Sud. Secondo le indicazioni dell’Unione Europea, infatti, al Mezzogiorno doveva essere destinato almeno il 60% delle risorse, indispensabili per colmare le carenze croniche del nostro territorio tra infrastrutture, ferrovie, ospedali, scuole, università, e servizi sociali in genere».

«Il Governo – ha aggiunto – applicando metodi basati su criteri diversi da quelli indicati dall’Ue, ha invece destinato al Sud circa, e al massimo, il 40% delle risorse. E la situazione continua a essere quantomeno poco chiara perché non è ancora manifesto se questo 40% sia o meno comprensivo delle somme già stanziate, e quindi già destinate al nostro territorio, al di là del Recovery Fund. In questo caso si tratterebbe di un vero e proprio “scippo” ai danni del Mezzogiorno. Il problema non è salvaguardare solo e unicamente gli interessi di una parte, o di un singolo territorio, ma risolvere una questione storica, e permettere al Sud di risollevarsi, finalmente, da una situazione che dura ormai da troppo tempo. Non è una battaglia campanilistica quella che, da più parti, anche con azioni eclatanti, sta portando sindaci e amministratori del Mezzogiorno a manifestare in piazza o nei luoghi delle istituzioni, ma di azioni che hanno l’obiettivo di far capire che la rinascita del Sud serve a tutto il Paese, se cresce il Sud cresce anche l’Italia intera».

«Vorremmo sapere, innanzitutto – ha proseguito – qual è la ricaduta degli investimenti nazionali, Regione per Regione, territorio per territorio, e se i progetti fondamentali indicati dalle amministrazioni locali sono stati approvati. Palazzo Chigi ha parlato di “un intervento epocale per riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica”, per la ministra del Sud, Mara Carfagna, la cifra di 82 miliardi destinata ai Comuni del Mezzogiorno “renderà possibile, se investita bene e investita tutta, di far crescere nei prossimi cinque anni il Pil del Sud più di quello del resto d’Italia. Oltre il 22% per il Sud, contro una media nazionale del 15”, e le amministrazioni del Sud avranno a breve 2.800 nuovi assunti, altamente specializzati, per gestire la programmazione delle risorse».

«Ma dobbiamo esserne certi – ha concluso – abbiamo bisogno di fatti concreti, non è più il tempo solo di promesse. Il premier ha anche assicurato che da qui in poi il contributo che il Parlamento può dare è solo all’inizio, e che il Parlamento avrà quindi un ruolo determinante nei mesi a venire. Noi ce la metteremo tutta, ma serve la collaborazione e la solidarietà di tutti, perché questo dei fondi per il Sud è un problema che riguarda tutti i cittadini, gli amministratori, e non soltanto del Mezzogiorno. Un problema che va risolto ora, e in maniera limpida ed efficace». (rrc)

Spirlì: la soluzione per la sanità è l’azzeramento del debito e Irto incalza Longo

Per il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, l’unica soluzione percorribile per la sanità calabrese «è un intervento straordinario dello Stato che non sottragga alla Regione i poteri di organizzazione e di coordinamento, ma imponga, attraverso un piano straordinario, la verifica e la determinazione certa del debito e il conseguente azzeramento di tutte le pendenze pregresse».

È quanto ha dichiarato nel corso dei lavori in Consiglio regionale della Calabria, dedicata alla situazione della Sanità calabrese, Spirlì, aggiungendo che «nei giorni scorsi, ho inviato una richiesta accorata al presidente Draghi, in quanto convinto che, senza l’azzeramento del debito sanitario, questa regione non potrà mai ambire a offrire ai propri cittadini il sacrosanto diritto alla salute».

«Noi – ha affermato – siamo al fianco del commissario ad acta. Il prefetto Longo è arrivato in Calabria nel momento più drammatico della storia dell’umanità e non poteva che essere accolto in amicizia. In qualità di rappresentanti eletti o nominati, non avremmo potuto lasciarlo solo».

Il commissario Longo, dal canto suo, ha ribadito di aver «accettato perché si trattava della Calabria, qui ho pochissimi amici ma i più fidati e sinceri, e sono reggini. Ho sentito di compiere questo sforzo per il popolo calabrese, non ho altri interessi, men che mai economici», e che ha «trovato una sanità in situazioni precarie sotto l’aspetto gestionale e funzionale. Le prestazioni sono quelle che sono, abbondantemente al di sotto dei livelli essenziali di assistenza».

Nel corso dell’incontro, Spirlì ha parlato del caso del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, ricordando che ha inviato una lettera indirizzata ai ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, ai rispettivi capi di gabinetto e al sottosegretario Molteni, in cui chiedo che venga disposto un team di ispettori sul caso Sant’Anna. Certi atteggiamenti non possono essere più tollerati. Chi ha sbagliato dovrà pagare».

«Su Villa Bianca – ha aggiunto – non è più possibile aspettare che si coordinino interessi che devono essere dichiarati. Questa struttura può e deve recuperare 100 posti di degenza. Il generale Pirro è al fianco del commissario Longo nella campagna vaccinale e sta dando una grande risposta alla nostra terra. Chiunque altro ci avrebbe lasciato il dubbio, l’Esercito no. Abbiamo ottenuto risultati a Cosenza, Catanzaro, Lamezia Terme e nella Piana».

Il commissario Longo, invece, ha dichiarato che «l’accreditamento e le verifiche sono state fatte, tutto è risultato secondo legge, ho intessuto interlocuzioni con l’Asp affinché proceda alla firma dei contratti per il 2021, fermo restando il procedimento penale pendente. Interloquirò con la Procura per quanto possibile».

«Sulle prestazioni della struttura – ha proseguito Longo – si sono espressi tutti, anche l’Agenas. Non per nulla era stata inserita fra le strutture sanitarie nella rete ospedaliera di prestazioni sanitarie. È un discorso che si cercherà di definire nel modo più equo possibile, perché ne va della salute dei calabresi».

Per quanto riguarda le vaccinazioni, «siamo passati dalle 2.500 somministrazioni al giorno alle 12mila di venerdì, alle 19mila di sabato e alle 15mila di domenica scorsi. Questi numeri sono possibili solo utilizzando la piattaforma, gestita in maniera centralizzata dalla struttura che è all’apice: commissario, Protezione civile ed Esercito. Le 23mila schede mancanti stanno per essere inserite in piattaforma e confluiranno nei dati che saranno ufficiali a livello nazionale» ha dichiarato Spirlì, aggiungendo che «la nostra sanità è offesa e non può andare con lo stesso passo di altri. Chi attacca in maniera strumentale la Regione non rende un buon servizio. Ereditiamo un dipartimento azzoppato, ma che, grazie al direttore generale Brancati, sta ritrovando una propria dignità, col passo lento di chi deve costruire sulla roccia e non sulla sabbia».

Longo, sempre sui vaccini, ha ricordato che «la Calabria è l’unica regione in Italia che ha tre piani vaccinali, le altre si sono adeguate al piano nazionale. Noi ci siamo voluti calare nella realtà» e ha riferito che «contiamo di andare avanti e superare il limite delle 20mila vaccinazioni al giorno. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno sul piano delle somministrazioni».

«L’emergenza sanitaria in Calabria ha raggiunto, da anni – ha spiegato Spirlì – livelli ormai insostenibili. La pandemia ha, di fatto, aggravato la situazione facendo emergere l’incapacità del sistema sanitario regionale di offrire livelli minimi di assistenza sanitaria. Sebbene abbia manifestato pubblicamente la mia contrarietà alla riproposizione del Decreto Calabria, ho inteso, fin dal primo giorno, insieme alla Giunta, avviare un percorso di collaborazione e di sostegno alle attività che l’organo commissariale ha inteso perseguire».

«Tra i primi atti posti in essere – ha sottolineato Spirlì – vi è stata la decisione di sancire formalmente il supporto di tutte le risorse umane e strumentali del dipartimento Salute che, a seguito di deliberazione della Giunta regionale, sono stati formalmente messe a disposizione della struttura commissariale. Abbiamo inoltre avviato una serie di manifestazioni di interesse per l’assunzione di funzionari e personale dirigente per completare ulteriormente il contingente del dipartimento».

«La Giunta, inoltre – ha continuato – ha recentemente completato l’iter di assegnazione di 175 milioni di euro, per investimenti e per l’assunzione di nuove professionalità nel servizio sanitario regionale e per favorire una più celere attuazione delle relative procedure di spesa».«Con senso di responsabilità, nonostante la confusione dettata dalle norme vigenti che attribuiscono al commissario ad acta l’attuazione del piano operativo Covid e del piano vaccinale, abbiamo fronteggiato l’emergenza istituendo le zone rosse, approntato un piano straordinario di riconversione delle strutture per l’ampliamento dei posti letto e distribuito ingenti risorse per far fronte alle nuove assunzioni, grazie, soprattutto, a un costante lavoro degli uffici regionali, dei dipartimenti di prevenzione e di tanti amministratori locali».

«Per rappresentare il quadro del nostro sistema sanitario – ha concluso Spirlì – basterebbe un solo dato: nell’ultimo decennio nelle strutture sanitarie calabresi sono stati investiti circa 15 euro pro capite, mentre, nello stesso periodo, la media nazionale è stata di 45 euro. Il Piano di rientro della Regione Calabria, del 2009, prevedeva una serie di interventi finalizzati a ristabilire un equilibrio economico-finanziario. Ma così non è stato. Troppe le criticità e le inadeguatezze che hanno portato alla nomina di commissari e a vari interventi del Governo culminati con i due Decreti Calabria che, di fatto, hanno completamente esautorato la Regione di poteri di organizzazione e coordinamento».

Il commissario Longo, nel suo intervento, ha ricordato che «abbiamo due aziende sciolte per mafia. In una ho potuto nominare un commissario, nell’altra permane  lo scioglimento e finirà a ottobre. La commissione straordinaria di Reggio non ha sortito gli effetti e sperati sul piano della gestione aziendale, perché i problemi che riguardano l’Asp di Reggio Calabria sono noti, ma non ho poto constatare passi avanti. Sto concordando con il nuovo commissario la strategia per cercare almeno di quantificare il debito, anche se secondo me è che sarebbe necessaria una gestione stralcio in modo da separare passato e presente, altrimenti non se ne può uscire»

«Lo stesso dicasi – ha aggiunto – per l’altra Asp oggi falcidiata, quella di Cosenza, dopo un’inchiesta giudiziaria che ha accertato la falsità di tre bilanci (2015-16-17) e quindi impedendo di fare i bilanci successivi. Ai tavoli ministeriali, ho proposto la sospensione del termine trimestrale in modo da dare al nuovo commissario di quantificare almeno il debito del contenzioso e poi poter ripartire. Aspetto la risposta, si vedrà. Le altre Asp non sono in situazioni eccellenti. Non ho potuto approvare i bilanci 2018-19 dell’Asp di Vibo Valentia perché c’erano risultanze negative, lo stesso per l’Asp di Crotone e il Pugliese di Catanzaro. La situazione non rende tranquilli ma con i muovi commissari stiamo vedendo come correggere le questioni contabili. L’Asp di Catanzaro ha anch’essa problemi di bilancio, non come le altre ma ha problemi di disavanzo».

«Farò, a breve – ha annunciato – il programma operativo 22-24, partendo ovviamente dalla emergenza Covid, che ha reso il precedente programma un po’ inattuale. Procederò immediatamente, in tempi più o meno brevi, partendo dall’emergenza Covid e affrontando anche le problematiche che si porranno post Covid, perché il post Covid imporrà scelte diverse rispetto al passato, valutazioni e programmi diversi, ahimè purtroppo».

«Il presidente Spirlì e la Giunta – ha spiegato ancora Longo – mi hanno dato tutto un Dipartimento, anche se è un po’ falcidiato negli anni. Mancano capi settore, ma abbiamo la fortuna di avere come il dirigente generale del Dipartimento Brancati, che non è secondo nessuno per competenza e professionalità. Mi sono stati affiancati di recente due sub commissari e stiamo avendo un grosso supporto da parte dell’Agenas: sono arrivate 15 unità, ne mancano ancora 21 ma hanno bandito nuovi concorsi e ci manderanno gente qualificata e che ha già lavorato in Calabria. Stiamo andando avanti e conto molto di poter ridisegnare la sanità calabrese sulla base del programma 2022-24».

Nel corso del dibattito in Consiglio regionale, il vicepresidente Nicola Irto ha incalzato il commissario Longo: «Qual era lo stato dell’arte della Sanità al momento del suo insediamento a dicembre scorso, con riferimento ai numeri dei posti letto di Terapia Intensiva e di Terapia Sub-intensiva in regione? E a che punto è il famoso “piano anti Covid”?». Sono alcune delle domande poste al commissario regionale alla Sanità, Guido Longo da Nicola Irto, consigliere regionale del Partito democratico e candidato alla presidenza della Regione Calabria.

«Vorremmo inoltre sapere – ha proseguito Irto – a quanto ammontano gli stanziamenti pervenuti dal Governo centrale alla Regione Calabria, a vario titolo, per l’emergenza Covid e come sono stati spesi o impegnati. E sulle vaccinazioni: al netto degli annunci spot e delle televendite, la Calabria è la peggior regione italiana per dosi somministrate in rapporto alla popolazione. Molte delle problematiche che stanno causando rallentamenti al piano vaccinale e più in generale alla macchina organizzativa, – ha evidenziato Irto – sono dovuti alla carenza di dosi e alla poca chiarezza sul fronte dell’approvvigionamento. Sappiamo che nei prossimi giorni è in programma un incremento in tal senso. Può dirci quali sono le scadenze previste e il piano di distribuzione sul territorio? Come si pensa di somministrarle nel più breve tempo possibile?».

«Abbiamo pieno e assoluto rispetto della sua persona e del suo ruolo – ha poi aggiunto Irto rivolgendosi al commissario Longo –, e l’abbiamo apprezzata come uomo di legge e come espressione alta delle istituzioni dello Stato, ma un generale senza esercito non può vincere la guerra. Così com’è necessario che una risposta arrivi dal presidente facente funzioni Spirlì e dalla sua Giunta su temi strettamente connessi alla gestione dell’emergenza Covid e più in generale alla gestione del Servizio Sanitario Regionale. A cominciare dalla mancata approvazione, in diverse aziende, o alla ormai inattualità, degli Atti aziendali, passando per la rete ospedaliera cannibalizzata dalle gestioni del passato, a cui non solo dobbiamo il commissariamento della sanità calabrese, ma anche i provvedimenti che hanno avviato lo smantellamento di presidi da Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Amantea fino a Siderno o Oppido. Ospedali che oggi devono essere riaperti come presidi di prossimità o come strutture di zona disagiata. Stessa sorte che non vorrei fosse riservata ai fondi Invitalia specifici per i nuovi ospedali che devono nascere in Calabria: il governo regionale si sta occupando di monitorare la situazione? Sta marcando stretta Invitalia affinché quei fondi siano finalmente disponibili? Non lo sappiamo, anche di questo argomento non se ne parla né qui, né tantomeno sui giornali. Su questi e su molti altri temi aperti per la Sanità calabrese non si può attendere che la regione torni al voto, ma urgono interventi immediati e concreti». (rrc)

L’assessore Catalfamo chiede stipula nuovo Contratto di programma per investimenti Anas

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha scritto una lettera al ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, la stipula del nuovo Contratto di programma per gli investimenti Anas previsti per il quadriennio 2021-2024.

«In sintesi – spiega una nota dell’assessorato – si propone che con il nuovo contratto vengano confermati alcuni importanti investimenti in corso, anche con incrementi di finanziamento laddove necessari, prevedendo nel contempo nuovi investimenti mirati allo sviluppo dell’intero territorio regionale che in atto presenta gravi deficit infrastrutturali connessi a forti carenze di accessibilità delle aree interne e a condizioni critiche della sicurezza stradale».

«La Rete Anas in Calabria – viene specificato – con i suoi 1.400 chilometri circa, suddivisi tra la dorsale tirrenica, quella jonica e le principali trasversali di collegamento, costituisce la struttura essenziale per la mobilità su gomma dell’intera regione. La messa in sicurezza e il potenziamento di tale rete principale costituiscono un obiettivo imprescindibile per garantire una adeguata mobilità all’interno del nostro territorio».

«Ecco perché per il nuovo contratto di programma – prosegue la nota – oltre a confermare interventi imprescindibili quali quelli previsti per il completamento dell’autostrada A2 nel tratto tra Cosenza e Altilia, della strada statale 106 nella zona della Sibaritide e del Crotonese e sulla Trasversale delle Serre, sono stati proposti nuovi importanti interventi da realizzare sull’intera rete regionale con una precisa attenzione alle aree rimaste fuori dalla programmazione degli ultimi anni».

«Si cita, ad esempio – è sottolineato – l’intero tratto della 106 a sud di Catanzaro, per il quale il contratto di programma appena scaduto non prevedeva interventi significativi, neanche in termini di progettazione o di studi di fattibilità, nonostante l’infrastruttura non sia idonea agli attuali volumi di traffico, presentando carreggiate con caratteristiche geometriche non adeguate, attraversamenti con ponti dei primi decenni del novecento, e addirittura tratti a senso unico alternato. Ciò rende improcrastinabile una programmazione efficace per il necessario incremento del livello di servizio di queste strade e soprattutto per una drastica riduzione dei tassi di incidentalità».

«Le proposte sottoposte al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile – evidenzia l’assessore Catalfamo – interessano tutta la Rete Transeuropea (Ten) calabrese, parte essenziale di un sistema dei trasporti a servizio di una regione dell’estremo sud dell’Italia che guarda all’Europa chiedendo interventi immediati nonché prospettive concrete per le next generation». (rcz)

Coldiretti a confronto con cinque ministri su “Recovery Sud – L’Italia riparte dal cibo”

Domani mattina, alle 9.30, in diretta streaming sul sito di Coldiretti, è in programma il confronto con il Governo su Recovery Food – L’Italia riparte dal Cibo.

Obiettivo del summit, promosso da Coldiretti, salvare il patrimonio agroalimentare Made in Italy dal campo agli scaffali fino ai tavoli dei ristoranti per farlo diventare la leva della ripresa economica ed occupazionale del Paese con la prevedibile esplosione del commercio con l’estero e del turismo alla fine dell’emergenza Covid che, per la prima volta, si intravede all’orizzonte.

Al fianco del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, saranno presenti dal vivo ,nella sede di Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, mentre il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il ministro della Salute Roberto Speranza saranno in collegamento video con diretta streaming dell’appuntamento su www.coldiretti.it

Le grandi difficoltà di un anno di pandemia, l’avvio della campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro, l’impatto del prossimo lockdown di Pasqua ma anche le opportunità di lavoro che possono venire dalle campagne e le opportunità del Recovery plan per sostenere la transizione ecologica con il  sistema agroalimentare nazionale che è diventato la prima ricchezza del Paese nel tempo della pandemia sono al centro dell’appuntamento che sarà inaugurato con l’apertura del primo salone su I tesori dei borghi d’Italia da salvare dalla crisi Covid, con dati e analisi sul contributo della filiera agroalimentare italiana alla lotta contro la crisi generata dal Covid e le basi per la ripartenza dell’Italia. (rrm)

Molinaro (Lega): Sostegni covid regionali devono essere erogati anche alle partite iva

Il consigliere regionale della LegaPietro Molinaro, in una lettera indirizzata al presidente Mario Draghi, ed ai ministri e sottosegretari interessati, Daniele Franco, Mariastella Gelmini, Maria Rosaria Carfagna, Claudio Durigon, Dalila Nesci, ha chiesto al Governo di consentire alla Regione Calabria l’erogazione dei ristori/sostegni Covid, anche ai titolari di partita Iva, non in regola con il pagamento dei contributi previdenziali.

Molinaro ha posto in evidenza l’inspiegabile differenza tra quanto avviene per i sostegni erogati dal Governo e per quelli erogati dalla Regione. Accade, infatti, che anche il recente decreto legge 41/2021, del Governo Darghi, preveda che i sostegni Covidsiano erogati ai soggetti iva, senza imporre il vincolo della regolarità contributiva (Durc).

Una previsione logica e corretta, visto che si tratta di aiutare le piccole imprese a sopravvivere. Al contrario però, ha evidenziato Molinaro al Governo, la Regione Calabria è stata obbligata ad inserire nei propri bandi per i ristori Covid, l’obbligo per i beneficiari, di essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali. Un’evidente disparità di trattamento, tra sostegni nazionali e regionali, che non ha spiegazione.

«Confido nel Vostro riscontro – conclude la lettera – e, soprattutto, nella Vostra iniziativa volta a consentire che anche la Regione Calabria possa erogare i ristori/sostegni  Covid, senza pretendere che le imprese siano in regola con il pagamento dei contributi previdenziali». (rcz)

L’assessore Orsomarso chiede al ministro Orlando la deroga per i lavoratori Lpu

L’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha chiesto che il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, «si attivi al più presto per concedere una deroga per i lavoratori di pubblica utilità calabresi».

«Senza un intervento immediato del Governo, più di 600 persone, a partire dal prossimo 31 marzo, rischiano di tornare a casa» ha aggiunto Orsomarso, spiegando che «da quando si è insediato, ho scritto ben due lettere al ministro Andrea Orlando e sollecitato più volte la sua segreteria, al fine di ottenere la convocazione di un tavolo tecnico, anche in videoconferenza, dedicato a questi lavoratori, da anni in attesa di una soluzione che li faccia uscire dal loro precariato storico».

«Purtroppo – ha spiegato – a differenza di quanto avvenuto nei mesi scorsi con l’allora ministro Nunzia Catalfo, da Orlando non sono ancora arrivati riscontri positivi alle nostre istanze, finalizzate a garantire un futuro a centinaia di padri e madri di famiglia che non meritano il disinteresse del Governo».

«Spero che, stavolta – ha concluso Orsomarso – il ministro Orlando vorrà ascoltarci, dare seguito alle nostre richieste e accordare una deroga ai contratti degli lpu calabresi. Allo stesso tempo, lancio un accorato appello ai ministri espressione del centrodestra e a tutta la deputazione calabrese, a cui chiedo di aiutarci in questa battaglia per i diritti e il lavoro». (rcz)

Il presidente Spirlì a Roma per incontri istituzionali su covid e vaccini

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, è a Roma per diversi incontri istituzionali con i ministri e con il leader della LegaMatteo Salvini.

Per la giornata di oggi, è in programma un incontro sulla fibromialgia con il ministro per le Disabilità, Erika Stefani, per poi proseguire con il ministro della Sanità, Roberto Speranza, con cui farà il punto sulla situazione epidemiologica in Calabria.

Nella giornata di ieri, invece, Spirlì ha incontrato il generale Francesco Figliuolo, nuovo commissario per l’emergenza Covid in Italia, e il generale Antonio Battistini, del Comando logistico dell’Esercito italiano.

Spirlì ha ringraziato Figliuolo per il supporto fornito nella campagna di vaccinazione in Calabria, attraverso l’istituzione di cinque nuovi centri vaccinali che si sommano ai circa 100 già attivi. Il presidente ha poi incontrato, nel pomeriggio di ieri, il ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, con cui ha affrontato alcune delle questioni più urgenti che riguardano Calabria.In serata, al Viminale, Spirlì ha avuto un colloquio con il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, e con il sottosegretario Nicola Molteni.

Durante la giornata di ieri, il presidente ha anche incontrato i sottosegretari Francesco Sasso (Istruzione) e Claudio Durigon (Mef).

Per domani sono, invece, in programma vertici con il ministro per il Sud Mara Carfagna e con il sottosegretario Dalila Nesci(rrm)

De Caprio: Serve tavolo con ministri dell’Interno e della Difesa per la lotta contro la ‘ndrangheta

«Vogliamo sapere come questo Governo intende liberare la Calabria dalla ‘ndrangheta. E vogliamo partecipare a questa lotta di liberazione» ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, nel corso della visita alla stazione dei carabinieri di Cetraro, dopo l’intimidazione subita dal maresciallo Orlando D’Ambrosio.

Insieme a lui, il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, Antonio De Caprio, il sindaco di Cetraro, Ermanno Cennamo, e il segretario nazionale del Nuovo sindacato carabinieri, Franco Rosso.

De Caprio, infatti, ha sottolineato la necessità di «un tavolo aperto, immediato, con i ministri dell’Interno e della Difesa, per sapere qual è la progettualità in campo e quali risorse vengono messe sul terreno per la lotta alla ‘ndrangheta, che è il primo obiettivo della giunta Jole Santelli e delle nostre comunità. Il tempo della convivenza con la criminalità è finito».

Siamo qui, le istituzioni unite, per spiegare che l’attacco ai nostri carabinieri è un attacco allo Stato democratico e alla Calabria che si vuole ribellare dalla ‘ndrangheta e da ogni sopruso. Nessuno si senta solo» ha detto De Caprio, aggiungendo che «gli autori di questo gesto sono ignoranti con gravi ritardi mentali, che vivono in un mondo che non c’è più e che devono essere messi nell’unico posto che compete loro, ovvero le galere. Devono sparire dalla nostra civiltà e deve essere tolto loro il saluto. Fanno un danno gravissimo ai nostri ragazzi, alla nostra economia. Invito la popolazione a denunciare in qualunque forma».

«La nostra presenza a Cetraro questa mattina – ha commentato Antonio De Caprio – non è stata una mera passerella. Abbiamo ringraziato i carabinieri e le loro famiglie per quello che fanno. Il senso della visita mia e dell’assessore De Caprio ha rappresentato un segnale forte di presenza costante sul territorio e vicinanza verso tutti i cittadini, le forze dell’ordine e le istituzioni che abbiamo il dovere di tutelare. Bisogna andare avanti senza esitazione».

«Quello che è accaduto sabato sera, alle 19:30, in centro e con i negozi aperti è gravissimo – ha ribadito –. Poteva essere una strage. Colpendo l’Arma dei carabinieri, si è voluto sfidare lo Stato. Bene. Accetto la sfida. Nessuno deve toccare i carabinieri, baluardo di democrazia e legalità. Chi si permette, anche solo a parole, ad infangare la Benemerita compie vilipendio verso tutti noi. So di utilizzare parole molto dure, ma non possiamo permetterci che vigliacchi mandino in fumo decenni di lotte contro la ‘Ndrangheta e le sue ramificazioni. Adesso ci vogliono i fatti. Sono pronto a scendere in campo e combattere perché questo è un conflitto che dobbiamo vincere. Vogliamo partecipare a questa lotta contro la ‘Ndrangheta. Basta soprusi».

«Basta denigrazioni. La Calabria, l’Alto Tirreno cosentino, Cetraro sono un’altra cosa – ha incalzato il presidente della commissione regionale antimafia –. Alziamo la testa. Camminiamo, orgogliosi di essere calabresi nell’anima. Uomini e donne laboriosi, onesti, liberi da ogni condizionamento mafioso. Ha ragione l’assessore, Sergio De Caprio quando dice che l’attacco ai nostri carabinieri è un attacco allo Stato democratico, alla Calabria che si vuole ribellare alla ‘Ndrangheta. I carabinieri sono dalla parte giusta e i calabresi sono con loro. Tutti». 

«Al militare, a tutta l’Arma e all’intera comunità cetrarese va comunque il mio pensiero più affettuoso e la mia incondizionata solidarietà» ha dichiarato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì.

«Atti come quello subìto dal maresciallo D’Ambrosio – ha aggiunto – vanno condannati con fermezza, ma devono anche essere analizzati a fondo al fine di comprendere le motivazioni di un’azione mafiosa che potrebbe rappresentare una sfida allo Stato e ai suoi servitori. La Regione è, come sempre, vicina all’Arma dei carabinieri e farà la sua parte fino in fondo per la piena affermazione della legalità, a Cetraro come nel resto della Calabria».

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, è intervenuto sul vile attentato intimidatorio perpetrato ai danni del Comandante della stazione dei Carabinieri di Cetraro, dichiarando che «la Calabria migliore è al suo fianco».

«Atto gravissimo contro l’Arma dei carabinieri – ha aggiunto – contro lo Stato e contro l’intera comunità di Cetraro.  Un gesto intimidatorio indegno di ignoti che hanno crivellato di colpi d’arma da fuoco l’auto privata del Maresciallo Orlando D’Ambrosio, comandante della locale stazione dei Carabinieri.  Un attacco allo Stato e alla comunità di Cetraro, certamente sconvolta da un gesto tanto eclatante quanto preoccupante».

«Esprimo la mia vicinanza, la mia solidarietà e quella dell’intera Assemblea legislativa regionale – ha concluso – al Comandante D’Ambrosio, ed a tutti i cittadini di Cetraro, nella totale consapevolezza che la parte migliore della Calabria è al fianco delle forze armate e di quanti, con servizio e abnegazione, sono impegnati quotidianamente nel contrasto alla criminalità».

«L’intimidazione consumata ai danni del maresciallo dei carabinieri di Cetraro, Orlando D’Ambrosio, è un’offesa a tutta la comunità cetrarese che faticosamente stava affrancandosi dalla drammatica realtà di città mafiosa» hanno dichiarato l’assessore regionale Fausto Orsomarso e il consigliere regionale di opposizione e già sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, che hiedono anche «un segnale forte che si concretizzi nell’immediata apertura della nuova caserma dei carabinieri realizzata e già completata da anni, elevandola e Tenenza».

«Di fronte a questo attacco rivolto allo Stato – hanno aggiunto – rivolgiamo un appello bipartisan a tutte le forze politiche nazionali, affinché si dia un segnale concreto a Cetraro e all’intero territorio del Tirreno Cosentino più volte mortificato dall’arrogante attività ‘ndranghetistica».

«Servono – conclude nota – atti e fatti concreti: l’apertura della nuova caserma dei carabinieri sarebbe uno di questi, in un momento delicatissimo per la comunità di Cetraro e per l’intero Tirreno Cosentino, così come disvelato dalle numerose inchieste della Dda di Catanzaro».

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha «itenuto doveroso a livello istituzionale e gentile dal punto di vista umano, far sentire concretamente la mia vicinanza al Maresciallo Orlando D’Ambrosio, che ho avuto quindi il piacere di conoscere intanto telefonicamente. Una chiamata cordiale, che certamente lo ha sorpreso, riuscendo ad infondergli – se mai ce ne fosse stato bisogno – ulteriore forza e coraggio».

«L’intimidazione subita – ha aggiunto – per modalità e veemenza, lascerebbe scosso chiunque. Ciononostante, il comandante D’Ambrosio al telefono mi ha ribadito che lui ed i suoi uomini non hanno la benché minima intenzione di demordere dinnanzi a tentativi del genere di infondere terrore, non solo nei confronti di chi contrasta il crimine ma anche della Comunità. Anzi, direi che Cetraro e la Calabria tutta hanno invece ben risposto con segnali di solidarietà pervenuti da ogni angolo della Regione e non solo. La cosa ha rincuorato l’Uomo dello Stato, che nel corso della telefonata mi ha confessato di essere “davvero innamorato della Calabria, terra difficile ma straordinaria”. Impossibile dargli torto, per entrambi gli aggettivi».

«La Calabria – ha concluso – ha bisogno dei suoi Uomini e delle sue Donne migliori per estirpare la cosiddetta mala pianta. Cetraro adesso più che mai sa di averne uno in casa». (rcs)

 

Il sindaco Vincenzo Voce diffida il Governo: Deve oltre 11 milioni di euro a Crotone

Il Comune di Crotone ha diffidato, formalmente, il Governo in quanto per le annualità 2015-2016, mancano, per minori trasferimenti, oltre 11 milioni di euro.

«Il Governo deve riconoscere alla città di Crotone quello che gli spetta» ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce, che ha fatto partire la diffida al Governo a voler adottare le misure idonee ad attuare l’obbligo in capo allo Stato di trasferimento delle corrette risorse aggiuntive per l’amministrazione comunale con riferimento agli anni pregressi (2011 – 2020) entro e non oltre sessanta giorni decorrenti dalla ricezione della diffida stessa.

Si tratta di trasferimenti che, ai sensi del cosiddetto federalismo fiscale, il Governo è tenuto a corrispondere alle comunità locali sulla base del principio di perequazione delle differenze della capacità fiscali finalizzati a ridurre adeguatamente le differenze tra territori con diverse capacità fiscali per abitante.

Ciò è emerso grazie a un lavoro certosino dell’assessore al Bilancio Antonio Scandale e degli uffici comunali, che ha individuato «uno scarto intollerabile – ha detto Voce – che avrebbe consentito, nel corso degli anni, di assicurare ai cittadini idonee prestazioni in tema di servizi sociali e welfare». (rkr)

 

L’emergenza rifiuti a Reggio all’attenzione del Governo

La grave emergenza rifiuti di Reggio Calabria è arrivata al Governo. E questo, grazie all’interrogazione presentata dalla deputata di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro.

Lo ha reso noto il commissario provinciale di Fratelli d’ItaliaDenis Nesci, spiegando che «il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il ministro dell’Ambiente, Roberto Cingolani e il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dovranno rispondere all’interrogazione presentata da Ferro sullo stato di degrado in cui versa il cimitero di Modena a Reggio Calabria, sommerso da cumuli di rifiuti e che deturpano irreversibilmente un luogo di memoria per i cittadini reggini. Problema irrisolto da mesi e, come evidenziato nell’interrogazione parlamentare, non c’è un angolo, un passaggio sgombro di immondizia e per tutto il cimitero si respira un odore nauseabondo».

«Una vera e propria emergenza rifiuti – ha spiegato Nesci – denunciata anche dal prefetto di Reggio Calabria Vincenzo Mariani, che ha parlato di “crisi di sistema che affonda le sue radici in anni di ritardi e responsabilità ultradecennali, spiegando come tale situazione sia legata a un problema “di raccolta ma è anche un problema di strutture che mancano, di insufficienza impiantistica” che non consente di smaltire i rifiuti e farlo in maniera corretta”».

«Ringrazio dunque – ha aggiunto – l’on. Wanda Ferro, perché mantiene fede all’impegno preso in occasione delle Comunali di Reggio Calabria, in cui aveva dichiarato che, se l’emergenza rifiuti in riva allo Stretto non avesse avuto una risoluta soluzione, avrebbe investito il Governo della questione. Non è superfluo ribadire però, che nella stessa occasione della campagna elettorale per le comunali di Reggio Calabria, il ministro della difesa, confermava il proprio assenso all’utilizzo delle Forze Armate per l’istituzione di presidi in zone sensibili al problema rifiuti; ma ciò nonostante, ad oggi, nulla sembra essere cambiato e continuano a persistere evidenti difficoltà nel sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che necessita di un intervento immediato da parte dello Stato». (rrc)