Porto di Gioia Tauro, Auddino (M5S): In corso adeguamento per i treni a 750 metri

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha reso noto che, al Porto di Gioia Tauro, «la Società del Gruppo Ferrovie dello Stato ha già individuato un piano di interventi finalizzati a creare le condizioni per un incremento del servizio nell’impianto con il raddoppio della bretella di collegamento fra San Ferdinando e Rosarno e la realizzazione di 4 binari aventi capacità di accoglienza dei treni di 750 m».

«La possibilità di transito treni di 750 metri consentirà alle merci che arrivano al porto di poter transitare fino al cuore dell’Europa» ha detto ancora Auddino, aggiungendo che «l’infrastruttura ferroviaria in adduzione sarà oggetto di adeguamento per garantire il modulo a 750 m, sagoma P/C 80 e codifica di massa assiale D4. In particolare, per quanto riguarda l’adeguamento a modulo a 750 m nel collegamento tra la stazione di San Ferdinando e la linea Adriatica, sono stati individuati taluni impianti al fine di garantire un “passo” in grado di garantire la regolarità del servizio».

«Gli impianti di Amendolara e Torano – ha proseguito – risultano già adeguati e di recente attivazione al modulo 750 m, per la stazione di Sibari sono state avviate le prime attività di progettazione, per gli impianti di San Pietro a Maida e Nocera Terinese le attività di progettazione sono in fase di avvio».

«Da quando ho iniziato ad occuparmi del Porto di Gioia Tauro – ha aggiunto il parlamentare della Piana – mi sono reso subito conto di quanto grandi fossero stati i benefici di un trasferimento del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando e del relativo impianto, al gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale».

«Indubbiamente – ha concluso – il passaggio allo Stato consentirà non solo la manutenzione da sempre mancante ma un significativo ammodernamento delle strutture ferroviarie. Io continuerò a monitorare e a seguire l’iter affinché tutto proceda nei tempi senza intoppi». (rp)

Il Porto di Gioia Tauro primo in Italia per indice di connettività

«Il porto di Gioia Tauro ha registrato il miglior livello di connettività in Italia nel secondo trimestre del 2021», ponendo «lo scalo calabrese si pone al vertice del mercato italiano di settoreconfermando il traguardo già raggiunto lo scorso anno». Lo ha reso noto Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, nel corso del suo intervento in occasione della tre giorni Trasporti Logistica e Sostenibilità – Green e Blue Economy per la ripartenza a Sorrento.

Organizzato dalla Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (Alis), l’evento offre un tavolo di confronto tra i principali attori pubblici e privati del mondo del trasporto e della logistica, per analizzare l’attuale scenario dei mercati e promuovere le iniziative verso una rapida ripartenza.

Tra i relatori del panel Il network dei porti per lo sviluppo del Mediterraneo, Agostinelli ha posto l’attenzione sulle ottime performances raggiunte da Gioia Tauro, evidenziate dal Liner Shipping Connectivity Index (LSCI). L’indice definisce il grado di accessibilità delle nazioni alla rete mondiale dei servizi di trasporto marittimo, che misura anche i diversi sistemi di collegamento dei porti container. 

«Tra gli indicatori, presi in considerazione per elaborare l’indice di connettività dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo– ha aggiunto Agostinelli – sono stati studiati il numero delle toccate settimanali, la capacità offerta dalle compagnie di navigazione, il numero dei servizi marittimi, la dimensione massima delle navi che vi ormeggiano e i numeri dei servizi diretti».

«In soli tre anni – ha spiegato Agostinelli – abbiamo costruito una strategica ferroviaria realtà, da cui partono i treni. Ora deve essere opportunamente collegata alla rete nazionale, affinché si possa assicurare un ottimale trasporto dei container dal mare verso il mercato interno».

Facendo riferimento a quanto dichiarato dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, nel suo intervento di inaugurazione della tre giorni, per cui il collegamento del porto di Gioia Tauro rientra tra i lotti finanziati della Salerno-Reggio CalabriaAgostinelli ha aggiunto che «Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza sono state previste misure a sostegno della progettazione di Rfi, fondamentale anche allo sviluppo intermodale di Gioia Tauro. Il nostro porto riceverà 50 milioni di euro dal Fondo parallelo della portualità, che saranno destinati ai lavori di approfondimento di 18 metri per l’intero canale. Abbiamo scelto di tutelare e migliorare la peculiarità del nostro scalo, unico in Italia capace di ricevere i cosiddetti giganti del mare grazie ai suoi fondali».

Con lo sguardo rivolto al futuro, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha evidenziato quanto lo sviluppo economico calabrese possa contare su realtà portuali diverse, Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro, Vibo Marina e Palmi, alle quali saranno rivolti lo stesso impegno e dotazione finanziaria.

«Ci impegneremo – ha assicurato il presidente – ad alimentare la cultura del mare, affinché si possa radicare e diffondere la consapevolezza di quanto un porto rappresenti un autentico volano di legalità e di produttività per l’economia regionale. In questa complessiva visione, pensiamo sia opportuno programmare il rilancio di tutte le nostre infrastrutture portuali, per offrire un’ulteriore opportunità di crescita ai territori e alle comunità che li ospitano. Tra sei mesi procederemo alla redazione del nuovo Piano triennale delle opere, che includerà il porto di Vibo Marina, di recente entrato a far parte della nostra circoscrizione. A tale proposito, a breve convocheremo una serie di incontri propedeutici all’adozione della nuova pianificazione strategica del Ente, che sarà l’espressione della collaborazione e del lavoro sinergico tra Istituzioni»(rrm)

GIOIA TAURO: LO SVILUPPO PARTE DA QUI
ANCHE UN FILM PER RACCONTARE IL PORTO

Anche un film per raccontare le straordinarie potenzialità di sviluppo del Porto di Gioia Tauro. È innegabile che parte da qui la nuova fase di rilancio del Mezzogiorno. Forte della posizione strategica nel cuore del Mediterraneo il Porto di Gioia lo scorso anno è cresciuto in traffico del 25% e le prospettive, nonostante la pandemia, lasciano immaginare un segno in positivo. Dunque il Porto di Gioia Tauro e il suo cono di mare e di terra giù fino allo Stretto sono al centro di un progetto culturale di arte visiva: Vedrai ciò che prima desiderasti. Nuove visioni in contrappunto tra passato e futuro, cultura e innovazione. Un’ambiziosa quanto magnifica idea dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro guidata dal suo Presidente amm. Andrea Agostinelli.

L’obiettivo del progetto, che sarà realizzato dal team di Open Lab Company SRL, è la produzione di un cortometraggio di promozione che racconterà in suoni e in immagini la bellezza e le peculiarità di uno scalo sempre più sostenibile e tra i più avanzati al mondo per tecnologie applicate, tornato dallo scorso anno agli onori delle statistiche per i risultati che hanno fatto registrare un balzo in avanti dei traffici di circa il 25%.
Uno short film per raccontare la bellezza “tecnica” del Porto, coniugata e declinata, in contrappunto, con l’altra bellezza, quella del territorio e del suo patrimonio culturale. Un collegamento evidente all’identità millenaria di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi al mondo, dove il mito si fonde ancora oggi con la leggenda. Su un’idea e con la consulenza scientifica di Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e responsabile di importanti riconoscimenti Unesco, il film avrà la regia di Francesco De Melis, compositore e antropologo-cineasta formatosi alla scuola di Diego Carpitella, con al suo attivo numerosi e suggestivi lavori sul tema del mare.

«Le Autorità Portuali istituite con la legge 84/1984 – ha commentato Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro – hanno fra loro compiti, oltre a quelli connaturati con la loro funzione logistica e commerciale, la valorizzazione delle attività del cluster marittimo anche in funzione della promozione della sua immagine, sia rispetto ai contesti di stretta competenza tecnica ed industriale che relativamente alla relazione con i territori. I porti sono e sono sempre stati, infatti, una risorsa economica, sociale e culturale di rilevante importanza per il Paese e questa progettualità è solo il primo passo per dare autorevolezza e riconoscibilità al Porto, anche nella relazione con il suo territorio.

«Il Porto di Gioia Tauro è un porto relativamente giovane, in questo momento in piena fase espansiva. Non ha alle sue spalle una città storica come la maggior parte dei porti italiani, ma si collega ad un territorio che esprime una ricchezza culturale importante, che questa Autorità vuole declinare e promuovere insieme alle peculiarità tecniche dello scalo. Nella ricerca di un filo conduttore e della necessaria relazione, anche identitaria, che il porto con il suo territorio deve necessariamente avere. E nella convinzione di dovere contestualizzare il Porto di Gioia Tauro nella storia industriale e commerciale, ma anche in quella culturale del Mediterraneo».

In un momento storico particolarmente delicato, il valore della relazione assume un significato importante e lo sguardo e l’attenzione al porto e alla sua comunità, a ciò che rappresentano nell’ambito di una politica di governance che vuole guardare oltre lo sviluppo industriale del sistema portuale, diventa una nuova piattaforma di dialogo dentro la quale far convergere passato e presente, economia e lavoro, cultura e storia identitaria.
Le riprese finalizzate alla produzione del film sono state realizzate grazie alla collaborazione di MSC e Grimaldi, dei terminalisti MCT e Automar e dei Comuni della Piana, del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, del Club Unesco di Scilla e del Flag dello Stretto. Per la promozione dello short film è in via di perfezionamento un importante piano di comunicazione nazionale ed internazionale.

Il progetto ha il patrocinio della Regione Calabria, Federazione Italiana delle Associazioni e Club Unesco, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Città degli Ulivi, Città di Rosarno, Città di San Ferdinando, Grimaldi Lines, Mediterranean Shipping Company e avrà il patrocinio dei soggetti ministeriali di riferimento e di importanti contesti nazionali legati al mondo della cultura e del patrimonio culturale. (rrm)

Cgil, Cisl, Uil Calabria: Metrocity indichi politiche per rilancio Porto di Gioia Tauro

In una nota congiunta, CgilCislUil Calabria hanno chiesto alla Metrocity «quali sono le proposte inserite nel Recovery Plan da parte dell’amministrazione metropolitana per dare un lungo respiro ad una fase storica di rilancio».

E ancora: «ci sono iniziative progettuali per la Zes, per il retroporto, tali da incentivare l’insediamento di nuove realtà commerciali? E le vie di collegamento interne, nel cuore della Piana di Gioia, sono accessibili dal punto di vista della mobilità e del decoro urbano? Ci domandiamo inoltre, se questa classe dirigente abbia intuito o percepito l’importanza di un’infrastruttura, considerata dal mondo intero, trait d’union tra Europa e Mediterraneo?» chiedono i sindacati, ricordando che trasporti, logistica, commercio, nuove economie sul territorio e nuova organizzazione sociale sono «tutti temi che andrebbero sviluppati attraverso una politica portuale vigorosa. Ma, per programmare e costruire una visione, occorre avere contezza di cosa sia o meglio, di cosa rappresenti il Mediterraneo».

«Abbiamo seguito, attentamente – si legge in una nota – le fasi di rilancio delle quali è stato protagonista il management dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro. Con l’Ammiraglio Andrea Agostinelli, già Commissario e da poco Presiedente dell’Autority, abbiamo attivato un confronto proficuo che tendesse a valorizzare le prerogative e le specificità della grande infrastruttura reggina. Dall’attenzione del livello occupazionale, ad una nuova strategia di sviluppo che concepisse la centralità della piattaforma Italia, nel cuore del Mediterraneo, e la sua naturale porta d’ingresso che è caratterizzata appunto, dal Porto di Gioia Tauro. La movimentazione commerciale e le nuove strutture di cui si è dotata il Porto, lo hanno di fatto, inserito a pieno titolo concettualmente e infrastrutturalmente, tra i punti di contatto più strategici tra Europa e Mediterraneo. E, dal punto di vista intermodale, il gateway ferroviario, che dovrebbe facilitare l’accesso al porto e la realizzazione dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria, prevista dal Piano del Recovery, lo consacreranno come struttura del futuro, sulla quale puntare per l’effettiva rinascita dei nostri territori».

«Ma in tutto questo percorso virtuoso, ci domandiamo, quali sono i progetti collaterali messi in campo dalla Metrocity? Perché abbiamo la sensazione che sia un ‘entità’ avulsa da un processo di rigenerazione economica e commerciale, fortemente attivato dall’Autorità Portuale» hanno chiesto i sindacati, ricordando che «Il Mediterraneo, non costituisce solo una ‘superficie di trasporto’; ma le ‘sue navi’, le ‘sue rotte’ e i porti che su esso si affacciano, rappresentano gli strumenti economici al servizio delle città, in grado di generare nuove economie e nuove approcci urbani. Dunque, pensiamo che sia fondamentale una nuova politica per i porti, per garantire un effettivo rilancio della presenza nel Mediterraneo. Ovvero, i porti del Mediterraneo e le loro trasformazioni vanno accompagnate e non subite; vanno incentivate e valorizzate azioni messe in campo dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro, per creare uno snodo strategico che fortifichi la rete dei collegamenti dei sistemi economici».

«Anche perché – conclude la nota – siamo convinti che anche nel post pandemia la logistica continuerà a svolgere un ruolo centrale nell’orientare lo sviluppo delle produzioni e degli scambi, e di conseguenza, il Mediterraneo si troverà nel cuore di un confronto competitivo tra le grandi potenze economiche. Dobbiamo però, farci trovare pronti! L’Autority deve poter contare su Stato, Regione Calabria e soprattutto Metrocity». (rrc)

 

GIOIA TAURO, DALLA ZES E IL RETROPORTO
SI GIOCHERÀ IL FUTURO DELLA CALABRIA

di FRANCESCO RAO – Il futuro della Calabria è a Gioia Tauro, nel cuore del Mediterraneo, dove il grande (e ancora oggi sottoutilizzato) Porto e la Zona Economica Speciale saranno gli elementi catalizzatori dello sviluppo. Tra sostenibilità, visione strategica e capacità di attuare politiche di crescita e di benessere non solo per l’area, bensì per tutta la regione, per tutti i calabresi. Gioia Tauro rappresenta il Porto strategico  che serve all’Italia (e non solo alla Calabria) per avvicinare ulteriormente l’Europa. Servono competenza, qualità del management, intuito e attitudine al business. Calabria.Live ne ha parlato con il maggiore terminalista del Mezzogiorno, che naturalmente sta puntando su Gioia Tauro: Antonio D. Testi, Chief Executive Officer di Medcenter Container Terminal.

– Qual è l’incidenza del porto e del retroporto per lo sviluppo della Zona Economica Speciale (ZES)?

«La ZES dovrebbe essere uno dei punti di forza per lo sviluppo economico dell’area di Gioia Tauro e non solo. La grande superficie demaniale (circa ben 800 ettari) disponibile per l’insediamento di nuove imprese e/o l’ampliamento di quelle esistenti, l’immediata prossimità all’area portuale, sia del terminal contenitori, del terminal ferroviario, del terminal gomma ed anche del terminal automobilistico, sono tutti fattori che rendono la ZES strumento particolarmente idoneo ad un piano di attrazione di investimenti sia locali che esteri.

In un Paese dove, per conformazione orografica e litoranea, si fa fatica a trovare un porto commerciale con qualche centinaio di metri di banchina avente un’adeguata area alle spalle da poter destinare a zona produttiva/logistica, il sistema portuale/logistico di Gioia Tauro appare come un eccezionale strumento di sviluppo non solo per una regione a PIL particolarmente ridotto, ma anche per l’intero sistema Paese.

Focalizzandosi su quella che è l’attività del terminal container, non è difficile rilevare alcuni dati che, in senso positivo, dovrebbero essere noti a tanti operatori industriali e dei servizi in Italia ed all’estero. Con i suoi 3,4 Km di banchine, 1,6 milioni di mq di piazzali, un porto canale profondo 16,5 metri, un nuovo gateway ferroviario armato di tre aste di 850 metri di lunghezza e quasi 3.000 prese per contenitori climatizzati, il porto container di Gioia Tauro è l’infrastruttura logistica tra le più grandi d’Europa ed il primo porto per dimensioni e volumi d’Italia. 

Ogni anno vi approdano circa 1.500 navi, tra cui le più grandi al mondo (oltre 400 metri di lunghezza per 62 di larghezza) che in Italia solo a Gioia Tauro possono attraccare ed essere servite con l’adeguato equipment di banchina. Queste navi collegano oggi il nostro porto a tutti e 5 i Continenti, tessendo sulla superficie del mare una ragnatela logistica composta da più di 120 porti nel mondo. Una simile “macchina da lavoro” è quindi in grado di fornire un servizio unico a tutti gli operatori che si affacciano sul Mediterraneo e che vogliono utilizzare questa eccezionale struttura calabrese per sviluppare i loro business.

Il retroporto fornisce poi la perfetta risposta a chi ha necessità di spazi e di vicinanza al vettore marino, ferroviario o camionistico al fine di esportare (o importare) la propria merce. Così, aziende di produzione finale o di assemblaggio appartenenti ai più disparati settori quali industria o agricoltura possono beneficiare di questa grande realtà. In particolare, anche e soprattutto legato al settore primario, esiste la grande potenzialità legata ad un auspicabile progetto di catena del freddo alimentata da energia rinnovabile (solare). Gli ampi spazi ed il clima favorevole tutto l’anno consentirebbero infatti lo sfruttamento di questa risorsa per accelerare il processo di competitività del sistema locale e nazionale.

– Quale governance per la ZES?

Ancorchè all’interno del Comitato di indirizzo previsto dal DL 91/2017 si preveda la sola presenza di soggetti pubblici, con la presidenza dello stesso affidata al Presidente della AdSP, sarebbe forse auspicabile un coinvolgimento anche del soggetto privato – che ne avesse giusto e motivato titolo – per tutte quelle questioni, non amministrative, ma che dovessero attenere agli aspetti di sviluppo strategico della ZES. 

È infatti manifesto che l’impresa privata ha una visione diversa da quella pubblica e proprio per questo, unite, possono sviluppare la giusta sinergia per velocizzare i processi e renderli più brevi e funzionali».

– Le relazioni industriali nel contesto portuale ed industriale di Gioia Tauro sono ben strutturate o hanno bisogno di essere adeguate alle sfide future dello sviluppo?

«I rapporti tra stato, imprese, sindacati e lavoratori sono da tempo oggetto di profondo interesse da parte di ogni attore sul territorio. In un contesto regionale già caratterizzato da una bassa occupazione e stagnazione economica, appesantito ora anche dalla crisi pandemica, urge la modernizzazione del pensiero e della conseguente azione dei principali componenti del cluster portuale in generale.

Deve esserci un dialogo costruttivo basato sulle reali esigenze delle imprese e dei lavoratori, su quelle del sindacato e del territorio. Questo dialogo, però, non può mai prescindere dal valore e dalla qualità del lavoro come elemento generante il differenziale competitivo delle aziende operanti sul territorio. Per cui l’obiettivo deve essere per tutti gli attori la concorrenzialità delle imprese basata su competenze, formazione, produttività, efficacia ed efficienza dei processi. 

Fuori da questo schema si troverebbe inevitabilmente l’arenarsi di ogni progetto di rilancio e sviluppo dell’economia.

– Quale politiche bisogna attivare per l’attrazione delle imprese nella ZES ed in particolare in quali settori operativi ?

Fiscalità agevolata, processi burocratici snelliti, rapidità delle finalizzazioni procedurali, elasticità del mercato del lavoro. Tutto ciò da parte del soggetto pubblico, garante e primo promotore di questa importante opera di rilancio del Sud. Ma anche il valorizzare un polo logistico intermodale complesso e completo: nave, ferro, gomma, azienda. E viceversa.

Proviamo infatti a ragionare down under, come fanno gli inglesi quando scherzosamente parlano dell’Oceania. Abbattiamo creativamente le convezioni. Ovvero proviamo a ribaltare la visuale e vedremo che le merci entrano a Gioia Tauro dall’alto, come primo vero grande porto in cui approdano e, quasi cadendo, percorrono le più brevi rotte verso i mercati del nord Italia ed europei utilizzando navi, treni, camion.

Promuoviamo, sia in Italia che all’estero, questo plesso di servizi, strategico per la nostra economia, punto nodale che rifornisce gli italiani di circa il 30% delle merci che abitualmente consumano, siano esse di genere alimentare che di altra natura. 

Promuoviamo la professionalità delle nostre maestranze, capaci di servire con puntualità e precisione i giganti del mare, ma anche in grado di caricare o scaricare i lunghi treni merci oppure i più “piccoli” camion portacontenitori.

Promuoviamo l’export della nostra agricoltura offrendo catene del freddo complete.

Promuoviamo la nostra capacità di produrre energia dalla natura offrendo ettari di impianti fotovoltaici per la generazione e l’approvvigionamento di energia pulita. 

Promuoviamo il nostro marketing territoriale, offrendo il più immediato e sicuro punto di approdo delle merci che entrano (o escono) in Mediterraneo.

Promuoviamo tutto ciò che la nostra italiana creatività ci suggerisce ma…facciamolo. In concreto».

– Qual è il ruolo delle Risorse Umane con competenze e conoscenze adeguate come devono essere formate ed attratte nelle attività portuali ed industriali di Gioia Tauro?

«Da sempre il Capitale Umano è al centro di tutto, esattamente tutto, ciò che l’uomo ha ideato e realizzato. Senza un’adeguata selezione, formazione ed addestramento le risorse umane non possono dare il loro migliore contributo.

Quindi, adeguati istituti che formino in aula il personale e che poi lo stesso venga istruito in termini pratici sul luogo di lavoro. Questo personale, giovane e formato, sarà quindi pronto ad entrare nel ciclo produttivo sia in pianta stabile che a chiamata.

Con particolare riferimento a quest’ultimo concetto, anche la possibilità di usufruire di una certa elasticità nell’acquisizione ed impiego di mano d’opera specializzata è di fondamentale importanza per contribuire a garantire la competitività delle aziende operanti nell’area portuale. Il porto di Gioia Tauro necessita di un art. 17 vero e proprio che possa dare il suo contributo a tutte le imprese, sia terminaliste che non, per fare fronte ai picchi di lavoro ma anche alle “selle” dovute a picchi di indisponibilità, temporanea e/o eccezionale, di mano d’opera».

– Qual è, o dovrebbe essere, il ruolo del Porto di Gioia Tauro nel contesto nazionale, mediterraneo ed internazionale?

«Credo che non ci sia in Italia una infrastruttura così importante e così sconosciuta (o, a volte, persino malintesa) ai più. In un Paese dove le serie televisive nazionali non fanno altro che propinare una visione del malaffare imperante, e che trova uno dei suoi luoghi di “culto” nell’area di Gioia Tauro, dobbiamo ribaltare totalmente il modo di vedere e di vendere le cose. Una “n” che fa probabilmente la differenza.

Il Porto di Gioia Tauro, mega realtà che quotidianamente – da più di 25 anni –offre lavoro a migliaia di famiglie, è in vero il luogo dove transitano almeno un terzo delle merci che oggi raggiungono le nostre case. E’ quel luogo dove magicamente si toccano e si fondono diverse fasi e “luoghi” del processo logistico: nave, treno, camion, aziende destinatarie dei beni.

Il porto contenitori di Gioia Tauro, che in un vicino domani movimenterà 4,5 milioni di Teus, deve rientrare – gioco forza – in uno scenario complessivo, deve far parte di un reale progetto di reingegnerizzazione dell’area e della sua offerta di servizio/prodotto per divenire il plinto principale di un ponte produttivo e logistico che serva l’intera nazione e guardi con determinazione l’espansione in Europa.

Il Governo deve da subito mettere in atto concretamente quegli interventi che consentiranno al Porto di Gioia Tauro, sul lungo periodo, di eccellere sui mercati: ammodernamento della rete ferroviaria, creazione della ZES, creazione di un art. 17, agevolazioni all’impresa (sia essa nazionale che straniera), snellimento burocratico, etc.

Il DNA italiano, ricco di spirito creativo, ma troppe volte individualista, deve ora virare verso un concetto di coscienza collettiva, di spirito di squadra che poco ci caratterizza. Ma non possiamo evitare di compiere questa benevola mutazione se non vogliamo soccombere in una realtà di mercato sempre più globalizzata, sempre più interconnessa e che non lascia spazio ai ritardi, alle inefficienze ed a tutti quei fattori che limitano la vera competitività delle imprese e, conseguentemente, del sistema Paese.

Ricordiamoci sempre uno degli aforismi di Johann W. Goethe: qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.

Al via i lavori di banchinamento del canale portuale al Porto di Gioia Tauro

Al via, al Porto di Gioia Tauro, i lavori di realizzazione della banchina di ponente ad opera della ditta Fincosit, un’impresa italiana tra le maggiori nel settore dell’ingegneria civile con un’alta specializzazione nel campo marittimo.

L’attività interesserà una porzione di banchina lunga 400 metri circa, che assumerà rilevanza strategica per la politica di sviluppo dello scalo. Dopo aver confermato il primato nazionale nel settore del transhipment, ora si punta alla diversificazione dei servizi portuali.

Passo dopo passo, l’Ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, pone le basi per offrire allo scalo un’ulteriore realtà infrastrutturale. L’obiettivo è quello di realizzare un polo cantieristico, proiettato ad implementare le attività lavorative attualmente presenti nel porto calabrese.

L’opera dovrà essere ultimata entro un anno dall’inizio dei lavori e sarà finalizzata alla creazione dell’accosto del bacino di carenaggio. Del valore di circa 12,6 milioni di euro, si giungerà così al completamento del banchinamento del canale portuale che, in questo tratto, avrà una profondità pari a 17 metri. Collegati a questi lavori, a giorni inizieranno le operazioni di caratterizzazione dei sedimi portuali. L’obiettivo è quello di monitorare lo stato di salute ambientale dei sedimenti portuali, a compimento dei lavori infrastrutturali in corso lungo le banchine. Si tratta di un’attività richiesta per testare la composizione strutturale e biologica delle sue sabbie che, attraverso una gestione integrata ed ecosostenibile, vengono usate per il ripascimento del tratto di costa limitrofa al porto.

Con lo sguardo agli aspetti tecnici, le attività prevedono il prelievo del materiale sabbioso con il successivo campionamento dei sedimenti del primo tratto di canale e lungo lo specchio acqueo del bacino portuale lato nord.
L’adozione di questo programma rientra nella complessiva politica di rilancio dello scalo condotta dall’Autorità portuale di Gioia Tauro, che ha messo in campo un articolato piano di lavori infrastrutturali per mantenere alte le sue performance, in un contesto internazionale in continuo sviluppo. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Una delegazione del PD in visita all’Autorità Portuale

L’analisi della situazione attuale e la visione complessiva riguardante le future prospettive che interessano da vicino l’importante infrastruttura del territorio reggino è stato il centro dell’incontro tra la delegazione del Partito Democratico, guidata dal commissario regionale Stefano Graziano, e il commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli.

All’incontro, svoltosi nella sede dell’Autorità, il consigliere regionale Nicola IrtoEnza Bruno Bossio, deputata e componente della Commissione Trasporti della Camera e Cinzia Nava, l’amministratore unico della Gioia Tauro Port Agency.

 Nel corso dell’incontro, che si è svolto in un clima cordiale, dal quale è emersa la comune volontà a rafforzare l’impegno per il rilancio delle politiche in materia portuale e infrastrutturale, è stata affrontato il ruolo strategico di Gioia Tauro e dell’annessa area industriale, nel quadro delle dinamiche di crescita economica e occupazionale che toccano da vicino non solo la Calabria ma l’intero Mezzogiorno.
«È stato un confronto positivo e proficuo – hanno commentato i componenti della delegazione Dem – che ci ha consentito di fare un punto completo della situazione con riferimento al più importante insediamento industriale che la Calabria possiede. Gioia Tauro rappresenta la sfida più importante per la Calabria, in particolare in questo delicatissimo e decisivo momento storico in cui occorre profondere ogni sforzo per far ripartire l’economia e il lavoro».
Gioia Tauro, inoltre, è stato ricordato, «si appresta a giocare un ruolo da assoluto protagonista nel quadro del Recovery plan che vede proprio nella zona portuale e in quella industriale i destinatari di ingenti risorse e soprattutto nella Zona economica speciale l’elemento chiave su cui costruire nuove strategie capaci di attrarre investimenti. Così come l’investimento su Alta Velocita e Alta Capacità che finalmente affronta e risolve l’opportunità per il porto di Gioia Tauro di raggiungere, anche attraverso la ferrovia, i più importanti nodi strategici europei.  Con il commissario Agostinelli, a cui va rivolto un convinto plauso per aver ridato stabilità e prospettiva alla governance dell’autorità portuale, abbiamo anche esaminato gli scenari legati a tutto il sistema della portualità calabrese che, inevitabilmente, appaiono strettamente connessi al porto di Gioia Tauro nel quadro degli indirizzi operativi del proprio piano strategico. C’è l’esigenza di dare nuovo impulso a tutto il circuito portuale calabrese nel quadro di uno sviluppo omogeno e coerente con le diverse potenzialità territoriali».
Un sistema portuale regionale che insieme a Gioia Tauro, hanno rimarcato i rappresentanti del Pd calabrese, «grazie anche alla posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, ha tutte le carte in regola per compiere quel definitivo salto di qualità, anche in ottica internazionale e favorire lo sviluppo di progetti su innovazione e ricerca in grado di coinvolgere i migliori talenti giovanili».
«Una sfida che ci vede fortemente impegnati – hanno poi concluso i componenti della delegazione Dem – nell’ambito del percorso di definizione della proposta programmatica che stiamo portando avanti e che il futuro governo regionale dovrà porre al centro della propria agenda politica».  (rrc)

Spirlì: Per il Porto di Gioia Tauro previsti 250 milioni di investimenti

Tra il Recovery Plan e altri fondi nazionali e regionali, sono 250 milioni di euro la somma che sarà investita per il Porto di Gioia Tauro, «la più grande infrastruttura della Calabria, del Mezzogiorno e del Mediterraneo».

Lo ha reso noto il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì,  al termine di un vertice istituzionale in videoconferenza – convocato dal capo di gabinetto del ministero per il Sud e la Coesione territoriale, Giacomo Aiello, e al quale hanno preso parte il coordinatore della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Giuseppe Catalano, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, i dirigenti generali dei dipartimenti Presidenza e Programmazione, Tommaso Calabrò e Maurizio Nicolai, la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, il commissario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, e la commissaria per la Zes Calabria, Rosanna Nisticò – per discutere degli interventi inseriti nel “Piano nazionale di ripresa e resilienza” a favore del polo logistico integrato di Gioia Tauro e della Zes.

«I risultati di questo vertice – ha spiegato Spirlì – sono davvero soddisfacenti e ci fanno ben sperare per il futuro del Porto di Gioia Tauro e di tante altre infrastrutture della nostra regione. Durante l’incontro, si è convenuto di destinare più di 100 milioni per la Zes e altri ingenti investimenti per l’adeguamento delle tratte ferroviarie di Gioia Tauro, Rosarno, Sibari, San Pietro a Maida e Nocera Terinese, affinché possano consentire il passaggio di treni merci fino a 750 metri. Per il Porto di Gioia, inoltre, sono previsti fondi per la costruzione del primo lotto della infrastruttura di collegamento tra il gate sud e la Statale 18. Altri interventi riguardano il completamento della banchina di ponente, gli impianti fognario, antincendio ed elettrico, il parco fotovoltaico e l’adeguamento dello svincolo autostradale di Rosarno. Sempre nell’ambito della Zes, sono contemplati anche interventi per l’adeguamento delle banchine dei porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni».

«Altre considerevoli risorse, nell’ambito della missione sulle reti viarie del Pnrr – ha sottolineato Spirlì –, sono previste per l’ammodernamento della tratta Rosarno-San Ferdinando, di fatto strategica per la connessione con il Porto di Gioia Tauro, per il quale, ancora, sono in programma altri investimenti milionari per l’adeguamento dei fondali. Senza contare le risorse – in arrivo dal Fondo di sviluppo e coesione – per le attività legate alla logistica portuale e di terra».

«Com’è evidente – ha proseguito il presidente della Giunta – questa mole di interventi potrebbe cambiare radicalmente volto e prospettive non solo del Porto di Gioia, ma dell’intera regione. Proprio per questo, siamo determinati a lavorare senza sosta affinché i fondi inseriti nel Pnrr, uniti a quelli nazionali e regionali, si trasformino presto in infrastrutture reali in grado di creare nuovo sviluppo per l’intera Calabria».

«Manterrò alta l’attenzione affinché questi fondi non vadano perduti. Resto sempre più convinto – ha concluso Spirlì – che il futuro della Calabria passi attraverso la realizzazione definitiva del “progetto Gioia Tauro”, unico volano possibile per l’economia regionale, in quanto primo porto d’Europa per le navi in arrivo dal Canale di Suez; navi che arrivano dal mondo nuovo, da quell’Asia in cui Cina e India detengono il potere assoluto nei mercati mondiali e dall’Africa, oggi più che mai continente di riferimento per tutto l’Occidente. Gioia Tauro non è solo Calabria, non è solo Italia: è, soprattutto, Europa». (rcz)

La sottosegretaria Dalila Nesci in visita all’Autorità Portuale di Gioia Tauro

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, è stata in visita all’Autorità Portuale di Gioia Tauro dove, accolta dal presidente Andrea Agostinelli, ha potuto toccare con mano i recenti traguardi dello scalo calabrese e fare il punto sullo stato dell’arte della Zona Economica Speciale della Calabria.

Per presentare l’infrastruttura portuale, il commissario Andrea Agostinelli ha tenuto una riunione operativa alla quale hanno partecipato, il commissario straordinario del Governo per la Zes Calabria, Rosanna Nisticò, il commissario straordinario del Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive, Renato Bellofiore, Francesco De Bonis dell’Automar Logistics srl, Antonio Orfanò della MedCenter Container, Fabrizio Criscuolo, rappresentante della Regione Calabria nel Comitato d’indirizzo della Zes Calabria.

Partendo dai dati sui traffici movimentati nel 2020, che hanno registrato una crescita del 26,6% rispetto al 2019, Agostinelli ha posto l’attenzione sull’infrastrutturazione dello scalo. Dotato di fondali di profondità pari a 18 metri, mantenuti constanti grazie ad un programma di livellamento triennale, a Gioia Tauro è possibile ricevere e lavorare, contemporaneamente, 3 ultra large portacontainer. Non a caso, ogni settimana, alle sue banchine attraccano portaconteinerdi capacità superiore ai 23 mila teus.

Il commissario Agostinelli si è soffermato sull’intermodalità, avviata grazie alla recente inaugurazione del gateway ferroviario, che garantirà l’integrazione con l’entroterra e il passaggio delle merci dal mare alle tratte terrestri regionali, nazionali e internazionali.

Agostinelli ha, altresì, sottolineato, nell’ambito delle politiche a sostegno della Zona Economica Speciale, l’importanza dei due progetti presentati dall’Ente per le aree retro-portuali – per un ammontare di 13 mln di euro – approvati dal Ministero per la Coesione e inseriti nel Pnrr.

Nel corso dell’incontro, il commissario straordinario della Zes Calabria, Rosanna Nisticò, ha illustrato, nel dettaglio, lo stato dell’arte della Zona economica speciale. Nel delineare le aree di competenza, si è soffermata sugli strumenti di semplificazione burocratica e sulle agevolazioni fiscali a sostegno delle aziende che investono nelle aree di riferimento. Da un’indagine effettuata, la prof.ssa Nisticò ha evidenziato come nella Zes Calabria insistono 1200 aziende, precedentemente esistenti all’istituzione della Zes Calabria. Ha, quindi, illustrato la piattaforma informatica che, a breve, sarà operativa quale importante strumento di coordinamento e promozione di tutte le realtà collegate all’istituzione della Zes Calabria.

Nel ringraziare dell’accoglienza ricevuta, il sottosegretario per il Sud e la Coesione territoriale, On. Dalila Nesci, ha offerto la sua piena disponibilità alla collaborazione istituzionale.

«È necessario – ha detto la Nesci – mantenere costante il nostro rapporto. Dobbiamo lavorare in sinergia per creare le condizioni operative affinché la Zes Calabria possa essere riempita di contenuto ed essere reale strumento a sostegno dello sviluppo delle nostre regioni del Mezzogiorno». (rrc)

Andrea Agostinelli finalmente presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro

Finalmente la nomina è arrivata: l’ammiraglio Andrea Agostinelli è diventato, dopo sei anni da commissario, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Gioia Tauro. È stato nominato dal ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e , come previsto dalla legge, adesso il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, avrà 30 giorni per confermare l’indicazione del Ministro sul nominativo proposto. Secondo il deputato reggino di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, «sarà una mera formalità. Agostinelli potrà ora dare continuità al progetti di rilancio dell’area della Piana e confermando così quell’intesa già avviata da anni sull’asse Porto – Regione – Ministero».

Un rapporto di fiducia basato su dati incoraggianti registrati negli ultimi anni a Gioia Tauro. Un porto in netta crescita ma su cui c’è ancora molto ancora da lavorare per far sì che possa esprimere al meglio tutte le potenzialità dell’infrastruttura, già tra le più considerate nel panorama europeo.

«Insieme al supporto del ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, verranno colmati i gap che separano il Porto della fascia tirrenica calabrese da tutti gli altri d’Europa più competitivi» ne è certo il parlamentare forzista, che oltre alla fiducia nei confronti dell’Ufficiale della Guardia Costiera intende rinnovare anche lo spirito di collaborazione «quella sinergia che ci ha visti più volte fianco a fianco a combattere per questa Terra».

Contestualmente al rinnovo delle Autorità di sistema, il ministro Giovannini ha firmato anche la direttiva che individua gli obiettivi per l’anno 2021, in linea con le politiche del Governo. Individuati cinque obiettivi strategici, a cui corrispondono i relativi obiettivi operativi che l’Ammiraglio Agostinelli si pone per l’espletamento del suo compito a Gioia Tauro: accelerazione della spesa per investimenti, creazione dello sportello unico per la semplificazione amministrativa e l’accelerazione dei procedimenti, attuazione delle misure per l’efficientamento energetico e l’impiego di energie rinnovabili, definizione del bilancio non finanziario, predisposizione del piano nazionale dei dragaggi.

«Compiti gravosi per chiunque – ha concluso Cannizzaro –. Ciò nonostante, l’Ammiraglio toscano non deluderà le grandi aspettative che ruotano attorno alla sua figura ed al grande Porto della Piana».

Per il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Domenico Vecchio, «è certamente positiva« la notizia che l’autorità portuale di Gioia Tauro si stia avviando finalmente, dopo sei anni di commissariamento, verso la stabilizzazione della governance. Congratulazioni all’ammiraglio Andrea Agostinelli, designato dal Mit alla guida dell’ente».

Il presidente Vecchio, ha espresso «soddisfazione per un passaggio amministrativo che nel corso degli anni aveva assunto i connotati di una vera e propria tela di Penelope, fatta e disfatta quotidianamente. Auspico che la Regione Calabria acceleri a questo punto sull’intesa necessaria per il via libera definitivo alla nomina, in grado di riportare all’ordinaria amministrazione un ente fondamentale per la gestione del porto».

«Su Gioia Tauro – ha concluso – che è stata opportunamente inserita nel Pnrr, si gioca la partita decisiva per il futuro del Mezzogiorno anche attraverso la zona economica speciale. Sono certo che questo ulteriore tassello, messo al proprio posto, rafforzerà le prospettive di sviluppo dell’attività portuale, oggi tornata ad alti livelli grazie all’impegno del terminalista Til-Msc». (rrc)