L’Ordine dei Medici: Serve creare sinergia tra le parti per superare le difficoltà

Serve un «un valido coordinamento tra le attività di tutte le categorie mediche inerenti la medicina di prevenzione, l’ospedale, i Mmg e i pediatri per creare così un valido supporto tra le parti che è fondamentale soprattutto, in un momento difficile come quello attuale». È quanto è emerso dalla riunione della Commissione Ospedale-Territorio di Reggio Calabria.

L’incontro si è svolto nella sede dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, e ha visto partecipare i dottori, Consiglieri dell’Ordine, Giuseppe Zampogna, Vincenzo Nociti, Francesco Biasi, Rocco Cassone, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Sandro Giuffrida e i rappresentanti dei sindacati Domenico Catalano  (FISIMU), Bruno Cristiano (FIMMG), Antonio Gurnari (FIMP), Pietro Scordo (FIMMG). 

Ad aprire l’incontro, il dottore Nociti che si è soffermato sulla «necessità di creare una giusta sinergia tra le parti per superare le difficoltà oggettive che pediatri e medici di MMG, specialmente in questo periodo di notevole carico lavorativo, devono quotidianamente affrontare sulle criticità relative all’appropriatezza prescrittiva, alle esenzioni da vaccino anti Covid-19, ai certificati medici di guarigione». 

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’urgenza di avere «un valido coordinamento tra le attività di tutte le categorie mediche inerenti la medicina di prevenzione, l’ospedale, i Mmg e i pediatri per creare così un valido supporto tra le parti che è fondamentale soprattutto, in un momento difficile come quello attuale». 

«Le normative di riferimento sono in continuo aggiornamento ed è opportuno che, attraverso incontri programmati, si traccino linee guida da seguire per creare una sinergia tra le parti per la risoluzione delle varie criticità che si presentano», ha affermato il dottore Zampogna.

Il dottore Biasi invece, si è soffermato su «l’importanza del lavoro portato avanti dai Mmg e dai pediatri che, soprattutto, in questo periodo di emergenza, è stato sottovalutato creando a volte disorientamento tra le competenze delle singole categorie mediche». 

In conclusione, il dottore Cassone ha posto l’accento «sull’importanza di tale coordinamento tra le parti che può portare non solo ad una valida visibilità sull’attività costante di interscambio soprattutto, con l’Azienda Ospedaliera ma anche, far emergere e segnalare le criticità da affrontare». 

Punti pienamente condivisi da tutti i relatori, specialmente dai dottori Giuffrida e Catalano che hanno ribadito l’importanza di «tali incontri che devono essere svolti con una certa frequenza per un confronto costruttivo e per sanare eventuali criticità». (rrc)

 

REGGIO: si riapre oggi l’area archeologica sacra Griso-Laboccetta

Riapre oggi pomeriggio a Reggio alle 16 il sito archeologico “Griso Laboccetta”, importantissima testimonianza storica situata nel cuore del centro cittadino. Nell’ultimo periodo l’area dell’antica Rhegion, situata in Via del Torrione (angolo Via Due Settembre), è stata oggetto di lavori di riqualificazione nel quadro di un programma complessivo che la Città metropolitana ha condotto in questi anni con l’obiettivo di restituire il patrimonio culturale alla fruizione della collettività e nel contempo di svilupparne pienamente le potenzialità anche nell’ottica dell’offerta turistica del territorio metropolitano. Nel corso degli anni, inoltre, il sito Griso Laboccetta, noto anche come il luogo di culto più antico della città, ha restituito reperti archeologici che sono tra i pezzi più celebri esposti oggi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

In occasione della riapertura dell’area sacra che si terrà alla presenza del Sindaco f.f. della Città Metropolitana, Carmelo Versace, del consigliere metropolitano delegato alla Cultura e Beni Culturali, Filippo Quartuccio e di altre rappresentanze istituzionali, è previsto anche un momento di intrattenimento artistico con la performance ad opera dell’Associazione culturale “Spazio Teatro” dal titolo: Di uomini e dèi, reading accompagnato da musiche dal vivo, tratto da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, eseguito da Anna Calarco, Gaetano Tramontana e Antonio Aprile. (rrc)

Asnali chiede al Comune di Reggio un tavolo tecnico per criticità delle aree mercatali

Serve un tavolo tecnico urgente per affrontare le criticità delle aree mercatali a Reggio Calabria. È quanto ha chiesto l’Asnali – Associazione Nazionale Autonoma Liberi Imprenditori, guidata da Rosario Antipasqua che, a Palazzo San Giorgio, ha incontrato l’assessore alle Attività Produttive, Angela Martino.

Insieme a lui, il responsabile della categoria operatori su aree pubbliche Andiloro Vincenzino e i componenti della direzione del settore, Borrello Domenico e Quattrone Bruno.

Alla base dell’incontro le problematiche che affliggono i mercati della città, prima tra tutte la questione relativa ai tributi per l’anno 2020, in particolar modo il Canone Unico Patrimoniale (ex TOSAP /COSAP). Il tributo per l’occupazione del suolo pubblico è infatti balzato ai massimi consentiti e i primi ad accorgersene sono stati gli ambulanti che si sono visti recapitare dal Comune, il giorno prima della scadenza, per PEC un importo più che raddoppiato. Il regolamento e la delibera approvati nel 2021 da Consiglio Comunale e Giunta, non sono mai stati discussi con la categoria, come invece sarebbe stato lecito attendersi, trattandosi di un provvedimento importante. 

Asnali, più volte, «ha chiesto un confronto in merito – si legge in una nota – ricevendo ripetuti dinieghi che hanno portato al verificarsi della situazione attuale che va ad aggravare ulteriormente la categoria dei venditori su aree pubbliche, già duramente colpita dalla crisi sanitaria. “Come possiamo pagare più di 26 euro al giorno solo per l’occupazione? E le altre spese di gestione che sosteniamo? Cosa ci resta in tasca?”. Lamentano gli esercenti».

«Da un primo riscontro, tuttavia – si legge – le cartelle ricevute da parte del Comune sembrerebbero sbagliate ed andrebbero pertanto corrette in base al regolamento e alla normativa, se dovessero verificarsi tali dopo gli opportuni controlli. Il secondo punto, sollevato dalla categoria, riguarda l’abusivismo e la mancanza di controlli da parte da parte delle forze dell’ordine sulla sicurezza all’interno dell’area del Mercato Botteghelle e non solo. A tal proposito Asnali ha chiesto un preciso impegno da parte dell’assessore, iniziando da subito con la convocazione urgente di un tavolo tecnico per affrontare queste criticità. In assenza di un significativo riscontro urgente da parte delle istituzioni, AsNALI  categoria operatori su aree pubbliche, proclamerà lo stato di agitazione». (rrc)

L’OPINIONE / Giuseppe Foti: L’indifferenza del Comune nei confronti dei disabili e delle lavoratici dei Centri socio educativi di Reggio

di GIUSEPPE FOTIC’è una virtù che ha fatto la sua comparsa nel V secolo avanti Cristo e di cui si sono perse le tracce nel V secolo dopo Cristo. Il suo nome è parresia. Il suo significato è: “Dire la verità”

Mi scuserete del breve cenno storico ma è funzionale alla vicenda che vede protagonista l’amministrazione comunale della nostra città. L’amministrazione comunale sembrerebbe proprio priva di tale virtù o per lo meno consegnata volutamente all’oblio (occhio non vede cuore non duole).  Mi scuserete se dopo tante promesse e incontri, dove non avete saputo ancora trovare la soluzione per pagare i servizi resi dei centri socio educativi, mi permetto di scrivervi la… verità.

I tanti disabili rischiano, ogni giorno che passa, di vedersi negato il diritto alla cura che le amorevoli e professionali educatrici dei centri socio educativi gli garantiscono, anche a discapito delle pressanti problematiche economiche a cui sono sottoposte per non aver percepito stipendi da oltre cinque mesi, se non qualche contentino da parte dell’amministrazione comunale.

La cosa che indigna, è, che questa problematica sia quasi messa da parte da chi di competenza, e non possono negarlo perché i mesi che passano ne sono la riprova e la conferma…se mai ce ne fosse bisogno.

Dare il proprio contributo e anche la propria vita (stiamo parlando di tanti anni di onorata professione) per i soggetti più fragili è una delle più meritevoli professioni. 

La disabilità dev’essere affrancata da una visione che la consideri, la tuteli e gli riconosca una propria identità. Gli operatori e le operatrici del sociale cercano di garantire ai tanti disabili, come meglio possono, questi inconfutabili e costituzionali diritti!

Inevitabilmente, e direi disgraziatamente, la politica distratta e la burocrazia (qualcuno in passato la definì la banalità del male), portano  all’assodata chiusura definitiva dei centri.  Cari amministratori e politici di ogni schieramento, la logica spicciola di certi ragionamenti ha stancato e contribuisce al collasso e successiva chiusura di un servizio alla persona indispensabile

Garantire a tutti la possibilità di avere una vita dignitosa e le cure adeguate è vostro dovere (art. 32 / art. 36 della costituzione).

Concludo, come semplice lavoratore del sociale, che non scrive sotto nessuna bandiera o sigla perché la disabilità dovrebbe interessare tutti e quindi ci metto la faccia, che mi vedrete schierato sempre dalla parte dei più fragili e che vorrei che la polita facesse lo stesso, magari con maggiore convinzione e pragmatismo. (gf)

[Giuseppe Foti è un educatore sociale]

SE RIPARTE REGGIO, RIPARTE LA CALABRIA
LA SFIDA DI OCCHIUTO SULL’EX CAPOLUOGO

di SANTO STRATI – Più che la devozione poté l’obbligo di coerenza con i cittadini di Reggio, ultimi di una Calabria già ultima. Sabato era festa della Madonna del Pilerio a Cosenza, alla quale il presidente della Regione è particolarmente devoto, ma Roberto Occhiuto ha voluto essere di presenza a Reggio, unitamente alla sua vice Giusy Princi (che la delega per le Azioni straordinarie per la Città di Reggio) e l’assessore (ancora per poco) Tilde Minasi, per presentare un programma che rivela soprattutto un’inversione di tendenza.

Erano anni che la Città di Reggio era stata tenuta in disparte, “cenerentola” ed ex capoluogo di regione, da qualsiasi progettualità e piani di sviluppo. A partire dall’Aeroporto dello Stretto ridotto a scalo da terzo mondo, con orari di volo impossibili e incompatibili con le esigenze della clientela anche della dirimpettaia Messina. 

Si cambia registro e dopo i primi cento giorni, Occhiuto vuole mostrare anche ai reggini una Calabria che non ti aspetti, ovvero una Regione attenta a tutti i calabresi, senza distinzione di latitudine o colore politico.

E così i “magnifici” tre del rilancio della Città metropolitana e della città dello Stretto hanno snocciolato in una conferenza stampa abbastanza affollata di deputati, sindaci e amministratori locali, i numeri di quello che la Regione pensa di fare a Reggio. Con un assunto principale: se riparte Reggio può ripartire tutta la Calabria. Una sfida che Roberto Occhiuto vuole portare avanti con convinzione – bisogna riconoscerglielo – e una determinazione che piace molto ai calabresi, un po’ meno all’opposizione. Il punto è che qualsiasi progetto di crescita, sviluppo e rilancio della Regione, anche alla luce della ripartizione dei fondi Pnrr e dei progetti in essere, non può prescindere da una auspicata “collaborazione” anche da parte di quell’opposizione che al governo centrale fa parte della insolita maggioranza allargata che s’è inventato il premier Draghi per il suo governo.

Le dichiarazioni d’esordio sono sufficientemente propositive: «Oggi presentiamo i risultati del lavoro di squadra che la Giunta ha realizzato impegnandosi in maniera sinergica. Sono stati tre mesi intensi nei quali abbiamo cercato di dare un’idea della Calabria diversa dal passato. Non è semplice, ma noi ce la stiamo mettendo tutta». Già, quando presentò la sua Giunta, Occhiuto aveva mostrato una certa idea di attenzione nei confronti dei reggini, assegnando alla vicepresidente Giusy Princi una delega mai vista in 50 anni di Regione: “Azioni di sviluppo per la Città Metropolitana di Reggio Calabria”. Se si pensa che Falcomatà, nonostante fosse dello stesso partito di Oliverio, non è mai riuscito in cinque anni a farsi assegnare le deleghe esecutive dalla Regione, s’intuisce che siamo davvero a una svolta epocale. 

Insomma, si cambia, ma, soprattutto, sarebbe opportuno che si cominciasse a mettere da parte localismi e campanilismi ormai antistorici e si remasse tutti insieme verso obiettivi di crescita che abbiano protagonisti i giovani, le donne, tutti i cittadini. Offrendo una sanità degna di questo nome, una mobilità adeguata, il rilancio di infrastrutture, stazioni, aeroporti, strade. E incentivazioni che facciano da attrattore convincente per gli investitori che aspettano di avere condizioni “irripetibili” per realizzare piani industriali al Sud. C’è la Zes, la zona economica speciale, legata al Porto di Gioia Tauro, nel cui retroporto possono trovare centinaia di nuove attività manifatturiere e microindustriali di trasformazione dei prodotti che arrivano via container. Il Porto di Gioia è una risorsa non solo per la Città metropolitana, tampoco per la regione, bensì è un volano di sviluppo per tutto il Mezzogiorno e l’area del Mediterraneo, ben oltre i confini nazionali.

Sono tutti elementi ben chiari al presidente Occhiuto, adeguatamente supportato da un’ottimo vicepresidente che, pur non dimenticando di essere orgogliosamente reggina, ha mostrato un grande equilibrio nelle scelte operative senza favoritismi e senza obiettivi finalizzati a singole realtà. 

«Non è facile – ha fatto notare la vicepresidente – stare al passo del presidente Occhiuto che vuole con forza una Calabria diversa. In campagna elettorale aveva detto che avrebbe dato a Reggio una centralità assoluta e lo ha fatto: tutti gli interventi sono connotati da una linea di azione impongono due elementi imprescindibili: trasparenza e merito. Il Presidente, sin dall’inizio, ha affermato che il merito non ha colore politico ma competenze e su questo piano, Occhiuto ha fatto una vera rivoluzione. Siamo orgogliosi dei risultati che caratterizzano la Provincia».

Analoga dichiarazione “d’amore” da parte di Tilde Minasi, reggina anche lei, prossima a lasciare – a quanto sembra – la delega di assessore alle Politiche Sociali a favore del seggio del Senato che le spetta di diritto, ma è incompatibile con l’incarico di assessore regionale: «Il presidente Occhiuto – ha detto la Minasi – ha cementato lo spirito di squadra e non si è mai sottratto a tutti i dossier portati alla sua attenzione. Conosciamo bene le criticità e la genesi di una Regione messa a dura prova nell’ultimo decennio e da reggina, non posso che ringraziare il Presidente per l’attenzione data all’Area Metropolitana di Reggio Calabria. Mi fa piacere che siano presenti i sindaci che saranno interessati ai vari progetti, occasioni uniche che ci spronano a seguire questo modus operandi incisivo che cambierà il futuro della Regione».

Occhiuto ha ovviamente gradito gli elogi delle «bravissime donne al mio fianco che stanno dando un importante contributo alla Giunta» e poi ha elencato le azioni in programma: «Abbiamo riprogrammato i fondi del Psc e hanno trovato finanziamento per 65 milioni di euro la strada per Polsi, investimento necessario per contrastare la ‘ndrangheta, 20 milioni per la SSV Reggio-Cardeto e 20 milioni saranno spesi per  la strada Fiumara-San Roberto (3,5 Km che vanno a completare SSV Campo Calabro – San Roberto). Abbiamo pensato anche a Gambarie e stiamo valutando di integrare i finanziamenti per la seggiovia e per una cabinovia». Non minore importanza è stata data alla gravissima e insostenibile situazione dello scalo reggino: «Ci sono i 25 milioni di euro per rilanciare l’aeroporto “Tito Minniti” stanziati nella legge di bilancio (del 2019, ndr) grazie all’emendamento Cannizzaro che vanno spesi bene ed è necessario fare un piano industriale per lo sviluppo dell’aeroporto. Ita Airways sta riducendo i voli disponibili per Reggio e la prossima settimana, parlerò con il dg per rivedere la decisione. Stiamo valutando anche di acquisire il totale della partecipazione di Sacal, ci hanno risposto che sono pronti a cedere il 52%, certo se riuscissimo ad acquisire l’intero pacchetto risolveremmo tutti i problemi».

La vicenda Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti regionali che ha vistosamente penalizzato lo scalo di Reggio e quello di Crotone a vantaggio di quello di Lamezia, non presenta una soluzione facile: il “colpo di mano” che ha privatizzato la società (scoperto dallo stesso Occhiuto) grazie alla colpevole “cecità” della Regione, non può risolversi in un ulteriore vantaggio a favore di azionisti privati “pronti a vendere anche tutto”. Sulla Sacal pesa l’ipotesi di revoca della concessione e questo dovrebbe indurre a più quieti atteggiamenti dell’attuale compagine societaria nei confronti della Regione. L’ideale sarebbe “regionalizzare” per intero la società che dovrà gestire i tre aeroporti (individuando figure apicali capaci, competenti e in grado di creare un vero rilancio di rete), aprendo successivamente alle amministrazioni locali, ma anche ai privati. Oppure, nel caso di acquisizione della Sacal prevedere, come ha suggerito la task force reggina guidata da Salvatore Chindemi, creare uno scorporo della società con una delega speciale per lo scalo dello Stretto.

Naturalmente, Occhiuto ha parlato anche di Sanità: «La Calabria ha delle vere eccellenze – ha rimarcato – ma vanno organizzate meglio. Abbiamo centri vaccinali che hanno funzionato bene e visto che tra qualche mese ci si vaccinerà di meno, ho pensato che questi centri non vanno smantellati ma trasformati in luoghi fisici per fare prevenzione, per eseguire gli screening per le varie malattie. Quando dico di essere preoccupato per il sistema sanità reggino è perché il Commissariamento c’è stato per una approssimazione della gestione regionale e ha portato a non investire sulle strutture e sul personale. Per questo, ho fatto un investimento di 86 milioni di euro per apparecchiature e farò un altro decreto per ulteriori 50 mln di euro, sempre per attrezzature sanitarie. Ho sbloccato le assunzioni con concorsi a tempo indeterminato e, visto che l’Asp di Reggio Calabria potrebbe assumere 500 persone e, da anni, non riesce a farlo per un deficit amministrativo, ho chiesto al Governo di essere autorizzato dall’Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari) per fare i concorsi al posto dell’azienda provinciale. Sulla sanità di Reggio Calabria c’è un grandissimo lavoro da fare e ci giochiamo tutto. Stiamo attivando con l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” un progetto importante ma ne parleremo tra qualche mese – conclude il Governatore -. Io guardo con attenzione la provincia di Reggio ma aiutatemi con idee e proposte anche se alla guida della Regione c’è un presidente di Cosenza».

Appunto, non importa il luogo di nascita del Presidente. Serve la voglia di realizzare un progetto comune, un ampio piano di sviluppo. 

Dopo i primi 100 giorni, tutto sommato di grande efficacia, i calabresi ora si aspettano qualche fuoco d’artificio. In riva allo Stretto hanno già cominciato. Ma non è una festa patronale: è in gioco il futuro dei nostri ragazzi, la qualità della vita dei cittadini, la risposta adeguata all’orgoglio di essere calabresi. (s)

Al via il Corso di Alta Formazione in “Diritto e Management Sanitario” dell’Ordine dei Medici e della Mediterranea

Prenderà il via, all’Università Mediterranea di Reggio, la quarta edizione del Corso di Alta Formazione in Diritto e Management Sanitario, promosso dall’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria con la preziosa ed autorevole collaborazione dell’Università Mediterranea.

Il corso, ideato e promosso dal dottore Domenico Pistone, consigliere dell’Ordine dei Medici e lo stesso presidente dell’Ordine, dottore Pasquale Veneziano, si rivolge alla dirigenza sanitaria, sostitutivo di quello che una volta era l’idoneità a primario, con l’obiettivo di fornire alla stessa tutte quelle necessarie informazioni per poter gestire poi, nel migliore dei modi, tutte le diverse complessità che la Sanità italiana quotidianamente deve affrontare. Ed in un momento in cui l’efficienza organizzativa e la formazione rappresentano davvero due preziosi cardini su cui poggia l’intero sistema sanitario. 

«Fino al 2017 i nostri medici erano costretti ad andare in altre città, come Cosenza e Messina, per frequentare questo Corso – ha spiegato Francesco Manganaro, Ordinario di Diritto Amministrativo e responsabile scientifico del Corso – abbiamo avuto, assieme all’Ordine dei Medici, una lunga interlocuzione con la Regione Calabria che, come prevede la legge, ha autorizzato l’effettuazione del corso presso L’Università Mediterranea».

«Non è stato un passaggio facile – ha aggiunto – ma alla fine ci siamo riusciti. Il corso permette di acquisire un requisito necessario previsto dalla legge per diventare primario. Abbiamo cominciato il primo corso nel 2017 con 30 partecipanti, il numero massimo previsto dalla legge, pensando fosse qualcosa di occasionale. Invece il successo conseguito ci ha portato ad organizzare, quest’anno, la quarta edizione e si registrano già altri trenta iscritti per la quinta edizione». 

«Certo – ha sottolineato Manganaro – non tutti i partecipanti diverranno primari ma gli stessi medici considerano il corso come un arricchimento culturale importante. C’è da dire che  questo tipo di alta formazione tratta delle materie del tutto estranee ad una normale formazione medica come il Diritto ed il Management, tutte materie che servono poi per gestire al meglio il reparto o la divisione. Nonostante ciò, abbiamo constatato un grande interesse grazie anche ad una formula innovativa mettendo insieme competenze giuridiche e manageriali. Importante anche il mix dei docenti, alcuni provenienti da altre importanti scuole italiane, oltre ai docenti interni della Mediterranea».

«Grande l’intesa con l’Ordine dei Medici, oltre alla qualità del corso che, peraltro – ha concluso – ha un costo nettamente inferiore a quello praticato nelle altre scuole. Alla valutazione finale partecipa un rappresentante della Regione, come pure l’attestato finale viene emanato dallo stesso ente regionale».  

Per Massimiliano Ferrara, condirettore scientifico del Corso nonché professore di Matematica della stessa Università Mediterranea, «l’Università ha inteso offrire alla collettività, al territorio, un obiettivo molto importante che produrrà i suoi effetti non solo nell’immediato ma soprattutto nel medio e lungo periodo. Sappiamo benissimo quanto sia fondamentale soprattutto negli ultimi due anni avere una sanità efficiente, che sia gestita da un capitale umano sempre formato, pronto a saper cogliere le sfide della complessità, per decidere in un momento così drammatico».

«La quarta edizione – ha continuato Ferrara – è peraltro completamente rinnovata: abbiamo introdotto degli elementi di gestione delle complessità introducendo dei moduli tesi ad introdurre degli elementi di gestione manageriale. In particolare, condividendo la gestione scientifica del Corso con il professore Francesco Manganaro, abbiamo voluto introdurre elementi di project management e soprattutto un nuovo modulo che prende il nome di Dea (Data Envelopment Analysis) e derivato dal mondo della Sanità anglosassone, e attraverso l’apporto di una giovane mia allieva che ha frequentato l’Università di Portsmouth, introdurremo questi elementi di gestione innovativa con un processo di trasposizione per “casi studio” alle casistiche della sanità pubblica italiana».

«Si tratta di momenti importanti – ha proseguito – e l’uditorio quest’anno è particolarmente qualificato con la presenza di corsisti, in particolare due primari, provenienti dalla Sicilia. Evidentemente, la reputazione che ci siamo conquistati in questi anni è stata tale da attrarre tanti medici provenienti da altre regioni italiane».

Il Corso si tiene su piattaforma online, e questo da la possibilità di registrare le lezioni e di poterle rivedere.

«Insomma – ha chiarito Ferrara – si tratta di una modalità che si presta bene per dei professionisti impegnati sul campo in prima persona. Abbiamo cercato di contemperare più esigenze per poter elevare e portare l’alta formazione nell’ambito della Sanità. Grazie alla sensibilità dell’Ordine che in modo quasi sindacale ci ha chiesto di presentare questo Corso a dei costi contenuti come momento di attenzione per la finalità sociale dello stesso. Come Università, noi che non facciamo profitto su queste cose, abbiamo offerto il Corso ad un terzo del costo effettivo e soprattutto con la comodità che i corsisti non debbano andare fuori città».

«Questo significa – ha concluso Ferrara – che non sempre la qualità e l’efficienza si trovano fuori dalla Calabria, forse bisognerebbe guardare con più attenzione all’Università Mediterranea. Stiamo lavorando per creare delle condizioni di crescita ed è un messaggio molto importante che stiamo dando in un settore che in questo momento si trova in prima linea ma dal quale per il quale grazie a questa attività noi stiamo accendendo i riflettori per fare capire come da parte nostra c’è il massimo impegno per cercare di migliorare le cose, con il coinvolgimento e la creazione di sinergie».

«Continua la stretta collaborazione –ha  evidenziato Pistone – tra la Regione Calabria, il dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea, diretto dal professore Daniele Cananzi, il presidente del Corso prof. Francesco Manganaro, il condirettore del Corso, professore Massimiliano Ferrara, e l’Ordine dei Medici diretto dal dottore Pasquale Veneziano».

«Il corso – ha detto ancora – si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato alla formazione di figure professionali altamente qualificate nell’area dell’organizzazione e gestione delle aziende sanitarie per contribuire al processo di aziendalizzazione introdotto nella sanità italiana. In pratica, intende far maturare le necessarie conoscenze sociologiche economiche giuridiche, etiche, manageriali e finanziarie per comprendere e gestire efficacemente il processo di aziendalizzazione della sanità pubblica sulla base del rispetto del welfare. Oltre a fornire competenze di merito e contenuti necessari a chi già opera in aziende pubbliche».

«Infine – ha concluso Pistone – intende sviluppare una formazione multidisciplinare di modelli organizzativi coerenti con i cambiamenti normativi in atto sulla gestione strategica delle risorse umane e sulla valorizzazione e sviluppo delle risorse del territorio».

Infine, il dottore Pasquale Veneziano che, nel ringraziare tutti coloro che si sono adoperati nella realizzazione di questo importantissimo Corso, dimostratosi anche secondo i colleghi che l’hanno già frequentato nelle precedenti edizioni di altissima qualità, ha espresso la propria soddisfazione per il grandissimo risultato dell’evento formativo e soprattutto per la possibilità di evitare grandi disagi a tutti quei colleghi che avrebbero dovuto lasciare il posto di lavoro per alcuni giorni per raggiungere sedi lontane dalla nostra città, viste le notevoli difficoltà di  spostamento che ci affliggono. Infine, si spera che le lezioni ,che al momento si svolgono su piattaforma online per problemi legati al Covid, possano nuovamente svolgersi in presenza presso la nostra sede. (rrc)

Addio a Domenico Siclari, Pro-Rettore dell’Unida di Reggio Calabria

Cordoglio a Reggio per la prematura scomparsa di Domenico Siclari, Pro-Rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

«Tutta la comunità accademica – si legge in una nota dell’Ateneo – è in lutto per la prematura scomparsa del Prof. Domenico Siclari. A soli 37 anni, dopo avere combattuto la sua battaglia contro la malattia, si interrompe il cammino brillante di un Docente che ha rappresentato da protagonista la storia di quest’Ateneo».

«Grande personalità, stimato in ambito accademico per la sua professionalità ed amato da tutti per la sua profonda umanità – lo ricorda l’Ateneo reggino –. Illustre studioso, uomo di cultura di larghe visioni e profondo conoscitore della società.
Deciso è il sentimento di gratitudine per il fondamentale contributo che il Pro-Rettore ha profuso nei ruoli istituzionali ricoperti.
Con profondo dolore si esprime a nome dell’intera Comunità universitaria, stravolta dall’inattesa notizia, la vicinanza ed il cordoglio alla famiglia ed ai suoi cari».

Il Sindaco f.f., Paolo Brunetti e l’assessora comunale ai Rapporti con le Università, Angela Martino, hanno espresso i sentimenti di profondo cordoglio a nome di tutta l’amministrazione comunale di Reggio Calabria, per la prematura scomparsa del Professor Domenico Siclari. «La comunità reggina – hanno detto i rappresentanti di Palazzo San Giorgio – si stringe commossa, con sincero ed immenso affetto, alla famiglia Siclari e all’intera comunità accademica dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria di cui il Professor Siclari era Pro Rettore Vicario e Ordinario di Diritto amministrativo. Stimato docente, brillante ed appassionato uomo di cultura, il Professor Siclari verrà ricordato sempre per il suo sorriso e la dedizione con cui ha portato avanti il proprio impegno all’interno del mondo universitario, nel campo della ricerca e della formazione in ambito giuridico di cui era una voce e un punto di riferimento autorevole. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile anche tra quanti hanno avuto il privilegio in questi anni di conoscerlo come docente e di poterne apprezzare le straordinarie doti di umanità e capacità di ascolto».

Commosso il ricordo dello storico reggino prof. Pasquale Amato: «Caro amico e collega Domenico. Il Covid ti ha portato via troppo presto. Ma la tua presenza resterà nella mente e nel cuore di tutti noi».

«Ciascuno di noi – ha scritto – si poteva trovare anche nel suo giorno più triste. Ma incontrare lui capovolgeva immediatamente il tuo umore. Il suo sorriso e la sua disponibilità umana erano un’illuminazione, un’iniezione di fiducia. Potevi aprirti e confessare dubbi e incertezze. Lui, il giovane professore gentiluomo, spazzava via ogni dubbio, ogni incertezza, ogni insoddisfazione. E ti stimolava a vedere il lato positivo. E quando si parlava della nostra Università per Stranieri i suoi occhi si illuminavano, testimoniando l’amore incondizionato che sentiva per l’istituzione. Sarà sempre presente».

«La sua giovane anima e la sua visione positiva della vita – ha proseguito – saranno uno sprone per quei nuovi fulgidi traguardi che lui sognava. E che l’Università per Stranieri di Reggio raggiungerà per conservare e onorare al meglio la sua memoria.
Il mio abbraccio affettuoso va soprattutto alla moglie, alla sua piccola figlia e a tutti i familiari, tra cui la mia amica Serena Cara. Loro dovranno sopportare il peso maggiore di questa rapida conclusione di una vita luminosa. Ma saranno aiutate dalla sua bella anima». (rrc)

A Reggio Consiglio comunale aperto: non si parla di brogli ma di Piazza De Nava

di PASQUALE AMATO – La riunione del Consiglio Comunale aperto ha avuto un risultato double face. È stata infruttuosa sul primo punto dei brogli elettorali, mentre si è conclusa positivamente con un odg votato all’unanimità sul secondo punto concernente Piazza De Nava.
Sui brogli c’è stato un muro contro muro, che si è risolto con una sterile contrapposizione tra maggioranza e opposizione dopo il polemico abbandono delle associazioni e Comitati. Purtroppo alcuni giornalisti non hanno aspettato il dibattito su Piazza De Nava, che ha avuto uno sviluppo opposto. I cittadini Enzo Vitale per la Fondazione Mediterranea, Francesco Arillotta per gli Amici del Museo, Pasquale Amato per il Comitato Civico Piazza De Nava, Eugenia D’Africa per l’Accademia del Tempo Libero, Luigi Palamara e Francesco Suraci per l’Istituto Regionale di Urbanistica hanno sostenuto con lucidità, passioni e competenze differenti le ragioni del no alla demolizione della storica Piazza. Dopo i loro interventi il Consiglio ha visto prevalere un orientamento comune della maggioranza e delle opposizioni che ha originato un odg approvato all’unanimità. In sostanza il massimo consesso della comunità di Reggio ha recuperato il suo ruolo di interprete degli interessi dell’intera comunità. Interessi prioritari rispetto al potere di burocrati che piegano leggi e regolamenti alle loro preferenze, non rispettando minimamente le opinioni e le volontà dei cittadini.

Questo il mio intervento: «Questa seconda parte del Consiglio Comunale l’ho vissuta intensamente, con emozione e con orgoglio. Perché gli interventi degli amici che in questi mesi hanno sollevato il problema della non demolizione di Piazza De Nava sono stati illustrati con motivazioni che non sono soltanto tecnichema hanno parlato al cuore e all’anima della città. Hanno ribadito che una città è fatta di tante cose, una comunità è composta anche dal cuore e dall’anima della gente. Piazza De Nava rappresenta che cosa? Rappresenta una città che è stata rasa al suolo da uno dei terremoti più catastrofici della storia dell’umanitàha deciso di risorgere e si è ricostruita sulle macerie del 28 dicembre 1908. Quella Piazza divenne un luogo di incontro nuovo, interpretando la voglia di risorgere. Oggi essa è il simbolo della volontà di riprendere il cammino, l’ennesima resurrezione di una città che nel corso dei millenni è stata più volte distrutta da terremoti e anche da invasioni esterne. Non ricordiamo mai che la prima distruzione fu nel 386 aC per opera del tiranno di Siracusa Dionisio I. Dopo due attacchi falliti, la terza volta riuscì ad abbatterla con undici mesi di assedio, deviando nell’ultimo mese il corso delle fumare a monte per fare mancare l’acqua. La distrusse con particolare ferocia. Perché era animato da tanto accanimento?  All’apice del suo potere aveva chiesto e ottenuto atti di sottomissione ad altre città. Quando venne il turno di Reggio chiese in sposa una fanciulla di famiglia nobile come atto di sottomissione. La città si riunì in Assemblea e gli rispose con un sonoro schiaffo: offrí la figlia dello schiavo Boia di Stato. Da quel momento decise che avrebbe impiegato tutta la sua forza per cancellare Reggio dalla mappa della storia. Ma diversi reggini si erano rifugiati nei boschi dell’Aspromonte e pian piano tornarono, cominciando la ricostruzione. Il figlio Dionisio II prese atto della lenta ripresa e rifondò la città col nome di Febea. Ma appena cadde, i reggini decisero in Assemblea di riprendere il loro antico nome.
Noi oggi ci troviamo davanti a un problema simile, in tempi diversi per cose diverse. Io ritengo che sia giusto ciò che sta venendo fuori, cioè un documento unitario. Auspico che sia un documento unitario che ribadisca con forza e con chiarezza che la comunità reggina e il rispetto di essa viene prima di qualunque ufficio tecnico o burocratico che si è permesso di progettare qualcosa senza neanche interpellarla.
Voglio concludere questo mio intervento, che è un invito a tornare a quello spirito di cui ho parlato, con una citazione che dà il senso di tutto quello che oggi ci siamo detti.  È una citazione di Martin Luther King:”La vigliaccheria chiede: è sicuro?  L’opportunità chiede: è conveniente? La vanagloria chiede: è popolare?  Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla perché è giusta». 
[Pasquale Amato è uno storico e docente universitario reggino]
INSODDISFATTI GLI ESPONENTI DI “REGGIO NON SI BROGLIA”
Si dicono insoddisfatti gli esponenti del Comitato “Reggio non si broglia”: «Quello che temevamo alla vigilia e che in effetti avevamo già denunciato pubblicamente, si è alla fine verificato – ha detto in una nota –. Sit-in, banchetti vari, raccolta firme per una pubblica seduta richiesta ormai da quasi un anno, negata in prima battuta, poi procrastinata e infine concessa, ma solo quando si è capito che proseguire con il muro di gomma  alzato in prima persona dal presidente dell’assise Comunale, Enzo Marra, non avrebbe portato da nessuna parte coloro che detengono – abusivamente – le leve del potere.Tutto ciò, per poi sconsolatamente verificare che, stamattina, invece è andato in scena l’ultimo atto di una pessima commedia, dal copione ispirato all’ostruzionismo più spinto. Controlli, trappole e barriere; l’accesso a Palazzo San Giorgio è stato reso fino all’ultimo momento utile off limits, con la gente rimandata a casa se non si trovava segnata in una lista stampata da un solerte funzionario alla porta.

Lacci, espedienti e mezzucci a frotte, dopo la furbata della Pec obbligatoria da spedire quindici giorni prima dell’udienza per poter intervenire ed altri giochetti del genere, leggi l’accoppiata con altri temi (restyling Piazza De Nava) che con i Brogli elettorali poco c’entrava.

Insomma, vane e ostili complicazioni burocratiche che non avrebbero sfigurato al cospetto della corte dell’Impero bizantino, ma tant’è…

Considerato tutto ciò e dopo un immediato confronto fra coloro del comitato che avevano preannunciato intervento, alquanto spontaneo e sensato è apparso per noi, quindi, prendere atto che partecipare a un dibattito  del genere non avrebbe certo aiutato i cittadini a capire la portata di un fatto così grave, così come quello accaduto nelle scorse elezioni e pertanto altro che non ci è rimasto che abbandonare l’aula dove era in corso una semplice e misera pantomima, messa in piedi dalla politica “abusiva”, in barba ai morti che risultano essersi recati all’urna, così come avrebbero preso la strada dei seggi decine di infermi ed ultra ottantenni, con presidenti di seggio rei confessi ed altri scandalosi comportamenti che ancora oggi non sono stati sanzionati dalla giustizia.

In ogni caso, sappiano i detentori del potere comunale, che la nostra battaglia prosegue più convinta di prima. Anzitutto riproponiamo l’invito a far svolgere il prima possibile una vera e propria seduta di un consiglio comunale aperto, con tutti i crismi che una seduta del genere richiede, leggi incontro esclusivamente dedicato ai brogli elettorali perpetrati, e in una sede adeguata, quale è senza dubbio la già indicata sala Versace al Cedir, sala che già in passato ha ospitato incontri pubblici istituzionali o anche la stessa Piazza Italia. Inoltre, ai reggini che ancora credono al sacrosanto diritto alla partecipazione e dell’autodeterminazione popolare, assicuriamo che il nostro impegno continuerà a essere massimo e incondizionato, così come la lotta all’arroganza liberticida di chi “ad horas” ci governa». (rrc)

«ESTERREFATTI E INCREDULI»: LA DICHIARAZIONE DI PASQUALE MORISANI (REGGIO NON SI BROGLIA)
Pasquale Morisani, componente del Comitato Reggio non si broglia ha diffuso un’amara riflessione: «Esterrefatti e increduli abbiamo assistito ad un Consiglio Comunale-Farsa sul tema dei brogli elettorali che poteva registrarsi – in quelle fattezze tragicomiche – soltanto in questa sfortunata Città; afflitta da una classe dirigente politica “sinistra” che ha fatto della sfrontatezza la sua dottrina e della tracotanza dei forti e degli impunibili la sua filosofia morale.Il Consiglio Comunale Aperto – che avevamo richiesto lo scorso anno con il supporto di una massa importante di cittadini – ha avuto uno svolgimento che è da considerarsi “una perla” della storica capacità di vecchi e nuovi marxisti (e di vecchi DC ossequiosi) di manipolare e contraffare fatti, circostanze, notizie di reato e responsabilità soggettive riguardo la miserabile operazione che portò a far votare, per il PD di Falcomatà e di Irto, anziani e ammalati inconsapevoli e financo reggini deceduti, oltraggiando tali soggetti fragili, la memoria dei defunti e le loro famiglie.

Quando eravamo bambini ripetevamo – per esimerci dalla responsabilità delle nostre marachelle – una vecchia cantilena dialettale: Non fuja ieu, non fu a Maronna, fu u diavulu cu ducorna (non sono stato io, non è stata la Madonna, fu il diavolo con due corna!); tale “refrain” è totalmente associabile a questo Partito Democratico reggino che ha trattato la questione brogli elettorali come se fosse un problema avulso e non riconducibile ai suoi esponenti più in vista e ad una serie di soggetti indagati che necessariamente devono essere – per fatti e circostanze – politicamente sodali al centrosinistra.

Il PD ha trattato il tema brogli come un fattaccio esterno da esecrare e non, invece, per quello che è stato: una degenerazione feroce ed arrogante della bramosia di potere di alcuni iscritti al partito di Falcomatà.

Ha completamente dimenticato il PD i reati obbrobriosi di questi necrofori della politica che dovrebbero essere ripudiati dall’intera maggioranza consiliare; cosicché l’intera Città deve prendere atto che questo centrosinistra reggino, dei “mai pentiti e dei sempre falliti”, deve ascrivere a sua prerogativa identificativa anche l’aggettivo di “complici”, nella forma tipica dei fiancheggiatori dell’immoralità». (rrc)

A Reggio Consiglio comunale aperto su brogli e piazza De Nava

Sono arrivate moltissime richieste per la partecipazione al Consiglio comunale “aperto” in programma oggi a Reggio: associazioni, comitati e singoli cittadini, ma la capienza – causa covid – sarà limitata. Ciò non toglie che quest’atteso appuntamento con la Città, che ha all’ordine del giorno i brogli elettorali dell’ultima votazione per le Comunali e la riqualificazione di piazza De Nava, avrà un’attenzione particolare da parte di tutti i cittadini. Sono 15 gli interventi già richiesti e programmati (durata max 3 minuti) dal presidente del Consiglio comunale Enzo Marra.

Il Consiglio comunale aperto sarà presieduto ovviamente dal sindaco ff Paolo Brunetti, il quale nei giorni scorsi ha concordato una linea comune del Consiglio in merito alle richieste che perverranno, soprattutto per la vicenda brogli.

Diverse le prese di posizione su quest’appuntamento. Il Comitato “Reggio non si broglia” stigmatizza in una nota che «A distanza di quasi un anno dalla nostra richiesta, corredata a norma di legge dalle firme di centinaia di reggini e fino quando evidentemente non è stato più possibile cincischiare, finalmente, avrà luogo – prendono atto i componenti del Comitato ‘Reggio non si broglia’ – il tanto richiesto Consiglio comunale aperto sui brogli. Stiamo ovviamente riferendoci a quella pagina nerissima della storia di questa già martoriata città che ancora non è stata affatto chiarita dal punto di vista giudiziario, nonostante i tanti riscontri, ammissioni e confessioni».

Il Comitato si augura che: «tanti cittadini siano presenti a questo momento di partecipazione popolare, utile per fare chiarezza su una vicenda torbida che fa male all’intera città, ma allo stesso tempo siamo ben consapevoli che il tutto rischi di essere comunque una pantomima, atteso in primis che si è fatto trascorrere tanto tempo, troppo probabilmente, e varie e pessime vicende si sono succedute, così che i reggini oggi, stanchi e raffreddati non solo dal freddo pungente, ma anche da una politica inesistente e da un mala amministrazione, tendono a rimanere distanti da quel Palazzo San Giorgio che non può essere più il punto di riferimento della città. Se poi vogliamo aggiungere a questo il fatto che dalle notizie che ci giungono in queste ore il dibattito rischia di essere svolto in una sorta di ‘camera caritatis’ per via dell’emergenza Covid che ridurrà notevolmente l’afflusso dei cittadini in aula, nonostante i continui e ripetuti appelli a far svolgere in altro luogo la seduta, allora risulta ancora una volta ben chiara l’intenzione di questa Amministrazione di fare svolgere il tutto in sordina e di voler mantenere, al netto di vuoti proclami, una situazione di piatto silenzio su tutte le malefatte che questa città deve subire, quasi a volerci abituare a quel quieto vivere nel quale gli unici ad avere vantaggi sono i potentati di turno».

Critico anche il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) secondo cui questa convocazione «non è un passo in avanti reale per contrastare la profonda crisi» dell’Amministrazione comunale di Reggio. Da decenni, la Città – secondo il PCL – «versa in un coma politico profondissimo che parte dall’epoca in cui prese vita il cosiddetto “modello Reggio”. Un famelico blocco di potere di stampo massonico e mafioso consolidò allora un coacervo di oscuri interessi facilitato da una crisi profonda della sinistra reggina e dal collasso del movimento dei lavoratori. Privatizzazioni, aziendalismo, liberalizzazioni volute dalla sinistra riformista ne hanno facilitato una devastante ascesa. E quando la sinistra riformista è tornata alla guida di Reggio non si è registrata nessuna inversione di marcia».

Nella nota si legge che «Sono continuati assi programmatici, metodi di governo, rapporto con la società, si sono consolidati affarismo e interessi consociativi  Le frizioni di vari segmenti di uno squallido ceto politico hanno dato vita a una permanente lotta fra bande che ritengono che tutto sia loro permesso (anche portare a votare i morti). Oggi Reggio si trova succube di Scilla e Cariddi che si scannano per contendersi la guida di questa devastazione. Da una parte i responsabili recenti di uno scempio profondo, dall’altra coloro che agitano strumentalmente e provocatoriamente il vessillo della democrazia per ritornare in sella e riprendere in mano le redini della situazione lasciando inalterata la direzione di marcia e il dominio dei soggetti forti della città. È questa una chiara dimostrazione dei processi più ampi e profondi in cui anche a Reggio si svela il volto ipocrita della democrazia borghese e l’incedere di una marcia reazionaria di vasta portata. La vicenda pandemica e l’ascesa del movimento dei no vax confermano drammaticamente questa dinamica».

Secondo il PCL la convocazione del consiglio comunale aperto «è uno squallido espediente di chi vuole dare più forza al montare di questa crisi. Il PCL ritiene che un consiglio comunale partorito da un gigantesco broglio non sia legittimato ad aprirsi per segnare una reale inversione politica. Il punto centrale è invece ricostruire una cultura e una prassi di campo sociale in cui i/le lavoratori/trici e gli/le oppressi/e di Reggio Calabria ritrovino un punto di riferimento chiaro e non equivoco. Lo sforzo del PCL di costruire e di sviluppare il coordinamento delle forze della sinistra di opposizione va nettamente in questa direzione. I comunisti conseguenti non debbono mai perdere questo orientamento classista non cedendo a populismi, democraticismi e a forme di interclassismo comunque camuffate. Al di là degli sviluppi della vicenda elettorale il PCL chiama alla raccolta tutti coloro che sono animati da questa esigenza. Il PCL sa che la crisi di Reggio Calabria potrà essere risolta dalla Reggio dei lavoratori. Nessuna energia si tiri indietro da questa battaglia epocale».

Per quanto riguarda l’altro punto all’ordine del giorno, sulla riqualificazione di piazza De Nava, si registra il commento di Enzo Vitale, Presidente della Fondazione Mediterranea: «Ho molte perplessità sui risultati pratici: è difficile che il Comune faccia marcia indietro, anche a seguito delle rinnovate assicurazioni da parte del Segretariato regionale. L’unica possibilità di bloccare l’iter, prescindendo dal procedimento penale in corso, che comunque potrebbe riservare brutte sorprese ai travet ministeriali, a mio avviso è quella di mettere con le spalle al muro la Soprintendenza».

«So che questa posizione – afferma il prof. Vitale – non è condivisa da tutti, in quanto osteggiata fortemente anche da un membro del Comitato civico piazza De Nava, solo uno per fortuna, ma è l’unica che potrebbe essere percorsa, anche con mezzi giudiziari, ove il nuovo Soprintendente non rispettasse i suoi doveri di ufficio. È una posizione scomoda, ma ritengo che tutti gli aderenti al Comitato dovrebbero mettere da parte interessi personali o della propria associazione che collidano con la mission del Comitato. Comunque sia, avanzerò la proposta, condivisa dal prof. Salvatore Settis, da me sentito, che il Comune indica una consultazione popolare sul tema». (rrc)

REGGIO – Inaugurata la mostra sui 30 anni della Dia

È stata inaugurata, a Palazzo “Corrado Alvaro” di Reggio Calabria, la mostra sui 30 anni della Direzione Investigativa Antimafia, dal titolo Antimafia Itinerante e visitabile fino al prossimo venerdì.

«Per la Città Metropolitana di Reggio Calabria è motivo di grande orgoglio e un onore particolare poter ospitare questa bellissima e suggestiva esposizione che celebra i trent’anni della Direzione Investigativa Antimafia» ha dichiarato il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio, Carmelo Versace, aggiungendo che si tratta di «una realtà importantissima per questo Paese che da anni svolge un ruolo estremamente delicato e imprescindibile nel quadro dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti che lo Stato è chiamato a portare avanti ogni giorno».

«Non si tratta solo di ripercorrere il lavoro immane che è stato condotto in tutti questi anni – ha sottolineato il Sindaco f.f. Versace – ma anche di compiere un’opera di valorizzazione della memoria collettiva, nel ricordo di quanti hanno pagato con la vita il loro impegno al servizio dello Stato. È un momento solenne e di rilievo nazionale a cui non potevamo che rispondere presente, nella consapevolezza che tale iniziativa abbia anche una fortissima valenza culturale e formativa, investendo sulla scuola e offrendo ai più giovani un nuovo punto di vista rispetto a quanto accade nel nostro Paese e, in particolare, nel nostro territorio per l’affermazione dei diritti e la tutela della legalità».

«Alla Dia e tutte le donne e agli uomini che operano al suo interno, a quanti si sono prodigati per mettere in piedi questa bellissima manifestazione, – ha concluso l’inquilino di Palazzo “Alvaro” – va il nostro più sentito ringraziamento rinnovando, nel contempo, il pieno e convinto sostegno della Città Metropolitana a iniziative di così alto prestigio e spessore culturale». (rrc)