Al Porto di Gioia Tauro è arrivato il secondo treno porta-container

Alla stazione del Porto di Gioia Tauro è arrivato il secondo treno merci. Prosegue, così, l’attività del gateway ferroviario, che ha dato inizio al servizio di intermodalità dello scalo calabrese.

Inoltre, si è svolta una riunione operativa Rfi, MedCenter Terminal Container e l’Autorità portuale di Gioia Tauro. L’obiettivo, è stato quello di ultimare gli aspetti organizzativi e tecnici della gestione del raccordo ferroviario, passata di recente ad Rfi, che da San Ferdinando arriva a Rosarno per immettersi nella linea nazionale.

Da gennaio prossimo, inoltre, il servizio nave-treno entrerà in vigore con cadenza regolare, per cui si è reso necessario definire, nel dettaglio, ogni relativo passaggio per garantire la regolarità delle attività.

A fine riunione, il commissario straordinario Andrea Agostinelli ha tenuto ad evidenziare la piena sinergia tra i soggetti chiamati ad assicurare la riuscita di questo nuovo servizio. In particolare, ha sottolineato l’importanza della gestione del raccordo a cura di Rfi che, anche nel corso della riunione, ha dimostrato mirata attenzione, affinché si possa concretizzare con efficienza la configurazione del porto di Gioia Tauro come porto gateway e non solo di transhipment. (rrc)

DAL PORTO DI GIOIA RIPARTE LA CALABRIA
L’EUROPA DEI CONTAINER È ORA PIÚ VICINA

Il primo treno meri, partito da Nola e carico di container, è arrivato al Porto di Gioia Tauro ieri: una giornata storica per lo scalo merci, il più grande del Mediterraneo, destinato anche a diventare il più importante. Con non poche emozioni, i portuali hanno salutato l’arrivo del convoglio che segnala fine delle limitazioni di trasporto per il Porto di Gioia Tauro, prima limitato al semplice transhipment (ovvero il trasporto dei container e lo scarico in banchina, e da ieri diventata una meravigliosa realtà di intermodalità. Che tradotto in parole semplici significa trasporto completo: dalla nave direttamente sui vagoni merci e subito via con destinazione Europa, senza doverli caricare sui tir e mandarli allo scalo ferroviario più vicino.

Sono appena cinque km di tratta, un vergogna inaudita, trascinatasi per circa 20 anni tra un rimpallo e l’altro su di chi fosse la competenza a realizzare quel breve tratto di strada ferrata che avrebbe permesso al Porto di Gioia di pensare in grande. La stessa vergogna di avere portato, prima che arrivasse il “salvatore” Aponte, al quasi disastro il porto stesso, senza visione strategica, senza futuro, sempre più cancellato dalla rotte. Eppure, per la sua posizione centrale e strategica nel Mediterraneo, il Porto di Gioia Tauro rappresentava, rappresenterà,  un bel problemi per i porti del Nord Europa, come Amburgo, Anversa, Rotterdam, perché mandare i container in Calabria porterà grandi vantaggi sia in termini economici sia in termini di tempo. È evidente a tutti – tranne che ai nostri governanti che hanno escluso lo scalo di Gioia dalla cosiddetta Via della Seta – che con il collegamento ferroviario operativo, il rilancio del Porto di Gioia nei confronti dell’Europa diventa sempre più fattibile. E bisogna dare il merito di questo “miracolo” alla caparbia ostinazione della compianta presidente Santelli: la Jole, ai primi di marzo, prim’ancora di presentare la sua Giunta, aveva preso in carico la questione del gateway ferroviario. La presidente Jole credeva nel Porto di Gioia e nel suo possibile rilancio in grado di costituire un volano per tutta l’area Zes. Il ragionamento della Santelli era semplice: la fine del solo transhipment, condizionato dall’assenza del collegamento ferroviario, avrebbe creato un completo servizio di smistamento dei container verso i mercati europei. Il Porto di Gioia Tauro, al centro dell’area Zes, con l’estensione dell’operatività h24 e la realizzazione dell’agognata intermodalità poteva diventare il centro nevralgico del Mediterraneo per il traffico merci e il punto di ripartenza per lo sviluppo della Calabria.

Gioia, dunque, rappresenta la riscossa di quel Sud laborioso e pieno di risorse che si sentiva tagliato fuori dai grandi obiettivi europei: il traffico merci rappresenta, attraverso le autostrade del mare e l’utilizzo di container (con navi sempre più grandi che Gioia Tauro è in grado di ormeggiare senza il minimo problema) un elemento distintivo nel processo di sviluppo del Mezzogiorno. È da qui che riparte la Calabria, da qui che riparte il Sud, perché il terminal che può contare ora sull’intermodalità può mettere a frutto politiche di crescita e sviluppo impensabili. Aveva detto la Santelli, in un incontro col sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà: ««Avevo promesso un impegno serio in questo senso e in sole due settimane di intenso lavoro, ho recuperato un blocco che durava da vent’anni per una struttura costata fin qui 20 milioni di euro che rischiava di diventare un monumento allo spreco, per una ventennale disputa giudiziaria su 4 km di raccordo ferroviario. Il blocco era dovuto ad una controversia tutta interna alla Regione. Abbiamo recuperato la proprietà da Corap, ex Asi, comunicato al MIT che avevamo svolto i “compiti a casa” e che eravamo in grado di far partire l’accordo con RFI, già pronta con gli investimenti. A breve sarò sulla tratta ad aprire il cantiere. Uno sblocco necessario perché la “porta sul Mediterraneo” oggi diventa “la porta dell’Europa”». Parole profetiche e, soprattutto, un grande senso del fare, la compianta Jole. «In meno di tre settimane – aveva sottolineato Gianluca Gallo, quando ancora non era assessore – la Santelli è riuscita in un mezzo miracolo: cancellare ritardi antichi ed assicurare alla Calabria la realizzazione di un’opera infrastrutturale da tanto, troppo tempo attesa». E la deputata forzista Maria Tripodi, in occasione dell’annuncio dell’avvio dei lavori del gateway, disse della Santelli: «è riuscita a mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati al completamento della tratta ferroviaria, superando gli ostacoli burocratici che ne avevano impedito la realizzazione. È questa la strada maestra da seguire per la rinascita della nostra regione».

Questo collegamento, per il quale è quanto meno doveroso dire grazie alla presidente Jole, è la dimostrazione che non è vero che la burocrazia è imbattibile: una sciocca disputa ha tenuto bloccata 20 anni un piccolo tratto di strada ferrata dal grandissimo valore. Ora si tratta di sfruttare le opportunità offerte dal gateway. «La Regione – ha detto il presidente ff Nino Spirlì – è impegnata a concludere le attività per il trasferimento a Rfi del tratto ferroviario che da Rosarno porta al gateway, attraverso la stazione di San Ferdinando. Questo passaggio consentirà di connettere il Porto con la rete ferroviaria nazionale e internazionale. Allo stesso tempo, grazie all’accordo per l’area integrata di Gioia Tauro, sono già stati definiti i progetti per l’adeguamento e la riqualificazione viaria che miglioreranno la connessione tra l’area portuale e l’autostrada A2. Finalmente Gioia Tauro ottiene ciò che merita».

Anche il presidente degli industriali reggini Domenico Vecchio ha commentato con soddisfazione l’arrivo del primo treno di container a Gioia: «è un risultato atteso da tutto il sistema imprenditoriale locale e destinato a segnare, auspichiamo in modo duraturo e stabile, un cambio di rotta di portata storica per il presente e il futuro del più importante insediamento produttivo della Calabria. Oggi possiamo parlare a pieno titolo di Gioia Tauro come di una realtà moderna, all’avanguardia, capace di attrarre investimenti e pertanto perfettamente in grado di affrontare le complesse sfide della competitività imposte dai mercati internazionali. Una bellissima pagina di riscatto, che va di pari passo ai dati estremamente positivi registrati dal porto di Gioia Tauro in questo 2020 che, in forte controtendenza rispetto ad un anno funestato praticamente in ogni ambito dalla pandemia da Covid-19, si chiude con una crescita dei traffici di circa il 25% con una movimentazione annuale di oltre 3 milioni di teus che ha visto approdare sulle sponde gioiesi le più grandi navi portacontainer del mondo».

«Ad ulteriore riprova – ha sottolineato il presidente Vecchio – dell’eccellente lavoro condotto dal terminalista Til-Msc che fa capo al gruppo Aponte, il cui impegno sta conducendo Gioia Tauro con slancio, competenza e visione prospettica, passo dopo passo, verso un posizionamento di primissimo piano nel quadro della connettività internazionale. Adesso, auspichiamo che questo traguardo restituisca centralità e rilievo a Gioia Tauro nel quadro di una più ampia e strutturata strategia di sviluppo industriale nazionale che veda, proprio nel nostro scalo, il motore dell’economia e lo strumento di rilancio dei livelli occupazionali».

Secondo il consigliere regionale Domenico Giannetta il Porto «dotato di un proprio Terminal, può ambire a connettere i traffici movimentati tra l’estremo oriente e l’Europa. Dopo anni bui, sta vivendo un momento storico luminoso, frutto di una gestione commissariale sapiente e di investimenti efficacemente orientati a una sana politica di rilancio, rispetto alla quale questa legislatura regionale ha saputo fare, e bene, la propria parte. Ho inteso appurare – ha detto ancora Giannetta – dalla viva voce della leadership del Porto, i dati di impatto della struttura, che, nonostante la pandemia e la crisi internazionale che ha colpito i trasporti e i commerci, non solo hanno tenuto ma sono addirittura in crescita. Un fatto importantissimo che, anche alla luce dei nuovi investimenti e dell’insediamento del Terminal, consente di affermare che finalmente il Porto ha intrapreso il percorso che merita. Ciò significa centralità nella funzione strategica dei collegamenti internazionali, sia via mare che, finalmente, possiamo dirlo, anche via terra».

Ha parlato del suo personale impegno il sen. pentastellato Giuseppe Auddino: «Da tempo indico a Governo e Regione come uno dei principali ostacoli al rilancio dello scalo sia la questione delle competenze tra vari enti e istituzioni, segnalando la necessità di istituire un’unica cabina di regia con cui affrontare tutti gli interessi del sito e armonizzare le azioni necessarie. Insieme al Ministero, all’attuale viceministro del Mit Cancelleri, e all’ottimo lavoro svolto dal commissario Andrea Agostinelli si è instaurato un proficuo dialogo con le parti interessate e la Regione Calabria. Oggi parliamo di un altro grande risultato ottenuto! Il sogno del trasporto ferroviario delle merci da Gioia Tauro verso i grandi mercati europei diventa realtà!». (rp)

L’OPINIONE di Francesco Rao / Gli indignati, gli invischiati, i rassegnati

di FRANCESCO RAO – Nel corso dell’ultimo anno, sono state tante e diverse le vicissitudini che hanno visto la Calabria collocata in una vetrina alquanto ardente. Dalla costante gogna mediatica, generata di volta in volta dalle notizie sottese a descrivere questa terra come un fiume in piena dove, al posto dell’acqua ci sono negatività e malaffare e dove l’inchiostro, le immagini e le parole, utilizzate dagli addetti ai sistemi di comunicazione per riportare ciò che è sotto gli occhi di tutti ma che in tanti continuano a non voler vedere, hanno contribuito a rendere più salato il mare dell’informazione e della diffidenza nei nostri confronti, alimentando un crescente processo di erosione tanto per avviare un percorso di riscatto culturale quanto per animare le speranze di moltissimi Calabresi. In questa terra, oltre a quanto ci affligge, esiste anche una diffusa bellezza che alimenta un profumo destinato ad essere percepito da quanti hanno a cuore la voglia di assistere all’affermazione di una Calabria migliore.
Il lato bello di questa medaglia continua ad essere posto in secondo piano soprattutto dalla diffusa ignavia dei figli di questa terra. In buona parte non condanno quanti hanno scelto di manifestare la loro resa, con il silenzio e la mancata partecipazione. Moltissimi Calabresi, forse la maggioranza e vorrei aggiungere i migliori Cittadini nati in questa terra, in passato ma anche attualmente hanno avvertito l’esigenza di doversi smarcare dalla volontà di arricchire il dibattito offrendo anche un loro contributo. Dietro l’angolo c’è ancora il leone della delegittimazione, pronto a scagliarsi non contro i mediocri ma contro i capaci. Quest’ultima circostanza, potrebbe divenire il grande convincimento per mettere in campo nuove conoscenze, i progetti, visioni e speranze. Sono certo che se i migliori figli di questa terra, ossia quanti hanno trovato la loro affermazione ed ancora oggi rimangono con la schiena curva davanti alla bellezza del sapere onorando l’umiltà e la passione dei propri valori come elementi vitali della loro esistenza, scendessero in campo la truppa dei mediocri e con essa affaristi e faccendieri, in pochissimi giorni sarebbero dissolti nel nulla. Purtroppo, questa ipotesi sembrerebbe destinata a rimanere incastonata nella storia come l’ennesima utopia di un sognatore.
La mancata propensione nell’abbracciare le regole ed una maggiore disciplina nel rispetto delle Leggi, continua ad essere quell’onda lunga diffusasi all’indomani dell’unità d’Italia. Se in una fase preunitaria, ogni paese aveva un riferimento umano per dirimere i conflitti e gestire il “potere”, come ben sappiamo gli effetti delle leggi, riportate su atti scritti e non riconducibili all’ipotetico “capo bastone”, ha letteralmente fatto saltare molti equilibri mantenuti a lungo ed esercitati spesso con prepotenza e sopraffazione nei confronti dei deboli e degli umili.
Lo Stato unitario prima e l’avvento della Costituzione dopo, in Calabria ha trovato una piena attuazione non il 1° gennaio del 1948 con l’entrata in vigore della Costituzione ma all’indomani di una rivoluzione culturale che Aldo Moro aveva avviato, dapprima con la riforma scolastica e successivamente con l’attuazione delle regioni. Lo statista pugliese, morto per dare vita alla Repubblica, era 50 anni avanti rispetto alla classe politica di quel periodo e, tale circostanza, si racchiude nella famosa affermazione “la persona prima di tutto”. Con molta probabilità, quel concetto non era stato chiaro alla nostra gente e anziché migliorarsi attraverso lo studio è stata costretta a percorrere la strada della vita praticando l’arte dell’arrangiarsi e la precarietà. Eppure, l’ultima persona che sostenne gli esami di licenza elementare, grazie al programma condotto dal maestro Alberto Manzi “non è mai troppo tardi” era una calabrese di 63 anni.
Sappiamo benissimo che il costante riproporsi di un sistema sospeso, a volte reso tale da una classe politica inconcludente, ormai è passato nell’immaginario collettivo come normalità. Anche per questo motivo il ricorso alla raccomandazione e la gestione distratta del voto sono divenute pratiche messe in atto dal contadino al professionista divenendo una occasione per mercanteggiare i diritti con l’espressione pilotata del voto. In tale circostanza, non posso biasimare quanti scelgono di mettersi da parte senza scendere nell’arena dove non esistono gladiatori ma soltanto compromessi. Certo, con buona probabilità, quando si assiste ai quotidiani e circostanziati fatti di degrado, siano essi sociali o culturali, penso che il senso di sofferenza e di indignazione avvolga anche quelle persone che hanno messo il freno al loro impegno. Quindi, esistendo tre grandi filoni: gli indignati, i rassegnati e gli invischiati, il quarto riferimento è rappresentato da tutte quelle persone auto collocatesi in isolamento volontario. Vorrei sottolineare che il mio dire non dovrà essere letto come un’accusa. Qualora fosse percepita tale situazione, chiedo scusa. È mia volontà praticare una constatazione dei fatti destinata a raggiungere il più alto numero di Calabresi per chiedere loro di non stare più alla finestra, limitandosi a guardare ma di valutare l’idea di sposare un percorso intriso di idee, proposte, azioni e voglia di liberare la terra che ci ha visti nascere e crescere. Forse questo è il debito più grande che molti di noi sino ad oggi non hanno mai pensato di dover saldare.
In questa occasione, vorrei condividere una breve riflessione sfiorando due temi, afferenti a territori diversi, per alcuni versi posti in antitesi ma con un comune denominatore: un ritardo ormai inammissibile. Il primo riguarda l’intervista di Vittorio Brumotti, trasmessa qualche sera addietro dalle reti Fininvest, durante il programma “Striscia la notizia” nel quale sono state riportate affermazione di alcuni bambini di San Luca; il secondo è riconducibile ad un evento atteso da oltre 20 anni: l’apertura del Gateway che collega la stazione di Rosarno, transitando da San Ferdinando per raggiungere lo Scalo portuale di Gioia Tauro. Non intendo entrare nei meriti dei fatti di San Luca e nemmeno nella questione afferente al Porto di Gioia Tauro. Lascio a quanti mi leggeranno le deduzioni.
Ebbene, nessuno vuole mettere sotto il tappeto le realtà sociali e territoriali di questa terra. Per superare la difficoltà invece di abituarsi all’ennesima bastonata ricevuta, sarebbe il momento di aprire una nuova metodologia per governare i problemi della Calabria e dei Calabresi, prendendo atto che le numerosissime persone, sino ad ora impegnate a governare alcuni difficilissimi territori, in gran parte hanno fallito. Un’altra parte di essi è stata sfiancata ed indotta a mollare e un’ultima parte è rimasta incagliata in procedimenti giudiziari, in parte pendenti ed in parte conclusi con condanne ma anche con numerose assoluzioni.
Se il persistere atavico delle varie circostanze, riconducibili alle numerose realtà territoriali sopra indicate, hanno costretto i Cittadini interessati a strazianti attese, facendo loro registrare ritardi, perdite di opportunità, emigrazione, mancato sviluppo e aggravarsi di un malessere sociale diffuso nei mille rivoli della quotidianità, vuol dire che qualcosa non è andata per il verso giusto. Mi sia consentito un esempio: o il medico o la medicina non sono state idonee per curare il male. Inoltre, quale direttore sanitario vedendo migliaia di pazienti “surgelati” nell’attesa di essere curati, continuava a rimanere immobile. È legittimo chiedersi come hanno svolto i loro doveri, istituzionali e professionali, tutte quelle persone impegnate in compiti ben precisi e pagati dal contribuente? Giocavano a poker con i sottoposti? Non vedevano lo stato delle cose oppure facevano finta di non vedere? Perché i Cittadini Calabresi hanno preferito accettare l’idea di doversi curare fuori Calabria da medici conterranei ma impiegati in ospedali situati nel Nord?
Questa volta, la mia riflessione, ha un titolo molto forte perché è forte la speranza di poter assistere ad una primavera calabrese, dove finalmente non sia più necessario sperare che trascorrano 20 anni per poter vedere la realizzazione di una strada, di un ospedale o di un raccordo ferroviario che porta una località del Sud al centro del mondo.
Si spera che i tempi del cambiamento siano vicini e vorrei sperare che i tempi della burocrazia e dell’attuazione di qualsiasi processo amministrativo possa essere congruo alle necessità sociali dei rispettivi territori. L’attesa, tranne quella riconducibile al Vangelo, sino ad ora non ha restituito alla Calabria alcuna crescita ma, al contrario, ha letteralmente condizionato in peggio lo sviluppo complessivo conducendo le persone all’assuefazione dei disvalori sociali e ponendole in un punto della scala dei valori nella posizione opposta alle virtù.
Questi sentimenti negativi, oltre a paralizzare la libertà, hanno ridotto la sommatoria positiva della cooperazione che una società democraticamente avanzata dovrebbe praticare per analizzare, affrontare e risolvere i problemi. Anziché chiudersi in inutili e sterili faziosità del nulla.
Continuando a cantare il brano di Orietta Berti “fin che la barca va”, quando un reporter o un giornalista, nell’esercizio delle proprie funzioni, realizza un servizio che mette in vetrina la quotidianità del nostro tessuto sociale, finendo tra l’altro per accorparci in un solo contenitore, sentirsi offesi non servirà a nulla. Ciò che invece c’è bisogno è un costante ed esteso impegno per promuovere buone prassi, destinate allo sviluppo del territorio ed alla sua crescita socioeconomica. Quanti scelgono di continuare a voltarsi dall’altra parte, pensando che i problemi di questa terra non appartengano anche loro, farebbero bene per una volta a fermarsi e pensare non soltanto al proprio futuro ma soprattutto al futuro dei loro figli. (fr)

Auddino (M5S): L’arrivo del treno al Porto di Gioia grandissimo risultato

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, che «oggi è un altro grande giorno per il Porto di Gioia Tauro, il collegamento intermodale ferroviario diventa realtà! È giunto nello scalo gioiese il primo treno proveniente dall’interporto di Nola carico di container che verranno successivamente gestiti dal terminal di Gioia Tauro».

«Da oggi, quindi – ha aggiunto – lo scalo calabrese non sarà più solo transhipment ma diventa uno scalo gateway, ossia un’area di sdoganamento merci che avrà il compito di intercettare parte dei traffici movimentati tra l’Estremo Oriente e l’Europa, attualmente gestiti dai porti di Rotterdam ed Anversa. Senza dubbio una svolta epocale per il nostro porto! Mi rende pienamente orgoglioso poter assistere a questo grande momento di rinascita dello scalo calabrese, rinascita nella quale ho creduto fin dal 2018, mettendomi al lavoro con il massimo impegno affinché il porto esprimesse il suo enorme potenziale che ho intravisto fin da subito, appena eletto».

«L’affidamento in concessione del gateway ferroviario – ha detto ancora Auddino – ha reso possibile avviare questa attività intermodale del porto. Da tempo segnalo a Governo e Regione come uno dei principali ostacoli al rilancio dello scalo sia la questione delle competenze tra vari enti e istituzioni, segnalando la necessità di istituire un’unica cabina di regia con cui affrontare tutti gli interessi del sito e armonizzare le azioni necessarie».

«Insieme al Ministero – ha concluso Auddino – all’attuale viceministro del Mit Cancelleri, e all’ottimo lavoro svolto dal commissario Andrea Agostinelli si è instaurato un proficuo dialogo con le parti interessate e la Regione Calabria. Oggi parliamo di un altro grande risultato ottenuto! Il sogno del trasporto ferroviario delle merci da Gioia Tauro verso i grandi mercati europei diventa realtà!». (rp)

Gateway Gioia Tauro, Spirlì: Il Porto si proietta verso un futuro di centralità sul trasporto merci

«Il Porto di Gioia Tauro – continua Spirlì – si proietta ora verso un futuro di centralità assoluta per il trasporto delle merci nel Mediterraneo e in tutta Europa» ha dichiarato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, in merito all’arrivo del primo treno merci al Porto di Gioia Tauro e alla firma del contratto per la gestione del terminal tra l’Autorità e Medcenter.

«Nel 2013 – ha detto Spirlì – l’Autorità portuale redigeva lo studio di fattibilità – poi approvato dal Mit, dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Regione Calabria – per la realizzazione del gateway ferroviario. Sono passati quasi 10 anni e ora, grazie anche alla tenacia dell’ammiraglio Andrea Agostinelli, il Porto di Gioia Tauro diventa intermodale e passa dal solo transhipment al gateway». Era quello che Jole Santelli sperava di poter vedere realizzato. Tutti sanno quanto tenesse a questo progetto e, nel mio piccolo, raccolgo la sua eredità, assicurando all’Autorità portuale di Gioia Tauro tutta la disponibilità della Regione Calabria affinché l’ultimo miglio di questa grande operazione possa finalmente essere percorso».

«La Regione – ha spiegato il presidente – è impegnata a concludere le attività per il trasferimento a Rfi del tratto ferroviario che da Rosarno porta al gateway, attraverso la stazione di San Ferdinando. Questo passaggio consentirà di connettere il Porto con la rete ferroviaria nazionale e internazionale. Allo stesso tempo, grazie all’accordo per l’area integrata di Gioia Tauro, sono già stati definiti i progetti per l’adeguamento e la riqualificazione viaria che miglioreranno la connessione tra l’area portuale e l’autostrada A2».

«Finalmente – ha aggiunto Spirlì – Gioia Tauro ottiene ciò che merita. Sono convinto che l’ammiraglio Agostinelli avrà la soddisfazione di veder andare avanti questo progetto. La stima nei suoi confronti, unita alla grande amicizia che lo legava al presidente Santelli, e che mi lega lui, fanno sì che questa nostra speranza possa diventare una certezza.

«L’auspicio – ha concluso Spirlì – è che possa essere proprio Agostinelli il ‘Virgilio’ che accompagnerà il Porto di Gioia Tauro nel lungo viaggio dall’inferno del passato attraverso il purgatorio degli ultimi tempi e, infine, verso il paradiso dello sviluppo definitivo. Quello che permetterà allo scalo di essere il vero baricentro commerciale d’Europa». (rcz)

Vecchio (Confindustria RC): Arrivo del treno al Porto di Gioia Tauro è bellissima pagina di riscatto

Per il presidente di Confindustria Reggio CalabriaDomenico Vecchio, l’arrivo nello scalo gioiese del primo treno proveniente dall’interporto di Nola, che sancisce l’avvio della fase operativa del trasporto ferroviario di container, è «un risultato atteso da tutto il sistema imprenditoriale locale e destinato a segnare, auspichiamo in modo duraturo e stabile, un cambio di rotta di portata storica per il presente e il futuro del più importante insediamento produttivo della Calabria».

«Confindustria Reggio Calabria – ha proseguito il presidente Vecchio – da sempre pone il rilancio di Gioia Tauro fra le priorità della Calabria e dell’intero Mezzogiorno, sotto i profili economico e occupazionale. Oggi, finalmente, si concretizza un passaggio chiave per lo scalo reggino che aggiunge un tassello straordinariamente importante nell’ottica del progressivo ampliamento della propria capacità attrattiva e delle funzionalità di questa infrastruttura. L’intermodalità, dunque, non è più una chimera o soltanto un traguardo fumoso e irrealizzabile».

«Oggi – ha evidenziato il presidente degli Industriali reggini – possiamo parlare a pieno titolo di Gioia Tauro come di una realtà moderna, all’avanguardia, capace di attrarre investimenti e pertanto perfettamente in grado di affrontare le complesse sfide della competitività imposte dai mercati internazionali. Una bellissima pagina di riscatto, che va di pari passo ai dati estremamente positivi registrati dal porto di Gioia Tauro in questo 2020 che, in forte controtendenza rispetto ad un anno funestato praticamente in ogni ambito dalla pandemia da Covid-19, si chiude con una crescita dei traffici di circa il 25% con una movimentazione annuale di oltre 3 milioni di teus che ha visto approdare sulle sponde gioiesi le più grandi navi portacontainer del mondo».

«Ad ulteriore riprova – ha sottolineato il presidente Vecchio – dell’eccellente lavoro condotto dal terminalista Til-Msc che fa capo al gruppo Aponte, il cui impegno sta conducendo Gioia Tauro con slancio, competenza e visione prospettica, passo dopo passo, verso un posizionamento di primissimo piano nel quadro della connettività internazionale. Adesso, auspichiamo che questo traguardo restituisca centralità e rilievo a Gioia Tauro nel quadro di una più ampia e strutturata strategia di sviluppo industriale nazionale che veda, proprio nel nostro scalo, il motore dell’economia e lo strumento di rilancio dei livelli occupazionali».

«La Calabria e l’intero Sud del paese – ha concluso – guardano con fiducia e speranza al virtuoso processo in atto nel cuore della nostra provincia per porre le solide basi di una ripartenza che, ci auguriamo, possa prendere il via già a cominciare dal nuovo anno che è alle porte». (rrc)

Auddino (M5S): Necessaria e urgente proroga dell’Agenzia portuale

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha ribadito la necessità e l’urgenza di prorogare l’agenzia portuale di Gioia Tauro.

«Con il Commissario Andrea Agostinelli – ha spiegato Auddino – e il sindaco del comune di Gioia Tauro, Aldo Alessio, sto conducendo la stessa battaglia a fianco dei lavoratori. Il lavoro di squadra paga sempre ed insieme saremo più forti per ottenere il massimo risultato».

«Dopo averli inseriti in Agenzia portuale nello scorso agosto – ha aggiunto – adesso dovrò concedere ai lavoratori il diritto ad avere un po’ di tranquillità grazie alla proroga! Modificare il comma 4 dell’art 93 del decreto agosto è la cosa su cui ho lavorato in qualità di legislatore nelle ultime settimane».
«Ho già scritto e proposto – ha concluso Auddino – la modifica al Ministero per ottenere la proroga. Adesso tocca al Ministero. Non c’è tempo da perdere: il 31 è vicino! Poi, prorogare le agenzie di Gioia Tauro e Taranto per ulteriori anni sarà l’altro obiettivo». (rp)

Giannetta (FI): L’arrivo del primo treno al Porto di Gioia Tauro segna la svolta

Il consigliere regionale di Forza ItaliaDomenico Giannetta, ha sottolineato come «l’arrivo del primo treno al Porto di Gioia Tauro segna la svolta».

«È una notizia – ha aggiunto – che aspettavamo da dodici anni e che ci entusiasma rispetto alle politiche di sviluppo del Porto che, dotato di un proprio Terminal, può ambire a connettere i traffici movimentati tra l’estremo oriente e l’Europa. Dopo anni bui, il Porto sta vivendo un momento storico luminoso, frutto di una gestione commissariale sapiente e di investimenti efficacemente orientati a una sana politica di rilancio, rispetto alla quale questa legislatura regionale ha saputo fare, e bene, la propria parte. Ne è un esempio lo sblocco della vertenza sul Gateway, che ha consentito la nascita del Terminal, quale primo atto della presidenza Santelli». 

«Il percorso di rilancio del Porto – ha proseguito Giannetta – apre a ulteriori dinamiche di sviluppo e più rosee prospettive occupazionali. Un tema su cui ho avuto modo di confrontarmi, alla vigilia dell’arrivo del primo treno merci, con Antonio D. Testi, Amministratore delegato di Mct, la società che gestisce il Porto, nel corso di una visita istituzionale all’infrastruttura». 

«Ho inteso appurare – ha detto ancora il consigliere – dalla viva voce della leadership del Porto, i dati di impatto della struttura, che, nonostante la pandemia e la crisi internazionale che ha colpito i trasporti e i commerci, non solo hanno tenuto ma sono addirittura in crescita. Un fatto importantissimo che, anche alla luce dei nuovi investimenti e dell’insediamento del Terminal, consente di affermare che finalmente il Porto ha intrapreso il percorso che merita».

«Ciò significa – ha concluso Giannetta – centralità nella funzione strategica dei collegamenti internazionali, sia via mare che, finalmente, possiamo dirlo, anche via terra». (rrc) 

In copertina, il consigliere Giannetta e Antonio D. Testi, Amministratore delegato di Mct.

Bruno Bossio (PD): Arrivo del primo treni merci al Porto di Gioia Tauro grande risultato

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha dichiarato che «a sei mesi di distanza dall’approvazione alla Camera del mio emendamento al decreto Rilancio, finalizzato a sbloccare i lavori di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria a servizio dell’area portuale, il presidente dell’Autorita di Gioia Tauro annuncia l’ingresso del primo treno merci nel porto».

«È un risultato straordinario – ha aggiunto – raggiunto soltanto grazie a un lavoro congiunto e sincronizzato che ha visto impegnati in prima linea la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, i gruppi parlamentari di maggioranza di Pd e 5S e la compianta presidente Jole Santelli. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’intermodalità di Gioia Tauro e, quindi, per il rilancio e la piena operatività di una delle infrastrutture più importanti della Calabria e dell’intero Mediterraneo».

«D’altro canto – ha concluso – è lo stesso Andrea Agostinelli oggi a parlare di un sogno divenuto realtà, e a soffermarsi sulla forza espansiva di questa grande opera. Un giorno importante per la Calabria, dunque, che testimonia la grande forza delle donne nel lavoro di squadra». (rp)

Al via a Porto di Gioia Tauro lo screening sui dipendenti

Al Porto di Gioia Tauro ha preso il via l’attività di tracciamento dell’intera comunità portuale.

Lo screening, che andrà avanti fino al 10 dicembre, esclusi i sabato, la domenica e l’8 dicembre, è seguito dal personale specializzato dell’Istituto Clinico “Prof. R. De Blasi” di Reggio Calabria e sostenuto dall’Autorità Portuale, che ha predisposto l’allestimento dei relativi gazebo, si rivolge ai dipendenti dei due terminalisti (Med Center Terminal Container ed Automar Gioia Tauro) e, chiaramente, alle altre aziende operanti all’interno dello scalo.

Obiettivo dell’attività di tracciamento è, appunto, quello di assicurare la massima sicurezza dei luoghi di lavoro a tutela della salute dei lavoratori e, quindi, di adottare le idonee misure di contenimento della diffusione del Covid-19, per garantire anche l’operatività dello scalo.

L’affluenza della prima giornata ha visto la partecipazione dei lavoratori di Med Center Terminal Container. Mentre nei giorni successivi si continuerà con il coinvolgimento dell’intera comunità portuale. (rrm)