Gentile (FI) ai sindaci: fare rete per cogliere opportunità PNRR:

Il dpeutato Andrea gentile (FI) ha inviato una lettera ai sindaci del collegio uninominale della Camera Castrovillari-Paola invitandoli a fare rete per cogliere le opportunità offerte dal PNRR.

«La vera sfida, oggi – ha dichiarato l’on. Gentile –, è quella di costituire una rete tra amministratori, sindaci e parlamentari del collegio che vada al di là di ogni colore politico al solo scopo di creare reali occasioni di confronto per poi proporre unitariamente delle soluzioni sia alla Regione che al Governo nazionale. L’intendimento è naturalmente quello di portare maggiori finanziamenti alle nostre amministrazioni locali per far ripartire il motore degli investimenti. A tal riguardo – prosegue l’On. Gentile – una straordinaria opportunità da cogliere è rappresentata sicuramente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il fondo, nello specifico, destina ben 82 miliardi di euro al Mezzogiorno da investire prioritariamente in settori strategici quali viabilità, infrastrutture, sanità, dissesto idrogeologico e turismo. Recentemente, tra l’altro, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali ha raggiunto un significativo accordo sul decreto che assegna i 300 milioni di euro previsti dal Fondo complementare al PNRR per la manutenzione straordinaria delle strade delle aree interne. Di questi ultimi circa il 47% saranno destinati alle regioni del Sud Italia. Ritengo che questa sia l’unica strada percorribile per avviare a soluzione le problematiche ataviche dei nostri territori.
«In tale contesto – aggiunge l’esponente politico di Forza Italia -– un elemento assolutamente centrale è dato dalla valente e quantomai opportuna iniziativa assunta dal Presidente Roberto Occhiuto relativa all’istituzione di una cabina di regia che supporti puntualmente i Comuni sia nella fase di progettazione, sia nella fase successiva, ossia quando si tratterà di spendere efficacemente i fondi che arriveranno grazie al PNRR, ritenendo necessario che, al suo interno, si facciano confluire figure tecniche che possano agevolare i Sindaci nella corretta gestione delle risorse previste. A tale riguardo – conclude l’On. Gentile – vi comunico che con il nuovo anno aprirò una segreteria tecnica che servirà proprio ad elaborare proposte concrete con l’ausilio di amministratori, sindaci, tecnici e professionisti».

Esclusione concorso Pnrr, la protesta della Federazione delle Società di Scienze Naturali e dell’Unione Zoologica

di FRANCO BARTUCCI Il prof. Pietro Brandmayr, docente emerito dell’Università della Calabria, in qualità di Presidente Nazionale dell’Unione Zoologica Italiana (UZI-ETS), ha aderito all’iniziativa intrapresa dalla Federazione delle Società di Scienze Naturali di inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, una lettera di protesta contro l’esclusione dei laureati in Scienze Ambientali e Naturali dai concorsi PNRR  per la “Ricerca di esperti in ambiente” di loro assoluta pertinenza.

La stessa lettera per conoscenza è stata pure inoltrata ai Ministri: della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta; dell’Economia e Finanze, Daniele Franco; degli Affari Regionali e le Autonomia, Mariastella Gelmini; del Sud e Coesione Territoriale, Mara Carfagna; dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa; nonché al Capo Segreteria, Stefania Profili.

«Il bando – è scritto nella lettera – ha molte posizioni aperte in diverse Regioni italiane, trattandosi che le attività richieste riguardano: la consulenza ed il supporto tecnico – specialistico nella gestione delle attività di Valutazioni Ambientali (VIA e Screening) di progetti, piani e programmi (VAS); la consulenza e il supporto nella redazione e gestione di piani di carattere ambientale per enti pubblici territoriali (Piano Aria integrato; Piano di Tutela delle acque; Piani di Tutela dall’inquinamento acustico, elettromagnetico, luminoso); la consulenza e il supporto specialistico nella gestione di attività di valutazione delle componenti naturali, ambientali, paesaggistiche, culturali, socioeconomiche, demografiche e insediative del capitale territoriale; la consulenza e il supporto specialistico nella gestione di attività di valutazione della sostenibilità territoriale ed ambientale di piani e programmi di competenza di enti pubblici territoriali e di valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività».

«Un bando – hanno scritto i due Presidenti della Federazione delle Società di Scienze Naturali e dell’Unione Zoologica Italiana – che prevede la partecipazione di  ingegneri, geologi, biologi, ma non i laureati in scienze naturali e ambientali (LM 60; LM 74), i quali  hanno una formazione specifica su molti di questi argomenti. 

«È una grande scorrettezza culturale – puntualizzano ancora nella loro lettera – che di Gestione di Capitale Naturale o di VInCA se ne possano occupare gli ingegneri, ma non i dottori Naturalisti e Ambientali».

«È sorprendente – conclude la lettera – come ci siano 18 Università statali italiane che hanno attivato una Laurea magistrale nella classe LM-60 Scienze della Natura; nonché 26 Sedi, sempre statali, che hanno attivato pure  una Laurea magistrale nella classe LM 75 Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e per il territorio,  e non vedano con questo Piano la possibilità di collocare i propri laureati in professioni alle quali sono preparati, secondo la normativa vigente». (fb)

In copertina, il prof. Pietro Brandmayr, presidente Unione Zoologica Italiana

TRA RITARDI, COVID E CRISI ECONOMICA
CRESCE IL DIVARIO TRA CALABRIA E ITALIA

di SANTO BIONDO – La pandemia sta rialzando la testa e la Calabria non riesce ad uscire da una crisi pesante socialmente ed economicamente. La quarta ondata del Covid-19 ci sta trovando ancora una volta impreparati, dopo un 2021 che ne ha sensibilmente ridotto gli spazi di crescita ed accentuato le diseguaglianze all’interno del proprio territorio e fra questo ed il resto del Paese.

Nel settore sanitario ai ritardi con i quali già eravamo costretti a fare i conti, si stanno accumulando altri ritardi che provocano inefficienze e distorsioni nelle cui pieghe si insinua un virus sempre più indecifrabile e pericoloso.

Ma non solo la variante Omicron del Coronavirus, quasi che la nostra regione non fosse inserita nella storia pandemica dell’intera nazione, ci ha colpiti quando ancora siamo in attesa di vedere concretamente potenziate le postazioni di terapia intensiva; quando ancora stiamo aspettando che gli organici di medici e paramedici vengano potenziati; quando ancora siamo in attesa che la spesa venga certificata ed i fondi destinati alla lotta al Covid vengano utilizzati concretamente per ripagare gli sforzi di tutte quelle professioniste e tutti quei professionisti che hanno fatto enormi sacrifici nella lotta alla pandemia.

Mentre la nazione sta registrando un rimbalzo, seppur debole e frastagliato, dei suoi indici economici, la Calabria – che per oltre dodici mesi non è stata governata – rischia di veder allargare quel solco che la separa dal resto del Mezzogiorno, dell’Italia e dell’Europa.

I ritardi accumulati per insipienza sulla programmazione dei fondi europei potrebbero rappresentare una tara insuperabile per il futuro di questa terra. Una regione che la classifica della qualità della vita relega agli ultimi posti a livello nazionale, una regione che non è riuscita ad agganciare la pur debole ripresa nazionale, fatta di lavoro precario, e che si trova sempre più ai margini di un Paese che viaggia a velocità differita e che potrebbe – inevitabilmente – lasciare indietro quelle regioni che dimostrassero di essere incapaci nel gestire la grande messe di risorse che sono state messe a disposizione da un’Europa che, dopo anni di austerità, ha riscoperto la sua aspirazione solidale.

Adesso è il tempo di agire. Il 2022 per la Calabria dovrà essere l’anno della svolta, del cambiamento definitivo. Per questo siamo fermamente convinti che chi ha nelle mani la gestione della cosa pubblica regionale debba concentrarsi sullo sviluppo di tre assi fondamentali per ridisegnare il futuro di questa terra.

Intanto, è necessario agganciare concretamente le possibilità di sviluppo offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e bisogna farlo in fretta. “Tempus fugit” e la scadenza di marzo 2022 per la presentazione dei progetti sembra assai vicina.

Per farlo è necessario, ovviamente, conoscere quali siano i progetti che la Regione Calabria ha deciso di mettere in campo per il finanziamento attraverso i fondi messi a disposizione dal Pnrr, togliendo su di essi quel velo omertoso che li ha coperti sino ad oggi e presentandoli al tavolo di confronto con il partenariato economico e sociale. In secondo luogo è determinante pensare ed applicare un urgente irrobustimento della macchina burocratica regionale, assai povera in termini di professionalità per la continua emorragia di esperienze e competenze verso altre parti del Paese e verso l’estero, attraverso l’apertura di una nuova stagione concorsuale che quelle esperienze sappia valorizzare, concentrandosi contemporaneamente nella ricerca delle risorse necessarie per ampliare il contributo lavorativo di Lpu ed Lsu e stabilizzare i lavoratori precari.

Allo stesso tempo, poi, è dirimente rendere operativa la cabina di regia, sulla quale è necessario l’interessamento anche del Consiglio regionale, che è istituita per il monitoraggio della spesa e per recuperare il ritardo rischioso accumulata sulla stessa e dare vita alla task force regionale di supporto agli enti locali per la gestione progettuale dei fondi europei.

Ancora è necessario dare una guida attenta e corretta ai meccanismi che intervengono sulla gestione dell’ambiente, la cui mala gestio in questi anni ha avuto ricadute importanti sulla salute dei calabresi ed ha regalato alla Calabria, soprattutto per i ritardi legati alla messa in sicurezza del sistema depurativo regionale, numerose e costose procedure di infrazione da parte dell’Europa. Così come è altrettanto determinante approntare una cura in grado di ridurre le ricadute del dissesto idrogeologico e approntare un piano efficace per ammodernare e rendere efficiente il sistema idrico regionale.

Sulla sanità, ancora, è necessario accelerare nell’azione di ricostruzione e riordino della spesa per mettere al riparo il settore ed i cittadini calabresi da quegli sperperi e quegli interessi illegali che abbiamo segnalato con un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro in pieno lockdown.

La riorganizzazione della spesa sanitaria, insieme alla ricostruzione della sanità territoriale, la riorganizzazione del piano sanitario 21/23, deve procedere di pari passo con un intervento di sistema sull’informatizzazione di tutti i servizi sanitari, soprattutto di quelli inerenti alla spesa delle ingenti risorse messe a disposizione del comparto, correlandoli alla centrali di spesa nazionale al fine di mettere al riparo il Sistema sanitario regionale da ingordi interessi criminali ed evitare scorretti ed ingiusti dirottamenti della stessa.

In estrema sintesi, crediamo sia necessario correre spediti sul confronto operativo con le parti sociali su questi tre filoni fondamentali di intervento, al fine di sostenere una loro razionalizzazione e trasformare gli stessi in una importante macchina occupazionale al servizio dei cittadini calabresi onesti e non più di quella parte minoritaria che si muove solo per i propri loschi interessi.

Di questa azione di risanamento tutte le componenti sociali della Calabria, a partire dai sindaci delle grandi e medie città calabresi, dovranno sentirsi parte integrante nella convinzione che nessuno possa pensare di poter risolvere i tanti problemi di questa regione in maniera unilaterale. In questa delicata fase storica, infatti, è necessario amplificare al massimo l’azione di controllo sociale per alzare un muro invalicabile contro la criminalità organizzata.

Se si vuole cambiare la narrazione della Calabria, così come sostenuto dal Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri dal palco della Fondazione Terina nell’ultima mobilitazione regionale prima dello sciopero del 16 dicembre, è necessario collegarsi al Paese reale, è necessario ascoltare le istanze che partono dal basso, è determinante frenare i facili entusiasmi legati alla crescita di qualche indice statistico e riconnettersi con gli italiani, quelli che non hanno un lavoro, che sono stati allontanati dal mondo produttivo, che non riescono ad arrivare a fine mese o che non possono curarsi vicino casa.

Quello messo in risalto lo sciopero generale del 16 dicembre, infatti, è un Paese che poggia su una ripresa occupazionale, fatta di lavoro precario, che esclude sempre di più le donne dal mondo produttivo; è un Paese che vede allargarsi le diseguaglianze già esistenti fra la sua parte ricca e quella più povera, che rischia di non capire le reali sofferenze della sua gente.

Lo sciopero generale del 16 dicembre ci ha detto c’è bisogno di una nazione diversa da quella uscita con le ossa rotte dalla prima fase pandemica, una nazione che deve essere ridisegnata attraverso una corretta riforma fiscale, messa in sicurezza da una moderna riforma previdenziale e resa produttiva da un potenziamento della sua offerta occupazionale. (sb)

Il presidente Occhiuto: Saranno 16 gli ospedali comunitari finanziati col Pnrr

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha reso noto che gli ospedali di Comunità, finanziati col Pnrr, saranno 16: Cariati, Lungro, Mormanno, S. Marco Argentano, Scalea e Cassano allo Ionio, nella provincia di Cosenza; Mesoraca, nella provincia di Crotone; Lamezia Terme, Soveria Mannelli, Girifalco e Chiaravalle, nella provincia di Catanzaro; Soriano, nella provincia di Vibo Valentia; Gerace, Cittanova, Oppido Mamertina e Bova Marina, nella provincia di Reggio Calabria.

«Non sono tutti – ha spiegato – non saranno gli unici interventi e non c’è nulla di definitivo. Alla luce del Programma operativo – che modificheremo, con l’ok del Ministero della Salute e con quello del Ministero dell’Economia e delle finanze, nelle prossime settimane – ci sarà, infatti, l’occasione per mettere a sistema in un unico documento l’idea della sanità che si vuole disegnare in Calabria di qui a cinque anni».

«Gli ulteriori fondi che avremo a disposizione – ha proseguito – andranno aggiornati in base alle diverse forme di finanziamento, che verranno reperite non appena la mia struttura commissariale sarà completata, e ci consentiranno di sostenere un Programma operativo ambizioso. Gli ospedali di comunità, le case della comunità e le centrali operative territoriali, saranno i protagonisti di questa nuova stagione di investimenti».

«In tema di Pnrr ci attende, quindi – ha detto ancora – fino alla fine di febbraio 2022, un lungo lavoro di organizzazione e di sintesi, lo condurremo coinvolgendo le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere e i sindaci, ma anche altri interlocutori, dai medici di medicina generale ai pediatri di libera scelta, dalle associazioni sindacali a quelle datoriali della sanità privata. Abbiamo una occasione storica. La nostra Regione merita di voltare definitivamente pagina».

Il Governatore, poi, ha spiegato che «la presentazione del Piano Calabria per il Pnrr all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali è stato un primo importante passo compiuto per non perdere alcuna risorsa del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinata alla sanità. Grazie al Dipartimento regionale della Salute, all’impegno di Maurizio Bortoletti, di Iole Fantozzi e di Pasquale Gidaro, e a quello dei vertici delle Aziende ospedaliere provinciali e dei sindaci, in soli quattro giorni è stato possibile fare un lavoro che le altre Regioni hanno iniziato a maggio di quest’anno». (rrm)

D’Ettore (CI): Bene misure su turismo e assunzioni Enti locali

Il deputato di Coraggio ItaliaFelice Maurizio D’Ettore, ha riferito di aver sentito «fare confusione fra il Pnrr e fondi strutturali europei o con i fondi di sviluppo e coesione cioè l’insieme delle risorse che l’Europa dà all’Italia. Ma questo provvedimento all’esame dell’aula non è criticabile».

«Noi – ha aggiunto – come Gruppo parlamentare abbiamo dato e daremo la fiducia al provvedimento avendo proposto alcuni emendamenti migliorativi alla norma. Per esempio, quelli che hanno esteso molti degli interventi nel settore turistico anche ai parchi acquatici e faunistici o quello che estende alcuni finanziamenti al settore agrituristico o ancor quelli riguardanti il tema del dissesto idrogeologico, od infine in tema di assunzioni a favore di Regioni ed enti locali necessarie per realizzare i progetti del Pnrr». (rp)

Pnrr, il presidente Occhiuto: Comunicato a Agenas piano per finanziare ospedali di comunità

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha reso noto che è stato comunicato all’Agenas – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali, «il suo piano per finanziare – attraverso le risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza – gli ospedali di comunità, le case della comunità e le centrali operative territoriali».

«D’intesa con Agenas, si provvederà nei prossimi mesi – fino a marzo 2022 – ad aggiornare il piano e il relativo cronoprogramma, che si chiuderà il 31 maggio 2022» ha spiegato il presidente, aggiungendo che «in questo lasso di tempo ci sarà un confronto con le aziende sanitarie, con le aziende ospedaliere e con i sindaci calabresi per raccogliere e raccordare tutte le esigenze, al fine di inserire nel Programma operativo definitivo una completa rivisitazione delle chiusure, delle riaperture e delle riconversioni dei presidi sanitari».

«Saranno valutati – ha spiegato – diversi parametri: il rafforzamento dell’emergenza/urgenza; la necessità di supportare le aree disagiate e di montagna – come nel caso dell’ospedale di Cariati (in provincia di Cosenza), per il quale verranno fatte specifiche riflessioni -; e, infine, l’andamento e all’evoluzione della pandemia da Covid-19». (rcz)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Sia intrapreso dialogo costante tra Regione e Ordini professionali per elaborare bandi Pnrr

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha auspicato che «venga intrapreso un dialogo costante tra Regione e ordini professionali per l’elaborazione dei bandi, al fine di costruire un percorso condiviso e partecipato».

La Nesci, infatti, partecipando al workshop su Pnrre transizione ecologica organizzato dall’Ordine degli architetti di Crotone, ha ribadito che il «Pnrr appresenta il piano di politica industriale del Paese che abbiamo voluto incentrare sulla crescita compatibile con l’ambiente. Alla transizione ecologica sono destinati ben 70 miliardi di euro che consentiranno di fare della sostenibilità la chiave dello sviluppo».

E, «sotto questo profilo – per la sottosegretaria – il contributo dei professionisti è determinante, sia nel ruolo di esperti a supporto delle amministrazioni per la messa a terra del Pnrr che come progettisti e tecnici nella concreta realizzazione delle opere pubbliche». (rkr)

Il presidente Occhiuto: La Calabria non perderà alcuna risorsa per sanità

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha ribadito che la «Calabria non perderà alcuna risorsa del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinata alla sanità. I fondi arriveranno, come nelle altre Regioni, e serviranno tra le altre cose a finanziare gli ospedali di comunità, le case della comunità e le centrali operative territoriali».

Nella giornata di oggi, infatti, «verranno comunicati all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – ha spiegato il Governatore – i primi dati utili relativi alle nostre strutture sanitarie e al nostro fabbisogno, insieme ad una nota nella quale verra spiegato in modo chiaro e trasparente cosa aveva la Regione da maggio 2021 a poche settimane fa, prima del mio arrivo alla Cittadella».

«Ma quanto al merito dei progetti – questo l’accordo che ho raggiunto con il direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan – avremo tempo fino a marzo 2022 per aggiornarli – ha proseguito – dopo un accurato confronto che avvieremo nei prossimi giorni con le Aziende sanitarie, con le Aziende ospedaliere e con i sindaci. Siamo impegnati per ricostruire la sanità della nostra Regione, e lo stiamo facendo nonostante le macerie lasciate da 12 anni di sterile commissariamento. Presto i calabresi vedranno i primi frutti di questo incessante lavoro». (rcz)

Pnrr, i sindaci reggini a confronto sugli interventi di potenziamento della rete sanitaria territoriale

I sindaci del territorio metropolitano, si sono confrontati con il vicesindaco di Reggio, Paolo Brunetti e il commissario Asp Gialuigi Scaffidi, sulle opportunità derivanti dalle risorse previste dalla Missione 6 (M6C1) del Pnrr e gli interventi finalizzati al rafforzamento delle prestazioni sanitarie.

Al tavolo, i Sindaci di Locri, Giovanni Calabrese, Roghudi, Pierpaolo Zavettieri, Sant’Alessio, Stefano Ioli Calabrò, Gioia Tauro, Aldo Alessio, che si sono confrontati, appunto, con le risorse con le quali sarà possibile realizzare strutture e presidi territoriali per il potenziamento dell’assistenza sanitaria della rete territoriale. Una misura che, nello specifico, prevede tre diverse tipologie di investimenti, ovvero Case della Comunità, Centrali operative territoriali e Ospedali di Comunità.

La prima di queste diventerà la casa delle cure primarie e lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici e al cui interno opererà un team multidisciplinare. Funzioni di coordinamento, in ogni distretto, dei servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, avranno invece i Cot. Infine, strutture destinate al ricovero breve per pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica, saranno gli Ospedali di comunità, dotati di 20 posti letto (con un massimo di 40).

Per ognuno di questi interventi è stato avviato un confronto operativo, che si è svolto in un clima di fattiva collaborazione tra tutti gli attori istituzionali coinvolti, con l’obiettivo di utilizzare al meglio lo stanziamento previsto dal Pnrr e ridare nuovo ossigeno al sistema sanitario territoriale in un momento storico che vede le tutte le comunità, in particolare quelle periferiche, attraversare una fase di sofferenza a causa degli atavici ritardi strutturali e alle carenze di personale sanitario a cui si sono aggiunti gli effetti della crisi pandemica che è ancora in atto.

Nel corso della riunione è stato fatto un punto della situazione rispetto alle esigenze e ai bisogni che il territorio metropolitano esprime, con l’intento di pianificare in modo puntuale e funzionale quelli che saranno gli interventi previsti da questa misura. L’organismo di rappresentanza dei Sindaci metropolitani ha inoltre ribadito che tali provvedimenti non riguardano la materia, ben più ampia e complessa, del Piano sanitario sui cui si ritiene necessario un percorso di piena e autentica condivisione di scelte e indirizzi strategici.

A margine dei lavori, infine, il Comitato ha anche avanzato la richiesta al commissario Scaffidi circa la formulazione di una graduatoria dei medici che hanno diritto a coprire i posti vacanti nelle cosiddette “zone carenti” che, è stato rimarcato, sono in numero rilevante in tutto il territorio metropolitano con moltissimi cittadini, soprattutto residenti nelle aree più svantaggiate, che ancora non hanno il servizio essenziale del medico di base. (rrc)

I sindaci del Recovery Sud rispondono sindaco Sala: Non lasceremo nemmeno un euro

I 500 sindaci della Rete del Recovery Sud, hanno “tranquillizzato” il primo cittadino di Milano, Beppe Sala che, a margine della tappa milanese di Italia domani sul Pnrr, ha dichiarato che «Milano si candida, qualora ci siano realtà locali non in grado di garantire la possibilità di investire nei tempi corretti, di utilizzare i residui che ci saranno», rispondendo che «non ti lasceremo neanche un euro da spendere».

«Ci stiamo mettendo ‘pancia a terra’ – dicono i sindaci del Recovery Sud – per esprimere tutte le progettualità che servono per porre fine, una volta per tutte, al divario Nord-Sud. Anche se abbiamo macchine amministrative inadeguate, impoverite dai meccanismi perversi del federalismo fiscale, che non ha mai portato all’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, che non garantisce oggi servizi e diritti uguali su tutto il territorio nazionale, nonostante questo, noi stiamo tirando fuori tutte le nostre energie per farcela».

«È successo tante volte, purtroppo – hanno detto – che i fondi destinati al Sud siano stati dirottati altrove. Ora non succederà. Caro Beppe, anziché auspicare un nostro insuccesso – hanno concluso –, ti diamo un suggerimento: la tua città è piena di meridionali. Incontrali, ascoltali, e fatti suggerire da loro come proprio la capitale economica della nostra nazione, anziché sollecitare altre migrazioni, può aiutare il Sud a diventare la nuova locomotiva di una Italia finalmente unita».

A rafforzare il concetto espresso dalla rete dei Sindaci Recovery Sud, la Prima Cittadina di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, impegnata in prima linea in questa battaglia: «Ho sempre creduto che la vera forza del Sud sia il suo valore umano».

«Un capitale che, per troppo tempo – ha spiegato – abbiamo visto andar via, facendo in molti casi la fortuna delle realtà oggi maggiormente sviluppate. Ma abbiamo anche tante professionalità e competenze sui nostri Territori, e le metteremo in campo tutte se necessario per cogliere al meglio questa sfida».

«La distribuzione di queste risorse – ha concluso – ha allargato ulteriormente la frattura tra nord e sud. Non manderemo indietro nulla, non rinunceremo ad un solo centesimo che spetta a questi territori. La partita per il rilancio del Sud è appena cominciata». (rrm)