LAMEZIA – Celebrata in Diocesi la Giornata Bambini Vittime di violenze

Con una Santa Messa, presieduta dal rettore don Francesco Benvenuto, nel santuario diocesano San Giovanni Paolo II è stata celebrata la “28esima Giornata Bambini vittime di violenze promossa dall’Associazione Meter, attiva anche nel territorio lametino.

La Giornata dei Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, contro la pedofilia, è nata nel 1996, su richiesta delle famiglie e dei gruppi di bambini della parrocchia Madonna del Carmine di Avola, in provincia di Siracusa, e dell’Associazione Meter, a seguito del tentato omicidio nei confronti di una bambina di 11 anni, dei racconti di alcuni episodi di abuso e del suicidio di un ragazzo di 14 anni. In quella circostanza fu denominata Giornata dei Fiori Recisi (1995), ma già dall’anno successivo assunse la denominazione attuale.

Ogni anno i soci e i volontari di Meter si recano in Piazza San Pietro per accogliere il saluto e l’incoraggiamento del Santo Padre. Papa Francesco non ha fatto mai mancare il suo “messaggio speciale” alla Gbv, così come già il suo predecessore, Papa Benedetto XVI. Ed anche quest’anno, al termine del Regina Coeli, ha salutato ed incoraggiato i membri dell’associazione ad andare avanti: «Accolgo con piacere – ha detto il Pontefice – l’Associazione Meter, impegnata nel contrasto ad ogni forma di abuso sui minori. Grazie, grazie per il vostro impegno! E continuate con coraggio la vostra importante attività».

«L’esperienza della Gbv – evidenziano da Meter – è caratterizzata dalle storie di tante vittime che hanno trovato speranza, accoglienza, cura e amorevole accompagnamento nel doloroso percorso di liberazione dalle nuove forme di schiavitù, quali appunto la pedofilia e la pornografia minorile. Si è fatto di tutto affinché tali splendide umanità ferite non provassero la solitudine e l’abbandono, pur nella consapevolezza che ciò è sempre poco rispetto a quanto debba essere ancora compiuto: molti bambini devono essere liberati».

«Troppi sono ridotti in schiavitù sessuale – hanno proseguito – e manipolati da chiare ideologie che riducono la vita umana a scarto, a merce, a oggetto di piacere. La Gbv è divenuta uno stimolo e fonte di ispirazione per molte altre iniziative in Italia e all’estero. I veri ed immancabili protagonisti di questa Giornata sono stati sempre i bambini e in tutti questi anni si sono formate generazioni che hanno imparato a difendersi con responsabilità e consapevolezza dagli aggressori e dai predatori di innocenza».

Al termine della partecipata celebrazione al Santuario diocesano, dopo i saluti della presidente Annalisa Gioiello, i bambini presenti sono stati omaggiati della maglietta che ricorda questa giornata nella convinzione che, come sottolinea don Fortunato di Noto, «l’abuso è un trauma permanente; è una ferita invisibile con la quale si sopravvive ma spesso anche visibile a causa delle autodifese che ogni persona mette in atto. Da qui la necessità di comprenderle, di accoglierle, di condividerle per permettere a quanti siano stati feriti di uscire fuori e di rivedere la luce della vita». (smg)

A Lamezia l’assemblea di Assobalneari sulle concessioni balneari

Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 16, al Grand Hotel, si terrà l’assemblea organizzata da Assobalneari Italia e Assobalneari Calabria, con il sostegno di FederTurismo Confindustria in risposta alla recente sentenza del Consiglio di Stato, numero 03940/2024, che colpisce direttamente il settore balneare calabrese.

L’evento è coordinato da Giuseppe Nucera, e vedrà la partecipazione di Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia, il sen. Maurizio Gasparri, l’on. Gian Marco Centinaio e il sen. Fausto Orsomarso e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere e a trovare soluzioni a questa crisi che minaccia uno dei settori trainanti dell’economia regionale.

L’assemblea sarà un’occasione per gli operatori del settore di confrontarsi direttamente con i rappresentanti istituzionali e di elaborare proposte concrete per il futuro del turismo balneare in Calabria.

La controversa decisione, che obbliga le amministrazioni a disapplicare eventuali deroghe al 31 dicembre del 2024, ha suscitato una forte reazione tra gli imprenditori del settore. La sentenza, decisa dalla VII sezione il 12 marzo e basata sui principi della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 20 aprile 2023, impone la necessità di una procedura di gara concorrenziale per l’assegnazione delle concessioni degli stabilimenti balneari.

Importanti, per capire nel dettaglio l’evidente discriminazione a danno del settore balneare, le considerazioni espresse qualche giorno fa dall’economista Stefano Fassina sull’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e le sue implicazioni.

Stefano Fassina critica la direttiva Bolkestein in particolare per il suo meccanismo di bando che reputa radicalmente discriminatorio nei confronti delle piccole imprese. Sostiene che il processo non si svolge su un terreno equo, ma su un piano inclinato che favorisce le grandi aziende, a danno dei piccoli gestori di stabilimenti balneari, operatori dei mercati rionali e tassisti. Fassina evidenzia come esempio la concessione di tratti di spiaggia a Jesolo a Geox, mostrando una dimostrazione empirica di questo squilibrio.

Secondo Fassina, la direttiva non tiene conto delle differenze tra le aziende, trattando ugualmente le piccole imprese familiari e le multinazionali, il che crea una competizione ingiusta. Le aziende più grandi beneficiano di risorse interne che permettono loro di accedere e valutare meglio le opportunità, mentre le piccole imprese affrontano costi proibitivi e mancanza di accesso a tali informazioni.

Giuseppe Nucera, presidente di Assobalneari Calabria e imprenditore nel settore turistico, esprime la frustrazione e la determinazione di un intero settore che non accetta passivamente la decisione: «La sentenza del Consiglio di Stato distrugge il lavoro e il futuro di 30 mila famiglie che operano con passione nel settore balneare. Reagiremo con forza contro questa sentenza illogica e ci troveremo a Lamezia in una manifestazione di protesta, chiedendo al Governo una risposta forte e chiara». (rcz)

LAMEZIA – Gli auguri della Diocesi a mons. Serafino Parisi per i suoi due anni da Vescovo

«Cari fratelli e sorelle nella fede, da oggi preziosa eredità a me affidata, vengo come fratello e come pastore, chiedendovi con umiltà di camminare con me, in un autentico cammino sinodale, seguendo le orme (Cfr 1Pt 2,21) che il Crocifisso Risorto ha impresso nella storia: sono tracce di vita, sono semi di speranza». Così due anni fa monsignor Serafino Parisi, nel giorno della sua nomina a Vescovo, si rivolgeva alla sua futura Diocesi.

Ed oggi, a distanza di due anni da quell’annuncio la Chiesa di Lamezia rende grazie al Signore per il suo Pastore di cui apprezza le doti umane e la sensibilità nel porsi nei confronti all’altro. 

Sono stati due anni di cammino insieme durante i quali la variegata realtà della nostra Diocesi ha avuto l’opportunità di sperimentare momenti di vita comunitaria e di riflessione sulla fede e su ciò che essa rappresenta nella vita di ciascuno. Momenti intensi, belli, carichi di umanità e di desiderio di conoscere e vivere appieno il rapporto con Dio che hanno dato uno slancio ed un notevole contributo alla crescita della nostra comunità presa per mano ed accompagnata, come un padre fa con i suoi figli, in questo cammino di rigenerazione della propria fede, dal proprio Pastore che non ha mai fatto mancare il suo apporto e la sua vicinanza. Un percorso, non certo facile, ma sicuramente carico di emozioni al centro del quale vi è sempre la condivisione e la corresponsabilità tanto care a monsignor Parisi la cui sollecitazione ad assumere lo stile di Dio che è condivisione, incontro, liberazione e redenzione, rappresenta il fulcro del suo apostolato. 

A lui, in questa felice ricorrenza i più cari auguri da parte della Diocesi. (smg)

Nella frazione di Zangarona di Lamezia un evento storico, con la visita del presidente Begaj

Quello avvenuto nella frazione di Zangarona di Lamezia Terme è stato «un incontro senza precedenti», con la visita del capo di Stato dell’Albania, Bajram Begaj.

«Questo evento ha segnato un momento significativo, portando al centro della nostra attività sociale e culturale una figura di rilievo internazionale», ha evidenziato Fratelli d’Italia di Lamezia Terme, sottolineando come «la realizzazione di un tale evento è stata possibile grazie al ruolo centrale svolto dall’Associazione Zangarona “Xingarona larg dhe asër”. Quest’ultima, nota per il suo impegno nella promozione del patrimonio culturale e sociale di Zangarona, ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di operare seriamente e ad alti livelli».

L’Associazione, infatti, ha ringraziato «tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa giornata unica: la presenza di Sua Eccellenza Mons. Serafino Parisi; la rappresentanza degli organi comunali e regionali; la presenza delle comunità arbëreshë della provincia di Catanzaro: Vena di Maida (rappresentata dal consigliere comunale Domenico Casalinuovo), che ha partecipato con abiti pregiati tradizionali arbëreshe, e Maria Teresa Torchia, insegnante del canto “Lule, Lule”; Caraffa di Catanzaro (rappresentata dal Presidente del Consiglio Serena Notaro), che ci ha omaggiati con la «Vallja» eseguita da un gruppo di splendide danzatrici in abiti tradizionali, con la presenza del Prof. Comi di lingua arbëreshe e la partecipazione della prof.ssa Cettina Mazzei; l’artista Gennaro Lanzo, che ha realizzato il murales dedicato all’Arbëria e lo studio54network per il loro eccellente servizio».

Presente, anche, il dirigente di Fratelli d’Italia Lamezia Terme e membro dell’Associazione, Vincenzo Popello «che ha giocato un ruolo cruciale nell’organizzazione dell’evento», spiega una nota di Fdi.

«Con orgoglio e riconoscenza – conclude la nota –, Fratelli d’Italia Lamezia Terme celebra il successo di questo evento e rinnova il proprio impegno verso la comunità di Zangarona e di tutta Lamezia Terme». (rcz)

A Lamezia la Tavolata senza muri per celebrare i 70 anni del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani

Nei giorni scorsi su Corso G. Nicotera di Lamezia Terme, è approdata la Tavolata senza muri, un momento della staffetta per la celebrazione del 70esimo anniversario del Masci – Movimento Adulti Scout cattolici Italiani e che ha visto 400 persone – appartenenti a 39 Associazioni – che si prendono cura delle fasce più vulnerabili.

Moltissime le realtà della società civile che hanno voluto offrire il loro contributo, dalla Conad che  ha donato le derrate alimentari ed il ristorante Bucolia per la preparazione delle stesse, il market  due Perri, le pasticcerie Casa Mastroianni, Bruzia, Ruberto, Pulli, Bar Falvo, White, Bar Roma,  Chocolat, Ferrise, Federico. 

«Queste persone sono qui per dire che la solidarietà va costruita ogni giorno con un esempio di  vita – ha commentato Anna Maione, Segretaria Regionale del Masci –. Vogliamo ribadire che la  mensa è anche il simbolo del Regno di Dio e il luogo dove la famiglia si ritrova. Vogliamo ribadire  che tutta l’umanità è una grande famiglia e che la condizione in cui si versa non è motivo di  discriminazione o di diminuzione della dignità che ogni persona, in quanto tale, porta con se». 

«Vogliamo ribadire con questo gesto altamente simbolico – ha proseguito – che racchiude l’idea dell’accoglienza e  del prendersi cura, dell’ uguaglianza e dell’inclusione , che bisogna costruire dal basso l’idea che  senza solidarietà non c’è futuro, secondo il principio di sussidiarietà tanto caro alla nostra  formazione, che non toglie né si sostituisce al compito delle Amministrazioni di rendere ciò  possibile». 

«C’è un virus che aleggia in modo consapevole o inconsapevole – ha concluso – quello della paura del diverso,  crediamo che ciò si possa sconfiggere con l’antidoto della relazione diretta , della collaborazione e della solidarietà».

La cena ha visto anche la  partecipazione di alcuni esponenti politici e del Vescovo. (rcz)

LAMEZIA – Presentato il libro di don Ricardo Reyes Castillo

È stato presentato, a Lamezia Terme, nel Salone parrocchiale della Chiesa di S. Giuseppe Artigiano, il libro Che cos’è la preghiera di don Ricardo Reyes Castillo, corredato dalle illustrazioni curate da suor Eleonora Calvo, dell’Ordine Opus Matris Verbi Dei (Servi della Parola).

Ad aprire l’incontro, il parroco don Fabio Stanizzo che ha ricordato come l’incontro con don Ricardo si inserisca nel cammino in preparazione alla festa di S. Giuseppe Artigiano, che ha scelto come filo conduttore quello della preghiera, tema indicato da Papa Francesco in vista dell’ormai imminente Giubileo del 2025. Un’iniziativa che rappresenta anche un momento formativo per i giovani della comunità parrocchiale già in fase di preparazione per l’estate 2024.

Di fronte a un pubblico proveniente da diverse realtà parrocchiali cittadine, tra cui numerosi giovani, l’autore, rispondendo alle domande della giornalista Saveria Maria Gigliotti, direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali diocesano, ha definito la preghiera «non una formula, ma un dialogo. Preghiera è entrare in relazione con Dio che è relazione, relazione perfetta che porta all’unità. Solo entrando in relazione con Dio, che è Relazione per natura, posso relazionarmi con gli altri».

Preghiera, dunque, «non come qualcosa di rigido, ma come respiro che ci dà vita. E noi sappiamo che non si può vivere senza respirare. Pregare è avvicinarsi a Cristo, che è il primo ad avvicinarsi a noi come fece con i discepoli di Emmaus che andavano di corsa e non lo avevano riconosciuto. La preghiera ci porta a ripetere la loro stessa domanda: resta con noi, Signore. Viviamo una vita complicata, piena di contraddizioni, ma la più grande grazia è la consapevolezza di stare con il Signore, rimanere con Lui. Le formule possono essere uno strumento di aiuto, ma la preghiera è dialogare con il Signore, stare con Lui». 

Se tra i nodi più difficili della preghiera vi è la possibilità di non ricevere ciò che si domanda, don Ricardo invita a cambiare “format” e a pensare la preghiera non come “domanda/risposta” ma «come relazione con Dio, mettendo da parte le nostre aspettative che spesso ci feriscono. Dio non è venuto a toglierci la croce, ma a dare un senso a ciò che prima non aveva senso. Cristo ha fatto della Croce il luogo dell’incontro con l’amore di Dio».

Nella conversazione con il pubblico, spazio anche per il racconto di una pagina personale della vita di don Ricardo che, qualche anno fa,  in un momento di crisi, ha scelto di vivere per qualche tempo in una comunità di tossicodipendenti a Lourdes, «esperienza che mi ha permesso di ritornare a me stesso, di sentirmi libero. Con i più piccoli ho ritrovato me, ho sperimentato l’amore di Cristo. La forza della nostra fede è anche questa: avere la possibilità di ricominciare sempre».

Richiamando una delle immagini usate da don Ricardo nel libro, per il vescovo Serafino Parisi «l’incontro con Dio può avvenire sulla montagna, al termine di una salita complicata, ma può avvenire anche nell’abisso della nostra vita. La salita è faticosa, ma molto più faticosa può essere la discesa, quando sprofondiamo nelle bassezze della nostra esistenza».

«La grandezza della preghiera – ha aggiunto – è nella certezza che proprio lì ti aspetta il Signore: nel baratro della vita, nell’abisso del tuo limite. Solo prendendo consapevolezza del nostro limite, possiamo aprirci e scoprire un Dio che è vicino. La preghiera è scoperta del nostro limite e noi possiamo incontrare Dio proprio nel nostro limite se mettiamo in discussione le nostre manie di onnipotenza, la nostra pretesa di autosufficienza”. Per il vescovo della diocesi lametina, preghiera è anche “il grido di un padre o di una madre che hanno perso il figlio e che, dall’abisso della desolazione, gridano come Gesù ha gridato dalla Croce: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato. Anche quella è preghiera».

Dal presule, il monito rivolto in particolare ai giovani sul «grande dramma del nostro tempo, in cui l’uomo rivendica autonomia e autosufficienza da Dio. Quando decidiamo di mettere Dio fuori dalla nostra vita, facciamo entrare altri idoli e diventiamo schiavi di altri idoli. La preghiera è esperienza di liberazione, perché ci presentiamo al Signore così come siamo. E il Signore è già lì che ci aspetta, ci anticipa sempre». 

Parisi ha definito la preghiera come «un bacio “bocca a bocca” con Dio perché Lui ci dà il suo respiro se noi siamo contenti di riceverlo, farlo nostro e vivere della vita stessa di Dio». (rcz)

LAMEZIA – Il 3 maggio si presenta il libro “La compagnia del lupo”

Il 3 maggio, a Lamezia Terme, alle 18, nelal Sala Congressi delle Terme di Caronte, sarà presentato il libro La compagnia del lupo e la confraternita di Carpocrate di Riccardo Cristiano, edito da Le Officine Editoriali da Cleto.

Sarà presente anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro e l’assessore Luisa Vaccaro, che porteranno i saluti dell’amministrazione, con la concessione del gratuito patrocinio ad un evento di carattere culturale e di rilevanza pubblica, ai fini della conoscenza dei tesori lametini.

L’autore, dialogherà con Rita Giura, operatore culturale, segretaria Open Space Aps e Valentina Tedesco, presidente dell’Associazione Lamezia Muse, raccontando dettagli del libro ambientato in Calabria, nonché dei luoghi nei quali si svolgono le avventure della “Compagnia del Lupo” molti di essi inerenti, proprio il territorio di Lamezia Terme. 

Presenti al tavolo dei relatori, Luigi Serafino Gallo, amico dell’autore ed uno dei protagonisti del racconto. Divulgatore storico, conoscitore dei luoghi, a volte nascosti, del panorama lametino, si batte da sempre per il suo territorio, attraverso iniziative pubbliche volte alla divulgazione e riscoperta di ciò che, altrimenti, andrebbe dimenticato.

Durante la presentazione, saranno eseguiti degli intermezzi musicali e artistici, a cura di Chiara Vasta e Andrea Pileggi dell’Associazione Lamezia Muse. 

ontinuano le avventure della Compagnia del Lupo, alla scoperta di nuovi luoghi che celano misteri irrisolti, tutti collegati fra loro. Esiste davvero una separazione netta fra ciò che è buono e ciò che è cattivo? Chi sono i Carpocraziani e cosa bramano da così tanti secoli? Il Lupo e i suoi amici lo scopriranno, imbattendosi più volte in indizi che mai avrebbero preso in considerazione. Ognuno di loro ha un dono, non sono supereroi, ma persone comuni che non si voltano mai dall’altra parte. Legati da un’amicizia profonda, si ritroveranno più volte a fare i conti con una realtà che può essere cambiata a beneficio di ogni creatura che lo desideri ardentemente. In fondo la vita è una metamorfosi continua e il Lupo, come la sua Compagnia, sa che è necessaria. (rcz)

Il convegno su “Educazione al rispetto” della Fnp Cisl Pensionati Calabria

Domani mattina, a Lamezia Terme, alle 9.30, nel Salone di Unioncamere Calabria, si terrà il convegno Educazione al rispetto: Un ponte per un mondo senza violenza, organizzato dal Coordinamento Politiche di Genere Federazione Pensionati Cisl Calabria.

«La scuola, la famiglia, le comunità – ha spiegato la responsabile del Coordinamento, Antonella Pignataro – sono i luoghi fondamentali in cui la persona cresce e si forma. Li mettiamo al centro della riflessione che proponiamo nel nostro convegno nella convinzione che a partire da essi ogni bambino, ragazzo, giovane possa essere aiutato a maturare la scelta del rispetto per gli altri, del dialogo, del rifiuto di ogni forma palese o strisciante di violenza».

I lavori, moderati dalla giornalista Sarah Incamicia, saranno aperti dai saluti del reggente della Segreteria Fnp Cisl Calabria, Cosimo Piscioneri, e del segretario generale della Cisl regionale, Tonino Russo. Dopo l’introduzione della Coordinatrice PdG Antonella Pignataro, sono previsti gli interventi di Maria Claudia Marazita, Penalista; Margherita Solano, Cisl Sscuola Calabria; Martina Montalto, psicologa; Francesco Rao, sociologo – Università Tor Vergata Roma; Stefania Figliuzzi, Cav Reg.le Attivamente Coinvolte – Ref. Assemblea D.I.Re. Calabria; Don Giacomo Panizza, Comunità Progetto Sud; Imma Guarasci, Comunicatore sociale – Teatro terapeuta; Nausica Sbarra, Coord. Donne Cisl Calabria.

Concluderà Eva Santangelo, Coord. Nazionale Fnp Cisl Politiche di Genere. (rcz)

 

LAMEZIA – Docenti e personale Ata del Nicotera-Costabile completano corso Blsd

I docenti e il personale Ata dell’IC Nicotera-Costabile di Lamezia Terme ha completato il corso BLSD per effettuare la rianimazione cardio-polmonare e sull’uso del defibrillatore automatico.

Due i momenti di formazione che hanno interessato il personale dell’I.C. Nicotera-Costabile.

Alla prima lezione informativa, a cura del sig. De Fazio, formatore ufficiale BLSD dei Vigili del Fuoco e dell’Associazione Calabria Cardioprotetta, che si è svolta martedì ventisei marzo 2024 presso il plesso di scuola primaria di Savutano, hanno partecipato alcuni docenti dei tre ordini di scuola e alcuni collaboratori scolastici. Gli argomenti trattati sono stati nello specifico: nozioni di primo soccorso, manovre di rianimazione cardiopolmonare adulto/pediatrico, conoscenza e utilizzo del “Dae” – Defibrillatore Semiautomatico, manovre di disostruzione in età adulta/pediatrica, posizione laterale di sicurezza, chiamata di soccorso al numero unico di emergenza “112”.

Lo scorso nove aprile 2024 si è svolto invece il Corso di Formazione e Aggiornamento BLSD della durata di cinque ore, presso la sede centrale di via G. Porchio, al quale hanno partecipato docenti dei tre ordini di scuola, collaboratori scolastici e assistenti amministrativi.

Il corso, diretto dalla dott.ssa Nagero, è stato tenuto dal personale della Croce Rossa – Comitato Regionale Calabria. Il trainer per le manovre salvavita ha illustrato le azioni e le manovre di primo soccorso da attuare tempestivamente in situazioni di emergenza e, in particolare, in caso di arresto respiratorio e/o cardiaco.

La formazione del personale scolastico, che si inquadra nel programma annuale volto alla prevenzione e alla sicurezza sul luogo di lavoro, fa seguito all’installazione di un defibrillatore semiautomatico (Dae), presso il plesso della scuola Primaria e dell’Infanzia di Savutano via Mascagni. Tale apparecchiatura è stata donata all’Istituto il cinque marzo 2024 da un gruppo di genitori, nonché generosi esercenti di attività commerciali quali Il Gusto delle Carni’, ‘La Barrica srl’, ‘Alex Stout’, ‘Dissonanze Studio’, ‘Bar Friends’, ‘LSdrinks’, ‘Fan Feste’, ‘L’Alternativa’.

Il dispositivo è stato consegnato in occasione di una cerimonia pubblica che ha avuto luogo nella palestra del plesso scolastico di via Mascagni, alla quale hanno partecipato tutti gli alunni della scuola primaria, accompagnati dai loro insegnanti.

Il defibrillatore, ora a disposizione della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, è di tipo semiautomatico, completo di piastre pediatriche e teca. Si tratta di uno strumento fondamentale per consentire un immediato intervento nei casi di arresto cardiaco improvviso tra il personale scolastico o gli alunni, specie nel corso di quelle attività che richiedono un maggiore sforzo fisico o durante l’attività sportiva.

È in grado di analizzare il ritmo cardiaco e di guidare l’operatore in ogni fase del soccorso, avvisando quando vi è la necessità di erogare una scarica elettrica, bloccando l’anormale attività cardiaca, consentendo al cuore di ripristinare il regolare ritmo. La scarica viene rilasciata attraverso delle piastre conduttrici adese al torace del malcapitato.

Il decreto 16 marzo 2023 contenente criteri e modalità per l’installazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 4 agosto 2021, n. 116, indica le scuole tra i luoghi prioritari in cui installare i dispositivi. L’IC Nicotera – Costabile si conferma anche sotto questo aspetto, pertanto, tra gli Istituti più attenti ed all’avanguardia sul fronte del benessere e della sicurezza della propria Comunità.

«Auspicando di non avere mai necessità di utilizzare tale dispositivo elettromedicale – ha dichiarato la dirigente scolastica, prof.ssa Maria Angela Bilotti – si ringraziano tutti gli esercenti coinvolti per il nobile gesto di donazione di uno strumento che ci farà sentire più sicuri per la sua presenza. Tale dono sottolinea l’attenzione di questi genitori per il benessere dell’intera Comunità scolastica e rafforza l’importanza della prevenzione e del senso di responsabilità che ogni società civile dovrebbe avere nei confronti della sicurezza della vita umana». (rcz)

LAMEZIA – In scena “La dote”

In scena, domani sera, alle 21, nell’Auditorium realizzato nella Cittadella della Carità all’interno del complesso interparrocchiale San Benedetto, rientrante nel progetto Complesso Fratelli Tutti della Caritas diocesana, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud, andrà in scena lo spettacolo La dote, una commedia in atto unico scritto da Luigi Giura e la regia di Patrizia Anania.

L’iniziativa è organizzata dai ragazzi della “Compagnia di via Bologna” partner del progetto “Fratelli tutti” e «lo spettacolo – ha dichiarato don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas diocesana – giunge al termine di una lunga e complessa fase di attuazione progettuale e costituisce anche il primo di una lunga serie di eventi da realizzare nella convinzione che la cultura e la creazione di momenti di positiva aggregazione sociale siano strumenti che, insieme alle opere di assistenza che si prestano quotidianamente, possano permettere di affrontare le tante povertà, non solo materiali, che affliggono la nostra terra ed i nostri giovani».

La sala che in questi mesi ha ospitato ed ospiterà la Scuola Biblica e varie iniziative Diocesane – tra cui alcune rivolte agli studenti degli Istituti superiori della città promossi dalla Pastorale giovanile – l’auditorium, che può ospitare fino a 600 persone, farà da scenario all’atto unico della commedia inedita del compianto Luigi Giura che, «scritta e ambientata tra gli anni ‘80, è un salto nel passato ma con uno sguardo futuristico dell’autore sulla società: temi, parole e discorsi che con ciclicità perfetta si ripetono nel corso dello scorrere degli anni, delle situazioni, delle persone».

Un tuffo nel passato, «quando ancora i giovani ascoltavano la musica con il walkman, si chiamava la Sip, si andava a chiedere lo zucchero alla vicina, si parlava e tanto, non con i telefonini ma guardandosi negli occhi, si discuteva in famiglia (non con e sui social) per cercare di riuscire a “Dipanare la Matassa” nelle diverse situazioni della quotidianità».

In scena sei personaggi: una famiglia (madre, padre, suocera e figli) di buona posizione sociale, di moralità e di parole. Ad interpretarli, diretti da Patrizia Anania, saranno: Ado Marchetti; Valentina Tedesco; Rita Giura; Francesco Autelitano; Chiara Vasta; Peppino Buffone. (rcz)